All Time XI: Palermo

Stemma_SS_Palermo_1979

 

I rosanero sono una squadra di lunga tradizione e passione, nonostante il loro palmarA?s sia pressochA� vuoto. Il risultato piA? prestigioso A? stato infatti il raggiungimento con laA�finale di Coppa Italia (3, tutte perse: 1974, 1979 e 2011), e la qualificazione UEFA in campionato.

Uno dei tratti caratteristici della compagine siciliana A? una certa propensione al a�?presidente-personaggioa�?.
Se, infatti, altre squadre a�?minoria�? ne hanno avuti uno ciascuna (pensiamo a Costantino Rozzi in quel di Ascoli, piuttosto che al Romeo Anconetani del Pisa), il Palermo puA? contare su ben tre presidenti a loro modo a�?caratteristicia�?. Renzo Barbera, cui A? dedicato lo stadio, e che ha guidato la squadra per diversi anni, con soddisfazioni come le diverse promozioni conquistate. Il nobile Raimondo Lanza di Trabia, principe e in qualche modo a�?inventorea�? del Calciomercato, celebre per aver lasciato in ereditA� alla moglie un calciatore, non comprato coi soldi della societA�, ma con fondi propri e quindi tesserato presso se stesso.
Per chiudere, non possiamo ovviamente che parlare della��attuale numero uno rosanero: Maurizio Zamparini, che non ha bisogno di presentazionia��

Ma andiamo ora al sodo, col Palermo a�?all timea�? che si schiera con un a�?classicoa�? 4-4-2:

1 (portiere) a�� Vincenzo SICIGNANO: Cresciuto nelle giovanili rosanero, si affaccia per la prima volta in prima squadra nella stagione 1993-a��94, in Serie B. La stagione successiva viene promosso a a�?dodicesimoa�?, sostituendo in 5 partite il titolare Mareggini. Nella stagione 1996-a��97 diviene finalmente titolare, e sarA� solo un infortunio a dieci giornate dalla fine a togliergli il posto in squadra, che nel frattempo retrocede in C1. Il ritorno in rosanero di Adriano Bonaiuti, lo relega nuovamente tra le riserve, nel campionato che vede la squadra addirittura retrocedere in C2, e salvata successivamente grazie a un ripescaggio. Sicignano torna nuovamente titolare nella stagione 1998-a��99, che vede la squadra sfiorare solo il ritorno tra i cadetti, dopo un secondo posto in campionato, causa sconfitta ai playoff. Si rifA� due anni dopo, vincendo il campionato e conquistando cosA� la promozione diretta in B. Difende da titolare la squadra nei due campionati successivi, quindi viene ceduto al Parma, in Serie A, dove A? il vice di Sebastian Frey e dove gioca una sola partita, contro il Milan, prima di essere ceduto a metA� campionato al Lecce, dove A? titolare, e tale rimarrA� anche nelle due stagioni successive. La prima, sotto la guida di Zeman, si conclude con un ambizioso undicesimo posto finale, mentre la secondo si concluderA� con la retrocessione in B. Mentre A? nel Salento, Sicignano si conquista anche una convocazione in Nazionale, dove A? il terzo portiere nel match con la Moldavia, disputato proprio al a�?Via del Marea�?. Lasciati i giallorossi dopo la retrocessione, va al Chievo, con cui disputata da titolare i preliminari di Champions League, mentre in campionato si gioca il posto da titolare con Lorenzo Squizzi, che ha poi la meglio. Sicignano viene quindi ceduto al Frosinone, in Serie B, dove rimane per quattro stagioni, diventando anche capitano, e lasciando la squadra dopo la retrocessione in C del 2011. Si traferisce al Barletta, nella medesima categoria, ed esordendo in campionato proprio contro il a�?suoa�? Frosinone. Sa��infortuna alla terza di ritorno, chiudendo cosA� stagione e carriera. A luglio annuncia infatti il ritiro, cui segue il ritorno a Palermo, come preparatore dei portiere della Primavera, incarico che ricopre tutta��ora.

