All Time XI: Dinamo Zagabria

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La Dinamo Zagabria è il più prestigioso club di Croazia, dopo essere stata una delle “big four” del calcio jugoslavo insieme ai connazionali dell’Hajduk Spalato, e alle due principali squadre di Belgrado, la Stella Rossa e il Partizan.

Nata ufficialmente nel 1945, la Dinamo viene successivamente fatta discendere direttamente da locali club precedenti, ridatandosi al 1911.

La guerra che ha portato alla dissoluzione della Jugoslavia, inoltre, ha fatto sì che il club cambiasse anche nome, per un periodo.

Dall’indipendenza (1991) al febbraio 1993 il club si chiamerà HAŠK Građanski, ricollegandosi a uno dei suoi “progenitori”.

Quindi, per 7 anni, sarà conosciuto come Croatia Zagabria, fino al ritorno della denominazione ‘Dinamo’, nel febbraio del 2000.

Come tutte le squadre slave, anche la Dinamo ha una tifoseria particolarmente calda: i Bad Blue Boys, che si scatenano in particolare nel ‘Derby Eterno’ contro l’Hajduk, ma che si sono fatti particolarmente notare anche nei tempi che hanno preceduto lo scoppio della guerra civile.

In particolare, non si può non ricordare il match Dinamo-Stella Rossa del 13 maggio 1990, quando la partita si tramutò in una gigantesca rissa, nella quale l’allora giovane capitano dei Blu, Zvonimir Boban, tirò un calcione ad un poliziotto per difendere uno degli ultras croati, impegnati a darsele di santa ragione con i ‘Delije’ della ‘Tigre’ Arkan.

La Dinamo “all time” si schiera con un 4-3-3 molto offensivo:

1 (portiere) – Drazen LADIC: Croato, cresciuto nel Varteks, del cui Settore Giovanile entra a far parte nel 1977 a 14 anni. Nel 1983 approda in prima squadra, collezionando 15 presenze in campionato, che gli bastano per essere notato ed acquistato dalla Dinamo Zagabria, che lo preleva nel 1984, cedendolo immediatamente in prestito all’Iskra Bugojno. Dopo due stagioni “a farsi le ossa”, nel 1986 torna alla Dinamo, stavolta per rimanerci definitivamente. Giocherà per i Blu, infatti, fino alla conclusione della sua carriera, nel 2000, ritirandosi dopo aver collezionato complessivamente 802 presenze ufficiali, che ne fanno il primatista assoluto nella storia del club, di cui è stato a lungo anche capitano. Due anni dopo il ritiro, intraprende la carriera di tecnico, divenendo il preparatore dei portieri della Nazionale croata, incarico che manterrà fino al 2004. Nel 2006 viene nominato CT dell’Under-21 croata, rimanendo in carica fino all’esonero del 2011, avvenuto per presunte irregolarità assicurative, emerse dopo un incidente d’auto. Rimane fermo per 2 anni, quindi nel 2013 accetta la chiamata dei sauditi dell’Al-Hilal, per guidarne le giovanili, incarico che lascerà l’anno successivo, per affiancare come vice il connazionale Zlatko Dalić (che era stato il suo secondo sulla panchina dell’Under-21) alla guida del Al-Ain, club di Abu Dhabi. Con la Croazia ha collezionato 59 presenze, partecipando all’Europeo del 1996, e conquistando il terzo posto al Mondiale del 1998. Ha giocato anche 2 partite con la Nazionale jugoslava. Con la Dinamo ha visto 6 campionati croati, di cui 5 consecutivi (1993 e 1996-2000); e 4 coppe nazionali (1994 e 1996-1998). Citazione per Fahrija Dautbegović, portiere bosniaco che ha difeso la porta della Dinamo a cavallo tra gli Anni ’60 e ’70, votato come portiere dell’undici ideale dei tifosi, per il centenario del club. Menzione anche per il predecessore di quest’ultimo, Zlatko Škorić.

