All Time XI: Olympique Marsiglia

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Un ambiente caldissimo e borderline, intrecciato a scandali e malavita per quella che, seppur senza aver avuto un dominio intenso e duraturo come quello del Lione dei 7 a�?scudettia�� consecutivi, o come il St. Etienne degli Anni a��60 e a��70 (anche perchA� la sua corsa A? stata bruscamente interrotta dalla retrocessione da��ufficio dopo la��esplosione dello scandalo della partita a�?truccataa�� col Valenciennes, cui sono seguiti i guaio giudiziario-finanziari del chiacchieratissimo patron della��epoca, Bernard Tapie) A?, numeri alla mano, la piA? grande squadra francese.

Innanzitutto perchA� A? la��unica ad aver vinto la Coppa dei Campioni/Champions League (nel 1993, dopo averla sfiorata due anni prima, perdendo solo ai rigori la finale contro la Stella Rossa di Belgrado), dove lo stesso St. Etienne e prima ancora lo Stade Reims avevano fallito.

E poi perchA� detiene il record di titoli nazionali (in coabitazione col solito St. Etienne) e di coppe nazionali vinti, avendo trionfato ben 10 volte in entrambe le competizioni (anche se a volte il primo titolo marsigliese non A? contemplato, in quanto arrivato prima del professionismo).

A questi si aggiungono 3 Supercoppe nazionali (1971, 2010 e 2011) e altrettante Coppe di Lega consecutive (2010-2012), una Intertoto (2005) e due finali di Coppa UEFA perse (1999 e 2004).

La��OM a�?all timea�� si schiera con un 4-2-3-1 ricco di fantasia:

1 (portiere) a�� Jean-Paul ESCALE: Originario della regione pirenaica, arriva a Marsiglia con la famiglia alla��etA� di 7 anni, entrando da subito nel piccolo club locale Saint-Antoine dove, tra giovanili e prima squadra, rimane per ben 15 anni. Nel 1960, a 22, approda finalmente alla��OM; inizialmente a�?dodicesimoa��, dal 1963 diviene titolare inamovibile. I successi, col Marsiglia, arrivano quasi alla fine della sua esperienza in biancazzurro: la Coppa di Francia nel 1969, il secondo posto in campionato la��anno successivo e, finalmente, la vittoria in Ligue 1 nel 1971, dopo la quale lascia la��OM per passare alla��Ajaccio. Coi corsi rimane per una sola stagione, cui seguirA� un biennio al Rennes e uno al Valenciennes. Dopo due ulteriori stagioni nelle serie minori col Mazargues, nel 1978 si ritira. Da citare anche Fabien Barthez, che arrivA? giovanissimo, vincendo subito da titolare la Champions League, e la��attuale a�?numero 1a�? (anche se in veritA� indossa il a�?30a��) e capitano, Steve Mandanda, che da quasi un decennio fa la guardia al a�?Velodromea��.

2 (terzino destro) JosA� ANIGO: Nativo di Marsiglia, dopo i primi calci in alcune formazioni minori, a 14 anni entra nel settore giovanile della��OM, nel 1975. Quattro anni dopo arriva il debutto in prima squadra, nella quale giocherA� fino al 1987. Si trasferisce quindi al Nimes, dove gioca per altre tre stagioni, prima di ritirarsi. Intrapresa la carriera di allenatore, dopo alcune esperienze alla guida di squadre minori torna alla��Olympique come tecnico del settore giovanile, segnalandosi come ottimo scopritore di talenti. Nel 2001 viene promosso alla guida della prima squadra, che conduce fino alla finale di Coppa UEFA nel 2004, lasciando la��anno seguente. Torna sulla panchina del Marsiglia nella��inverno 2013, dopo la��esonero del tecnico Baup, guidando la squadra fino a fine stagione, prima di lasciar spazio al a�?Locoa�� Bielsa. Citazione per Bernard Casoni, uno dei a�?senatoria�� del super OM dei primi Anni Novanta che vinse la Champions.

