All Time XI: Chelsea

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Il Chelsea non A? una a�?nobile del calcioa�? nel senso classico del termine, come possono essere Real Madrid e Barcellona, Juventus-Milan-Inter, Ajax, Bayern Monaco o, per rimanere in Inghilterra, Manchester United e Liverpool.

Ma nella��ultimo decennio si A? senza dubbio affermata come uno dei top team mondiali, oltre al fatto che A? nel ristretto club delle squadre che hanno vinto tutte e tre le coppe europee (Coppa dei Campioni/Champions League, Coppa delle Coppe, Coppa UEFA/Europa League). Un decennio che, salvo un paio di stagioni sfortunate, si A? sempre chiuso con un trofeo a�� piA? o meno importante a�� in bacheca.

Ora, col ritorno di Mourinho, la societA� prova a portare finalmente a termine quel ricambio generazionale tentato e poi rimangiato con Villas Boas, ma che A? necessario se si vuole che i a�?Bluesa�? non siano una meteora (per quanto a�?lungaa�?), ma che costruiscano una legacy che possa inscriverli per sempre nella storia del calcio britannico e internazionale.

Ma andiamo ora a vedere il loro a�?11 di semprea�?, schierato col 4-3-3 del Mourinho prima versione:

1 (portiere) a�� Petr CECH: Certo, anche Peter Bonetti sarebbe stato un ottimo candidato (cresciuto nelle giovanili, 20 stagioni in prima squadra, con cui ha vinto la Coppa delle Coppe 1971, oltre che la FA Youth Cup dieci anni prima. Riserva di Gordon Banks nel vittorioso mondiale casalingo del a�?66), ma non si puA? non tener conto di ciA? che ha fatto (e, soprattutto, vinto) in questa��ultimo il portiere della Repubblica Ceca. Cresciuto nelle giovanili del Viktoria Plzen, squadra della sua cittA�, a 17 anni lo acquista il Chmel Bisany, squadra con cui debutta nella massima divisione ceca. Nel gennaio 2001 viene acquistato allo Sparata Praga, che lo lascia altri sei mesi in prestito al Chmel. Approdato nella capitale, dopo una sola stagione viene ingaggiato dai francesi del Rennes. Coi transalpini gioca due stagione, dopodichA� arriva a Londra, acquistato per tempo e dopo un provino fatto addirittura un anno prima. Approfittando di un infortunio della��allora titolare dei Blues, Carlo Cudicini, diventa titolare giA� dal precampionato, non perdendo piA? il posto da titolare. A Stamford Bridge vince subito campionato e Coppa di Lega, bissando poi il successo il Premier, oltre alla conquista della Community Shield, la��anno successivo. La stagione 2006-a��07 A? quella della doppietta di coppa: FA Cup e ancora Coppa di Lega. Il suo quarto anno a Londra A? il primo degli unici due senza un trofeo, anche se poteva essere quello del trionfo europeo (solo rimandato, peraltro). Il Chelsea arriva infatti alla finale a�?fratricidaa�? di Champions League contro il Manchester United. Dopo la��1 a 1 dei tempi regolamentari, confermato nei supplementari, si arriva ai calci di rigore. Cech A? il primo a pararne uno, e proprio a quel Cristiano Ronaldo che la��aveva trafitto nel primo tempo e che a fine anno riceverA� il suo primo Pallone da��Oro. Al quinto rigore, quello della potenziale vittoria del Chelsea, il capitano dei londinesi spara il pallone alto. I a�?Red Devilsa�? non sbagliano piA?, mentre Van der Sar para il tiro di Anelka e la coppa prenda la via di Manchester. La stagione successiva un piccolo risarcimento, se cosA� possiamo chiamarlo, arriva con la vittoria della FA Cup, bissata la��anno successivo in una stagione che vede il Chelsea di Ancelotti conquistare anche la Community Shield e, soprattutto, il campionato. Dopo un 2010-a��11 senza trofei, che costa la��addio della��allenatore italiano, ecco la rivincita europea: il Chelsea, che in Premier va malissimo, tanto che la��allenatore portoghese Villas Boas, viene esonerato, dopo aver vinto la FA Cup, raggiunge la finale di Champions League, guidata da un altro italiano, la��ex giocatore a�?bluea�? Roberto Di Matteo. Alla��ultimo atto della massima competizione europea per club, il Chelsea trova il Bayern Monaco, nel cui stadio si gioca la finale. I bavaresi segnano alla��83A�, e a quel punto il titolo sembra cosa loro. Ma alla��88A� Drogba pareggia e si va ai supplementari. Qui il Bayern ottiene un rigore a favore, ma Cech para il tiro di Robben. Si ripeterA� sia contro Olic sia soprattutto contro Schweinsteiger, negli ultimi due rigori a�?tedeschia�? della lotteria. La trasformazione di Drogba chiude i discorsi, e Cech e compagni alzano la coppa dalle grandi orecchie. La stagione successiva si apre con una sconfitta, contro la��Atletico Madrid per la Supercoppa Europea. Pochi mesi piA? tardi, la squadra esce dalla Champions (per mano della Juventus) ai gironi, e fallisce la��assalto al Mondiale per Club, perdendo in finale contro i brasiliani del Corinthians. La stagione la salva la vittoria in Europa League, conquistata in finale contro il Benfica. Vittoria che permette al Chelsea, alla��inizio di questa stagione, di giocarsi nuovamente la Supercoppa Europea, ma stavolta tocca al Bayern campione da��Europa prendersi la propria rivincita, di nuovo ai rigori, dove stavolta Cech non ne para nemmeno uno. Ne parA? invece due nella finale della��Europeo Under-21 del 2002, dando il titolo alla Repubblica Ceca contro la Francia, guadagnandosi il titolo di miglior giocatore del torneo. Arrivato poi alla Nazionale maggiore, ha disputato tre Europei (2004 a�� terzo posto finale – , 2008 e 2012) e un Mondiale (2006), mettendo insieme, ad oggi, 107 presenze. A livello personale, Cech A? stato miglior portiere della Ligue 1 (2003-a��04), miglior portiere della Premier League (2004-a��05 e 2009-a��10), miglior portiere agli UEFA Club Football Awards (2005, 2007 e 2008), Giocatore della��Anno per la Federazione Ceca (2005 e, ininterrottamente, dal 2008 al 2013), Pallone da��Oro della Repubblica Ceca (premio dei giornalisti sportivi nel 2005-2008 e 2010-2013) e Giocatore della��Anno del Chelsea (2011). Dal 2007 gioca con un caratteristico caschetto protettivo, a causa del bruttissimo infortunio alla testa occorsogli il 14 ottobre 2006 dove, in uno scontro di gioco, si A? parzialmente fratturato il cranio.