2 (terzino destro) – Dario SIMIC: Nativo di Zagabria, cresciuto nelle giovanili del club, debutta in prima squadra nell’agosto 1992, quando non ha ancora compiuto 17 anni. Gioca per la Dinamo – al tempo chiamata Croatia – fino al gennaio 1999, quando viene acquistato dall’Inter, lasciando la Dinamo/Croatia dopo 5 titoli croati (1993 e 1996-1999) e 4 coppe nazionali (1994 e 1996-1998). Rimane in nerazzurro fino all’estate del 2002, quando cambia sponda della città approdando al Milan, in uno scambio col turco Ümit Davala. Pur non essendo un titolarissimo, contribuisce anche lui per la sua parte alla conquista di diversi trofei, nelle 6 stagione giocate col ‘Diavolo’: uno Scudetto (2003-’04), una Coppa Italia (2002-’03), una Supercoppa Italiana (2004) e, soprattutto, 2 Champions League (2003 e 2007), una Supercoppa Europea (2003) e un Mondiale per Club (2007). Nel 2008 passa ai francesi (calcisticamente) del Monaco, dove gioca una prima stagione discreta, ma la seconda non vede più il campo, tanto da rescindere il contratto coi monegaschi e, nell’aprile 2010, firmare per il ritorno alla Dinamo Zagabria. Dopo soli 3 mesi e 3 misere partite ufficiali (andata e ritorno del primo turno dei preliminari di Champions League e, soprattutto, la sfida vinta di Supercoppa nazionale), però, è costretto ad annunciare il ritiro per problemi fisici, dopo il quale intraprende il percorso di studi per diventare allenatore. Con la Croazia ha giocato 100 partite tonde (lasciando la Nazionale appunto dopo la centesima apparizione), segnando 3 reti e prendendo parte a 3 Mondiali (quello del 1998 chiuso al terzo posto, e poi quelli di 2002 e 2006) e ad altrettanti Europei (1996, 2004 e 2008). Nel 1995 è stato il primo vincitore del premio Speranza del Calcio Croato dell’Anno.

3 (terzino sinistro) – Zvjezdan CVETKOVIC: Nato a Karlovac, muove i primi passi in un club della sua città. Nel 1980, a vent’anni, approda alla Dinamo, per cui giocherà fino al 1987, vincendo il campionato nel 1981-’82, e la Coppa di Jugoslavia l’anno successivo. Si trasferisce quindi in Germania, al Waldhof Mannheim, dove gioca 3 stagioni e poi si ritira, nel 1990. Nel 2005 è stato brevemente sulla panchina della Dinamo, quindi su quella del Radnicki/Sopot e infine, dal giugno al novembre 2011, su quella del Borac Banja Luka. Con la Nazionale jugoslava ha giocato 9 partite, mettendo anche a segno una rete. Citazione per Josip-Drago Horvat, fratello maggiore di Ivica, che troverete più avanti in questa formazione.

4 (difensore centrale) – Rudolf BELIN: Nativo di Zagabria, cresciuto nel Settore Giovanile della Dinamo, debutta in prima squadra 17enne, nel 1959. Giocherà coi Blu fino al 1970, vincendo 4 coppe nazionali (1960, 1963, 1965 e 1969) e la Coppa delle Fiere 1966-’67. Nel 1970 si trasferisce in Belgio, al Beerschot, con cui vince subito la Coppa del Belgio. Vi gioca un’altra stagione, quindi nel 1972 si ritira. Tornato in Patria, torna a lavorare per la Dinamo Zagabria, divenendone anche l’allenatore per tre diversi periodi: nella stagione 1977-’78, poi nel 1983 e infine nel 1989. Nel 1998 allena la squadra della comunità croata di Toronto, in Canada, i Toronto Croatia appunto. Quindi, nel 2001, è CT dell’Iraq, suo ultimo incarico. Con la Jugoslavia ha giocato 29 partite, mettendo a segno 6 reti, e facendo parte della squadra arrivata seconda all’Europeo 1968, sconfitta in finale dall’Italia. Con la Jugoslavia disputato anche le Olimpiadi 1964. Citazioni per Denijal Piric e Filip Blaskovic Denijal Piric

