All Time XI: Borussia MA�nchengladbach

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Meno titolato o ammirato mediaticamente rispetto ad altre realtA� extra-Bayern del calcio tedesco (dal Borussia Dortmund al Werder Brema, passando per il Norimberga), il Borussia MA�nchengladbach A? comunque una squadra di ottima tradizione.

Negli Anni a��70 era una delle formazioni piA? temute da��Europa, e la sua unica grande sfortuna fu la contemporaneitA� con Bayern di Beckenbauer, Gerd MA?ller, Sepp Maier e compagni.

Detti a�?Die Fohlena��, ossia a�?I Puledria��, i giocatori a�?all timea�? del a�?Gladbach si schierano con un 1-3-3-1-2:

1 (portiere) a�� Wolfgang KLEFF: Cresciuto nel VfL Schwerte, club dilettantesco della sua cittA� natale, vi gioca fino ai 22 anni quando, nel 1968, lo acquista il a�?Gladbach, dove diviene praticamente subito titolare, non saltando una partita di campionato fino al 1976. Rimane col Borussia fino al 1979 a�� anche se le ultime 3 stagioni le passa da a�?dodicesimoa�? a�� vincendo 5 campionati (1970, 1971 e la tripletta 1975-1977), 3 Coppe UEFA (1975 e 1979) e una Coppa di Germania (1972-a��73). Coi a�?Puledria�� ha inoltre perso 2 finali europee, entrambe contro gli inglesi del Liverpool: quella di Coppa UEFA 1972-a��73 e, soprattutto, quella di Coppa dei Campioni 1976-a��77. Passato alla��Herta Berlino, dopo una stagione da titolare viene richiamato al Borussia, per il quale gioca 2 ulteriori stagioni, prima di lasciarlo definitivamente. Si trasferisce quindi al Fortuna DA?sseldorf, dove rimane 2 anni, prima di passare al Rot-WeiAY Oberhausen. Una stagione coi biancorossi, quindi una al Bochum e, infine, una al Salmrohr, in seconda serie. Il campionato finisce con la retrocessione della squadra e il ritiro dal calcio professionistico per il portiere. Il quale perA? continua a scendere in campo tra i dilettanti: per 5 anni fa il portiere part-time allo Straelen, quindi la��addio definitivo alla��attivitA� agonistica. Torna clamorosamente a�?in servizioa�? nel 2000, a 54 anni, come riserva della��Uerdingen, in terza divisione, non scendendo perA? mai in campo. Ma il a�?meglioa�? deve ancora venire: nel 2008, ultrasessantenne, gioca per 35 minuti a difesa della porta del Rehinbach, in un campionato regionale. In Nazionale, chiuso da Seppe Meier, mette insieme solo 6 presenze, riuscendo comunque a�� da a�?dodicesimoa�? a�� a conquistare Mondiale (1974) ed Europeo (1972).

2 (stopper destro) a�� Berti VOGTS: Scoperto nel VfR BA?ttgen, squadra della sua cittA� natale nelle cui giovanili era approdato alla tenera etA� di 7 anni, a�?Der Terriera�� viene ingaggiato dal Borussia nel 1965. RimarrA� coi a�?Puledria�� per tutta la sua carriera professionistica, che si chiude nel 1979, dopo la conquista della Coppa UEFA, che andava a bissare quella conquistata nel 1975. Per lui anche 5 campionati (1970, 1971 e la tripletta 1975-1977), 3 e una Coppa di Germania (1972-a��73). Con 419 presenze A? il giocatore piA? presente in Bundesliga nella storia del Borussia. Subito dopo il ritiro, diviene CT della��Under-21 tedesca, che guida fino al 1990, diventando dal 1986 anche vice della Nazionale maggiore. Dopo il Mondiale vinto a Italia a��90, sostituisce il CT campione, Franz Beckenbauer, guidando la Germania per 8 anni, fino al Mondiale 1998, conquistando la��Europeo 1996. Fermo per oltre 2 anni, nel novembre 2000 prende in corsa il Bayer Leverkusen, guidando fino al termine della stagione. Qualche mese piA? tardi diviene CT del Kuwait, incarico che lascia poco dopo per diventare CT della Scozia, che guida dal marzo 2002 al novembre 2004. Rimane a�?a spassoa�? per oltre 2 anni, fino alla firma con la Nigeria nel gennaio 2007. Nonostante un contratto quadriennale, dopo un anno a�� causa fallimento nella Coppa da��Africa a�� A? costretto a lasciare la��incarico. 6 settimane piA? tardi diviene CT della��Azerbaigian, che guida fino alla��ottobre 2014. Con la Germania ha giocato 96 partite (1 gol), prendendo parte a 3 Mondiali (1970: terzo posto; 1974: vittoria; 1978: da capitano) e a 2 Europei (1972 e 1976, rispettivamente con un primo e un secondo posto finale).

