All Time XI: Aston Villa

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Non sarA� una delle classiche a�?biga�? in senso stretto del calcio inglese, ma non stiamo certo parlando di un club di parvenu, di quelli spuntati per casi e durati lo spazio di un lampo.

I a�?Villansa��, con la loro caratteristica divisa a�?claret & bluea�? (bordeaux e azzurra), sono una squadra con una propria a�?nobiltA�a�?, e un palmarA?s non certo da buttar via, fatto in Patria di 7 titoli nazionali (squadra dominante sul finire del 1800) e altrettante FA Cup, 5 Coppe di Lega (tra cui la prima in assoluto, nel 1961) e una Charity Shield (1981) vinta nella��epoca di maggior splendore del team, che in quegli anni vinse il suo ultimo a�?scudettoa�? (1980-a��81), la Coppa dei Campioni (1981-a��82) e la Supercoppa Europea (1982), prima di essere stoppata nei quarti della massima competizione europea da campione in carica, per mano della Juventus dei campioni del Mondo piA? Platini, Boniek e Bettega, che perse poi la disgraziata finale di Atene con la��Amburgo.

Ma i a�?Lionsa�� non hanno comunque smesso di dire la loro dopo quella fantastica epoca centrando, negli anni successivi, diversi ottimi piazzamenti in campionati e la Coppa di Lega nel 1994 e nel 1996. O, nel Terzo Millennio, portando a casa due volte la��Intertoto (2001 e 2008).

Fatto il quadro, andiamo ora a vedere la��Aston Villa a�?di tutti i tempia�?, schierato col 4-4-2 da��ordinanza:

1 (portiere) a�� Nigel SPINK: Mossi i primi passi nel Writtle Minors, entra poi nelle giovanili del West Ham, che lascia a diciotto anni per trasferirsi al Chelmsford City. Da qui, dopo una sola stagione, lo preleva la��Aston Villa, che contemporaneamente acquista la��esperto Jimmy Rimmer dalla��Arsenal, a cui Spinks fa da giovane a�?dodicesimoa�?. Fa il vice per sei stagioni, ritagliandosi comunque un ruolo da protagonista nella��epoca da��oro dei a�?Villansa��. Nella finale di Coppa dei Campioni 1982 contro il Bayern Monaco, infatti, entra dopo 10 minuti per sostituire Rimmer che si A? infortunato. Le sue parate serviranno a difendere la��1 a 0 con cui la��Aston Villa sale sul tetto da��Europa. Gioca da titolare la doppia sfida di Supercoppa Europea col Barcellona, vincendo pure questo trofeo. Quindi si riaccomoda in panchina, ma a quel punto A? chiaro che una scelta sul a�?numero 1a�� non sia piA? rimandabile. Alla fine della stagione 1982-a��83 Rimmer viene ceduto allo Swansea City, e Spinks si prende il ruolo di titolare, che manterrA� fino al 1993, quando viene superato nelle gerarchie dalla��australiano Mark Bosnich. Da riserva vince la Coppa di Lega 1994, e rimane fino al gennaio 1996, quando passa a�� dopo 18 stagioni e mezza per un totale di 460 presenze – al WBA. Rimane fino al settembre 1997, quando si trasferisce al Milwall, nella Division Two. Rimane tre stagioni, quindi nel 2000 accetta la��incarico di giocatore/allenatore dai semiprofessionisti del Forest Green Rovers, dove rimane fino alla��esonero del settembre 2002. Entra quindi nello staff di Steve Bruce, come preparatore dei portieri, al Birmingham City, seguendo poi la��allenatore al Wigan ed al Sunderland, che lascia nel dicembre 2011 dopo la��esonero di Bruce. Qualche mese piA? tardi accetta lo stesso incarico al Bristol City, dove rimane anche per tutta la stagione successiva, prima di ritirarsi e dedicarsi al business delle consegne a domicilio. Da a�?riservaa�? ha vinto il campionato 1980-a��81, e la Charity Shield 1981. Oltre ai giA� citati Rimmer e Bosnich, menzione anche per Nigel Sims, portiere del Villa a cavallo tra gli Anni a��50 e a��60, che alla sua prima stagione vinse la FA Cup, la��ultima a�� ad oggi a�� nella storia dei a�?Villansa��.

