All Time XI: Lazio – Acerbis’ Version

damicoStilare la migliore formazione della SS Lazio non A? certo cosa facile, troppi campioni hanno indossato la nostra gloriosa casacca nel corso degli anni.
Per rendermi il compito piA? facile, ho deciso allora di fare la��undici ideale composto solo da calciatori che ho avuto la fortuna di vedere giocare allo stadio e non in televisione o attraverso sbiadite immagini televisive.
Ho visto la mia prima partita ( era un Lazio-Toro ) nel campionato 1973-74 quando la SS Lazio si laureA? campione da��Italia per la prima volta, da allora non ho perso un campionato.
Ecco quindi il mio undici ideale :
1 Felice Pulici: Inizia a giocare a calcio nelle squadra della��oratorio, passa al Lecco e poi al Novara, dove ottiene la promozione in Serie B. Arriva alla Lazio neo promossa in Serie A nella stagione 72-73, con la nomea del portiere piA? battuto della serie cadetta ( cinque reti le aveva subite proprio nella sfida contro la SS Lazio allo Stadio Olimpico ), a proporre il suo arrivo nella Capitale sono perA? due che di calcio ne capiscono : Bob Lovati e Silvio Piola. Avranno ragione !
Il suo inizio A? in salita perchA� arrivano le prime contestazioni dopo le sconfitte nelle gare precampionato, ma poi con la prima di campionato, un Lazio-Inter finita 0-0, la squadra iniziA? a giocare quel calcio che la portA? ai vertici del calcio italiano. Dopo aver perso un A�campionato a Napoli nei cinque minuti finali, la SS Lazio diventa campione da��Italia nel 1973-74 e Felice A? protagonista in positivo in tante partite, quando con le sue parate incredibili, salva la sua porta.
Di lui, i tifosi Laziali, ricorderanno sempre la grande prestazione in un derby, cinque giorni prima della scomparsa di Tommaso Maestrelli e il suo uscire dal campo con le lacrime agli occhi, pensando al suo vecchio allenatore malato in un letto di ospedale.
2 Gabriele Podavini: Arriva alla SS Lazio nel 1982 dal Brescia, A? uno degli autori di quella incredibile salvezza ottenuta nonostante i nove punti di penalizzazione, ma soprattutto fu colui che passA? quella palla a Fiorini, che il centravanti buttA? alle spalle del portiere del Vicenza salvando la compagine biancoceleste dalla retrocessione in Serie C. Fu un terzino tosto e difficile da superare, un ragazzo semplice sempre con il sorriso sulle labbra. Fu sempre un combattente, some i tifosi biancoceleste, che per questo non lo hanno mai dimenticato.
3 Luigi Martini: come tutti i ragazzini della sua etA�, inizia a giocare a calcio nel campetto della�� oratorio, passa A�prima alla squadra giovanile della Lucchese, per poi, nel volgere di breve tempo, transitare dal Livorno al Siena per arrivare infine alla SS Lazio nel 1972. Maestrelli lo inventa terzino, perchA� fino ad allora aveva sempre giocato a centrocampo. SarA� una��altra delle tantissime intuizioni geniali della��allenatore biancoceleste. In questo ruolo giocherA� partite memorabili, diventado il vero padrone della fascia sinistra insieme a Luciano Re Cecconi compagno di squadra ed amico fedele, un “fratello” come lo definisce lui stesso. A 30 anni, quando ha appena vinto quella��indimenticabile scudetto ed A? ancora considerato uno dei migliori terzini da��Italia, decide invece di smettere di giocare al calcio. E’ una svolta coraggiosa ed imprevista: preso il brevetto da pilota, inizia questa sua seconda vita.
4 A�Jaap Stam: roccioso difensore olandese arriva alla Lazio nel 2001 dal Manchester United. Fatica non poco ad ambientarsi in casa SS Lazio, ma alla fine ne diventerA� uno dei punti di forza. Un difensore che non aveva paura di nessuno, forte come un armadio, bloccava tutti gli attaccanti che gli venivano affidati a��in un modo o nella��altro. La sua determinazione conquistA? i tifosi biancocelesti. Con la casacca biancoceleste fu uno dei protagonisti della vittoria della Coppa Italia del 2003-04.
