All Time XI: Anderlecht

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L’Anderlecht è un club di Bruxelles, il più titolato del Belgio con i suoi 34 campionati vinti (record), assieme a 9 coppe nazionali,13 Supercoppe del Belgio e una Coppa di Lega.

Importante anche il palmarès internazionale, con una Coppa UEFA, 2 Coppe delle Coppe e altrettante Supercoppe Europee, conquistate ogni volta battendo i campioni d’Europa in carica.

Noto anche per le sue caratteristiche maglie color malva, l’Anderlecht ha prodotto o comunque visto passare tra le sue file molti dei più grandi calciatori della storia del calcio belga, rifornendo ampiamente i ‘Diavoli Rossi’ della Nazionale.

In versione ‘all time’, la squadra nata quasi 100 anni fa al Concordia Café si schiera con un ultraoffensivo 4-4-2:

1 (portiere) – Silvio PROTO: Nato a Charleroi da una famiglia di origini italiane (come si evince chiaramente dal cognome), inizia a giocare a 6 anni con la squadra del quartiere, il Couillet. A 13, nel 1996, entra nel Settore giovanile dell’Olympic Charleoi, dove rimarrà per 3 annate, trasferendosi poi al La Louvière. Coi ‘Lupi’ rimane fino al 2005 – conquistando dapprima la chiamata nella Nazionale Under-21 e poi in quella maggiore – quando approda all’Anderlecht, giocando subito da titolare. Nelle 2 stagioni successive, però, scivola nel ruolo di ‘dodicesimo’, e quindi nel 2008 va in prestito al Germinal Beerschot, non prima di aver però giocato da titolare nella finale di Coppa del Belgio vinta (a inizio stagione, in panchina, aveva conquistato la Supercoppa nazionale). Dopo una stagione coi ‘Topi’ (anche se il loro simbolo è un orso…), fa rientro alla base, conquistandosi da quel momento la maglia da titolare. Rimane all’Anderlecht fino al 2016, conquistando 4 titoli nazionali, di cui 3 consecutivi (2010 e 2012-2014) e altre 3 Supercoppe del Belgio (2010, 2013 e 2014). Quindi, dopo un anno all’Oostende, dal 2017 è il portiere dei greci dell’Olympiacos. 3 volte portiere dell’anno in Patria (2005, 2012 e 2013), con i ‘Diavoli Rossi’ ha collezionato 13 presenze. Menzione per i suoi predecessori Daniel Zitka e Filip De Wilde, e citazione doverosa per Jean-Marie Trappeniers, che difesa la porta dell’Anderlecht per tutti gli Anni ’60, e per Jacky Munaron, colonna malva Anni ’80.

2 (terzino destro) – Georges HEYLENS: Prodotto delle giovanili del club, approda in prima squadra nel 1960, a 19 anni. Passerà tutta la sua carriera da calciatore in maglia malva, fino al ritiro avvenuto nel 1973. Con l’Anderlecht ha vinto: 7 campionati, di cui 5 consecutivi (1962, 1964-1968 e 1972) e 3 Coppe del Belgio (1965, 1972 e 1973). Dopo il ritiro si è dato alla carriera di allenatore, guidando diversi club in Patria (Charleroi e Malines i più importanti), un paio di formazioni minori in Turchia e, soprattutto, i francesi del Lilla, sulla cui panchina è stato per 5 stagioni, dal 1984 al 1989. Ritiratosi nel 2010, si è quindi dedicato alla carriera di commentatore/editorialista per tv e carta stampata. Con il Belgio ha collezionato 67 presenze, disputando il Mondiale 1970 e l’Europeo 1972, chiuso al terzo posto. Citazione per il suo successore, Gilbert Van Binst.

