All Time XI: Austria Vienna

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Nata nel 1910 come società dedita al cricket, si dedica poi (anche) al calcio con il nome di Wiener Ameteur, fino al cambio di nome avvenuto nel 1926, con il superamento del dilettantismo. Con i ‘cugini’ del Rapid si contende non solo il primato cittadino, ma quello nazionale. I biancoverdi sono davanti per titoli nazionale (32 a 21), ma l’Austria Vienna detiene il record di successi in Coppa e Supercoppa d’Austria, rispettivamente con 27 e 6.

Battezzata in maniera spregiativa, durante l’epoca nazista, come “squadra degli ebrei” (stessa sorte toccò, per fare un esempio, al Bayern Monaco. E purtroppo anche oggi eventuali radici ebraiche sono fonte di scherno, derisione e offese tra tifoserie), ha dato al calcio austriaco una serie incredibile di talenti, a partire da quello più cristallino di tutti: Matthias Sindelar.

L’Austria Vienna di tutti i tempi si schiera con un 4-4-2 molto offensivo, anzi, un 4-2-4:

1 (portiere) – Friedrich ‘Friedl’ KONCILIA: Nato a Klagenfurt, inizia a giocare con il club locale del KAC. Nel 1965, a 17 anni, passa all’Austria Klagenfurt, con cui gioca per 4 stagioni. Ne seguono 2 al Wattens e quindi nel 1971 va al Wacker Innsbruck, dove vivrà la ‘prima giovinezza’ di una grande carriera, conquistando 4 titoli nazionali (1972, 1973, 1975 e 1977) e 3 Coppe d’Austria (1973, 1975 e 1978). Passa quindi ai belgi dell’Anderlecht, dove però non trova spazio e dopo 6 mesi torna in Patria, all’Austria, dove prende il posto di uno dei suoi vice in Nazionale, Hubert Baumgartner. In viola viva la ‘seconda giovinezza’, conquistando 4 campionati (1980, 1981, 1984 e 1985) e 3 coppe nazionali (1980, 1982 e 1984). Si ritira nel 1985, intraprendendo poi la carriera di allenatore, che lo porterà anche alla guida dell’Under-21 austriaca e dei giapponesi del Gamba Osaka. Nel 1999 è allenatore ad interim dell’Austria Vienna, dove era già stato da preparatore dei portieri nei primi Anni ‘90. È fermo da 10 anni, dopo un lustro sulla panchina del Bad Ischl. Con la Nazionale ha giocato 84 partite, prendendo parte al Mondiale 1978 e a quello del 1982. Citazione doverosa per il suo successore, Franz Wohlfahrt, che ha vestito la maglia dell’Austria Vienna per 17 anni.

2 (terzino destro) – Robert SARA: Cresciuto nel Donau, nel 1965 a 19 anni arriva all’Austria Vienna, dove rimarrà per un ventennio, diventando il recordman di presenze nel club (oltre 600) e del campionato austriaco in assoluto (571). Coi viola conquista 8 campionati (1969, 1970, 1976, 1978-1981, 1984 e 1985) e 6 coppe nazionali (1967, 1971, 1974, 1977, 1980 e 1982), dopodiché chiude la carriera con mezza stagione nel Favoritner Vienna, nel 1985. Torna quindi all’Austria, entrando nello staff tecnico, e in un paio di occasioni è anche allenatore ad interim della prima squadra. Dal 2008 al 2015 è vice della squadra amatori del club, venendo poi promosso a numero due della prima squadra. Con la Nazionale austriaca ha giocato 55 partite (3 le reti), guidando la squadra da capitano ai Mondiali 1978. È l’ultimo, in ordine di tempo, a esser stato inserito nella lista dei capitani onorari del club.

3 (difensore centrale) – Erich OBERMAYER: Viennese, tira i primi calci a un pallone nel Wien, quindi a 16 anni, nel 1969, entra nelle giovanili dell’Austria, arrivando in prima squadra 2 anni dopo. Vi giocherà fino al 1989, anno del suo ritiro, conquistando 8 campionati (1976, 1978-1981 e 1984-1986) e 5 Coppe d’Austria (1974, 1977, 1980, 1982 e 1986). Dopo il ritiro diviene vice di Prohaska sulla panchina dell’Austria, mentre non saranno fortunate le esperienze da capo allenatore con Floridsdorfer e Simmering. Con la Nazionale ha giocato 50 partite (un gol), disputando 2 Mondiali: 1978 e 1982, il secondo da capitano.

