All Time XI: Betis Siviglia

Secondo club sivigliano per storia e numero di titoli (anche se il Siviglia ci ha messo 11 anni in più per vincere la sua unica Liga), il Betis è uno dei club spagnoli con la tifoseria più calda e affezionata.

Abile tanto nel lanciare quanto nel rilanciare giocatori che sono partiti per club importanti o arrivati/tornati dopo flop negli stessi, il club biancoverde ha vissuto grandi alti e bassi, e per questo le poche soddisfazioni (2 coppe nazionali, oltre al già citato titolo, conquistato nel 1935) sono state vissute con ancora maggior esaltazione.

E ora andiamo a vedere chi compone il Betis ‘di tutti i tempi’, schierano con un 4-3-3 molto offensivo:

1 (portiere) – José Ramón ESNAOLA: Basco della Gipuzkoa, cresce nell’ Euskalduna Andoaindarra, squadra della sua città natale (Andoain). Nel 1965, a 18 anni, arriva alla Real Sociedad, dove rimane per 8 stagioni, passando poi al Betis. In biancoverde giocherà fino al ritiro, avvenuto nel 1985, conquistando da protagonista la Copa del Rey 1976-’77, esaltandosi nella lotteria dei rigori (dopo il 2-2 al fischio finale) con 3 penalties parati e uno trasformato. Rimasto nei quadri del Betis, nel 1991 e nel 1993 si ritrova brevemente sulla panchina della squadra. Dal 1998 al 2000 allena nel Settore giovanile quindi, dopo un periodo di allontanamento, torna nel 2007 da preparatore dei portieri, ritirandosi nel 2013.

2 (terzino destro) – Francisco BIZCOCHO: Nato a Coria del Rìo, a pochi chilometri da Siviglia, è cresciuto nelle giovanili del Betis, giocando tutta la sua carriera con la maglia biancoverde. A 17 anni, nel 1968, è nella formazione riserve (allora Triana Balompié), e 3 anni più tardi debutta in prima squadra, con la quale giocherà fino al 1982, anno del suo ritiro. Con il Betis ha vinto la Coppa di Spagna 1976-’77, trasformando l’ultimo, decisivo penalty della serie con cui si è risolta la finale. Citazione per due suoi validi successori, Jaime e Melli.

3 (terzino sinistro) – Rafael GORDILLO: Nativo dell’Extremadura, si trasferisce da piccolo con la famiglia a Siviglia, giocando con la squadra del suo quartiere, il San Pablo. Nel 1972, a 15 anni, entra nel Settore giovanile del Betis e, dopo una stagione con la formazione riserve (al tempo chiamata Triana Balompié), nel 1976 approda in prima squadra, debuttando nel gennaio 1977. Alla sua prima stagione tra i ‘grandi’ conquista la Copa del Rey, rimanendo in biancoverde fino al 1985 e imponendosi come uno dei più forti giocatori del Paese, tanto da conquistare presto la Nazionale e, nel 1980, il premio quale miglior giocatore spagnolo. Passa quindi al Real Madrid, con cui conquista subito Coppa UEFA e campionato, il primo di 5 consecutivi (1986-1990). Con i ‘blancos’ mette inoltre in bacheca la coppa nazionale 1988-89 (ed è proprio lui a firmare il gol-vittoria nella finale contro il Real Valladolid) e 3 Supercoppe di Spagna consecutive (188-1990). Lascia la capitale nel 1992 per fare ritorno al ‘suo’ Betis, nella B spagnola, aiutando il secondo anno a tornare nella massima divisione. Lo lascia nuovamente nel 1995 col proposito di ritirarsi, per giocare però poi un’ultima stagione con l’Ècija, in Seconda Divisione. Dopo il ritiro rimane comunque nell’ambiente beticista, e nel 2001 entra a far parte dei quadri dirigenziali del club. Nel 2006, dopo aver fatto il commentatore tecnico in tv per i Mondiali, torna Ècija come direttore sportivo. Nell’agosto 2010 il tribunale lo nomina amministratore del Betis, durante una fase delicata per il club, con il processo all’ex presidente de Lopera. Nel dicembre dello stesso anno Gordillo diventa lui stesso presidente del club, rassegnando le dimissioni nel giugno seguente. Dal marzo 2012 è presidente della Fundación Real Betis, e successivamente anche direttore delle relazioni istituzionali del club, per il quale continua anche a giocare in un torneo indoor. Altresì, ricopre la carica di direttore tecnico del programma Escuelas Deportivas Danone. Con la Nazionale ha giocato 75 partite (3 gol), disputando 2 Mondiali (quello casalingo del 1982, e quello 1986) e 3 Europi (1980, 1984 – con secondo posto finale – e 1988). Citazione per Antonio Benítez, Robert Jarni e Luis Fernández.

