All Time XI: Liverpool

LiverpoolFC Old Crest LiverLogos

Fino al mastodontico successo dei 25 e piA? anni del Manchester United targato Ferguson, una era indiscutibilmente LA squadra inglese per eccellenza: il Liverpool.

18 campionati nazionali (ma nessuno da quando la a�?serie Aa�? inglese si chiama a�?Premier Leaguea��), 7 FA Cup, 8 Coppe di Lega e 15 Charity/Community Shield in Patria.

Ma, soprattutto, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 3 Coppe UEFA e 3 Supercoppe Europee a livello internazionale (dove, di contro, ca��A? una maledizione per quanto riguarda la Coppa Intercontinentale, con 3 finali perse su 3).

E poi una tifoseria leggendaria, quella della curva a�?Kopa��, con un inno immortale come a�?Youa��ll Never Walk Alonea��, e anche grandi tragedie come quella della��Heysel (finale di Coppa di Campioni 1985 contro la Juventus, che costA? poi al calcio inglese 5 anni senza coppe europee) da a�?carneficia�? e quella di Hillsborough (semifinale di FA Cup 1989 contro il Nottingham Forest) da a�?vittimea�? degli errori della polizia locale e della scarsa prontezza degli operatori sanitari.

Un mito, quello a�?rossoa�?, che sebbene da 25 anni non vinca il campionato, A? impossibile da scalfire e che, in questo a�?All Time XIa��, si schiera col piA? classico dei 4-4-2:

1 a�� Ray CLEMENCE: Suppongo che nella��immaginario collettivo, specie in Italia (e soprattutto a Romaa��), pensando alla porta del Liverpool salti immediatamente il pensiero a Bruce Grobbelaar. Ma il vero grande a�?numero 1a�? dei Reds A? stato senza ombra di dubbio Clemence. Cresciuto nel Notts County, diventa professionista allo Scunthorpe United, che lascia dopo due stagioni in prima squadra, nel 1967, per approdare al Liverpool dove, dopo un paio di stagioni di apprendistato, diviene titolare. DifenderA� la porta di Anfield fino al 1981, quando dopo la vittoria della terza Coppa dei Campioni, la societA� decide di dare una rinfrescata alla rosa, promuovendo titolare proprio Grobbelaar, e lasciando andare Clemence al Tottenham, dove arriva a 33 anni rimanendovi fino ai 40, anno in cui si ritira. Con gli Spurs vince subito Charity Shield ed FA Cup, cui farA� seguito la Coppa UEFA 1983-a��84. Ma A? ovviamente col Liverpool che il suo palmarA?s si fa ricchissimo: 5 campionati nazionali (1973, 1976, 1977, 1979 e 1980), una FA Cup (1973-a��74), una Coppa di Lega (1980-a��81) e 5 Charity Shield (1974, 1976, 1977, 1979 e 1980) per quanto riguarda i successi nazionali. Mentre in campo internazionale ci sono ben 3 Coppe dei Campioni (1977, 1978 e 1981), 2 Coppe UEFA (1973 e 1976) e una Supercoppa Europea (1977). 61 presenze con la��Inghilterra, della quale ha difeso la porta alla��Europeo 1980 e al Mundial a��82. Ritiratosi, A? entrato nello staff tecnico degli Spurs, di cui A? stato anche allenatore ad interim per un periodo nella stagione 1992-a��93. Nel biennio 1994-1996 ha guidato il Barnet, divenendo quindi preparatore dei portieri della Nazionale inglese, voluto da Glenn Hoddle, suo compagno di squadra proprio al Tottenham. Rimane anche coi CT successivi, sino alla��avvento di Capello, che lo sostituisce con Franco Tancredi, suo collaboratore abituale. Divenuto un membro dello staff federale, con compiti di supervisione sulle Nazionali giovanili, torna a fare il preparatore atletico della Nazionale con Hogdson, che lo richiama alla vigilia di Euro 2012, manifestazione durante la quale si infortuna. Lascia la��anno successivo, ritirandosi. Impossibile non fare una citazione Elisha Scott, giocatore che A? stato per una ventina da��anni a difesa della porta dei Reds, a cavallo della Prima Guerra Mondiale.