5 (difensore centrale) – Ivan ‘Ivica’ HORVAT: Nato a Sisak, nella Croazia centrale, cresce nelle giovanili del Ferraria Zagabria, dove arriva a 14 anni, nel 1940. Vi rimane per il quinquennio successivo, fino a quando la società non viene sciolta d’ufficio dalle autorità comuniste dell’epoca. Approda quindi alla Dinamo, per la quale giocherà fino al 1957, collezionando oltre 500 presenze, e conquistando il campionato nel 1948 e nel 1954, e la Coppa di Jugoslavia nel 1951. Si trasferisce quindi in Germania, all’Eintracht di Francoforte, con cui gioca le sue ultime 4 stagioni prima del ritiro, vincendo il campionato tedesco nella stagione 1958-’59. Subito dopo il ritiro intraprende la carriera di allenatore, entrando immediatamente nello staff tecnico dell’Eintracht, come vice. Dopo 3 stagioni da assistente, viene promosso allenatore, guidando la squadra per un solo anno, e venendo poi esonerato. Due anni dopo arriva la chiamata della Dinamo, rimanendo anche qui per una sola stagione, nella quale guida peraltro la squadra alla conquista della Coppa delle Fiere. Torna ad allenare 2 anni più tardi, per un breve periodo, i greci del PAOK di Salonicco quindi, nel 1971 torna in Germania, prendo la guida dello Schalke04, e portandolo subito alla conquista della Coppa di Germania. Nella stessa stagione sfiora il double, col secondo posto in campionato. Rimane a Gelsenkirchen fino al 1975, quando passa al Rot-Weiss di Essen, che guida fino all’esonero del settembre 1976. Nel 1978 torna allo Schalke, ma viene esonerato prima di finire la stagione. Da allora non allenerà più. Con la Jugoslavia ha collezionato 60 presenze, giocando 2 Mondiali (1950 e 1954) e un’edizione dei Giochi Olimpici (1952), dove conquista la medaglia d’argento. È scomparso nel 2012. Citazione per Srecko Bogdan, pilastro della Dinamo degli Anni ’70 e ’80. E per Mladen Ramljak, roccia dei Blu negli Anni ’60.

6 (centrocampista) – Filip BLASKOVIC: Cresciuto nel BSK Slavonski Brod, squadra della sua città natale, nel 1965 approda ventenne alla Dinamo. Rimarrà fino al 1976, conquistando la Coppa delle Fiere 1966-’67 e la Coppa di Jugoslavia 1968-’69 (perdendo, invece, ben 3 finali: 1966, 1972 e 1976). Si trasferisce quindi in Canada, dopo gioca fino al 1978 coi Toronto Metros-Croatia (con cui vince il campionato NASL 1976), prima di tornare in Patria per concludere la carriera con un’ultima (mezza) stagione a Slavonski Brod.

7 (centrocampista) – Denijal PIRIC: Cresciuto nelle giovanili della Dinamo, approda in prima squadra nel 1965, a 19 anni. Giocherà in blu fino al 1972, anno in cui si trasferisce al Sarajevo dopo aver vinto la Coppa delle Fiere 1966-’67 e 2 coppe nazionali (1965 e 1969). Col Sarajevo rimarrà per 5 stagioni, per poi ritirarsi nel 1977. Inizia quindi a studiare da allenatore, approdando nel 1986 sulla panchina del Sarajevo stesso, che guida per 2 stagioni. Vi tornerà brevemente nel 1996 e poi durante la stagione 2000-’01. Nel 2008 è stato CT ad interim della Bonsia-Herzegovina. Con la Jugoslavia ha giocato 6 partite, segnando una rete.