2 (terzino destro) a�� Dan PETRESCU: Rumeno, cresciuto nella Steaua Bucarest, approda in prima squadra nella stagione 1985-a��86. La stagione successiva A? in prestito alla��Olt Scornicesti, quindi torna alla base, dove rimane fino al 1991, vincendo 3 campionati (1986, 1988 e 1989), tre coppe nazionali consecutive (1987-1989), oltre a disputare una finale di Coppa dei Campioni, quella del 1989 persa con un rotondo 4 a 0 contro il Milan di Sacchi, al suo primo successo internazionale. In quella��anno arriva in Italia, al pirotecnico Foggia di Zeman, dove rimane due stagioni. Passa quindi al Genoa, che lascia dopo un solo anno, per trasferirsi in Inghilterra al Sheffield Wednesday. Il suo campionato coi a�?Gufia�? lo fa finire nel mirino del Chelsea, squadra emergente del tempo, che lo acquista dopo appena 8 partite dalla��inizio della sua seconda stagione a Hillsborough. A Stamford Bridge diventa subito un punto fermo per quasi 5 stagioni, quando sul finire del 1999-a��00 litiga con la��allenatore Gianluca Vialli e finisce fuori squadra. Quindi, dopo 2 FA Cup (1997 e 2000, anche se in questa��ultima non A? nemmeno convocato per la finale, a causa dei problemi disciplinari di cui sopra), una Coppa di Lega (1997-a��98) e, soprattutto, la doppietta europea Coppa delle Coppe-Supercoppa (1998), passa al Bradford City. Qui rimane solo mezza stagione, trasferendosi poi al Southampton, su richiesta del suo ex allenatore a�?bluea�?, Glen Hoddle. Coi Saints parte ala grande, ma poi Hoddle lascia per andare al Tottenham, e il nuovo allenatore sceglie di puntare su altri giocatori. La stagione successiva A? un incubo, con due sole presenze e la fine della��esperienza inglese. Petrescu torna in Patria, per chiudere giocando una��ultima stagione nel National di Bucarest. Appese le scarpette al chiodo, intraprende subito la carriera di allenatore, iniziando a�� sempre in Romania a�� con lo Sportul Studentesc. Al termine della stagione passa al Rapid Bucarest, dove salta perA? dopo ad ottobre A? giA� saltato. Due mesi dopo torna allo Sportul Studentesc, dover rimane fino al dicembre della��anno successivo, quando si dimette per accettare la panchina dei polacchi del Wisla Cracovia. Lascia nel settembre successivo, per tornare in Patria, alla��Unirea Urziceni. Qui rimane tre stagioni e mezza, lasciando nel dicembre 2009 (dopo aver vinto il titolo nazionale nella stagione precedente) per accettare la chiamata dei russi del Kuban Kransodar. Qui, dopo aver vinto il titolo nazionale al primo tentativo, resta fino alla��agosto 2012, accettando poi la chiamata della Dinamo Mosca, squadra da cui A? stato esonerato proprio oggi. Con la Nazionale rumena ha giocato 95 partite, mettendo a segno 12 reti, e disputando 2 Mondiali (USA a�?94 e Francia a�?98) e 2 Europei (1996 e 2000). Magari tra qualche anno questa a�?ipotetica magliaa�? la si potrA� assegnare alla��attuale terzino destro del Chelsea, Ivanovic, ma per ora a�� considerando anche il diverso contesto di squadra a�� trovo piA? giusto premiare Petrescu, anche per rappresentare il Chelsea che nella seconda metA� degli Anni Novanta aveva saputo farsi notare anche senza i miliardi di Abramovich.

