All Time XI: Athletic Bilbao

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Un club magico, particolare, politico, territoriale, popolare. Probabilmente non ca��A? squadra al mondo in cui il legame con la��ambiente sia cosA� forte, intrinseco.

La��Athletic Bilbao come orgoglio del popolo basco, della voglia di distinguersi, di marcare la differenza.

Il calore dello stadio a�?San MamA�sa��, la��inesauribile fucina di talenti di Lezama (che sta ai a�?Leonia�� come La Masia sta al Barcellona), la a�?regolaa�? di schierare solo giocatori baschi (compresa la��area francese), possibilmente cresciuti in casa.

Ma il Bilbao non A? solo questo, A? anche successi: 8 campionati, ben 24 coppe nazionali, una Supercoppa di Spagna e vari trofei a�?minoria�?, che ne fanno la quarta squadra spagnola in assoluta.

A� inoltre la��unica, assieme alle due a�?superbiga�? Real Madrid e Barcellona, a non essere mai retrocessa.

Ed ora vediamolo, schierato a�?all timea�? con un classico 4-4-2:

1 (portiere) a�� JosA� Angel IRIBAR: Basco di Zarautz, inizia a giocare nel Baskonia, approdando in prima squadra nel 1961, a 18 anni. La��anno seguente, dopo una superba performance nella coppa nazionale, in cui la sua piccola squadra elimina la��AtlA�tico Madrid, viene acquistato dalla��Athletic Bilbao. Partito inizialmente come vice di una��altra leggenda del club come Carmelo CedrA?n, lo rimpiazza nella��ottobre 1963 per un infortunio, non lasciando piA? il posto da titolare, che manterrA� fino al ritiro, nel 1980 (lasciando spazio al terzo grande portiere nella storia del club: Andoni Zubizarreta), dopo 614 presenze (primatista assoluto del club). Entrato nello staff tecnico come preparatore dei portieri, nella stagione 1983-a��84 viene promosso alla guida della squadra B, il Bilbao Athletic, con cui arriva secondo nella a�?serie Ba�? spagnola. Nella stagione 1986-a��87 guida la prima squadra, per tornare poi alla formazione riserve. Quindi, nel 1988, diviene CT della Nazionale basca, che guiderA� fino al 2010, dandosi poi alla��impegno politico. Col club, di cui A? stato anche capitano, ha vinto due volte la Coppa del Re (1969 e 1973), centrando altrettante finali (1966 e 1967). Per lui anche una finale di Coppa UEFA, persa contro la Juventus nel 1977. Con la Nazionale spagnola ha giocato 49 match, prendendo parte a�� da titolare a�� al Mondiale 1966 e, soprattutto, al vittorioso Europeo 1964. Era soprannominato a�?El Chopoa��, ossia a�?Il Pioppoa��. Citazioni per Gregorio Blasco, portiere degli Anni a��20 e a��30, e per Raimundo PA�rez Lezama, estremo difensore degli Anni a��40 e a��50, con esperienze in Inghilterra.

2 (terzino destro) a�� Andoni IRAOLA: Nato nella provincia basca della GuipA?zcoa, inizia a giocare nella��Antiguoko, quindi entra nelle giovanili della��Athletic Bilbao. Nel 2000, a 18 anni, viene mandato in prestito al Baskonia, quindi rientra alla base e passa due stagioni con la squadra B (Bilbao Athletic), venendo poi promosso in prima squadra (debutto contro il Barcellona, alla��inizio della stagione 2003-a��04), e conquistando subito il posto da titolare, senza lasciarlo piA?. Specialista dei calci piazzati, nelle sue 400 e piA? presenze ha segnato quasi 40 reti, non male per un terzino. Coi a�?Leonia�� non ha conquistato nessun titolo, pur avendo disputato 4 finali: due di Coppa del Re (2009 e 2012, la seconda da capitano), una di Europa League (2012, anche questa da capitano) e una di Supercoppa di Spagna (2009). Curiosamente, tutte le finale nazionali perse sono state giocate contro il Barcellona, la squadra contro cui debuttA? in prima squadra, e anche allora fu una sconfitta. Attualmente A? il vice-capitano del team. Per lui anche 7 presenze in Nazionale. Citazione da��obbligo per JosA� OrA?e, quarto assoluto per presenze con 480, e protagonista dei mitici a�?Los once aldeanos/Gli undici abitanti del villaggioa��, squadra tutta autoctona e vincente degli Anni a��50.