4 (difensore centrale) – JUANITO Gutierrez Moreno: Nato a Cadice, inizia con la squadra della sua città, facendo la trafila del Settore giovanile, quindi giocando con la squadra B 2 stagioni, collezionando anche una presenza con la squadra maggiore. Nel 1997, a 21 anni, passa al Betis, giocando inizialmente con la squadra B per 3 stagioni, passando alla prima squadra nel 2000. Dopo una stagione in prestito al Recreativo Huelva, torna al Betis dalla porta principale, conquistandosi da subito la maglia da titolare, fino ad arrivare, negli anni, ad essere nominato capitano della squadra, e guadagnandosi anche la convocazione in Nazionale. Con la fascia al braccio alzerà al cielo la Copa del Rey vinta nel 2004-’05. Rimane al Betis fino al 2009, quando la squadra clamorosamente retrocede nella B spagnola, e passa all’Atlético Madrid, dopo quasi 300 partite e una ventina di reti, frutto delle sue abilità sui calci piazzati. Con i ‘Colchoneros’ vince subito l’Europa League (e perde una finale di Coppa di Spagna), ma trova poco e spazio, e quindi dopo una stagione e mezza lascia e va al Valladolid, dove chiude la carriera da calciatore nel 2012. Fa quindi immediato ritorno al Betis, entrando nello staff tecnico della ‘cantera’, come allenatore in seconda della squadra giovanile. Qualche mese più tardi viene promosso a vice della squadra riserve. Nel 2015 arriva il primo incarico da capo allenatore, al San Roque de Lepe, nella Serie C spagnola, ma viene esonerato a marzo. Pochi mesi ed ecco una seconda chance, sempre nella medesima categoria, all’Atlético Sanluqueño, squadra della sua zona natale. Anche qui l’esperienza si conclude con un esonero a campionato in corso, e da allora non ha più allenato. Con la Spagna ha collezionato 26 presenze (con 3 reti), partecipando al Mondiale 2006 e agli Europei 2004 e 2008, quest’ultimo concluso con la vittoria finale delle ‘Furie Rosse’.