3 (stopper sinistro) a�� Hans-GA?nter BRUNS: Cresciuto nello Schalke04, debutta in prima squadra nel 1973, non ancora diciannovenne. Rimane a Gelsenkirchen fino al 1976, anno in cui passa al Wattenschneid 09, dove rimane per 2 stagioni, passando poi al a�?Gladbach, col quale vince subito la Coppa UEFA. La stagione seguente passa in prestito al Fortuna DA?sseldorf, rientrando alla base dopo un anno (dopo aver vinto la Coppa di Germania) e non lasciando piA? il Borussia fino al ritiro, avvenuto nel 1990. Dopo il ritiro lavora come assicuratore, tornando al calcio solo nel 2003, intraprendendo la carriera di allenatore nelle serie minori, principalmente col Rot-Weiss Oberhausen. Per lui anche 4 presenze con la Germania, partecipando alla��Europeo 1984.

4 (libero) a�� Wilfried HANNES: Nativo di DA?ren, fino a 18 anni gioca a�?a casaa��, prima nel Sportfreunde e poi al DA?ren 99. Qui lo scova il Borussia MA�nchengladbach, col qual gioca dal 1975 al 1986, vincendo 2 campionati consecutivi (1976 e 1977) e la Coppa UEFA 1978-a��79. Passato quindi allo Schalke04, se ne va dopo 2 stagioni per trasferirsi in Svizzera, prima al Bellinzona e poi alla��Aarau, con cui chiuda la sua carriera nel 1990. Intraprende quindi la carriera di allenatore, guidando dal 1991 al 1994 la��Alemannia Aachen, e poi una serie di club di quarta serie. Dal 2004 A? la��allenatore del Borussia Freialdenhoven, club di quinta divisione. Ha collazionato 8 presenze con la Nazionale tedesca, partecipando al Mondiale 1982, chiuso al secondo posto. Citazione per Uli Stielke.

5 (difensore centrale) a�� Patrik a�?BjA�rreda�� ANDERSSON: Svedese, cresciuto nel club locale BjA�rreds IF, a 17 anni entra nelle giovanili del Malmoe, con cui debutta in prima squadra la��anno seguente, nel 1989. Vi rimane fino al dicembre 1992, quando approda agli inglesi del Blackburn. Dopo la mezza stagione in Premier League arriva al a�?Gladbach, dove rimane fino al 1999, vincendo la Coppa di Germania 1994-a��95. Passato al Bayern Monaco, in 2 stagioni coi bavaresi vince praticamente tutto: la Champions League 2001 (nonostante il suo errore dal dischetto nella finale contro il Valencia, chiusa in paritA� dopo i supplementari), 2 campionati (2000 e 2001), una Coppa di Germania (1999-a��00) e 2 Coppe di Lega (1999 e 2000). Segue il passaggio al Barcellona, dove rimane per 3 stagioni, giocando perA? molto poco a causa di una serie di infortuni. Nel 2004 torna quindi in Patria, per disputare una��ultima stagione col Malmoe, col quale vince il campionato e poi si ritira, da capitano, nella��agosto 2005. Attualmente lavora come osservatore scandinavo per il Manchester United. Con la Svezia ha collezionato 96 presenze, realizzando 4 reti, e prendendo parte a 2 Mondiali (1994, chiuso al terzo posto finale, e 2002, da capitano, fascia indossata dal 1997) e 2 Europei (1992 e 2000). Ha inoltre fatto parte della squadra olimpica ai Giochi del 1992.

