All Time XI: Ajax

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Uno dei club piA? prestigiosi al Mondo, la squadra simbolo della prima metA� degli Anni Settanta, quella che farA� da spina dorsale alla bella e sfortunata Olanda che nei due Mondiali di quel decennio perde entrambe le finali giocate.

La��Ajax A? la squadra di Cruyff prima e di Van Basten poi, quindi di Bergkamp, di Kluivert e Litmanen, e via dicendo. Ma anche dei a�?santonia�? della panchina: Rinus Michels, Louis Van Gaal, Leo Beenhakker.

Ha vinto ben 32 titoli nazionali, 18 coppe nazionali, 8 Johan Cruijff Shield (la Supercoppa da��Olanda), per quanto riguarda i successi a�?casalinghia�?. A livello internazionale puA? vantare due successi nella Coppa Intercontinentale (1972, 1995), tre vittorie nella Supercoppa Europea (la primissima edizione, a cavallo del 1972-a��73, a lungo non ufficialmente riconosciuta, quindi la prima ufficialmente organizzata della��anno successivo e quella del 1995), una Coppa delle Coppe (1987), una Coppa UEFA (1992) e soprattutto 4 Coppa dei Campioni/Champions League, di cui tre di fila tra il 1971 e il 1973, e quella del 1995. Successi europei che hanno una particolaritA� poco simpatica per noi italiani; tolta la prima Coppa dei Campioni vinta coi greci della��Olyimpiacos, le altre tre sono state vinte battendo ognuna delle a�?tre grandia�? del nostro campionato. Nel 1972 la doppietta di Cruyff stende la��Inter. La��anno dopo A? il goal di Rep a togliere il sogno europeo alla Juventus (che parteciperA� al posto degli olandesi alla Coppa Intercontinentale, boicottata dalla��Ajax). Infine nel 1995 A? Kluivert a far piangere il Milan di Capello campione da��Europa in carica. La��Ajax A? uno dei pochi club ad aver vinto tutte e tre le coppe europee, secondo ad esserci riuscito dopo la Juventus (le altre due squadre ad aver centrato il prestigioso traguardo sono Bayern Monaco e Chelsea. Tutte e quattro le squadre hanno vinto anche la Supercoppa Europea).

Vediamone ora la squadra di tutti i tempi, schierata alla maniera del calcio totale, con un 4-3-3/4-2-4 variabile, visto che la tattica si basa sullo scambio di ruoli e posizioni:

1 (portiere) a�� Edwin Van Der SAR: Nato a Voorhout, inizia da bambino nella squadra della sua cittA�, il Foreholte. Quindi, a 15 anni, passa al Noordwijk, dove la��Ajax lo scova relativamente tardi, a venta��anni. Inizialmente aggregato alla squadra riserve, diventa ben presto il a�?dodicesimoa�?, giocando nove match nella stagione 1990-a��91. In quella seguente deve stare a guardare Stanley Menzo, a cui soffia perA? il posto nel corso della stagione successiva, dopo una performance a dir poco imbarazzante in Coppa UEFA del portiere coloured. Da lA� in poi il titolare A? lui e con questo avvicendamento la��Ajax torna sul tetto da��Olanda prima, e da��Europa e del Mondo dopo. Inizia sul finire della stagione 1992-a��93, a posto conquistato, vincendo la Coppa da��Olanda, con la��Ajax di Van Gaal che rifila un perentorio 6 a 2 alla��Heerenveen. La stagione 1993-a��94, la prima in cui A? titolare da subito, parte nel migliore dei modi; la squadra infatti conquista subito la Supercoppa da��Olanda, infilzando i campioni nazionali incarica del Feyenoord con un inappellabile 4 a 0, e a fine anno sarA� pure a�?scudettoa�?, il primo di una serie consecutiva di tre. La stagione 1994-a�?95 A? quella della consacrazione: bis in Supercoppa, sempre contro il Feyenoord (un 3 a 0 stavolta a parti invertite: Lancieri vincitori della��Eredivisie, biancorossi di Rotterdam detentori della coppa nazionale), secondo a�?scudettoa�? consecutivo e, soprattutto, il trionfo in Champions League, battendo in finale (cui la squadra arriva imbattuta) il Milan campione in carica (dopo averlo sconfitto anche nella fase a gironi). Una stagione praticamente perfetta, che sembra pronta ad essere bissata la��anno dopo: Supercoppa da��Olanda (terza di fila), Coppa Intercontinentale, Supercoppa Europea, tris in campionato e nuovamente in finale di Champions. Che perA? stavolta sfugge, contro la Juventus ai rigori. Nel frattempo i migliori tra i suoi compagni iniziano ad andarsene uno dopo la��altro, alcuni ceduti per far quadrare il bilancio, altri approfittando della nuova legge sullo svincolo senza indennizzo, la famigerata a�?legge Bosmana�?. La partenza di quasi tutti i migliori, e il contraccolpo per non aver completato quel favoloso ciclo in maniera definitiva, fanno si che la stagione 1996-a��97 sia clamorosamente senza titoli. Van Gaal se ne va al Barcellona, e la societA� lo rimpiazza col danese Morten Olsen, un allenatore che non ha vinto niente e, soprattutto, fermo da due anni. Attorno a lui lo scetticismo A? totale, ma invece la squadra riparte alla grande, centrando al primo colpo il double campionato-coppa nazionale. La��annata successiva perA? alla��Ajax ci sono problemi di spogliatoio: la squadra ormai non A? piA? un top team europeo, e gli ultimi reduci del periodo da��oro di Van Gaal vogliono fare il salto di qualitA� giA� compiuto da molti dei loro ex compagni. Vittima di questo subbuglio A? proprio Olsen, che salta nel dicembre 1998. Al suo posto la panchina viene affidata alla��ex mediano della squadra Jan Wouters, che guida la��Ajax alla conquista della Coppa da��Olanda. Per Van der Sar A? la��ultimo trofeo con i Lanceri, perchA� poi passa alla Juventus, dato che Peruzzi ha scelto di raggiungere Lippi alla��Inter. In bianconero non vince nulla, e anzi qualche errore di troppo da parte sua costa i due campionati andati alle romane, tra la��acquitrino di Perugia e il goal di Nakata. In mezzo, i 4 goal presi in Coppa UEFA dal Celta di Vigo. Alla Juve decidono che serve qualcosa di meglio, e spendono 100 miliardi per sottrarre Buffon al Parma, cedendo la��olandese agli inglesi del Fulham. Col club (allora) di Al-Fayed, rimane quattro anno, senza vincere nulla ma dimostrandosi sempre uno dei migliori portieri della Premier League. Tanto che Sir Alex Ferguson decide di puntare su di lui e sulla sua esperienza, quando vede che la ricerca del a�?nuovo Schmeichela�? sa��A? rivelata piA? dura del previsto. Allo United Van der Sar vince di nuovo tutto: 4 campionati (di cui tre consecutivi nel triennio 2007-2009), 3 Community Shield (2007, 2008, 2010), 2 Coppa di Lega e, soprattutto, Champions League e Mondiale per Club (entrambi nel 2008). Lascia al termine della stagione 2010-a��11, terminata con la vittoria della sua quarta premier. Con la Nazionale olandese ha disputato ben 130 match (record attuale), partecipando a tre Mondiali (1994, da a�?secondoa�?, 1998 e 2006 da titolare, e la��ultimo anche da capitano) e a 4 Campionati Europei (dal 1996 al 2008, sempre da titolare, e la��ultimo ancora da capitano). Ha vinto due volte il titolo di miglior portiere europeo due volte, con un record di 14 anni tra il primo e il secondo titolo. La prima volta infatti conquista il trofeo nel 1995 con la��Ajax, per poi rivincerlo nel 2009 con lo United. In carriera ha disputato 5 finali di Champions League, e detiene il record mondiale di imbattibilitA�, con 1311 minuti, stabilito nella Champions League 2008-a��09. Attualmente ricopre la��incarico di direttore marketing nel board della��Ajax.

