All Time XI: Feyenoord

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Squadra di Rotterdam, A? la prima delle a�?big threea�? olandesi a vincere, nel 1970, la Coppa dei Campioni, in una serie (iniziata la��anno prima) in cui le squadre a�?oranjea�? sono arrivate in finale per cinque anni di fila (le altre quattro le ha disputate tutte la��Ajax: quella persa col Milan nel 1969, e le tre vinte consecutivamente nel 1971-1973).

Chiamato a�?La��Orgoglio del Suda�?, nella sua bacheca figurano anche la Coppa Intercontinentale 1970, due Europa League/Coppa UEFA (1974 e 2002), 14 titoli nazionali, 11 coppe olandesi e 2 Johann Cruijff Schaal, la��equivalente della nostra Supercoppa Italiana.

Nella versione a�?all timea�? si schiera, potremmo dire ovviamente, col 4-3-3 a�?da��ordinanzaa�?:

1 (portiere) a�� Eddy PIETERS GRAAFLAND: Nato ad Amsterdam e cresciuto nel vivaio della��Ajax, debutta nella prima squadra dei a�?Lancieria�? nel 1951, ancora minorenne. Vince il titolo nazionale nel 1957, e la��anno seguente debutta in Coppa dei Campioni, arrivando ai quarti di finale. Passa quindi al Feyenoord, che lo acquista per la cifra allora record di 134mila Fiorini. Coi biancorossi vince 4 titoli nazionali (1961, 1962,A� 1965 e 1969), 2 vole la Coppa da��Olanda (1965 e 1969) e, soprattutto, la Coppa dei Campioni 1969-a��70. In quella��anno, in veritA�, viene sostituito come titolare da Eddy Treijtel (che gli succederA� poi a tempo pieno per un decennio), ma il grande allenatore austriaco Ernst Happel decide di schierare lui per la finale, e gli olandesi solleveranno le coppa anche grazie alle sue decisive parate. Ritiratosi subito dopo il successo continentale, ha avviato un importante business commerciale. Calciatore della��anno nella stagione 1966-a��67, ha visto 47 volte la maglia della Nazionale olandese. Meritevoli di citazione, vista la grande tradizione nel ruolo della squadra di Rotterdam, anche Joop Hiele, Ed de Goey, Adri Van Male e il polacco Jerzy Dudek, divenuto poi celebre per i rigori parati al Milan nella finale di Champions in cui il Liverpool rimontA? tre reti ai rossoneri.

2 (terzino destro) a�� Ben WIJNSTEKERS: Nativo di Rotterdam, dopo i primi passi nel RVAV Overmaas, entra nelle giovanili del Feyenoord, debuttando in prima squadra nel giugno 1976, a 21 anni. Rimane fino al 1988, giocando oltre 400 partite col club, vincendo la coppa nazionale nella stagione 1979-a��80 e centrando il double campionato-Coppa da��Olanda nel 1983-a��84. Dopo due stagioni con i belgi dle Mechelen, chiude la carriera giocando una manciata di partite col Germinal Ekeren, nella stagione 1990-a��91. Con la Nazionale olandese 36 presenze e 1 rete, prendendo parte, nel 1980, alla��Europeo e al Mundialito.

