Team Hoyt — coraggio e determinazione da vendere…

hoyt1Ci sono storie che solo a sentirle, o raccontarle, ti viene la pelle d’oca, perchA� superano ogni limite umano, o percepito come tale.

Ci sono storie in cui la forza dell’amore di un padre verso il figlio puA? cosA� tanto, che non ti sembrano nemmeno vere.

Invece A? pura, semplice, tangibile veritA� la vicenda del TeamA�Hoyt, la coppia formata dal padre DickA�HoytA�(anno di nascita 1940) e suo figlio Rick (1962), affetto dalla nascita da paralisi cerebrale infantile.

A dispetto dell’handicap di Rick, padre e figlio presenziano da protagonisti oramai da decenni a varie manifestazioni e discipline sportive, dal nuoto, alla corsa, alla maratona, al triathlon…Sono cosA� famosi non solo negli USA ma in tutto il mondo da essersi giA� meritati nel 2008 un riconoscimento da brividi, l’inserimento nella Hall of Fame degli Ironman.

La cosa ha davvero dell’incredibile se si pensa alla disabilitA� di Rick, rimasto colpito da paralisi cerebrale infantile dopo che il suo cordone ombelicale gli si A? avvolto al collo procurandogli un’asfissia cerebrale con conseguenti danni che sembravano potergli donare nulla piA? che una vita in stato vegetativo.

Ma i genitori di Rick non vollero arrendersi a questa tragica sorte e trattandolo come un perfetto normodotato grazie ad amore smisurato, un medico fantastico e cure azzeccate riuscirono ad insegnargli perfettamente l’alfabeto.

Nel 1972, non paghi di questa prima grande “vittoria”, Judy (la madre) e Dick riuscirono a far sviluppare alla Tufts University un avveniristico computer grazie al quale il ragazzo non ancora undicenne cominciA? a comunicare con chicchessia impartendo le istruzioni con i movimenti della testa.

La prima frase che disse con questo dispositivo fu Go Bruins! (Forza Bruins!) riferita alla squadra di hockey su ghiaccio NHL di Boston. Questo espediente fece notare alla famiglia la sua forte passione sportiva.

Con questo dispositivo di comunicazione Rick A? stato in grado di frequentare la scuola pubblica per la prima volta e, continuando gli studi, si A? poi laureato presso la Boston University nel 1993 con una laurea in special education. In seguito ha lavorato al Boston College in un laboratorio di ricerca dove si sviluppano sistemi per aiutare le persone disabili nella comunicazione e in altri compiti.

La “carriera ” sportiva del TeamA�HoytA�A? nata invece alla fine degli anni settanta, per puro caso, quando per la prima volta padre e figlio parteciparono ad una corsa di beneficenza di 5 miglia per un compagno di classe di Rick che si era paralizzato giocando a lacrosse.

Dopo la gara Rick disse al padre: “PapA� quando corriamo insieme non mi sento piA? un disabile”…

Dick, che non aveva mai corso in vita sua, non ci pensA? su un attimo: iniziA? ad allenarsi con sacchi di pietre sulle spalle per formare appunto il TeamA�HoytA�che ancora oggi, dopo 35 anni di attivitA�, ancora gareggia in tutto il mondo.

Insieme hanno completato piA? di 1000 competizioni sportive tra cui maratone, triathlon (6 dei quali sono competizioni Ironman) e duathlon: Dick trascina Rick adagiato in un canotto nelle gare di nuoto, lo trasporta su una bicicletta con una apposita seduta anteriore nelle sessioni di ciclismo e lo spinge su una sedia a rotelle sportiva nelle gare di corsa.

Tra le tante conquiste,A�pienamente in linea col motto creato “Yes we can”, ossia “SA� noi possiamo”, fa particolare impressione quella del 1992, quando padre e figlio hanno attraversato gli Stati Uniti d’America in 45 giorni, completando un totale di quasi 6000 chilometri tra bicicletta e corsa…

Nel 2009 invece la coppia ha tagliato nelle strade di casa il traguardo piA? simbolico e significativo, completando nella maratona di Boston la sua millesima corsa.

Ma oltre alle corse il duo ha creato giA� nel 1989 una fondazione no-profit con l’intento di far maturare nei giovani con disabilitA� il proprio carattere nonchA? accrescere la propria autostima, il tutto attraverso l’inserimento in tutti i settori della vita quotidiana, dalla scuola, alla famiglia, allo sport, all’ambiente di lavoro.

Dopo d’allora, a dispetto dei suoi settanta e passa anni, Dick non ha ancora smesso di correre ed allenarsi ed il TeamA�HoytA�A? ben lungi dal ritirarsi dalle competizioni: un esempio impressionante diA�coraggioA�eA�determinazioneA�che va oltre i traguardi sportivi che puntualmente non cessa di tagliare.

http://www.teamhoyt.com

http://www.youtube.com/watch?v=Adubrj3yya8

About Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.