Al giro di boa la Sidigas Scandone Avellino è la seconda forza del campionato.

Alzi la mano chi un mese fa si aspettava questo risultato. Tra problemi societari, infortuni, Vicunic ad un passo dall’esonero, giocatori dati in partenza e Cole partito, nessuno avrebbe scommesso 5 euro sulle sorti di una Scandone non solo sull’orlo di una crisi di nervi ma descritta da molti sull’orlo di una crisi societaria da cui sarebbe stato impossibile rialzarsi. Articoli allarmistici, testate giornalistiche che pur di dare notizie, la notizia la creavano (ricordiamo ancora un “bellissimo” pezzo che parlava di campionato falsato per colpa dell’addio di Cole e dei problemi societari della Scandone). Ed invece De Cesare si è rimboccato le maniche e ha fatto di tutto per riparare i danni causati dai ritardi nei pagamenti. I giocatori, dal canto loro, persa la stella NBA Cole, si sono stretti attorno al piccolo play Sykes. Keifer ha preso per mano la squadra e con un mese da grande campione ha fatto fare filotto alla SIDIGAS. 7 vittorie tra campionato e coppa che hanno consegnato ad Avellino il secondo posto al traguardo di metà campionato e la quasi matematica qualificazione in Champions League.

La partita di oggi era un difficile spartiacque tra una mid season di alto livello e un piccolo miracolo. Arrivare a questo punto della stagione con 2 punti in più di Venezia e solo 6 da Milano (con lo scontro diretto vinto con una partita perfetta), è appunto un piccolo miracolo di cui i ragazzi di coach Vucinic debbono andare fieri. Tutti ovviamente, ma ancora di più quei giocatori che il campo lo vedono poco e che in quei minuti risicati e strappati a chi parte nello starting five, debbono ritagliarsi uno spazio fatto di voglia, intensità e tanta determinazione. Parliamo di D’Ercole che, seppur con la schiena a pezzi sta dando il suo contributo, parliamo di Campani che a poco a poco sta entrando nelle rotazioni, parliamo di Campogrande e Sabatino che stanno abituandosi a questi palcoscenici ma parliamo soprattutto di Spizzichini che è uno dei trascinatori morali della squadra. Giocatori così fanno bene alle dinamiche del gruppo. Un gruppo di italiani non sicuramente omogeneo per provenienza e caratteristiche fisiche e caratteriali ma che da oggi in avanti deve essere il polmone di chi finora ha speso più del dovuto in termini di energie fisiche e psichiche. Sono loro, i nostri italiani, che devono fare il salto di qualità. A tutti manca poco. Ognuno sa in cosa deve migliorare. Ora bisogna farlo. Prima delle F8 ci sono partite delicate ed importanti. Il loro coraggio e il loro sforzo è necessario ora più che mai.

MVP

Nichols. Demetris. 34 anni. From Boston to Avellino. 20 punti, 36 minuti giocati, 6 assist, 11 rimbalzi, 29 di valutazione. Bisogna aggiungere altro? Troviamo un difetto? Ok, ha tirato da tre con il 20%. Poco per un campione di adamantino valore come lui. Ma è quello che si dice, il pelo nell’uovo.

I numeri della partita

Pistoia sbaglia 12 liberi, Avellino solo 6. Con maggiore attenzione e precisione dei toscani, avremmo probabilmente visto una partita diversa. Lo 0/4 di Dominique Johnson grida vendetta ma anche l’1/5 di Krubally non scherza. Avellino domina sotto le plance prendendo ben 14 rimbalzi in più di Pistoia. Merito soprattutto di Nichols e Young che assieme ne catturano più del 50% (alla fine saranno 24 a referto).

In attesa dell’ufficializzazione del tabellone delle F8

La Coppa Italia attende Avellino e le altre 7 squadre. Alla Scandone, arrivata seconda, dovrebbe toccare in sorte l’incrocio con la Brindisi del Presidente Marino, resosi protagonista di spiacevoli dichiarazioni sulla squadra biancoverde per le quali ha dovuto dar conto anche alla federazione. Usiamo il condizionale poiché nel momento in cui stiamo scrivendo Legabasket non ha ancora dato alcuna ufficialità e c’è sempre la leggera apprensione dovuta alla fine delle indagini della procura federale. Nelle prossime ore anche queste ultime nubi saranno spazzate via e ci si potrà concentrare solo sui risultati sportivi. Chi vorrà vincere le F8 dovrà vincerla sul campo. Se ci saranno squadre più brave della Scandone, tanto di cappello a loro. L’unico verdetto che chi ama lo sport accetta è quello espresso sudando le canotte. Tutto il resto, soprattutto quando si tratta di contestazioni pretestuose dovute più alla paura di confrontarsi sul campo che al resto, dovrebbero rientrare nell’ambito delle cose da dimenticare e derubricare con ignominia.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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