A Sochi il ghiaccio A? arancione…

olandesiEppure A? l’Olimpiade. Sembrano le selezioni olandesi, eppure A? l’Olimpiade. Ancora una volta il ghiaccio di Sochi si tinge d’arancione, sotto i pattini di un’Olanda sempre piA? dominatrice. Potremmo oramai cambiare nome all’impianto, da Adler Arena ad Orange Arena, o Fort Oranje…

Per l’ennesima volta quest’anno infatti vediamo scritto NED in tutti e tre i gradini del podio, dopo aver guardato una gara consapevoli fin da subito che tifando un atleta proveniente da qualsiasi parte del mondo che non si fosse chiamata “Olanda”, saremmo rimasti delusi in partenza.

Ma anche se completamente arancione, la gara di ieri A? stata tutt’altro che banale: spettacolo e colpi di scena hanno caratterizzato soprattutto le due heat finali, dove il campione si A? arreso solo dopo aver superato la linea dell’arrivo (o quasi).

Dopo una heat 6 dove uno strepitoso Jorrit Bergsma stabilisce il record olimpico, sfiorando quello del mondo per quattro secondi e ridicolizzando un Bart Swings in realtA� per nulla deludente, le speranze di veder tornare a regnare il Re, Sven Kramer, colui che da innumerevoli anni da vita a spettacolari sfide con avversari ogni volta diversi, erano notevolmente calate. Lui, che a Vancouver aveva vinto, ma era stato squalificato in seguito all’ingresso in una corsia sbagliata, dovuto ad un incomprensione con l’allenatore. Lui, 37 anni solo sulla carta. Lui, non si A? dato per vinto. A metA� gara il vecchio Sven aveva giA� distrutto i sogni di gloria di Hoon Seung Lee, campione uscente, e si accingeva a portare a termine una manche viaggiando ad un tempo inferiore a quello del (suo) record del mondo. Bergsma, che fino ad allora non aveva minimamente degnato di uno sguardo la gara del compagno, comincia ad alzare lo sguardo. Si rende conto che quello che gli sta accadendo ha davvero dell’incredibile, e sembra non voler credere ai numeri scritti sul display dell’Adler-Arena. Passano due giri: Jorrit Bergsma si rende conto che aveva fatto bene a non credere a quello che vedeva. Sven Kramer perde un secondo al giro, e ormai sfinito, rallenta notevolmente la velocitA� di pattinata. Mancano due giri: il giovane Jorrit si alza in piedi, sa che Kramer, che qualche giorno prima l’aveva battuto nei 5000, non puA? piA? recuperare.

Jorrit Bergsma primo, Sven Kramer secondo a +5 e Bob De Jong terzo.

Ho l’impressione di sapere chi vincerA�, rischio cadute a parte, la gara a squadre…

Jacopo Brama

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Un lunedì di tanti anni fa, seduto all’ultimo banco di una terza elementare, conobbi la prima pagina della Gazzetta e ne rimasi folgorato. Qualche primavera dopo porto nel cuore lo stesso sogno: trasmettere al mondo sentimenti ed emozioni che solo lo sport sa regalare.

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