3 (difensore centrale) a�� Rinus ISRAA�L: Nativo di Amsterdam, cresce in uno dei club a�?minoria�? della cittA�, il DWV. Passato poi al DWS, inizia qui la sua carriera professionistica. Dopo 4 stagioni in prima squadra (col titolo nazionale vinto nel 1963-a��64), nel 1966 viene acquistato dal Feyenoord. RimarrA� per 8 stagioni, diventando anche capitano. Con la fascia al braccio, nel 1970, ha alzato prima la Coppa dei Campioni (nella cui finale ha segnato la��1 a 1 dopo la��iniziale vantaggio del Celtic di Glasgow) e poi la Coppa Intercontinentale. Se ne va dopo il Mondiale 1974, chiudendo i suoi 8 anni al Feyenoord con la doppietta campionato (il terzo, dopo quelli del 1969, vinto in double con la Coppa da��Olanda, e del 1971)-Coppa UEFA. Passa ad un altro club di Rotterdam, la��Excelsior, dove rimane per una sola stagione, per poi trasferirsiA� al PEC Zwolle, dover rimarrA� fino al ritiro, avvenuto nel 1982. Promosso subito assistente tecnico, dopo un biennio di apprendistato diviene tecnio del Den Bosch. Rimane due anni, prima di sedersi sulla panchina del a�?suoa�? Feyenoord. Rimane anche qui per un biennio, poi allena una stagione i greci del PAOK, quindi torna al Den Bosch e poi, dopo un anno di stop, riparte dai romeni della Dinamo Bucarest, con cui vince il titolo nazionale. Si trasferisce quindi in terra araba, dove allena diversi club. Torna in Patria nel 2001, guidando per due stagione la��ADO Den Haag, che guida alla promozione dalla Eerste Divisie. Torna quindi in Oriente per poi, dal 2006 al 2010, rientrare nei ranghi del Feyenoord come scout. Da citare, nel ruolo, anche Sjaak Troost (quasi 400 partite col Feyenoord) e Joop Van Daele (autore del gol che ha dato al club la Coppa Intercontinentale 1970). e John Metgod, che dopo aver vestito maglie prestigiose come quelle di Real Madrid, Nottingham Forest e Tottenham, visse una secondo giovinezza al Feynoord, rimanendo poi per diversi anni nello staff tecnico.

4 (difensore centrale) a�� John METGOD: Per assegnare questa maglia, devo ammetterlo, ho avuto parecchie difficoltA�. Anzi, diciamo che A? stato la��unica in cui sono tornato piA? volte sulla mia scelta. Alla fine, dopo aver vagliato il a�?gemelloa�? di IsraA�l, Theo Laseroms, una leggenda del club come Gerard Kerkum (ne A? stato dapprima giocatore e capitano, e poi anche presidente) e, infine, il danese Ivan Nielsen (che vinse poi la Coppa dei Campioni con una��altra squadra olandese, il PSV), ho optato per John Metgod.