6 (mediano) a�� Herbert WIMMER: Nato in Belgio e cresciuto in Germania, a�?Hackia�� ha giocato sempre e solo col Borussia MA�nchengladbach a livello professionistico, dopo i primi calci nel Borussia Brand. Debutta in prima squadra a 18 anni non ancora compiuti, nel 1966, giocando coi a�?Puledria�� fino al 1978, anno del suo ritiro. Col club ha vinto 5 campionati (1970, 1971 e 1975-1977), la Coppa UEFA 1974-a��75 e la Coppa di Germania 1973, oltre ad aver giocato la finale persa di Coppa dei Campioni nel 1977. Con la Germania ha giocato 36 partite, segnando 4 reti e vincendo il Mondiale 1974 e la��Europeo 1972. Ha inoltre preso parte alla��Europeo 1976, chiuso al secondo posto.

7 (mezzala destra) a�� Rainer BONHOF: Cresciuto nel SuS Emmerich, squadra della sua cittA� natale, approda al Borussia nel 1970, a 18 anni. Vi gioca fino al 1978, vivendo da protagonista il periodo da��oro del club, fatto di 4 successi in campionato, di cui 3 consecutivi (1971 e 1975-1977), una Coppa di Germania (1972-a��73), una Coppa UEFA (1974-a��75), una Supercoppa di Germania (1976) e la finale di Coppa dei Campioni 1977 persa contro il Liverpool. Va quindi in Spagna, al Valencia, dove in 2 stagioni ottiene altrettanti successi: prima la Coppa del Re (1978-a��79) e quindi la Coppa delle Coppe (1979-a��80), trasformando uno dei rigori nella finale vinta con la��Arsenal. Torna quindi in Patria, al Colonia, dove rimane 3 stagioni, chiuse con la vittoria nella Coppa di Germania 1982-a��83. Passato alla��Herta Berlino, dopo 6 partite A? costretto a ritirarsi a causa di un grave infortunio. Dopo la��infortunio, intraprende la carriera di allenatore, iniziando come vice della��ex compagno Berti Vogts, divenuto CT della Germania dopo la vittoria nel Mondiale 1990. Dopo la chiusura della��esperienza con la Nazionale (e dopo aver guidato brevemente la��Under-21), allena per una stagione proprio il Borussia, ma la��esperienza si conclude con la retrocessione. Dopo un periodo di stop, riparte come CT del Kuwait nel 2000-2001 quindi, dopo la nomina di Vogts alla guida della Scozia, diviene CT della��Under-21 della medesima Nazionale, fino alle dimissioni nel novembre 2005. Dal 2006 al 2008 fa la��osservatore per il Chelsea quindi, dal febbraio 2009 A? vice presidente del Borussia MA�nchengladbach. 53 presenze con 9 reti in Nazionale, ha disputato 2 Mondiali (quello vinto nel 1974 e quello del 1978) e 3 Europei (con 2 vittorie, 1972 e 1980, e il secondo posto nel 1976, edizione nella quale viene inserito nella Top11 del torneo).

8 (mezzala sinistra) a�� Stefan EFFENBERG: Nato ad Amburgo, dopo i primi passi nel Bramfelder SV, a 8 anni entra nelle giovanili del Victoria, club cittadino a�?minorea��. Nel 1986, a 18 anni, passa al settore giovanile del Borussia MA�nchengladbach, debuttando in prima squadra la��anno successivo. Rimane al a�?Gladbach fino al 1990, quando approda al Bayern Monaco dove conquista subito la Supercoppa di Germania e rimane fino al 1992. Arriva quindi in Italia, alla Fiorentina, con la quale il primo anno incappa in una clamorosa retrocessione in B. Rimane per aiutare la squadra a centrare un pronto ritorno in Serie A, quindi passa nuovamente al Borussia. Coi a�?Puledria�� centra subito la Coppa di Germania, segnando in finale il secondo gol nel 3 a 0 al Wolfsburg. Nel 1998 passa di nuovo dal a�?Gladbach al Bayern, dove in 4 stagioni vince 3 campionati consecutivi (1999-2001), una Coppa di Germania (1999-a��00), 3 Coppe di Lega consecutive (1998-2000) e, soprattutto, la Champions League 2000-a��01 (da capitano, e segnando dal dischetto sia la��1 a 1 nei tempi regolamentari, sia nella lotteria dei rigori che assegnA? il trofeo) e la Coppa Intercontinentale 2001. Dopo una stagione al Wolfsburg e una coi qatarioti della��Al-Arabi, lascia il calcio giocato. Intraprende quindi la carriera di commentatore e, dalla scorsa settimana, quella di tecnico, accettando la panchina del Paderborn. Con la Nazionale tedesca ha disputato 35 partite e segnato 5 reti, partecipando al Mondiale 1994 e alla��Europeo 1992, chiuso al secondo posto e con la��inserimento nella Top11 del torneo. Nel 2001 A? stato Calciatore della��Anno UEFA.