2 (terzino destro) a�� Wim SUURBIER: Nato ad Eindhoven, non A? perA? cresciuto nel PSV, bensA� proprio nella��Ajax, nel quale debutta pochi giorni prima di compiere diciannove anni, nel gennaio 1964. Dopo la��apprendistato sotto i coach britannici Jack Rowley (ex grande attaccante del Manchester United) e Vic Buckingham (ex colonna del Tottenham), A? con la��arrivo di Rinus Michels (giA� grande attaccante dei Lancieri) e del suo a�?Calcio Totalea�? che la carriera di Suurbier spicca il volo, portandolo anche a diventare il terzino destro titolare della Nazionale olandese, con cui disputa da titolare il Mondiale a��74 e la��Europeo del a��76, prendendo parte anche ad Argentina a��78, nella cui finale entrerA� a partita in corso. Col grande Ajax vince sei titoli (tre di fila ne triennio 1966-1968, poi nel 1970, 1972 e 1973), 4 Coppa da��Olanda (1967 e nel triennio 1970-1972) e, soprattutto, le tre Coppa dei Campioni consecutive del 1971-1973, la Coppa Intercontinentale 1972 e la doppietta in Supercoppa Europea 1972-1973. Dopo che nel 1973 Cruyff se ne va, la squadra inizia un periodo di declino, mano a mano i cosiddetti a�?Dodici Apostolia�? se ne vanno o si ritirano quasi tutti, mentre lui rimane fino alla riconquista della��Eredivisie, nella stagione 1976-a��77, che per lui significa settimo titolo nazionale, ma anche la fine della sua storia con la��Ajax. Passa ai tedeschi dello Schalke 04, dove rimane pochissimo per trasferirsi poi in Francia, al Metz. Anche qui una sola stagione per poi accettare la��offerta di attraversare la��oceano e giocare nella Lega Nordamericana, dove gioca per tre stagioni nei Los Angeles Aztecs. Torna quindi brevemente in Patria, allo Sparta Rotterdam, per ripartire quindi verso gli USA, dove gioca la sua ultima stagione nel calcio professionistico con i San JosA� Earthquakes. Si dA� quindi al calcetto, girando diverse squadra (soprattutto in Florida) e alternando la carriera di giocatore a quella di allenatore nella disciplina per tutti gli Anni Ottanta.