3 (terzino sinistro) a�� Aitor LARRANZA?BAL: Nato a Bilbao, entrato nel vivaio della��Athletic a 11 anni, arriva in squadra B (chiamata Bilbao Athletic) a 18 anni, e la��anno dopo debutta in prima squadra, mettendo insieme 18 presenze. Da lA� in poi A? titolare inamovibile nel ruolo per oltre un decennio. Dal 2002 inizia a lasciare un poa�� di spazio alla��emergente Del Horno, mantenendo comunque il posto in squadra ma scegliendo, dopo due anni e nonostante non sia di certo a�?vecchioa�? (33 anni) di ritirarsi e lasciare spazio al suo a�?vicea�?. Smesso di giocare diventa allenatore nelle serie minori, fino alla��approdo nel 2009 al Lemona, squadra basca della Segunda DivisiA?n B, che guida per due stagioni.

4 (difensore centrale) a�� Andoni GOIKOETXEA: Difensore roccioso e picchiatore, noto come a�?il Macellaio di Bilbaoa��, inizia la sua carriera nella��Arbuyo, approdando a 18 anni nelle giovanili della��Athletic Bilbao. La��anno seguente viene mandato a giocare con la squadra riserve, il Bilbao Athletic, dove si mette in mostra come difensore-goleador, segnando 8 reti in 25 partite. Promosso in prima squadra, disputa una��ottima stagione, con 27 presenze e 4 reti. Successivamente accantonato, mette insieme solo 26 presenze nei tre anni successivi, a causa dello scarso feeling con Koldo Aguirre, allenatore in quel triennio Col cambio di allenatore, dal 1979-a�?80 diventa definitivamente titolare e pilastro del club, conquistando anche la Nazionale. Nella stagione 1983-a��84, sotto la guida di Javier Clemente, centra la doppietta campionato-coppa nazionale, partecipando poi alla��Europeo 1984, nel quale la Spagna si arrende solo in finale ai padroni di casa della Francia. Nella stessa annata, diviene tristemente famoso per la��intervento-killer su Maradona, in un match contro il Barcellona, sconfitto poi nella finale di coppa, con annessa rissa tra i due. Nel 1987, dopo 369 partite e 44 reti, si trasferisce alla��AtlA�tico Madrid, dove rimane per tre stagioni, nella quali fa sempre la riserva e dove conclude la sua carriera, nel 1990. Iniziato il percorso per diventare allenatore, nel 1992 viene nominato CT della��Under-21 spagnola (facendo anche da vice in Nazionale maggiore, ad USA a��94 e guidando anche la��Under-20 nel 1995), che guiderA� per un quadriennio. Approda quindi sulla panchina del Salamanca, che porta subito alla promozione, guidandola poi anche la��anno seguente, prima di passare al Compostela. Una sola stagione qui, poi va al Numancia, quindi al Racing Santander. Dopo una breve esperienza al Rayo Vallecano, nel 2001, resta fermo ben 4 anni, prima di tornare al Salamanca, nella stagione 2004-a��05, cui fanno seguito due annate al Numancia, cui segue la��approdo, nel 2007-a��08, alla��HA�rcules Alicante. Anche qui rimane una sola stagione, quindi sta fermo due anni, accettando poi la panchina del Ceuta. Dopo un altro biennio di stop, ecco nel 2013 la��incarico di CT della Guinea Equatoriale, dal quale viene esonerato alla vigilia della Coppa da��Africa 2015, dopo alcune amichevoli poco convincenti. Con la Spagna, nella quale ha totalizzato 39 presenze e 4 reti, ha giocato anche il Mondiale 1986, dove ha realizzato uno dei suoi gol.