3 (terzino sinistro) – Olivier DESCHACHT: Nativo di Gent, muove i primi passi nel piccolo Begonia Lochristi. Nel 1991, a 10 anni, entra nelle giovanili del KAA Gent, principale club della sua città. Vi rimane per 4 anni, passando quindi al Lokeren. Nel 1996, 16enne, approda all’Anderlecht e non lo lascia più. Arriva in prima squadra nel 2001, e da allora colleziona quasi 600 presenze (era a 575 alla fine della scorsa stagione), vincendo: 8 campionati (2004, 2006, 2007, 2010, 2012-2014 e 2017), una coppa nazionale (2007-’08, alzata da capitano) e 7 Supercoppe del Belgio (2006, 2007, 2010, 2012-2014 e 2017). Tuttora parte della rosa del club, con la Nazionale ha giocato 20 partite. Citazione per Michel De Groote, una delle colonne dell’Anderlecht negli Anni ’80.

4 (difensore centrale) – Hugo BROOS: Cresciuto nel KFC Humbeek, squadra della sua cittadina natale, a 18 anni finisce nel mirino degli osservatori dell’Anderlecht, che lo portano a vestire la maglia malva nel 1970. La indosserà fino al 1983, conquistando: 3 campionati (1972, 1974 e 1981), 4 Coppe del Belgio (1972, 1973, 1975 e 1976), 2 Coppe delle Coppe (1976 e 1978), una Coppa UEFA (1983) e 2 Supercoppe Europee (1976 e 1978). Passato quindi al Club Brugge, vi rimane per 5 stagioni, conquistando una coppa nazionale (1985-’86), una Supercoppa del Belgio (1986) e chiudendo la carriera nel 1988 con uno ‘scudetto’. Intraprende quindi la carriera di allenatore, iniziando subito dopo il ritiro dal Molenbeek, da vice di Van Himst e poi come capo allenatore per 2 stagioni, portandolo nel 1990 alla promozione nella massima serie. Nel 1991 torna al Club Brugge da tecnico, vincendo subito il campionato. Rimane sulla panchina nerazzurra fino al 1997, conquistando la Coppa del Belgio nel 1995 e centrando il double campionato-coppa nazionale nel 1996. Vincerà inoltre ben 4 Supercoppe del Belgio (1991, 1992, 1994 e 1996). Va al Mouscron, dove rimane per 5 stagioni, approdando poi nel 2002 sulla panchina dell’Anderlecht. Vi rimane fino all’esonero del febbraio 2005, dopo aver conquistato il titolo l’anno precedente. Riparte dal Genk, dove rimane per 3 anni, poi nel 2008 emigra in Grecia, al Panserraikos. L’annata seguente è in Turchia, al Trabzonspor, dove dura da giugno a novembre. Torna quindi in Patria, allo Zulte Waregem, dove rimane mezza stagione. Accetta quindi l’incarico di vice all’Al Jazira di Abu Dhabi, affiancando l’ex compagno Franky Vercauteren. Dopo 2 anni di inattività, nel 2014 si sposta ad allenare in Algeria: rimane due mesi al Kabyle e una stagione all’Hussein Dey. Nel 2016 diviene Ct del Camerun, con cui vince la Coppa d’Africa l’anno successivo, ma si dimette poi per la mancata qualificazione al Mondiale 2018. Allenatore belga dell’anno nel 1992, 1996, 2004 e 2007, con la Nazionale ha giocato 24 partite, partecipando al Mondiale 1982 chiuso al quarto posto. Citazione per il suo predecessore, Jean Plaskie, colonna dell’Anderlecht degli Anni Sessanta. E per il suo successore, il mito danese Morten Olsen.

