All Time XI: Club Brugge

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Società di lunghissimo corso (ha più di 120 anni), seconda solo all’Anderlecht per numero di campionati vinti (13, detenendo però il record di secondi posti: ben 21), è l’unica squadra belga ad aver raggiunto la finale di Coppa dei Campioni (stagione 1977-’78). Detiene inoltre il record di coppe (11) e supercoppe nazionali vinte (13, su 16 finali disputate).

Da qui sono passati giocatori importanti, sia autoctoni che stranieri: alcuni per spiccare il volo verso lidi più importanti (un esempio: Jean-Pierre Papin, che fece 20 reti nel campionato 1985-’86, conquistando le attenzioni dell’Olympique Marsiglia con cui poi diverrà uno dei più importanti attaccanti al Mondo), altri per costruire le fondamenta dei successi della squadra.

Il Club Brugge ‘di tutti ‘ tempi’ scende virtualmente in campo con un 4-4-2 (trasformabile in un 4-2-3-1):

1 (portiere) – Daniel ‘Dany’ VERLINDEN: Mossi i primi passi nell’Ourodenberg Sport, nel 1975 approda 12enne al Settore Giovanile del Lierse. 5 anni dopo approda in prima squadra, difendendone la porta fino al 1988, quando viene scambiato col danese Birger Jensen, storico portiere degli “anni d’oro” del Club Brugge (e che si è giocato fino all’ultimo il posto in questa squadra). ‘Il Muro’ Verlinden giocherà per i nerazzurri fino al 2004 (le ultime 2 stagioni da capitano), vincendo 5 titoli nazionali (1990, 1992, 1996, 1998 e 2003) e altrettante Coppe del Belgio (1991, 1995, 1996, 2002 e 2004), oltre a ben 9 supercoppe nazionali (1988, 1990, 1991, 1992, 1994, 1996, 1998, 2002 e 2003). Ritiratosi, viene immediatamente arruolato come preparatore dei portieri dal Club, mantenendo l’incarico fino al poco cerimonioso licenziamento del 2012. Si trasferisce allora per una stagione ai sauditi del’Al Shabab, affiancando l’ex collega Preud’Homme (che è attualmente il tecnico del Club Brugge), quindi nel 2013 è il preparatore dei portieri dei tunisini del Club Africain. In Nazionale ha giocato una sola partita, chiuso proprio da Preud’Homme, ma ha comunque fatto parte delle squadre che hanno preso parte ai Mondiali 1994 e 1998.  In Patria è stato 2 volte Portiere dell’Anno, a dieci anni di distanza tra la prima e la seconda volta (1993 e 2003). Citazione d’obbligo per Fernand Boone, nativo proprio di Bruges, e per 19 anni (dal 1952 al 1971) estremo difensore del club nerazzurro.

2 (terzino destro) – Alfons ‘Fons’ BASTIJNS: Nativo di Meer, muove i primi passi nella squadra della sua città, prima di approdare al professionismo a 18 anni con il RWDM di Bruxelles (è la squadra del quartiere di Molenbeek, divenuto tristemente noto dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles stessa), nel 1965, giocando inizialmente come attaccante. Dopo 2 stagioni nella Capitale, si trasferisce al Club Brugge, col quale rimarrà fino al 1981, rendendosi protagonista del periodo di maggior lustro della squadra, divenendone anche capitano. Lasci – dopo aver vinto 5 campionati (1973, 1976-1978 e 1980), 2 Coppe del Belgio (1970 e 1977), la Supercoppa del Belgio 1980 e aver giocato la finale di Coppa UEFA 1976 e, soprattutto quella di Coppa dei Campioni 1978 – per giocare un’ultima stagione con l’USL Dunkerque, e appendendo poi gli scarpini al chiodo. Dopo il ritiro, diviene dirigente del Malines/Mechelen. Sceso in campo 3 volte con la Nazionale del Belgio, è scomparso nel 2008.

