All Time XI: Malmö

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Il Malmö, trofei alla mano, è il club più vincente della Svezia, oltre che l’unica squadra nordica ad aver raggiunto una finale di Coppa dei Campioni/Champions League.

Ha dominato per 3 decenni in Patria, dimostrandosi la squadra da battere negli Anni ’60, ’70 e ’80, e tornando alla ribalta di recente.

Fucina incessante di talenti (che spesso tornano qui a chiudere la carriera), ha iniziato qui la sua carriera professionistica anche un certo Zlatan Ibrahimovic…

Il Malmö “all time” si schiera con un 4-2-3-1 variabile in 4-4-2:

1 (portiere) – Jan MÖLLER: Nativo di Malmö, cresciuto nelle giovanili del club, debutta in prima squadra nel 1971. Vi rimane fino al 1980, quando si trasferisce in Inghilterra, al Bristol City. Qui resta per 2 stagioni, quindi passa ai canadesi del Toronto Blizzard, nel campionato nordamericano NASL. Nel 1984 torna al Malmö, dove rimane fino al 1988, quando lo lascia definitivamente per trasferirsi all’Helsingborg. Nel 1992 passa al Trelleborg, per la sua ultima stagione prima del ritiro, avvenuto nel 1983. Col Malmö ha vinto 7 campionati, di cui 4 consecutivi (1974, 1975, 1977 e 1985-1988) e altrettante coppe nazionali, di cui 3 consecutive (1973-1975, 1978, 1980, 1984 e 1986). Nel 1979 è stato Calciatore Svedese dell’Anno. Con la Nazionale ha giocato 17 partite, partecipando al Mondiale 1978. Citazione per il suo successore, Jonnie Fedel, attuale preparatore dei portieri del club. Non si può inoltre non menzionare Helge ‘Gripen’ Bengtsson, portiere da 500 presenze nato, cresciuto, vissuto a Malmö, giocando in biancazzurro dal 1934 al 1951.

2 (terzino destro) – Roland ANDERSSON: Originario di Malmö, muove i primi passi in un club minore della città, il BK Olympic. Passato al Settore Giovanile del Kävlinge, debutta in prima squadra nel 1967, a 17 anni. L’anno seguente passa al Malmö, dove rimane fino al 1974, vincendo 3 campionati (1970, 1971 e 1974) e 2 coppe nazionali (1973 e 1974), lasciando i biancazzurri dopo il double. Passato al Djurgårdens, 2 anni dopo torna ‘a casa’, rimanendovi stavolta fino alla fine della carriera, avvenuta nel 1983. Nel suo secondo periodo al Malmö vince un altro titolo nazionale (1977) e altre 2 Coppe di Svezia (1978 e 1980). Appesi gli scarpini al chiodo, intraprende subito la carriera di allenatore nelle giovanili del club, che lascia nel 1985 per andare ad allenare i sauditi dell’Al-Ittihad. Torna quindi in Patria, guidando il Lunds dal 1988 al 1990, per poi rientrare come vice al Malmö nel 1991-1992. Nel 1993 è di nuovo all’Al-Ittihad, e nel 1994 ancora vice al Malmö. Dal 1995 al 1997 allena il Qatar SC, quindi nella stagione 1997-’98 è sulla panchina svizzera degli Young Boys. La seguente è finalmente capo allenatore al Malmö, che lascia nel 1999, cui seguiranno circa 3 anni senza incarichi. Riparte nella stagione 2002-’03 negli Emirati Arabi, guidando l’Al-Shaab quindi, dal 2004, è vice CT della Svezia al fianco di Lars Lagerbäck, appena nominato CT unico dopo la fine dell’accoppiata con Tommy Söderberg. L’esperienza in Nazionale finisce nel 2009, con le dimissioni di Lagerbäck, che nel febbraio 2010 diviene però CT della Nigeria, portandosi dietro Andersson come vice. I due guidano le ‘Aquile’ fino al Mondiale 2010, poi lasciano. Nell’ottobre 2011 Lagerbäck diviene CT dell’Islanda, ma stavolta sceglie un vice ‘interno’, e quindi la carriera di Andersson come tecnico si blocca alla Coppa del Mondo sudafricana. Con la Nazionale, da giocatore, ha collezionato 19 presenze e partecipato al Mondiale 1978. È stato capitano del Malmö dal 1980 fino al ritiro.