5 (difensore centrale) – Georges GRÜN: Cresciuto nelle giovanili del club, arriva in prima squadra a vent’anni, nel 1982. Rimane in maglia malva fino al 1990 (ultime tre annate da capitano), conquistando alla prima stagione la Coppa UEFA, quindi 3 campionati consecutivi (1985-1987), 2 Coppe del Belgio (1988 e 1989) e altrettante Supercoppe nazionali (1985 e 1987). Lasciata ‘casa’ arriva in Italia, al Parma, con cui rimane 4 anni vincendo una Coppa Italia (1991-’92, battendo in finale la Juve del Trap), quindi una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Torna poi all’Anderlecht, rivincendo subito il titolo nazionale, e rimanendo poi un’altra stagione (da capitano) e fare quindi ritorno in Italia, alla Reggiana, con cui gioca la sua ultima annata e ritirandosi nel 1997. Con la Nazionale belga ha collezionato 77 presenze con 6 reti, partecipando all’Europeo 1984 e a 3 Mondiali consecutivi: 1986 (quarto posto finale), 1990 e 1994, l’ultimo con la fascia al braccio. Citazione per Glen De Boeck, al centro della difesa malva per un decennio, tra il 1995 e il 2005,  e anche per il croato Luka Peruzović, che vinse con l’Anderlecht la Coppa UEFA 1982-’83.

6 (ala sinistra) – Franky VERCAUTEREN: Il ‘Piccolo Principe’ è cresciuto nelle giovanili del club, debuttando in prima squadra nel 1975, a 19 anni. Vestirà la maglia malva fino al 1987, conquistando: 4 campionati, di cui 3 consecutivi (1981 e 1985-1987); 2 coppe nazionali (1975 e 1976) e altrettante Supercoppe del Belgio (1985 e 1987); 2 Coppe delle Coppe (1976 e 1978), una Coppa UEFA (1983) e 2 Supercoppe Europee (1976 e 1978, aprendo le marcature nella finale d’andata di quest’ultima). Si trasferisce quindi in Francia, al Nantes, dove rimane per 3 anni, facendo poi ritorno in Patria, al RWD Molenbeeek, squadra del suo quartiere d’origine, dove chiude la carriera nel 1993. Intraprende quindi la carriera da tecnico, allenando per una stagione nelle giovanili del Braine, e passando poi a quelle del Mechelen/Malines, dove nel 1997 viene promosso sulla panchina della prima squadra. Lascia a fine stagione per tornare all’Anderlecht come vice, incarico che ricoprirà fino al 2005, con una breve esperienza come allenatore ad interim nella stagione 1998-’99. Nel febbraio 2005 viene nuovamente promosso alla guida della prima squadra, venendo poi confermato, conquistando 2 campionati (2006 e 2007) e altrettante supercoppe nazionali (2006 e 2007). Tuttavia, a causa di una brutta partenza nella sua terza stagione dall’inizio, nel novembre 2007 viene esonerato. Torna ad allenare nell’aprile 2009, quando è per 5 mesi CT ad interim del Belgio, dopodiché viene ingaggiato dal Genk, dove rimane 2 stagioni, vincendo un campionato e una Supercoppa del Belgio, entrambi nel 2011. Accetta quindi la ricca offerta degli emiri dell’Al Jazira, lasciando dopo pochi mesi. Riparte dallo Sporting Lisbona, ma anche questa esperienza è sfortunata. Nel 2014, dopo un breve ritorno al Mechelen, riparte dalla B russa, portando all’immediato ritorno nella massima serie il Krylia Sovetov. Rimane anche la stagione seguente, poi lascia. Dopo un anno di stop, da questa stagione è il tecnico del Cercle Brugge. Con la Nazionale belga ha giocato 63 partite e segnato 9 reti, partecipando a 2 Mondiali (1982 e 1986) e a un Europeo (1984). Citazione per Bart Goor, protagonista dell’Anderlecht del Terzo Millennio.