2 (terzino destro) a�� Phil NEAL: Mossi i primi passi nel Wellingborough Town, approda a 17 anni al Northampton Town, in Terza Divisione. La squadra retrocede in Quarta Divisione, dove lui rimane per 5 stagioni, fino a quando non lo a�?pescaa�? il Liverpool, nella��ottobre 1974. Neal A? subito titolare, ruolo che non perderA� piA?, saltando tra la��altro pochissime partite. Dopo quella prima mezza stagione, iniziano a piovere successi per i a�?Redsa�� e per Neal: nella stagione 1975-a��76, la prima passata per intero ad Anfield, arrivano campionato e Coppa UEFA. Quindi ancora il campionato, la Charity Shield e la prima Coppa dei Campioni. Poi ca��A? il bis in Coppa Campioni, con la��aggiunta di una��altra Community Shield e della Supercoppa Europea. Nel 1978-a��79 torna il successo in campionato, bissato la��anno successivo, con la��aggiunta di una��altra Charity Shield. Nella��annata 1980-a��81 ecco la terza Coppa dei Campioni, vinta assieme alla Charity Shield e alla Coppa di Lega. La stagione 1981-a��82 vede il bis in Coppa di Lega e un altro successo in campionato. Quindi, il tris in Coppa di Lega, la quinta Charity Shield e il sesto titolo nazionale. Ecco quindi la stagione quasi perfetta, quella 1983-a��84: Coppa dei Campioni (ai rigori con la Roma: Neal segna il momentaneo 1 a 0 per gli inglesi e trasforma poi il suo penalty), campionato e Coppa di Lega, la quarta consecutiva. Fanno nove stagioni con sempre almeno un trofeo in bacheca, un dominio mostruoso. Dopo una stagione senza successi e dalla��epilogo tragico (coi fatti della��Heysel, dove il Liverpool perde per la prima volta una finale di Coppa dei Campioni, contro la Juventus che qualche mese prima le aveva strappato pure la Supercoppa Europea) cui segue il bando dalle coppe, ecco la��ottavo e ultimo titolo nazionale, nella stagione 1985-a��86. Che Neal, in veritA�, gioca solo per metA�: nel dicembre 1986, a pochi mesi dai 36 anni, dopo 650 partite e 59 reti, il giocatore accetta la��offerta del Bolton, in Terza Divisione, per il ruolo di giocatore-allenatore. Rimane, ballando tra Terza e Quarta Divisione, fino alla��esonero del maggio 1992, dal 1989 solo come allenatore, dopo aver appeso le scarpette al chiedo. Torna in panca dopo un anno e mezzo di stop, prendendo in corsa il Coventry City, rimanendo fino alla��esonero del febbraio 1995. Rientra un anno dopo al Cardiff City, in Division Three, lasciando ad ottobre per accettare il posto di vice al Manchester City, in Division One, la��equivalente della nostra Serie B. Un mese dopo, la��allenatore Coppell lascia, e Neal diventa allenatore ad interim per un mese e mezzo. La stagione seguente va a fare il vice al Peterborough United, in Division Three, ma viene licenziato a febbraio. Da allora si A? riciclato come commentatore televisivo. Con la Nazionale inglese ha giocato 50 partite, segnando 5 reti, e prendendo parte alla��Europeo 1980 e al Mundial 1982. Da citare, nel ruolo anche Chris Lawler, detto a�?The Silent Knighta��, ossia a�?il Cavaliere Silenziosoa�?.

3 (terzino sinistro) a�� Gerry BYRNE: Il Liverpool ha avuto una lunga tradizione di ottimi interpreti nel ruolo, e quindi non A? stato facile scegliere. Dalla��Alan Kennedy degli Anni a��80, al piA? a�?modernoa�? John Arne Riise, visto poi anche alla Roma. In mezzo, anche Jamie Carragher, jolly difensivo che il meglio forse la��ha dato in questo ruolo, tanto che la��avevo anche considerato, in un primo momento. Alla fine il tutto si A? ridotto ad un ballottaggio tra Ronnie Moran e Gerry Byrne. Ho scelto il secondo, nonostante il primo abbia una a�?caratura morale Redsa�? da paura.

Nativo di Liverpool, entra nelle giovanili della squadra a 15 anni, firma il primo contratto a 17 ed inizia ad assaggiare la prima squadra. Ma A? quando arriva Bob Paisley che diviene titolare e un perno della formazione. Con la a�?rivoluzionea�? attuata dal nuovo manager, nella stagione 1961/a��62 conquista finalmente il ritorno in First Division e, due stagioni dopo, A? giA� campione da��Inghilterra. La stagione successiva si apre con la Charity Shield (suo il momentaneo 2 a 1 per i a�?Redsa��) e con la conquista della FA Cup, nella cui finale Byrne gioca una partita stoica, rimanendo in campo nonostante una frattura alla clavicola. Al tempo non erano infatti previste sostituzioni; lui finse di stare bene e, pur essendosi fatto male al terzo minuto di gioco, non mollA? nonostante la partita si fosse prolungata fino ai supplementari. La stagione seguente A? la piA? ricca di soddisfazione per il giocatore: seconda Charity Shield, secondo titolo nazionale, finale di Coppa delle Coppe (persa contro il Borussia Dortmund, dopo aver eliminato a�� tra le altre a�� la Juventus al primo turno e il Celtic di Glasgow che la��anno dopo sarA� campione da��Europa in seminfinale) e, soprattutto, la vittoria del Mondiale con la��Inghilterra. Quel magico 1966 si chiude con un altro titolo, la terza Charity Shield consecutiva, la prima non a�?condivisaa�?. Gioca altre due stagione, prima che gli infortuni lo costringano al ritiro, a soli 31 anni. E’ scomparso nel novembre 2015.