3 (terzino sinistro) a�� Ashley COLE: Cresciuto nel vivaio della��Arsenal, debutta a poco meno di 19 anni nel novembre 1999, in una partita di Coppa di Lega. Un paio di mesi piA? tardi arriva anche il battesimo di Premier League, contro il Newcastle, per poi completare la stagione in prestito al Crystal Palace. Torna, in concomitanza della��addio dello storico terzino sinistro a�?gunnera�? Winterburn, per fare da cambio al nuovo titolare, il brasiliano Sylvinho. Il quale perA? si rompe, dando campo libero al ventenne di origine caraibica, che sa��impossessa della titolaritA� del ruolo senza tanti patemi. Nel 2001 arriva la prima chiamata in Nazionale, di cui diventa in poco tempo il terzino sinistro titolare, cosa che rimarrA� per circa un decennio. Con la��Arsenal centra il Double campionato-FA Cup nel 2002, bissando il successo in Premier nel 2004. In bacheca finiscono anche altre due coppe nazionali (2003 e 2005), accompagnate nelle stesse annate da due Community Shield. Nel 2005 A? attratto dal progetto milionario del Chelsea di Abramovich, ma la squadra non vuol sentir ragioni e non lo lascia partire, e anzi verrA� addirittura multato dalla federazione per aver portato avanti trattative proibite coi Blues. Che peraltro raggiungere la��anno successivo, dopo il Mondiale in Germania, in cambio di soldi e del cartellino di Gallas. I tifosi, dopo il tira e molla della��anno prima, la prendono malissimo e Cole se ne va con la nomea di traditore, e venendo accolto da sonori fischi ogni volta che rimette piede alla��Emirates Stadium. Alla corte di Mourinho vince subito FA Cup e Coppa di Lega, ma deve giocarsi il posto in squadra con Wayne Bridge, sul quale poi comunque prevarrA� in maniera definitiva. Dopo la��addio dello Special One, vince di nuovo la FA Cup nel 2009, venendo premiato quale a�?Man of the Matcha�?. La stagione successiva, la prima di Ancelotti a Londra, porta a casa la tripletta a�?scudettoa�?-FA Cup-Community Shield. Dopo la��addio di Ancelotti e la breve e fallimentare esperienza con Villas-Boas, centra la storica doppietta Champions League-FA Cup sotto la guida di Roberto Di Matteo, trasformando uno dei rigori nella finale europea contro il Bayern Monaco. Quindi, nella��ultima stagione, ecco la��Europa League sotto la guida di Rafa Benitez. In Nazionale ha giocato piA? di 100 partite, prendendo parte a tre Mondiali (2002, 2006 e 2010) e a due Europei (2004 e 2012), partendo sempre a�� almeno sulla carta – da titolare. Ultimamente, complice anche qualche guaio fisico e i 32 anni, spesso A? costretto a cedere il passo a Baines della��Everton, anche se la maglia numero 3 rimane sempre di sua proprietA�.

