All Time XI: Boca Juniors

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Abbiamo giA� avuto modo di parlare degli odiati a�?cuginia�? di NA?A�ez, i a�?Milionariosa�? del River Plate. Ora tocca agli a�?Xeneizesa�?, la squadra a�?del puebloa�?, direttamente dalla Boca, con i suoi sgargianti colori blu e oro, a�?la Docea�? a regnare sugli spalti della a�?Bomboneraa�?.

Stiamo ovviamente parlando del Boca Juniors, la squadra regina di titoli internazionali (con 18, a pari merito col Milan), che annovera tra i suoi tifosi piA? accaniti un certo Diego Armando Maradonaa��

Nella loro versione a�?all timea�?, i a�?Bosterosa�? vanno a�?in campoa�? con un 4-3-1-2:

1 (portiere) a�� Antonio ROMA: Il Boca Juniors ha una grande tradizione di portiere significativi: penso a Juan Yustrich, a�?guardianoa�? negli Anni a��30 detto a�?il Pesce Volantea�?. O a Musimessi nei Cinquanta. Per non parlare degli ultimi venta��anni, da Pato Abbondanzieri ai colombiani Montoya (400 presenze per lui) e CA?rdoba. Ma due nomi su tutti hanno attirato la mia attenzione per la��All Time XI: Antonio Roma e il suo successore, a�?El Locoa�?Hugo Gatti. E anche se questa��ultimo ha vinto di piA? a livello internazionale (2 Libertadores consecutive e una Coppa Intercontinentale) ed A? il portiere con piA? presenze nel Boca (417, che gli valgono anche il secondo posto assoluto), ho deciso di puntare su a�?Tarzana�?. Cresciuto nel Ferro Carril Oeste, approda al Boca nel 1960, assieme al compagno Marzolini. RimarrA� coi a�?Xeneizesa�? fino al ritiro, nel 1972, per un totale di 323 presenze. Per lui tre campionati argentini (1962 a�� con decisivo rigore parato nello scontro diretto coi rivali del River Plate, alla a�?Bomboneraa�? a due giornate dalla fine del torneo, che lo hanno tramutato in un eroe per la calda tifoseria del Boca – , 1964 e 1965) e il Nacional 1969. Per lui 42 presenze con la Nazionale argentina, disputando anche due Mondiali, 1962 e 1966, entrambi da titolare.

2 (difensore centrale) a�� Rolando SCHIAVI: Cresciuto nella��Argentino de Rosario, dopo le prime esperienze in prima squadra approda alla��Argentinos Juniors, dove rimane sei anni, prima della��approdo al Boca Juniors, nel 2001. Vi rimane fino al 2005, vincendo due titoli Apertura (2003 e 2005), una Coppa Intercontinentale (2003), una Copa Libertadores (2003), una Copa Sudamericana (2004) e una Recopa Sudamericana (2005), mettendo insieme anche 22 reti. Dopo una breve esperienza in Spagna, alla��HA�rcules e una ancor meno significativa coi brasiliani del Gremio (vincendo comunque un campionato statale), torna in Patria, al Newella��s Old Boys. Rimane due anni, quindi va brevemente in prestito alla��Estudiantes, giusto in tempo per aiutare i biancorossi a vincere la Libertadores 2009. Rientrato agli Old Boys, nel 2011 torna al Boca, dove rimane due anni, vincendo la��Apertura 2011 e alzando da capitano la Copa Argentina 2012. Lascia quindi nuovamente il club per disputare una stagione coi cinesi dello Shanghai Shenhua. Quindi questa��anno, dopo tre partite col club argentino delle serie minori Club Rivadavia, si ritira diventando il vice del suo ex compagno del Boca, Martin Palermo, allenatore della��Arsenal di SarandA�.