2 (terzino destro) a�� Cristian ZACCARDO: Cresciuto nelle giovanili del Bologna, dopo una stagione in prestito allo Spezia, in C1, nel 2001 debutta nella prima squadra felsinea. Lanciato da Guidolin, si conquista ben presto una maglia da titolare e, dopo tre buone stagioni, viene acquistato dal Palermo. In Sicilia rimane per quattro stagioni, da titolare inamovibile e conquistando anche la prima chiamata in Nazionale. Nella sua ultima stagione in rosanero, 2007-a��08, A? vice capitano della squadra. Acquistato, in accoppiata con Barzagli, dai tedeschi del Wolfsburg, rimane in Germania solo una stagione, che gli basta per conquistare la Bundesliga. Torna quindi in Italia, al Parma, dove rimane per tre stagioni e mezza e vive una seconda giovinezza, prima di approdare al Milan, trovando poco spazio. Coi rossoneri rimane fino all’estate 2015, quando viene ingaggiato dal neopromosso Carpi, al suo debutto assoluto in Serie A, divenendone subito il capitano. Dopo la retrocessione degli emiliani finisce fuori rosa, venendo poi ceduto al Vicenza. In azzurro ha disputato 17 partite, partecipando alla vittoriosa spedizione nel Mondiale tedesco del 2006. Partito titolare, dopo la��autogol contro gli Stati Uniti nella seconda partita del turno a gironi (unica rete subita su azione dagli Azzurri in tutto il torneo), perde il posto, con la squadra che trova cosA� il suo assetto vincente, con la��inserimento di Grosso a sinistra e il passaggio di Zambrotta a destra. Con la��Italia Zaccardo ha segnato anche una rete, quella della vittoria nel match di qualificazione Mondiale contro la Slovenia, disputato proprio a Palermo.

3 (terzino sinistro) a�� Fabio GROSSO: La��eroe di Berlino, emblema della a�?classe operaia in Paradisoa�? che ha contraddistinto la vittoria italiana al Mondiale 2006. A� lui a procurarsi, a tempo praticamente scaduto, il rigore poi trasformato da Totti negli ottavi di finale contro la��Australia. A� sua la rete che spacca la partita nella semifinale contro i padroni di casa della Germania ed A? suo, soprattutto, il quinto e decisivo rigore che dA� agli Azzurri la Coppa del Mondo. E tutto questo da giocatore del Palermo. Poteva quindi non essere suo il posto in questa formazione?
Romano, A? cresciuto calcisticamente nella Renato Curi di Pescara, con cui fa il suo esordio non ancora diciottenne, nel campionato di Eccellenza. Dopo quattro stagioni in biancorosso, passa al Chieti, in Serie C2. A metA� stagione va in prestito al Teramo, quindi torna alla base, rimanendo in neroverde per altre due stagioni, conquistando nella��ultima la promozione in C1. Notato da Serse Cosmi, si ritrova in Serie A, al Perugia. Col a�?Grifoa�?, disputa due ottime stagioni e mezza, prima di scendere in B per accettare la suntuosa offerta del Palermo, col quale centra subito la promozione, conquistando la qualificazione UEFA la��anno successivo. Dopo la stagione che si conclude con il trionfo mondiale, passa alla��Inter, incappando in una stagione poco fortunata, nonostante sia iniziata con la vittoria della Supercoppa Italiana, e si sia conclusa con lo Scudetto. Si trasferisce allora in Francia, al Lione, dove il primo anno centra una fantastica tripletta, mettendo in bacheca campionato, coppa nazionale e Supercoppa di Francia. Nella seconda stagione trova meno spazio, non vince niente e inoltre la societA� decide di puntare su un giocatore piA? giovane. La��ultimo giorno di mercato passa quindi alla Juventus, nella sfortunata stagione sotto la guida di Ferrara prima e di Zaccheroni poi, giocando da titolare. Alla��inizio di quella successiva, viene messo fuori rosa, venendo poi a�?ripescatoa�? da Delneri, e chiudendo con una ventina di presenze. Di nuovo ai margini con la��arrivo di Antonio Conte, riesce comunque a mettere piede in campo in due match, e conquistando lo Scudetto. Al termine della stagione, dopo che il suo contratto con la Juventus non viene rinnovat0, lascia la��attivitA� agonistica, e iscrivendosi al corso per allenatori. Chiamato dalla Juventus nell’estate 2013A�come vice di Andrea Zanchetta sulla panchina della Primavera, subentra poi a questa��ultimo, sollevato dalla��incarico. Con la Primavera bianconera conquista il Torneo di Viareggio 2016 (battendo in finale proprio il Palermo) e, nella stessa stagione, centra sia la finale Scudetto sia quella di Coppa Italia, perdendole perA? entrambe. Con la Nazionale, oltre al citato Mondiale, ha preso parte pure alla��Europeo 2008 e alla Confederations Cup 2009, mettendo insieme in tutto 48 presenze, nelle quali ha segnato 4 reti.