4 (mediano) a�� John HOLLINS: Nativo del Surrey, approda alle giovanili del Chelsea nel 1961, debuttando in prima squadra due anni piA? tardi, a 17 anni. Dopo le prime due presenze nel campionato 1963-a��64, dalla stagione successiva diventa immediatamente un pilastro della squadra, vestendo anche la fascia di capitano (era il vice di Terry Venables). Rimane al Chelsea fino al termine della stagione 1974-a��75, vincendo una Coppa di Lega (1964-a��65), una FA Cup (1969-a��70) e, soprattutto, la Coppa delle Coppe 1970-a��71, primo trofeo internazionale per la squadra inglese, ottenuto battendo in finale niente meno che il Real Madrid. Trasferitosi al QPR, vi rimane per 4 stagioni, cui ne seguono altrettante alla��Arsenal, dove arriva a 33 anni inizialmente come sostituito, guadagnandosi ben presto un posto da titolare, anche se non piA? da mediano ma da difensore centrale. Torna quindi al Chelsea per una��ultima stagione agonistica, aiutandolo a tornare in a�?serie Aa�?, poi si ritira. Divenuto subito assistente di John Neal, la��anno dopo gli succede, rimanendo in carica fino alla��esonero del marzo 1988. La��anno dopo torna in campo per disputare una partita con gli irlandesi del Cobh Ramblers, quindi fonda una��agenzia di management sportivo. Nel 1993 entra nello staff tecnico del QPR, ricoprendo anche il ruolo di allenatore ad interim nella stagione 1997-a��98. Passa quindi allo Swansea, che allena per tre stagioni (la terza conclusa perA? anzitempo causa esonero), quindi A? per una stagione sulla panchina del Rochdale. Ha quindi brevi esperienze su varie panchine nelle serie minori, dedicandosi al contempo alla��attivitA� di opinionista radiofonico su BBC Radio Five Live. Primo, e per trenta��anni unico giocatore ad essere stato nominato due volte di fila giocatore della��anno del Chelsea, nel 1970 e 1971.

5 (difensore centrale) a�� Ron HARRIS: Membro della nidiata che vinse la versione giovanile della FA Cup nel 1961, debutta in prima squadra la��anno successivo, con la squadra che retrocede. Dopo aver fatto qualche apparizione nella Second Division, col ritorno nella massima serie diventa un pilastro della difesa dei a�?Bluesa�?, giocando sia da centrale sia da terzino, destro come sinistro. Capitano dopo la��addio di Venables (coadiuvato nel ruolo da Hollins), A? lui ad alzare con la fascia al braccio sia la FA Cup del 1969-a��70, sia soprattutto la Coppa delle Coppe 1970-a��71, vinta contro il Real Madrid. Detto a�?Choppera�? per il suo gioco molto fisico, rimane al Chelsea fino al 1980 (nel suo palmarA?s anche la Coppa di Lega 1964-a��65), trasferendosi poi al Brentford, dove rimane per tre stagioni come giocatore-assistente tecnico, chiudendo poi alla��Aldershot come giocatore-allenatore. Successivamente si avvia a una carriera di opinionista, specie per le partite del a�?suoa�? Chelsea, del quale detiene tuttora il record assoluto di presenze, con 795. Ha il record anche di presenze in maglia blue in campionato, con 657, e in FA Cup, con 64.