4 (difensore centrale) a�� Phil THOMPSON: Nativo del Merseyside, tifoso del Liverpool sin da bambino, firma il suo primo contratto professionistico col club nel giorno del suo diciassettesimo compleanno. Debutta la��anno seguente, in un secco 3 a 0 contro gli arcirivali del Manchester United, entrando a dieci minuti dalla fine. Dopo un graduale ingresso in prima squadra (vincendo campionato e Coppa UEFA nel 1973), dalla stagione 1973/a��74 diventa titolare. Alla sua prima stagione nella��undici di partenza, vince la sua unica FA Cup, ma nelle stagioni seguenti i titoli non mancano di certo. Altri sei titoli nazionali (1976, 1977, 1979, 1980, 1982 e 1983), altrettante Charity Shield (1974, 1976, 1977, 1979, 1980 e 1982), una��altra Coppa UEFA (1975/a��76) 2 Coppe di Lega consecutive (1981 e 1982), una Supercoppa Europea (1977) e, soprattutto 3 trionfi in Coppa dei Campioni (1977, 1978 e 1981), la��ultima delle quali alzata da capitano. Pochi mesi dopo, a causa di un avvio difficile in campionato, gli viene tolta la fascia di capitano, che passa a Souness. Infortunatosi nella Charity Shield 1983, perde tutta la stagione successiva, che gli costa la quarta Coppa dei Campioni. Viene quindi ceduto in prestito, dopo 477 presenze e 13 reti, allo Sheffield United, in Seconda Divisione, dove rimane anche la stagione successiva, per poi ritirarsi. Torna quindi al Liverpool, come parte dello staff tecnico di Kenny Dalglish, fino a diventarne il vice. Confermato anche con Graeme Souness, dopo uno screzio con questa��ultimo lascia, nel 1992. Costruitosi una carriera come commentatore televisivo, torna al Liverpool nel 1998, nello staff di GA�rard Houllier. Divenuto vice dopo la��addio di Roy Evans, diventa allenatore ad interim quando il manager francese deve momentaneamente lasciare per motivi di salute. I due rimangono insieme fino al 2004, quando a Liverpool sbarca Rafa Benitez e Thompson torna a fare il commentatore. Per lui anche 42 presenze e un gol con la��Inghilterra, con la quale ha disputato la��Europeo 1980 e il Mondiale 1982. Tiene lezioni universitarie sul calcio come business. Citazione, nel ruolo, anche per Alex Reisbeck, capitano dei a�?Redsa�� alla��inizio del XX Secolo, per i jolly difensivi Jamie Carragher e Tommy Smith e per il finlandese Sami Hyppia, beniamino della Kop a cavallo del Millennio.

5 (centrocampista centrale) a�� Graeme SOUNESS: A� stata una delle scelte piA? complicate. Se il Terzo Millennio non ci avesse regalato la��immenso talento di Steven Gerrard, la coppia centrale a�?all timea�? nel centrocampo dei a�?Redsa�� sarebbe stata formata da Terry McDermott e Graeme Souness. Invece, col numero 8 ben piazzato sulle spalle della��attuale capitano, per affiancarlo si A? arrivati al ballottaggio tra i due succitati. E sebbene McDermott sia stato piA? prolifico da un punto di vista realizzativo, segnando anche reti decisive per la conquista di trofei, il peso specifico dello scozzese A? universalmente riconosciuto come di altra categoria.
Nativo della zona di Edimburgo, milita in alcune squadre giovanili locali, dove lo notano gli inglesi del Tottenham. Con gli Spurs vince la FA Youth Cup 1969/a��70, ma fatica a trovare spazio in prima squadra e cosA�, dopo una breve esperienza nel campionato nordamericano nella��estate 1972 (coi Montreal Olympique), passa al Middlesbrough, in a�?serie Ba��. Dopo una prima stagione di apprendistato, diventa un punto fermo del team, contribuendo alla sua promozione in First Division. Dopo tre ottime stagioni e mezza nella massima serie inglese, nel gennaio 1978 approda finalmente al Liverpool, con cui vince subito la Coppa dei Campioni. La��anno seguente ecco il primo titolo nazionale, bissato la��anno seguente con la��aggiunta della Charity Shield. La stagione 1980/a��81 si apre col bis nella��equivalente della nostra Supercoppa, e si conclude con la Coppa di Lega e, soprattutto, la seconda Coppa dei Campioni, vinta da capocannoniere (in coabitazione proprio con McDermott). Souness diventa quindi capitano dei a�?Redsa��, e nelle sue tre stagioni da capitano conquista sempre il campionato e la Coppa di Lega. Nel 1982 solleva anche la Charity Shield, mentre la��anno seguente ecco il successo piA? importante con la fascia al braccio: la terza Coppa dei Campioni. Dopo questa, lascia il Liverpool per trasferirsi in Italia, alla Sampdoria, con cui a�� curiosamente a�� vince la��unico trofeo sempre sfuggitogli in Inghilterra: la coppa nazionale. Dopo una��altra stagione coi blucerchiati, torna in Patria, assumendo la��incarico di allenatore/giocatore ai Rangers di Glasgow. Alla prima stagione centra la doppietta campionato-Coppa di Lega, vincendo la seconda anche la��anno successivo. RifA� quindi la medesima doppietta il terzo anno. Il quarto A? ancora titolo nazionale, mentre il quinto e ultimo (il primo solo da manager) gli consegna la quarta Coppa di Lega. Torna al Liverpool, stavolta nelle vesti di allenatore, rimpiazzando il vecchio compagno e connazionale Kenny Dalglish (costretto a lasciare per motivi di salute). Al suo primo anno centra la FA Cup che, come dicevamo, era la��unico titolo nazionale sfuggitogli da giocatore dei a�?Redsa��. SarA� perA? il suo unico successo sulla panchina del Liverpool e, dopo un paio di stagioni deludenti, si dimette nel gennaio 1994. Torna in pista la stagione successiva, alla guida dei turchi del Galatasaray, e anche qui vince al primo colpo la coppa nazionale. Vince quindi anche la Supercoppa di Turchia, ma lascia subito dopo per accettare la guida del Southampton, incarico che dura solo una stagione e senza risultati. Torna quindi a sorpresa in Italia, scelto come allenatore del Torino, ma viene esonerato dopo 6 giornate. Il mese successivo prende in corsa i portoghesi del Benfica, ma nelle (quasi) due stagioni con le a�?Aquile, non ottiene alcun risultato. Rimane fermo per quasi un anno, fino alla chiamata del Blackburn nel marzo del 2000. Porta subito la squadra al ritorno in Premier League, quindi nel 2002 conquista un trofeo cui A? molto legato come la Coppa di Lega. Lascia, nel settembre del 2004, per approdare sulla panchina del Newcastle. Dopo una deludente prima stagione, non riesce a riscattarsi nella seconda, venendo esonerato nel febbraio del 2006. Da allora, nonostante ogni tanti il suo nome salti fuori per questa o quella panchina, non ha piA? allenato, dedicandosi alla carriera di commentatore. Con la Nazionale scozzese (della quale A? anche stato capitano, negli Anni Ottanta) ha disputato tre Mondiali (1978, 1982 e 1986), giocando 54 partite e mettendo a segno 4 reti.