5 (centrocampista centrale) – MARCOS ASSUNÇÃO: Brasiliano di Caieiras, nella zona di San Paolo, inizia la sua carriera nel Rio Branco, debuttando in prima squadra nel 1993, a 17 anni. Nel 1995 passa al Santos, e due anni dopo al Flamengo, salvo far ritorno subito dopo al club di Pelé, con cui vince il Torneo di Rio-San Paolo e la Copa CONMEBOL. Nell’estate del 1999 arriva in Italia, alla Roma, dove resta per 3 stagioni, conquistando lo Scudetto 2000-’01, e la Supercoppa Italiana la stagione successiva. Lascia i giallorossi nell’estate 2002, accasandosi al Betis: in biancoverde rimarrà 5 anni, conquistando la Copa del Rey 2004-’05, e contribuendo alla qualificazione in Champions League e in Coppa UEFA della squadra. Chiusa l’esperienza europea, gioca per 2 anni negli Emirati Arabi, prima con l’Al-Ahli e poi con l’Al-Shabab, entrambe formazioni di Dubai, conquistando nel primo caso la Coppa del Presidente. Nel 2009 fa quindi ritorno in Patria, ingaggiato dal piccolo Gremio Prudente, ma pochi mesi dopo si accasa al glorioso Palmeiras. Col ‘Verdão’ vince la Copa do Brasil 2012 (e l’anno prima viene inserito nella Top 11 del campionato), lasciando poi il club nel gennaio 2013 per far ritorno al Santos. Un anno dopo passa alla Figueirense, con cui vince il campionato regionale, ma ad aprile rescinde il contratto e si accasa alla Portuguesa. Quindi, dopo una stagione al Criciùma e una al Sampaio Corrêa, nel 2016 si ritira. Con il Brasile ha collezionato 11 presenze (un gol), prendendo parte all’edizione 1998 della CONCACAF Gold Cup, chiusa dalla Nazionale carioca al terzo posto. Citazione per Alexis Trujillo, al centro della mediana beticista per buona parte degli Anni ’90. Menzione anche per Arzu, cresciuto nel Settore giovanile del club e per un decennio tra i pilastri della mediana biancoverde del Terzo Millennio.

6 (difensore centrale) – Antonio BIOSCA: Nativo di Almerìa, passa la gioventù in diversi club, fino ad approdare al Calvo Sotelo, in Segunda, con cui gioca nella stagione 1970-’71 Dall’annata seguente e fino a fine carriera, vestirà solo la maglia del Betis, conquistando la Copa del Rey nel 1976-’77, oltretutto trasformando quando tocca a lui il turno al dischetto nella finale con l’Athletic Bilbao. Si ritirerà nel 1983. Per lui anche 3 presenze con la Nazionale spagnola, con la quale ha preso parte ai Mondiali 1978. Citazione per Juan Merino, che oltre ad aver a sua volta vestito per 12 stagioni la maglia del Betis, ne è stato anche direttore sportivo, allenatore della squadra B e, ad interim, anche della prima in un paio di occasioni.

7 (ala sinistra) – RUBEN CASTRO: Nato a Las Palmas, nelle Canarie, muove i primi passi nell’Artesano, prima di entrare nel Settore giovanile del principale (e omonimo) club della sua città natale. Con questa debutta nel 2000 nella formazione B, e l’anno seguente in prima squadra, a vent’anni. Rimane al Las Palmas fino al 2004, quando lo acquista il Deportivo La Coruña in seguito al suo exploit come capocannoniere della B spagnola, con 22 reti in 40 presenze. I galiziani lo prestano subito all’Albacete quindi, l’annata successiva, veste finalmente la maglia del ‘Depor’. L’impatto non è però granché, ed ecco quindi che parte di nuovo in prestito, passando la stagione 2006-’07 tra Racing Santander e Gimnàstic di Terragona. Il secondo rientro in Galizia va anche peggio del primo, e così nel 2008 viene prestato in Segunda Divisiòn, all’Huesca, dove torna a dare segni di speranza, con 14 reti in campionato. Stesso bottino l’anno seguente al Rayo Vallecano, sempre in Segunda, e tanto basta perché il Betis lo acquisti. A Siviglia fa subito il botto: 27 reti in 42 partite, che valgono ai biancoverdi il ritorno in Liga. Inoltre, mette a segno anche 5 centri in 7 match in Coppa del Re. Nelle 2 stagioni successive i suoi 34 gol in 68 presenze garantiscono la salvezza al Betis che però, nel 2013-’14, devono rinunciare a lui per qualche tempo (va comunque in doppia cifra), con conseguente retrocessione. Tornato a pieno regime, Castro conquista il titolo di capocannoniere di Segunda 11 anni dopo la prima volta, firmando 32 reti in 42 partite, e riportando immediatamente nella massima serie il Betis. Tornato nella Liga, nelle due seguenti stagioni segna complessivamente 32 reti quindi, nell’estate del 2017, si trasferisce in Cina, in prestito al Guizhou Zhicheng. Torna al Betis a gennaio, segnando subito un gol al suo ‘debutto-bis’. Sarà però l’unico, e a fine stagione rescinde con il Betis, squadra di cui è il goleador di tutti i tempi con 148 centri complessivi. È stato inoltre il primo giocatore beticista a segnare per 5 giornate consecutive fuori casa, e anche a segnare 18 o più reti in 2 differenti stagioni. Lasciati i biancoverdi torna al ‘suo’ Las Palmas, scendendo nuovamente in Segunda dove dimostra di fare ancora assolutamente la differenza, avendo iniziato la stagione con 5 reti nelle prime 4 partite. Da citare, nel ruolo, Rogelio: 16 stagioni per lui al Betis, e il merito di aver pronunciato la frase, rivolto al suo allenatore: “Mister, io non corro, che correre è una cosa da codardi”.