4 (difensore centrale) – Karl STOTZ: Viennese, inizia la carriera nel Wien, dove rimane fino al 1951, quando passa all’Austria. Coi viola giocherà fino al 1963, anno del suo ritiro, vincendo 4 campionati (1953 e 1961-1963) e 2 Coppe d’Austria (1960 e 1962). Rimasto nel club, lo allena una prima volta nella stagione 1972-’73, concludendo anzitempo il mandato, e poi per 2 stagioni dal 1975 al 1977, conquistando il campionato il primo anno e la Coppa d’Austria il secondo. Diviene quindi Ct della Nazionale (con la quale da giocatore ha disputato 42 partite e segnato un gol, prendendo parte a 2 Mondiali: 1954 – terzo posto finale – e 1958), qualificandola al Mondiale 1982, ma venendo sostituito prima del torneo. Rimasto fermo, tornerà brevemente nel 1987 all’Austria Vienna, e quindi si ritirerà a vita privata. È morto nell’aprile di quest’anno, a 90 anni.

5 (mediano) – Ernst OCWIRK: Viennese, inizia a giocare a 12 anni con lo Stadlau, nel 1938. 4 anni dopo passa al Floridsdorfer, dove rimarrà fino al 1947, quando passa all’Austria Vienna. Qui rimane fino al 1956, vincendo 3 campionati (1949, 1950 e 1953) e 2 coppe nazionali consecutive (1948 e 1949). Arriva quindi in Italia, alla Sampdoria, dove resta per 5 stagioni, prima di tornare all’Austria, dove chiuderà la carriera nel 1963, vincendo altri 2 campionati (1962 e 1963) e un’altra Coppa d’Austria (1962). Appesi gli scarpini al chiodo, intraprende la carriera di allenatore, prendendo la guida della Sampdoria, che guida per 2 stagioni. Quindi torna all’Austria, rimanendovi 5 anni, e conquistando 2 campionati (1969 e 1970) e una coppa nazionale (1967). Va poi in Germania, al Colonia, dove rimane una sola stagione e poi torna in Patria, all’Admira Wacker, dove chiuderà con la panchina nel 1973. Con la Nazionale ha disputato 62 match, mettendo a segno 6 reti e capitanando la squadra al terzo posto nel Mondiale 1954, venendo inserito nella Top11 del torneo. Ha inoltre preso parte alle Olimpiadi 1948. È scomparso nel 1980.

6 (terzino sinistro) – Walter NAUSCH: Viennese, inizia a tirar calci a un pallone con lo Josefstädter Sportfreunde, e passando poi al Libertas Vienna Nel 1923, a 16 anni, approda all’Austria Vienna, centrando subito – seppur da comprimario – il double campionato-coppa nazionale. Coppa che vincerà anche nella stagione successiva, dopo la quale si trasferisce al Wiener AC. Vi rimane 4 anni, quindi nel 1929 fa il suo ritorno in maglia viola, rimanendovi fino al ritiro avvenuto nel 1938. In questo secondo periodo con l’Austria Vienna vince altre 3 Coppe d’Austria (1933, 1935 e 1936). Costretto a lasciare il Paese per via delle sue posizioni antinaziste, ripara in Svizzera, dopo intraprende la carriera di allenatore nel 1940, alla guida degli Young Fellows di Zurigo, dove rimane fino al 1948, quando viene nominato Ct della Nazionale austriaca, portandola fino al terzo posto ai Mondiali 1954, dopo i quali lascia, approdando sulla panchina dell’Austria Vienna, dove rimarrà per una stagione e mezza, fino al dicembre 1955. Colpito da un primo infarto nell’aprile 1957, pochi mesi dopo gliene è fatale un secondo. Con la sua Nazionale ha giocato 39 partite (con una rete), capitanandola all’epoca del mitico ‘Wunderteam’, ma non riuscendo a disputare nessuna edizione del Mondiale da giocatore. Detto ‘Sir’, è uno dei capitani onorari del club.

