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E’ una sfida ricca di occasioni e di gol quella che va in scena tra Verona e Genoa. Il 2-2 frena i padroni di casa – che comunque affrancano uno splendido terzo posto insieme a Inter e Sampdoria a quota 8 punti –, e rilancia Matri come freccia importante (e ritrovata) nell’arco di Gian Piero Gasperini. Proprio l’ex Milan, con la doppietta di stasera, spaventa il pubblico del Bentegodi che però assiste poi ad una grande reazione di calcio e di spirito dei suoi giocatori. Il Verona si conferma un affare ben duro da gestire, ma i rossoblù mandano un bel segnale a tutta la Serie A.
PARTENZA A RAZZO — Scendono in campo vigorose Verona e Genoa, i cambi di fronte sono frequenti, le occasioni si sprecano a ripetizione. La prima mezz’ora restituisce però un Grifone arrembante, ben messo in campo, che sulla fascia sinistra funziona alla grande grazie alle belle combinazioni dell’asse Lestienne-Marchese. E’ proprio quest’ultimo, al 34’, a confezionare un cross al bacio dalla trequarti che Matri, con un mirabile gesto tecnico, deposita di testa in rete. Il Verona riparte, tenta la reazione e Perin deve fare gli straordinari prima su Toni e poi su Saviola (il cui tap-in mancato allo scadere, tuttavia, sa più di occasione sprecata che di miracolo del giovane Mattia).
 LA RABBIA E L’ORGOGLIO — L’avvio di ripresa è da doccia gelata per i colori di casa. Ci si aspetterebbe la reazione, ma passano appena due minuti e Rafa Marquez fa un pasticcio tentando un dribbling su Matri nella propria trequarti. L’attaccante lo punisce, come un bomber di razza sa fare: pallone rubato e 2-0 facile facile. Sugli spalti cala il silenzio, la corazzata Hellas è sotto di due gol a zero in casa. Ma Mandorlini non ha abituato i suoi a rese incondizionate. Nessuna spugna verrà gettata sul ring, non in questo modo. Cinque minuti è infatti quanto ci mette Tachtsidis, con un bel tiro piazzato da fuori area, ad accorciare. E’ arrembaggio: Toni, fino a qui un po’ in ombra, non molla un pallone, è suo ogni centimetro dell’area avversaria. Ed è proprio questa caparbietà che porta Toni a proteggere palla, a defilarsi e servire un cross – raffazzonato ma efficace – che trova la testa vincente di Ionita. Eccolo, il pareggio. Non c’è forza di trovare la vittoria, né da una parte né dall’altra. Le squadre ci provano, ma la sensazione è quella di aver speso tutto. Il punto a testa, in fondo, si rivela giusto.