A Torino l’illusione dura poco, Italia travolta dall’Australia (20-50)

australiarugby1In principio e alla fine. Ma in mezzo c’è stata soltanto Australia, a tratti devastanti per 60’ buoni. Quelli che sono passati dal 13’ – quando l’Italia conduceva 10-0 dopo un avvio micidiale – al 79’, il momento in cui il debuttante Allan è riuscito a mettere a segno la meta che ha sigillato il 20-50 finale. A Torino era troppa la voglia dei Wallabies di riscattarsi dopo un 2013 che li aveva visti perdere ben 8 volte e vincere soltanto 3. Ed era parecchio anche il divario delle forze in campo.

L’Italia inizia il novembre dei test-match nel peggiore dei modi. Perché se è vero che ha concluso in avanti, è innegabile che nelle fasi decisive della partita sia mancata quella dose di carattere e intensità atletica indispensabile per poter sperare di non rimediare una figuraccia al cospetto dell’Australia. Quanto meno non manca una buona notizia. Il 16 a Cremona contro le Fiji, quella voglia che abbiamo visto negli occhi dei Wallabies sarà dei ragazzi di Brunel. E potrebbe essere tutta un’altra storia.

LA CRONACA

Trascinata dall’entusiasmo dell’Olimpico, l’Italia che festeggia il cap numero 99 di Castrogiovanni e Parisse parte con il piede sull’acceleratore. Calcio facile di Di Bernardo per aprire le danze (5’) e meta di McLean con trasformazione per il 10-0 dopo soli 13’ di gioco. L’entusiasmo, però, diventa eccessivo. Gli azzurri si illudono di poter giocare a viso aperto con l’Australia e scherzano con il fuoco, finendo per esserne bruciati anche per colpa di una mischia ai limiti dell’inguardabile. Toomua suona la carica, Cooper prende in mano le redini del gioco e manda in meta il capitano Mowen al 16’. Poi ci pensano Kuridrani e Cummins, che tra 22’ e 31’ ribaltano la sfida con due mete. Con una trasformazione di Cooper si passa in fretta al 10-19 che chiude il primo tempo. Anche per via di due sanguinosi errori al calcio di Di Bernardo.

L’Australia non va negli spogliatoi nell’intervallo per evitare il contatto con le telecamere, resta a bordocampo e tiene la testa nella partita anche nella ripresa, quando è ancora Cummins a mettere dentro la seconda meta personale per il 10-24 ospite (51’). Brunel capisce che tira una brutta aria e cambia due terzi della prima linea inserendo Aguero e Ghiraldini per Rizzo e Giazzon, ma spostando anche Bortolami a sinistra con l’ingresso di Geldenhuys per Pavanello. La scossa in mischia c’è, ma al 58’ Ashley-Cooper va ancora in meta per il 10-33. La partita “vera” finisce qui. Il punteggio, però, si gonfia ancora. Perché l’Australia abbassa la tensione difensiva concedendo a Cittadini (appena subentrato e reduce da una settimana durissima dopo la morte del padre) la meta della speranza (62’), ma tiene alta quella offensiva andando ancora dentro con Tomane (67’) e Folau (69’). Si arriva alle battute finali sul 15-50. Quando Allan, al debutto e ora ufficialmente italiano, sbaglia due calci ma insacca la meta che chiude la sfida dopo cinque minuti di pressione azzurra. Il totale fa 20-50, poco a tanto per la 14esima sconfitta dell’era Brunel (su 20 partite).

 

LA STATISTICA CHIAVE

Erano ben 14 le sconfitte nel 2013 dell’Australia. E proprio da qui, oltre che dal ko della settimana scorsa a Twickenham, è nata la sconfitta azzurra. Dalla voglia di riscatto dei Wallabies, che ha regalato quel qualcosa in più agli uomini di Ewen McKenzie e ha permesso loro di conquistare la quarta vittoria dell’anno solare. La 18esima su 18 precedenti con l’Italia.

 

IL MIGLIORE

Nick Cummins – Due mete, quelle decisive a cavallo dei due tempi. E una spina nel fianco costante a sinistra, lì dove non lascia spazi alle avanzate azzurre. L’asse con Cooper fa impressione.

 

IL PEGGIORE

Alberto Di Bernardo – Italia-Australia l’anno scorso si era chiusa con l’errore di Luciano Orquera. Questa volta ha subito una pesante battuta d’arresto dopo i due piazzati falliti malamente dall’apertura azzurra sul finire del primo tempo.

 

IL TABELLINO

Italia: McLean; Benvenuti (dal 19’ st Cittadini), Morisi, Sgarbi, Sarto; Di Bernardo (dal 19’ st Allan), Gori (dal 30’ st Botes); Parisse, Barbieri, Zanni; Bortolami (dal 23’ st Furno), Pavanello (dall’11’ st Geldenhuys); Castrogiovanni (dal 19’ st Iannone), Giazzon (dall’11’ st Ghiraldini), Rizzo (dall’11’ st Aguero). All.: Brunel.

Australia: Folau; Ashley-Cooper (dal 28’ st Tomane), Kuridrani, Toomua, Cummins; Cooper (dal 23’ st Leali’Ifano), Genia (dal 30’ st White); Mowen, Hooper (dal 23’ st Gill), Simmons; Horwill, Timani (dal 17’ st Dennis); Alexander (dall’11’ st Kepu), Moore (dal 29’ st Fainga), Slipper (dal 23’ st Robinson). All.: McKenzie.

Arbitro: Jackson (Nuova Zelanda); g.d.l. Poite (Francia), Lacey (Irlanda). TMO: Hughes (Inghilterra).

Marcature: 5’ pt Di Bernardo (punizione), 12’ pt McLean (meta), 13’ pt Di Bernardo (trasformazione), 16’ pt Mowen (meta), 17’ pt Cooper (trasformazione), 22’ pt Kuridrani (meta), 23’ pt Cooper (trasformazione), 31’ pt Cummins (meta), 11’ st Cummins (meta), 12’ st Cooper (trasformazione), 18’ st Ashley-Cooper (meta), 19’ st Cooper (trasformazione), 22’ st Cittadini (meta), 26’ st Leali’Ifano (punizione), 27’ st Tomane (meta), 28’ st Leali’Ifano (trasformazione), 29’ st Folau (meta), 30’ st Leali’lfano (trasformazione), 39’ st Allan (meta).

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.