7 (ala destra) – Ernst STOJASPAL: Nativo di Simmering, nel Viennese, inizia a giocare a calcio in alcuni club minori, come FC Strindberg, Mautner Markhof, SC Simmering e, infine, Ostbahn XI. Nel 1944, a 19 anni, approda finalmente all’Austria Vienna. Vi rimarrà per un decennio, conquistando 3 campionati (1949, 1950 e 1953), 2 Coppe d’Austria consecutive (1948 – segnando il primo gol nella finale vinta per 2-0 contro lo Sturm Graz – e 1949) e vincendo per 5 volte la classifica cannonieri, di cui 3 consecutive (1946-1948, 1952 e 1953). Nell’estate del 1954, con la riapertura al mercato estero per i giocatori austriaci, si trasferisce in Francia, allo Strasburgo. In terra transalpina rimarrà per il resto della carriera, giocando una stagione al Béziers, una al Monaco, 2 al Troyes e infine una al Metz, ritirandosi nel 1962. Intraprende quindi la carriera di allenatore, guidando dapprima l’Ajaccio e poi, per 4 stagioni, il Giraumont. Quindi, dopo un’annata con gli svizzeri del Monthey e 2 all’Athus, in Lussemburgo nel 1970 si ritira anche dalla carriera di allenatore. Torna a vivere in Francia (gestendo un caffè a Montecarlo), dove morirà nel 2002. Con la Nazionale austriaca ha segnato 15 reti in 32 partite, prendendo parte alle Olimpiadi 1948 e, soprattutto, ai Mondiali 1954, conclusi con il terzo posto finale, anche grazie ai suoi 3 gol: una doppietta nel 5-0 rifilato alla Cecoslovacchia nel girone eliminatorio, e poi la trasformazione del rigore che aprì le marcature nella ‘finalina’ contro l’Uruguay, finita 3-1. È il bomber assoluto nella storia dell’Austria Vienna: ne ha segnate 220 in 183 partite solo in campionato.

8 (regista) – Herbert PROHASKA: Viennese, cresciuto in piccoli club come Vorwärts XI e Ostbahn XI, a 17 anni approda all’Austria Vienna. Vi rimarrà fino al 1980, lasciando dopo una doppietta campionato-coppa nazionale, che arricchisce una bacheca dove erano già entrati altri 3 campionati (1976, 1978 e 1979) e altre 2 Coppe d’Austria (1974, con suoi gol decisivi sia nella finale d’andata sia al ritorno, e 1977, segnando anche qui un gol, nel 3-0 della finale di ritorno). Ha inoltre disputato la finale di Coppa delle Coppe 1977-’78, persa contro l’Anderlecht. Nel 1980, con la riapertura delle frontiere in Italia, approda all’Inter. Coi nerazzurri gioca per 2 stagioni, vincendo la Coppa Italia 1981-’82, dopo la quale passa alla Roma. Nel club capitolino vince subito lo Scudetto e fa poi ritorno all’Austria Vienna, con cui vince immediatamente 3 campionati consecutivi (1984-1986) e una Coppa d’Austria (1986), ritirandosi nel 1989. Pochi mesi dopo è già sulla panchina del club, subentrando in corsa, nel marzo del 1990, ad Erich Hof, e chiudendo quello spicchio di stagione con la conquista della Coppa d’Austria. Guida la squadra anche nelle 2 stagioni successive, concluse entrambe con la vittoria del campionato, nel secondo caso in double con la coppa nazionale. Diviene quindi CT dell’Under-21 e, l’anno seguente della Nazionale, che condurrà fino alla partecipazione ai Mondiali 1998. Si dimette nella primavera del 1999, dove un pesante 9-0 subito contro la Spagna, in un match per le qualificazioni all’Europeo. Qualche mese dopo torna all’Austria Vienna, allenandolo per una sola stagione e chiudendo poi con la panchina per divenire un apprezzato commentatore televisivo. Soprannominato ‘Schneckerl (‘Ricciolo’, in dialetto viennese)’, con l’Austria ha giocato 83 partite e segnato 10 reti, partecipando al Mondiale 1978 e a quello del 1982. Vincitore in Patria di diversi premi come giocatore dell’anno, è stato scelto dalla Federcalcio austriaca quale Giocatore del Secolo. Stesso riconoscimento gli ha riservato proprio l’Austria Vienna. È uno dei capitani onorari del club.