3 (difensore centrale) a�� Danny BLIND: Una delle poche leggende dei Lancieri a non essere cresciuto o comunque arrivato in giovanissima etA� ad Amsterdam. Inizia infatti la sua carriera con lo Sparta Rotterdam, con cui debutta nel campionato 1979-a��80, a diciotto anni. Nelle prime tre stagioni fa apprendistato, giocando comunque sempre un numero di partite in doppia cifra (13 il primo anno, 10 sia il secondo sia il terzo). Diventa quindi titolare dalla stagione 1982-a��83, imponendosi nel pacchetto difensivo dei a�?Signori del Castelloa�? per quattro stagioni, prima di approdare alla��Ajax, voluto da Johan Cruyff (per il disappunto, si narra, di Marco Van Basten, che avrebbe voluto un a�?nomea�? e non uno a�?sconosciutoa�?, per rinforzare la difesa), e dove evolverA� da terzino destro a difensore centrale maestro nella��impostazione. Al primo anno ad Amsterdam vince la Coppa da��Olanda e la Coppa delle Coppe, mentre per la sua prima vittoria in campionato deve aspettare la stagione 1989-a��90, con Leo Beenhakker in panchina. A� perA? quando viene promosso il vice di questa��ultimo, Louis Van Gaal, che la carriera di Blind prende il volo. Si inizia subito con la Coppa UEFA, strappata con due pareggi in finale al Torino, grazie alla regola dei goal in trasferta (e ad un arbitraggio scandaloso, che fece arrabbiare a tal punto la��allenatore granata Mondonico, da fargli sventolare per aria una sedia) ed A? proprio Blind, nel frattempo divenuto capitano, ad alzare la coppa al cielo. La��anno dopo tocca alla Coppa da��Olanda (pirotecnico 6 a 2 inferto alla��Heerenveen), quindi la stagione 1993-a��94 che inizia con la Supercoppa da��Olanda (4 a 0 ai campioni nazionali del Feyenoord) e si conclude con lo a�?scudettoa�?. La stagione successiva inizia come la precedente, con la vittoria sul Feyenoord (3 a 0 stavolta il risultato) per la supercoppa nazionale, quindi altro successo in campionato e soprattutto il trionfo in Champions League contro il Milan, ed A? lui ad alzare la coppa a�?dalle grandi orecchiea�? nel cielo di Vienna. Il trionfo procede con la Supercoppa Europea, nella cui gara di ritorno Blind segna una doppietta su rigore. E sempre dal dischetto A? decisivo per la conquista della Coppa Intercontinentale, dato che A? lui a segnare la��ultimo penalty nella sequenza che riporta la��Ajax sul tetto del Mondo (e sarA� nominato a�?Man of the Matcha�?). Arriva inoltre il terzo a�?scudettoa�? consecutivo. Il ciclo di Van Gaal si chiude dopo una stagione senza trofei e il passaggio della��allenatore e di alcuni giocatori al Barcellona o in altri importanti squadre europee. Ma il capitano resta per aiutare la a�?rinascitaa�?, e infatti la��anno dopo A? nuovamente doppietta campionato-coppa nazionale (un perentorio 5 a 0 al PSV Eindhoven). Inizia quindi la sua ultima stagione, che si concluderA� con la vittoria della sua quarta Coppa da��Olanda. Appesi gli scarpini al chiodo, diviene subito tecnico del settore giovanile, guidando la formazione A1 (con cui ha vinto il titolo di categoria nel 2002 e nel 2004) fino al marzo 2005, quando subentra sulla panchina della prima squadra al posto della��esonerato Ronald Koeman, portando la squadra al secondo posto. Confermato anche per la stagione successiva, inizia vincendo la Supercoppa da��Olanda (2 a 1 in rimonta) contro il favoritissimo PSV, vincitore uscente sia del campionato sia della Coppa da��Olanda. La chiude battendo di nuovo il PSV, col medesimo punteggio, conquistando la Coppa da��Olanda. Ma la squadra in campionato arriva solo quarta e lui non viene riconfermato. Dopo un periodo di stop, nella stagione 2007-a��08 A? a�?director of footballa�? dello Sparta Rotterdam, la squadra in cui A? cresciuto, e che lascia dopo solo una stagione per tornare nuovamente alla��Ajax per ricoprire lo stesso ruolo. La stagione successiva, con la��arrivo in panchina di Martin Jol, sceglie di diventarne il vice, ruolo che ricopre anche nel primo anno sulla panchina ajacide di Frank de Boer. Dalla stagione 2011-a��12 A? direttore tecnico del club, carica che A? costretto a lasciare dopo sei mesi, in seguito alla guerra dirigenziale tra la fazione capeggiata da Johan Cruyff e quella legata a Louis Van Gaal. Blind seguirA� nel 2012 questa��ultimo sulla panchina della��Olanda, facendogli da vice assieme alla��ex compagno Patrick Kluivert, carica che tutta��ora ricopre. A? secondo solo a Swart per numero di partite giocate coi Lancieri, sfiorando le 500 (494, per la��esattezza). Inoltre, A? la��unico giocatore non italiano e non della Juventus (gli altri – Scirea, Cabrini, Tacconi e Brio – vi sono arrivati tutti in maglia bianconera) ad aver vinto tutte le competizioni internazionali possibili per un europeo (Coppa dei Campioni/Champions League, Coppa delle Fiere/Coppa UEFA/Europa League, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale/Mondiale per Club). Ad oggi A? stato la��ultimo a riuscirci. Con la Nazionale olandese ha disputato i Mondiali 1990 e 1994, e gli Europei 1992 e 1996, questa��ultimo da capitano oranje.

4 (difensore centrale) a�� Frank De BOER: Inizia da bambino nel A�De Zouaven, squadra della cittadina di Grootebroek in cui A? cresciuto. Scoperto da Cruyff, a 14 anni entra nella��accademia della��Ajax, in cui milita anche il fratello gemello Ronald. Inizialmente terzino, diventa poi difensore sinistro nella difesa a 3 e centrale di sinistra in quella a 4. Debutta in prima squadra a 18 anni, nella caotica prima stagione del dopo-Cruyff, con ben tre cambi di allenatore. La��anno dopo vince per la prima volta la Eredivisie, sotto la guida di Leo Beenhakker. Quindi vince tutti i titoli della��era-Van Gaal: la Champions League 1994-a��95, la Coppa Intercontinentale (1995, trasformando il terzo rigore, subito dopo che il fratello aveva fatto altrettanto), la Supercoppa Europea (1995), la Coppa UEFA 1991-a��92, tre a�?scudettia�? consecutivi (1994-1996), anticipati ogni anno da altrettanti successi in Supercoppa da��Olanda (1993-1995), e una Coppa da��Olanda (1993-a��94). Dopo la��ultimo anno senza titoli di Van Gaal, sia lui che il fratello rimangono per dare una mano alla��Ajax ad aprire un nuovo ciclo, che pare riaprirsi con la doppietta campionato-coppa nazionale. La geografia delle forze del calcio europeo A? perA? nel frattempo cambiata, e la��Ajax non A? piA? un top team: i fratelli de Boer chiedono la cessione, che avviene a metA� della stagione successiva, quando riescono a raggiungere il loro maestro Van Gaal al Barcellona, vincendo subito la Liga. SarA� la��unico successo spagnolo. Frank rimane fino al 2003 (mentre Ronald ha salutato dopo solo una stagione e mezza, dopo la��addio di Van Gaal), quando lascia dopo la fine del Van Gaal-bis, passando ai turchi del Galatasaray. A Istanbul si ferma solo per sei mesi, lasciando a metA� stagione per raggiungere il fratello ai Rangers di Glasgow. I due lasciano subito dopo, per traferirsi in Qatar, dove Frank gioca due stagioni annunciando poi il ritiro. Entra nello staff tecnico della��Ajax, ricoprendo dal 2007 il ruolo di direttore del settore giovanile. Fa poi esperienza in panchina durante il Mondiale 2010, quando fa da vice al CT van Marwijk, insieme alla��ex capitano (e attuale allenatore) del PSV Phillip Cocu, suo compagno durante la��esperienza al Barcellona. A dicembre dello stesso anno subentra al dimissionario Martin Jol, debuttando con una vittoria in Champions League per 2 a 0 a San Siro contro il Milan, e portando addirittura la squadra alla vittoria in campionato, sconfiggendo nello scontro diretto della��ultima giornata il Twente campione in carica. Per la��Ajax A? lo a�?scudettoa�? numero 30, festeggiato tra la��altro proprio nel giorno del compleanno di Frank. Un debutto del genere gli A? valso ovviamente la riconferma; una fiducia ben ripagata, dato che con de Boer la��Ajax ha vinto anche i due titoli successivi. Questa stagione A? iniziata con la vittoria della Supercoppa da��Olanda, mentre ora nel mirino ci sono uno storico quarto a�?scudettoa�? consecutivo e la��Europa League, dopo la��immeritata eliminazione dalla Champions alla��ultima partita del girone, finita 0 a 0 contro il Milan.