3 (terzino sinistro) a�� Silvio MARZOLINI: Cresciuto nel Ferro Carril Oeste, debutta in prima squadra nel 1959. La��anno successivo passa al Boca Juniors (assieme al portiere Antonio Roma), che non lascerA� piA? fino al ritiro, avvenuto nel 1972. Coi gialloblA? ha vinto tre titoli Primera (1962, 1964 e 1965) e due Nacional (1969 e 1970). Divenuto allenatore, dopo una��esperienza con la��All Boys, nel 1981 torna al Boca, guidando la squadra alla vittoria del Metropolitano. GuiderA� nuovamente la squadra nel 1995. Con la Nazionale argentina 28 presenze e due Mondiali disputati, quello 1962 in Cile e quello 1966 in Inghilterra. In questa��ultimo viene nominato nella Top 11 del torneo, unico sudamericano della formazione. Per lui anche una partecipazione alla Copa AmA�rica, nel 1967, con secondo posto finale. Con 408 presenze A? terzo assoluto tra i piA? presenti nella storia del club.

4 (terzino destro) a�� Hugo IBARRA: Altro ballottaggio difficile, per assegnare il ruolo di terzino destro. Dopo una lunga riflessione, Hugo Ibarra ha avuto la meglio su Vicente PernA�a, protagonista nel Boca a�?mundiala�? degli Anni a��70. Cresciuto nel ColA?n, Ibarra debutta in prima squadra nel 1993, in seconda divisione. Due anni dopo la squadra conquista la promozione, e il giocatore si mette in luce anche nella massima serie, attirando la��interesse del Boca, cui si trasferisce nel 1998. In tre stagioni conquista un Apertura (1998), un Clausura (1999), due Libertadores (2000 e 2001) e, soprattutto, una Coppa Intercontinentale (2000). Nel 2001 si trasferisce in Europa, al Porto, vincendo subito la Supercoppa Portoghese, ma tornando subito al Boca in prestito per la mancanza di un passaporto comunitario. Vince nuovamente la Libertadores e poi se ne va ancora, stavolta in prestito ai francesi del Monaco, coi quali raggiunge la finale di Champions League, persa proprio contro il Porto proprietario del suo cartellino. Dopo una��ultima stagione in prestito, agli spagnoli della��Espanyol, rientra definitivamente al Boca Juniors, nel 2005. Vi rimane fino al 2010, quando annuncia il suo ritiro, aggiungendo alla bacheca la quarta Libertadores (2007), due Apertura (2005 e 2008), un Clausura (2006), una Copa Sudamericana (2005) e una Recopa Sudamericana (2008). Per lui 11 presenze con la��Argentina, disputando due edizioni della Copa AmA�rica, 1999 e 2007, conquistando nel secondo caso la finale, persa poi contro il Brasile.

5 (centrocampista centrale) a�� Antonio RATTA?N: Una carriera spesa tutta nel Boca Juniors, squadra di cui A? stato tifoso sin da bambino. Dalle giovanili fino al debutto vincente, nel settembre 1956, contro gli eterni rivali del River Plate. Conquistato il posto da titolare e la Nazionale, vince tre titoli Primera (1962, 1964 e 1965) e un Nacional (1969). Con la��Argentina 34 presenze e due Mondiali giocati, nel 1962 e nel 1966. Questa��ultimo da capitano, rendendosi protagonista di un episodio famigerato, come la sua espulsione nel quarto di finale contro la Germania Ovest, dopo la quale dovette essere scortato dalla polizia per lasciare il campo, dato che si rifiutava di farlo. Dopo 357 partite e 28 reti, nel 1970 si ritira, entrando nei quadri tecnici del settore giovanile xeneizes. Viene quindi assunto, nel 1977, come tecnico del Gimnasia y Esgrima de La Plata. La��anno seguente fa lo scout per gli inglesi dello Sheffield United, portando in Europa il futuro CT argentino Sabella. Quindi torna sulla panchina platense e finalmente, nel 1980, allena il a�?suoa�? Boca Juniors, lasciando la��anno seguente al suo ex compagno Marzolini. Si dA� poi alla carriera politica e, nel 2001, viene eletto deputato, lasciando quattro anni piA? tardi. Da citare, nel ruolo, altri grandi protagonisti della storia del Boca, da Ernesto Lazzatti a RubA�n SuA�A�, a Natalio Pescia.