2 (terzino destro) a�� Stan LYNN: Nato a Bolton, dopo i primi passi mossi nel Whitwortha��s entra nelle giovanili della��Accrington Stanley. Dopo le prime apparizioni giA� nella stagione 1947-a��48, non ancora ventenne, gioca da titolare la��annata 1949-a��50, guadagnandosi subito la chiamata della��Aston Villa. RimarrA� per 11 stagioni, vincendo la FA Cup nel 1957 e la primissima Coppa di Lega della storia del calcio inglese, nel 1961, dopo la quale lascia per passare ai a�?cuginia�? del Birmingham City, dopo circa 300 presenze e oltre 40 reti, tra cui una tripletta in campionato al Sunderland, nel gennaio del 1958. Sulla��altra sponda della cittA� rimane per cinque stagioni, vincendo la Coppa di Lega 1963, battendo in finale proprio la��Aston Villa. Nel 1966 scende nelle serie minori, allo Stourbridge, col quale gioca per due stagioni, per poi ritirarsi. GiocherA� perA? i match delle a�?vecchie gloriea�? dei a�?Villansa�� fino a metA� degli Anni Ottanta. Soprannominato a�?Stan the Whama�� e, per la potenza del suo tiro, a�?Booming Bootsa��, A? scomparso nella��aprile 2002. Citazione da��obbligo per Kenny Swain, titolare nel ruolo nella��epoca di maggior successo nella storia del club, col titolo nazionale 1980-a��81, la Coppa dei Campioni e la Charity Shield la��anno seguente, e infine la Supercoppa Europea 1982.

3 a�� Charlie AITKEN: Scozzese di Edimburgo, inizia nel Gorebridge Juniors, quindi passa alla��Edinburgh Thistle, dove a 17 anni viene notato dagli osservatori dei a�?Villansa��, che lo portano a Birmingham. Debutta in prima squadra nella stagione 1960-a��61, e dalla seguente A? giA� titolare inamovibile, vivendo gli alti e bassi della squadra, che nel 1967 retrocede in Seconda Divisione, e nel 1970 addirittura in Terza. Guida la squadra alla risalita, che avverrA� nel campionato 1974-a��75, nel quale conquista anche il suo unico trofeo con la squadra, la Coppa di Lega (dopo le finali perse nel 1963 e nel 1971). Giocata anche la stagione seguente, quella del ritorno in Prima Divisione, lascia dopo 660 presenze che ne fanno il primatista assoluto tra coloro che hanno vestito la maglia dei a�?Villansa��. Gioca due campionati NASL coi New York Cosmos, poi chiude definitivamente col calcio giocato. A� nella a�?Hall of Famea�� del club fin dalla sua istituzione, nel 2007. Citazione per Colin Gibson, terzino della��Aston Villa campione da��Europa e anche per Alan Wright, per quasi un decennio (tra la seconda metA� degli Anni a��90 e la��inizio del Terzo Millennio) a�?proprietarioa�? della fascia sinistra del Villa Park.