7 (ala destra) – François VAN DER ELST: Nato ad Aalst, nella zona fiamminga delle Fiandre dell’Est, inizia a tirare i primi calci con il VCE Mazenzele, squadra della zona. Nel 1969, 15enne, entra nel Settore Giovanile dell’Anderlecht, debuttando in prima squadra due anni dopo, ancora minorenne. Vestirà la maglia malva fino al 1980, conquistando 2 campionati (1972 e 1974), 4 Coppe del Belgio (1972, 1973, 1975 e 1976, segnando il definitivo 4-0 in finale), 2 Coppe delle Coppe (1976, segnando una doppietta in finale, e 1978, vinta da capocannoniere del torneo) e altrettante Supercoppe Europee (1976, segnando il gol del 2-0 nella finale di ritorno, e 1978, segnando il gol che riporta in vantaggio l’Anderlecht nella finale d’andata e quello del momentaneo pareggio nel ritorno). Si trasferisce quindi nella NASL nordamericana, ai New York Cosmos di Neskeens, Beckenbauer e Giorgio Chinaglia, capitano e mattatore della finale per il titolo con una doppietta nel 3-0 ai Ft. Lauderdale Strikers. Rimane coi newyorchesi anche per buona parte della stagione seguente, trasferendosi poi in Inghilterra. Con gli Hammers rimarrà 2 stagioni, facendo quindi ritorno in Patria, al Lokeren. Qui gioca per 3 annate dopodiché, nel 1986, si ritira. Con il Belgio ha giocato 44 incontri, mettendo a segno 14 reti e partecipando all’Europeo 1980 (secondo posto finale) e al Mondiale 1982. Capocannoniere del campionato belga nella stagione1976-’77, è scomparso l’11 gennaio 2017 in seguito ad alcune complicazioni cardiache. Citazione per Jef Jurion, protagonista assoluto nell’Anderlecht per 15 anni, tra gli Anni ’50 e ’60.

8 (centrocampista difensivo) – Arie HAAN: Olandese, cresciuto nelle giovanili dell’Ajax, debutta nella prima squadra dei ‘Lancieri’ nel 1969. Rimane con la squadra di Amsterdam fino al 1975, quando passa all’Anderlecht dopo aver vinto: 3 Coppe dei Campioni consecutive (1971-1973, segnando il gol del definitivo 2-0 nella prima finale), 3 coppe nazionali consecutive (1970-1972), una Coppa Intercontinentale (1972) e una Supercoppa Europea (1973, segnando il gol del definitivo 6-0 nella finale di ritorno con cui l’Ajax umiliò il Milan). Con l’Anderlecht rimane fino al 1981, inaugurando il suo periodo in malva con la doppietta Coppa delle Coppe-Coppa del Belgio (nella finale di quest’ultima segna il secondo gol nel 4-0 al Lierse), e chiudendolo con la vittoria del campionato. In mezzo, un’altra Coppa delle Coppe (1978) e 2 Supercoppe Europee (1976 – aprendo le marcature nella finale d’andata, vinta poi dal Bayern Monaco per 2-1, e segnando il momentaneo 3-0 nel ritorno, chiuso sul 4-1 – e 1978). Lasciato l’Anderlecht rimane comunque in Belgio, allo Standard Liegi, con cui in 2 stagioni ottiene altrettanti ‘scudetti’, una Supercoppa nazionale (1981, battendo ai rigori proprio l’Anderlecht) e gioca anche una finale di Coppa delle Coppe. Torna quindi in Patria, al PSV, dove rimane però una sola annata, andando poi a chiudere la carriera l’anno successivo ad Hong Kong, con il Seiko, con il quale vince campionato e la Viceroy Cup. Due mesi dopo il ritiro inizia la carriera di allenatore, in Patria, al Royal Antwerp. La stagione successiva passa in corsa all’Anderlecht, portandolo al successo in campionato, bissato l’annata seguente. Passa quindi ai tedeschi dello Stoccarda, dove rimane fino al marzo del 1990, portando la squadra alla finale di Coppa UEFA 1989, persa poi contro il Napoli di Maradona. Nell’estate del 1990 va al Norimberga, dove rimane una sola stagione prima di tornare in Patria, allo Standard Liegi. Lo guida per 2 stagioni e mezza, conquistando la Coppa del Belgio nel 1993. Passa quindi ai greci del PAOK, dove resta fino all’ottobre 1995. Seguono 2 stagioni con gli olandesi del Feyenoord, quindi nel dicembre 1997 torna all’Anderlecht, rimanendovi fino al termine della stagione, per poi tornare al PAOK. Questa seconda esperienza dura fino al dicembre 1999. Un anno dopo riparte dai ciprioti dell’Omonia Nicosia, che guida per 2 soli match, accettando poi la chiamata dell’Austria Vienna, dove resta fino all’estate del 2001. Torna in pista nel dicembre del 2002, quando diviene Ct della Cina, portandola alla finale della Coppa d’Asia 2004, lasciando nel novembre di quell’anno. Ha poi una breve esperienza in Iran, al Persepolis, e come Ct del Camerun. Dal maggio 2008 all’aprile 2009 è invece Ct dell’Albania. Si trasferisce quindi in Cina, guidando il Chongqing Lifan, lo Shenyang Shenbei e lo Tianjin Teda in due diverse occasioni. Con quest’ultimo club ha vinto la Coppa di Cina nel 2011. È fermo dal 2015. Con la Nazionale olandese ha giocato 35 partite e segnato 6 reti, prendendo parte all’Europeo 1980 e ai Mondiali 1974 e 1978, entrambi terminati con il secondo posto finale. Ad Argentina ’78 segna 2 reti, entrambe nella seconda fase a gironi: la prima vale il momentaneo 1-1 nel 2-2 con la Germania Ovest. La seconda è quella che elimina l’Italia di Bearzot, con un tiro da 40 metri. Citazione per l’italo-belga Walter Baseggo, visto anche al Treviso, e per un decennio ‘faro’ dell’Anderlecht, dalla seconda metà degli Anni ’90. Menzione per l’attuale ‘volante’ del Milan, Lucas Biglia, arrivato ventenne dall’Argentina e affermatosi nel calcio europeo in maglia malva.