Nato ad Amsterdam, dopo i primi passi nel DWS passa alla��HFC Haarlem, dove gli basta una stagione in prima squadra per suscitare la��interesse della��AZ di Alkmaar, che lo acquista. Qui rimane per sei stagioni, conquistandosi la Nazionale e mettendo in bacheca un campionato (1981), tre coppe nazionali (1978, 1981 e 1982), piA? una finale persa di Coppa UEFA, nella quale andrA� anche in gol. Nel 1982 viene acquistato niente meno che dal Real Madrid, allenato dalla leggenda Alfredo Di StA�fano. In due stagioni con le a�?Merenguesa��, colleziona una serie incredibile di secondi posti, di cui ben 4 il primo anno. Che parte con la sconfitta in Supercoppa di Spagna (col Madrid che vince alla��andata per 1 a 0, proprio grazie ad un gol di Metgod, ma che nel ritorno, in casa della Real Sociedad, crolla ai supplementari, perdendo 4 a 0), e si chiude col secondo posto nella Liga (a un solo punto dalla��Athletic Bilbao campione), la sconfitta in finale di Coppa di Lega e, soprattutto, anche in quella di Coppa del Re (suo il gol che apre le marcature, nella��andata dei quarti contro il Siviglia), entrambe contro gli arcirivali del Barcellona. Il secondo vedo di nuovo il Madrid dietro i baschi in campionato, in maniera ancora piA? atroce. Le due squadra finiscono infatti la stagione a pari punti, col titolo che va alla��Athletic per un solo gol in piA? a favore nella differenza reti. Dopo queste due annate spagnole, Metgod si trasferisce in Inghilterra, al Nottingham Forest di Brian Clough, rimanendovi per tre stagioni. Quindi, dopo una��annata poco felice al Tottenham, a 30 anni rientra in Patria, firmando col Feyenoord. Nonostante la��etA�, il giocatore A? tutta��altro che a fine carriera, e infatti a Rotterdam vive una seconda giovinezza, giocando per sei stagioni, e mettendo in bacheca un titolo nazionale (1993) e 3 Coppe da��Olanda (1991, 1992 e 1994), tutti da capitano. Inoltre nel 1992, a 34 anni, sarA� giocatore della��anno in Olanda. Ritiratosi nel 1994, entra subito nei quadri dirigenziali del club, come direttore del settore giovanile. La��anno successivo passa ai rivali cittadini della��Excelsior, come vice allenatore, venendo poi promosso nella stagione successiva, ma lasciando poco dopo per tornare al Feyenoord come allenatore ad interim. Quindi, dal 1997 al 2004 fa il vice, venendo poi richiamato nella stagione 2004-a��05 alla��Excelsior come allenatore, ma giA� dalla��annata successiva torna a fare il vice al Feyenoord. Nel 2008, dopo una stagione sabbatica, torna in Inghilterra, per entrare nello staff tecnico del Portsmouth, dove affianca un altro ex grande difensore centrale, la leggenda della��Arsenal Tony Adams, con cui viene esonerato nel febbraio seguente. Pochi mesi piA? tardi sbarca al Derby County, entrando nello staff di Nigel Clough, figlio di Brian, e suo ex compagno al Nottingham Forest. Rimane a fianco di Cloughie Jr. fino alla��esonero del settembre 2013, ma non lo segue, un mese piA? tardi, nella nuova avventura sulla panchina dello Sheffield United. Dal 2014 fa parte dello staff tecnico della squadra statunitense dei Colorado Rapids. Con la Nazionale olandese ha giocato 21 partite, segnando 4 reti e prendendo parte alla��Europeo 1980, senza perA? giocarvi un solo minuto.

5 (terzino sinistro) a�� Giovanni VAN BRONCKHORST: Nato a Rotterdam, dopo i primi calci nella formazione amatoriale locale LMO, a soli 7 anni entra nelle giovanili del Feyenoord, che, quando ne compie 15, gli offre il suo primo contratto da professionista. La��anno seguente vince il campionato giovanile, ma fatica ad arrivare in prima squadra e, nel 1993, viene mandato in prestito al RKC Waalwijk. Tornato alla base, dopo una stagione di apprendistato (nella quale mette in bacheca la Coppa da��Olanda), diventa finalmente un punto fermo della squadra, conquistando presto anche la Nazionale, con la quale partecipa ai Mondiali 1998. Dopo la Coppa del Mondo passa ai Rangers di Glasgow, dopo 126 partite e 25 reti con la a�?suaa�? squadra. Al suo primo anno in Scozia centra una tripletta fatta di campionato, coppa nazionale e coppa di Lega. La��anno seguente ca��A? il double Premier-coppa, ma la terza stagione A? senza titoli e lui passa alla��Arsenal. Dove prosegue nella tradizione del double, mentre al secondo anno ecco la Community Shield e, di nuovo, la FA Cup. Passa quindi al Barcellona, inizialmente in prestito e poi a titolo definitivo. In Catalogna rimane per 4 stagioni, vincendo la Champions League 2005-a��06, due campionati (2005 e 2006) e due Supercoppe di Spagna (2005 e 2006). Torna quindi al Feyenoord, divenendone capitano e alzando alla fine della sua prima stagione-bis la Coppa da��Olanda. Rimane altre due stagioni, prima di dare la��addio al calcio giocato, entrando nello staff tecnico della��Under-21 olandese. Quindi, dopo la��Europeo di categoria, torna al Feyenoord come vice allenatore, incarico che ricopre tuttora. Con la��Olanda, di cui A? stato anche capitano, ha giocato 106 partite (6 le reti), disputando 3 Mondiali (1998, 2006 e 2010, in questa��ultimo centrando il secondo posto finale da capitano, nella��ultima partita della sua carriera) e altrettanti Europei (2000, 2004 e 2008, nei primi due casi arrivando alle semifinali) Citazione per Ruud Heus, colonna della squadra per un decennio, tra la seconda metA� degli Anni a��80 e la prima dei Novanta.