5 (terzino sinistro) a�� Ruud KROL: Cresciuto nella��Ajax, debutta in prima squadra sotto la guida di Michels, anche se inizialmente non trova molto spazio in quanto chiuso dal titolare van Duivenbode. Quando questi se ne va (dopo la sconfitta col Milan nella finale di Coppa dei Campioni del 1969, per passare agli odiati rivali del Feynoord che invece la coppa nel 1970 la vincono), il posto da titolare A? suo. Fa parte dei a�?Dodici Apostolia�? che fanno le fortune del a�?Gloria Ajaxa�? e, alla fine di questo periodo da��oro, diventa pure capitano, nel 1975, dopo la��addio di Keizer. Coi Lanceri vince le 3 Coppa dei Campioni consecutive tra il 1971 e il 1973, la��Intercontinentale del 1972, la Supercoppa Europea nel 1972 e nel 1973, 7 a�?scudettia�? e 4 coppe nazionali. Partecipa inoltre a due finali Mondiali consecutive con la��Olanda (1974 e 1978), nel secondo torneo indossando anche la fascia di capitano. Disputa anche due Europei, quello del 1976 nel quale la��Olanda arriva terza, e quello del 1980, anche qui da capitano. Dopo il torneo continentale lascia la��Ajax per andare a svernare per mezza stagione nel campionato Nord Americano, ai Vancouver Whitecaps. VivrA� poi una seconda giovinezza in Italia, al Napoli, dove arriva nel 1980 e gioca da libero. Alla sua prima stagione A? il faro della squadra che non solo centra un insperato terzo posto, ma che lotta quasi fino alla fine per lo scudetto. Lui sarA� il miglior giocatore della��intero campionato, secondo il a�?Guerin Sportivoa��, che gli assegna il a�?Guerin da��Oroa��, Rimane fino al 1984, dopo una stagione un poa�� tribolata causa infortuni, concludendo poi la carriera coi francesi del Cannes.

6 (mediano) a�� Arie HAAN: Cresce nelle giovanili dell’Ajax debutta in prima squadra nel 1969, ritardando per sua volontA� la��ingresso in prima squadra per concentrarsi sugli studi, almeno secondo leggenda. Inizialmente chiuso da Nico Rijnders nel ruolo di perno centrale del centrocampo, Haan in un paio di stagioni conquista il posto. Il simbolico a�?passaggio del testimonea�? tra i due arriva nella finale di Coppa dei Campioni del 1971, quando la��allenatore Michels alla��intervallo toglie il primo e inserisce il secondo, che segnerA� il goal del 2 a 0, contribuendo in maniera significativa a portare i Lancieri sul tetto da��Europa. All’inizio della stagione successiva Rijnders viene quindi ceduto ai belgi del Bruges e Haan diventa titolare inamovibile del centrocampo. Con la��Ajax vince anche le due successive Coppa dei Campioni, oltre a due Supercoppa Europea (1972, segnando sia alla��andata sia al ritorno coi Rangers di Glasgow, e 1973 segnando la��ultimo dei 6 goal che la��Ajax rifila al Milan ad Amsterdam) e la Coppa Intercontinentale del 1972, oltre a tre a�?scudettia�? (1970, 1972, 1973) e a tre coppe nazionali consecutive (1970-1972). Rimane altri due anni dopo la fine del glorioso ciclo ajacide, per trasferirsi poi in Belgio, alla��Anderlecht. Coi bianco-malva vive un altro ciclo da��oro, iniziando subito con la��accoppiata Coppa delle Coppe-Coppa del Belgio al primo anno. La seconda stagione arriva la Supercoppa Europea, battendo i tricampioni da��Europa del Bayern Monaco, e Haan va in goal sia alla��andata sia al ritorno. Inoltre A? di nuovo finale di Coppa delle Coppe, ma la squadra cede il passo ai tedeschi della��Amburgo. In questa competizione la rivincita arriva subito, dato che la��Anderlecht centra la terza finale consecutiva, vincendo il trofeo con un netto 4 a 0 sulla��Austria Vienna. La stagione successiva arriva la seconda Supercoppa Europea, battendo nella doppia finale il Liverpool bicampione da��Europa, vendicando i connazionali del Brugge sconfitti qualche mese prima dai Reds nella finale europea. Dopo una��annata senza successi, chiude alla grande il suo stint alla��Anderlecht, conquistando finalmente il titolo nazionale nel 1980-a��81. Passa quindi allo Standard Liegi, con cui conquista subito lo a�?scudettoa�?, disputando tutte le partite di campionato e segnando sei gol. Conquista anche la sua quarta finale di Coppa delle Coppe persa contro il Barcellona. La stagione successiva A? di nuovo vittoria in Jupiler League, quindi torna in Olanda per disputare la sua ultima stagione agonistica, giocando col PSV Eindhoven. Appena ritirato diventa subito allenatore, iniziando coi belgi della��Antwerp e da lA� girando mezza Europa (Germania, Grecia, Austria), ma i risultati migliori li ottiene sempre in Belgio, vincendo il campionato nel 1985-a��86 con la��Anderlecht e la coppa nazionale con lo Standard Liegi nel 1992-a��93. Nel 2002 diventa CT della Nazionale cinese, ricoprendo poi lo stesso ruolo anche in Camerun e Albania. Torna quindi in Cina, allenando diversi club. Con la Nazionale ha disputato i due storici Mondiali del 1974 e del 1978, e il Campionato Europeo 1980.

