All Time XI: Lione

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L’Olympique Lione o, più semplicemente Lione (o anche OL), non è esattamente una delle squadre “di nobiltà” del calcio francese. O, almeno, non una di quelle la cui grandeur risalga agli anni in cui si faceva la storia, come vale ad esempio per il St. Etienne.

Infatti ‘Les Gones’, prima della storica striscia-record di 7 campionati vinti consecutivamente, che ne hanno fatto la forza dominante del calcio transalpino nel primo decennio del Terzo Millennio, avevano messo in bacheca giusto 3 Coppe di Francia (1964, 1967 e 1973) e una supercoppa nazionale (1973).

Questo non significa però che giocatori importanti non ce ne siano stati, nel XX Secolo, dalle parti del ‘Garland’…

Vediamo dunque come si compone l’All Time XI dell’OL, schierato con un 4-3-1-2:

1 (portiere) – Grégory COUPET: Cresciuto nell’Olympique Le Puy, squadra della sua città natale, a 21 anni – nel 1993 – si trasferisce al St. Etienne, dove inizia la sua carriera da professionista. Debutta in campionato nel marzo 1994, conquistandosi in breve tempo il posto da titolare. Nel gennaio 1997 viene acquistato dal Lione, per sostituire l’infortunato portiere titolare Olmeta: non lascerà più il posto da titolare, diventando uno dei pilastri dell’OL campione nazionale per 7 volte consecutive (2002-2008). Lascia l’Olympique dopo l’ultimo titolo, cui vanno aggiunte 5 Supercoppe nazionali (2003-2005, 2007 e 2008), una Coppa di Francia (2007-’08) e una Coppa di Lega (2000-’01). Passato all’Atlético Madrid, con gli spagnoli gioca solo 11 partite tra campionato e coppe e quindi, dopo una sola stagione, fa ritorno in Francia, al PSG. Coi capitolini disputa le sue ultime due stagioni, ritirandosi nel 2011. Portiere dell’Anno della Ligue1 ininterrottamente dal 2003 al 2006, con la Nazionale francese ha collezionato 34 presenze, vincendo 2 Confederations Cup consecutive (2001 e 2003), e disputando inoltre 2 Mondiali (2002 e 2006) e altrettanti Europei (2004 e 2008). È secondo per presenze totali in assoluto nel Lione, con 518. Citazione d’obbligo per Yves Chauveau, che ha difeso la porta del Lione in tre diversi decenni, divisi in due diversi periodi (1966-1975 e 1978-1982). Menzione per il predecessore di quest’ultimo, Marce Aubur.

2 (terzino destro) – Raymond DOMENECH: Nativo proprio di Lione, cresciuto all’interno del club, debutta in prima squadra nel 1969, a 17 anni. Gioca per l’OL fino al 1977 (vincendo la coppa nazionale nella stagione 1972-’73), quando si trasferisce a Strasburgo. Rimane in Alsazia per 4 stagioni (conquistando il campionato 1978-’79) quindi, dopo un campionato nel PSG e due nel Bordeaux (con vittoria nella Coppa di Francia 1983-’84), chiude la carriera con un’ultima stagione nel Mulhouse, nel 1985. Appesi gli scarpini al chiodo, intraprende immediatamente la carriera da allenatore, sempre nel club con cui ha terminato la carriera agonistica. Sulla panchina del Mulhouse rimane fino al 1989, quando viene chiamato alla guida del ‘suo’ Lione. Lo lascia dopo 4 stagioni per divenire CT dell’Under-21 francese, sulla cui panchina rimarrà per ben 11 anni, fino alla promozione alla guida della Nazionale maggiore, nell’estate del 2004. Alla testa dei ‘Galletti’ rimane per 6 anni: un periodo pieno di polemiche, interne ed esterne, che culmina col fallimento al Mondiale 2010, con mezza squadra che si ribella a lui, dopo anni di tensioni nello spogliatoio. Il suo miglior risultato è stato il secondo posto al Mondiale 2006, perso in finale ai rigori contro l’Italia. Lasciata la Nazionale, non ha più trovato un ingaggio, finendo ad allenare una squadra Under-11 (quella dell’Athletic Club de Boulogne-Billancourt, nel 2010) e poi addirittura una Under-6 (all’Étoile Fréjus Saint-Raphaël, nel 2015)! Dal 2015, inoltre, è CT della rappresentativa della Bretagna. Con i ‘Bleus’ ha collezionato anche 8 presenze da giocatore.