8 (attaccante destro) – Snježan ‘Snjesko’ CERIN: Nativo di Zagabria, muovi i primi passi in un piccolo club locale, il Trnje, debuttando in prima squadra nel 1972, a 17 anni. Rimane qui fino al 1975 quindi, dopo un’apparizione in amichevole col Zagrebački Plavi, dove segna una tripletta nientemeno che alla Nazionale jugoslava, dalla stagione 1976-’77 gioca con la Dinamo Zagabria, che lo strappa alla concorrenza di diversi club, anche stranieri. Coi Blu gioca 10 stagioni, vincendo il campionato jugoslavo nella stagione 1981-’82 (nella quale è capocannoniere con 19 reti), e conquistando 2 Coppe di Jugoslavia (1980 e 1983, nella cui finale contro il Sarajevo riporta in vantaggio la Dinamo, segnando il gol del 2 a 1. Il match finirà 3 a 2). Chiude la carriera nel 1987, giocando una stagione con gli austriaci dell’Austria Klagenfurt (mentre, nel 1985, ha giocato 3 partite nella lega indoor statunitense, coi Kansas City Comets). Dopo il ritiro, ha aperto un pub a Zagabria, conducendolo per tutti gli Anni ’90. Quindi, nel 2001, si è trasferito in una piccola città nei pressi di Zadar, sulla costa, gestendo una comunità per anziani. Citazione per Stjepan Deveric, scelto dai tifosi per il team ideale della Dinamo, votato per il centenario del club nel 2011.

9 (centravanti) – Drazan JERKOVIC: Scelta ardua, quella dell’assegnazione del titolo – per quanto effimero – di miglior centravanti nella storia della Dinamo. Basti pensare che qui, negli anni, sono passati anche Goran Vlaovic, che fece un triennio pieno di gol prima di arrivare in Italia, al Padova. E poi Mark Viduka, l’australiano di chiari origine croate, che hai poi fatto valanghe di reti in Gran Bretagna, tra Celtic Glasgow, Leeds, Middlesbrough e Newcastle. O ancora Eduardo da Silva, brasiliano naturalizzato croato, che nel 2007 fu acquistato dall’Arsenal, e che oggi è il secondo bomber di sempre in Nazionale. E arriviamo in prossimità dei giorni nostri, a quando il centravanti dei Blu era Mario Mandzukic, ora alla Juventus, e già campione di tutto col Bayern Monaco. Nel 2011 i tifosi, chiamati a comporre il loro “11 ideale” per il centenario del club, sono ricorsi ad un artifizio, schierando una formazione parecchio votata all’attacco, così da poter far convivere il maggior numeri di giocatori offensivi possibili. Ecco, quindi, che tanto Drazan Jerkovic quanto Zlatko Kranjčar trovano spazio in quella formazione.

Ma, come sapete, qui ad ‘All Time XI’ siamo parecchio rigorosi su queste cose, per cui uno solo dei due ha potuto trovare posto in questa squadra.

La scelta, nonostante i molti gol decisivi di Kranjčar (protagonista in entrambe le coppe nazionali vinte con lui dalla Dinamo, nel 1980 e nel 1983), è caduta su Jerkovic.

Nativo della Dalmazia, entra in giovane età nel Settore Giovanile della Dinamo, debuttando in prima squadra a 18 anni, nel 1954. Nella stagione 1957-’59, con 17 reti in 22 partite, trascina i Blu alla vittoria in campionato, del quale nel 1962 sarà capocannoniere (con 16 centri in 19 presenze). Con la Dinamo vince anche 3 Coppe di Jugoslavia: 1960 (con decisiva doppietta nella final evinta per 3 a 2 contro il Partizan di Belgrado), 1963 (non prende parte alla finale) e 1965, quando alza la coppa da capitano. Nel 1965, dopo un paio di stagioni in cui è stato penalizzato dagli acciacchi, lascia la Dinamo per trasferirsi in Belgio, al Gent (al tempo noto come La Gantoise). Ma riesce a giocare solo 3 partite (con un gol), prima di doversi forzatamente ritirare, appena trentenne. Ritiratosi, entra immediatamente nello staff tecnico della Dinamo come vice allenatore, ricoprendo quell’incarico fino al 1971. Nell’estate di quell’anno guida la Jugoslavia alla conquista della medaglia d’argento nei Giochi del Mediterraneo, per poi prendere le redini dei Blu, che guida per una sola stagione. Si trasferisce quindi in Austria, guidando prima l’INCO Klagenfurt (1972-1974) e poi il Villacher SV (1974-’75). Torna quindi in Patria, allenando per una stagione il Cibalia Vinkovci e quindi, fino al 1982, l’NK Zagabria. Durante questo periodo, nel 1978 è brevemente anche CT della Nazionale jugoslava. Nel 1990, invece, dopo 8 anni di pausa, è il primo storico CT della Croazia indipendente, che guida fino al 1992. A proposito di Nazionale, da giocatore ha disputato con la Jugoslavia 21 partite, segnando 11 reti. Ha preso parte a 2 Mondiali (1958 e 1962) e all’Europeo 1960. Di quest’ultimo, e del Mondiale cileno, è stato capocannoniere (in entrambi i casi in coabitazione con altri giocatori). È scomparso nel dicembre 2008.