6 (difensore centrale) a�� John TERRY: IL Capitano. Tranne un breve prestito, nel 2000, al Nottingham Forest, da professionista ha giocato sempre e solo per il Chelsea, che lo pesca a 15 anni nelle giovanili del West Ham. Debutta in prima squadra nella��ottobre del 1998, a 18 anni ancora da compiere. Dalla stagione 2000-a�?01 inizia a conquistarsi un posto da titolare, datogli poi definitivamente da Claudio Ranieri, e migliorandosi costantemente anche grazie al suo partner di difesa, il capitano Marcel Desailly, dal quale erediterA� poi la fascia, assegnatagli da JosA� Mourinho al suo arrivo nel 2004. Con la��arrivo del portoghese, inizia a collezionare trofei, continuando fino ad oggi ad inanellare successi quasi ogni anno. 3 campionati (2005, 2006 e 2010), 5 FA Cup (2000, 2007, 2009, 2010, 2011), 2 League Cup (2005 e 2007), 2 Community Shield (2005 e 2009), una Europa League (2012-a��13) e, soprattutto, la Champions League 2011-a��12, che la��ha ripagato della grande delusione della finale europea, 2008, quando fallA� il rigore della vittoria per il Chelsea. Controverso il rapporto con la Nazionale, di cui A? stato anche capitano. Toltagli la fascia per la vicenda a�?di cornaa�? riguardante il suo ex compagno di squadra Wayne Bridge, la riottiene, salvo poi perderla per il caso a�?razzialea�? di scontro verbale con Anton Ferdinand, fratello minore di Rio del Manchester United (scelta della federazione che provoca le dimissioni di Fabio Capello da CT). Convocato per la��Europeo 2012, ha annunciato la��addio alla nazionale nella��ottobre dello stesso anno. Per lui, con i a�?Tre Leonia�?, 78 presenze e 6 goal, partecipando anche alla��Europeo 2004 e ai Mondiali 2006 e 2010.

7 (interno destro) a�� Dennis WISE: Nativo del quartiere di Kensington, a Londra, ha iniziato nelle giovanili del Southampton. Nel marzo 1985 viene acquistato dal Wimbledon, che nella��autunno dello stesso anno lo presta agli svedesi del Grebbestads IF. Qui disputa 10 gare, mettendo a segno 5 reti, prima di tornare alla base. Diviene subito una colonna della a�?Crazy Ganga�?, gruppo di giocatori caratterialmente tutta��altro che semplici, che comprendeva anche Vinnie Jones (divenuto poi un importante attore) e John Fashanu, uno dei a�?mitia�? del a�?Mai dire Gola�� della Gialappaa��s Band. Coi a�?Donsa�? A? protagonista di una delle vittorie meno pronosticate nella storia del calcio inglese, quando da un suo cross Lawrie Sanchez insacca alle spalle di Bruce Grobbelaar il gol che dA� la FA Cup 1987-a��88 al Wimbledon, a discapito del favoritissimo Liverpool, vincitore del campionato (e che si vendicherA� qualche mese piA? tardi, nella Community Shield, vincendo 2 a 1 in rimonta a�� doppietta di Aldridge -, dopo la��iniziale gol di Fashanu, sempre su assist di Wise). Nel 1990 approda al Chelsea, diventando da subito uno dei cardini della squadra, tanto da divenirne ad un certo punto anche il capitano. Nelle sue 11 stagioni a Stamford Bridge ha collezionato 445 presenze (quarto di sempre), mettendo a segno 76 reti. Il suo palmarA?s comprende una Coppa delle Coppe (1997-a��98), una Supercoppa Europea (1998), 2 FA Cup (1997 e 2000) e una Coppa di Lega (1997-a�?98), tutti trofei alzati da capitano. Nella��estate del 2001 si trasferisce al Leicester City, dove rimane una sola travagliatissima stagione, conclusasi con un burrascoso licenziamento, dopo aver preso a pugni un compagno. Firma quindi per il Millwall, dove rimane per tre stagioni, le ultime due da giocatore-allenatore, portando la squadra fino alla finale di FA Cup al suo primo anno a�?in panchinaa�?, con conseguente qualificazione alla Coppa UEFA (in quanto la��altra finalista -A� e vincitrice del trofeo a�� il Manchester United, era giA� qualificata per la Champions League). Nel 2005 torna da dove era partito, al Southampton, a�?soloa�? come giocatore. Quando la��allenatore Harry Redknapp lascia, viene nominato a�?ad interima�?, in coppia con Dave Bassett. Lascia il club con la nomina del nuovo allenatore, finendo la stagione al Coventry City, e chiudendo quindi col calcio giocato. Diviene quindi immediatamente la��allenatore dello Swindon Town, il League Two (la nostra Seconda Divisione di Lega Pro, ex C2), lasciando perA? solo dopo 15 incontri per accettare la��offerta del Leeds United. Coi a�?Whitesa�? rimane fino al gennaio 2008, quando a sorpresa si dimette per accettare la��incarico di direttore esecutivo del Newcastle. LascerA� perA? la��incarico nella��aprile della��anno successivo, e da allora la sua carriera pare essersi bruciata, forse definitivamente. Con la Nazionale inglese, conquistata dopo la��arrivo al Chelsea, ha disputato 21 incontri e mettendo a segno una rete (gol-partita nella��1 a 0 conquistato in Turchia, durante le qualificazioni a Euro a��92), partecipando alla��Europeo del 2000.