7 (attaccante destro) a�� Sjaak SWART: Recordman di presenze nella squadra, con quasi 600 (596, per la��esattezza), A? per questo soprannominato a�?Mr. Ajaxa�? e in carriera ha giocato sempre e solo coi Lanceri. Nato ad Amsterdam, muove i primi passi in alcune squadre minori come la��OVVO e la��Amsterdam FC, prina di entrare nella gloriosa scuola calcio ajacide. Debutta in prima squadra nel 1956, a diciotto anni, giocando in Coppa da��Olanda. La stagione seguente si guadagna un discreto spazio, giocando 19 partite (con tre goal) in campionato. La��anno seguente le apparizioni nella a�?Serie Aa�? olandese sono solo 7 (sempre con tre goal), ma si fa notare nella coppa nazionale, mettendo a segno 4 goal in 5 partite. Dalla stagione successiva, la 1959-a��60 diviene titolare pressochA� inamovibile, rimanendovi fino al ritiro. Alla sua prima stagione da titolare arriva lo a�?scudettoa�?, cui fa seguito la��anno dopo la Coppa da��Olanda. Dopo un quinquennio di insuccessi, la squadra viene affidata alla��ex calciatore Rinus Michels, e la squadra svolta subito i propri destini. Dalla��arrivo della��inventore del cosiddetto a�?Calcio Totalea�? (e poi col suo successore, il romeno Stefan KovA�cs), Swart metterA� in bacheca altri sei titoli nazionali (in otto anni), 4 successi in Coppa da��Olanda (1967 e la tripletta 1970-1972) e, soprattutto le tre Coppa dei Campioni consecutive del periodo 1971-1973, corroborate dalla vittoria della Coppa Intercontinentale (1972) e la primissima Supercoppa Europea della Storia (1972-a��73). Con la Nazionale olandese ha giocato 31 match, mettendo a segno 10 reti. Dopo il ritiro ha iniziato la��attivitA� di procuratore, continuando al contempo ad essere legato al a�?mondo Ajaxa�?, facendo da a�?uomo immaginea�?, ambasciatore e giocando partite benefiche con la formazione di a�?vecchie gloriea�? denominata Lucky Ajax e da lui stesso fondata, con la quale continua a scendere in campo nonostante abbia superato la settantina (ha 75 anni, essendo un classe a�?38).

8 (interno destro) a�� Johan NEESKENS: Jolly a�?totalea�? come classico della a�?scuola olandesea�?, inizia come terzino destro, venendo poi spostato nel ruolo di interno. Cresce nel RCH Heemstede, squadra della sua cittA�, dove Michels lo scova, portandolo alla��Ajax nel 1970. Coi Lancieri vince subito la Coppa dei Campioni e la Coppa da��Olanda (segnando il goal vittoria), trofei che porta a casa anche la��anno successivo, aggiungendovi inoltre lo a�?scudettoa�?. Al terzo anno arrivano la Coppa Intercontinentale (dove segna il primo dei tre goal che la��Ajax rifila alla��Indipendiente nella gara di ritorno), Supercoppa Europea, un altro a�?scudettoa�? e, soprattutto, la terza Coppa dei Campioni consecutiva. Cruyff se ne va, la��Ajax fa il suo ultimo squillo di tromba, rivincendo la Supercoppa Europea, e Neeskens segna il terzo dei 6 goal rifilati al Milan. Lascia i Lancieri alla fine di questa stagione, per raggiungere il a�?gemelloa�? Cruyff e il a�?maestroa�? Michels al Barcellona, dove diventa un vero e proprio idolo, nonostante la squadra non sia certo tra le piA? vincenti, dato che metterA� in bacheca a�?soloa�? una Copa del Rey nel 1978 e la Coppa delle Coppe la��anno successivo, che sarA� anche la��ultimo in blaugrana. Sceglie anche lui la��avventura americana, trasferendosi ai New York Cosmos, dove rimarrA� per 5 anni, per poi tornare in Patria, al Groningen. Rimane solo una stagione, giocando sette misere partite, e poi torna negli Stati Uniti, al Fort Lauderdale Sun, per darsi poi al calcetto coi Kansas City Comets. Dopo una stagione nel calcio indoor, torna al classico nel 1986, giocando coi dilettanti bavaresi del LA�wenbrau per una stagione, prima di traferirsi in svizzera, dove disputerA� tre campionati col Baar e una��ultima stagione nel FC Zug, di cui diviene subito dopo la��allenatore, guidandolo per due stagioni. Altre due stagioni in Svizzera le passa allo StA�fa, quindi allena per una��annata i tedeschi del Singen 04, entrando poi nello staff di Guus Hiddink, al tempo CT della Nazionale olandese. Ricopre lo stesso ruolo nel biennio 1998-2000, quando alla guida degli Oranje ca��A? Frankie Rijkaard, quindi diventa la��allenatore del NEC Nijmegen, portandoli subito alla qualificazione europea, ma venendo esonerato nella stagione successiva. Torna quindi a fare la��assistente di Hiddink, stavolta sulla panchina della Nazionale australiana, con cui partecipa ai Mondiali 2006 (nel quale gli oceanici saranno eliminati dalla��Italia negli ottavi di finale, grazie al rigore di Totti a tempo scaduto). Raggiunge quindi Rijkaard al Barcellona, lasciando con lui nel 2008, e diventando CT della Nazionale B, che lascia dopo un solo anno per tornare nuovamente a lavorare con Rijkaard, al Galatasaray. Nel 2011 diventa allenatore dei sudafricani Mamelodi Sundowns, che lascia nel dicembre della��anno successivo, dopo la��assalto dei tifosi della squadra.