10 (regista) – Marko MLINARIC: Prodotto del Settore Giovanile della Dinamo, debutta in prima squadra a 17 anni, nel 1977, rimanendovi per un decennio, nel quale vince il campionato jugoslavo nella stagione 1981-’82, e 2 coppe nazionali (1980 e 1983). Nel 1987 si trasferisce in Francia, all’Auxerre, dove rimane un paio di stagioni, prima di passare al Cannes. Anche qui rimane 2 anni, quindi torna in Patria, al Segesta allenato dal suo ex compagno in blu, Zlatko Kranjčar. Insieme tornano nel 1994 proprio alla Dinamo, uno a guidare la squadra in campo e l’altra dalla panchina, concludendo questa loro esperienza con il double campionato-Coppa di Croazia nel 1996, dopo il quale Kranjčar va allenare gli austriaci del Linz, mentre Mlinaric si ritira dal calcio giocato. Ha giocato 17 partite (una rete) con la Jugoslavia, e una partita anche con la Croazia. Impossibile non citare Zvonimir Boban, stellina della Dinamo a cavallo degli anni caldi dell’indipendenza, e poi protagonista nel Milan degli Anni ’90.

11 (attaccante sinistro) – Igor CVITANOVIC: Nato ad Osijek, a 19 anni, nel 1989 debutta nel campionato jugoslavo con la Dinamo Zagabria, gravitando in prima squadra, ma ancora con un ruolo marginale. Nella stagione 1991-’92 è in prestito al Varteks quindi, tornato alla base, inizia a segnare a mitraglia, realizzando dal 1992 al 1998 ben 112 reti in 171 partite di campionato, vincendo il titolo di capocannoniere (e il premio come miglior giocatore del campionato croato) nel 1996 e nel 1997. Lascia la Dinamo nel 1998, dopo aver vinto 4 campionati (1993 e 1996-1998) e altrettante coppe nazionali (1994 e 1996-1998, andando in gol sia nella doppia finale del 1996, che in quella unica dell’anno successivo). Approda in Spagna, alla Real Sociedad, ma l’esperienza è infelice e, dopo una sola stagione, torna alla Dinamo, rimanendovi altre 3 stagioni, vincendo un altro campionato (1999-’00), altre 2 Coppe di Croazia (2001 e 2002) e la Supercoppa croata 2002. Si trasferisce quindi in Giappone, al Shimizu S-Pulse, lasciando dopo sole 5 partite per tornare a casa, chiudendo la carriera con 2 stagioni nell’Osijek, squadra della sua città natale. Con la Croazia ha giocato 29 partite, segnando 4 reti. Ha preso parte all’Europeo 1996. È primatista assoluto per reti segnate con la maglia della Dinamo, sebbene vi siano discordanze sui numeri. Attualmente è vice allenatore della Dinamo stessa. Citazione doverosa per Slaven Zambata, considerato uno dei più forti giocatore jugoslavi degli Anni ’60, e grande protagonista nelle finali vittoriose di Coppa di Jugoslavia 1963, 1965 e 1969, segnando una tripletta nella prima, e una doppietta sia nella seconda sia nella terza.