6 (difensore centrale) a�� Alan HANSEN: Per questo ruolo, sono stati in ballo tre capitani del Liverpool: Ron Yeats, ammiratissimo a�?skippera�? negli Anni a��60, Emlyn Hughes; ossia colui che sollevA? al cielo la prima Coppa dei Campioni del club; e Alan Hansen, che rimpiazzA? proprio Hughes e portA? la fascia con Kenny Dalglish in panchina. Nonostante il peso a�?storicoa�? di Hughes, ho deciso di scegliere il suo successore.
Scozzese, inizia giocando nel campionato scolastico con la Sauchie Juniors, squadra della sua cittadina. Segue quindi il fratello maggiore al Partick Thistle e, dopo aver rifiutato la��Hibernian nonostante un provino andato bene, debutta in prima squadra a 18 anni, nella stagione 1973/a��74. Nella successiva A? giA� titolare e, dopo tre ottime stagioni al centro della difesa dei a�?Jagsa�� (con annesso un campionato scozzese vinto, nella stagione 1975/a��76), nel 1977 viene acquistato dal Liverpool campione da��Europa. Parte come primo cambio del quartetto difensivo titolare, conquistandosi comunque il suo spazio, giocando da titolare la finale di Coppa Campioni 1978, vinta grazie al gol del connazionale Dalglish. La��anno seguente, nel quale vince il suo primo a�?scudettoa�? inglese, soffia di fatto il posto da titolare al centro della difesa al capitano Hughes, che infatti viene poi ceduto per fargli definitivamente spazio. Divenuto definitivamente titolare, vince altre due volte la Coppa dei Campioni (1981 e 1984), altri 7 campionati (1980, 1982, 1983, 1984, 1986, 1988 e 1990), 2 FA Cup (1986 e 1989), 5 Charity Shield (1979, 1981, 1982, 1986 e 1989) e 4 Coppe di Lega consecutive (1981-1984). Nel 1985 viene scelto da Kenny Dalglish, divenuto giocatore/allenatore, come nuovo capitano. RimarrA� skipper fino al 1990 (con la��eccezione 1988/a��89, persa quasi interamente per infortunio), che coincide con la sua ultima stagione. Un nuovo infortunio, infatti, gli impedisce la��impiego nella stagione successiva, e nella primavera 1991 annuncia il ritiro. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, si A? avviato ad una brillante carriera di commentatore televisivo, durata fino ai Mondiali 2014, dopo i quali ha scelto di smettere. Per lui anche 26 presenze con la Scozia, disputando il Mondiale 1982.