8 (interno sinistro) a�� Frack LAMPARD: Il giocatore simbolo del Chelsea. A� vero che A? Terry ad essere il capitano e quello cresciuto nelle giovanili della squadra, ma la��uomo-copertina dei Blues A? senza dubbio lui. Cresciuto nel West Ham, club di cui suo padre A? stato una leggenda, arriva al Chelsea nel 2001, voluto fortemente dalla��allora allenatore di Blues, Claudio Ranieri, che ne apprezza la capacitA� di inserirsi e di trovare con facilitA� il gol. Miglior a�?tuttocampistaa�? al mondo prima della��esplosione di Iniesta, si consacra definitivamente con la��arrivo al Chelsea di Mourinho, che lo schiera come mezzo sinistro nel suo centrocampo a tre. Dalla��arrivo del portoghese in poi va sempre in doppia cifra (la prima volta la��aveva fatto nella��ultimo anno di Ranieri, con 15 gol), toccando un picco di 27 reti stagionali nel 2009-a��10, con Carlo Ancelotti. Numeri che gli permettono di diventare il piA? grande goleador di sempre nella storia del club, con 211 reti (ad oggi). Il suo palmarA?s dice 3 campionati (2005, 2006 e 2010), 4 FA Cup (2007, 2009 a�� suo il gol-vittoria -, 2010, 2011), 2 League Cup (2005 e 2007), 2 Community Shield (2005 e 2009, suoi il gol del momentaneo 2 a 1 per il Chelsea e la trasformazione del primo rigore, nella serie finale), una Europa League (2012-a��13) e, soprattutto, la Champions League 2011-a��12. Vari gli allori personali, tra cui ricordiamo il titolo di giocatore del decennio (2000-2009) della Premier League e il secondo posto nel Pallone da��Oro 2005. Con la Nazionale inglese (di cui A? uno dei capitani) 103 presenze e 29 reti, con le partecipazioni a due Mondiali (2006 e 2010) e alla��Europeo 2004. Ha saltato per infortunio la��Europeo 2012, per il quale era stato inizialmente convocato.

9 (centravanti) a�� Didier DROGBA: Il giocatore piA? decisivo nella��era del Chelsea di Abramovich. Ivoriano, cresciuto calcisticamente in Francia, si rivela al grande pubblico relativamente tardi, a 25 anni, nella sua unica stagione alla��Olympique Marsiglia, con cui A? capocannoniere della Coppa UEFA 2003-a��04 (portando la squadra fino alla finale, poi persa contro il Valencia di Rafa BenA�tez), in una stagione da oltre trenta gol complessivi. Scelto da JosA� Mourinho appena arrivato a Londra, inizialmente si gioca il posto con Mateja Kezman, imponendosi nel giro di poco tempo come centravanti titolare nel tridente del portoghese. Rimasto a Stamford Bridge fino al 2012, ha vinto 3 campionati (2005, 2006 e 2010), 4 FA Cup (2007, 2009, 2010, 2011), 2 League Cup (2005 e 2007), 2 Community Shield (2005 e 2009) e, soprattutto, la Champions League 2011-a��12, che porta decisamente il suo marchio, avendo segnato il gol del pareggio durante i tempi regolamentari, e poi trasformato il rigore decisivo. Peraltro, nelle finali vinte col Chelsea, A? andato a segno in tutte, spesso segnando la rete o le reti decisive. Chiusa in bellezza la sua avventura a�?bluea�? col trionfo europeo, A? andato a svernare in Cina, dopo 341 partite e 157 reti con gli inglesi. Allo Shanghai Shenhua gioca 11 partite, con 8 gol, prima di rompere il contratto per mancati pagamenti, e tornando in Europa al Galatasaray, per la seconda metA� della stagione 2012-a��13, nella quale vince subito il titolo nazionale. Questa stagione la��ha iniziata a suo modo, ossia segnando il gol-vittoria in Supercoppa nazionale, contro il FenerbahA�e. La sua stagione, al momento, dice 33 partite e 14 gol, ad oggi. Con la sua Nazionale, di cui A? capitano, ha giocato 99 partite, mettendo a segno 63 goal, e prendendo parte a due Mondiali (2006 e 2010) e a 5 edizioni della Coppa da��Africa, trofeo per lui stregato, con tre finali perse, due per il titolo (2006 e 2012) e una per il terzo posto (2008).