ALL. Miroslav ‘Ciro’ BLAZEVIC: Già giocatore, per una sola stagione, della Dinamo, inizia ad allenare a soli 33 anni, nel 1968, non appena appese le scarpette al chiodo. La sua prima panchina è in Svizzera, al Vevey, dove rimane fino al 1971. Passa quindi al Sion, dove era già stato da giocatore, rimanendovi per 5 stagioni e conquistando la Coppa di Svizzera nel 1974. Nel 1976 inizia ad allenare la sua terza squadra elvetica, il Losanna-Sport e, contemporaneamente, è anche CT della Svizzera (incarico che avrà solo per un anno). Nel 1979 torna in Patria, e allena per una stagione il Rijeka, prima di approdare finalmente sulla panchina della Dinamo Zagabria. Guida i Blu al titolo nazionale nella stagione 1981-’82, dopo ben 24 anni di digiuno. L’anno seguente arriva il successo in Coppa di Jugoslavia, dopo il quale Blazevic lascia per tornare in Svizzera, al Grasshopper, con cui vince subito il campionato. Rimane un’altra stagione, quindi ha una breve e sfortunata esperienza in Grecia, al PAOK di Salonicco. Torna quindi nuovamente in Patria, portando alla promozione in massima serie il Pristina, per poi tornare alla Dinamo. Lascia dopo 2 stagioni senza successi e si trasferisce in Francia, al Nantes dove resta per 3 stagioni, prima di tornare al PAOK per una stagione, e quindi nuovamente alla Dinamo, con cui vince subito il campionato croato. Rimane per un’altra annata, quindi dal 1994 diviene CT della Croazia. La porta a qualificarsi all’Europeo 1996, vincendo il girone davanti all’Italia, e uscendo nel torneo ai quarti contro la Germania che poi vincerà il titolo. Due anni dopo ‘Ciro’ fa ancora di più, conquistando il terzo posto ai Mondiali, dopo aver costretto – in semifinale – i padroni di casa e futuri campioni della Francia a rimontare l’iniziale vantaggio croato. Blazevic lascia l’incarico nell’autunno del 2000, dopo aver fallito la qualificazione agli Europei e una partenza stentata nella scalata al Mondiale 2002. Pochi mesi dopo viene nominato CT dell’Iran, incarico che ricopre per pochi mesi, dopo aver fallito anche qui la qualificazione alla Coppa del Mondo disputata poi in Corea del Sud e Giappone. Torna nuovamente in Patria nel 2002, conducendo alla salvezza l’Osijek, e guadagnandosi così una nuova chiamata della Dinamo, che puntualmente guida di nuovo alla conquista del titolo nazionale. Lascia subito dopo per guidare qualche mese gli sloveni del Mura, quindi è per 2 stagioni alla testa del Varteks, di nuovo in Croazia. Lascia quest’ultimo club per un passaggio clamoroso: quello all’Hajduk Spalato, storico club rivale della Dinamo. L’avventura, sebbene iniziata con la conquista della Supercoppa croata, si rivela poco propizia e, dopo qualche mese, è costretto alle dimissioni. Riparte nell’ottobre 2005 dalla Svizzera, prendendo in corsa il Neuchâtel Xamax in un disperato tentativo di salvezza che, però, non riesce, e quindi a fine stagione lascia. Nelle 2 seguenti allena l’NK Zagabria, quindi nel luglio 2008 diviene CT della Bosnia-Herzegovina, dimettendosi nel dicembre 2009 per accettare la panchina dei cinesi del Shanghai Shenshua. L’anno dopo diviene CT della Nazionale olimpica cinese, incarico che lascia nel giugno 2011, dopo aver mancato la qualificazione ai Giochi. Due mesi dopo firma per il club iraniano Mes Kerman, che lo esonera nel febbraio 2012. A novembre torna all’NK Zagabria, che a fine campionato retrocede e Blazevic annuncia il ritiro. Che dura meno di un anno, dato che nel gennaio 2014 accetta la chiamata dello Sloboda Tuzla, squadra della “Serie B” bosniaca, che porta alla promozione nella massima divisione, centrando 13 vittorie (e un pareggio) sulle 15 partite in cui guida la squadra. Dopo questo risultato si ritira nuovamente, stavolta pare in maniera definitiva. Citazione per Vlatko Markovic, che ha guidato la Dinamo in 4 diverse occasioni (conquistando la coppa nazionale nella stagione 1979-’80), ed è stato anche presidente della Federcalcio croata. Menzione pure per Milan Antolkovic, anche lui alla guida dei Blu per 4 volte non consecutive, conducendoli alla Coppa di Jugoslavia 1959-’60, e alla finale di Coppa delle Fiere nel 1963.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.