3 (terzino sinistro) a�� Eric DI MECO: Originario di Avignone, inizia nel piccolo club locale del Robion, dove arriva a 8 anni. A 14 passa al MJC Avignon, dove rimane per 3 stagioni, prima del passaggio alla��OM, con cui approda in prima squadra non ancora maggiorenne, nel 1980. Dopo le prime stagioni di apprendistato, nel 1986 va in prestito al Nancy e la��anno successivo al Martigues. Fa quindi rientro alla base, divenendo titolare inamovibile del piA? forte Marsiglia di sempre. Ne suo secondo periodo alla��OM vince 5 campionati consecutivi (1989-1993, la��ultimo revocato), una Coppa di Francia (1988-a��89) e soprattutto la Champions League 1993, dopo la sconfitta in finale del 1991. Con la retrocessione del 1994, arrivata da��ufficio dopo lo scandalo delle combine che ha investito la societA�, si trasferisce al Monaco, con cui gioca per 4 stagioni, prima di ritirarsi. Successivamente si A? dato alla carriera politica, entrando nel Consiglio Comunale di Marsiglia nelle file della��UMP. Con la Nazionale francese ha collezionato 23 presenze, partecipando alla��Europeo 1996. Citazione per FranA�ois Bracci, colonna del Marsiglia negli Anni Settanta.

4 (difensore centrale) a�� Basile BOLI: Ivoriano di nascita ma francese di passaporto, muovi i primi passi in una scuola calcio di Parigi. A 15 anni entra nel settore giovanili della��Auxerre, debuttando 16enne in prima squadra, nella stagione 1982/a��83. Dalla seguente A? giA� titolare inamovibile, rimanendo alla��Auxerre fino al 1990, quando viene acquistato dalla��Olympique Marsiglia. Al suo primo anno con la��OM, vince il titolo nazionale e arriva sia in finale di Coppa di Francia, sia soprattutto a quella di Coppa dei Campioni, persa solo ai rigori contro la Stella Rossa di Belgrado. La��anno seguente A? nuovamente vittoria in Ligue 1, bissata anche nel terzo anno (titolo poi revocato per lo scandalo delle partite comprate), che soprattutto vede la��OM alzare finalmente al cielo la Champions League (prima edizione del torneo a chiamarsi cosA�), battendo in finale il favoritissimo Milan di Capello. A segnare il gol-vittoria A? proprio Boli. La stagione seguente A? la��ultima a Marsiglia, che Boli lascia dopo la retrocessione da��ufficio del club per via del succitato scandalo dei match combinati. Si trasferisce in Scozia, ai Rangers di Glasgow, con cui vince il campionato. Torna in Francia dopo una sola stagione, passando al Monaco. Quindi, dopo un campionato in Giappone con gli Urawa Red Diamonds, si ritira. Per lui anche 45 presenze e un gol con la Nazionale francese, con la quale partecipa alla��Europeo 1992. Dopo il ritiro si A? dedicato alla��attivitA� politica, collaborando con Nicolas Sarkozy.

5 (mediano destro) a�� LUCHO GonzA�lez: Argentino, cresciuto nella��HuracA�n, vi debutta in prima squadra nel 1998, a 17 anni. Rimane fino al 2002, quando passa al River Plate. Coi a�?Milionariosa�� rimane fino al 2005, vincendo due Clausura (2003 e 2004), e arrivando quindi in Europa, al Porto. Coi portoghesi centra subito il double campionato-coppa nazionale, che ripeterA� nella sua ultima stagione, 2008-a��09, dopo la quale approderA� al Marsiglia. In mezzo altri due campionati portoghesi e una Supercoppa del Portogallo (2006). In Francia A? da subito un pilastro della squadra di Deschamps, con cui vince subito il campionato, centrando anche una doppietta nella supercoppa nazionale (2010 e 2011) e ben tre Coppe di Lega consecutive (2010-2012). Nel gennaio 2012 torna al Porto, rimanendovi per due anni e vincendo altri due campionati e altrettante supercoppe nazionali (2012 e 2013). Nel gennaio 2014 si trasferisce in Quatar, alla��Al Rayyan, dove gioca tuttora. Con la Nazionale argentina ha collezionato 45 presenze e 6 reti, prendendo parte al Mondiale 2006 e a 2 edizioni della Copa AmA�rica (2004 e 2007), entrambe chiuse col secondo posto finale. Con la Nazionale olimpica, invece, ha vinto la medaglia da��oro ai Giochi di Atene 2004. Citazione da��obbligo per Franck SauzA�e, a�?digaa�� del Marsiglia campione da��Europa nel 1993, e visto poi in Italia, alla��Atalanta.