6 (mezzala destra) a�� Theo DE JONG: Iniziata la carriera nel Blauw Wit, dove debutta a 19 anni in prima squadra, nel 1970 passa al NEC Nijmegen, dove si mette in mostra conquistando anche la Nazionale, e attirando la��interesse del Feyenoord, che lo acquista nel 1972. A Rotterdam rimane per 5 stagione, componendo un trio di centrocampo da Nazionale con Jansen e Van Hanegem, anche se lui A? la��unico dei tre a non essere titolare, avendo davanti un certo Neeskens. Dopo la��accoppiata campionato-Coppa UEFA del 1974 (con lui che va in gol nella finale europea da��andata), ecco il Mondiale che darA� la notorietA� alla celeberrima a�?Arancia Meccanicaa��. Nella finale persa contro la Germania Ovest, entrerA� in campo nel secondo tempo, in quello che sarA� il suo quindicesimo e ultimo match con la maglia a�?oranjea�?. Rimane fino al 1977, anno in cui passa al Roda JC. Dopo quattro anno si trasferisce ad Hong Kong, per giocare con la Seiko per un biennio, prima di tornare in Patria per una��ultima stagione col Den Bosch. Ritiratosi, entra nello staff tecnico della squadra, affiancando il nuovo allenatore, che A? il suo ex capitano al Feyenoord, IsraA�l. Due anni dopo, gli succede, guidando la squadra per un triennio, prima di lasciarla nuovamente a IsraA�l e subentrare ad un altro ex dei campioni da��Europa 1970, Laseroms, sulla panchina del FC Zwolle. Anche qui rimane per tre anni, passando poi al Cambuur. Avventura sfortunata, cui segue un periodo di stop, prima di allenare il Willem II nella stagione 1995-a��96. Si ferma quindi per un lustro, dopodichA� allena, nel 2001-a��02, i Go Ahead Eagles. Diventa quindi assistente del connazionale ed ex compagno nella��Olanda, Arie Haan, divenuto CT della Cina. Lo seuge poi sulla panchina del Persopolis e su quella della Nazionale del Camerun. Nel 2007 si trasferisce in Iran, dove ha una breve esperienza nello staff della��Esteghlal, e poi da allenatore allo Steel Azin. Tornato in Patria, guida ad interim per alcune partite il Willem II nel 2010. Merita la citazione anche la��austriaco Franz Hasil, che ricopriva questo ruolo nella squadra che vinse la Coppa dei Campioni 1970.