3 (terzino sinistro) e ALL. – Aimé MIGNOT: Nativo di Aix-en-Provence, gioca fin da ragazzo per la squadra locale, con cui gioca 2 campionati di Seconda Divisione, prima di lasciarla nel 1955 – a 23 anni – per il passaggio al Lione. Qui gioca fino al ritiro, avvenuto nel 1966 (conquistando la coppa nazionale nella stagione 1963-’64, alzata da capitano), dopo il quale intraprende la carriera da tecnico, divenendo allenatore della squadra riserve. Dalla stagione 1968-’69 è il nuovo allenatore della prima squadra squadra, che guiderà fino al febbraio 1976, conducendola alla conquista della Coppa di Francia nel 1972-’73, e alla Supercoppa nazionale seguente. Passa quindi all’Angers, che guida per 3 stagioni, per poi concludere anche la carriera da tecnico con un biennio all’Olympique Alès. Torna in panchina 6 anni dopo, convinto dalla Federcalcio francese ad accettare la guida della Nazionale femminile. La guiderà per un decennio, fino al 1997. Soprannominato “il più fedele dei fedeli” per il suo lungo legame con l’OL, attualmente è presidente onorario dell’associazione delle ex giocatrici della Nazionale femminile francese. Citazioni: nel ruolo, difficile tralasciare il successore di Mignot, Ljubimir Mihajlovic, già colonna del Partizan di Belgrado che sfiorò la Coppa dei Campioni nel 1966. Come allenatori, si possono citare diversi nomi: da l’ultimo che lo ha avuto da giocatore, Lucien Jasseron; a chi gli è poi succeduto come Aimé Jacquet, che poi sarà il CT che porterà la Francia sul tetto del mondo. A proposito di CT francesi, Domenech qui in panchina ha fatto 5 anni propedeutici alla sua scalata federale. Tra quelli che si sono succeduti nella serie dei 7 campionati consecutivi vinti, forse quello più significativo è stato Paul Le Guen, che proprio in virtù dei suoi anni all’OL sembrava destinato ad una carriera che poi non ha fatto.

4 (difensore centrale) – Jean ‘Tchouki’ DJORKAEFF: Di origini russo-armene, debutta nel calcio professionistico con il Lione nel dicembre 1958, a 19 anni. Gioca con l’OL per 8 stagioni, vincendo la Coppa di Francia nel 1964. Nel 1966 si trasferisce al Marsiglia, dove rimane fino al 1970, vincendo anche qui la coppa nazionale (nel 1969, da capitano). Si sposta quindi a Parigi, giocando 2 anni per il PSG e altrettanti per il Paris FC, con cui chiude la carriera nel 1974. Dopo aver fatto da allenatore ad interim nel suo primo anno al Paris, attende fino al 1981 per intraprendere la carriera in panchina, quando approda al Grenoble. Vi rimane 2 stagioni, cui ne segue una al St. Etienne, dopo la quale non allena più. È stato poi presidente della commissione della Coppa di Francia dal 2000 al 2013. Con la Nazionale transalpina ha giocato 48 partite e segnato 3 reti, partecipando al Mondiale 1966. È il padre di Yuri, campione del Mondo 1998 ed ex giocatore dell’Inter.