9 (centravanti) – Anton’ Toni’ POLSTER: Viennese, cresciuto nelle giovanili dell’Austria, dopo un breve passaggio al Simmeringer, nel 1982 fa il suo debutto nella prima squadra del club dove si è formato. Vi rimarrà fino al 1987, contribuendo con 119 reti in 147 partite di campionato alla vittoria di 3 ‘scudetti’ consecutivi (1984-1986). Sarà inoltre protagonista con una doppietta nella pirotecnica finale della Coppa d’Austria 1985-’86, finita 6-4 ai supplementari, con cui vennero stesi i ‘cugini’ del Rapid. Passa quindi una stagione in Italia, al Torino, per poi trasferirsi in Spagna, al Siviglia. Coi biancorossi rimarrà per 3 anni, cui seguono una stagione al Logroñés e una al Rayo Vallecano, tutte concluse in doppia cifra di reti. Nel 1993 va in Germania, al Colonia, dove rimarrà per 5 stagioni, facendo anche lì caterve gol. Dopo una stagione al Borussia Mönchengladbach, torna in Patria per chiudere la carriera, nel 2000, con l’Austria Salisburgo. Al ritiro segue una carriera da dirigente, prima come presidente del piccolo Kreisligisten SV Weiden di Colonia, poi nell’ufficio marketing del Borussia Mönchengladbach. Nel 2004 torna all’Austria Vienna come direttore generale, ma viene licenziato a fine stagione per contrasti col patron del club, cui poi farà causa, vincendola. Nel 2010 inizia ad allenare, partendo dalla squadra riserve del LASK Linz. Dal 2011 al 2013 è sulla panchina del Vienna Viktoria, su cui torna l’anno seguente dopo una breve esperienza all’Admira Wacker, e che tuttora allena. Con la Nazionale austriaca ha giocato i Mondiali 1990 e 1998, e segnato complessivamente 44 reti in 95 presenze. 3 volte consecutive capocannoniere in campionato (1985-1987), era soprannominato ‘Toni Doppelpack’ per la tendenza a segnare marcature multiple. Citazione per Horst Nemec, che tra la fine degli Anni ’50 e la prima metà degli Anni ’60 fece gol con medie impressionanti. Impossibile non dedicare poi un passaggio al suo successore Alfred Riedl, e ad altri due grandi centravanti come il bomber degli Anni ’20, Viktor Hierländer, e ad Adolf Huber. Menzione per il predecessore di Polster al centro dell’attacco dell’Austria Vienna, Walter ‘Schoko’ Schachner, che in Italia fece innamorare i tifosi del Cesena, passando poi anche da Torino (anche qui seguito poi da Polster), Pisa e Avellino.

