All Time XI: Galatasaray

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Il Galatasaray è la squadra più vincente e prestigiosa della Turchia. Detiene infatti il record di vittorie in tutte e 3 le competizioni nazionali: 20 ‘scudetti’, 16 coppe nazionali e 14 Supecoppe di Turchia.

È inoltre l’unica squadra turca ad aver conquistato un titolo europeo, avendo vinto la Coppa UEFA 1999-’00, e la conseguente edizione della Supercoppa Europea (era la prima edizioni in cui, a sfidare la detentrice della Coppa dei Campioni/Champions League, era la vincitrice dell’attuale Europa League, e non più della Coppa delle Coppe).

Il Gala è anche una squadra estremamente affascinante: il rinomato calore della sua tifoseria, che fa rimbombare il mitico stadio ‘Ali Sami Yen’, la sanguigna rivalità coi ‘cugini’ del Beşiktaş e soprattutto, con quelli del Fenerbahçe, coi quali disputa il ‘Derby Intercontinentale’

Il Galatasaray ‘all time’ si schiera con un 4-4-2 variabile in 4-2-3-1 o 4-3-1-2:

1 (portiere) – TURGAY Şeren: Recordman assoluto di presenze (631) e derby col Fener giocati (54), Turgay ha passato praticamente tutta la sua vita calcistica col Galatasaray. Debutta in prima squadra a soli 15 anni, nel 1947 e due anni dopo è già titolare. Difenderà la porta giallorossa fino al 1967, conquistando 2 campionati (1962 e 1963), 4 coppe nazionali consecutive (1963-1966) e 4 campionati della Lega di Istanbul – fino al 1959 non esisteva, in Turchia, un campionato nazionale – (1949, 1955, 1956 e 1958). Dopo il ritiro, intraprende la carriera di allenatore, allenando il Merisn Idmanyurdu nella stagione 1968-’69, il Vefa SK in quella successiva e, infine, il Samsunspor in quella dopo ancora. Passa quindi all’attività di editorialista e commentatore televisivo, tornando in panchina solo nella stagione 1979-’80 per guidare il ‘suo’ Galatasaray. Giocatore dell’Anno nel 1966, ha collezionato anche 46 presenze con la Nazionale turca, partecipando al Mondiale 1954. Una serie di parate spettacolari contro la Germania, in un match del 1951 vinto in trasferta dai turchi per 2 a 1 gli valsero il soprannome di ‘Pantera di Berlino’.

2 (terzino destro) – SABRI Sarıoğlu: Nato a Çarşamba, sul Mar Nero, dopo gli inizi nel Settore Giovanile dello Yeni Özkartalspor, a 15 anni entra in quello del Galatasaray. Aggregato alla prima squadra già a 17 anni, a 19 fa il suo esordio tra i professioniti, e da allora non è più uscito dal gruppo dei titolari, vestendo anche la fascia di capitano dal 2011 al 2014. In giallorosso ha vinto 6 campionati (2002 – senza scendere però mai in campo -, 2006, 2008, 2012, 2013 e 2015), 3 coppe nazionali (2005, 2014 e 2015) e 4 Supercoppe di Turchia (2008, 2012, 2013 e 2015). Con la Nazionale turca, dopo tutta la trafila delle Under, ha collezionato 44 presenze (con un gol), partecipando all’Europeo 2008. Col Galatasaray ha vinto 8 campionati (1988, 1993, 1994, 1997-1999 e 2002), 6 coppe nazionali (1991, 1993, 1996, 1999, 2000 e 2005), 5 Supercoppe di Turchia (1988, 1991, 1993, 1996 e 1997) e, soprattutto, la Coppa UEFA e la Supercoppa Europea nel 2000. Se a questi si aggiungono trofei ‘minori’ e/o regionali (2 Coppe del Cancelliere e 6 titoli della Regione di Instanbul), la sua bacheca conta 29 trofei conquistati col club.