10 (attaccante destro) a�� Gianfranco ZOLA: Il giocatore piA? amato dai tifosi, tanto da averlo eletto come il piA? grande calciatore del club nel XX secolo. Arrivato quasi per caso, dopo che a Parma la��allenatore Carlo Ancelotti non riusciva a trovargli la giusta collocazione dopo la��acquisto di Enrico Chiesa. Al Chelsea rimane sette stagioni, facendo innamorare i tifosi a suon di gol (80, una media da doppia cifra costante) e di giocate spettacolari. Al primo anno, con Gianluca Vialli in panchina (col quale ha un rapporto conflittuale), vince subito la Coppa di Lega e, soprattutto, al Coppa della Coppe, entrando in corsa per segnare subito il gol che vale la vittoria nella finale coi tedeschi dello Stoccarda (dopo aver eliminato in semifinale il sorprendentissimo Vicenza di Guidolin a�� di Zola il secondo dei tre gol a�?inglesia�? – ). La stagione successiva porta invece la vittoria della Supercoppa Europea, a discapito del Real Madrid vincitore della Champions League. La terza annata a Stamford Bridge gli regala la sua seconda FA Cup, mentre la��anno dopo tocca alla Community Shield. Chiusa la��esperienza londinese, Zola fa una scelta di vita, tornando in Sardegna e riuscendo finalmente a vestire la maglia del Cagliari, che raggiunge in Serie B. I suoi 13 gol danno un contributo determinante al ritorno in A degli isolani, coi quali gioca poi la sua ultima stagione, mettendo a segno 9 gol in 31 partite. Un anno dopo il suo ritiro, inizia la carriera di allenatore, accettando la��incarico di vice del CT della��Under-21 Pierluigi Casiraghi. Lascia nel settembre 2008, per accettare la��incarico di allenatore del West Ham, in Premier League, che lascia al termine della stagione 2009-a��10. Torna su una panchina per la stagione 2012-a��13, scelto dalla famiglia Pozzo per il Watford, portandola fino alla finale promozione, persa a Wembley contro il Crystal Palace. Iniziata sulla stessa panchina anche questa stagione, si A? dimesso nel dicembre scorso.

11 (attaccante sinistro) a�� Charlie COOKE: Sgusciante e tecnica ala scozzese, inizia nella��Aberdeen, dove debutta nel 1960 e rimane fino al dicembre 1964, quando si trasferisce al Dundee. Dopo due stagioni coi a�?Deesa�? approda al Chelsea, scelto per sostituire il gioiello della squadra, Terry Venables, coi a�?Bluesa�? vince la FA Cup 1969-a��70 e la Coppa delle Coppe 1970-a��71. Chiude la sua avventura al termine della stagione successiva, nella quale la squadra centra la sua terza finale consecutiva, in questo caso quella della Coppa di Lega, ma la perde (2 a 1 per lo Stoke City). Curiosamente, anche nel suo primo anno Cooke aveva perso una finale, quella di FA Cup contro il Tottenham. Passato al Crystal Palace, torna dopo una stagione e mezza, rimanendo al Chelsea fino al 1978, dopo averlo aiutato a tornare nella massima divisione in seguito alla retrocessione del 1975. Salutato definitivamente Stamford Bridge, tenta la��avventura del calcio americano, giocando per tre annate ai Los Angeles Aztecs, poi altrettante ai Memphis Rogues, facendo anche la��allenatore nella��ultimo anno. Quindi, dopo una stagione nel calcio indoor ai Calgary Boomers, gioca il suo ultimo campionato calcistico a�?classicoa�?, coi California Force. Torna poi al calcio indoor, coi Cleveland Force, con cui chiude nel 1982. Torna in campo per un paio di partite indoor tre anni dopo, coi Dallas Sidekicks. Fonda quindi una scuola calcio a Cincinnati, che tuttora dirige. Ha giocato 16 partite con la sua Nazionale, cui si aggiungono i 4 match con 3 reti nella formazione dello Scottish League XI.