5 Alessandro Nesta: La��immagine della SS Lazio vincente di Cragnotti, ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile della SS Lazio. Nel 1993, Zeman lo fa esordire in prima squadra A? il 13 marzo del 1994. Passano solo due campionati e diventa un titolare inamovibile. Ottiene presto anche la fascia di capitano della SS Lazio, un onore per lui romano e tifoso Laziale, nella stagione in cui i biancocelesti conquistano due importanti trofei europei, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea. Nelle stagioni seguenti arriveranno tante altre vittorie, ma quello che ogni tifoso Laziale ricorderA� per sempre riguardo il suo capitano con la casacca numero tredici A? la rete messa a segno nella finale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Sotto la Curva Nord, realizza la rete che vale la vittoria di questo trofeo per poi correre sotto quegli spalti ad abbracciare i suoi tifosi.
Lui che della SS Lazio ne A? stato sempre tifoso.
6 Diego Pablo Simeone: arriva alla SS Lazio quasi per caso, viene spedito nella Capitale come parziale contropartita per Vieri, fortemente voluto dal presidente della��Inter Moratti. Appena arrivato in casacca biancoceleste vince il suo primo trofeo con la sua nuova squadra, a Montecarlo, nella finale di Supercoppa europea sconfigge il Manchester United per 1-0, dimostrando fin da subito di essere un grande centrocampista, dotato sia di tecnica che di grinta.
A Torino, in una fredda serata di Aprile del 2000, realizza quella che resta la sua rete piA? importante, quando realizza la rete della vittoria sulla Juventus che erano primi in classifica con sei punti di vantaggio sui ragazzi in maglia biancoceleste. Quella rete cambierA� la stagione, la Lazio supererA� in classifica la compagine torinese, aggiudicandosi il suo secondo scudetto. Con la sua grinta ed il suo esempio Simeone era stato da��esempio per tutto la��ambiente, facendoci capire che tutto era ancora possibile.
7 Fabio Poli: arriva alla SS Lazio nella calda estate del 1985 gioca con la casacca biancoceleste A�solo 58 partite, poche ma gli bastano per entrare nel cuore dei tifosi Laziali. Nonostante la buona partenza, quella sarA� una stagione travagliata per la SS Lazio che arriverA� solo al dodicesimo posto. Problemi societari, di infortuni e una rosa inadeguata non permetteranno ai biancocelesti di poter tornare nella massima serie.
Ma Fabio sarA� una delle poche note positive di quella��opaco campionato. Conferma il suo valore e mostra la��attaccamento alla sua nuova maglia, affrontando ogni gara con il piglio giusto, corre, lotta e serve assist preziosi, come solo lui A? capace di fare. Gioca in serie cadetta, ma potrebbe benissimo giocare nella massima serie. Ma lui sta bene alla SS Lazio e non gli importa !
A�La stagione successiva viene subito riconfermato dal nuovo allenatore Eugenio Fascetti, che come il suo predecessore gli affida la corsia destra del centrocampo Laziale. La maglia numero sette A? ancora la sua. I tanti cambiamenti alla formazione apportati dal burbero neo allenatore non lo riguardano. Fabio A? una sicurezza, un giocatore su cui si puA? contare, Fascetti lo sa e non ha dubbi.
La nuova SS Lazio, che sta nascendo nella��estate del 1986, viene perA? penalizzata di nove punti, in maniera ingiusta e frettolosa, nella��ennesimo calcio scommesse italiano, cosA� una squadra nata per centrare la promozione deve invece lottare per centrare la salvezza.
Ci riuscirA� dopo un campionato al cardiopalma, giocato sempre di corsa con cuore e grinta, ma dovrA� farlo dopo gli spareggi di Napoli contro il Taranto ed il Campobasso. Ea�� il 5 luglio del 1987 quando Fabio sale al cielo di Napoli per colpire un pallone di testa e gettarlo alle spalle del portiere dei molisani. Una rete che nessun tifoso Laziale potrA� mai dimenticare.
