All Time XI: Eintracht Francoforte

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Prima dei vari trionfi del Bayern Monaco; prima che la “coppa dalle grandi orecchie” prendesse la via anche di Amburgo e Dortmund; prima che un altro Borussia (quello di Mönchengladbach) sfiorasse l’impresa, furono le ‘Aquile’ di Francoforte la prima squadra tedesca a giocarsi fino all’ultimo il titolo di campione d’Europa.

Sfortunatamente per quella squadra, l’avversario della finale era il Real Madrid, vincitore di tutte e 4 le precedenti edizioni; finì in un spettacolare 7 a 3 per i ‘blancos’, ma l’Eintracht riuscì almeno inizialmente a spaventare Di Stefano e compagni, andando addirittura in vantaggio.

Prima e dopo quella finale non è che il club abbia vinto granché (l’unico titolo nazionale è quello del 1959, che portò appunto poi alla partecipazione in Coppa dei Campioni. Il dopo è fatto di 4 coppe nazionali e la Coppa UEFA 1979-’80), ma i biancorossi si sono sempre fatti rispettare, hanno avuto buoni cicli in cui comunque si sono giocati le migliori posizioni e, soprattutto, hanno continuato nei decenni ad essere un ottimo serbatoio di prodotti del Settore Giovanile, come già ai gloriosi tempi della finale di Coppa dei Campioni, e anche prima.

Le ‘Aquile’ in versione “all time” si schierano con un 4-2-3-1:

1 (portiere) – Uli STEIN: L’Eintracht ha una lunga storia di portieri importanti, da Egon Loy della squadra che sfiorò la Coppa dei Campioni, a Orhej “Oka” Nikolov, il macedone rimasto a Francoforte per un ventennio. Senza dimenticare, in mezzo, Andreas Köpke (uno dei miei portieri preferiti di sempre), che giocava qui quando vinse da titolare l’Europeo 1996 con la Germania. La scelta è caduta però sul ‘numero 1’ che difese la porta della ‘Aquile’ a cavallo tra Anni ’80 e ’90, sfiorando anche il titolo. Nativo di Amburgo, Stein cresce nel Nienburg. Nel 1972, a 18 anni, passa al Wunstorf, nelle serie minori, dove rimane 4 stagioni. Nel 1976 passa all’Arminia Bielefeld, e la sua carriera spicca il volo. Nel 1980 passa all’Amburgo vice campione d’Europa, dove rimane per 7 anni, conquistando 2 campionati consecutivi (1982 e 1983), una Coppa di Germania (1986-’87) e, soprattutto, la Coppa dei Campioni 1983, ai danni della favoritissima Juventus nella famigerata finale di Atene. Nel 1987 passa all’Eintracht, rimanendo anche qui per 7 stagioni, dopo le quali torna per un’annata all’Amburgo e poi per 2 all’Arminia, con cui chiude la carriera. Tuttavia, tornerà in campo ogni tanto, con qualche club minore, compresa la seconda squadra di Bielefeld, il Fichte, con cui gioca 3 partite nel 2003. Dedicatosi contemporaneamente alla carriera di tecnico, nel 2000-’01 guida il TuS Celle FC, quindi dal 2007 affianca come preparatore dei portieri l’ex CT tedesco Berti Vogts, seguendolo sulle panchine di Nigeria prima e Azerbaigian poi. Con la Nazionale ha collezionato 6 presenze, prendendo parte al Mondiale 1986 come vice.

2 (terzino destro) – Adolf BECHTOLD: Nato a Francoforte, a 12 anni entra nelle giovanili del club. 4 anni dopo, nel 1942, è già in prima squadra. Vi giocherà fino al 1960, lasciando dopo la finale persa di Coppa del Campioni contro il ‘Grande Real’ (che lui non gioca, essendo nel frattempo uscito dall’undici titolare. Di quella squadra era però il capitano). In biancorosso ha vinto il campionato nazionale 1958-’59 e 2 campionati regionali (1953 e 1959). Rimasto sempre legato all’Eintracht, ne è stato uno dei ‘capitani onorari’. È scomparso nel 2012, dopo breve malattia. Citazione per i suoi successori: Friedel Lutz, suo ‘allievo’ nella seconda metà degli Anni Cinquanta e poi con l’Eintracht fino al 1973 (con qualche ‘pausa’ in altri club); e Willi Neuberger, padrone della fascia a cavallo degli Anni ’70 e ’80.