8 (mezzala destra) – Juan CAÑAS: Nativo della zona di Cadice, cresce nelle giovanili del Betis, approdando a 18 anni nella squadra B, e facendo il suo debutto in prima squadra già l’anno successivo, nel 1991. Vestirà la maglia biancoverde fino al 2006, conquistando la Coppa di Spagna 2004-’05 e collezionando quasi 400 presenze complessive. Lasciato il Betis rimane in Andalusia, giocando per 2 stagioni con il piccolo Alcalà e ritirandosi nel 2008. Citazione doverosa per Francisco López, autore della doppietta con cui, nella finale della Copa del Rey 1976-’77, il Betis rimontò due volte (una tempi regolamentari e una nei supplementari) l’Athletic Bilbao, per batterlo poi ai rigori (di cui uno trasformato dallo stesso López. Attualmente è responsabile dello scouting del Betis per il Settore giovanile.

9 (attaccante) – Ricardo OLIVEIRA: Brasiliano di San Paolo, cresce nel Settore giovanile della Portuguesa. A 17 anni passa a quello del Corinthians che, dopo 2 stagioni, lo lascia libero e così lui fa ritorno al club degli esordi, debuttando in prima squadra nel 2000, ventenne. Agli inizi del 2003 passa al Santos, mettendosi in luce soprattutto in Coppa Libertadores, con 9 reti in 11 partite (capocannoniere della competizione), su un totale di 20 in 31 apparizioni. Numeri che gli valgono l’approdo in Europa, agli spagnoli del Valencia, con cui centra subito la doppietta campionato-Coppa UEFA (andando in gol all’esordio europeo, contro l’AIK Stoccolma). Dopo una sola stagione, lascia i ‘Pipistrelli’ e si accasa al Betis, e con i biancoverdi fa il botto. In campionato segna 22 reti in 37 partite, trascinando la squadra alla qualificazione in Champions League; inoltre segna la rete del momentaneo 1-0 nella finale di Copa del Rey, vinta poi 2-1 ai supplementari contro l’Osasuna. La stagione seguente parte ancora forte, con 4 centri in 9 match in campionato ma, soprattutto, 3 marcature tra preliminari e gironi di Champions League. Ma proprio durante una sfida europea con il Chelsea si infortuna ai legamenti di un ginocchio, ed è costretto allo stop. Per non perdere il treno della Nazionale, in vista dei Mondiali, ottiene di tornare in Patria in prestito, e si trasferisce al San Paolo con cui, tra campionato e coppa, gioca 12 partite e segna 7 gol, contribuendo alla conquista del titolo nazionale. Viene quindi acquistato dal Milan, dove ha il non semplice compito di rimpiazzare Shevchenko. Coi rossoneri vince subito la Champions League, ma il suo apporto stagionale è pressoché nullo, con 0 centri in Europa (in 6 presenze), 2 gol in 5 partite di Coppa Italia, e la miseria di 3 marcature in 26 apparizioni in campionato. Viene così mandato in prestito al Saragozza, dove segna 18 reti in 37 partite di campionato (22 in 43 in totale), che non bastano però ad agguantare la salvezza. Il club aragonese lo riscatta, e lui scenda nella B spagnola, rimanendovi però solo 6 mesi, dato che poi il Betis lo riacquista. Il