3 (difensore centrale) – BÜLENT Korkmaz: Entrato nelle giovanili del club a 11, per tutta la sua carriera da calciatore non ha mai più lasciato il Galatasaray. Dopo gli inizi da portiere, e quindi da centrocampista difensivo, eccolo trasformarsi definitivamente in difensore centrale. Nel 1986, a 18 anni, esordisce in prima squadra, giocandovi fino al 2005, anno del suo ritiro dopo un decennio da capitano. Subito dopo aver smesso col calcio giocato, intraprende la carriera di allenatore, iniziando come vice al Gençlerbirliği S.K., dimettendosi però prima della fine della stagione. La stagione seguente prende in corsa l’Erciyesspor, portandolo fino alla finale di Coppa di Turchia, ma non riuscendo a centrare la salvezza in campionato. Passa quindi sulla panchina del Bursaspor, che lo licenzia dopo qualche mese. Fa quindi immediato ritorno al Gençlerbirliği S.K., stavolta da capo allenatore, guidandolo fino a fine stagione e poi lasciando. Nel febbraio 2009 approda in corsa sulla panchina del ‘suo’ Galatasaray, guidandolo anche in questo caso fino a fine stagione per poi lasciare. Allena quindi il Baku, in Azerbaigian e quindi, dopo una stagione di stop, nel novembre 2011 subentra sulla panchina del Kardemir Karabükspor, che guida alla salvezza e alle semifinali di coppa nazionale, risultati che non gli valgono però la conferma. Nel novembre 2012 approda all’ İstanbul Büyükşehir Belediyespor, con cui retrocede venendo di conseguenza esonerato. Fermo per una stagione, riparte nel 2014 dall’ Erciyesspor, che lo esonera dopo appena 4 mesi. Tornato in pista prendendo in corsa la panchina del Mersin İdmanyurdu nel settembre 2015, è stato esonerato nel gennaio 2016. Con la Turchia ha collezionato ben 102 presenze (3 le reti), prendendo parte all’Europeo 1996, al Mondiale 2002 (storico terzo posto finale) e alla Confederations Cup 2003 (terzo posto anche qui). Citazione per Cüneyt Tanman, ‘chioccia’ proprio di Korkmaz nei primi anni di carriera del nostro.

4 (difensore centrale) e ALL. – Fatih TERIM: Nativo di Adana, inizia la propria carriera nella squadra cittadina del Demirspor. Entrato a 10 anni nel Settore Giovanile, nel 1969, ad appena 16 anni, debutta in prima squadra. Rimane fino al 1974, anno in cui approda al Galatasaray. In giallorosso rimane fino al 1985, anno in cui chiude la sua carriera da giocatore. Col club (di cui nelle ultime 5 stagioni è stato capitano) non ha mai vinto il campionato, conquistando però 3 coppe nazionali (1976 – trasformando il rigore decisivo nella lotteria finale dopo il doppio 1 a 0 tra andata e ritorno -, 1982 e 1985, quest’ultima con un suo gol decisivo nella finale di andata) e la Supercoppa di Turchia. Appesi gli scarpini al chiodo, entra nello staff tecnico del Galatasaray. Nel 1987 accetta la chiamata del MKE Ankaragücü, che guida per un anno e mezzo prima di passare al Göztepe. Qui rimane una sola stagione, divenendo poi vice della Nazionale e CT dell’Under-21 turca. Con questa, nel 1993, vince i Giochi del Mediterraneo, dopodiché viene promosso alla guida della Nazionale maggiore, che porta alla qualificazione all’Europeo 1996, la prima volta nella storia della Turchia alla fase finale del torneo continentale. Dopo Euro ’96 diviene allenatore del Galatasaray; in 4 anni vince altrettanti titoli nazionali, cui si aggiungono 2 coppe nazionali consecutive (1999 e 2000), 2 Suepercoppe di Turchia consecutive (1996 e 1997) e, soprattutto, lo storico successo in Coppa UEFA nella stagione 1999-’00, al termine di un ciclo che ha visto i giallorossi conquistare almeno 2 trofei a stagione. I successi col Gala gli aprono le porte della Serie A, dove approda grazie alla chiamata della Fiorentina. L’avventura sulla panchina viola è però controversa: nonostante il bel gioco e risultati importanti (un 4 a 0 rifilato al Milan, eliminato poi anche in Coppa Italia), Terim si dimette a metà stagione per incomprensioni con la dirigenza. Quella stessa estate diventa il nuovo allenatore del Milan, ma dura solo 5 mesi e viene poi esonerato (e sostituito da Carletto Ancelotti, che da qui costruirà la sua epopea come tecnico). Nell’estate 2002 torna al Galatasaray, dimettendosi nel marzo 2004 dopo vari screzi con la dirigenza e nessun trofeo vinto. Nell’estate 2005 torna alla guida della Turchia, che qualifica all’Europeo 2008, portandola poi fino alle semifinali. Tuttavia un anno dopo, a causa di una serie di cattivi risultati durante le qualificazioni al Mondiale 2010, si dimette. Torna in pista quasi 2 anni dopo, sempre al Galatasaray: vince subito il campionato, bissato l’anno successivo con l’aggiunta della Supercoppa nazionale. L’11 agosto 2013 vince la seconda Supercoppa di Turchia consecutiva, e 11 giorni dopo diviene nuovamente CT, stavolta part-time e ad interim. Un mese dopo viene però esonerato dal Galatasaray, e torna quindi CT a tempo pieno. Da quando, nel 2005, è stato istituito il premio come Miglior Allenatore dell’Anno in Turchia, l’ha vinto 3 volte (2008, 2012 e 2013). È soprannominato ‘Imperatore’.