3 (difensore centrale) – Karl-Heinz “Charly” KÖRBEL: Cresciuto nel Dossenheim, squadra della sua città natale, nel 1972 approda non ancora 18enne all’Eintracht, con cui fa il suo debutto tra i ‘grandi’, e per il quale giocherà tutta la sua carriera professionistica, fino al ritiro avvenuto nel 1991. Capitano per tutti gli Anni ’80, in biancorosso ha vinto 4 Coppe di Germania (1974, 1975 – sul il gol-vittoria nella finale contro il Duisburg-, 1981 e 1988) e la Coppa UEFA 1979-’80. Dopo il ritiro, entra nello staff tecnico del club e, nel 1994, è promosso per breve tempo allenatore ad interim. La squadra gli viene poi affidata nella stagione 1995-’96, ma finisce con un prematuro esonero. L’anno dopo riparte dalla B tedesca col Lubecca, e la stagione successiva, sempre tra i cadetti, allena lo Zwickau. Torna quindi all’Eintracht come osservatore e, successivamente, entra nel CdA della società. Attualmente è anche responsabile del Settore Giovanile. È recordman di presenze con il club, sia in assoluto (720), sia per quanto riguarda quelle in campionato (602), in Coppa di Germania (69) e anche in Europa (48). Per lui anche 6 presenze con la maglia della Nazionale. Citazione per il suo ‘erede’, ‘Zico’ Bindewald, all’Eintracht dal 1986 al 2004 come giocatore, e tornato poi nel 2007 come tecnico delle giovanili (attualmente allena la squadra Under-19).

4 (difensore centrale) – Manfred BINZ: Nativo di Francoforte, dopo i primi passi nella squadra del suo quartiere, il Bockenheim, entra nel vivaio dell’Eintracht nel 1979, a 14 anni. Debutta in prima squadra nel 1985, divenendone in breve tempo un pilastro, a fianco del ‘monumento’ Körbel. Nel 1987-’88 arriva l’unico successo della sua carriera in biancorosso, la Coppa di Germania, segnando anche un gol nei quarti di finale. Nel 1996 arriva in Italia, scendendo un po’ a sorpresa in Serie B, al Brescia, con cui conquista subito la promozione. Dopo mezza stagione in Serie A decide di tornare in Patria, accasandosi al Borussia Dortmund campione d’Europa ed intercontinentale in carica. Coi gialloneri resta una stagione e mezza, trovando pochissimo spazio, e passando quindi nell’estate 1999 ai Kickers Offenbach. Qui resta per 3 stagioni, quindi torna all’Eintracht, giocando per 6 mesi come fuoriquota nella squadra Under-23, per poi chiudere annata e carriera al Klein-Karben, nelle serie minori. Dopo il ritiro torna ai Kickers come membro dello staff tecnico, e nel 2004 è per un periodo allenatore ad interim della squadra. Rimane ad Offenbach fino al termine della stagione 2007-’08, quindi si trasferisce sempre come vice ad un’altra squadra di Francoforte, il FSV, dove rimane fino all’ottobre 2009. Nella stagione 2010-’11 ha la sua unica vera avventura da capo allenatore, guidando il Germania 1911 di Enkheim. Lascia nel febbraio 2011, per tornare a ai Kickers come co-allenatore ad interim, rimanendovi poi come vice fino all’esonero del febbraio 2013. Con la Nazionale ha giocato 14 partite (con una rete), partecipando all’Europeo 1992 perso in finale.