8 Luciano Re Cecconi:A�Nell’estate del 1972 sbarca a Roma, fortemente voluto da Tommaso Maestrelli Nel suo primo campionato con la Lazio diventa subito un titolare inamovibile, totalizzando 29 presenze e segnando una rete. Con la sua grinta ed il suo correre a perdifiato, diventa subito uno degli idoli della tifoseria ed una delle colonne della squadra, che arriva terza a due soli punti dalla Juventus. Con Mario Frustalupi, formerA� un duo di centrocampisti che si completano a vicenda, una coppia che fa faville dietro alle due micidiali punte Garlaschelli e Chinaglia. Conquista lo scudetto nella stagione 73-74 segnando una delle reti piA? belle ed importanti di tutta la storia biancoceleste contro il Milan all’Olimpico, realizzata proprio al 90′ in uno Stadio Olimpico che sembra letteralmente esplodere. Luciano sarA� sempre protagonista in campo fino alla fine drammatica della sua carriera, darA� sempre il massimo per quei colori e quei tifosi che ha nel cuore, come anni dopo, in quel di Como all’ultima giornata, quando con una prova magistrale salva la Sua SS Lazio da una retrocessione che sembrava ad un certo punto della stagione quasi inevitabile.
9 Giorgio Chinaglia: A? stato ed A? i un simbolo per tutti i tifosi Laziali, un simbolo di vittoria e di rivalsa. Ea�� stato il centravanti per antonomasia della storia della SS Lazio, lui che con ventiquattro gol ha contribuito in maniera determinante alla vittoria del primo storico scudetto del 1973-74.
Long John con il sui numero nove sulle spalle, con i capelli lunghi e i basettoni, con il sui incedere curvo, a testa bassa resterA� per sempre nel cuore dei tifosi Laziali. ResterA� per sempre il centrattacco che ci ha plasmati, cambiati, resi piA? forti con le sue gesta, con le sue reti con le sue corse sotto la curva della��altra squadra della Capitale e con le corna verso il pubblico napoletano.
10 Vincenzo Da��Amico: grazie a Maestrelli diventa il grande campione che i tifosi Laziali hanno ammirato in tante partite con la casacca biancoceleste. Tecnica da vendere diventa in poco tempo uno dei punti di forza della Lazio del primo scudetto. Passano gli anni, i calciatori e gli allenatori, ma Vincenzo resterA� sempre il punto di forza di questo club prestigioso. Sia negli anni belli delle vittorie che in quelli bui e tristi del calcio scommesse e della Serie B, Vincenzo A? sempre la bandiera invitta della SS Lazio, la bandiera bella e pulita del calcio di una volta fatto di sentimenti e di passione. Un grande calciatore, un grande uomo, un grande Laziale!
11 Giuliano Fiorini: SarA� sempre ricordato per quella rete al Lanerossi Vicenza, segnata quasi allo scadere, che permise alla SS Lazio di evitare la retrocessione in Serie C. Uno stadio pieno alla��inverosimile ed un boato, che a distanza di tanti anni ho ancora nelle orecchie. Un boato liberatorio, dopo una stagione difficile e tormentava, come la vita di questo grande calciatore dal cuore da��oro, che non si lamentava mai delle tante botte prese dai difensori avversari, che era sempre pronto a dare una mano ai suoi compagni. Giuliano Fiorini stanco e sudato che usciva dal campo, felice di aver dato tutto, questa A? la��immagine che i Laziali hanno di lui.

Giorgio Acerbis

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Tifoso della SS Lazio, sono abbonato fin dal 1976 in Tevere non-numerata. Laureato in scienze politiche, ho pubblicato per Urbone “I Leoni di Lisbona”, la storia del Celtic che vinse la Coppa dei Campioni nel '67. Scrivo da tempo sulla Fanzine del Liverpool “Red all over the land”. Ho collaborato con alcune radio private di Roma curando delle rubriche su argomenti calcistici. Attualmente mi occupo della mia gatta Keira.

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