9 (centravanti) – Joseph ‘Jef’ MERMANS: Nato a Merksem, nella periferia di Anversa, inizia a giocare da bambino con il Tubantia Borgerhout, un club della zona. Nel 1938, a 16 anni, fa il suo debutto in prima squadra, dove rimarrà fino al 1941, quando passa all’Anderlecht. In malva rimane fino al 1957 realizzando – solo in campionato – la bellezza di 339 reti in 382 partite, che valgono la conquista di 7 campionati (1947, 1949-1951 e 1954-1956), oltre che 3 titoli di capocannoniere (1947, 1948 e 1950). Soprannominato ‘Bombardiere’, gli ultimi 3 anni della sua carriera li trascorre nel club di casa, L’Olse Merksem, ritirandosi nel 1960. Con il Belgio ha giocato 56 match, segnando 27 reti e partecipando al Mondiale del 1954. È morto nel 1996. Gli è stato intitolato lo stadio di Merksem. Citazione doverosa per Luc Nilis, che a cavallo tra la seconda metà degli Anni ’80 e la prima dei ’90 ha fatto gol a grappoli in maglia malva. Menzione per il predecessore di quest’ultimo, Erwin Vandenbergh, ma anche per l’olandese Jan Mulder e per l’ungherese Attila Ladinsky, detto ‘Le Gitan’.