7 (centrocampista centrale) a�� Wim JANSEN: A�Nativo di Rotterdam, cresciuto a�?in casaa�?, debutta in prima squadra nella stagione 1965-a��65, a 18 anni, vincendo subito il titolo nazionale. RimarrA� fino al 1980, giocando circa 500 partite e mettendo in bacheca la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale nel 1970, 4 campionati nazionali (1969, 1971 e 1974, oltre a quello citato del 1965), 1 Coppa UEFA (1973-a��74) e una Coppa da��Olanda (1968-a��69). Dopo aver giocato, nella��estate 1980, nel campionato Nord Americano con i Washington Diplomats, disputa due stagioni con la��Ajax, giocando da libero, e vincendo il campionato 1981-a��82, dopo il quale chiude col calcio giocato. Torna subito al Feyenoord, entrando nello staff tecnico, rimanendovi per cinque anni, la��ultimo come vice allenatore, a fianco del suo ex capitano IsraA�l. Emigra quindi in Belgio, accettando la panchina del Lokoren, dove rimane una sola stagione, per tornare poi in Patria, con la��incarico di direttore tecnico del SVV. Dopo due anni torna al Feyenoord, dove rimane fino al 1993, e accettando per due volte la panchina ad interim del a�?suoa�? club. In entrambi i casi, conduce la squadra alla vittoria della Coppa da��Olanda, tornando poi a�?nei ranghia�?, come direttore tecnico. Se ne va dopo un litigio con la societA�, affiancando come vice Leo Beenhakker, suo allenatore alla��Ajax, divenuto CT della��Arabia Saudita. Una��esperienza che dura pochi mesi, dopo la quale Jansen va ad allenare in Giappone, al Sanfrecce Hiroshima, dal 1994 al 1997. Dopo questo incarico approda sulla prestigiosa panchina del Celtic di Glasgow, la squadra a cui da giocatore aveva sfilato la Coppa dei Campioni in finale, quasi trenta��anni prima. Sulla panchina dei a�?Bhoysa��, Jansen conquista subito il campionato, stoppando a 9 le vittorie consecutive dei Rangers. Lascia tuttavia a fine stagione, dopo un litigio col GM del club. Era stato lui a portare in biancoverde, proprio dal Feyenoord, il prolifico attaccante svedese Henrik Larsson. Dopo un periodo sabbatico di 4 anni, torna in Giappone, dove fa per una stagione la��assistente sulla panchina della��Urawa Red Diamonds. Nel 2005 A? nuovamente tornato al Feyenoord, come consulente tecnico, e dal 2008 ricopre nuovamente la��incarico di vice allenatore. Con la Nazionale olandese ha disputato 65 match (con 1 gol), giocando da titolari i due Mondiali dove la��Olanda A? arrivata per due volte consecutive in finale, perdendo in entrambi i casi (1974 e 1978). Ha altresA� disputato anche la��Europeo 1976, concluso con il terzo posto finale.

8 (mezzala sinistra)a�� Willem VAN HANEGEM: Cresciuto nel piccolo Velox SC, nel quale debutta in prima squadra a 18 anni, dopo 4 stagioni passa allo Xerxes, dove si mette in mostra per la sua vena realizzativa. Dopo questo biennio approda finalmente al Feyenoord, centrando subito il double campionato-Coppa da��Olanda (suo il primo dei due gol nella finale replay contro il PSV). La stagione seguente A? quella del trionfo europeo, cui contribuisce con 4 reti, tra cui quella che elimina il Milan campione in carica agli ottavi di finale. Tocca quindi alla Coppa Intercontinentale: A? lui a dare il via alla rimonta nel match di andata, che da 2 a 0 per la��Estudiantes, si concluderA� sul 2 a 2, col Feyenoord che vincerA� poi la coppa al ritorno. Sempre in quella stagione arriverA� pure il secondo titolo nazionale. Quindi, dopo un paio da��anni a�?di magraa�?, ecco la doppietta campionato-Coppa UEFA, nel 1974. Rimane altri due anni, quindi passa alla��AZ, dove rimane per tre stagioni, vincendo una coppa nazionale (1978). Dopo una��estate passata in Nord America coi Chicago Sting, nel 1979 passa alla��FC Utrecht, dove rimane per due anni prima di tornare al Feyenoord per chiudere la carriera, nel 1983. Ritiratosi, entra subito nello staff della squadra come vice allenatore, incarico che ricopre per tre stagioni. Passa quindi a ricoprire lo stesso incarico alla��Utrecht, rimanendo fino al 1990. Arriva quindi il suo primo incarico da capo allenatore, al Wageningen, preludio al ritorno al Feyenoord, che allena dal 1992 al 1995, vincendo il campionato al primo tentativo, e la coppa nazionale nelle due successive stagioni. Si trasferisce poi in Arabia Saudita, allenando per una stagione la��Al-Hilal. Dopo un anno di stop, riparte dalla��AZ: due stagioni e poi un nuovo stop di un paio da��anni. Quindi una breve esperienza nel 2001 allo Sparta Rotterdam, cui segue un lungo periodo di inattivitA� (parzialmente inframezzata dalla presenza nello staff della��Olanda), interrotto nel 2007 con la panchina della��Utrecht, che guida per una stagione e qualche mese. Con la Nazionale olandese 52 presenze e 6 reti, partecipando al Mondiale 1974 (secondo posto finale) e alla��Europeo 1976 (terzo posto finale). Impossibile non citare, nel ruolo, Puck Van Heel, stella del Feyenoord pre-II Guerra Mondiale (5 campionati, 4 secondi posti e 2 coppe nazionali), e capitano della��Olanda ai Mondiali 1934 e 1938.