3 (difensore centrale) – Philippe CLEMENT: Inizia la sua carriera nel Beerschot VAC, squadra del quartiere di Anversa in cui è nato, debuttando in prima squadra a 18 anni, nel 1992. 3 anni dopo passa al Genk, rimanendo anche qui per 3 anni (vincendo la Coppa del Belgio 1997-’98) e trasferendosi poi in Inghilterra, al Conventry City. Oltremanica rimane una stagione sola, tornando poi in Patria, al Club Brugge. Rimane per 10 anni, vincendo 2 campionati (2003 e 2005), 3 coppe nazionali (2002, 2004 e 2007) e 4 Supercoppe del Belgio consecutive (2002-2005). Torna quindi a Beershot, ma per giocare con l’altra formazione cittadina, il Germinal. Nel 2011 si ritira, tornando subito al Club Brugge come tecnico delle giovanili. Nel novembre 2012 è allenatore ad interim della prima squadra dopo l’esonero di Leekens, rimanendo poi nello staff come vice allenatore, incarico che tuttora ricopre. Col Belgio ha giocato 38 partite (segnando una rete) e prendendo parte al Mondiale 1998 e all’Europeo casalingo del 2000. Citazione per Birger Maertens.

4 (difensore centrale) – Georges LEEKENS: Cresciuto nello Sporting Houthalen, qui lo nota il Dessel Sport, che nel 1969, a 20 anni, lo fa debuttare nella massima serie. Quindi, dopo 2 stagioni al Royal CC Schaerbeek, nel 1972 approda al Club Brugge. Vi rimane per 9 stagioni, le più brillanti nella storia dei nerazzurri: 5 titoli nazionali (1973, 1976-1978 e 1980), 1 Coppa del Belgio (1976-’77) e 2 finali europee perse entrambe contro il Liverpool (Coppa UEFA nel 1976 e, soprattutto, Coppa dei Campioni 1978). Passato al Saint-Nicolas SK, vi gioca le sue ultime 3 stagioni da calciatore, per poi passare direttamente alla carriera da tecnico. Lo fa a Brugge, ma non nella ‘sua’ squadra, bensì sulla panchina degli odiati ‘cugini’ del Cercle, con cui vince al primo anno la coppa nazionale. Rimane lì altre 2 stagioni, quindi passa all’Anderlecht. L’anno dopo è al KV Courtrai, quindi nel 1989 ecco l’approdo sulla panchina del Club. Il primo anno è subito ‘scudetto’ e premio come allenatore dell’anno, quello seguente porta la Coppa del Belgio, dopo la quale passa al Malines. Nel 1992 emigra in Turchia, al Trabzonspor, ma l’anno seguente torna in Patria, di nuovo al Cercle. La stagione dopo è al Royal Charleroi, quindi accetta la sfida del Mouscron, scendendo in cadetteria, e centrando subito la promozione nella massima serie. Rimane anche l’anno successivo, quindi diviene CT del Belgio. Guida i ‘Diavoli Rossi’ al Mondiale 1998, ma sei mesi più tardi viene esonerato. Riparte nell’estate 1999 dal Lokeren, che guida fino al 2001, passando poi agli olandesi del Roda. Rimasto a piedi al termine della stagione 2001-’02, l’anno seguente è per un breve periodo CT dell’Algeria, quindi eccolo tornare per una stagione al Mouscron, cui ne seguono 3 sulla panchina del Gent. Nel 2007 altro ritorno, al Lokeren, lasciato 2 anni dopo per allenare prima i sauditi dell’Al-Hilal, quindi il Kortrijk. Al termine della stagione, dopo il Mondiale 2010, torna ad essere CT del Belgio, che guida per un biennio, per tornare poi al Club Brugge, che lo esonera però dopo pochi mesi. Rimasto fermo per circa 2 anni, nel 2014 diviene CT della Tunisia, che lascia l’anno seguente per prendere in corsa il Lokeren, che tuttora allena.