4 (difensore centrale) a�� Gareth SOUTHGATE: Scelta difficile, quella tra Gareth Southgate ed Allen Evans; questa��ultimo fa parte del a�?Villaa�� campione da��Europa, vestendo la maglia a�?claret & bluea�? per oltre un decennio, di cui la metA� da capitano. PerA? la classe di Southgate, qui al suo massimo splendore, non poteva essere ignorata, e quindi alla fine la scelta A? caduta su di lui. Nativo di Watford, inizia la sua carriera nelle giovanili del Crystal Palace, come centrocampista. Dopo il debutto nella stagione 1990-a��91 (sua sola presenza in quella��annata), dalla successiva A? giA� un pilastro della squadra, di cui diventa capitano nel 1993, a non ancora 23 anni, guidando la squadra alla risalita in Premier League. Non riesce perA? ad evitarne la��immediata retrocessione, ed eccolo allora passare alla��Aston Villa. Qui conquista presto la Nazionale, e a fine stagione mette in bacheca il suo primo trofeo, la Coppa di Lega 1996. Un anno e mezzo dopo diviene capitano dei a�?Villansa��, con cui raggiunge la finale di FA Cup nel 2000 e conquista la��Intertoto la��anno successivo, prima di passare al Middlesbrough. Al a�?Boroa�� A? subito giocatore della��anno e, dalla seconda stagione, pure capitano, ruolo in cui nel 2004 alza al cielo la Coppa di Lega. Nella��estate 2006, dopo che la��allenatore Steve McClaren A? divenuto CT della��Inghilterra, gli subentra. Ufficialmente come giocatore/allenatore, ma non scenderA� mai in campo. La sua ultima partita, dunque, rimane la finale persa di Coppa UEFA 2006. Le prime due stagioni sono buone, quindi la squadra va in crisi e conclude la terza con la retrocessione. Rimasto comunque alla guida del team, viene esonerato pochi mesi dopo, nella��ottobre 2009. Dopo la cacciata, mette momentaneamente in standby la carriera di allenatore per fare il commentatore TV e, dal gennaio 2011, lavorare in Federazione. Incarico, questa��ultimo, che lascia nel luglio 2012. Un anno dopo viene nominato CT della��Under-21 inglese, incarico che ricopre tuttora. Con la��Inghilterra ha giocato 57 partite (2 i gol), prendendo parte a 2 Mondiali (1998 e 2002) e ad altrettanti Europei (1996 e 2000). Citazione per Ian Ross, predecessore di Evans e capitano della squadra che, nel 1975, centrA? promozione nella massima serie e Coppa di Lega.

5 (difensore centrale) a�� Paul McGRATH: Irlandese, seppur nato in Inghilterra, una��infanzia difficile tra adozioni e orfanotrofi, inizia nella formazione scolastica dei Pearse Rovers, a Dublino. Passato quindi al Dalkey United, approda finalmente al St. Patricka��s Athletic, con cui fai il suo debutto professionistico nel 1981, vincendo subito il premio come miglior giocatore irlandese della��anno. GiA� nel mirino del Manchester United dai tempi delle giovanili, dopo quella sola fantastica prima stagione da professionista, nel 1982 arriva alla��Old Trafford. Coi a�?Red Devilsa�� vince la FA Cup nel 1985 ma poi, complici alcuni guai fisici (dovuti sia ad infortuni, sia a problemi di alcol) e il cambio di allenatore (da Atkinson ad Alex Ferguson), fatica a trovare spazio. Rimane comunque fino al 1989, quando passa alla��Aston Villa. A 30 anni, riserva a Manchester e con problemi fisici e personali, non pare un grande affare per la squadra di Birmingham. E invece ne diventerA� un pilastro: il primo anno la squadra sfiora lo a�?scudettoa�?, arrivando poi seconda anche nella stagione 1992-a��93, al termine della quale McGrath A? eletto dai colleghi a�?Giocatore della��Annoa��. La stagione seguente arriva la Coppa di Lega, bissata anche nel 1996, nella sua ultima stagione al Villa Park. Passato al Derby County, dopo sei mesi va in prestito allo Sheffield United. Dove rimane anche la stagione successiva, giocando perA? solo 5 partite, cui segue il ritiro. Per 5 anni rimane completamente al di fuori del mondo del calcio, per poi divenire, nel 2004, direttore sportivo del Waterford United, squadra irlandese. Con la��Eire, con cui debuttA? nel 1985 contro la��Italia, ha giocato 83 partite, mettendo a segno 8 reti. Ha preso parte a due Mondiali (1990 e 1994) e ad un Europeo (1988). Per i tifosi della��Aston Villa era, a�?semplicementea�?, a�?Dioa��. Diverse, in questo ruolo dove il a�?Villaa�� ha una grossa tradizione, le citazioni: per Jimmy Dugdale, capitano della prima Coppa di Lega vinta (e prima in assoluto disputatasi) nel 1961; per Chris Nicholl, a�?gemelloa�? di Ross e suo successore come capitano; per Ken McNaught, stopper della��era da��oro ed a�?eredea�? di Nicholl; e infine per il piA? recente Ugo Ehiogu.