10 (centrocampista offensivo) – Paul VAN HIMST: Cresciuto nelle giovanili del club, dove entra nel 1951 ad appena 8 anni, Van Himst fa il suo debutto in prima squadra nel 1959, quando ne ha 16. Giocherà in maglia malva fino al 1975, conquistando: 8 campionati, di cui 5 consecutivi (1962, 1964-1968, 1972 e 1974) e 4 Coppe del Belgio (1965 – suo il gol-vittoria, dopo quello dell’1-0, nel 3-2 ai supplementari nella finale contro lo Standard Liegi –, 1972 – anche qui segnando il gol-vittoria in finale –, 1973 e 1975). Dopo una stagione con lo RWD Molenbeek e un’altra con l’Eendracht Aalst, nel 1977 appende gli scarpini al chiodo. Si avvia quindi alla carriera di allenatore, guidando alcune formazioni giovanili dell’Anderlecht. Nel corso della stagione 1982-’83 viene promosso in corsa sulla panchina della prima squadra, conducendola alla vittoria della Coppa UEFA. Rimane per le 3 stagioni successive, conquistando un campionato (1984-’85) e una Supercoppa del Belgio (1985). Torna in panchina nel 1987, guidando per una stagione un altro suo ex club da giocatore, l’RWD. Quindi, dopo 3 anni di stop, nel 1991 diviene Ct del Belgio, portandolo al Mondiale del 1994. Lascia l’incarico nel 1996, e da allora non ha più allenato. Da giocatore, con la Nazionale ha disputato 81 partite, segnando 30 gol e giocando il Mondiale 1970 e l’Europeo 1972, chiuso al terzo posto, con gol del momentaneo 2-0 nella ‘finalina’ vinta per 2-1 contro l’Ungheria. È stato 4 volte Giocatore dell’Anno del campionato belga (1960, 1961, 1965 e 1974), e 3 volte capocannoniere (1964, 1966 e 1968). È stato inoltre re dei bomber nell’edizione 1966-’67 della Coppa dei Campioni, e in quella 1969-’70 della Coppa delle Fiere. Con l’Anderlecht ha disputato 566 partite, segnando 309 reti. È stato scelto come Giocatore del XX Secolo per il Belgio. Citazione doverosa per lo svedese Pär Zetterberg, che all’Anderlecht arrivò 16enne nel 1986, rimanendovi fino al 2000, e tornando poi a chiudervi la carriera dal 2003 al 2006. Menzione anche per l’erede di Van Himst, Ludo Coeck.

11 (seconda punta) – Rob RENSENBRINK: Olandese di Amsterdam, cresciuto in un club minore della città il DWS, con questo debutta tra i professionisti nel 1965, a 18 anni. 4 stagioni dopo, nel 1969, si trasferisce in Belgio, al Club Brugge, dove rimane 2 anni, vincendo la Coppa del Belgio 1969-‘70. Passa quindi all’Anderlecht, dove rimarrà fino al 1980, conquistando: 2 campionati (1972 e 1974), 4 Coppe del Belgio (1972, 1973, 1975 e 1976, aprendo le marcature nel 4-0 della finale contro il Lierse), 2 Coppe delle Coppe (1976, da capocannoniere e con doppietta nella finale vinta per 4-2 contro il West Ham, e 1978, segnando anche stavolta una doppietta in finale, nel 4-0 all’Austria Vienna) e altrettante Supercoppe Europee (1976, aprendo e chiudendo le marcature nella finale di ritorno vinta per 4-1 contro il Bayern Monaco e 1978, segnando il gol del definitivo 3-1 nella finale d’andata contro il Liverpool). Si trasferisce quindi in Nord America, per giocare nella NASL con i Portland Timbers, e tornando poi in Europa per un’ultima stagione, coi francesi del Tolosa, che aiuta a salire dalla ‘B’ al massimo campionato. Con l’Olanda ha giocato 46 incontri, mettendo a segno 14 marcature e disputando i Mondiali 1974 e 1978 (entrambi chiusi al secondo posto: nel 1974 segna un gol, quello del definito 2-0 alla Germania Est nella seconda fase; nel 1978, invece, debutta rifilando una tripletta – con 2 rigori – all’Iran, segnando poi – sempre su rigore – alla Scozia nella sconfitta per 3-2 dell’ultimo match della prima fase a gironi. Dal dischetto segna poi anche nel 5-1 all’Austria nella seconda fase. Nella finale con l’Argentina, sull’1-1, colpisce un palo: se il tiro fosse entrato l’Olanda avrebbe vinto i Mondiali – invece che i padroni di casa ai supplementari – e il giocatore sarebbe stato capocannoniere del torneo al posto dell’Argentino Mario Kempes, che vinse la classifica proprio grazie a un gol nei supplementari di quella finale) e l’Europeo 1976 (terzo posto finale). Capocannoniere del campionato belga nella stagione 1972-’73, nel 1976 vince la Scarpa d’Oro del Belgio come miglior giocatore del campionato, l’Onze d’Or ed è secondo nella classifica del Pallone d’Oro (e terzo nel 1978). Inserito nella Top11 di entrambi i Mondiali disputati, nel 1978 sarà anche primo nella classifica degli assist. Autore del gol numero 1000 dei Mondiali, detiene il record assoluto di reti nella Coppa delle Coppe, con 25. Citazione per Wilfried Puis, seconda punta dell’Anderlecht degli Anni ’60.