5 (centrocampista centrale) – TUGAY Kerimoğlu: Cresciuto nelle giovanili del club, dove era approdato nel 1983 a 13 anni, debutta in prima squadra nel 1987, ancora minorenne. Ne sarà un pilastro fino al 1999, anno in cui passa ai Rangers di Glasgow. Nel 1992 viene nominato capitano, il più giovane nella storia del Galatasaray, con cui vince 6 campionati (1988, 1993, 1994 e 1997-1999), 4 coppe nazionali (1991, 1993, 1996 e 1999) e 5 Supercoppe di Turchia (1988, 1991, 1993, 1996 e 1997). In Scozia il prima anno centra subito il double campionato-Coppa di Scozia quindi, dopo una seconda stagione a secco di titoli, si trasferisce in Inghilterra, al Blackburn. Coi Rovers vince subito la Coppa di Lega, e rimane fino alla fine della sua carriera, nel 2009 (chiudendo da capitano). Appesi gli scarpini al chiodo, entra subito nello staff del Manchester City, chiamato dal suo ex allenatore Mark Hughes. Lascia però pochi mesi più tardi per accettare, nel febbraio 2010, il ruolo di coordinatore del Settore Giovanile del Galatasaray. Nell’ottobre 2010 passa al ruolo di vice allenatore della prima squadra, rifiutando la promozione dopo l’esonero di Hagi e lasciando il club. Vi torna nell’ottobre 2013, nominato vice di Roberto Mancini. Lascia a fine stagione, in concomitanza con l’addio al club dell’allenatore italiano. Con la Nazionale ha giocato 94 partite, segnando 2 reti e partecipando a 2 Europei (1996 e 2000) e, soprattutto, al Mondiale 2002, chiuso dalla Turchia al terzo posto. Curiosità: ottimo cuoco, ha partecipato all’edizione turca di ‘Masterchef’. Nel 2006 è stato Giocatore Turco dell’Anno. Per lui anche 51 presenze e 2 reti nella Turchia come giocatore.