5 (difensore centrale) – CRIS: Brasiliano, cresciuto nel Corinthians, debutta con la prima squadra del ‘Timao’ nel 1995, a 18 anni. Col club paulista rimane fino al 1999, vincendo un campionato nazionale (1998) e 3 statali (1995, 1997 e 1998), oltre a una Copa do Brasil (1995). Passato al Cruzeiro, col club di Belo Horizonte rimane fino al 2004, conquistando un titolo nazionale (2003), uno statale (2004) e la Copa do Brasil (2000). Già passato brevemente in Europa nel 2002, al Bayer Leverkusen, nell’estate del 2004 approda al Lione. Vi rimane fino al settembre 2012, conquistando 4 campionati consecutivi (2005-2008), 2 coppe nazionali (2008 e 2012) e 3 Supercoppe di Francia consecutive (2005-2007, segnando il gol-vittoria nell’ultima). Passato ai turchi del Galatasaray, se ne va dopo 4 mesi per fare ritorno in Patria, al Gremio. Con la squadra di Porto Alegre gioca 6 mesi, quindi firma per altri 6 col Vasco de Gama, con cui chiude la carriera nel gennaio 2014. Col Brasile ha giocato 17 incontri (segnando una rete), disputando il Mondiale 2006 e 2 edizioni della Copa América, quella del 2001, e quella vinta nel 2004. Dal 2005 al 2007 è stato inserito nella Top11 della Ligue1. Citazione doverosa per il suo connazionale Caçapa, che del Lione è stato anche capitano, e che solo gli infortuni ne hanno pregiudicato carriera e presenza da titolare qui.

6 (mediano) – Jéremy TOULALAN: Nativo di Nantes, inizia con la squadra della sua città, debuttando in prima squadra 18enne, nel 2001. Rimane coi ‘Canarini’ fino al 2006, quando viene acquistato dal Lione. Con l’OL rimane 5 stagioni, vincendo 2 campionati (2007 e 2008), altrettante supercoppe nazionali, e la Coppa di Francia 2007-’08. Nel 2011 si trasferisce in Spagna al Malaga, con cui rimane 2 stagioni prima di fare ritorno in Ligue1, al Monaco. Coi monegaschi disputa 3 campionati, dopo i quali si accasa al Bordeaux. Con la Nazionale ha disputato 36 match, disputando l’Europeo 2008 e il Mondiale 2010. Nella stagione 2004-’05 ha vinto il premio come Giovane dell’Anno della Ligue1, mentre nel 2007-’08 è stato inserito nella Top11.

7 (interno destro) – Mahamadou DIARRA: Maliano di Bamako, muove i primi passi nel Centre Salif Keita, dove nel 1998 lo ‘pescano’ i greci dell’OFI Creta, a 17 anni. Dopo una sola stagione lascia l’isola per trasferirsi in Olanda, al Vitesse Arnhem, dove resta fino al 2002, anno in cui viene acquistato dal Lione. Con l’OL disputa 4 stagioni di altissimo livello, vincendo altrettanti campionati e anche 4 supercoppe nazionali consecutive, dal 2003 (suo il gol del momentaneo 2 a 0, nel match che finirà 2 a 1, rivelandosi quindi decisivo) al 2006. Dopo quest’ultima viene ceduto per ben 26 milioni di Euro al Real Madrid, con cui vince subito il campionato, bissato l’anno successivo. Nell’ottobre 2008, pochi mesi dopo aver conquistato anche la Supercoppa di Spagna, si infortuna ad un ginocchio in Nazionale e successivamente, a causa del recupero affrettato, è costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico, perdendo il resto della stagione. Le 2 stagioni seguenti non riesce a ritrovare la forma e soprattutto la centralità delle annate precedenti e quindi, nel 2011, lascia i ‘blancos’ per tornare nella Ligue1, al Monaco. Dopo i 6 mesi a Montecarlo rimane senza contratto fino al febbraio 2012, quando firma con gli inglesi del Fulham. Non gli viene rinnovato il contratto a fine stagione, e Diarra sta fermo fino al marzo 2014, quando viene richiamato dai ‘Cottagers’. Dopo 2 anni di inattività, ne settembre 2016 torna in campo con la squadra B del Brentford, squadra di Championship. Con la Nazionale maliana, di cui è stato capitano, ha giocato 64 partite, segnando 6 gol e prendendo parte a 4 edizioni della Coppa d’Africa (2002, 2004, 2008 e 2010). Nella stagione 2005-’06 è stato inserito nella Top11 della Ligue1.