6 (difensore centrale) a�� Marius TRESOR: Nativo della Guadalupa, muove i primi passi nella Juventus di Sainte-Anne, sua cittA� natale. Fatta tutta la trafila delle giovanili e approdato in prima squadra, qui viene notato dagli osservatori della��Ajaccio, che lo ingaggia nel 1969, e dove si trasforma da attaccante a difensore centrale. Dopo tre ottime stagioni in Corsica, nella��ottobre 1972 passa alla��Olympique Marsiglia, e in quella��anno A? Giocatore Francese della��Anno. Impiegato inizialmente come terzino destro, conquista ben presto il centro della difesa e, nel 1974, anche la fascia di capitano, vestendo la quale alzerA� la Coppa di Francia nel 1976, suo unico trofeo con la��OM. Nella��autunno del 1979 A? praticamente fatto il suo passaggio al Bayern Monaco, ma poi salta tutto per contrasti alla��interno della dirigenza marsigliese. TrA�sor conclude la stagione alla��ombra del a�?Velodromea��, ottenendo poi la cessione al Bordeaux, con cui vince subito la Coppa delle Alpi. Rimane coi girondini per 4 stagioni, le ultime due giocate a mezzo servizio a causa di problemi alla schiena. Nel 1984, dopo aver finalmente vinto il campionato, lascia il calcio giocato. Dopo il ritiro, lavora per alcuni mesi come rappresentante della nota azienda vinicola Pernod Ricard, quindi torna al Bordeaux come membro dello staff tecnico. Attualmente ricopre la carica di vice allenatore della squadra Riserve del Bordeaux, a fianco della��ex compagno di squadra Patrick Battiston. Con la Nazionale francese ha giocato 65 partite, mettendo a segno 4 reti e diventando il primo giocatore di colore a capitanare a�?Les Bleusa��. Coi a�?Gallettia�� ha disputato il Mondiale 1978 (da capitano) e quello 1982, concluso al quarto posto finale. Apprezzato anche come commentatore radiofonico, negli Anni a��70 ha anche inciso un disco.

7 (ala destra) a�� Roger MAGNUSSON: Svedese, la sua carriera in Patria si sviluppa nella��A�tvidabergs. Nel 1966, a 21 anni, va in Germania, al Colonia. La stagione successiva A? alla Juventus, che lo utilizza soprattutto in Coppa dei Campioni a causa delle norme sugli stranieri. Dopo la stagione part-time in bianconero, eccolo approdare alla��Olympique, dove rimane per 6 stagioni, vincendo 2 campionati consecutivi (1971 e 1972) e 2 Coppe di Francia (1969 e 1972). Lasciato la��OM, gioca per 2 stagioni con il Red Star di Parigi, quindi torna in Patria per giocare una��annata con la��Helsingborgs. Seguono due stagioni con la formazione minore del Vilans BoIF, quindi il ritiro. Con la Nazionale svedese ha giocato 14 match, mettendo a segno 3 reti. Abile nel dribbling e come uomo assist, era soprannominato il a�?Garrincha Svedesea��. Da citare la��inglese Chris Waddle, ex stella di Newcastle e Tottenham, che in tre stagioni a Marsiglia vinse altrettanti a�?scudettia�?, giocando la finale di Coppa dei Campioni 1991.