6 (seconda punta) – ARIF Erdem: Mossi i primi passi nel Yeşilılgazspor, a 10 anni si trasferisce al Zeytinburnuspor, dove il Galatasaray lo scopre, mettendolo sotto contratto nel 1991, a 19 anni. Rimane in giallorosso fino all’estate del 2000, completando il primo ‘ciclo Terim’, e mettendo in bacheca 6 titoli nazionali (1993, 1994 e 1997-2000), 4 coppe nazionali (1993, 1996, 1999 e 2000), 3 Supercoppe di Turchia (1993, 1996 e 1997) e la Coppa UEFA 1999-’00. Passato agli spagnoli della Real Sociedad, a novembre è nuovamente tra le fila del Gala, con cui giocherà fino al ritiro, avvenuto nel 2005, conquistando un altro titolo turco (2001-’02, da capocannoniere) e un’altra Coppa Turca (2004-’05). Intraprende quindi la carriera di tecnico all’Istanbul BB, ricoprendo il ruolo di vice dal 2006 al novembre 2011, quando viene promosso allenatore capo, non venendo però confermato a fine stagione. Per lui anche 60 presenze e 11 reti con la Nazionale turca, vestendo la cui maglia ha preso parte a 2 Europei (1996 e 2000) e al Mondiale 2002, concluso brillantemente al terzo posto finale.

7 (centrocampista destro) – OKAN Buruk: Prodotto locale, cresciuto nel Settore Giovanile giallorosso, debutta in prima squadra nel 1991, non ancora 18enne. Gioca col club 10 stagioni consecutive, mettendo in bacheca 6 campionati (1993, 1994 e 1997-2000), 4 Coppe di Turchia (1993, 1996, 1999 e 2000), 2 Supercoppe nazionali (1996 e 1997) e, soprattutto, la Coppa UEFA e la Supercoppa Europea (nella quale è ‘Man of the Match’) nel 2000. Nel 2001 passa all’Inter quindi, dopo 3 stagioni in nerazzurro, torna in Patria, ma ai rivari cittadini del Beşiktaş. 2 annate in bianconero e poi ecco finalmente il ritorno al Gala, che inaugura perdendo proprio contro la sua ex squadra nella sfida di Supercoppa turca. La stagione seguente, però, si rifà vincendo il suo settimo titolo nazionale, quindi firma per un altro club di Istanbul, il BB. Due annate anche qui e poi, nel 2010, l’addio al calcio giocato e l’inizio della carriera di allenatore. Dal 2011 al 2013 è membro dello staff tecnico della Nazionale turca, quindi l’Elazığspor, la stagione successiva il Gaziantespor e infine, nell’ottobre 2015, prende in corsa lo Sivasspor, che lo esonera però dopo sole 11 partite. Con la Nazionale ha giocato 56 partite e segnato 8 reti. Ha preso parte all’Europeo del 2000 e, soprattutto, ai Mondiali 2002, chiusi con uno storico terzo posto finale.

8 (centrocampista centrale) – SUAT Kaya: Nativo di Istanbul, cresciuto nel Settore Giovanile del Galatasaray, debutta in prima squadra nel 1986, a 19 anni. Dopo quella prima stagione aggregato ai ‘grandi’ (con 3 presenze totali in campionato e la vittoria finale nel torneo), passa al Konyaspor, dove rimarrà per 5 stagioni. Torna quindi in giallorosso, rimanendovi fino al ritiro, avvenuto nel 2003. Dal suo ritorno vince 7 titoli nazionali (1993, 1994, 1997-2000 e 2002), 4 Coppe di Turchia (1993, 1996, 1999 e 2000), 2 Supercoppe nazionali (1996 e 1997) e, soprattutto, la Coppa UEFA e la Supercoppa Europea nel 2000. Dopo il ritiro, intraprende la carriera da allenatore e, dal 2004 al 2006, guida la squadra riserve del Galatasaray. Va quindi al Gaziantep Belediyespor, al quale ritorna dopo un breve intermezzo all’Orduspor. Nel 2009 ha una breve esperienza al Çaykur Rizespor, quindi torna in pista nel 2011 al Tokatspor, anche qui senza fortuna. Nella stagione 2012-’13 è per la terza volta al Gaziantep Belediyespor, quindi nel 2014 siede sulla panchina del Göztepe. Da questa stagione allena il Bucaspor. Per lui anche 15 presenze e una rete con la maglia della Nazionale, con cui ha preso parte all’Europeo del 2000.