ritorno in biancoverde non è però felicissimo, e quindi a fine stagione lascia, trovando un ricco contratto ad Abu Dhabi, con l’Al Jazira. Con il club degli Emirati Arabi rimarrà per 4 stagioni e mezza (con una piccola parentesi in prestito al San Paolo, nel 2010), collezionando complessivamente 92 gol in 119 presenze, e conquistando un campionato (2011), una Coppa di Lega (2010) e 2 Coppe del Presidente consecutive (2011 e 2012). È inoltre capocannoniere della Champions League Asiatica e della Coppa del Presidente nel 2012, e della Coppa di Lega degli Emirati Arabi nel 2013 Chiude la sua esperienza tra gli emiri con mezzo campionato all’Al Wasl, prima di fare ritorno definitivamente in Brasile, al Santos. Con il ‘Peixe’ vive una vera e propria ‘seconda giovinezza’, conquistando due campionati paulisti (2015 e 2016) e ricevendo riconoscimenti importanti come l’inclusione nella Top 11 nazionale e paulista (2015, con annesso premio come Miglior Giocatore dell’Anno in entrambi i casi), ed è anche capocannoniere del Brasilerao. Nel gennaio 2018 passa all’Atlético Mineiro, suo attuale club. Con la Nazionale ha giocato 16 partite, mettendo a segno 5 reti, prendendo parte alla Copa América 2004 e alla Confederations Cup 2005, vincendole entrambe (nel primo caso andando anche in gol, nei quarti di finale contro il Messico, firmando il definitivo 4-0). Citazione per Paquirri, bomber del Betis negli Anni ’30 e ’40. Meritano di essere poi menzionati, come centravanti di un certo valore per la storia beticista, Alfonso, Jorge Molina, Pepe Mel, Hipólito ‘Poli’ Rincón e, soprattutto, Adolfo Martìn, autore del primo gol nella storia della Liga.

10 (mezzala sinistra) – Julio CARDEÑOSA: Originario di Valladolid, inizia a giocare con il San Fernando e poi con l’Arandina, approdando finalmente al Settore giovanile della squadra della sua città natale. A vent’anni, nel 1969, approda nella formazione B, e due anni dopo viene promosso in prima squadra. Lascia il ‘Pucela’ nel 1974, passando al Betis, dove rimarrà fino al ritiro, avvenuto nel 1985. Con la maglia biancoverde vince la Copa del Rey 1976-’77 (lui, però, il suo rigore in lo sbaglia), e rimane legato al club anche dopo aver smesso di fare il calciatore. Dopo alcune esperienze con club minori della zona, infatti, diventa tecnico del Settore giovanile beticista, e nel 1990 è per un breve periodo ad interim alla guida della prima squadra. Nella stagione 1991-’92 allena il Còrdoba poi, dopo un paio d’anni di stop, approda sulla panchina dell’Ècija, dove resta per 2 stagioni. È tornato al Betis nel 2010, come membro dello staff tecnico di un altro ex beticista, Pepe Mel. Con la Spagna ha collezionato 8 presenze, e fatto parte della rosa delle ‘Furie Rosse’ al Mondiale 1978 e all’Europeo 1980. D’obbligo citare, nel ruolo, il grande Luis Del Sol, che prima dei successi con Real Madrid e Juventus, partì proprio dal Betis, dove ha poi chiuso la carriera e anche allenato.