5 (difensore centrale) a�� CANITO: Basco di Barakaldo, dopo le prime esperienze nel El Carmen, approda alla squadra della sua cittA�, in Seconda Divisione. Gli basta un campionato in prima squadra, a soli 16 anni, per farsi acquistare dalla��Athletic Bilbao, con cui debutta diciassettenne. RimarrA� per 15 stagioni, giocando oltre 400 partite, centrando il a�?dobletea�? campionato-coppa nazionale nella stagione 1955-a��56, cui si aggiungono altre tre edizioni vinte della Coppa di Spagna (1950, 1956 e 1958). Lasciata Bilbao, si accasa alla��AlavA�s, dove perA? gioca una sola partita a causa di problemi fisici, decidendo di ritirarsi dopo solo pochi mesi nel nuovo club. Per lui anche una presenza in Nazionale. A� scomparso nel 1998. Citazione per il suo successore, JesA?s ‘Txutxi’ Aranguren, anche lui una vita alla��Athletic.

6 (centrocampista centrale) a�� Josu URRUTIA: Nato a Bilbao, cresciuto nelle giovanili del club, a soli 16 anni debutta con la squadra B nel 1984 quindi, nella stagione 1987-a��88, fa il suo debutto in prima squadra, diventandone un punto fermo un paio da��anni piA? tardi e mantenendo il suo ruolo preminente fino alla��avvio del Terzo Millennio. Poi, anche a causa di continui problemi al ginocchio destro, che gli fanno giocare solo 25 partite in due stagioni, nel 2003 si ritira, dopo aver toccato le 400 presenze esatte. Nel 2011 vince le elezioni presidenziali, conquistando la guida del club. Da citare i suoi eredi piA? recenti: Javi Martinez, ora al Bayern Monaco, ed Ander Iturraspe, pilastro della��attuale formazione.

7 (ala destra) a�� Joseba ETXEBERRIA: Nato ad Elgoibar, non distante dalla capitale San SebastiA�n, parte naturalmente dalle giovanili della Real Sociedad. A 17 anni A? promosso nella squadra B, e giA� in quella stagione debutta in prima squadra. A fine stagione, nella��estate 1995, dopo esser stato capocannoniere al Mondiale Under-20 con la Spagna, viene acquistato dalla��Athletic Bilbao, dove giocherA� per il resto della sua carriera, terminata nel 2010. Nel 2003 diventa capitano, mentre nella��ottobre 2008 firma un accordo per cui, alla scadenza del suo contratto a fine stagione, ne giocherA� una��altra gratis, cosa che ha poi fatto. Coi a�?Leonia�� ha giocato 514 partite ufficiali (terzo assoluto), segnando 104 reti. Per lui anche 53 presenze e 12 reti (tra cui una tripletta a San Marino, nelle qualificazioni ad Euro 2000) con la Spagna, giocando il Mondiale 1998 e gli Europei 2000 (suo il gol-vittoria, nella fase a gironi, contro la Slovenia) e 2004. Ottimo il suo score anche con le Nazionali giovanili: 11 reti in 17 partite con la��Under-16; 5 gol in 7 match con la��Under-18; e addirittura 7 reti in 6 partite con la��Under-20, tutte al Mondiale di categoria (due doppiette nella fase a gironi, e addirittura una tripletta alla Russia nei quarti).