9 (centravanti) a�� Marco VAN BASTEN: Probabilmente, il centravanti puro piA? completo della Storia del Calcio. Il a�?Cigno di Utrechta�? muovi i primi passi entrando a sei anni nella scuola calcio della��UCS EDO, squadra amatoriale della cittA�. La��anno dopo passa ad una��altra societA� di Utrecht, la��UVV, dove rimane per nove anni, passando poi alla��USV Elinkwijk, sempre a Utrecht, dove lo notano gli osservatori della��Ajax, che lo portano ad Amsterdam, dove approda ufficialmente il primo luglio 1981. Dopo qualche partita giocata con lo Jong Ajax, nella��aprile 1982 debutta in prima squadra, contro il NEC di Nijmegen, andando subito in goal e vincendo il suo primo campionato. La stagione successiva A? la primissima alternativa in attacco, e insidia il posto di centravanti titolare a Wiem Kieft, Scarpa da��Oro in carica, che a fine campionato (concluso col bis della vittoria in campionato e la vittoria in Coppa da��Olanda) si traferisce in Italia (incredibile ma vero al a�?piccoloa�?, con tutto il rispetto possibile, Pisa), lasciandogli campo libero. Nei suoi quattro anni da centravanti titolare, segna 117 goal in 112 partite, vincendo per quattro volte di fila il titolo di capocannoniere, che contribuiscono alla conquista di un altro a�?scudettoa�? nel 1984-a��85 e gli valgono la Scarpa da��Oro nel 1986, anno in cui vince la sua seconda Coppa da��Olanda. Nella��ultima stagione porta a casa la terza coppa nazionale, segnando i due decisivi goal nei tempi supplementari della finale, vinta dopo aver messo direttamente la firma sulla conquista del suo primo titolo europeo, la Coppa delle Coppe. Suo, infatti, il goal che stende i tedeschi della��Est della Lokomotive Lipsia. Passa quindi al Milan, da qualche anno nelle mani del miliardario Berlusconi, e fresco della��arrivo di Arrigo Sacchi in panchina. La squadra vince subito lo scudetto, anche se il contributo di Van Basten A? minimale, dato che per via di un infortunio gioca solo 11 partite di campionato, segnando la miseria di tre goal. Si rifA� ampiamente in estate, quando trascina la Nazionale olandese alla vittoria finale, segnando uno dei gola piA? belli della storia. Dopo il successo oranje, arriva il Pallone da��Oro, quindi la vittoria in Coppa dei Campioni, nella cui finale con la Steaua Bucarest segna una doppietta (e altrettanto fa il suo a�?gemelloa�? Gullit) che ne aumenta il bottino di capocannoniere del torneo, andando poi in rete anche nella primissima edizione della Supercoppa Italiana, vinta contro la Sampdoria, chiudendo la��anno solare col secondo Pallone da��Oro consecutivo. Al suo terzo anno di Milan ecco la Supercoppa Europea (segna nel match di andata a Barcellona, finito 1 a 1) quindi ecco la Coppa Intercontinentale e il bis in Coppa dei Campioni. A� inoltre capocannoniere della Serie A, ma il Milan perde clamorosamente lo scudetto alla��ultima giornata, nel remake della a�?Fatal Veronaa�?. Dopo i Mondiali italiani del 1990 la squadra conquista di nuovo la Supercoppa Europea (ma lui salta entrambi i match) e la Coppa Intercontinentale, Marco litiga con Sacchi e il suo contributo stagione A? decisamente sotto i suoi standard. Riparte alla grande con la��arrivo di Fabio Capello, rivincendo lo scudetto e la classifica marcatori, segnando ben 25 goal in 31 partite. Nella��estate la��Olanda arriva alle semifinali della��Europeo (ed A? proprio lui a sbagliare il rigore decisivo, contro i futuri campioni della Danimarca), al rientro dal quale vince nuovamente la Supercoppa Italiana, segnando il primo dei due goal con cui il Milan ha la meglio sul Parma rivelazione di Nevio Scala. Parte alla grande sia in campionato (12 reti in 9 partite) sia in coppa (6 goal in 5 match, anche se in veritA� per farli gliene bastano due: sigla una doppietta con la��Olimpia Lubiana e addirittura un poker contro il Goteborg. Ci vorranno venta��anni perchA� un altro giocatore segni una quaterna in Champions. SarA� Leo Messi, non uno qualunque), vincendo il suo terzo Pallone da��Oro, ma poi inizia il calvario della caviglia. Sostituito alla��intervallo del match con la��Ancona, alla 13A� di campionato, rientro quasi un girone dopo, alla 12A� di ritorno, subentrando a Savicevic contro la��Udinese. Torna quindi titolare proprio con la��Ancona, andando anche in goal. SarA� la��ultimo della sua carriera. Gioca quindi la successiva partita con la Roma e poi sparisce nuovamente di scena, tenuto a riposo per schierarlo nella finale di Coppa dei Campioni contro il Marsiglia. La��olandese parte titolare, ma A? evidente che non A? affatto in forma, e la coppa va ai francesi, mentre quella sarA� la sua ultima partita da giocatore. Si opera subito dopo, per la quarta volta, ma A? tutto inutile: salta due intere stagioni quindi, dopo essere andato in ritiro con la squadra nella��estate del 1995, annuncia il ritiro dal calcio giocato. Dopo essersi dedicato per anni al golf, torna nel calcio nel 2003, come allenatore dello Jong Ajax. La��anno successivo viene nominato a sorpresa CT della Nazionale olandese: inserisce in squadra diversi giovani, con cui propone un calcio spumeggiante e spettacolare, qualificandosi per il Mondiale 2006, dove esce agli ottavi contro il Portogallo. Due anni dopo la squadra A? una delle grandi favorite della��Europeo: al debutto nel girone rifila tre reti alla��Italia campione del Mondo, battendo poi la Francia 4 a 1 e la Romania 2 a 0. Esce perA? clamorosamente nei quarti, perdendo ai supplementari per 3 a 1 contro la Russia del connazionale Hiddink, che con la sua esperienza trova la chiave per imbavagliare la spumeggiante ma ancora acerba squadra olandese. Van Basten lascia la��incarico subito dopo il torneo e diventa allenatore del a�?suoa�? Ajax, fallendo la qualificazione in Champions e dimettendosi a una manciata di giornate dalla fine del campionato. Dopo tre anni di stop arriva la chiamata della��Heerenveen, che allena tutta��ora.

