Ad Avellino basta Green e un quarto. Pistoia va KO

14715547_10207330105947642_6878264396439153614_oE’ una Scandone dai due volti. Per trenta minuti gioca sottotono. Schemi inesistenti, difese pessime e attacco a dieta ferrea. Sacripanti prova a mescolare le carte ma ogni mossa si infrange sulle difese e sugli attacchi che Esposito cuce addosso ai propri uomini. I primi due quarti si chiudono con Pistoia in vantaggio di otto punti (35 a 43) e nel terzo Avellino riesce solamente a recuperare due punti ma non a convincere pubblico e coach (49 a 55 a fine terzo quarto). Scandone che realizza una media di 16 punti nei primi tre quarti, realizza una sola tripla su 12 tentativi e lascia che Pistoia, invece, punisca con continuitA� dall’arco e dal post (alto o basso in egual misura).

La prima considerazione, guardando le percentuali della linea della caritA�, sarebbe quella di consigliare a Sacripanti di sfruttare Fesenko nei primi minuti di ogni quarto mentre, quandoA�l’avversario esaurisce il bonus, schierare Cusin. Il basket non A? una scienza esatta ma prendere questo minimo accorgimento potrebbe dare un leggero vantaggio ad Avellino. Seconda considerazione:A�giocare col doppio play A? una delle scelte finora premianti di Avellino. Rinunciarvi per tre quarti non A? scelta condivisibile. Terza ed ultima considerazione: i giocatori di Avellino sembrano votati maggiormente a giocare in contropiede che con le difese schierate. DovrA� essere coach Sacripanti a trovare la giusta chimica per utilizzare questa prerogativa a vantaggio della formazione irpina. Da questo punto di vista, l’utilizzo di Fesenko (notevolmente piA? in forma rispetto a solo due settimane fa) potrebbe risultare decisivo dando molta profonditA� al gioco avellinese. E’ sotto gli occhi di tutti che i lunghi pistoiesi sono andati in crisi proprio quando il lungo ucraino era in campo. Cusin, da parte sua, A? giocatore con mano piA? educata dell’ex NBA e puA? dare una qualitA� diversa nell’impianto offensivo SIDIGAS.

14615811_10207330634760862_5719975429812448605_oUltimo quarto di Avellino: 34 a 12, 75% da due, 75% da tre, 70% ai liberi, 11 assist, 7 palle recuperate e 9 rimbalzi. Il coro del pubblico “vi vogliamo cosA�” A? il giusto premio per un perfect quarter. Immaginiamo cosa possa succedere quando i quarti giocati in questo modo saranno due o tre.

Il migliore in campo: nonostante i soliti pochi punti a referto, A? Marques Green che trascina la Scandone e, negli ultimi due quarti, mette in crisi il proprio pari ruolo con una difesa asfissiante che porta sono nell’ultimo periodo a recuperare ben 4 palloni. E’ da lui e alle sue triple che parte la rimonta della Scandone. E’ lui che spiega ai compagni cosa fare, come farlo e quando farlo. Allenatore in campo.

Il peggiore in campo: deludono i 4 biancoverdi. Sia Zerini che Leunen giocano nettamente sotto le proprie possibilitA�. Il primo, chiamato in campo per dare minuti di riposo al secondo, non riesce ad incidere come nella prima uscita al Paladelmauro. Il secondo appare in difficoltA� contro il reparto lunghi di Pistoia. VelocitA� e fisicitA� per i biancorossi contro la solita flemma da play di 206 centimetri. Stavolta l’ala grande made in USA non riesce mai ad essere un fattore.

Menzione speciale: Obasohan ha numeri da vero campione uniti ad una esplosivitA� che oggi non ha confronti in Italia. Dovrebbe imparare solamente le regole del buon vicinato: quando penetri e ci sono due avversari su di te, il tuo compagno vicino A? sicuramente libero. Scaricare ragazzo, scaricare. L’ha fatto una sola volta e l’ha fatto bene. In un paio di occasioni ha deciso di giocare Obasohan contro resto del mondo. Con pessimi risultati. Nonostante queste pecche di gioventA?, A? lui insieme al piccolo play di Philadelphia a tenere a galla la Scandone e ad innestare la marcia veloce per recuperare e poi sorpassare sverniciando la carena degli avversari.

I coach: Sacripanti sta probabilmente provando cose nuove. Ce ne sarA� bisogno nel corso della stagione. Partire senza Thomas, ai box per un risentimento muscolare, non A? sicuramente facile. Perdere la bocca di fuoco principe del gioco offensivo irpino A? sicuramente uno svantaggio considerevole. Nonostante ciA? potrebbe usare qualche accorgimento per evitare di scompensare troppo il gioco offensivo SIDIGAS. Esposito le tenta tutte e molte gli riescono. I primi tre quarti sono da manuale del gioco della pallacanestro. I suoi tirano con ottime percentuali e sbagliano pochissimi movimenti in difesa, mettendo in seria difficoltA� il farraginoso gioco irpino. Poi inizia l’ultimo quarto ed A? meglio dimenticare.

L’impegno di coppa: in settimana la Scandone sarA�, per la prima volta dopo 8 anni, impegnata nelle coppe. La Basketball Champions League A? competizione difficile. Iniziare in casa dei serbi del KK Mega Basket A? non solo difficile, ma estremamente complicato. L’avversario degli irpini A? squadra tosta e il suo impianto di gioco, tipicamente jugoslavo, A? diretto in maniera magistrale da quel grandissimo campione che risponde al nome diA�Dejan MilojeviA�. Ne vedremo delle belle, anche perchA� la squadra serba arriva da 4 sconfitte consecutive in campionato e di certo vorrA� vendere cara la pelle.

Rotazioni: l’agonismo di Pistoia mette in crisi il proprio coach. Lombardi esce presto dai giochi e tutto il reparto lunghi va in difficoltA� contro Fesenko (9 falli commessi solo su di lui). Esposito fa il massimo ma ciA? non impedisce a Boothe di sedersi in anticipo in panchina con 5 falli all’attivo. Sacripanti accorcia le rotazioni visto l’infortunio di Thomas. Severini dA� il solito ottimo contributo mentre Parlato meriterebbe qualche minuto e un pizzico di fiducia in piA?. Soprattutto quando chi gli sta davanti nelle rotazioni non riesce a mettere una tripla neppure col mirino laser.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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