9 (prima punta) – HAKAN ŞÜKÜR: Probabilmente il giocatore più celebre nella storia del calcio turco, almeno per quanto concerne l’Italia. Cresciuto nel Sakaryaspor, con cui debutta in prima squadra a soli 16 anni, si mette poi in luce nelle 2 stagioni giocate al Bursaspor, che gli valgono l’approdo al Galatasaray, nel 1992. 3 stagioni in cui segna oltre un gol ogni 2 partite (71 centri in 135 apparizioni) – centrando il double campionato-coppa nazionale (in cui segna un gol nella finale di ritorno) nella stagione 1992-’93 e il bis in campionato e la Supercoppa di Turchia (suo il gol del definitivo 2 a 0) in quella successiva – gli valgono l’approdo in Italia, al Torino. Ma l’impatto con la Serie A è traumatico: non si ambienta e, dopo solo 5 presenze e una rete, torna al Galatasaray, segnando 16 reti in mezza stagione di campionato e contribuendo alla vittoria della Coppa di Turchia. Nelle 3 stagioni seguenti è sempre capocannoniere del campionato, che il Galatasaray vince in tutti e 3 i casi. In particolare, nella stagione 1996-’97, mette a segno 38 reti in 32 presenze, cui si aggiungono i 4 centri in 3 apparizioni nella coppa nazionale e i 4 gol in altrettante partite in Europa, per un totale stagionale di 46 marcature in 39 incontri. Da segnalare, in particolare, la tripletta rifilata ai ‘cugini’ del Fenerbahçe nella sfida di Supercoppa di Turchia. Nell’annata successiva ecco anche il bis in Supercoppa di Turchia, dove lui trasforma il rigore decisivo nei supplementari (2 a 1 il risultato finale). Nel 1999 vince anche al Coppa di Turchia, bissata l’anno successivo in una stagione che vede il Galatasaray conquistare anche il quarto campionato consecutivo e, soprattutto, la Coppa UEFA, vinta ai rigori contro l’Arsenal (uno lo calcia e trasforma anche lui). Lascia quindi nuovamente il Gala per tentare di prendersi la rivincita in Italia, accasandosi all’Inter. Ma la Penisola non fa decisamente per lui, e anche l’avventura nerazzurra va male, con sole 6 reti in 34 presenze complessive tra campionato e coppe. Trova comunque modo di rimanere in Serie A, passando al Parma: coi ducali va ancora peggio, dato che segna la miseria di 3 reti in 16 apparizioni complessive, ma riesce comunque a mettere in bacheca un trofeo, la Coppa Italia. Rimasto senza contratto, si trasferisce quindi in Inghilterra, al Blackburn, dove gioca l’ex compagno Tugay, ma anche la Premier League non fa per lui: 9 presenze e 2 reti. Torna quindi definitivamente al Galatasaray, col quale disputa altre 5 stagioni, conquistando 2 campionati (2006 e 2008) e una Coppa di Turchia (2005, segnando una tripletta nel roboante 5 a 1 agli storici nemici del Fenerbahçe). Ritiratosi da capitano nel 2008, dopo 295 reti in 545 presenze col club, si è dato alla carriera politica, venendo eletto in Parlamento nel 2011. Con la Turchia ha collezionato 112 presenze e 51 reti, prendendo parte a 2 Europei (1996 e 2000) e al Mondiale 2002 (da capitano), chiuso con un storico terzo posto finale (suo il momentaneo 1 a 0 nella ‘finalina’ contro la Corea del Sud, vinta per 3 a 2, che gli è valso il record – tuttora imbattuto – per il gol più veloce nella storia della Coppa del Mondo, segnato 10.8 secondi dopo il fischio d’inizio). Soprannominato ‘Toro del Bosforo’ e ‘Kral (Re)’, detiene il record assoluto di reti nel campionato turco, con 249. Citazione d’obbligo per il predecessore di Hakan Şükür, ossia Tanju Çolak. Detto ‘Mr. Goal’, dal 1987 al 1991 segno 116 reti in 107 presenze in campionato con la maglia giallorossa. Menzione anche per Metin Oktay, supercannoniere del Gala tra la seconda metà degli Anni ’50 e tutti gli Anni ’60, tranne un breve intermezzo al Palermo.