3 (difensore centrale) – Krister KRISTENSSON: Nativo di Malmö, dopo aver alternato calcio e wrestling, a 16 anni entra nelle giovanili del BK Kick, club per il quale gioca a livello giovanile e amatoriale fino al 1962. L’anno seguente, infatti, eccolo approdare in biancazzurro, dover rimarrà fino al 1979, diventando primatista assoluto di presenze nella storia del club con 626. I primi successi arrivano nel 1967, col double campionato-coppa nazionale, che gli riuscirà anche nel 1974 e nel 1975. In bacheca vanno poi aggiunti altri 3 titoli nazionali (1970, 1971 e 1977) e altre 2 Coppe di Svezia (1973 e 1978). Lasciato il Malmö, di cui è stato capitano dal 1970, si trasferisce al Trellesborgs come allenatore-giocatore. Nel 1981 appende le scarpette al chiodo, rimanendo comunque nel suo nuovo club come tecnico fino al 1986. Passa quindi al Lunds per una sola stagione e, dopo 2 anni di stop, approdando successivamente sulla panchina dell’Höllvikens, dove rimane fino al 1993. Lasciata la carriera di allenatore, nel 1995 torna al Malmö come dirigente, venendo eletto nel CdA del club. Vi rimarrà fino al 2010. Per lui anche 38 presenze con la Svezia, con la quale disputa il Mondiale 1970. Citazione d’obbligo per i Persson, Torbjörn e Olof (attualmente allenatore in seconda del club), successori di Kristensson, e come lui protagonisti per diversi anni ed entrambi portatori della fascia di capitano.

4 (difensore centrale) – Roy ANDERSSON: Nato a Kirseberg, muove i primi passi nella squadra locale, dove lo scopre il Malmö, che lo acquista e lo fa debuttare 18enne nel 1968. Vestirà per tutta la sua carriera i colori biancazzurri, fino al ritiro avvenuto nel 1983, dopo 624 presenze (secondo assoluto, a sole 2 lunghezze dal ‘gemello’ Kristensson). Col club ha vinto 5 campionati (1970, 1971, 1974, 1975 e 1977) e altrettante coppe nazionali, di cui 3 consecutive (1973-1975, 1978 e 1980). Costretto da un infortunio a saltare la finale 1979 di Coppa dei Campioni, nel 1977 era stato premiato con la Palla d’Oro quale calciatore svedese dell’anno. Per lui anche 20 presenze in Nazionale, con la quale ha preso parte al Mondiale 1978. Hanno militato a lungo nel Malmö anche i suoi figli, Patrik e Daniel (visto anche in Italia e attuale direttore sportivo del club) che, oltretutto, si sono succeduti nel ruolo di capitano del club. Citazione anche per Magnus Andersson, partner di Roy nella squadra che giunse fino alla massima finale europea.

5 (terzino sinistro) – Erik NILSSON: Cresciuto nel Limhamns, squadra della sua città natale, nel 1934 passa al Malmö, debuttando 18enne nel calcio (semi) professionistico con quello che sarà il suo unico club ‘da grande’. Gioca in biancazzurro fino al 1953, per un totale tondo di 600 presenze (terzo assoluto nella storia del club). Nel suo ventennio al Malmö (concluso da capitano) ha vinto 5 campionati, di cui 3 di fila (1944, 1949-1951 e 1953) e altrettante coppe nazionali (1944, 1946, 1947, 1951 e 1953). Curiosamente, i primi e gli ultimi titoli sono arrivati in double, peraltro centrato anche nel 1951. Con la Nazionale ha giocato 57 partite, giocando 2 Mondiali (1938 e 1950) e altrettante Olimpiadi (1948 e 1952). Nella Coppa del Mondo ha conquistato un quarto e un terzo posto, venendo inserito nella Top11 dell’edizione del 1950. Ai Giochi ha invece conquistato prima la medaglia d’oro e dopo quella di bronzo. Nel 1950 è stato Calciatore Svedese dell’Anno. È scomparso nel 1995, e nel 2003 è stato inserito nella Hall of Fame della federazione calcistica svedese. Citazione doverosa per Ingemar Erlandsson, che fece parte della squadra che sfiorò la Coppa dei Campioni, e che è poi stato anche dirigente.