9 (attaccante) a�� Allan SIMONSEN: Danese, il a�?Gladbach lo preleva non ancora ventenne dal Vejle BK, squadra della sua cittA� natale (con la quale aveva giA� vinto due campionati e una coppa nazionale), nel 1972. Il primo anno vince subito la Coppa di Germania, anche se le sue prime due stagioni tedesche sono di ambientamento. Divenuto titolare a partire dalla stagione 1974-a��75, si dimostra da subito goleador implacabile, specie in campo europeo. Nelle 5 stagioni da titolare segna infatti 74 reti in 161 presenze in Bundesliga, e ben 33 gol in 49 presenze nelle coppe europee, conquistando 2 volte la Coppa UEFA (1975 a�� doppietta nella finale di ritorno vinta in trasferta sul campo degli olandesi del Twente per 5 a 1 – e 1979, la seconda da capocannoniere della competizione, compreso il gol-vittoria nella finale di ritorno, dopo la��1 a 1 della��andata contro la Stella Rossa di Belgrado) e raggiungendo la finale 1977 di Coppa dei Campioni, persa poi 3 a 1 contro il Liverpool (e il gol del Borussia, momentaneo 1 a 1, A? proprio di Simonsen). In quel 1977 vince anche il Pallone da��Oro. Della Coppa dei Campioni A? capocannoniere nella stagione 1977-a��78. Lascia la Germania nel 1979, con nel palmarA?s anche 3 successi consecutivi in Bundesliga (1975-1977), per approdare al Barcellona. Nelle sue 3 stagioni coi catalani va sempre in doppia cifra in campionato, conquista la Copa del Rey nel 1981 e la Coppa delle Coppe la��anno seguente, segnando il momentaneo 1 a 1 nella finale poi vinta contro i belgi dello Standard Liegi. Passa quindi agli inglesi del Charlton, dopo aver rescisso coi blaugrana a seguito della��ingaggio di Maradona. Nella Serie B inglese resta comunque poco, dato che la sua squadra ha problemi economici e decide di cederlo, dopo 9 reti in 16 partite. Torna quindi al club che la��ha lanciato il Vejle BK, per il quale giocherA� fino al 1989, vincendo il campionato danese 1984. Dopo il ritiro, intraprende la carriera di allenatore, guidando dal 1991 al 1994 il a�?suoa�? Vejle, prima di divenire CT delle Isole FA�r A?er, incarico che manterrA� fino al 2001, quando passa alla guida del Lussemburgo. Nel principato rimane fino al 2004, smettendo poi di allenare. Nel 2011 diventa general manager del Fredericia, club della prima serie danese, del quale nel 2013 sarA� brevemente allenatore ad interim, per poi lasciare a fine stagione il club. Con la Nazionale danese ha disputato 55 partite, segnando 20 reti e partecipando alla��Europeo 1984 e al Mondiale 1986, con la mitica a�?Danish Dynamitea��. Nel 1972 aveva inoltre fatto parte della Nazionale olimpica. Citazione per lo svedese Martin Dahlin, il mitico a�?Vichingo Neroa�� di USA a��94, 60 gol in 125 presenze e una Coppa di Germania (1995) vinta col a�?Gladbach, che poi A? la��ultimo successo nella storia del club.