9 (centravanti) a�� Ove KINDVALL: Svedese di NorrkA�ping, inizia nella��IFK, squadra della sua cittA�. Approdato in prima squadra nel 1962, vince subito il titolo nazionale, bissandolo la��anno successivo. Nel 1966, dopo esser stato capocannoniere e giocatore della��anno, passa al Feyenoord. Rimane fino al 1971, vincendo la Coppa dei Campioni (suo il gol-vittoria nei supplementari) e la Coppa Intercontinentale nel 1970, due campionati nazionali (1969 e 1971) e una Coppa da��Olanda (1968-a��69). Tre volte capocannoniere delle Eredivisie (1968, 1970 e 1971), A? stato il primo straniero a trionfare nella classifica dei bomber. Tornato in Patria nel 1971 (dopo aver segnato oltre 140 reti in nemmeno 200 partite), gioca per altre quattro stragioni nella��IFK NorrkA�ping, per poi chiudere dopo le due giocate col Goteborg. Con la sua Nazionale ha giocato 43 partite e segnato 16 reti, prendendo parte a due edizioni dei Mondiali, nel 1970 e nel 1974. Altri a�?9a�� importanti del Feyenoord sono stati Pierre Van Hooijdonk, Jaap Barendregt, Julio Cruz, Cor van der Gijp e Adriaan Koonings, in una bella tradizione di bomber che ha segnato diverse decadi della storia del club.