6 (centrocampista centrale) – Staffan TAPPER: Figlio del grande Börje, a sua volta una leggenda del club, è nato e cresciuto a nel Malmö, unica squadra per cui abbia giocato. Approda in prima squadra nel 1967, centrando subito il double campionato-coppa nazionale, che bisserà per 2 volte, nel 1974 (gol del definitivo 2 a 0 nella finale di coppa) e 1975. A questi si aggiungono altri 3 titoli nazionali (1970, 1971 e 1977) e altre 2 Coppe di Svezia (1973 – con tripletta nel 7 a 0 della finale – e 1978). È il capitano della squadra che perderà la finale di Coppa dei Campioni 1979 contro il Nottingham Forest, match con cui termina la sua carriera di calciatore. Intrapresa la carriera di allenatore con lo Skurups, torna quindi al Malmö come membro dello staff tecnico della prima squadra, e passando successivamente ad allenare nel Settore Giovanile, incarico che svolge tuttora. Per lui 36 presenze e 3 reti con la Nazionale, vestendo la cui maglia ha partecipato a 2 Mondiali (1974 e 1978).

7 (attaccante destro) – Bo ‘Bosse’ LARSSON: Nativo di Malmö è considerato il più grande giocatore nella storia del club, nel quale è cresciuto, debuttando 18enne in prima squadra, nel 1962. Rimane fino al 1966 quando, 67 reti in 86 partite di campionato, viene acquistato dai tedeschi dello Stoccarda. Dopo 3 stagioni in Germania (nell’ultima delle quali vince il premio come miglior giocatore del torneo) torna al Malmö, dove rimarrà per un altro decennio, prima di chiudere la carriera, nel 1980, giocando una stagione per il Trellenborgs. In biancazzurro ha vinto 6 campionati (1965, 1970, 1971, 1974, 1975 e 1977) e 4 coppe nazionali, di cui 3 consecutive (1973-1975 e 1978). Capocannoniere del campionato svedese per 3 volte (1963, 1965 e 1970), ha vinto per 2 volte la Palla d’Oro come Calciatore Svedese dell’Anno (1965 e 1973), primo calciatore a fare doppietta nel riconoscimento. Con la Svezia ha disputato 70 match, mettendo a segno 17 reti e prendendo parte a 3 Mondiali (1970, 1974 e 1978). Con 289 è il primatista assoluto di reti nella storia del club. Detiene anche il record di segnature in campionato per il Malmö, con 119 (in 307 partite).

8 (trequartista) – Börje TAPPER: Prodotto ‘di casa’, essendo originario proprio di Malmö, dopo la trafila nelle giovanili debutta in prima squadra nella stagione 1943-’44, centrando subito il double campionato-coppa nazionale. In particolare, è protagonista nella finale della Coppa di Svezia, segnando una tripletta, compreso il gol-vittoria nei tempi supplementari. Andrà poi a segno anche nelle altre due finali vinte, nel 1946 e nel 1947, segnando rispettivamente il secondo gol nel 3 a 0 all’ Åtvidabergs nel primo caso, e una decisiva doppietta nel 3 a 2 all’AIK Stoccolma nel secondo. In biancazzurro ha inoltre vinto altri 2 campionati consecutivi: nel 1949 e nel 1950. Dopo quest’ultimo successo si traferisce in Italia, al Genoa: gioca soltanto 8 partite, la squadra retrocede e lui decide di ritirarsi. Con la Nazionale ha giocato solo 4 partite, nelle quali ha però realizzato ben 7 reti. Indossando la casacca della Svezia ha disputato il Mondiale 1950, chiuso al terzo posto. È venuto a mancare nell’aprile del 1981, per un infarto. È il padre di Staffan, altra storica colonna del club.