10 (trequartista) a�� GA?nter NETZER: Nativo di MA�nchengladbach, inizia a giocare ad 8 anni nel vivaio della seconda squadra locale, la��1. FC MA�nchengladbach. Dopo 11 anni, nel 1963 passa ai rivali cittadini del Borussia, giocandovi per un decennio e diventandone uno dei piA? grandi giocatori di sempre. Uomo dal passaggio sopraffino, A? stato anche un ottimo goleador, come dimostrano le 108 reti in 297 apparizioni in Bundesliga. Col Borussia vince 2 campionati (1970 e 1971) e la Coppa di Germania 1973, segnando nei supplementari il gol-vittoria. Dopo questo trofeo (e la finale di Coppa UEFA persa contro il Liverpool), nella��estate del 1973 passa al Real Madrid, centrando subito la Copa del Rey. Trofeo conquistato anche la��anno seguente, in double con la Liga. Con la vittoria in campionato anche nel 1975-a��76, Netzer lascia i a�?blancosa��, dopo aver vinto almeno un titolo in ognuna delle sue tre stagioni al a�?Bernabeua��. Chiude col calcio giocato dopo una stagione con gli svizzeri del Grasshopers. Dopo il ritiro, diviene general manager della��Amburgo, costruendo la squadra che raggiungerA� i picchi massimi della storia societaria, fino alla (ahimA?) mitica Coppa dei Campioni 1983 vinta ad Atene contro la favoritissima Juventus. Lascia la��incarico nel 1985, dopo 8 anni (nei quali la squadra vince anche 2 campionati nel 1979 e nel 1982), per dedicarsi completamente alla sua attivitA� imprenditoriale come agente pubblicitario, che la��ha portato a diventare direttore esecutivo di Infront, il colosso svizzero dei diritti sportivi. Ha inoltre lavorato per oltre un decennio come commentatore per il canale televisivo tedesco ARD, lasciando dopo il Mondiale 2010. Ricca anche la sua carriera con la Nazionale tedesca con la quale ha preso parte alla��Europeo 1972 (inserito nella Top11 del torneo) e al Mondiale 1974, vincendo entrambi. Per lui, in totale, 37 presenze e 6 reti. A? arrivato secondo nel Pallone da��Oro 1972 ed A? stato Calciatore Tedesco della��Anno nel 1972 e 1973.

11 (attaccante) a�� Jupp HEYNCKES: Nativo di MA�nchengladbach, inizia nelle giovanili del club dilettantistico del GrA?n-WeiAY Holt, prima di entrare in quelle del Borussa nel 1962, a 17 anni. Lanciato in prima squadra la��anno successivo, gioca nel Borussia fino al 1967, passando poi alla��Hannover. 3 anni dopo torna al a�?Gladbach, giocando fino al 1978, anno del suo ritiro. Grazie ai suoi gol (ben 292 in 400 partite), i a�?Puledria�� vincono 4 campionati, di cui 3 consecutivi (1971 e 1975-1977); la Coppa UEFA 1974-a��75 (tripletta per lui nella finale di ritorno, vinta per 5 a 1 in casa del Twente, dopo lo 0 a 0 della��andata. Tris che lo porta a 11 reti complessive: capocannoniere della manifestazione) e la Coppa di Germania 1972-a��73, anno in cui il Borussia perse la finale di Coppa UEFA contro il Liverpool, nonostante una doppietta di Heynckes nella finale di ritorno (la��andata ad Anfield si era chiusa sul 3 a 0) per i padroni di casa. Sempre contro i a�?Redsa��, nel 1977, arriverA� una sconfitta europea ben piA? fastidiosa da digerire: quella in Coppa dei Campioni, manifestazione di cui, nella stagione precedente, Heynckes era stato capocannoniere. Dopo il ritiro, Heynckes diviene immediatamente vice-allenatore della squadra, ereditandone la guida la��anno successivo. Rimane fino al 1987, quando passa al Bayern Monaco. In Baviera vince subito la Supercoppa nazionale, quindi il secondo anno e il terzo ecco la a�?doppiettaa�� in Bundesliga. La quarta stagione A? di nuovo Supercoppa di Germania, ma il quarto trofeo in altrettante stagioni non lo salva dalla��esonero nella��ottobre 1991. Riparte la��annata seguente in Spagna, alla��Athletic Bilbao, dove rimane 2 stagioni. Torna quindi in Germania, alla��Eintracht Francoforte, non riuscendo perA? a finire la stagione, con la��esonero nella��aprile 1995. Dopo una stagione a�?a spassoa�?, nella��estate 1996 torna in Spagna, al Tenerife. Qui fa bene, tanto che si guadagna la chiamata del Real Madrid, con cui vince la Supercoppa di Spagna e, soprattutto, la Coppa dei Campioni (in finale contro la Juventus), che non gli bastano perA? per la riconferma. Sta fermo una��altra stagione, quindi va al Benfica. Confermato dopo la prima annata, viene esonerato pochi mesi piA? tardi, nel settembre del 2001. Riparte la stagione seguente tornando a Bilbao per altre 2 stagioni, prima di un nuovo rientro in Germania, allo Schalke04. Qui vince per 2 stagioni di fila la��Intertoto (2003 e 2004), ma viene esonerato poco dopo. Segue un digiuno di panchine di quasi 2 anni, prima del ritorno al a�?Gladbach nella��estate 2006. Un rientro a�?a casaa�� sfortunato, visto che dopo 7 mesi salta. Torna ad allenare nella��aprile 2009, quando torna in corsa al Bayern Monaco, traghettando la squadra fino a fine stagione, per poi passare al Bayer Leverkusen. Dopo 2 stagioni con le a�?Aspirinea��, torna al Bayern: la prima stagione A? clamorosamente avara di trofei (con la delusione piA? cocente che arriva dalla finale di Champions League persa ai rigori, in casa, contro il Chelsea di Di Matteo), ma la rivincita A? da libri di storia del calcio. Informato per tempo che, a fine stagione, sarA� rimpiazzato da Pep Guardiola, Heynckes guida i bavaresi ad uno storico en plein di trofei, che inizia con la Supercoppa di Germania e, passando per i trionfi in campionato e coppa nazionale, tocca il suo massimo splendore con la vittoria della Champions League, nella finale-derby contro il Borussia Dortmund. Dopo questo straordinario risultato, a�?Osrama�� (per la caratteristica di a�?accendersia�? come una lampadina in volto) si ritira. Per lui anche 39 presenze e 14 in Nazionale, con la quale ha preso parte ad un Mondiale (1974) e ad un Europeo (1972, con inserimento nella Top11 del torneo), entrambi vinti. A? stato capocannoniere della Bundesliga per 2 stagioni consecutive (1974 e 1975) e Miglior Allenatore di Germania e del Mondo nel 2013. Nel 1973-a�?74 si A? altresA� aggiudicato la classifica cannonieri della Coppa delle Coppe, riuscendo quindi ad essere almeno una volta re dei bomber in tutte e 3 le competizioni europee, oltre che in Patria. A? terzo marcatore di sempre nella storia della Bundesliga, e il primo assoluto per il a�?Gladbach.