ALL. JosA� MOURINHO: The a�?Special Onea�?, come si A? autodefinito proprio a Londra, A? uno degli allenatori piA? geniali, vincenti e discussi non solo della��ultimo decennio, ma probabilmente della storia del calcio. Giocatore di scarso livello e curriculum, inizia la carriera da tecnico seguendo corsi a�?di categoriaa�? in Inghilterra e Scozia, allenando poi nelle giovanili della��Estrela de Amadora. Fa poi lo scout per la��Ovarense, fino al salto di qualitA�, quando nella stagione 1992-a��93 A? nello staff dello Sporting Lisbona, dove inizialmente A? la��interprete del tecnico inglese Bobby Robson. Il quale viene esonerato nel dicembre 1993, per essere poco dopo chiamato dai rivali del Porto, dove Mou lo segue, sia come interprete che come assistente tecnico. Quando il a�?maestroa�? inglese va al Barcellona, Mourinho lo segue anche lA�, e vincono subito la Coppa delle Coppe. Robson lascia subito dopo, ma stavolta JosA� non lo segue, rimanendo nello staff dei catalani, lavorando col a�?santonea�? olandese Louis Van Gaal, di cui A? il vice. Nel 2000 torna in Portogallo, al Benfica, dove A? il vice di Jupp Heynckes, che sostituisce quando questi viene esonerato. Rimane in carica fino al dicembre del 2000, quando si dimette dopo che gli A? stato risposto a�?noa�? a una richiesta di rinnovo contrattuale. Riparte alla��inizio della stagione successiva alla��Uniao de Leiria, che porta ai piani alti della classifica, facendosi notare per la prima volta, tanto che il Porto lo convince a mollare la squadra per prendere la guida dei a�?Dragonia�?. La stagione successiva, la prima dalla��inizio coi biancoblu, vince il campionato, la coppa nazionale e la Coppa UEFA. La stagione successiva, aperta con la vittoria della Supercoppa portoghese, si chiude col secondo a�?scudettoa�? consecutivo e, soprattutto, con la sorprendente vittoria della Champions League. Roman Abramovich, agli inizi della sua miliardaria avventura nel calcio, decide che A? la��uomo giusto per fare grande il Chelsea, e lo ingaggia. Lo a�?Special Onea�? vince subito campionato e Coppa di Lega, mentre la��anno dopo inizia con la Community Shield e finisce col bis in Premier. Al terzo anno arrivano la FA Cup e, di nuovo la Coppa di Lega. Non arriva perA? il successo europeo e cosA�, complice un andamento un poa�� stentato in campionato, la quarta stagione si chiude anzitempo con la��esonero. Pochi mesi piA? tardi, Mourinho diventa la��allenatore della��Inter, convinta che il portoghese sia la��uomo giusto per andare oltre gli evidenti limiti e complessi di Roberto Mancini. A Milano diventa subito un fenomeno mediatico (tra a�?non sono un pirlaa�? e a�?zeru titulia�?), ma si dimostra anche un vincente. Parte subito mettendo in bacheca la Supercoppa Italiana, e chiudendo la stagione con lo Scudetto. Ma sta solo prendendo le misure per quello che sarA� il suo picco assoluto, il Triplete della stagione 2009-a��10. In veritA� la stagione parte male, con la sconfitta nella Supercoppa italiana, ma poi A? un trionfo senza precedenti, con Coppa Italia, Scudetto e, soprattutto Champions League. Mou capisce che fare piA? di cosA� A? impossibile e alla��indomani del trionfo europeo, lascia per accettare la corte del Real Madrid. A Madrid in tre stagioni vince un trofeo alla��anno: Copa del Rey il primo, Liga il secondo, Supercoppa di Spagna il terzo. Ma perde quasi tutti gli scontri diretti col Barcellona, in Europa non conquista la��agognata a�?decimaa�? e litiga con stampa, tifosi, spogliatoio e chi piA? ne ha piA? ne metta. Capita la��antifona, dopo alcuni mesi di speculazioni, ufficializza il suo ritorno al Chelsea, la squadra che piA? ha nel cuore, forse anche piA? della��Inter. Finora, i picchi della sua stagione sono il 6 a 0 rifilato in campionato alla��Arsenal del suo a�?arcinemicoa�? Wenger, e il raggiungimento delle semifinali di Champions League, ribaltando la sconfitta subita alla��andata contro il PSG.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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