11 (ala destra) – JOAQUIN: Nato delle vicinanze di Cadice, è biancoverde fin da bambino, dato che entra nel Settore Giovanile del Betis a 13 anni, nel 1994. Nel 1999-’00 gioca con la squadra B e, dopo un solo anno, eccolo minorenne approdare tra i ‘grandi’. Rimane al Betis fino al 2006, vincendo la Copa del Rey 2004-’05, e trasferendosi al Valencia. Con ‘Los Che’ parte subito alla grande, contribuendo alla qualificazione in Champions League dei ‘Pipistrelli’. Tuttavia, nelle seguenti annate inizia a doversi giocare il posto, e qualche acciacco lo frena, ma rimarrà sempre un giocatore più o meno titolare. Nel 2011 lascia il Valencia, con cui vince la Coppa di Spagna 2007-’08, e va al Malaga, rimanendovi 2 stagioni. Approda quindi in Italia, alla Fiorentina, rimanendo anche qui per 2 anni e facendo poi il suo trionfale ritorno al Betis, dove gioca tuttora e di cui è anche il capitano. Per lui, con la Spagna, 51 presenze e 4 reti, e la partecipazione a 2 Mondiali (2002 e 2006) e ad un Europeo (2004). Nel 2002 è stato premiato come Giocatore Rivelazione della Liga spagnola, ed inserito nell’All-Star Team della Coppa del Mondo. Citazione per il nigeriano Finidi George, suo predecessore.

ALL. Lorenzo SERRA FERRER: Maiorchino di Sa Pobla, gioca qualche anno nella squadra della sua città, la Poblense, in quarta serie, ritirandosi nel 1976 a soli 23 anni. Intraprende poi la carriera di allenatore, guidando la squadra giovanile del La Salle e quindi, nel 1980, approdando sulla panchina della stessa Poblense. Dopo due stagioni alla guida di quest’ultima (con vittoria del campionato di Terza Divisione), viene ingaggiato dal Maiorca, che gli affida la squadra B. Ricopre questo incarico per 3 annate, prima di essere promosso nel 1985 alla guida della prima squadra, che aveva precedentemente condotto ad interim per qualche partita l’anno precedente. Alla sua prima stagione da allenatore a tutti gli effetti conquista subito la promozione nella massima serie, che gli riuscirà anche 3 anni più tardi. Nel 1991, inoltre, porterà il Maiorca fino alla finale di Coppa del Re, persa solo per 1-0 contro l’Atlético Madrid. Lascia le baleari nel 1993, quando lo ingaggia il Betis, che guiderà per 4 stagioni, chiudendo la sua esperienza dopo un’altra finale di coppa nazionale persa, costringendo però il Barcellona ai supplementari (3-2 per i catalani il risultato finale). Al contempo porta i biancoverdi alla qualificazione europea, e viene ingaggiato proprio dai blaugrana, che gli affidano la direzione sportiva della squadra. Nel 2000 viene scelto come successore di Van Gaal per la panchina del Barcellona, ma gli scarsi risultati gli costano l’esonero ad aprile 2001. Non allenerà più fino al 2004, quando viene richiamato dal Betis, che porta subito alla qualificazione in Champions e alla vittoria della Copa del Rey. Lascia di nuovo il Betis nel 2006, quando si accasa ai greci dell’AEK Atene, dove viene esonerato nel febbraio 2008. È la sua ultima panchina in quanto, pochi mesi dopo, fa parte di una cordata che conquista la proprietà del Maiorca, dove torna come vicepresidente e direttore sportivo. Rimarrà per 5 anni, fino alla cessione delle sue quote ad un imprenditore tedesco. Impossibile non citare Paddy O’Connell, il tecnico irlandese che guidò il Betis al suo unico titolo nazionale, conquistato nel 1934-‘35 con un punto di vantaggio sul Real Madrid. Menzione, poi, per Pepe Mel, che del Betis è stato anche uno degli attaccanti più prolifici, e che ha guidato la squadra in due diversi periodi, centrando in entrambi in casi la promozione in Liga.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.