6 (centrocampista difensivo) a�� Dennis MORTIMER: Nato a Liverpool, ma cresciuto calcisticamente nel Coventry City, dopo 5 anni prima squadra (che lascia a 23 anni con giA� oltre 200 presenze in carriera) nel 1975 si trasferisce alla��Aston Villa. Due anni dopo arriva il primo trofeo, la Coppa di Lega, e dalla stagione successiva diviene capitano, guidando la squadra al titolo nazionale 1980-a��81 e, la��anno dopo, conquistando la Charity Shield alzando al cielo di Rotterdam la Coppa dei Campioni. Segue la vittoria della Supercoppa Europea, trofeo che conclude la��epopea di quei a�?Villansa��. Mortimer rimane fino a metA� della stagione 1984-a��85, che conclude in prestito allo Sheffield United. Quindi passa al Brighton&Hove Albion, dove rimane una sola annata, prima di tornare a Birmingham, ma sulla sponda a�?sbagliataa�? della cittA�, ai a�?cuginia�? del City, con cui chiude la sua carriera professionistica dopo un solo anno. Si trasferisce quindi ai dilettanti del Redditch United, col ruolo di giocatore/allenatore, poi nella stagione 1992/a��a��93 A? il vice di Osvaldo Ardiles sulla panchina del WBA. Diventa quindi responsabile per la��area delle Midlands della Federazione, ed A? anche un dirigente della squadra femminile del Wolverhampton. Da citare Vic Crowe, giocatore e poi allenatore per un totale di 15 anni al servizio dei a�?Villansa�� e, soprattutto, Gareth Barry, cresciuto nel vivaio e arrivato alla fascia di capitano, con quasi 450 partite ufficiali giocate.

7 (ala destra) a�� Eric HOUGHTON: Nato a Billingborough, cresce nella squadra cittadina, dove lo scova la��Aston Villa, che lo mette sotto contratto a 17 anni, nel 1927. Celebre per avere quello che era considerato il tiro piA? potente della��epoca, segno 170 reti in 392 partite, trasformando 58 rigori e una trentina di calci di punizione. Lascia nel 1946, per giocare tre stagioni col Notts County, di cui diventa subito allenatore dopo il ritiro. Dopo quattro annate sulla panchina dei bianconeri di Nottingham, arriva alla guida del a�?suoa�? Aston Villa, portandolo alla vittoria della FA Cup 1957, e lasciando la��anno successivo. TornerA� poco tempo dopo come dirigente del club. Un percorso che gli varrA� il soprannome di a�?Mr. Aston Villaa��. A�Citazione per Ray Graydon, frizzante ala Anni Settanta, e per il bulgaro Stiliyan Petrov, il giocatore piA? amato a�� anche capitano – della��era recente.

8 (seconda punta) a�� Johnny DIXON: A� stata una scelta molto combattuta, un ballottaggio che potremmo dire finito 50,1% contro 49,9%. Alla fine su Brian Little (forse la stella della squadra negli Anni a��70, e poi vincente come allenatore, ruolo per il quale A? stato inserito nella a�?Hall of Famea�� del club) ha prevalso Johnny Dixon.

Nato a Newcastle, inizia a giocare con lo Spennymoor United quindi, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, firma per la��Aston Villa, squadra per cui giocherA� fino alla fine della propria carriera. A� la��ultimo capitano ad aver alzato per i a�?Villansa�� la FA Cup, nella stagione 1956-a��57, torneo di cui quella��anno A? grande protagonista, con 5 reti in 9 incontri. Rimane anche dopo la retrocessione del 1959, dando il suo contributo (seppur minimo: solo 4 presenze) alla��immediata risalita del club in Prima Divisione, la��anno seguente. Rimasto in rosa nonostante sia ormai un giocatore in pensione, entra in campo una sola volta nella stagione 1960-a��61, verso fine stagione, in un match contro lo Sheffield Wednesday, andando anche in rete, la numero 144 in 430 incontri. Dopo il ritiro, allena per 6 anni nelle giovanili del club, lasciando poi definitivamente il mondo del calcio. A� scomparso nel 2009, a 85 anni. Citazione anche per Dwight Yorke, messosi in luce qui prima di andare a vincere tutto col Man United.

