Fever Pitch (Febbre a 90A�)

fever pitch (2)Ognuno ha la sua. Per quanto mi riguarda Cagliari a�� Inter 0-3 ( tripletta della pantegana bionda Jurgen Klinsmann) . Risultato tragico, ma quel 9 settembre 1990 fu il giorno che cambiA? per sempre la mia percezione della domenica, fu la prima volta allo stadio. Non fu la prima in assoluto, i genitori (o chi per loro) mi avevano giA� portato dentro quel magico teatro, ma ero solo un bambino che si limitava a giocherellare tra i gradoni del Santa��Elia. Quel secco tre a zero fu la prima partita che vidi con il cuore gli occhi e la sofferenza del tifoso.
Lo stesso accadde al britannico Nick Hornby quando vide per la prima volta la��Arsenal, una passione raccontata nel romanzo Fever Pitch che diede vita alla�� omonimo film del 1992 diretto da David Evans.
Febbre a 90A�, questo il titolo italiano, racconta le vicende del protagonista Paul, interpretato da Colin Firth (meritato Premio Oscar nel 2011 per Il discorso del Re ) tra la��adolescenza segnata dalla prima volta allo stadio e la sua vita presente, dove la��amore smodato per i Gunners rischia di mettere a repentaglio tutto il resto della sua vita, dal lavoro alle relazioni personali.
Paul, professore di letteratura, divide la sua vita in a�?stagionia�� , vive per la��Arsenal e sembra non avere nessun interesse al di fuori di questo, rendendo problematica la relazione con la collega Sarah che di contro non si spiega questa passione cosi estrema e a suo modo incomprensibile.
Tra le scene piA? significative vi A? sicuramente quella dove Paul viene portato per la prima volta alla partita dal padre e tra la calca, le urla, il tifo e i cori rimane affascinato in maniera indelebile. Ancor piA? da��impatto A? la scena dove , tra le note di Baba Oa��Riley degli Who, indossa la sua sciarpa, quasi in maniera rituale, e va a a�?pregarea�? insieme a tanti altri fedelissimi nel suo tempio chiamato HIghbury, il glorioso stadio londinese della��Arsenal (abbattuto, purtroppo, qualche anno fa).
Ovviamente la��amore per Sarah e la��arrivo imminente di un figlio apriranno la mente del tifoso Paul, che prenderA� in considerazione altri valori prima tralasciati. Lo stesso farA� la ragazza, avvicinandosi alla��Arsenal e facendosi contagiare dalla passione per i colori biancorossi.
Il finale A? basato sulla reale partita di Anfield Road tra Liverpool e Arsenal della stagione 1988/89, la��ultima giornata, dove una vittoria per 2-0 avrebbe garantito il titolo ai Gunners. Paul la segue quasi senza speranze con la��amico fidato (inoltre la relazione con Sarah A? in piena crisi) la��Arsenal vince con un solo gol alla��attivo e in pieno recupero tutto sembra ormai scritto. Ma, quasi per magia, arriva il gol di Michael Thomas che vale il titolo e la��esplosione di gioia dei protagonisti e di un intero quartiere londinese.
La conclusione A? dolce e lascia una speranza: quando tutto in ogni campo non va come dovrebbe, quando apparentemente non si hanno piA? speranze, continua a crederci. Non sia mai che arrivi un Michael Thomas che a tempo scaduto ti metta dentro il gol scudetto. Che vale una stagione, una vita.

http://www.youtube.com/watch?v=R-5GUNQz7Hg

Daniele Serra

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Daniele Serra nasce a Cagliari nel 1982 d.C. , sull ’isola più bella del mondo. Nel cassetto (chiusa bene) una triennale in lettere guadagnata con la tesi “Parola di Ultras – un’analisi linguistica degli striscioni delle tifoserie calcistiche italiane”. Ama scrivere, il buon cinema, le corse in riva al mare e con la palestra cerca di mantenere in condizioni accettabili la sua carcassa. Da sempre cagliaritano, nel bene e nel male.