4 (difensore centrale) a�� Andrea BARZAGLI: Nativo di Fiesole, muove i primi passi nella Cattolica Virtus, quindi entra nel settore giovanile della Rondinella. Con la seconda squadra di Firenze esordisce, a 17 anni, nel campionato di Serie D, conquistando subito la promozione. Dopo il campionato di C2 disputato coi biancorossi, passa alla Pistoiese, in Serie B. Trova perA? poco spazio, e a metA� stagione torna quindi alla Rondinella, in C2. Approda quindi alla��Ascoli, in C1, conquistando la promozione in B. Acquistato dal Piacenza, viene lasciato in prestito ai marchigiani per una��altra stagione, quindi approda al Chievo, dove avviene la sua consacrazione in Serie A. Acquistato dal Palermo, arriva in Nazionale e diviene anche capitano della squadra. Lascia dopo 4 anni, acquistato insieme a Zaccardo dai tedeschi del Wolfsburg. Coi biancoverdi rimane due stagioni e mezzo, vincendo la Bundesliga il primo anno. Approdato alla Juventus nel gennaio 2011, A? uno dei pochi a salvarsi nel naufragio della gestione Delneri. Con la��arrivo di Conte, diviene immediatamente il pilastro della difesa bianconera, affermandosi come miglior difensore italiano ad oggi. Con la a�?Vecchia Signoraa�? ha vinto 5A�Scudetti consecutivi (2012-2016), 2 Coppe Italia consecutive (2015 e 2016) e 3A�edizioni della Supercoppa Italiana (2012, 2013 e 2015). In azzurro ha disputato 65A�incontri, prendendo parte alla vittoriosa partecipazione al Mondiale 2006 (2 presenze, di cui una da titolare nei quarti con la��Ucraina), a 3A�Europei (2008,A�2012 e 2016: commovente il pianto davanti alla telecamere, dopo l’eliminazione ai rigori contro la Germania, ai quarti di finale) e alla Confederations Cup 2013. Con la��Uder-21 ha inoltre vinto la��Europeo 2004 di categoria, prendendo poi parte alle Olimpiadi di Atene dello stesso anno, conquistando la medaglia di bronzo.