10 (ala destra) a�� Dirk KUYT: Spiace dover lasciar fuori Peter Ressel, ma la��impatto avuto da Kuyt nei suoi tre anni a Rotterdam, non puA? non essere preso in considerazione. Nato a Katwijk, entra nelle giovanili della squadra cittadina, i Quick Boys, ad appena 5 anni. Dopo 13 stagioni facendo tutta la trafila delle formazioni dei ragazzi, debutta in prima squadra nel marzo 1998, facendosi notare dagli osservatori del FC Utrecht, che pochi mesi piA? tardi lo acquistano. Conquistato subito spazio come titolare, gioca prevalentemente da ala o da seconda punta, mettendo sempre insieme un buon numero di reti, specie nella Coppa da��Olanda. Nella sua quinta ed ultima stagione viene definitivamente schierato come attaccante, ropagando la fiducia con 20 reti in campionato, due in coppa e una in Europa. Saluta la squadra contribuendo a darle una��isperata vittoria nella Coppa da��Olanda, segnando uno dei 4 gol con cui la��Utrecht strapazza a sorpresa il Feyenoord, in un match che lo vedrA� premiato come uomo-partita, mentre a fine anno sarA� premiato con la a�?Gouden Schoen (Scarpa da��Oro)a�� come miglior giocatore della��anno (premio assegnato in coabitazione dal quotidiano a�?De Telegraafa�� e dal magazine a�?Votbal Internationala��, e poi accorpato al premio a�?Calciatore Olandese della��Annoa��). Passato proprio al Feyenoord, si mette subito in luce con una stagione da 40 partite e 22 gol. Nella seguente vince il titolo di capocannoniere del campionato, con 29 reti in 34 partite, che si assommano ai 4 centri in 3 gare di Coppa da��Olanda e alle 3 marcature in 7 match di Coppa UEFA. In tutto, una stagione da 36 gol in 44 presenze. Divenuto capitano del club, vi disputa una��ultima stagione, chiusa con 25 centri in 38 partite tra le varie competizioni e il titolo di a�?Calciatore Olandese della��Annoa��. Dopo aver disputato il Mondiale 2006 con la��Olanda, si trasferisce in Premier League, al Liverpool, diventando da subito uno dei giocatori chiave per Rafa Benitez. Alla sua prima stagione ad Anfield, il giocatore segna 12 reti in 34 match di Premier, e contribuisce a portare la squadra fino alla finale di Champions League, poi persa contro il Milan. La stagione successiva, complici anche i compiti da attaccante a�?di sacrificioa�? e la��arrivo di Fernando Torres, che si prende il centro della��attacco a�?redsa�?, segna solo tre reti in campionato. Ma compensa con ben 7 centri in Champions League, andando a segno in ogni fase, dai turni preliminari alle semifinali, dove la corsa del Liverpool alla seconda finale consecutiva viene stoppata ai supplementari dal Chelsea. Il suo terzo anno in Inghilterra lo vede tornare alla doppia cifra di gol in campionato, ed essere nuovamente protagonista nelle coppe. A� infatti un suo gol che permette al Liverpool di superare il turno preliminare di Champions. Segna poi nella fase a gironi e, infine, la��inutile 4 a 3 (finirA� poi 4 a 4) nei quarti di finale contro a�� di nuovo a�� il Chelsea. I a�?Redsa�� chiudono il campionato al secondo posto a soli 4 punti dal super United di Ferguson, e stavolta si qualificano direttamente per la fase a gironi della Champions League. Lui segna il gol-vittoria al debutto, contro il Debrecen, ma i a�?Redsa�� saranno eliminati, dovendo ripiegare sulla��Europa League, dove si fermeranno poi in semifinale. Kuyt aprirA� le marcature nella sfida di ritorno dei quarti, contro il Porto, finita 4 a 1. La stagione successiva, la quinta, A? la migliore sotto il punto di vista realizzativa, con 13 centri in 33 match in Premier e 2 reti in Europa. La seguente, A? la��ultima annata nel Merseyside, dove chiude la sua esperienza con due finali. Quella persa di FA Cup (alla quale la squadra arriva anche grazie al suo gol che, nel quarto turno, elimina niente meno che il Manchester United) e quella vinta di Coppa di Lega, nella quale Kuyt firma il momentaneo 2 a 1 per i a�?Redsa�� nei supplementari, e trasforma poi il suo rigore nella lotteria finale. Si trasferisce quindi ai turchi del FenerbahA�e, ai quali si presenta con una doppietta nella sfida di ritorno dei preliminari di Champions League. Va in rete anche nel turno successivo, ma la squadra viene eliminata e riparte dalla��Europa League. In questa competizione segna due reti nella fase a gironi, quindi va in gol contro la Lazio nella��andata dei quarti e contro il Benfica nel ritorno delle semifinali, ultimo atto per la squadra turca. Che, comunque, si consola con la vittoria della coppa nazionale. La stagione 2013/a��14 lo vede contribuire, con 10 reti, alla vittoria in campionato della sua squadra. Per lui si tratta del primo a�?scudettoa�?. Questa stagione, infine, si A? aperta con la vittoria della Supercoppa di Turchia, nella quale trasforma il primo penalty per i suoi, permettendogli di avere la certezza di concludere anche la sua terza stagione turca con almeno un titolo. Con la��Olanda, nella quale ha debuttato nel 2004, ha disputato 104 partite, con 24 reti, prendendo parte oltre al giA� citato Mondiale 2006, ad altre due Coppe del Mondo (2010 e 2014: rispettivamente secondo e terzo posto finale) e a due Europei (2008 e 2012). Buoni ricordi, nel ruolo, li hanno lasciati anche Gaston Taument e Bonaventure Kalou.