5 (terzino sinistro) – Hermann “Stift” HÖFER: Arrivato nel Settore Giovanile del club a 15 anni, debutta in prima squadra a 19, nel 1953. Vestirà la maglia biancorossa per tutta la sua carriera, conclusasi nel 1967. Con l’Eintracht ha vinto il campionato nazionale 1958-’59, e giocato l’anno successivo la finale di Coppa dei Campioni, persa contro il Real Madrid per 7 a 3. Con la Nazionale olimpica ha partecipato ai Giochi 1956 del 1956, mentre non ha mai vestito la maglia di quella maggiore. Rimasto nell’ambito del club dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, nella stagione 1981-’82 ne è stato il vice presidente.

6 (centrocampista centrale) – Hans WEILBÄCHER: Nato ad Hattersheim, muovi i primi passi nel club locale, l’Amicitia. Nel 1952, a 19 anni, si trasferisce all’Eintracht, entrando a far parte della prima squadra l’anno successivo. Vi rimarrà fino al ritiro, avvenuto nel 1965. Con le ‘Aquile’ vince il titolo nazionale 1958-’59, capitanandole l’anno successivo fino alla finale di Coppa dei Campioni, persa poi per 7 a 3 col Real Madrid, che aveva vinto tutte e 4 le precedenti edizioni. Dopo aver lasciato l’Eintracht, si impiega alla Hoechst AG, azienda chimica di Francoforte che fa ora parte del gruppo Sanofi (già Sanofi-Aventis). Al contempo, gioca per alcune squadre amatoriali della zona, come Oberursel e Lagne. Citazione per Ralf Falkenmayer, colonna biancorossa negli Anni ’80 e ’90.

7 (ala destra) – Jürgen GRABOWSKI: Nativo di Wiesbaden, si trasferisce da ragazzino con la famiglia a Biebrich, entrando nelle giovanili di uno dei club locali, il Biebrich SV 1919. A 16 anni, nel 1960, passa ai rivali cittadini del Biebrich02, con cui gioca per 5 stagioni. Nel 1965 si trasferisce finalmente all’Eintracht, per cui giocherà fino al 1980, anno in cui è costretto al ritiro dopo un brutto infortunio. In biancorosso ha vinto 2 Coppe di Germania consecutive (1974 e 1975, la seconda alzata da capitano) e la Coppa UEFA 1979-’80. Dopo il ritiro ha aperto un’agenzia di assicurazioni. Con la Nazionale ha giocato 44 partite e segnato 5 reti, giocando 3 Mondiali – tutti finiti con un piazzamento – (secondo posto nel 1966, terzo nel 1970 e, infine, vittoria nel 1974) e l’Europeo vinto nel 1972. È secondo assoluto per presenze nella storia del club, con 526 (e terzo tra i bomber con 137 reti). Citazione per Richard Kress, ala destra dell’Eintracht che arrivò in finale di Coppa dei Campioni nel 1960, nella quale lui segnò il clamoroso quanto effimero vantaggio dei tedeschi sul Real Madrid (che vinse poi la coppa, quinta consecutiva, con un 7 a 3).

8 (centrocampista centrale) – Bernd NICKEL: Nativo di Eisemroth, a 8 anni entra nel Settore Giovanile della squadra locale. Nel 1966, a 17 anni, fa un provino con l’Eintracht, che lo prende subito, aggregandolo alla squadra che partecipa ad un torneo giovanile a Rotterdam, in Olanda. L’anno dopo debutta in prima squadra, giocando per l’Eintracht fino al 1983, quando passa agli svizzeri dello Young Boys, disputando l’ultima stagione della sua carriera. Con l’Eintracht ha vinto 3 coppe nazionali (1974, 1975 e 1981) e la Coppa UEFA 1979-‘80. Terzo assoluto per presenze nella storia delle ‘Aquile’, con 522, ha segnato anche 175 reti, specie da calcio piazzato. I suoi tiri potenti gli sono valsi il soprannome di ‘Dottor Martello’. Dopo il ritiro ha fatto il procuratore e gestito un negozio di articoli sportivi. Ha giocato nelle varie squadre giovanili della Nazionale, collezionando però una sola presenza in quella maggiore. Con l’Olimpica, ha preso parte ai Giochi del 1972. Citazione per Uwe Bein, protagonista nell’Eintracht della prima metà degli Anni Novanta. E menzione anche per Dieter Lindner, membro della squadra che raggiunse la finale di Coppa dei Campioni nel 1960.

