Miracle

Miracle - coach and team

Non si parla certo di un film da Oscar, ma di un onesto film sportivo per ragazzi che racchiude in se tutti i clichA� tipici del genere: morale, voglia di vincere, una buona dose di retorica, il debole che batte il piA? forte .
Ma Miracle, film statunitense del 2004 diretto da Gavin Oa��Connor, porta con sA� almeno due buoni motivi per essere visto: racconta un avvenimento reale e lo fa con la��hockey su ghiaccio, sport ricco di fascino ma (almeno da noi) poco diffuso.
La storia , nota come Miracle On Ice, A? quella del torneo di hockey su ghiaccio della��Olimpiade invernale di Lake Placid, conquistato dalla nazionale USA grazie soprattutto alla vittoria contro la��allora fortissima selezione sovietica; in piena guerra fredda (era il 1980), la��episodio ebbe ovviamente un ritorno mediatico enorme. La tensione tra il blocco comunista e quello occidentale era al culmine, basti pensare che soltanto qualche mese dopo gli statunitensi, sotto iniziativa del presidente Carter, boicottarono i giochi della XXII Olimpiade di Mosca per protesta contro la��invasione russa della��Afghanistan (la��Italia partecipA? ma senza bandiera nA� inno nazionale, presentandosi sotto la��insegna del CIO). Sono inoltre numerosi nella pellicola i riferimenti alla situazione contemporanea, grazie soprattutto ai titoli di testa che in pochi minuti setacciano minuziosamente i turbolenti anni a��70.
Il protagonista principale del miracolo fu sicuramente il coach Herb Brooks, morto prematuramente prima di vedere il film proiettato nelle sale. Uomo sanguigno (interpretato nella finzione da un ottimo Kurt Russell) riuscA� a selezionare dei giocatori dilettanti e appianare i diversi screzi interni per fare di loro una squadra formidabile. Umano ma rigoroso, si rammaricava del fatto che media e tifosi vedessero la sfida olimpica con la�� URSS come una battaglia contro la��impero del male, invece di viverla come una grande opportunitA� di fronte a quella che da anni era la squadra piA? forte con i campioni migliori in circolazione.
La partita, nonostante il suo grandissimo carico di significati, non fu comunque quella che effettivamente consegnA? la��oro agli americani. Infatti si trattava del girone finale, il cosiddetto girone delle medaglie, al quale prendevano parte anche Svezia e Finlandia (e fu proprio la vittoria con questa��ultima a consegnare effettivamente la��oro).
In sintesi A? un film godibile, affascinante quanto basta soprattutto nelle movimentate azioni di gioco, che riporta la��impresa di un coach e dei suoi ragazzi focalizzando il punto di vista sportivo e meno quello politico, dove i sovietici non sono solo i comunisti cattivi ma soprattutto la squadra di hockey piA? forte e rispettata; insomma nessun Rocky Balboa contro nessun Ivan Drago. Nel cinema a stelle e strisce anche questo, a suo modo, A? un piccolo miracolo.

http://www.youtube.com/watch?v=SDHH6p-QsWk

Daniele Serra

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Daniele Serra nasce a Cagliari nel 1982 d.C. , sull ’isola più bella del mondo. Nel cassetto (chiusa bene) una triennale in lettere guadagnata con la tesi “Parola di Ultras – un’analisi linguistica degli striscioni delle tifoserie calcistiche italiane”. Ama scrivere, il buon cinema, le corse in riva al mare e con la palestra cerca di mantenere in condizioni accettabili la sua carcassa. Da sempre cagliaritano, nel bene e nel male.

2 Comments on this post

  1. Ottima recensione, me lo procurerò al più presto!

    Davide /
    • Daniele Serra

      Grazie Davide, si te lo consiglio è un bel film!

      Daniele / (in reply to Davide)

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