8 (regista/trequartista) a�� Mathieu VALBUENA: Nato nelle vicinanze di Bordeaux, cresce a Blanquefort, giocando per la squadra locale da quando ha 6 anni. A 17, nel 2001 entra nel settore giovanile del Bordeaux, ma non debutterA� mai in prima squadra e, dopo due stagioni, viene lasciato andare al Langon-Castets, in quinta serie. La stagione seguente passa al Libourne Saint-Seurin, nella��equivalente della nostra Lega Pro. Dopo un primo campionato di assestamento, nel secondo A? grande protagonista della promozione in Ligue 2 del club, venendo eletto Giocatore della��Anno del campionato. Nel giugno 2006 viene quindi acquistato dalla��Olympique di Marsiglia dove, dopo una prima stagione di apprendistato, con la partenza di Franck Ribery diviene titolare inamovibile. Rimane a Marsiglia fino al 2014: 8 stagioni in cui mette in bacheca una Ligue 1 (2009-a��10), 2 Supercoppe di Francia (2010 e 2011) e 3 Coppe di Lega consecutive (2010-2012, segnando il secondo dei tre gol marsigliesi nella finale 2010). Nel 2014 viene ceduto ai russi della Dinamo Mosca, suo attuale club. Con la Nazionale francese ha sin qui disputato 36 incontri, mettendo a segno 6 reti, di cui una al Mondiale 2014 (quella del 2 a 0 nella vittoria per 5 a 2 sulla Svizzera). Ha preso parte anche al Mondiale 2010 e alla��Europeo 2012. A livello di riconoscimenti personali, A? stato nella Top 11 della Ligue 1 nelle stagioni 2007-a��08 e 2012-a��13. Impossibile, ovviamente, non citare AbedA� PelA?, a�?10a�� del Marsiglia campione da��Europa. O Roger Scotti, marsigliese puro sangue, con la carriera spesa interamente alla��OM negli Anni a��40 e a��50, detentore del record di presenze assolute del club, con 453.

9 (centravanti) a�� Jean-Pierre PAPIN: Nativo di Boulogne-sur-Mer, dopo i primi passi con la��INF Vichy, a�?JPPa�� (questo il suo soprannome) approda nel calcio a�?che contaa�? nel 1984, a 21, acquistato dal Valenciennes. Alla sua prima stagione in Ligue 2, segna 15 reti in 33 partite, attirando le attenzioni del Brugge, che lo acquista. In Belgio segna 20 reti in 33 partite di campionato, e 5 in 4 presenze nelle coppe, vincendo oltretutto la Coppa del Belgio. Dopo una stagione cosA�, lo acquista la��Olympique Marsiglia, dove da subito diviene un punto fermo della squadra, fino a diventarne la stella. In 6 stagioni mette a segno 184 reti in 278 partite, vincendo 4 campionati consecutivi (1989-1992) e una Coppa di Francia (1988-a��89), nella cui finale mette a segno una tripletta. A� stato capocannoniere della Ligue 1 per 5 stagioni consecutive (1988-1992), e per 3 di fila in Coppa dei Campioni (1990-1992). Nel 1991 vince il Pallone da��Oro, ma perde la finale di Coppa dei Campioni contro la Stella Rossa di Belgrado. Nella��estate 1992 passa al Milan, giocando due stagioni da comprimario, stritolato nella��abbondanza della rosa della squadra di Capello. DA� comunque il suo contributo alla vittoria di 2 Scudetti (1993 e 1994), 2 Supercoppe italiane (1992 e 1993) e alla Champions League 1994. La��anno prima, invece, i rossoneri perderanno la finale proprio contro il a�?suoa�� Marsiglia. Passa quindi al Bayern Monaco, giocando anche qui due stagioni a mezzo servizio, vincendo la Coppa UEFA nel 1996. Fa quindi ritorno in Patria, giocando 2 stagioni col Bordeaux. Dopo una��annata al Guingamp, in Ligue 2, nel 1999 passa ai dilettanti del Saint-Pierroise, con cui gioca le sue ultime due stagioni, per poi ritirarsi, nel 2001. Tre anni dopo inizia ad allenare: dopo due stagione al Bassin da��Achachon, nel 2006 arriva sulla panchina dello Strasburgo, portandolo alla promozione in Ligue 1, risultato che gli vale la chiamata del Lens, dopo esser stato giA� confermato dal team neopromosso, che lo esonera, ma nel frattempo il Lens lo scarica, salvo chiamarlo in corsa, dopo la��esonero di Guy Roux. Rimane solo fino a fine stagione quindi, dopo uno stop di oltre un anno (nel quale torna anche in campo, coi dilettanti della��AS Facture-Biganos BoA?en), approda in corsa allo Chateauroux, chiudendo la stagione con la��esonero. Da allora non ha piA? allenato. Con la Francia ha giocato 54 partite, segnando 30 reti e prendendo parte al Mondiale 1986 (terzo posto finale) e alla��Europeo 1992. Dei a�?Bleusa�� A? stato anche capitano, uscendo perA? dal giro della Nazionale dopo la fallita qualificazione ad USA a��94. A� stato Giocatore Francese della��Anno nel 1989 e nel 1991. Da citare assolutamente lo slavo Josip Skoblar, bomber del Marsiglia negli Anni a��60 e a��70, Scarpa da��Oro nel 1971 e capocannoniere per tre stagioni consecutive in Ligue 1 (1971-1973). A� considerato il piA? grande giocatore della storia della��Olympique. Da citare anche Gunnar Andersson, svedese che negli Anni Cinquanta fu per due volte di fila capocannoniere del campionato francese con la maglia della��OM. Ma anche Tony Cascarino, irlandese di origini italiane, che in tre stagioni segnA? ben 70 reti in 105 match. O, in epoche piA? recenti, Didier Drogba (che da qui ha fatto il grande salto nella��elite del calcio) e la��attuale cannoniere della��OM, AndrA�-Pierre Gignac.