5 (terzino sinistro) – Gino MAES: Nativo di Bruges, cresciuto nelle giovanili del club, debutta in prima squadra nel 1976, a 19 anni. Rimane fino al 1982, vincendo 3 campionati (1977, 1978 e 1980) e una coppa nazionale (1976-’77), e disputando le finali europee del 1976 (Coppa UEFA) e del 1978 (Coppa dei Campioni). Si trasferisce quindi, clamorosamente, ai ‘cugini’ del Cercle, tornando però indietro dopo 2 stagioni, disputandone altre 3 in nerazzurro e conquistando un’altra Coppa del Belgio (1985-’86). Nel 1987 si trasferisce quindi al SK Torhout, con cui disputa le ultime 2 annate della sua carriera, prima del ritiro. Ha indossato per 3 volte la maglia del Belgio.

6 (ala destra) – Gert VERHEYEN: Nato ad Hoogstraten, nella zona di Anversa, a 8 anni entra nel Settore Giovanile del club cittadino. A 16, nel 1986, si trasferisce al Lierse, che lo lancia subito in prima squadra. Nell’estate 1988, non ancora 18enne, viene acquistato dall’Anderlecht, dove rimane 4 stagioni senza però convincere del tutto, ma contribuendo comunque alla vittoria di un campionato (1990-’91), una coppa nazionale (1988-’89) e la Supercoppa del Belgio 1991 (proprio contro il Brugge). Nel 1992 viene quindi ceduto al Club Brugge, dove troverà la sua dimensione giocando oltre 500 partite e segnando quasi 200 reti (195), fino al ritiro avvenuto nel 2009. In nerazzurro vince 4 campionati (1996, 1998, 2003 e 2005), altrettante Coppe del Belgio (1995, 1996, 2002 e 2004, aprendo le marcature nel 4 a 2 della finale contro il Beveren. Segnerà anche il momentaneo 1 a 1 della finale dell’anno seguente, persa poi 2 a 1 contro il Germinal Beerschot) e ben 8 supercoppe nazionali, di cui 4 consecutive (1992, 1994, 1996 – segna il momentaneo 1 a 1 nel 5 a 2 finale –, 1998, 2002-2005). Ritiratosi, intraprende da subito la carriera di allenatore nelle giovanili del club, ma lascia dopo una sola stagione. Dopo un periodo lontano dal calcio, entra a far parte della Nazionale di beach soccer quindi, dal 2012, è CT dell’Under-19 belga. Coi ‘Diavoli Rossi’ ha giocato 50 partite e segnato 10 reti, prendendo parte a 2 Mondiali (1998 e 2002) e all’Europeo casalingo del 2000. Citazione d’obbligo per Julien Cools, colonna della squadra che sfiorò la Coppa dei Campioni, e capitano del Belgio vice campione d’Europa nel 1980. Segnò il momentaneo 0 a 2 ad ‘Anfield’ nella finale d’andata di Coppa UEFA contro il Liverpool, che i ‘Reds’ riuscirono poi a ribaltare vincendo 3 a 2 (e poi, con l’1 a 1 del ritorno in Belgio, si aggiudicarono il trofeo).