8 (interno sinistro) – JUNINHO Pernambucano: È stata dura escludere Serge Chiesa, recordman assoluto di preferenze nel Lione, con 541, condite da 134 reti e paragoni come Platini ante litteram. Ma non si poteva certo non scegliere il faro dell’OL dei sette titoli nazionali consecutivi, Juninho Pernambucano. Brasiliano di Recife, inizia nelle giovanili di una delle squadre della sua città natale, lo Sport. Dopo aver conquistato il campionato statale 1994, a 19 anni, approda al Vasco de Gama, dove gioca per 6 stagioni, vincendo 2 campionati nazionali (1997 e 2000), un campionato carioca (1998) una Copa Mercosur (2000, segnando il primo gol nel 2 a 0 della finale d’andata) e, soprattutto, la Copa Libertadores 1998. Nell’estate 2001 approda al Lione, iniziando a mietere titoli in serie: i già citati 7 campionati consecutivi (2002-2008), 6 supercoppe nazionali consecutive (2002-2007) e la Coppa di Francia 2007-’08. Rimane con l’OL un’altra stagione quindi, dopo 344 partite e ben 100 reti – di cui molte su punizione, di cui per anni è stato considerato il massimo specialista mondiale insieme al ‘nostro’ Andrea Pirlo –, accetta l’offerta dell’Al-Gharafa, in Qatar. Gioca nella Stars League per 2 anni (vincendo la coppa nazionale nel 2009, il campionato nel 2010 e la Qatar Crown Prince Cup nel 2010 e 2011), quindi nel 2011 torna al Vasco de Gama. Col club cruzmaltino gioca per 2 campionati, quindi emigra nella MLS statunitense, ai New York Red Bulls. Col club newyorkese rimane solo 4 mesi, prima di rescindere il contratto e tornare per un ultimo campionato al Vasco, chiudendovi la carriera nel febbraio 2014. Con la Nazionale brasiliana ha giocato 40 partite e segnato 6 reti, giocando il Mondiale 2006 e 2 edizioni della Copa América, quella del 2001 e quella vinta nel 2005. In Francia è stato inserito per 3 volte consecutive nella Top11 del campionato (2004-2006), e nella stagione 2005-’06 è stato Giocatore dell’Anno. Lo stesso riconoscimento lo ha ottenuto in Qatar nel 2010.

9 (centravanti) – Bernard LACOMBE: Nato a Lione, si forma al CS Fontaines e, nel 1969, approda 17enne all’OL. Gioca con la squadra della sua città fino al 1978, vincendo coppa e supercoppa nazionale nel 1973, segnando in entrambe le finali (il gol del momentaneo 2 a 0 nella prima – terminata 2 a 1 – e il gol-vittoria nella seconda). Approda quindi al St. Etienne, dopo 153 reti in 274 partite con l’Olympique, lasciando i verdi dopo una sola stagione, per accasarsi al Bordeaux. Qui sarà uno dei protagonisti dell’epopea girondina, conquistando 3 campionati 1983, 1984 e 1987), 2 coppe nazionali consecutive (1986 e 1987)) e la Supercoppa di Francia 1986. Ritiratosi nel 1987, l’anno dopo entra nella dirigenza del Lione come direttore sportivo. Rimane nei quadri dirigenziali fino a metà della stagione 1996-’97, quando diviene allenatore della squadra dopo l’esonero di Guy Stéphan. Rimane alla guida della squadra fino al termine dell’annata 1999-’00, quando lascia preferendo tornare ad un ruolo dirigenziale. Nominato consigliere personale del presidente, inizia ad occuparsi di scouting, e si deve a lui l’arrivo al Lione di giocatori importanti come Juninho, Essien e Diarra. Diviene quindi direttore generale, carica che ricopre fino alla primavera del 2013, quando è costretto alle dimissioni dopo aver rilasciato, in tv, alcune dichiarazioni sessiste sul calcio femminile. Con la Francia ha giocato 38 partite, mettendo a segno 12 reti e conquistando l’Europeo 1984. Ha disputato anche 2 Mondiali (1978 e 1982). La tradizione di centravanti importanti, al Lione, impone una menzione per, tra gli altri, gli argentini Angel Rambert e Lisandro Lopez, il brasiliano Sonny Anderson, fino ai più recenti – ed autoctoni – Karim Benzema e Alexandre Lacazette.