9 (centravanti) a�� Peter WITHE: Nativo di Liverpool, si forma nel calcio minore della cittA�, prima di approdare al Southport, con cui debutta in prima squadra nel 1971, a venta��anni. Passa quindi al Barrow, tentando poi anche la��esperienza sudafricana, con Port Elizabeth City e Arcadia Shepherds. Torna in Patria nel 1973, al Wolverhampton, dove rimane due stagioni, trovando poco spazio. Nella��estate 1975 gioca nella lega nordamericana coi Portland Timbers, mettendo a segno 17 reti in 22 partite, che gli valgono la chiamata del Birmingham City, dove rimane una sola stagione, passando poi al Nottingham Forest. Dopo due anni al servizio di Brian Clough, con cui conquista prima la promozione in First Division e poi a�?scudettoa�? e Coppa di Lega, torna in Seconda Divisione, al Newcastle. Si ferma anche qui due anni, poi viene acquistato dalla��Aston Villa, per rimpiazzare la��infortunato Little. Ha ormai 29, e finalmente si consacra: con 20 reti A? capocannoniere del campionato, che i a�?Villansa�� vincono. La stagione seguente si apre con la sua doppietta che vale la Charity Shield e si chiude col suo gol al Bayern Monaco che vale la vittoria della Coppa dei Campioni e, per lui, i Mondiali 1982 con la��Inghilterra, dopo i quali arriva pure il successo nella Supercoppa Europea. Nel 1985 lascia, passando allo Sheffield United, dove rimane per 4 stagioni, intervallate da un prestito di sei mesi al Birmingham City nel 1987. Dopo una stagione alla��Huddersfield Town, torna alla��Aston Villa come giocatore/allenatore della squadra riserve, che lascia dopo pochissimo per diventare in corsa la��allenatore del Wimbledon, incarico da cui sarA� esonerato dopo soli tre mesi. Torna in ballo nel 1998, quando diviene CT della Tailandia per un quadriennio, vincendo per due volte consecutive (2000 e 2002) la Tiger Cup (torneo per le Nazionali del Sudest Asiatico). Dopo due anni di stop, arriva la chiamata della��Indonesia, che guida per tre anni (secondo posto nella Tiger Cup 2004). Non trova nessun altra panchina per ben 5 anni, quando approda ai dilettanti inglesi dello Stockport Sports, dove rimane dalla��aprile al novembre 2012. Approda quindi al club tailandese PTT Rayong, con cui centra il terzo posto in classifica, ma la��anno seguente la squadra retrocede e lui viene allontanato. Da allora A? fermo. Membro della a�?Hall of Famea�� del club, ha segnato 90 reti in oltre 200 partite. Citazione per Billy Walker, superbomber della��Aston Villa negli Anni Venti e Trenta, con 244 reti in 531 partite, e per il suo partner/erede Tom a�?Pongoa�� Waring, autore di 167 gol in 226 match per i a�?Villansa��.

10 (centrocampista offensivo) a�� Gordon COWANS: Cresciuto nelle giovanili del club, approda in prima squadra nel febbraio 1976, non ancora diciottenne. Nella stagione 1978-a��79 coi a�?Villansa�� vince la Coppa di Lega e il titolo di miglior giovane del campionato. Due anni dopo ecco il titolo nazionale seguito, nel 1982, dalla Coppa dei Campioni. Segue la Supercoppa Europea, ultimo successo di quel periodo da��oro, sul quale mette la sua firma, col rigore del 2 a 0 trasformato nei supplementari. La stagione successiva la perde interamente per un infortunio nel precampionato, quindi rientra ma non riesce a tornare in forma, e nella��estate 1985 la societA� lo cede in Italia, al Bari. Coi pugliesi rimane tre stagioni, giocando un centinaio di partite, per poi tornare a�?a casaa�?. Altre tre stagioni alla��Aston Villa, quindi il passaggio al Blackburn, contribuendo alla promozione, nella prima stagione, dalla Seconda alla Prima Divisione. Rimane un altro anno, poi torna nuovamente alla��Aston Villa per sei mesi, quindi passa al Derby County nel febbraio 1994. A dicembre altro trasferimento, al Wolverhampton, dove rimane fino al termine della stagione, per poi accasarsi allo Sheffield United. Anche qui si ferma per una sola stagione, passando poi al Bradford City, ma finendo la stagione allo StockportA� County. Passa quindi al Burnley, dove gioca solo sei partite e poi smette di giocare per diventare allenatore del club fino al termine della stagione. Torna quindi alla��Aston Villa dove, dalla stagione 1998-a��99 fa parte dello staff tecnico sia della prima squadra, sia della��Academy. Da questa stagione A? stato promosso vice allenatore. Coi a�?Villansa�� (di cui A? a�?hall of famera�?), nei suoi tre diversi periodi, ha messo insieme un totale di 453 presenze e 49 reti. Con la Nazionale inglese, invece, 10 match e 2 gol.