9 (attaccante sinistro) – Markus ROSENBERG: Nato a Malmö, entra nel Settore Giovanile del club a soli 5 anni. A 19, nel 2001, debutta in prima squadra, non trovando però spazio con continuità. Così, nel 2004, va in prestito all’Halmstads, dove sboccia mettendo a segno 14 reti in 26 partite, conquistando il titolo di capocannoniere. Riportato alla base, gioca in biancazzurro mezza stagione, dato che nell’estate 2005 viene acquistato dagli olandesi dell’Ajax. Alla sua prima stagione ad Amsterdam vince la Coppa d’Olanda, e segna 12 reti in campionato. La seconda stagione si apre con la conquista della supercoppa nazionale, ma non lega col nuovo allenatore e presto perde il posto da titolare. Nel gennaio 2007, quindi, si trasferisce in Germania, al Werder Brema. In biancoverde ha subito un buon impatto, segnando 8 reti in 14 partite. Bene anche le due stagione seguenti, dove va sempre in doppia cifra di reti: in particolare, nella stagione 2008-’09, contribuisce con 5 gol in altrettante presenze alla conquista della Coppa di Germania. Nella stessa stagione, il Werder Brema arriva fino alla finale di Coppa UEFA, persa poi contro lo Shakhtar Donetsk. La stagione 2009-’10 è piuttosto accidentata per Rosenberg, che viene quindi mandato in prestito in Spagna, al Racing Santander. La buona stagione iberica gli fa ritrovare la fiducia del Werder, con cui disputa un’ultima stagione – nuovamente in doppia cifra di reti – prima di trasferirsi in Inghilterra, al WBA. La sua esperienza coi ‘Baggies’ è disastrosa (0 reti segnate) e così, dopo una stagione e mezza, rescinde il contratto e torna al Malmö. Il suo ritorno ‘a casa’ è un successone: con 15 reti in 28 partite contribuisce alla vittoria del campionato svedese, conquistando i premi come Miglior Attaccante e, soprattutto, Miglior Giocatore del Torneo. Segna poi 4 reti nei preliminari di Champions, tutte decisive per l’approdo del club alla fase a gironi, dove segna altre 3 reti. Nominato capitano, guida la squadra ad un’altra bella cavalcata europea: contribuisce con 2 reti ad un nuovo passaggio dai playoff alla fase a gironi, dove segnerà l’unico gol della squadra nel torneo, quello che vale la vittoria contro lo Shakhtar Donetsk. Con la Svezia ha giocato 33 partite e segnato 6 reti, prendendo parte ad un Mondiale (2006) e a 2 Europei (2008 e 2012).

10 (centravanti) – MARTIN DAHLIN: Il ‘Vichingo Nero’, nasce a Uddevalla, ma cresce a Lund, giocando nella squadra locale fino ai 19 anni, quando passa al Malmö, nel 1987. Alla prima stagione in biancazzurro vince il titolo di capocannoniere, con 17 centri in 21 incontri, contribuendo in maniera determinante alla conquista del titolo nazionale. L’anno dopo è doppietta campionato-coppa nazionale, cui non seguono però altri titoli. Nel gennaio 1992, dopo 83 reti in 176 partite, Dahlin si trasferisce in Germania, al Borussia Mönchengladbach. I primi sei mesi sono di ambientamento, ma le 4 stagioni successive sono prolifiche: il giocatore va infatti sempre in doppia cifra in campionato, vincendo il premio di Giocatore Svedese dell’Anno nel 1993. Nell’annata 1994-’95 arriva anche la vittoria nella Coppa di Germania: suo il gol decisivo per il passaggio del turno ai sedicesimi e sua, soprattutto, la rete che apre il 3 a 0 nella finale contro il Wolfsburg. La stagione migliore è però l’ultima con 15 reti in sole 23 presenze in campionato, e 3 centri europei in 5 partite. Numeri che gli valgono l’approdo alla Roma; l’impatto con la Serie A è però negativissimo e, dopo solo 3 presenze, Dahlin fa ritorno al ‘Gladbach nel mercato di riparazione, riuscendo ad andare nuovamente in doppia cifra nonostante l’arrivo a campionato in corso. Passa quindi agli inglesi del Blackburn, dove ha una stagione tutt’altro che fortunata: fatica ad ambientarsi, segnando solo 4 reti in 27 presenze in campionato (più 2 reti in altrettante partite di Coppa di Lega), e chiudendo anzitempo la stagione a causa di un infortunio che gli costerà di fatto la carriera. Prestato all’Amburgo, gioca solo 8 partite (0 reti), ed annuncia quindi il ritiro forzato, a soli 31 anni. Appesi gli scarpini al chiodo, intraprende la carriera di procuratore, curando tra gli altri anche gli interessi di Rosenberg. Con la Svezia ha giocato 60 incontri, mettendo a segno 29 reti e prendendo parte ad un Europeo (1992) e ad un Mondiale (1994), dove è stato grande protagonista con 4 reti, trascinando la Svezia al terzo posto finale. Ha inoltre preso parte ai Giochi Olimpici del 1988.