7 (regista) – René VANDEREYCKEN: Nativo di Spalbeek, nel 1963 a 10 anni entra nelle giovanili del club locale, lo Sporting. Qui lo nota un altro Sporting, quello di Hasselt, che nel 1971 lo fa debuttare ‘tra i grandi’. Rimane qui fino al 1974, quando lo acquista il Club Brugge. Ne diventa ben presto una colonna, facendo parte anche lui della squadra che arrivò a 2 finali europee (quella di Coppa UEFA nel 1976 e, soprattutto, quella di Coppa dei Campioni 1978, perse entrambe contro il Liverpool), e conquistò 3 campionati consecutivi (1976-1978). Se ne va nel 1981, dopo aver vinto un altro campionato (1979-’80), la coppa nazionale 1976-’77 e la Supercoppa del Belgio 1980, approdando in Italia, al Genoa. Col ‘Grifone’, dopo una prima buona stagione, perde praticamente tutta la seconda per infortunio, e così nel 1983 torna in Patria, all’Anderlecht. Col club malva vince 2 campionati (1985 e 1986) e la Supercoppa nazionale 1985. Nel 1986 si trasferisce per una stagione in Germania, al Blau-Weiß 1890 Berlino, quindi chiude la carriera tornando in Belgio, al Gent, dove rimane 2 stagioni, e divenendone immediatamente dopo l’allenatore. Guida i ‘Bufali’ fino al 1993 (Miglior Allenatore del Belgio nella stagione 1990-’91), quando passa allo Standard Liegi. Quindi guida per 3 annate il Molenbeek e, per un breve periodo nel 1997, l’Anderlecht, esperienza dopo la quale resta fermo per quasi 3 anni. Riparte nel 2000 in Germania, prendendo in corsa il Mainz. Seguono altre 2 stagioni di stop, quindi arriva la chiamata degli olandesi del Twente, sulla cui panchina rimane per 2 stagioni, per poi rientrare in Patria, al Genk. Nel gennaio 2006 diviene CT della Nazionale belga, venendo esonerato nell’aprile 2009. Da allora è fermo. Col Belgio ha giocato 50 partite, segnando 3 reti e prendendo parte a un Mondiale (1986, quarto posto finale) e a 2 Europei (1980 – con la finale persa per 2 a 1 contro la Germania Ovest, nella quale segna su rigore il momentaneo 1 a 1 – e 1984).

8 (mediano) – Franky VAN DER ELST: Mossi i primi passi nel Blau-Wit Lombeek, inizia la carriera da professionista a 17 anni, col RWD Molenbeek/Bruxelles, nel 1978. Vi rimane fino al 1984, quando passa al Club Brugge, non lasciandolo più fino al ritiro, avvenuto nel 1999. In nerazzurro vince 5 campionati (1988, 1990, 1992, 1996 e 1998), 4 coppe nazional (1986, 1991, 1995 e 1996) e ben 8 Supercoppe del Belgio (1986, 1988, 1990-1992, 1994, 1996 e 1998) e diventando primatista assoluto per presenze con la maglia del club: 612. Appesi gli scarpini al chiodo, ha subito intrapreso la carriera di allenatore, guidando dal 1999 al 2003 il Germinal Beerschot e quindi, per una stagione, il Lokeren. Dopo un di stop, nel 2005 torna al Club Brugge come membro dello staff tecnico, rimanendo fino al gennaio 2007. Riprende l’attività un anno dopo, prendendo in corsa nel gennaio 2007 l’altro suo ex club, ora ribattezzato FC Bruxelles. Rimane fino al termine della stagione, poi lascia. Ricomincia nel 2009 al Lommel United, dove resta per 2 stagioni. Nel settembre 2011 prende in corsa il Saint-Trond, guidandolo fino al termine della stagione. Altri 2 anni di stop e poi ecco la chiamata del KSV Roulers, club che tuttora allena. Con la Nazionale belga ha collezionato 86 presenze (con una rete), disputando 4 Mondiali (1986 – chiuso al quarto posto –, 1990, 1994 e 1998). Soprannominato ‘la Volpe’, è stato due volte Scarpa d’Oro, ossia Miglior Giocatore del Campionato Belga per 2 volte, nel 1990 e nel 1996. Pelé l’ha inoltre inserito nella lista ‘FIFA 100’. Citazione doverosa per Timmy Simons, attuale capitano e bandiera del club.

9 (ala sinistra) – Ulrik LE FEVRE: Danese di Vejle, inizia nelle giovanili della squadra della sua città, con cui debutta non ancora 19enne in prima squadra nell’aprile 1965. Rimane col Vejle BK fino al 1969, quando si trasferisce in Germania, al Borussia M’gladbach. Coi ‘Puledri’ rimane 3 stagioni (vincendo il campionato nelle prime 2), quindi si trasferisce al Club Brugge. In nerazzurro rimane 5 anni, aprendo la sua permanenza in Belgio con la vittoria del titolo nazionale, e chiudendola con double campionato-Coppa del Belgio (Nel pirotecnico 4 a 3 con cui viene sconfitto l’Anderlecht, segna il gol del momentaneo 2 a 3, prima che la doppietta dell’inglese Roger Davies completasse rimonta e ribaltone). In mezzo (1975-’76) un altro titolo nazionale e una finale persa di Coppa UEFA. Tornato in Patria, al ‘suo’ Vejle, vince il campionato danese e si ritira. In Nazionale ha giocato 37 partite e messo a segno 7 reti. Curiosità: non poté giocare con la Danimarca nei primi 2 anni in Germania, in quanto nel Paese scandinavo vigevano ancora le regole del dilettantismo, e il passaggio alla Bundesliga era considerato ‘professionismo’. La regola fu abolita nel 1971, e così Le Fevre divenne nuovamente convocabile.