10 (ala sinistra) a�� Emmanuel a�?Manua�� AZNAR: Nato nella��Algeria francese, vi gioca fino ai 21 anni, militando nel Bel-AbbA?s. Nel 1936 approda alla��Olympique, vincendo subito il campionato nazionale. La��anno seguente A? la volta della Coppa di Francia, vinta grazie a un suo gol nei supplementari (risultato finale 2 a 1), e bissata nel 1943, da capitano e con una sua doppietta nel 4 a 0 al Bordeaux (primo e terzo gol). La Seconda Guerra Mondiale ne interrompe la carriera, che riparte dopo il conflitto sempre con la��OM, col quale gioca a�� seppur non piA? come titolarissimo a�� fino al 1952, vincendo nuovamente il campionato nella stagione 1947-a��48, nella quale segna 6 reti in 8 match. Con la Francia per lui una sola presenza, in una��amichevole persa contro la Bulgaria per 6 a 1, dove peraltro fu la��autore del gol della bandiera. A� morto di infarto nel 1970, durante una partita tra ex calciatori. Citazione per Georges Dard, marsigliese doc che ha vestito la maglia della��OM nella��arco di tre decenni (Anni a��30, a��40 e a��50). E per Mamadou Niang, potente attaccante senegalese, protagonista tra il 2005 e il 2010, e capitano della squadra tornata al successo (in campionato e in coppa) con Deschamps in panca.

11 (mediano sinistro) a�� Didier DESCHAMPS: Nato a Bayonne, comincia a 8 anni nella squadra cittadina. Quindi, a 15, approda al settore giovanile del Nantes, debuttando in prima squadra nel 1985, non ancora maggiorenne. Nella prima squadra dei a�?Canarinia�� rimane fino al 1989, anno in cui viene acquistato dalla��Olympique Marsiglia, con cui vince subito il campionato, anche se non da protagonista. Proprio per questo la stagione seguente va in prestito al Bordeaux, dove fa una��ottima annata, preludio al rientro alla base da titolarissimo. Con la��OM vince nuovamente il campionato, rivinto poi la��anno seguente (e successivamente revocato per lo scandalo delle partite truccate), quando arriva anche e soprattutto la vittoria in Champions League, che Deschamps alza con la fascia di capitano al braccio. Dopo una��ulteriore stagione al a�?Velodromea��, nella��estate del 1994 approda alla nuova Juventus di Marcello Lippi e della Triade, anche se un brutto infortunio ne pregiudicherA� la��annata, conclusa comunque con la vittoria dello Scudetto e della Coppa Italia, e con la Coppa UEFA persa solo in finale. Rimane in bianconero fino al 1999, vincendo la Champions League 1996 (e perdendo la finale nei due anni successivi), la Coppa Intercontinentale 1996, la Supercoppa Europea 1996, 2 Supercoppe italiane (1995 e 1997) e altri due Scudetti (1997 e 1998). Passa quindi agli inglesi del Chelsea, dove resta una sola stagione vincendo la FA Cup. Quindi, dopo una��ulteriore annata in Spagna, al Valencia, si ritira nel 2001, dopo aver perso ai rigori una��altra finale di Champions League. Appena appese le scarpette al chiodo diviene subito allenatore del Monaco, con cui vince la Coppa di Lega nel 2003 e arriva alla finale di Champions League la��anno successivo, dopo una stupenda cavalcata che vede i monegaschi eliminare anche il Real Madrid campione in carica. Dopo la finale persa contro il Porto di Mourinho, Deschamps rimane una��altra stagione, quindi si dimette alla��inizio della seguente. Nella��estate 2006 A? la��allenatore scelto dalla Juventus per il dopo-Calciopoli: porta i bianconeri a vincere il campionato di Serie B, dimettendosi a risultato acquisito per divergenze con la societA� sul mercato del ritorno in A. Dopo due anni di stop, nel 2009 torna al a�?suoa�� Marsiglia come allenatore. Vince subito il campionato e la Coppa di Lega, trofeo che bisserA� anche nelle stagioni successive. Nel 2010 e nel 2011, inoltre, vince la Supercoppa di Francia. Concluso il suo triennio sulla panchina della��OM, dopo la��Europeo 2012 A? divenuto CT della Francia, guidandola al Mondiale 2014, e ricoprendo tuttora la��incarico. Da giocatore, con la Nazionale ha messo insieme 103 presenze e segnato 4 reti, alzando da capitano la Coppa del Mondo 1998 e il trofeo della��Europeo vinto nel 2000. Coi a�?Bleusa�� ha inoltre preso parte agli Europei 1992 e 1996 (entrando nella Top 11 del torneo). Tra i riconoscimenti individuali, A? stato Calciatore Francese della��Anno nel 1996 e Allenatore della��Anno della Ligue 1 nel 2004. A� inoltre il piA? giovane capitano ad aver alzato al cielo la Coppa dei Campioni. A� uno dei soli tre giocatori nella storia del calcio (il primo A? stato Franz Beckenbauer, e dopo A? toccato ad Iker Casillas) ad aver vinto da capitano Mondiale, Europeo e Coppa dei Campioni/Champions League.