10 (centrocampista sinistro) – Gheorghe HAGI: Il ‘Maradona dei Carpazi’ o, semplicemente (si fa per dire), il più grande giocatore nella storia del calcio rumeno. Basta questo per capire che stiamo parlando di un calciatore al di sopra della media.

Nativo di Sacele, nell’area di Costanta, a 13 anni entra nella locale formazione del Farul. Dopo due anni viene prestato per una stagione al al Luceafărul București, prima di fare ritorno alla base, fino a raggiungere la prima squadra. Nella sua prima stagione da professionista, ancora minorenne, mette a segno ben 7 reti in 18 presenze. Un debutto che lo porta al salto di qualità, col passaggio allo Sportul Studentesc di Budapest, dove rimane per 4 stagioni e mezza (vincendo due volte il titolo di capocannoniere: nel 1985 con 20 reti in 30 presenze e l’anno seguente con addirittura 31 centri in altrettanti match), prima di passare alla Steaua campione d’Europa in carica. Qui lascia subito il segno, realizzando il gol-partita nel match di Supercoppa Europea contro la Dinamo Kiev. In quella sua prima mezza stagione, coi suoi 10 gol in 14 partite contribuisce in maniera determinante anche alla conquista del campionato, vinto in double con la coppa nazionale. Con 25 gol in 31 apparizioni nella seconda e addirittura 31 centri in 30 partite nella terza stagione, è nuovamente determinante per la conquista di altri due campionati, che col primo fanno tre consecutivi. Nella stagione 1988-’89 è decisivo anche per la riedizione della doppietta con la Coppa di Romania (che in verità ci sarebbe stata anche l’annata precedente, ma per il finale controverso del match alla fine quella coppa risulta non assegnata), segnando in gol della vittoria (1 a 0) nella finale-derby con la Dinamo. In quest’annata trascina (con 6 reti) poi la Steaua fino alla finale di Coppa dei Campioni, dove poi la squadra rumena sarà spazzata via dal Milan di Sacchi per 4 a 0. Dopo un’ultima stagione chiusa clamorosamente senza alcun titolo, nell’estate 1990 passa al Real Madrid. Nella prima stagione conquista la Supercoppa di Spagna, anche se non è una primissima scelta per l’allenatore, la leggenda madridista Alfredo Di Stefano. Trova decisamente più spazio l’anno seguente, sotto l’olandese Leo Beenhakker, col quale il Real arriva secondo sia in campionato sia in Coppa del Re, perdendo la finale contro i cugini dell’Atlético. Dopo le due annate spagnole, Hagi approda in Italia, anche se non in una ‘big’ come si potrebbe immaginare. É infatti il “piccolo” Brescia ad ingaggiare il giocatore, che nonostante la sua classe non riesce a salvare le ‘Rondinelle’ dalla retrocessione in B. Hagi decide di rimanere, e anche le sue 9 reti in 30 partite e i diversi assist serviti contribuiscono all’immediato ritorno in Serie A. In questa stagione il Brescia conquista anche la Coppa Anglo-Italiana, vincendo a Wembley contro il Notts County. Hagi torna quindi in Spagna, accasandosi stavolta al Barcellona. Come nella sua prima esperienza iberica, rimane due stagioni, vincendo la Supercoppa di Spagna il primo anno e perdendo la finale di Coppa del Re contro l’Atlético Madrid nel secondo. Nel 1996 emigra quindi in Turchia, al Galatasaray, dove vivrà una seconda giovinezza. Nelle prime quattro stagioni vince sempre il campionato, i primi due in accoppiata con la Supercoppa di Turchia e gli ultimi due in double con la coppa nazionale. La stagione 1999-’00 è anche quella della storica vittoria europea di una squadra turca, con la conquista della Coppa UEFA, che l’anno seguente, l’ultimo della carriera da calciatore di Hagi, porta il Galatasaray a giocarsi la Supercoppa Europea contro i campioni d’Europa del Real Madrid. E a trionfare saranno proprio i turchi, con Hagi che fa un dispetto alla sua ex squadra e chiude con lo stesso trofeo con cui aveva iniziato a vincere in Europa, e mettendo in bacheca un titolo in ogni annata della sua esperienza con la squadra di Istanbul. Dopo il ritiro diviene quasi immediatamente CT della Romania, sostituendo l’ex compagno in Steaua Boloni, che ha lasciato per accettare la panchina dei portoghesi dello Sporting Lisbona. Hagi manca però la qualificazione al Mondiale 2002 e viene esonerato dopo soli sei mesi. Riprova la carriera di allenatore tornando in Turchia, accettando nel 2003 la panchina del Bursaspor, dimettendosi dopo poco a causa degli scarsi risultati. Cosa che, comunque, non gli impedisce di essere chiamato la stagione seguente alla guida del ‘suo’ Galatasaray, che conduce alla vittoria nella coppa nazionale, battendo in finale gli arci-rivali del Fenerbahçe con un rotondo 5 a 1. Tuttavia, proprio il secondo posto in campionato dietro i “cugini”, nell’anno del centenario del club, gli costano il posto a fine stagione. Hagi torna quindi in Romania, divenendo allenatore del Politehnica Timișoara e dimettendosi pochi mesi dopo. Quasi due anni più tardi approda finalmente sulla panchina della Steaua, ma si dimette dopo un paio di mesi a causa dei forti contrasti col presidente del club, Gigi Becali, già discusso procuratore e uomo politico finito poi in carcere. Non allena più per circa 3 anni, quando prende in corsa il Galatasaray dopo l’esonero di Frank Rijkaard. Verrà a sua volta esonerato prima del termine della stessa stagione. Nel frattempo è presidente di un nuovo club da lui fondato nel 2009, il Viitorul Costanta, del quale dal 2014 è anche allenatore. Con la Romania ha giocato ben 124 match, segnando 35 reti e partecipando a 3 Mondiali (1990, 1994 e 1998) e ad altrettanti Europei (1984, 1996 e 2000). Tra i vari riconoscimenti personali, è stato per 7 volte giocatore rumeno dell’anno (1985, 1987, 1993, 1994, 1997, 1999 e 2000) e membro della ‘Top 11’ del Mondiale 1994. Nella stagione 1987-’88 è stato inoltre capocannoniere della Coppa dei Campioni. Per l’UEFA Jubilee Awards, la federazione romena l’ha indicato come il suo miglior giocatore di sempre.