11 (centrocampista centrale) – Niclas NYHLEN: Nativo di Malmö, i primi passi non li muove in biancazzurro, ma nel piccolo club locale BK Olympic, con cui debutta ‘tra i grandi’ nel 1984, a 18 anni. Si trasferisce quindi nell’allora Jugoslavia, in prestito al Vojvodina, tornando quindi in Patria, ovviamente al BK Olympic. Nel 1987 passa al Malmö, con cui gioca ininterrottamente fino al 1996, tranne una breve parentesi inglese, in prestito all’Ayr United, nella stagione 1994-’95. Lascia il club da capitano, dopo aver messo in bacheca 3 campionati consecutivi (1987-1989) e una Coppa di Svezia (1989). Va in Germania, ai Kickers di Stoccarda, quindi nel 1997 – dopo un’perienza italiana al Cosenza – si trasferisce in Cina, al Dalian Wanda, centrando la doppietta campionato-supercoppa nzionale. Nel 1998 torna brevemente in Svezia, all’Halmstads, quindi chiude la carriera in Germania, con una stagione al Lipsia. Con la Nazionale ha giocato 8 match (1 rete), prendendo parte al Mondiale del 1990. Curiosità: fino al 1990 portava il cognome Larsson, cambiato poi legalmente.

ALL. Bob HOUGHTON: Inglese, inizia la sua avventura in panchina come giocatore-allenatore dell’Hastings United, nel 1970, a soli 23 anni. La stagione seguente passa, con lo stesso ruolo, al Maidstone United, dove ha come giocatore Roy Hodgson. Nell’aprile 1974 arriva al Malmö, dando vita al periodo più florido nella storia del club. Inizia subito col double campionato-coppa nazionale, replicato anche l’anno successivo. Vince il campionato anche nel 1977, e la Coppa di Svezia nel 1978 e 1980. Il capolavoro, però, è l’approdo alla finale di Coppa dei Campioni 1979, persa solo per 1 a 0 contro il ‘mitico’ Nottingham Forest di Brian Clough. Nell’estate 1980, dopo una brevissima esperienza in Grecia con l’Ethnikos Pireo, torna in Patria firmando col Bristol City, dove si porta come vice proprio Hodgson, reduce anche lui dall’esperienza svedese (all’Halmstads). Rassegna le dimissioni nell’aprile 1982, ed è proprio il suo vice a succedergli. Va quindi ad allenare i Toronto Blizzard nella NASL nordamericana, dove lo segue il portiere biancazzurro Jan Möller, e dove la stella della squadra è il ‘nostro’ Roberto Bettega. Chiusa per fallimento la Lega nordamericana, si trasferisce in Arabia Saudita, all’Al-Ittihad, dove rimane per 2 anni. Torna quindi in Svezia: 3 anni all’ Örgryte IS, seguiti dal bis al Malmö dal 1990 al 1992, succedendo al suo vecchio amico Hodgson, che dal 1985 al 1989 aveva fatto anche lui incetta di successi. Nel 1993 il ritorno all’Al-Ittihad, quindi nell’aprile 1994 prende in corsa gli svizzeri dello Zurigo, dimettendosi nel marzo 1995. Dopo un anno di stop riparte dalla neonata MLS statunitense, divenendo il primo allenatore nella storia dei Colorado Rapids, che guiderà per una stagione soltanto. Si trasferisce quindi in Cina, dove nel 1997 diviene CT della Nazionale. Lascia 2 anni dopo, in seguito alla mancata qualificazione ai Giochi Olimpici del 2000. Rimane comunque in terra cinese, allenando 3 diversi club tra il 2000 e il 2003: lo Shanghai Pudong, lo Sichuan Quanxing e lo Zhejiang Greentown. Dopo un periodo di stop, nel 2005 è brevemente CT dell’Uzbekistan, quindi torna in Cina per guidare il Changsha Ginde (l’attuale Guangzhou R&F) per una stagione. Nel giugno 2006 diviene CT dell’India, che guida per 5 anni conquistando una AFC Challenge Cup (2008) e 2 Coppe Nehru (2007 e 2009). Dimessosi nell’aprile 2011, da allora è fermo.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.