11 (ala sinistra) a�� Peter McPARLAND: Nordirlandese, scoperto nel Dundalk, arriva a Birmingham appena diciottenne. RimarrA� per un decennio, collezionando oltre 300 presenze e piA? di 100 reti, alcune delle quali molto significative come la doppietta con cui stende da solo il quotatissimo Manchester United dei a�?Busby Babesa�� nella finale di FA Cup 1957, o il centro grazie al quale, nei supplementari della finale di ritorno, la��Aston Villa ribalta lo 0 a 2 della��andata contro il Rotheram United, aggiudicandosi la primissima Coppa di Lega inglese della storia. Nel 1962 passa al Wolverhampton, dove rimane una sola stagione, nella quale in campionato mette a segno 10 reti in 21 presenze. Passa quindi al Plymouth Argyle, rimanendo anche qui una sola stagione, sempre molto prolifica viste le 15 reti in 38 partite di campionato. Dopo la��estate passata a Toronto, nel campionato nordamericano, approda al Worchester City, dover rimane due stagioni. Quindi il trasferimento definitivo nella NASL, agli Atlanta Chiefs, prima del ritorno in Patria, al Glentoran, con ruolo di giocatore/allenatore, incarico che manterrA� per tre stagioni, prima del ritiro dal calcio. Torna brevemente in pista negli Anni Ottanta, come CT di Hong Kong e sulla panchina cipriota del AEL Limassol. Con la��Irlanda del Nord ha giocato 34 partite, segnando 10 reti, di cui 5 nella��unico torneo internazionale disputato, il Mondiale 1958. Segna la��unico gol per i suoi nella sconfitta per 3 a 1 contro la��Argentina (era il momentaneo vantaggio), quindi con una doppietta costringe due volte la Germania Ovest campione in carica ad inseguire (2 a 2 il risultato finale), e sempre con una doppietta fa fuori la Cecoslovacchia nello spareggio per il passaggio del turno (2 a 1 in rimonta, ai supplementari). Citazione per Tony Daley, cresciuto nel vivaio e poi protagonista per quasi un decennio tra gli Anni a��80 e a��90.

ALL. Ron SAUNDERS: GiA� attaccante discretamente prolifico (oltre 200 reti tra i professionisti, la maggior parte per il Portsmouth), diviene allenatore nel 1967, iniziando come giocatore/allenatore allo Yeovil Town. Dopo due stagioni e una breve esperienza alla��Oxford United, approda sulla panchina del Norwich City, portando la squadra alla promozione in Seconda Divisione nel 1972 e alla finale di Coppa di Lega la stagione seguente, e lasciando nel novembre 1973 per accettare la panchina del Manchester City. Qui centra nuovamente la finale di Coppa di Lega, perdendola per la seconda volta consecutiva, e venendo esonerato poche settimane dopo. Riparte dalla��Aston Villa, in Seconda Divisione, portandolo subito alla promozione nella massima serie e alla vittoria in Coppa di Lega (per la��allenatore A? la terza finale consecutiva con tre squadre diverse). Due anni dopo arriva la seconda Coppa di Lega quindi, nella stagione 1980-a��81, il capolavoro del titolo nazionale. Nella��annata seguente, dopo un contrasto con la dirigenza sul suo rinnovo contrattuale, si dimette a febbraio, con la squadra ai quarti di Coppa dei Campioni. Affidati al suo vice, Tony Barton i a�?Villansa�� finiranno il torneo vincendo la coppa. Pochi mesi piA? tardi, Saunders riparte dai a�?cuginia�? del Birmingham City, dove rimane per tre stagioni e mezza per poi passare al WBA, altra squadra con una forte rivalitA� con le due di Birmingham. Viene esonerato nel settembre della��anno seguente, dopo non aver centrato il ritorno in Prima Divisione. A� il suo ultimo incarico da allenatore, poi si ritira. Nel 2007, A? tra i 12 selezionati per la nascita della a�?Hall of Famea�� del club.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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