11 (terzino sinistro) – ERGÜN Penbe: Cresciuto nel Kilimli Belediyespor, col quale debutta tra i professionisti a 18 anni, nel 1990, dopo 2 stagioni passa al Gençlerbirliği. Quindi, nel 1994, ecco finalmente l’approdo al Galatasaray, dove giocherà fino al 2007, vincendo 6 campionati (i 4 consecutivi della prima ‘era Terim’, 1997-2000, quindi 2002 e 2006), 4 Coppe di Turchia (1996, 1999, 2000 e 2005), 2 Supercoppe nazionali (1996 e 1997) e i 2 trofei continentali vinti nel 2000: la Coppa UEFA (trasforma il primo rigore della lotteria dal dischetto che decide la finale con l’Arsenal) e la Supercoppa Europea. Chiude dopo una stagione col Gaziantepspor, intraprendendo immediatamente la carriera di allenatore, come vice all’Hacettepe. Durante la stagione viene promosso alla guida della squadra, non riuscendo a centrare la salvezza e non venendo quindi confermato. Torna in pista nel febbraio 2010, allenando per qualche mese il Mersin İdmanyurdu. Quindi, nella stagione 2010-’11 è al Kartalspor, che lascia dopo poco, concludendo la stagione sulla panchina del Kayseri Ercyesspor. L’ultima esperienza in panchina, ad oggi, è nella stagione 201-’13 la Giresunspor. Per lui anche 48 presenze nella Nazionale turca, con la quale ha partecipato all’Europeo 2000, al Mondiale 2002 (terzo posto finale) e alla Confederations Cup 2003 (anche qui terzo posto finale). Da giocatore era soprannominato ‘Kemik’, ossia ‘Osso’.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.