10 (attaccante) – Raoul ‘Lotte’ LAMBERT: Nato a Bruges, cresciuto nel Settore Giovanile del club, ha giocato sempre e solo per il Club Brugge, debuttando in prima squadra nel 1962 a 18 anni. Indossa la maglia nerazzurra fino al 1980, anno in cui si ritira dopo aver vinto il suo quinto campionato (gli altri sono quello del 1973 e i 3 consecutivo del periodo 1976-1978), cui si aggiungono 3 coppe nazionali (1968 – trasforma due rigori nella serie dopo i supplementari –, 1970 – segna la terza e la sesta rete nel 6 a 1 inflitto al Daring Club di Molenbeek/Bruxelles – e 1977, nella quale segna il momentaneo 1 a 2 nella rocambolesca finale contro l’Anderlecht, vinta per 4 a 3). È stato inoltre protagonista assoluto della finale 1976 di Coppa UEFA, segnando sia all’andata sia al ritorno contro il Liverpool che l’anno seguente diventerà campione d’Europa, confermandosi l’anno dopo proprio a discapito del Club Brugge. Nella finale di Coppa dei Campioni 1978, però, Lambert parte in panchina, e non sarà nemmeno mandato in campo. Capocannoniere del campionato nella stagione 1971-’72, ha vestito per 33 volte la maglia del Belgio, mettendo a segno 18 reti e portando anche la fascia di capitano. Coi ‘Diavoli Rossi’ ha disputato il Mondiale 1970 e, soprattutto, l’Europeo 1972, chiuso con il terzo posto finale (suo il gol che apre le marcature nella ‘finalina’ contro l’Ungheria, conclusasi con la vittoria per 2 a 1. Curiosamente, il gol dei magiari sarà realizzato da Lajos Kű, colui che soffierà poi il posto in squadra proprio a Lambert nel Club Brugge) e l’inclusione nella Top11 del torneo. Complessivamente ha segnato 270 reti in 458 partite con la maglia del Club Brugge, di cui è il massimo bomber di tutti i tempi.

11 (seconda punta) – Jan CEULEMANS: Nato a Lier, muove i primi passi nella squadra locale, il Lierse, nel cui Settore Giovanile entra a 10 anni, nel 1967. A 17 anni debutta in prima squadra, conquistando subito spazio importante. Tanto che, dalla stagione successiva, è già titolare inamovibili, giocando 29 partite con 12 gol. Nelle 2 stagioni successive va ancora in doppia cifra, entrando nel mirino del Club Brugge, cui passa nell’estate 1978. Non lo lascerà più, giocandovi da titolare per ben 13 stagioni, fino al ritiro avvenuto nel 1991, dopo un ultimo campionato da 14 reti in 33 presenze. In totale, con la maglia nerazzurra, segna 191 reti in 404 partite di campionato e, totalizzando complessivamente 517 presenze e 230 gol, che contribuiscono in maniera determinante alla vittoria di 3 campionati (1980, 1988 e 1990), 2 coppe nazionali (1986 e 1991, segnando in finale la rete del definitivo 3 a 1) e ben 6 Supercoppe del Belgio (1980 – suo il gol del vantaggio iniziale del Club Brugge, poi raggiunto sull’1 a 1 e vincitore del trofeo ai calcio di rigore –, 1986 – sua la rete della vittoria per 1 a 0 sull’Anderlecht –, 1988, 1990-1992). Ritiratosi, intraprende da subito la carriera di allenatore, guidando per 4 stagioni l’EEndracht Aalst, portandolo dapprima alla promozione nella massima serie, e poi addirittura alla qualificazione europea. Un anno circa di stop, ed eccolo poi ripartire dall’Ingelmunster, che guida per 2 stagioni. Passa quindi al Westerlo, che guida per ben 6 stagioni, portandolo in Coppa UEFA. I buoni risultati gli valgono la chiamata, nel 2005, del ‘suo’ Club Brugge. Firma un triennale, ma viene esonerato prima del termine della prima stagione, nell’aprile 2006. Riparte l’anno successivo tornando al Westerlo, che allena fino al 2012. Nella stagione 2013-’14 è al Capellen, quindi nel 2015 guida per un breve periodo il Deinze. Col Belgio ha giocato 96 partite (recordman), segnando 23 reti e disputando 3 Mondiali (1982, 1986 – con quarto posto finale e inserimento nella Top11 del torneo – e 1990) e 2 Europei (1980 – perso solo in finale e anche qui con inserimento nella Top11 – e 1984). Inserito anche lui nella lista ‘FIFA 100’ di Pelé, è stato per 3 anni consecutivi Giocatore dell’Anno in Belgio (1984-1986), e per 3 volte capocannoniere del campionato belga (1980, 1985 e 1986).