ALL. Raymond GOETHALS: Belga, portiere senza infamia e senza lode da giocatore, smessi scarpini e guantoni – nel 1957 – inizia subito ad allenare con il RFC Hannutois. La stagione seguente guida lo Stade Waremmien, quindi approda al Sint-Truiden, dove rimane ben 7 stagioni, prima di divenire vice di Vanden Stock sulla panchina del Belgio, nel 1966. Due anni dopo viene promosso CT, guidando i ‘Diavoli Rossi’ per 8 anni, partecipando al Mondiale 1970 e all’Europeo 1972, chiuso al terzo posto. Nel 1976, lasciata la Nazionale, approda sulla panchina dell’Anderlecht, centrando subito la vittoria della Supercoppa Europea, mentre a fine stagione perderà la finale di Coppa delle Coppe, trofeo che vincerà comunque l’anno successivo. Chiude la sua terza e ultima stagione all’Anderlecht con un’altra Supercoppa Europea. Passa ai francesi del Bordeaux, dove rimane un solo anno. Quindi ha un’esperienza ‘esotica’ sulla panchina dei brasiliani del San Paolo, facendo poi ritorno in Patria, allo Standard Liegi, con cui centra subito Supercoppa nazionale e campionato. Il titolo nazionale arriva anche l’anno successivo, quindi chiude anche qui il triennio con un’altra Supercoppa del Belgio. In mezzo, anche una finale di Coppa delle Coppe persa, nel 1982. Approda quindi in Portogallo, dove rimane una sola stagione allenando il Vitória Guimarães. Torna nuovamente in Belgio, allenando per due stagioni il Racing Jet di Bruxelles. Quindi, dopo un anno di stop, torna all’Anderlecht, con cui vince la coppa nazionale e poi, come dieci anni prima, lascia per andare al Bordeaux. Salutati i girondini alla fine di quell’unica stagione, dopo alcuni mesi senza panchina sostituisce in corsa Franz Beckenbauer alla guida dell’Olympique Marsiglia. Il primo anno vince il campionato e porta la squadra alla finale di Coppa dei Campioni, persa solo ai rigori contro la Stella Rossa di Belgrado. La stagione successiva è ancora vittoria in campionato, dove fa tris nel 1993 (titolo poi revocato per l’affaire Valenciennes), anno in cui agguanta finalmente la Champions League. Lascia dopo il trionfo europeo per prendersi un periodo sabbatico. Dopo un breve rientro in corsa, nella stagione 1995-’96, sulla panchina dell’Anderlecht, si ritira definitivamente, reinventandosi come commentatore televisivo. Soprannominato ‘Rymond la Scienza’, ‘lo Stregone’ e ‘il Mago’, è morto di cancro nel dicembre 2004.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.