ALL. Raymond GOETHALS: Belga, portiere senza infamia e senza lode, smessi scarpini e guantoni, nel 1957, inizia subito ad allenare col RFC Hannutois. La stagione seguente guida lo Stade Waremmien, quindi approda al Sint-Truiden, dove rimane ben 7 stagioni, prima di divenire vice di Vanden Stock sulla panchina del Belgio, nel 1966. Due anni dopo viene promosso CT, guidando i a�?Diavoli Rossia�� per 8 anni, partecipando al Mondiale 1970 e alla��Europeo 1972, chiuso al terzo posto. Nel 1976, lasciata la Nazionale, approda sulla panchina della��Anderlecht, centrando subito la vittoria della Supercoppa Europea, mentre a fine stagione perderA� la finale di Coppa delle Coppe, trofeo che vincerA� comunque la��anno successivo. Chiude la sua terza e ultima stagione alla��Anderlecht con una��altra Supercoppa Europea. Passa ai francesi del Bordeaux, dove rimane un solo anno. Quindi ha una��esperienza a�?esoticaa�� sulla panchina dei brasiliani del San Paolo, facendo poi ritorno in Patria, allo Standard Liegi, con cui centra subito Supercoppa nazionale e campionato. Il titolo nazionale arriva anche la��anno successivo, quindi chiude anche qui il triennio con una��altra Supercoppa del Belgio. In mezzo, anche una finale di Coppa delle Coppe persa, nel 1982. Approda quindi in Portogallo, dove rimane una sola stagione allenando il VitA?ria GuimarA?es. Torna nuovamente in Belgio, allenando per due stagioni il Racing Jet di Bruxelles. Quindi, dopo un anno di stop, torna alla��Anderlecht, con cui vince la coppa nazionale e poi, come dieci anni prima, lascia per andare al Bordeaux. Lasciati i girondini alla fine di quella��unica stagione, dopo alcuni mesi senza panchina sostituisce in corsa Franz Beckenbauer alla guida della��Olympique Marsiglia. Il primo anno vince il campionato e porta la squadra alla finale di Coppa dei Campioni, persa solo ai rigori contro la Stella Rossa di Belgrado. La stagione successiva A? ancora vittoria in campionato, dove fa tris nel 1993 (titolo poi revocato per la��affaire Valenciennes), anno in cui agguanta finalmente la Champions League. Lascia dopo il trionfo europeo per prendersi un periodo sabbatico. Dopo un breve rientro in corsa, nella stagione 1995-a��96, sulla panchina della��Anderlecht, si ritira definitivamente, reinventandosi come commentatore televisivo. Soprannominato a�?Rymond la Scienzaa��, a�?lo Stregonea�� e a�?il Magoa��, A? morto di cancro nel dicembre 2004.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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