6 (difensore centrale) a�� Roberto MOUZO: Cresciuto nel settore giovanile del club, debutta in prima squadra nel novembre 1971. RimarrA� per 13 anni, mettendo insieme 426 presenze, record assoluto del club. Ha vinto due titoli Metropolitano (1976 e 1981), un Nacional (1976) due edizioni della Copa Libertadores (1977 e 1978) e, soprattutto, la Coppa Intercontinentale 1977. Dopo alcune apparizioni nelle serie minori con la��Estudiantes de RA�o Cuarto e in Ecuador col Club 9 de Octubre, si ritira. Nel 1996 A? stato co-allenatore ad interim del club, in coppia con Francisco Sa, dopo la��esonero di Bilardo. Da citare, nel ruolo, anche RamA?n Muttis, centralone degli Anni a��20-a��30, partecipante al primo Mondiale del 1930.

7 (centrocampista destro) a�� SebastiA�n BATTAGLIA: Cresciuto nelle giovanili del club, debutta in prima squadra nel maggio 1998, divenendo ben presto un punto fermo degli a�?Xeneizesa�?. In cinque anni vince tre titoli nazionali (Clausura 1999 e Apertura 2000 e 2003), tre Copa Libertadores (2000, 2001 e 2003) e due edizioni della Coppa Intercontinentale (2000 e 2003). Si trasferisce quindi in Spagna, al Villareal (dopo ritrova numerosi compagni), dove rimane una sola stagione prima di far ritorno al Boca, vincendo altri 4 titoli nazionali (la��Apertura 2005, 2008 e 2011 e il Clausura 2006), una��altra Libertadores (2007), una Copa Sudamericana (2005), tre edizioni della Recopa Sudamericana (2005, 2006 e 2008) e una Copa Argentina (2012). Aggiugendo anche la Copa Sudamericana 2004, vinta anche se a metA� torneo se na��era andato, fanno 17 titoli, che significano per lui la qualifica di giocatore del Boca piA? vincente di sempre. Si A? ritirato nel 2013. Per lui anche 10 apparizioni con la Nazionale argentina.

8 (centrocampista sinistro) a�� Pedro Arico SUAREZ: Nato in Spagna (nelle Canarie, per la��esattezza), si trasferisce bambino in Argentina con la famiglia. Inizia a giocare nel Ferro Carril Oeste, debuttando in prima squadra diciottenne, nel 1926. Quattro anni dopo passa al Boca Juniors, dove rimane fino al ritiro, nel 1942, mettendo insieme oltre 300 presenze e vincendo 5 titoli nazionali (1939, 1931, 1934, 1935 e 1940) e una Copa Ibarguren (1940). Per lui anche 12 presenze con la Nazionale argentina, con cui disputa il primissimo Mondiale della storia, nel 1930, giocando la prima partita e poi tornando titolare per la finale, persa contro la��Uruguay.

9 (centravanti) a�� MartA�n PALERMO: Nativo di La Plata, cresce nel principale club della cittA�, la��Estudiantes. Debutta in prima squadra nel luglio 1992 e rimane in biancorosso fino al Clausura 1997, mettendo insieme complessivamente 99 presenze e 36 reti. Arrivato al Boca Juniors, in tre anni mette insieme 124 presenze corredate da 21 reti, conquistando 2 Apertura (1998 da capocannoniere, con 20 reti in 19 partite, e 2000), un Clausura (1999), una Copa Libertadores (2000) e una Coppa Intercontinentale, dove la sua doppietta A? decisiva per avere la meglio sul Real Madrid. Un exploit, questo, che gli spalanca le porte della��Europa. Nel gennaio 2001, infatti, approda agli spagnoli del Villareal, al tempo potenza emergente del calcio europeo. Rimane due anni e mezzo, senza mai ambientarsi del tutto e con scarsi risultati, anche a causa di qualche infortunio. Passato al Betis Siviglia, vi rimane solo sei mesi, dopodichA� conclude la stagione 2003-a��04 nella B spagnola, alla��AlavA�s. Torna quindi al Boca, per non lasciarlo piA? fino al 2011, quando si ritira. Nel suo secondo periodo a�?xeneizesa�? vince altri due Apertura (2005 e 2008), un altro Clausura (2006), una��altra Libertadores (2007), due Copa Sudamericana (2004 e 2005, andando in gol in entrambe le finali) e due Recopa Sudamericana (2006 e 2008, anche in questo caso segnando in entrambe le finali), mettendo insieme 280 presenze e 145 gol. In totale, col Boca Juniors fanno 404 partite e 236 reti, che ne fanno il bomber di tutti i tempi della squadra (oltre che il quarto assoluto per presenze). Ritiratosi, ha intrapreso la carriera di allenatore. Dopo aver guidato nel 2012-a��13 il Godoy Cruz, attualmente allena la��Arsenal di SarandA�. Controverso il suo rapporto con la Nazionale argentina, con la quale ha collezionato soltanto 15 presenze, segnando comunque 9 reti. A segnarlo, la disastrosa performance al suo primo torneo importante, la Copa AmA�rica 1999, nella quale sbagliA? tre rigori nella stessa partita. Maradona la��ha a�?riesumatoa�? per il Mondiale 2010, la��unico disputato. Ovviamente il Boca Juniors ha avuto anche altri grandi bomber; citazione da��obbligo per il a�?punteroa�? Anni a��20, Tarasconi, e per il suo successore, il paraguayano DelfA�n BenA�tez CA�ceres.