8 (centrocampista centrale) a�� Javi MARTINEZ: Navarro, dopo aver girato diverse squadre a livello giovanile (iniziando al Berceo a 5 anni), a 13 anni entra nella��academy della��Osasuna. Lanciato nella squadra B nella stagione 2005-a��06, attira immediatamente le attenzioni della��Athletic Bilbao, che lo acquista, pagando ben 6 milioni di Euro nonostante non abbia ancora compiuto 18 anni, nA� giocato una sola partita nella Liga. Schierato subito con continuitA�, si fa notare per la doppietta con cui batte a�?da soloa�? il Deportivo de La CoruA�a, nel dicembre 2006. Onnipresente nelle stagioni successive, nel 2009 guida la squadra fino alla finale di Coppa del Re, poi persa contro il Barcellona del a�?Tripletea�? del primo Guardiola. La sua ultima stagione a Bilbao A? quella 2011-a��12, nella quale la��allenatore Marcelo Bielsa lo arretra al centro della difesa, arrivando alla finale sia in Europa League sia, nuovamente, in Copa del Rey, perdendo perA? entrambe. Nella��estate 2012 il Bayern Monaco paga i 40 milioni di Euro della clausola rescissoria, acquistando il giocatore, che al suo primo anno in Baviera centra il treble: Champions League, Bundesliga e Coppa di Germania. La stagione seguente, con la��approdo di Pep Guardiola sulla panchina del Bayern, trova meno spazio, anche a causa di qualche infortunio di troppo. A� tuttavia decisivo, al debutto del tecnico a�?barcellonistaa�?, nella sfida di Supercoppa Europea 2013 contro il Chelsea, segnando il gol del 2 a 2 alla��ultimo secondo dei supplementari, portando la sfida ai rigori, vinta poi proprio dai bavaresi. La stagione si conclude con una��altra doppietta campionato-coppa, dopo aver vinto anche il Mondiale per Club. Nella stagione attuale si infortuna gravemente nella sfida di Supercoppa di Germania contro il Borussia Dortmund, e il suo rientro A? ancora atteso. Con la Nazionale spagnola ha totalizzato 18 presenze, prendendo parte ai vittoriosi Mondiali 2010 ed Europeo 2012, e alla Confederations Cup 2013 (sconfitta in finale contro il Brasile padrone di casa). A livello di giovanili, con le a�?Furie Rossea�� ha vinto la��Europeo Under-19 (2007) e quello Under-21 (2011), entrambi da capitano.

9 (centravanti) a�� Telmo ZARRA: Basco di Erandio, dopo i primi calci in vari formazioni minori della zona, approda alla squadra della sua cittA�, in Seconda Divisione, a 16 anni. Dopo aver assaggiato saltuariamente la prima squadra, ne diventa parte integrante, fino alla��esplosione della stagione 1939-a��40, nella quale segna 12 reti in 20 partite, guadagnandosi la��approdo alla��Athletic Bilbao. Qui inizia subito alla grande, con 6 reti in 8 partite, quindi parte per il militare. Al suo rientro, nella stagione successiva, segna 15 reti in 20 partite e addirittura 11 gol in 8 match nella coppa nazionale, per un totale di quasi un gol a partita. Risultato che centrerA� la��anno dopo, con 17 centri in altrettanti incontri di campionato, e con un 8 su 8 in coppa. Numeri che lo fanno il principale protagonista della doppietta campionato-coppa nazionale (suo il gol, nei supplementari della finale contro il Real Madrid, che vale il trofeo) che porta la��Athletic sul tetto di Spagna. La Copa del GeneralA�simo (oggi Coppa del Re) la squadra basca la vince anche nelle due stagioni seguenti, e Zarra non manca mai di mettere la sua firma. La��avversario A? in entrambi i casi il Valencia, sconfitto per 2 a 0 (suo il primo gol) nel 1944 e 3 a 2 (pareggia la��iniziale vantaggio valenciano) nel 1945. La coppa tornerA� nelle mani dei biancorossoneri 5 anni piA? tardi, in finale contro il Real Valladolid, nella quale Zarra compie una��impresa. Portata in vantaggio la sua squadra, a pochi minuti dalla fine la vede raggiunta sulla��1 a 1. E allora si scatena, realizzando un tripletta nei supplementari, unico marcatore dei 4 centri della squadra in quella sfida (record tutta��oggi). In bacheca ne metterA� anche una��altra nel 1955, ma non ha giocato la finale, in quella che A? stata la sua ultima stagione col Bilbao. A fine annata, dopo 332 reti (record del club) in 351 partite e sei titoli di capocannoniere (1944a��45, 1945a��46, 1946a��47, 1949a��50, 1950a��51 e 1952a��53), si trasferisce alla��Indautxu, in Seconda Divisione. Da allora, e fino al sorpasso di Messi avvenuto nel novembre 2014, A? stato il piA? grande goleador in assoluto della Liga spagnola. La stagione successiva A? al Barakaldo, nella medesima categoria, disputando la sua ultima stagione prima di appendere le scarpette al chiodo. Con la Nazionale spagnola ha preso parte al Mondiale 1950, e totalizzato 20 reti in altrettante presenze. A� tuttora il recordman di reti segnate nella Coppa di Spagna (81), ed a lui A? intitolato il trofeo che va al miglior marcatore spagnolo del campionato. A� scomparso nel 2006.