9 (centravanti) – Erwin STEIN: Nativo di Francoforte, inizia a giocare in alcuni piccoli club della zona, prima il Bornheim (dal 1945 al 1951) e poi l’Olympia07. Nel 1954, a 19 anni, passa al Griesheim02, squadra della cittadina dove vive, con cui debutta tra i ‘grandi’. Vi rimane 5 anni, fino al 1959, anno in cui approda finalmente all’Eintracht. Al suo primo anno in biancorosso, contribuisce in maniera determinante all’approdo della squadra in finale di Coppa dei Campioni, segnando ad esempio il gol-qualificazione nei quarti di finale, nel ritorno della sfida contro il Wiener Sportclub. All’ultimo atto, contro il Real Madrid, campione in carica di 4 volte, segnerà un’inutile doppietta nel 7 a 3 con cui gli spagnoli si sbarazzano della compagine tedesca. Rimane all’Eintracht fino al 1966, segnando 108 reti in 174 partite. Passato al Darmstadt98, ci rimane per 3 stagioni, prima di tornare al Griesheim02 per un’ultima stagione, ritirandosi nel 1970. Va quindi subito in panchina, accettando la guida dell’altra squadra della cittadina in cui risiede, il Viktoria. Ma, dopo un’unica stagione, abbandona la carriera da allenatore per aprirsi una tabaccheria. Impossibile non citare il suo predecessore, Eckehard Feigenspan, che segnò una decisiva tripletta nella finale per il titolo nazionale 1958-’59, vinta per 5 a 3 ai supplementari contro i Kickers Offenbach. Menzione anche per il ghanese Tony Yeboah, che qui fece 4 stagioni e mezza importanti, nella prima metà degli Anni Novanta.

10 (trequartista) – Alfred PFAFF: Nato a Rödelheim, nei pressi di Francoforte, il futuro ‘Don Alfredo’ entra nelle giovanili dell’Eintracht nel 1936, ad appena 10 anni. Dopo la guerra, a 19 anni, inizia a fare le prime esperienze tra i ‘grandi’: una stagione al Wirges, una all’Hochstadt e, infine, 2 nel club della sua cittadina natale, il Rödelheimer. Nel 1949 torna finalmente all’Eintracht, dove giocherà fino al ritiro, avvenuto nel 1961, vincendo il titolo nazionale nel 1959 e arrivando alla finale di Coppa dei Campioni l’anno seguente. Dopo il ritiro si è concentrato a tempo pieno sull’attività di albergatore e ristoratore. Con la Nazionale ha giocato 7 partite e segnato 2 reti, vincendo il Mondiale 1954 (era la riserva del capitano, Fritz Walter). ‘Casa’ con una certa tradizione per i trequartisti, dall’Eintracht è ‘sbucato’ anche Andreas Möller, passato poi anche dalla Juventus, e campione d’Europa col Borussia Dortmund nel 1997. Impossibile non citare, poi, l’attuale capitano, Alexander Meier.