10 (interno sinistro/seconda punta) a�� Johann CRUYFF: Il “Profeta del Gol”, il simbolo del calcio olandese, la��icona della��Ajax, e uno dei cinque piA? grandi giocatori della storia del calcio. Entrato nel vivaio dei Lancieri alla��etA� di dieci anni, ha debuttato in prima squadra nel novembre 1964, andando subito in goal, e chiudendo la sua prima stagione tra i a�?grandia�? con 10 presenze e 4 goal. La stagione successiva, con la��arrivo sulla panchina ajacide di Rinus Michels, diventa titolare, mettendo a segno ben 25 reti in 23 partite tra Coppa da��Olanda e campionato, che la��Ajax vince. La��anno dopo A? addirittura double campionato-coppa nazionale, cui lui contribuisce con un impressionante bottino di 33 goal in 30 partite in Eredivisie e 5 goal in 5 match in coppa. Si aggiudica inoltre il titolo di giocatore olandese della��anno. Nel 1967-a��68 arriva la tripletta a�?scudettoa�? e, per lui, la Scarpa da��Oro. Nel 1969 la squadra rimane clamorosamente a bocca asciutta (compresa la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni contro il Milan), ma lui A? di nuovo giocatore della��anno. Torna a vincere con la squadra nel 1970, centrando un altro double, e segnando il goal del definitivo 2 a 0 in finale controA� il PSV. A� quindi il turno della��agognato trionfo europeo, con la Coppa dei Campioni, vinta in accoppiata con la Coppa da��Olanda (per lui due goal nella prima finale, poi vinta al replay contro lo Sparta Rotterdam). In campionato A? di nuovo capocannoniere, e per lui arriva il primo Pallone da��Oro (e il terzo titolo di calciatore della��anno). La��anno dopo il trofeo A? tutto un affare per tedeschi, che vincono la��Europeo con la Nazionale, ma lui vince tutto: Coppa dei Campioni, segnando i due goal con cui la��Ajax stende in finale la��Inter, a�?scudettoa�? da capocannoniere e coppa nazionale segnando il primo dei tre goal con cui la��Ajax batte 3 a 2 la��FC Den Haag. Rimanendo nella��anno solare, arrivano pure la Coppa Intercontinentale, e segna anche qui, la��1 a 0 della gara da��andata (che si chiuderA� 1 a 1). La stagione iniziata con la conquista del a�?tetto del Mondoa�?, si conclude con la terza Coppa dei Campioni consecutiva, condita anche questa da uno a�?scudettoa�? e la prima storica Supercoppa Europea (seppur non ufficialmente riconosciuta alla��epoca), segnando sia nella gara da��andata sia in quella di ritorno (il gol della vittoria) contro i Rangers di Glasgow. Qui perA? si chiude il suo primo periodo alla��Ajax, dato che in estate si traferisce al Barcellona, ricongiungendosi col suo a�?maestroa�? Michels: il ciclo sa��A? esaurito, lui ha bisogno di nuove sfide e inoltre i compagni, forse un poa�� gelosi dei suoi successi personali, non lo riconfermano nelle votazioni per eleggere il capitano. Nel passaggio tra le due squadre arriva il secondo Pallone da��Oro e, a fine stagione, vince subito il titolo, cui contribuisce con 16, tra cui uno segnato dopo aver dribblato tre avversari, nel clamoroso 5 a 0 inflitto al Real Madrid al BernabA�u. In quella��estate trascina la��Olanda alla finale Mondiale contro la Germania padrona di casa, e persa solo in rimonta. Lui segna tre goal nel torneo: 2 alla��Argentina e uno in Brasile. Vince il suo terzo Pallone da��Oro e continua a macinare gol in Spagna, dove rimane fino al 1978, chiudendo oltretutto in bellezza con la vittoria della Copa del Rey, che alza da capitano. In mezzo conquista pure un terzo posto alla��Europeo del 1976 con la Nazionale, che lascia la��ottobre della��anno successivo a qualificazione mondiale raggiunta, dopo 48 presenze e 33 goal. Lasciata la Catalogna dopo una��amichevole contro il a�?suoa�? Ajax, tenta come tanti altri campioni ed ex compagni la��avventura americana, giocando dapprima coi Los Angeles Aztecs (dopo che erano saltate le trattative coi a�?miticia�? New York Cosmos, coi quali aveva disputato dei match di esibizione), vincendo il titolo di giocatore della��anno, e poi con in Washington Diplomats. Nella��autunno del 1980 torna ad allenarsi con la��Ajax, ma i regolamenti gli impediscono di giocare, e allora assume la carica di consulente tecnico. Gioca quindi tre amichevoli col Dordrecht. Quindi, dopo aver trattato con gli inglesi del Leicester City (ed aver suscitato la��interesse della��Arsenal e a�� pare a�� anche della��Amburgo), si accasa agli spagnoli del Levante, in marzo. Il suo contributo A? ben sotto le aspettative, con due goal in 10 partite, e la squadra fallisce la promozione nella massima serie. Torna quindi brevemente ai Diplomats, quindi gioca una partita col Milan al Mundialito per Club del 1981, ma una��eventuale trasferimento in rossonero non si concretizza. Ecco quindi il ritorno al a�?primo amorea�?, la��Ajax, dove rimane due stagioni vincendo due campionati, il secondo dei quali in abbinata con la Coppa da��Olanda (andando in goal in finale). Poi la squadra decide di non prolungargli ulteriormente il contratto e lui, per dispetto, firma con gli arcirivali del Feyenoord, coi quali replica il double campionato-coppa nazionale della��anno precedente. Saluta la Eredivisie il 13 maggio 1984 contro lo Zwolle, andando anche in rete. Quindi, dopo una partita in Arabia Saudita per un torneo, lascia definitivamente il calcio giocato. Un anno dopo il ritiro, pace fatta con la��Ajax, che lo chiama ad allenare. Centra subito la Coppa da��Olanda, bissata la��anno successivo, stagione in cui vince anche la Coppa delle Coppe. Lascia metA� della stagione successiva, dimettendosi dopo non aver trovato la��accordo con la dirigenza sul prolungamento del contratto. In estate diventa allenatore del Barcellona, ripetendo il percorso fatto da giocatore. Il primo anno vince la Coppa delle Coppe, il secondo la Coppa del Re, quindi arrivano 4 a�?scudettia�? consecutivi (1991-1994), 3 Supercoppa di Spagna (1991, 1992, 1994) e soprattutto la Coppa dei Campioni 1992, vinta in finale contro la Sampdoria, completando poi la campagna europea con la Supercoppa 1992. Dopo due stagioni senza trofei e un litigio col presidente NA?A�ez, lascia nel 1996, ritirandosi anche dalla carriera di allenatore per via di problemi di salute. TornerA� in panchina nel 2009, come CT della Catalogna, incarico lasciato questa��anno. Ha fatto anche il dirigente, ovviamente sia alla��Ajax sia al Barcellona. Inizialmente viene annunciato come nuovo direttore tecnico dei Lancieri nel febbraio 2008, ma in marzo A? lui stesso a spiegare che la cosa non si puA? concretizzare per differenze da��opinione tra lui e la��allenatore, il suo ex pupillo Marco Van Basten. Due anni dopo viene nominato presidente onorario del Barcellona da Joan Laporta, numero uno del club catalano, che aveva appoggiato nelle elezioni blaugrana e per il quale avevo svolto un ruolo da consulente informale. Qualche mese dopo, perA?, il nuovo presidente Rosell, col quale A? in pessimi rapporti, lo sostituisce. Torna nella dirigenza della��Ajax nel febbraio 2011, ma si dimette poco tempo dopo nella faida tra chi vuole nominare direttore Van Gaal e il suo a�?gruppoa�?, che contesta la scelta. Si trasferisce quindi in Messico, al Guadalajara, come consulente. Firma un contratto di tre anni, ma lascia dopo soli nove mesi. Ad oggi A? la sua ultima esperienza calcistica. Chiudiamo con alcune curiositA� a lui legate; la prima A? sicuramente quella del numero 14 sulle spalle. In veritA�, agli inizi giocava con un classico a�?9a�?. Dopo un infortunio, che lo tiene fuori per qualche tempo, torna in campo subentrando dalla panchina e vestendo il 14, da allora non lo lascia fino a che non approda al Barcellona, dove a�� essendo al tempo in vigora la numerazione classica – riprenderA� il a�?9a�?. Cambiamento che effettua anche in Nazionale: al Mondiale a��74 ha il a�?14a�?, alla��Europeo a��76 il a�?9a�?. La��Ajax ha comunque deciso di ritirare il a�?14a�?, che Cruyff ha indossato nel periodo piA? prolifico della sua esperienza coi Lancieri. Una��altra curiositA� A? quella legata alla sponsor: lui aveva un contratto con la Puma, ma la Nazionale olandese al Mondiale a�?74 vestiva Adidas. Per ovviare a questo a�?inconvenientea�? (ai tempi le sponsorizzazioni funzionavano in maniera piA? pioneristica rispetto ad oggi), la sua maglia arancione aveva solo due strisce (nere) sulle maglie, invece che le caratteristiche tre della��azienda tedesca di abbigliamento sportivo.