7 (seconda punta) a�� Kenny DALGLISH: Formatosi nel Cumbernauld United, a�?King Kennya�? approda al Celtic a 17 anni, nel 1968. Dopo la trafila nella squadra riserve, inizia a fare qualche apparizione in prima squadra, prima di diventarne titolare nel 1971. Alla sua prima vera stagione mette insieme 50 presenze e 23 goal tra campionato e coppe. Seguiranno altre 5 stagione dove andrA� sempre oltre i 20 goal, con la��exploit del 1972-a��73, in cui realizza ben 41 reti in 53 match. Nel a��77 A�lascia i a�?Bhoysa�? e se ne va al Liverpool, per rimpiazzare niente meno che Kevin Keegan, lasciando i biancoverdi con 4 campionati (di cui tre vinti consecutivamente), 4 coppe nazionali e una Coppa di Lega (1974-a��75). Da a�?celticoa�? giocherA� con la Nazionale il Mondiale a��74. Debutta coi a�?Redsa�� nella Charity Shield 1977, mettendo in bacheca il trofeo (condiviso con il Manchester United, visto che al tempo, in caso di pareggio, vi era la doppia assegnazione dello a�?scudoa�?). Segna quindi al debutto in campionato e nel rotondo 6 a 0 con cui il Liverpool strapazza la��Amburgo nella Supercoppa Europea 1977. Conclude la sua prima stagione segnando una rete ogni due partite (31 centri in 62 apparizioni tra tutte le competizioni), compreso il gol-vittoria nella finale di Coppa dei Campioni 1978, contro il Brugge. Titolarissimo fino alla tragica finale europea della��Heysel persa contro la Juventus, in questi anni vince 5 titoli nazionali (1979, 1980, 1982, 1983 e 1984), altre 3 Charity Shield (1979 a�� andando in rete -, 1980 e 1982), 4 Coppe di Lega consecutive (1981-1984, segnando un gol nella prima) e, soprattutto, altre due Coppe dei Campioni (1981 e 1984). Dopo la��Heysel, la��allenatore Joe Fagan si ritira, e Dalglish viene promosso giocatore-allenatore, centrando subito il double campionato-FA Cup. La��anno seguente centra la Charity Shield, quello dopo di nuovo il campionato, poi nel 1988-a��89 FA Cup e Charity Shield e, infine, la doppietta Charity Shield-campionato, la��ultimo vinto fino ad oggi nella storia del Liverpool. Smesso col calcio giocato, guida i a�?Redsa�� ancora per una stagione, vincendo la terza Charity Shield consecutiva, cosa che fa si che abbia vinto almeno un titolo in ogni stagione da allenatore. In questa��ultima, si dimetta a febbraio per problemi di salute, col Liverpool in testa al campionato e ancora in corsa per la FA Cup. Torna ad allenare sei mesi dopo, prendendo in corsa il Blackburn nella Second Division, e portandolo in 4 stagioni ad uno storico successo in Premier League. Dopo la vittoria del titolo nazionale, lascia la panchina per diventare direttore sportivo del club, incarico che lascia alla fine della stagione successiva, per disaccordi di mercato col suo successore Ray Harford. Nel gennaio 1997 accetta la guida del Newcastle rimpiazzando, come gli accadde da calciatore, Kevin Keegan. Guida i a�?Magpiesa�� anche per la stagione successiva quindi, nella stagione 1998-a��99, viene esonerato dopo poche partite. Torna quindi al Celtic nel giugno 1999, come direttore sportivo, scegliendo come allenatore John Barnes, suo ex giocatore al Liverpool. Quando nel febbraio successivo questi salta per gli scarsi risultati, in panchina va lo stesso Dalglish, che conduce la squadra alla vittoria in Coppa di Lega e poi lascia, rompendo con la societA� e rinunciando quindi anche al ruolo dirigenziale. Una frattura che lo terrA� per quasi un decennio fuori dai giochi, prima di tornare al a�?suoa�? Liverpool. Nella��aprile 2009, infatti, accetta un incarico nella academy del club, di cui diventa anche ambasciatore. Nel gennaio 2011, dopo la��esonero di Roy Hodgson, torna sulla panchina dei a�?Redsa��. Vi rimane fino alla fine della stagione successiva, mettendo in bacheca una��altra Coppa di Lega, ma venendo scaricato per gli scarsi risultati in Premier League. A� tornato nuovamente al Liverpool nella��ottobre 2013, come membro del board del club. Il 17 ottobre 2017, il settore dello stadio ‘Anfield’ denominato Centenary Stand A? stato ribattezzato in suo onore.
Incredibile ma vero, la sua stella ha finito quella per oscurare colui che fino a quel momento A? stato probabilmente il piA? grande giocatore della storia dei Reds, ossia Kevin Keegan. Che proprio a�?per colpaa�? di Dalglish A? clamorosamente fuori da questa formazione a�?all timea�?. Una citazione A? da��obbligo anche per Michael Owen, precocissimo talento del vivaio, che ha interpretato in maniera diversa dagli illustri predecessori il ruolo di seconda punta: meno fantasista e piA? attaccante