11 (ala sinistra) a�� Coen MOULIJN: Nativo di Rotterdam, muove i primi passi nello Xerxes da dove nel 1955, a 18 anni, viene prelevato dal Feyenoord. Per i biancorossi giocare fino al ritiro, avvenuto nel 1972, collezionando oltre 500 presenze, arricchite da un centinaio di reti. Per lui una Coppa dei Campioni (1969-a��70), la Coppa Intercontinentale (1970), 5 titoli nazionali (1961, 1962, 1965, 1969 e 1971) e due coppe nazionali (1965 e 1969). Gli A? stata dedicata una statua, posta di fronte allo stadio a�?De Kuipa��. La mascotte del Feyenoord, a�?Coentjea��, deve il suo nome a lui. A� considerato il piA? grande giocatore di sempre del Feyenoord, tanto da essere conosciuto, appunto, come a�?Mister Feyenoorda�?. Con la Nazionale olandese ha giocato 38 match, segnando 4 reti. A� scomparso nel 2011.

ALL. Ernst HAPPEL: Austriaco, bandiera del Rapid Vienna da giocatore, stiamo parlando di uno dei piA? grandi allenatori nella storia del calcio. Il primo capace di vincere la Coppa dei Campioni con due squadre diverse e uno dei 4 allenatori (gli altri sono, nella��ordine: Ivic, Trapattoni e Mourinho) ad aver vinto il titolo nazionale in 4 Paesi diversi. Il suo primo incarico da allenatore A? in Olanda, al Den Haag, dove arriva nel 1962. Rimane per 7 stagioni (con in mezzo, nella��estate 1967, una��esperienza americana ai San Francisco Gales), vincendo la coppa nazionale nel 1968. La��anno dopo passa al Feyenoord, fresco campione da��Olanda, e lo conduce alla storica vittoria della Coppa dei Campioni 1970. La��anno dopo conquista Coppa Intercontinentale e campionato, rimanendo poi per altre due stagioni. Si sposta quindi in Spagna, al Siviglia, interrompendo anzitempo la sua esperienza per andare in Belgio, al Brugge. In quattro anni e mezzo conquista tre campionati consecutivi (1976-1978), una Coppa del Belgio (1977) e due finali europee, perse entrambe contro il grande Liverpool degli Anni a��70: quella di Coppa UEFA 1975-a��76 e, soprattutto, quella di Coppa dei Campioni due anni dopo. Nel frattempo, nel 1977, A? divenuto anche CT della Nazionale Olandese, che la��anno seguente porta al secondo posto ai Mondiali argentini. Dopo la Coppa del Mondo lascia sia la��incarico con la��Olanda sia il Brugge. Rimane in Belgio, dove torna in pista allenando per qualche mese la��Harelbeke, passando poi allo Standard Liegi. Rimane due stagioni: la prima chiusa col secondo posto in campionato, la seconda con la vittoria nella coppa nazionale. Passa quindi ai tedeschi della��Amburgo, con cui vince subito il campionato e arriva in finale di Coppa UEFA, persa contro gli svedesi del Goteborg. La��anno seguente A? ancora titolo nazionale e, soprattutto, arriva la Coppa dei Campioni, vinta in finale contro la favoritissima Juventus. Chiude nella stagione 1986-a��87, con la vittoria della Coppa di Germania. Torna quindi in Patria, allenando per quattro stagioni (e qualche mese) la��FC Swarovski Tirol, con cui vince due campionati (1989 e 1990) e una coppa nazionale (1989). Il primo gennaio 1992 diventa CT della��Austria, incaricA? che durerA� perA? solo fino al 14 novembre di quella��anno, giorno in cui Happel muore di cancro. Subito dopo, il mitico stadio a�?Pratera�� di Vienna viene rinominato in suo onore a�?Ernst Happel Stadiona��.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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