ALL. Hennes WEISWEILER: Tra i fondatori, nel 1948, del Colonia, ne A? allenatore-giocatore fino al 1952, anno in cui approda sulla panchina del Rheydter SpV. Qui rimane 2 stagioni quindi, dopo una��annata da vice-CT della Germania, nel 1955 torna alla guida del Colonia. Ci rimane per 3 anni, fino al clamoroso passaggio ai rivali cittadini del Viktoria, sulla cui panchina rimarrA� fino al 1964, anno in cui passa al a�?Gladbach. Lo guida fino al 1975, portando alla vittoria di 3 campionati (1970, 1971 e 1975), di una Coppa UEFA (1974-a��75) e di una Coppa di Germania (1972-a��73). Quindi, dopo una stagione al Barcellona (dove arriva al posto di Rinus Michels, trovandosi subito in contrasto con Johann Cruijff), torna al Colonia, centrando subito la Coppa di Germania. Quindi, il secondo anno, ecco la doppietta campionato-coppa nazionale. Rimane per una��altra stagione e mezza, fino alla��esonero nella��aprile 1980. Riparte qualche mese piA? tardi dal Nord America, guidando i New York Cosmos per 2 anni, centrando il titolo della NASL al primo tentativo. Torna quindi in Europa, allenando per una��ultima stagione gli svizzeri del Grassophers, coi quali centra il double campionato-coppa nazionale, e venendo a mancare 3 settimane dopo, il 5 luglio 1983, per un attacco di cuore. Citazione per il suo successore, Udo Lattek, che in 4 stagioni vinse 2 campionati (nei primi due anni) e la Coppa UEFA 1979, con cui salutA?. CuriositA�: anche lui A? passato dal Barcellona, pure lui succedendo a uno dei nomi piA? significativi nella storia del club: il a�?Magoa�� Herrera.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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