10 (trequartista/seconda punta) a�� JosA� Francisco ‘Txetxu’ ROJO: Prodotto locale al 100%, entra da bambino nelle giovanili del club. Lanciato nella squadra B nel 1965, dopo sole tre partite (nelle quali mette a segno ben 5 reti) viene promosso in prima squadra, dove rimarrA� fino al ritiro, nel 1982, per un totale di 541 presenze (secondo assoluto). Anche lui membro dei mitici a�?Los once aldeanos/Gli undici abitanti del villaggioa��, con la maglia della��Athletic ha vinto due volte la Copa del GeneralA�simo (oggi Coppa del Re), nel 1969 e nel 1973. Salutato il a�?San MamA�sa�� con una��amichevole tra il Bilbao e la Nazionale inglese (impegnata nella preparazione del MundiA�l 1982), inizia il percorso per diventare allenatore. 4 anni piA? tardi A? sulla panchina del Bilbao Athletic, la squadra B, dove rimane per tre stagioni, prima di essere promosso alla guida della prima squadra, dalla quale sarA� perA? esonerato prima della fine del campionato. Riparte dal Celta Vigo, dove rimane per 4 stagioni quindi, dopo una breve e infelice parentesi alla��Osasuna, allena per due stagioni il Leida e per una il Salamanca, per poi approdare sulla panchina del Saragozza, portandolo alla qualificazione UEFA con un brillante quarto posto. Risultati che gli valgono il ritorno alla��Athletic, ma dopo una sola stagione lascia per tornare al Saragozza. Scelta poco felice, dato che viene esonerato. Dopo un anno sabbatico, allena brevemente nel 2004 il Rayo Vallecano, ad oggi la sua ultima panchina. Per lui anche 18 presenze e 3 reti con la Spagna. Impossibile per me non citare, nel ruolo, anche Julen Guerrero, uno dei miei primi miti calcistici da��infanzia. Entrato nella��academy della��Athletic ad appena otto anni, fa tutta la trafila delle giovanili, passa dalla squadra B e poi sempre e solo Athletic Bilbao fino al ritiro, annunciato nel luglio 2006, a soli 32 anni, dopo 116 reti in 430 partite.

11 (ala sinistra) a�� AgustA�n a�?Pirua�� GAINZA: Una��intera carriera nella��Athletic Bilbao, dalle giovanili fino alle 19 stagioni in prima squadra. Debuttante nella��ottobre 1940, poco piA? che diciottenne, rimane fino al ritiro, avvenuto nel 1959 a 37 anni. Ha vestito la sfascia di capitano, giocato quasi 500 partite segnando 149 reti, disputando ben 9 finali di Coppa di Spagna (record), vincendone 7: le tre consecutive 1943-1945, e poi 1950, 1955, 1956 e 1958. Alle sette coppe nazionali si aggiungono 2 a�?scudettia�?, 1943 e 1956, entrambi vinti in a�?doublea�? con la coppa, torneo nel quale ha giocato piA? di tutti con la maglia della��Athletic, scendendo in campo 99 volte. Alla��Athletic torna nel 1965, come allenatore, centrando subito il secondo posto in classifica, bissato pure la��anno seguente. Dopo una terza stagione interlocutoria, viene esonerato dopo soltanto sei partite della quarta, che la squadra concluderA� vincendo la Coppa di Spagna. Con la Nazionale spagnola ha giocato 33 partite e segnato 10 reti. Ha partecipato al Mondiale 1950, da capitano delle a�?Furie Rossea��. Citazione per Estanislao Argote, ala sinistra della��Athletic vincente targato Clemente.