11 (ala sinistra) – Bernd HÖLZENBEIN: Cresciuto nel TuS Dehrn, squadra della sua cittadina natale, nel 1966 si trasferisce ventenne all’Enitracht. Dopo un anno nella squadra giovanile, nel 1967 fa il suo debutto tra i ‘grandi’. Rimane a Francoforte fino al 1981, vincendo 3 Coppe di Germania (1974 – in finale segna la rete che, nei supplementari, riporta in vantaggio i biancorossi, prima del definitivo 3 a 1 sull’Amburgo-, 1975 e 1981) e la Coppa UEFA 1979-’80 (segnando il momentaneo 1 a 2 nella finale di andata a Mönchengladbach, contro il Borussia, terminata poi 3 a 2 a favore dei padroni di casa. Al ritorno l’Eintracht vince 1 a 0 e si aggiudica il trofeo per la regola dei gol in trasferta). Si trasferisce quindi negli Stati Uniti, giocando prima nella NASL coi Ft. Lauderdale Strikers (1981 e 1982), e poi nel calcio indoor con Memphis Americans (1983 e 1984) e, infine, nei Baltimore Blast (1985). Rientrato in Germania, gioca qualche partita con l’FSV Salmrohr, aiutandolo a salire dal campionato regionale alla serie B tedesca. Quindi, dopo una manciata di apparizioni con il  FC Rhein-Main, si ritira e inizia la carriera da allenatore, come vice al Viktoria Aschaffenburg. Nel novembre 1988 torna all’Eintracht come vice presidente, rimanendo in carica per 6 anni, fino al 30 novembre 1994. Il giorno dopo viene nominato manager della squadra, carica che manterrà per un biennio, lasciando poi il club per dedicarsi al tennis club di sua proprietà. Torna definitivamente all’Eintracht nel 2004, con la carica di capo degli osservatori che tuttora ricopre. Con la Nazionale ha giocato 40 partite, segnando 5 reti. Ha preso parte a 2 Mondiali (quello vinto del 1974, e quello del 1978), e all’Europeo 1976, chiuso al secondo posto (suo il gol del 2 a 2 che, in finale, porta la partita ai supplementari e poi ai rigori, quando mancava un minuto alla fine dei tempi regolamentari). È il marcatore assoluto nella storia dell’Eintracht, con 201 reti (in 512 presenze). Detiene inoltre il record, per il club, di gol segnati in un campionato (26 nella stagione 1976-’77), ed è il bomber del club in Coppa di Germania (23 reti complessive) e in Europa (18 centri).

ALL. Paul OßWALD: Già calciatore part time e studente di educazione fisica all’università, notato dall’allora CT della Germania, Otto Nerz, viene da questi segnalato all’Eintracht, che nel 1928 gli affida la propria panchina. Rimane per 5 anni, vincendo 2 campionati regionali (1930 e 1932), passando poi alla guida del Mainz, dove resta per 2 anni, guidando al contempo anche la selezione regionale Gauauswahl Südwest, e facendo da vice al CT tedesco ai Mondiali 1934. Nel 1935 torna per un altro triennio all’Eintracht, passando poi nel 1938 al Frankenthal, squadra della cui città è anche assessore allo Sport. Sospesa l’attività agonistica a causa della guerra, riprende ad allenare nel 1946, sulla panchina dei Kickers Offenbach, che guida per ben 12 anni, vincendo due volte il torneo regionale della Germania del Sud (1949 e 1955), e sfiorando il titolo nazionale nel 1950 (sconfitta in finale contro lo Stoccarda). Nel 1958 torna nuovamente all’Eintracht, vincendo subito il campionato regionale e, soprattutto, il titolo nazionale. L’anno seguente la squadra di Francoforte è quindi impegnata in Coppa dei Campioni, arrivando fino alla finale, dove dovrà arrendersi di fronte al Real Madrid, vincitore delle 4 edizioni precedenti. Guida la squadra fino all’aprile 1964, quando è costretto a dimettersi per motivi di salute. Prova a tornare in panchina 4 anni dopo, facendo ritorno ai Kickers, coi quali retrocede. È costretto a dimettersi, pochi mesi dopo (novembre 1969), sempre per problemi di salute. Dal 1957 al 1963 è stato il primo presidente dell’Associazione degli Insegnanti di Calcio Tedeschi. Successivamente ha collaborato con la Federcalcio tedesca. È morto nel 1993.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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