10 (trequartista) – Fleury DI NALLO: Lionese doc, cresciuto nel club, è uno dei giocatori più amati di sempre dalla tifoseria dell’OL, che lo ha soprannominato ‘Il piccolo Principe di Gerland’ (nome dello storico stadio locale). Ha debuttato in prima squadra a 17 anni, nel 1960. Col Lione rimane fino al 1974, collezionando complessivamente 230 reti in 505 incontri, che ne fanno il miglior cannoniere in assoluto nella storia del club. Con cui ha vinto 3 coppe nazionali (1964, 1967 – suo il gol del definitivo 3 a 1 in finale – e 1973, le ultime due da capitano) e la Supercoppa di Francia 1973. Trasferitosi al Red Star di Parigi a metà della stagione 1974-’75, rimane nella Capitale solamente in quell’annata, per poi trasferirsi al Montpellier, all’epoca impelagato nei campionati regionali, quarta serie del calcio francese. Con 21 reti in 23 partite porta la squadra alla promozione in Terza Divisione, dove disputa il suo ultimo campionato prima di ritirarsi. Uscito dal giro del calcio per diversi anni, torna a farsi vedere nel 2005, quando accetta la panchina del Misérieux-Trévoux, nei dilettanti. Vi rimane fino al 2008, quando lo ingaggia il Corbas come consulente sportivo. Con la Francia ha giocato 10 partite, segnando ben 8 reti.

11 (seconda punta) – Néstor COMBIN: Argentino di Las Rosas, in seguito naturalizzato francese, muove i primi passi nel Club Atlético Fortin Barracas di Rosario. Giunto giovanissimo in Francia, entra nelle giovanili del Lione, debuttando in prima squadra nel 1959, a 19 anni non ancora compiuti. Rimane coi lionesi fino al 1964, trasferendosi alla Juventus dopo aver regalato all’Olympique la sua prima Coppa di Francia, stendendo con una doppietta il Bordeaux in finale. A Torino rivince subito la coppa nazionale ma, nonostante una stagione tutto sommato non negativa (38 partite e 10 reti tra campionato e coppe), non si ambienta e viene quindi ceduto al Varese. Anche qui si ferma un solo anno per poi tornare a Torino, stavolta su sponda granata. Col Toro vince la Coppa Italia 1967-’68, e rifila tre reti nel derby tenutosi subito dopo la morte di Gigi Meroni. Nel 1969 viene acquistato dal Milan campione d’Europa, col quale vince la Coppa Intercontinentale. Successo per lui tutt’altro che felice, dato che in Argentina finisce ricoverato all’ospedale prima, ed arrestato poi, nel famigerato “Massacro della Bombonera” (suo il secondo gol nel 3 a 0 con cui i rossoneri sconfissero l’Estudiantes nel match d’andata). Nel 1971 torna in Francia, al Metz, ritrovando la vena realizzativa parzialmente perduta in Italia. In due stagioni, infatti, segna 34 reti in 59 match di campionato. Scende quindi nella B transalpina, al Red Star, dove è capocannoniere con 24 reti. Rimane con la squadra parigina anche l’anno seguente, quindi chiude la carriera nel 1977, dopo un paio di annate allo Hyères, nelle serie minori. Con la Nazionale francese ha giocato 8 partite, segnando 4 reti e partecipando al Mondiale 1966. Citazione doverosa per Sidney Govou, uno dei ‘senatori’ del Lione del Duemila.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.