8 (centrocampista centrale) a�� Steve GERRARD: Nativo del Merseyside, tifoso del Liverpool fin da bambino, approda nelle giovanili dei a�?Redsa�� nel novembre 1997. Debutta in prima squadra un anno dopo, entrando dalla panchina. Dopo aver giocato una decina di partite al posto della��infortunato capitano Jamie Redknapp, dalla stagione successiva affianca questa��ultimo al centro della mediana a�?rossaa�?, nonostante qualche acciacco lo tenga ogni tanto fuori. Risolti i problemi fisici, dal 2000 diventa un punto fermo dei a�?Redsa��, e iniziano ad arrivare anche i successi. In quella stagione il Liverpool, trascianato soprattutto dai gol della sua giovane stellina Michael Owen, vince Coppa UEFA (suo il secondo gol degli inglesi, nel pirotecnico 5 a 4 della finale con i sorprendenti spagnoli della��AlavA�s), FA Cup e Coppa di Lega. Pochi mesi piA? tardi, la stagione 2001-a��02 del Liverpool si apre con la vittoria della Charity Shield e della Supercoppa Europea. La��anno seguente arriva di nuovo la Coppa di Lega, ed A? proprio Gerrard ad aprire le marcature nel 2 a 0 in finale col Manchester United. Dopo un 2003-a��04 senza titoli (ma con la soddisfazione personale di essere diventato il capitano della squadra), ecco un cambiamento importante nella carriera del giocatore: sulla panchina dei a�?Redsa�� arriva Rafa Benitez, che lo schiera spesso come trequartista atipico, dietro una��unica punta centrale e affiancato da due ali o dietro alle due punte. La mossa si rivela azzeccata, in quanto Gerrard inizia a segnare con una certa frequenza, grazie al suo tiro potente, e i risultati si vedono subito. In quella stagione, infatti, il Liverpool conquista la sua quinta Coppa dei Campioni, in una delle finali piA? rocambolesche di sempre. La��avversario A? il Milan, che alla��intervallo conduce giA� per 3 a 0: per i rossoneri sembra fatta. Invece nel secondo tempo A? proprio Gerrard, con un suo gol, a dare il lA� alla rimonta degli inglesi, che trovano il 3 a 2 col ceco Smicer, e quindi si procurano un rigore, guadagnato dallo stesso Gerrard, che Xabi Alonso fallirA�, per poi ribadire perA? in rete. I a�?Redsa�� vincono ai rigori, e Gerrard alza la coppa a�?dalle grandi orecchiea�? al cielo. Si ripeterA� pochi mesi dopo, con la conquista della Supercoppa Europea 2005, in una stagione che si concluderA� con Gerrard ancora una volta con un trofeo in mano. Si tratta della FA Cup, cui contribuisce in maniera determinante, segnando una doppietta (tra cui il 3 a 3 al 91A�) e trasformando il proprio rigore in finale. La stagione seguente si apre con la vittoria nella Community Shield, ma si chiude con amarezza: nella rivincita della finale di due anni prima, stavolta A? il Milan a vincere la Champions League a scapito dei a�?Redsa��. Sconfitta che segna di fatto la fine di una��epoca: il Liverpool rimane infatti a secco di trofei per 4 stagioni, tornando a vincere qualcosa solo nel 2012, con la Coppa di Lega (ai rigori, nonostante proprio il capitano incappi nella��errore dal dischetto). Sulla panchina dei a�?Redsa�� arriva Brendan Rodgers, che lo riporta in cabina di regia. Dopo una prima stagione di assestamento, nel 2013-a��14 il tecnico gallese trova la chimica giusta, e il Liverpool appare finalmente pronto a vincere quel titolo nazionale che manca da piA? di venta��anni. La pressione per questa a�?impresaa�? si fa perA? sentire e, nel decisivo match col Chelsea, i a�?Redsa�� crollano, ed A? proprio da una palla persa da Gerrard che i a�?Bluesa�� infliggono il colpo del KO, che apre le porta al titolo per il Manchester City. In questa stagione, perso il fuoriclasse uruguagio Suarez e con la disfatta di pochi mesi prima stampata in testa, il Liverpool si perde: malissimo in campionato, eliminato ai gironi in Champions League dagli svizzeri del Basilea, e col capitano che non riesce a trovare la��accordo con la dirigenza per il rinnovo del contratto, cui seguono insistenti voci di un addio. Quando pare che le parti si siano riavvicinate, ecco la��annuncio shocking: al termine del campionato 2014-a��15, Steve Gerrard lascerA� il Liverpool. La proprietA�, infatti, ha fatto capire di non considerare piA? il giocatore, alla soglia dei 35 anni, un perno della squadra, offrendogli un solo anno di contratto. Capita la��antifona, Gerrard ha preferito tagliare i ponti con la a�?suaa�? squadra, accordandosi con i campioni statunitensi del Los Angeles Galaxy. Dopo le polemiche seguite al suo annunciato addio, la societA� ha aperto alla possibilitA� di tenere il giocatore in prestito, durante la pausa della MLS. Nel novembre 2016, dopo due stagioni con i californiani, lascia il calcio giocato. Dal febbraio 2017 fa parte dello staff tecnico del Settore Giovanile del Liverpool. Con la Nazionale inglese ha disputato 114 incontri, andando a segno 21 volte. Ha preso parte a 3 Mondiali (2006, 2010 e 2014) e ad altrettanti Europei (2000, 2004 e 2012), diventando capitano della squadra alla vigilia del suo ultimo torneo continentale. Ha dato la��addio alla Nazionale dopo averla guidata nella fallimentare partecipazione alla Coppa del Mondo in Brasile nel 2014, dove la��Inghilterra A? uscita al primo turno come la��Italia, con cui ha condiviso il girone. Da citare, come a�?predecessorea�? di Gerrard, in quanto capace di giocare sia in mezzo che sulla fascia destra, Jimmy Case, uno dei pilastri del super Liverpool degli Anni a��70-a��80.