10 (trequartista) a�� Juan RomA�n RIQUELME: Che Maradona sia il piA? grande calciatore argentino della storia, non vi A? dubbio alcuno. Che il legame tra lui e il Boca Juniors sia qualcosa di speciale, A? altrettanto noto a tutti. Ma, per onestA� intellettuale, bisogna riconoscere che a�?el Pibe de Oroa�? la storia la��ha scritta da altre parti (Napoli, nello specifico) e che, di contro, altri hanno scritto la storia degli a�?Xeneizesa�?. JRR A? sicuramente uno di questi. Cresciuto, proprio come Diego, nelle giovanili della��Argentinos Juniors, a 17 anni viene prelevato dal Boca, che lo inserisce nella propria squadra Under-20. Un anno piA? tardi debutta in prima squadra, mettendoci solo due settimane per trovare anche il primo gol in a�?Serie Aa�?. In 6 anni mette insieme 194 presenze e 44 reti, vincendo 2 Apertura (1998 e 2000), un Clausura (1999), 2 Libertadores consecutive (2000 e 2001) e la Coppa Intercontinentale 2000. Ceduto al Barcellona, non riesce ambientarsi, non entra nelle grazie della��allenatore Van Gaal e, dopo una stagione tutta��altro che memorabile, viene prestato al Villareal. Con a�?Sottomarino Gialloa�? Riquelme rimarrA� tre stagioni e mezza, vincendo 2 Intertoto consecutive (2003 e 2004), prima di ritornare al Boca, dove rimane fino a questa��anno, vincendo altri due Apertura (2008 e 2011), una��altra Libertadores (2007, segnando il secondo dei tre gol con cui alla��andata il Boca batte il Gremio 3 a 0. E, soprattutto, la doppietta con cui gli argentini vincono anche in Brasile), una Recopa Sudamericana (2008, andando in gol nella finale di ritorno) e una Copa Argentina (2011-a��12). Dal luglio di questa��anno, dopo la��ennesimo screzio con la societA�, ha lasciato il Boca per tornare al club da dove A? partito, la��Argentinos Juniors, dopo 370 partite e 87 reti per gli a�?Xeneizesa�?. Con la Nazionale argentina ha vinto molto a livello giovanile, centrando il Mondiale Under-20 nel 1997 e il Torneo di Tolone con la��Under-21 la��anno successivo, risultando anche il miglior giocatore della competizione. Quindi, con la Nazionale maggiore, ha disputato 51 partite con 17 gol, prendendo parte alla Copa AmA�rica 1999, alla Confederations Cup 2005 (secondo posto finale, tre gol per lui), al Mondiale 2006, di nuovo alla Copa AmA�rica 2007, dove con ben 5 reti contribuisce al secondo posto finale della SelecciA?n. Ha poi preso parte, con la squadra olimpica, ai Giochi di Pechino 2008, vincendo la medaglia da��oro, da capitano. A�Citazione per Francisco Varallo, fortissima mezzala degli Anni Trenta detto a�?caA�oncitoa�? (il piccolo cannone), terzo bomber assoluto del Boca con 194 reti in poco piA? di 200 partite.