10 (attaccante) – Matthias SINDELAR: Nativo di Kozlov (in Moravia), oggi Repubblica Ceca e al tempo Impero Austro-Ungarico, a 2 anni si trasferisce a Vienna con la famiglia, ed è in un club viennese che inizia a giocare, ossia l’Herta. Vi rimane fino al 1924 quando, 21enne, passa all’Austria Vienna. Con i viola conquista il campionato nella stagione 1925-’26 e ben 5 coppe nazionali (1925, 1926, 1933, 1935 e 1936, andando in rete nelle ultime due finali: doppietta nel 5-1 del ’35, una rete nel 3-0 dell’anno seguente). A questi titoli si aggiungono 2 Mitropa Cup, una nel 1933 (vinta grazie alla sua tripletta nella finale di ritorno contro l’Inter, dopo aver eliminato in semifinale un’altra italiana, la Juventus) e una nel 1936. Per una stagione e mezza, dal luglio del 1937 al dicembre 1938 sarà giocatore-allenatore della squadra, la cui maglia vestirà fino alla prematura morte, avvenuta il 23 gennaio 1939, in circostanze mai del tutto chiarite. Il suo corpo e quello della fidanzata furono trovati senza vita, nel loro appartamento, intossicati dal monossido di carbonio. Per qualcuno fu un suicidio, per altri un incidente domestico. Un’altra ipotesi riguarda l’eliminazione da parte della Gestapo, che lo teneva d’occhio per la sua nota vocazione antinazista (e, in aggiunta, la sua compagna era di religione ebraica), tanto da aver sempre rifiutato di scendere in campo con la Nazionale unificata dopo l’Anschluss. Anzi, la sua ultima partita con l’Austria fu quella della ‘Riunificazione’, nella quale da capitano segnò il primo dei due gol con cui gli austriaci mandarono di traverso la festa ai sodali di Hitler, con Sindelar che prima andava ad esultare sotto il palco dei gerarchi nazisti, e poi si rifiutava a fine match di rendere loro omaggio. Stella del ‘Wunderteam’ che conquistò il quarto posto ai Mondiali 1934 (e lui è stato inserito nella Top11 del torneo), con la sua Nazionale ha disputato 43 incontri, mettendo a segno 26 reti. Per il fisico esile e le movenze sinuose, era soprannominato ‘Der Papierene’, ossia l’uomo di carta. Ma in Italia venne ribattezzato ‘Cartavelina’. Era anche detto ‘Il Mozart del Calcio’, ed è stato in assoluto uno dei più grandi calciatori non solo degli Anni Trenta, ma di tutto il periodo pre Seconda Guerra Mondiale. È considerato l’icona del club. Citazione per Ernst Fiala, bomber dei viola per un quindicennio, e uno dei capitani onorari del club.

11 (ala sinistra) – Julio MORALES: Uruguaiano, inizia la sua carriera con il Racing di Montevideo, debuttando in prima squadra ad appena 16 anni, nel 1961. Nel 1965 passa al Nacional, con cui vince 5 campionati (1966 e 1969-1972), una Coppa Libertadores (1971), una Coppa Interamericana (1971) e una Coppa Intercontinentale (1971). Nel 1973 passa all’Austria Vienna, dove rimane per 5 stagioni, conquistando 2 campionati (1976 e 1978) e altrettante coppe nazionali (1974 e 1977, in questa edizione segnando il gol-vittoria nella finale di andata, e il definitivo 3-0 in quella di ritorno). Tornato al Nacional, vi giocherà fino al ritiro avvenuto nel 1982, vincendo nuovamente la Coppa Libertadores e la Coppa Intercontinentale. Con l’Uruguay ha giocato 24 partite e segnato 11 gol, conquistando il quarto posto al Mondiale 1970.

ALL. Heinrich ‘Wudi’ MÜLLER: Viennese, già ottimo calciatore, tanto da far parte del celeberrimo ‘Wunderteam’ della Nazionale austriaca, inizia la carriera di allenatore mentre gioca ancora per l’Austria Vienna, dove è approdato dopo aver indossato le maglie del Wiener AC e quella degli ungheresi dell’MTK. Dopo una prima stagione da giocatore-allenatore, dal 1947 si concentra a tempo pieno sulla guida tecnica della squadra, che manterrà fino al 1954, conquistando 3 campionati (1949, 1950 e 1953) e 2 Coppe d’Austria consecutive (1948 e 1949). Lascia per lo smembramento della squadra, arrivato con la fine del divieto per i giocatori austriaci dai 30 anni in su di andare a giocare all’estero. Rimane fermo per quasi due anni, dopodiché guiderà brevemente la Nazionale olandese. Rimane nei Paesi Bassi per guidare, in due riprese, il Willelm II. Nel 1963 è in Grecia all’AEK Atene, ma l’anno dopo viene richiamato in corsa all’Austria Vienna. Non sarà un’esperienza fortunata, che lo vedrà dapprima affiancato e poi soppiantato dal direttore sportivo e suo ex giocatore Ernst Ocwirk, del quale rimarrà comunque collaboratore, aiutandolo a conquistare 2 campionati (1969 e 1970) e altrettante coppe nazionali (1967 e 1970). Quando, dopo il double del 1970, Ocwirk lascia per andare ad allenare i tedeschi del Colonia, è proprio Müller a succedergli, conquistando nella prima stagione la Coppa d’Austria, e rimanendo sulla panchina viola anche per la successiva, senza però centrare alcun successo, e concludendo così definitivamente la sua carriera. È morto nel 2000.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.