9 (centravanti) a�� Ian RUSH: Gallese, messosi in luce nel piccolo Chester City, nel 1980 approda al Liverpool. La prima stagione A? di apprendistato, con solo 9 apparizioni complessive, tra campionato e coppe (una presenza per manifestazione gli fa comunque mettere in bacheca la sua prima Coppa dei Campioni e la sua prima Coppa di Lega). Ma dalla seguente Rush diventa subito un punto di forza dei a�?Redsa��: 49 presenze e 30 reti tra campionato e coppe, che valgono il successo in campionato e in Coppa di Lega, dove Rush segna 8 reti in 10 match, compresa la rete del definitivo 3 a 1 in finale. La��anno dopo inaugura la stagione dando ai a�?Redsa�� la vittoria nella Charity Shield contro il Tottenham, cui fa seguito una��altra doppietta campionato-Coppa di Lega. Ecco quindi, finalmente, la Coppa dei Campioni da protagonista, con 5 reti (secondo nella classifica cannonieri), compresa la doppietta con cui il Liverpool si sbarazza della Dinamo Bucarest in semifinale. Poi, nella finale contro la Roma, trasformerA� il quarto rigore per i a�?Redsa��, nella lotteria finale. In quella stessa stagione 1983-a��84 arriva uno nuovo titolo nazionale, impreziosito dal primo posto nella classifica marcatori, con 32 reti in 41 match. A concludere una stagione fantastica, ecco anche la quarta Coppa di Lega consecutiva. Passata la tragica stagione conclusasi con la��Heysel, ecco un nuovo titolo nazionale e la prima FA Cup, con una sua doppietta nel 3 a 1 della finale-derby con la��Everton. La stagione 1986-a��87 A? la��ultima del suo primo periodo ai a�?Redsa��, nella quale grazie a un suo gol arriva la Charity Shield. Passa quindi clamorosamente alla Juventus, ma la sua esperienza italiana A? un flop clamoroso. I bianconeri sono in ricostruzione, dopo aver chiuso la��era Trapattoni e aver subito il ritiro dal calcio giocato di Platini. La stagione A? deludente, anche se complessivamente il gallese segna 14 reti in 39 match. Fa benissimo in Coppa Italia, con 5 reti in 7 match, e anche in Europa fa il suo, con 2 reti in 3 presenze. Il problema sono i miseri 7 centri in campionato, nonostante salti solo un match. Rispedito in riva al Mersey, alla prima stagione ha numeri che ricalcano piA? o meno la sua annata juventina, ma chiude con una��altra doppietta in finale di FA Cup contro la��Everton, come tre anni prima. La��anno dopo torna a segnare con continuitA�, riconquistando il titolo nazionale, la��ultimo della sua carriera e, ad oggi, della storia del Liverpool. Gioca coi a�?Redsa�� fino al 1996, mettendo in bacheca una��altra Charity Shield (1990), una��altra FA Cup (1992, suo il gol del definitivo 2 a 0) e una��altra Coppa di Lega, la quinta (1995), suo ultimo trofeo, alzato da capitano. Passato al Leeds, disputa una stagione tremende, con sole 3 reti in 43 presenze. Inizia la stagione successiva al Newcastle ma, dopo 10 partite senza una sola rete in Premier, viene ceduto allo Sheffield United, in First Division, ma riesce mettere insieme solo 4 presenze, senza alcuna rete. La��anno dopo scende ancora di categoria, in Second Divison col Wrexham, ma anche qui A? un disastro: 24 partite e 0 reti. Dopo 3 apparizioni e un gol col Sydney Olympic in Australia, nel 2000 lascia il calcio giocato. Dopo una breve esperienza nello staff di Gerard Houllier al Liverpool, nel 2004 diventa allenatore del Chester City, il club dove era cresciuto. Si dimette nella��aprile 2005. Da allora si dedica alla carriera di opinionista tv, mentre dal 2010 A? tornato a lavorare col Liverpool, diventandone uno degli ambasciatori. Con il Galles ha giocato 73 partite, segnando 28 reti. Con 346 reti (in 660 partite) A? il piA? grande marcatore nella storia del Liverpool. A� anche il recordman di reti nel derby di Liverpool, con 25 reti segnate ai a�?cuginia�? della��Everton. Nel 1984 A? stato eletto miglior giocatore da��Inghilterra (dopo esser stato il miglior giovane la��anno precedente), ed ha pure vinto la Scarpa da��Oro europea. Negli anni recenti, non si puA? non citare la��uruguaiano Luis Suarez, bomber stratosferico, noto per le sue intemperanza, ora al BarA�a, mentre A? sicuramente degno di menzione anche Roger Hunt, bomber a�?rossoa�? degli Anni Sessanta, titolare nella��Inghilterra mondiale del 1966.

10 (ala destra) a�� Ian CALLAGHAN: Nativo di Liverpool, da sempre tifoso dei a�?Redsa��, entra nella giovanili della squadra a 15 anni. Debutta appena compiuti i 18 anni, sostituendo il suo idolo Liddell contro il Bristol Rovers. Nella stagione seguente fa ancora apprendistato, quindi viene promosso titolare nella stagione in cui i a�?Redsa�� riescono finalmente a risalire dalla Second Division alla massima serie inglese. Di lA� in poi, sarA� una carriera ricchissima di soddisfazioni, che durerA� fino al 1978. Col Liverpool vince 5 campionati (1964, 1966, 1973, 1976 e 1977), due FA Cup (1965 e 1974) e 6 Charity Shield (tre consecutive 194-1966 e poi 1974, 1976, 1977) a livello nazionale. Mentre a livello europeo ci sono due Coppe UEFA (1973 e 1976), una Supercoppa Europea (1977) e, soprattutto, la doppietta in Coppa dei Campioni (1977 e 1978), con cui chiude la sua carriera in rosso, dopo un record di 856 partite (con 69 reti), che ne fanno il primatista assoluto di presenze nella storia del Liverpool. Dopo aver passato la��estate 1978 negli States per giocare coi Fort Lauderdale Strikers nella lega nordamericana, a�?Callya�? si trasferisce allo Swansea City, in Terza Divisione, contribuendo alla promozione della squadra, allenata dalla��ex compagno John Toshack. Dopo una��altra estate esotica, con gli australiani del Canberra City, gioca la sua seconda e ultima stagione con i gallesi. Quindi passa agli irlandesi del Cork United, per poi chiudere la carriera col Crewe Alexandra, in Quarta Divisione. Dopo il ritiro A? diventato imprenditore nel ramo assicurativo. A� inoltre presidente del fan club ufficiale del Liverpool. Con la Nazionale inglese ha giocato solo 4 partite, ma A? comunque divenuto campione del Mondo nel 1966.