ALL. Javier CLEMENTE: Posizione particolare, a Bilbao, quella della��allenatore. Difficile trovare mister che siano rimasti per almeno un quinquennio, anche nel mezzo di cicli vincenti. Chi ha saputo a�?resisterea�?, e pure vincere, A? stato Javier Clemente. Basco di Barakaldo, dopo la��apprendistato nella squadra della sua cittA�, approda alle giovanili della��Athletic Bilbao. Lanciato giovanissimo in prima squadra (con cui vince la Coppa di Spagna 1969), a seguito di un brutto infortunio A? costretto a ritirarsi a soli 24 anni. Inizia praticamente subito ad allenare, partendo da formazioni basche minori come Arenas Getxo (una stagione) e Baskonia (due stagioni). Approda quindi alle giovanili della��Athletic Bilbao, e dopo una stagione sulla panchina della squadra B (1980-a��81), viene promosso a quella della prima squadra. Inizia subito a rifondare la squadra e, dopo un primo anno di assestamento, al secondo anno centra la vittoria in campionato. Fa ancora meglio la stagione successiva, con la doppietta campionato-Coppa di Spagna, quindi arrivano la Supercoppa spagnola e una��altra finale di coppa nazionale, persa. In entrambe queste due stagioni A? Allenatore della��Anno in Spagna. Nel 1985-a��86, dopo un pesante con una delle sue a�?stellea�?, Sanabria, si dimette. Passa quindi alla��Espanyol, dove rimane per due stagioni e mezza (vincendo al primo colpo il suo terzo premio come miglior allenatore di Spagna), portandolo a disputare una finale di Coppa UEFA (1998). Lascia nel marzo 1989, per contrasti con la dirigenza, ripartendo pochi mesi dopo dalla��AtlA�tico Madrid, dove viene perA? esonerato al primo anno. Torna per una stagione a Bilbao, quindi per alcuni mesi riprende in corsa la��Espanyol, dopodichA� diviene CT della Spagna (e coordinatore delle Nazionali) che guida fino al 1998, portandola a due partecipazioni Mondiali (1994 e, appunto 1998) e alla��Europeo 1996. Chiuso con la a�?Rojaa��, prende in corsa il Betis di Siviglia, non venendo perA? riconfermato a fine stagione. Approda quindi alla Real Sociedad, venendo perA? esonerato. Riparte dai francesi della��Olympique Marsiglia, finendo anche qui anzi tempo la sua avventura. Dopo una��esperienza in corsa al Tenerife, torna alla��Espanyol, dove rimane una stagione e mezza. Segue uno stop di un anno, poi ecco un altro ritorno a Bilbao, che finisce con la��esonero anticipato. Dopo il Mondiale 2006, diviene CT della Serbia, finendo esonerato nel dicembre della��anno dopo. Quindi, tra stop e brevi esperienze a Murcia e Valladolid, ecco una nuova chance post-Mondiale (2010): il Camerun, che allena dalla��agosto 2010 alla��ottobre 2011. Pochi mesi piA? tardi A? il nuovo allenatore dello Sporting di GijA?n, che non riece a portare alla salvezza, lasciando dopo la retrocessione. Dal settembre 2013 A? CT della Libia, con cui ha vinto la��African Nations Championship 2014.

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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