11 (attaccante sinistro) a�� Piet KEIZER: Cresciuto anche lui nella��Ajax, fece il suo debutto in prima squadra il 5 febbraio 1961 in una partita in casa contro gli arcirivali del Feyenoord, e in quella��anno la squadra vince la Coppa da��Olanda. Inizia da interno sinistro quando si giocava coi cinque davanti, venendo trasformato in attaccante esterno sinistro da Rinus Michels. Nel marzo del 1964, in una partita di Coppa da��Olanda, sa��infortuna gravemente, tornando in campo solo il dicembre di quella��anno. A� con la��arrivo di Michels che la squadra inizia nuovamente a vincere, anche grazie al contributo di Keizer nel nuovo ruolo. Dal 1965 al 1971, con Michels in panchina, vince 4 campionati (i tre consecutivi 1966-1968 e quello del 1969-a��70), 3 coppe nazionali (1967, 1970 e 1971) e la prima storica Coppa dei Campioni (1971). Negli anni successivi arriveranno gli altri due trionfi europei, la Coppa Intercontinentale (1972), la doppietta in Supercoppa Europea (1972 e 1973) altri due titoli nazionali (1972 e 1973) e una��altra Coppa da��Olanda (1972). Si ritira qualche mese (con 455 partite disputate, quarto di sempre) dopo aver partecipato al Mondiale 1974, rimanendo per lungo tempo lontano dal calcio. Torna alla��Ajax nel 2001, come scout, ruolo che ricopre per cinque anni, divenendo poi consulente tecnico, fino al febbraio 2008. Torna nel 2011, a fianco di Cruyff, nella battaglia interna contro Van Gaal.

ALL. Rinus MICHELS: Tifoso della��Ajax fin da bambino, vi passa tutta la sua carriera di calciatore, giocandovi dal Secondo Dopoguerra al 1958, vincendo due campionati (1947 e 1957) e mettendo insieme 264 partite, corredate da 122 goal. Smessa la carriera da calciatore per infortunio, dopo due anni ottiene la sua prima panchina, allo JOS Watergraafsmeer, dove rimane quattro stagioni. Quindi, dopo una��annata al DWS, ecco la chiamata del a�?suoa�? Ajax. Il suo arrivo risolleva subito una squadra che da qualche tempo non vinceva piA?, lanciando definitivamente Cruyff e tanti altri giocatori che faranno la storia del calcio olandese. Al primo anno A? subito vittoria in campionato: A? il primo olandese nella storia a vincere il titolo sia in campo sia in panchina. La��anno dopo al bis in campionato aggiunge la vittoria nella coppa nazionale. Ecco quindi il terzo a�?scudettoa�? consecutivo, quindi nel 1969 la squadra non vince nulla, ma fa le prove generali per il suo futuro dominio europeo, arrivando fino alla finale di Coppa dei Campioni, persa poi col Milan di Rocco. Nel 1969-a��70 A? di nuovo double campionato-Coppa da��Olanda, e la stagione successiva completa la��opera, vincendo finalmente la Coppa dei Campioni, oltre alla Coppa da��Olanda. Si traferisce al Barcellona, con cui vince subito la sfida per la definitiva assegnazione della Coppa delle Fiere. Nel 1973-a��74 riporta i blaugrana alla vittoria nella Liga, quindi in estate guida la Nazionale olandese nei Mondiali che vedranno la��Arancia Meccanica sfiorare la vittoria finale, sfuggita dopo essere andati in vantaggio contro i padroni di casa. Dopo una��altra stagione in Catalogna, torna alla��Ajax, ma senza successo e se ne va dopo un solo anno. Torna quindi per un biennio al Camp Nou, chiudendo la sua esperienza vincendo la Coppa del Re. Emigra quindi negli Stati Uniti, allenando fino al 1980 i Los Angeles Aztecs, poi torna in Europa, accettando la panchina tedesca del Colonia. Rimane tre stagioni, vincendo alla��ultimo atto la Coppa di Germania. Torna quindi sulla panchina della Nazionale, portandola alla spettacolare vittoria nella��Europeo 1988. Dopo il titolo continentale, torna ad allenare un club, il Bayer Leverkusen in Germania, ma A? una��esperienza infelice, che si conclude dopo una sola stagione. Dopo i Mondiali italiani del a��90 torna nuovamente sulla panchina della Nazionale, sfiorando la doppietta europea, dato che la squadra uscirA� solo in semifinale ai rigori (errore fatale di Van Basten, la��uomo decisivo quattro anni prima) contro la Danimarca che andrA� poi clamorosamente a vincere il titolo. Non essendo piA? giovanissimo (classe 1928) e con problemi di cuore, dopo questa��ultima avventura lascia definitivamente il calcio. A� scomparso nel 2005. Le sue innovazioni tattiche, con la��applicazione scientifica della trappola del fuorigioco, il possesso palla, la��intercambiabilitA� delle posizioni, la costante ricerca di spazi, definiranno quello che A? universalmente conosciuto come a�?Calcio Totalea�?, gioco da��attacco e molto organizzato, un mix di 4-3-3 e 4-2-4, che poi evolverA� nel 3-3-1-3, sempre a�?made in Ajaxa�?. A dimostrazione di quanto il suo avvento abbia influenzato il mondo del calcio, basta dire che la FIFA la��ha nominato il piA? grande allenatore del Ventesimo Secolo, mentre perfino i maestri inglesi gli hanno riconosciuto il titolo di miglior allenatore al mondo del Secondo Dopoguerra. Chapeau.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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