11 (seconda punta) a�� Roberto CHERRO: Protagonista di un tridente fenomenale, coi citati Varallo e Tarasconi prima e DelfA�n BenA�tez CA�ceres poi, A? il secondo marcatore di sempre del club, con 221 reti in 305 partite. Cresciuto nello Sportivo Barracas, che lo lancia in prima squadra a 17 anni, dopo una breve esperienza con Ferro Carril Oeste, arriva diciottenne al Boca Juniors, giocandovi poi fino alla fine della sua carriera, nel 1938. Vince 5 titoli nazionali (1926, 1930, 1931, 1934 e 1935) e una Copa Estimulo (1926). SarA� per tre volte capocannoniere del torneo argentino (1926, 1928 e 1930). Con la Nazionale argentina, con la quale ha segnato ben 13 reti in 16 partite, ha vinto la medaglia da��argento alle Olimpiadi 1928, la Copa AmA�rica 1929, centrando poi il secondo posto nel Mondiale 1930, nel quale giocherA� da titolare la prima partita della��Argentina, sconfitta solo in finale dai padroni di casa della��Uruguay. Sui quali sarA� proprio lui a firmare la vendetta: il 5 febbraio 1933 la��Argentina vince contro i campioni del Mondo in carica per 4 a 1. Poker firmato interamente da Cherro. Nel ruolo, piccola menzione per Carlitos Tevez, uno dei piA? amati di sempre dai tifosi, e anche molto vincente nella��era-Bianchi.

ALL. Carlos BIANCHI: GiA� attaccante superprolifico tra VA�lez Sarsfield e Francia (cinque volte capocannoniere, di cui 4 consecutive), inizia ad allenare proprio in terra transalpina, al Reims subito dopo aver smesso di giocare con la squadra della capitale dello champagne. Dopo quattro anni alla guida dei biancorossi, passa al Nizza, quindi al Paris FC, tornando infine in Patria. Dopo un periodo di stop, viene chiamato dal suo ex club, il VA�lez, iniziando la sua epopea, e guadagnandosi il soprannome di a�?VicerA�a�?. Vince subito il Clausura (1993), quindi la��anno seguente arriva un terzetto di coppe non comune: Interamericana, Libertadores e, soprattutto, Intercontinentale, battendo il Milan di Capello campione da��Europa. Dopo questi successi, cui aggiunge la��Apertura 1995 e il Clausura 1996 A? la��allenatore sudamericano del momento, e viene ingaggiato dalla Roma. FinirA� con un esonero, la piazza inferocita e lo spogliatoio contro (si dice che Bianchi volesse la cessione di Tottia��). Torna in sella nel 1998, chiamato dal Boca Juniors, dove rimane fino al 2001, vincendo nuovamente subito un campionato, la��Apertura 1998, quindi il Clausura 1999, nuovamente la��Apertura nel 2000, anno in cui vince la Copa Libertadores e la��Intercontinentale, bissando il titolo sudamericano nella��anno successivo, dopo il quale lascia. Richiamato nel 2003, riparte ancora una volta vincendo un campionato (la��Apertura), cui seguono una��altra Libertadores e una��altra Intercontinentale, nuovamente a spese del Milan. Lascia nel 2004, tornando in panchina dopo un anno sabbatico alla��AtlA�tico Madrid, ma finirA� anche qui con un esonero. Dopo tre anni in cui pare che il mondo del calcio si sia dimenticato di lui, torna al Boca come direttore tecnico, incarico che ricopre per poco piA? di un anno, fino alle dimissioni nel gennaio 2010. Torna quasi due anni dopo, nel dicembre 2012, come allenatore, fino alla��esonero della��agosto scorso. Citazione anche per Juan Carlos a�?Totoa�? Lorenzo, la��allenatore che sul finire degli Anni Settanta portA? per primo sul tetto continentale prima, e del Mondo poi, il Boca Juniors.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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