ALL. Ernst HAPPEL: Austriaco, bandiera del Rapid Vienna da giocatore, stiamo parlando di uno dei più grandi allenatori nella storia del calcio. Il primo capace di vincere la Coppa dei Campioni con due squadre diverse e uno dei 4 allenatori (gli altri sono, nell’ordine: Ivic, Trapattoni e Mourinho) ad aver vinto il titolo nazionale in 4 Paesi diversi. Il suo primo incarico da allenatore è in Olanda, al Den Haag, dove arriva nel 1962. Rimane per 7 stagioni (con in mezzo, nell’estate 1967, un’esperienza americana ai San Francisco Gales), vincendo la coppa nazionale nel 1968. L’anno dopo passa al Feyenoord, fresco campione d’Olanda, e lo conduce alla storica vittoria della Coppa dei Campioni 1970. L’anno dopo conquista Coppa Intercontinentale e campionato, rimanendo poi per altre due stagioni. Si sposta quindi in Spagna, al Siviglia, interrompendo anzitempo la sua esperienza per andare in Belgio, al Brugge. In quattro anni e mezzo conquista tre campionati consecutivi (1976-1978), una Coppa del Belgio (1977) e due finali europee, perse entrambe contro il grande Liverpool degli Anni ’70: quella di Coppa UEFA 1975-’76 e, soprattutto, quella di Coppa dei Campioni due anni dopo. Nel frattempo, nel 1977, è divenuto anche CT della Nazionale Olandese, che l’anno seguente porta al secondo posto ai Mondiali argentini. Dopo la Coppa del Mondo lascia sia l’incarico con l’Olanda sia il Brugge. Rimane in Belgio, dove torna in pista allenando per qualche mese l’Harelbeke, passando poi allo Standard Liegi. Rimane due stagioni: la prima chiusa col secondo posto in campionato, la seconda con la vittoria nella coppa nazionale. Passa quindi ai tedeschi dell’Amburgo, con cui vince subito il campionato e arriva in finale di Coppa UEFA, persa contro gli svedesi del Goteborg. L’anno seguente è ancora titolo nazionale e, soprattutto, arriva la Coppa dei Campioni, vinta in finale contro la favoritissima Juventus. Chiude nella stagione 1986-’87, con la vittoria della Coppa di Germania. Torna quindi in Patria, allenando per quattro stagioni (e qualche mese) l’FC Swarovski Tirol, con cui vince due campionati (1989 e 1990) e una coppa nazionale (1989). Il primo gennaio 1992 diventa CT dell’Austria, incaricò che durerà però solo fino al 14 novembre di quell’anno, giorno in cui Happel muore di cancro. Subito dopo, il mitico stadio ‘Prater’ di Vienna viene rinominato in suo onore ‘Ernst Happel Stadion’.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.