11 (ala sinistra) a�� Billy LIDDELL: Scozzese, gli scout del Liverpool lo pescano a 16 anni nel Lochgelly Violet F.C., e lo portano nella propria a�?academya�?. Infortunatosi gravemente in un match giovanile, al rientro A? la Seconda Guerra Mondiale a stopparne il debutto con la prima squadra in First Division (antesignana della��attuale Premier League), in quanto il campionato viene sospeso per gli eventi bellici. DovrA� aspettare il 1946 per debuttare nella massima serie inglese, dopo aver nel frattempo collezionato 152 presenze e 82 reti nei vari campionati regionali organizzati in tempo di guerra. In quella prima stagione vince subito quello che si rivelerA� il suo unico titolo nazionale. Negli anni a seguire, nonostante le sue brillanti performance, la squadra vivrA� un calo verticale, fino alla retrocessione del 1954. La��anno dopo, nonostante i suoi 30 gol in 40 partite, non riesce a riportare in a�?Serie Aa�? i a�?Redsa��, fallendo anche negli anni seguenti. Dal 1955 A? capitano della squadra, nella quale ha uno spazio importante fino al 1958. Nella stagione 1958/a��59 gioca sono 19 partite, ma segnando ben 14 reti. A� il canto del cigno; nella stagione seguente le presenze sno solo 17 con 5 reti, mentre la sua ultima annata la passa con la squadra riserve, mandato in campo coi a�?titolaria�? una sola volta, come omaggio, a fine stagione. Ritiratosi, dopo 534 partite e 228 reti, rimane a vivere a Liverpool, diventando anche azionista del club. Con la Scozia ha giocato 29 match, mettendo a segno 8 reti. A� morto, dopo lunga malattia, nel 2001. A� stato talmente importante nella storia dei a�?Redsa��, che quando lui ne era la stella la squadra era stata soprannominata a�?Liddellpoola��. Da citare, nel ruolo, in primis John Barnes, e poi anche Ray Kennedy e Peter Thompson.

ALL. Bob PAISLEY: A� vero che il grande artefice della rinascita prima e della costruzione del mito poi fu Bill Shankly, che prese il Liverpool in a�?serie Ba�?, e lo porto a dominare in Patria. Ma A? stato il suo successore che, modernizzando gli insegnamenti del a�?maestroa�?, ha fatto del Liverpool la squadra piA? forte del Mondo a cavallo tra gli Anni Settanta e Ottanta.
Nato a Liverpool, gioca tutti i suoi 15 anni di carriera in maglia a�?Redsa��, gli ultimi tre da capitano. Una volta ritiratosi, rimane come allenatore della squadra riserve e fisioterapista. Lo fa per cinque anni fino a quando, nel 1959, non arriva Shankly, che lo promuove suo vice. Dopo 15 anni al fianco di a�?Wulliea�?, quando questa��ultimo si ritira viene nominato alla guida della squadra. Inizia subito vincendo la Charity Shield (contro il a�?Maledetto Uniteda�? di Brian Clough). La��anno seguente centra la��accoppiata campionato-Coppa UEFA, cui fa seguito una tripletta fatta di Charity Shield, campionato e, soprattutto, Coppa dei Campioni. Che sarA� bissata la��anno successivo, insieme alla terza Charity Shield e alla Supercoppa Europea. Nel 1978/a��79 torna la vittoria in campionato, quindi la stagione successiva si riparte con la Charity Shield e si conclude con un altro a�?scudettoa�?. Il 1980/a��81 parte, tanto per cambiare, con la��ennesima Charity Shield, e si conclude con la terza Coppa dei Campioni (un record, eguagliato con la DA�cima del Real Madrid da Carlo Ancelotti). In questo anno arriva anche la prima di tre Coppe di Lega consecutive, abbinate nei due anni seguenti alla vittoria in campionato, per un totale di 6 titoli nazionali. Altrettante la Charity Shield, con quella del 1982. Praticamente ha vinto almeno un titolo per ogni anno della sua carriera da allenatore, corredata da ben sei vittoria del premio come Manager della��Anno. Ritiratosi nel 1983 (lasciando al suo vice Joe Fagan, che era con lui nello staff di Shankly), due anni dopo affianca informalmente Kenny Dalglish, promosso giocatore/allenatore, come consulente. Nel 1987 entra nei quadri dirigenziali del club, che lascia nel 1992 per motivi di salute. Malato di Alzheimer, morirA� nel 1996, a 77 anni. In suo onore, uno degli ingressi del a�?tempioa�? di Anfield viene ribattezzato a�?Paisley Gatesa��.

A�

Federico Zuliani

Federico Zuliani

About Federico Zuliani

View all Posts

Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.