5 (regista) a�� Eugenio CORINI: Cresciuto in quella grande fucina (specie di registi: vedi alla voce Pirlo) che A? il settore giovanile del Brescia, approda ventenne alla Juventus del Trap-bis dove, nonostante la giovane etA� e gli importanti giocatori che ha davanti, collezione comunque quasi cinquanta presenze (con due goal) in due stagioni. Ceduto alla Samp nella��affare Vialli, disputa una��annata discreta, poi viene ceduto in prestito al Napoli. La prima stagione trova poco spazio, la seconda addirittura finisce fuori rosa dopo solo tre partite, a causa di un litigio con la��allenatore Vincenzo Guerini, e conclude quini la stagione nella a�?suaa�? Brescia. Quindi la Samp lo presta nuovamente, al Piacenza, dove gioca un buon campionato e viene acquistato dal Verona. Parte bene, ma poi si rompe il crociato anteriore destro e per lui finisce il campionato. La squadra retrocede, e lui la��anno dopo A? con la��Hellas in B, perfettamente ripresosi. La��anno successivo arriva Cesare Prandelli, lui non A? un punto fermo, e viene scambiato coi a�?cuginia�? del Chievo, in cambio della��esterno Martino Melis. Il Verona vince il campionato, mentre Corini si rompe nuovamente i legamenti. Tuttavia si riprende completamente anche stavolta, divenendo il faro della mediana clivense, in un crescendo che, sotto la guida di Delneri, porta dapprima la promozione in A e poi addirittura la qualificazione UEFA. Disputa una��altra stagione in gialloblu e poi accetta la��importante offerta del Palermo, desideroso di tornare in A. Missione compiuta, col corredo di ben 12 reti da parte di Corini, che ripete quanto fatto col Chievo: la��anno dopo della promozione, subito la qualificazione alla Coppa UEFA. Altre due ottime stagioni in Sicilia, poi la��addio a�� da capitano a�� per incomprensioni con la societA�, e il trasferimento al Torino, firmando un annuale. Fa bene, e la societA� gli rinnova il contratto, ma lui dice che sarA� la��ultimo anno perchA� senti gli acciacchi e infatti gioca poche partite e poi si ritira. Conseguito il patentino da allenatore, nel 2010 firma col Portogruaro, neopromosso in Serie B (ai danni del Verona), ma si dimette prima ancora che la stagione inizi, per divergenze con la societA�. Prende in corsa il Crotone, ma con una sola vittoria in undici partite viene esonerato. La stagione successiva arriva una��altra chiamata in corsa, a Frosinone, in Prima Divisione. In campionato arriva ottavo, ma a fine stagione rescinde. Qualche mese dopo arriva il terzo subentro consecutivo: a chiamarlo A? il a�?suoa�? Chievo, che lui conduce alla salvezza. In estate perA? i suoi programmi non coincidono con quelli della societA�, e non viene quindi confermato. Al suo posto viene chiamato Beppe Sannino (ex allenatore proprio del Palermo), che dopo una serie di risultati negativi e il costante ultimo posto in classifica, viene esonerato. Campedelli, ammettendo di aver sbagliato a non confermare il Genio, lo richiama, e Corini si regala un debutto bis niente male: la vittoria nel derby contro la��Hellas Verona, squadra rivelazione del campionato. Portata la squadra alla salvezza, viene confermato ma, dopo una partenza a singhiozzo, ecco l’esonero nell’ottobre 2014, dal quale A? fermo.

6 (difensore centrale) a�� Roberto BIFFI: Cresciuto nelle giovanili del Milan, debutta nella prima squadra rossonera in Serie B, nella stagione 1982-a��83, conclusa col ritorno in A. Inizia quindi un peregrinare tra diverse squadre dove rimane un solo anno: Foggia, Modena, Prato, Mantova e poi ancora Prato. Approda quindi finalmente al Palermo, in C1. In Sicilia rimane undici anni, tra B e C1, diventando anche capitano, e detenendo tutta��ora il record assoluto di presenze in maglia rosanero con 321. Nel 1999 passa alla Fidelis Andria, quindi la stagione successiva A? al Savoia, dove rimane tre anni. Dopo due stagioni alla Sanremese, chiude con una stagione al Ventimiglia. Un anno dopo inizia ad allenare, alla Sanremese, venendo esonerato dopo qualche mese. Stessa sorte la stagione successiva al Savoia. Nel 2009 diventa vice di Enrico Piccioni al Botev Plovdiv, nel campionato bulgaro, lasciando nel febbraio 2011 per diventare allenatore del Montevarchi, dal quale si dimette dopo soli 10 giorni. Un anno dopo prende in corsa la��Imperia, in eccellenza, lasciando a fine stagione. Qualche mese piA? tardi subentra sulla panchina della Loanesi, portando la squadra ai playoff, e poi lasciando. Dal marzo di questa��anno allena la Sestrese, in Eccellenza.

7 (ala destra) a�� Erminio FAVALLI: Cremonese doc, si forma nelle giovanili grigiorosse, debuttando in prima squadra nella stagione 1960-a��61. Dopo quattro stagioni a�?a casaa�?, in Serie C, viene notato dalla��Inter, che lo acquista nella��estate del 1964. Nello squadrone del a�?Magoa�? Herrera non trova perA? spazio, e quindi dopo una sola stagione lascia Milano per andare al Foggia. Dopo la bella stagione in Puglia, viene acquistato dalla Juventus, dove si gioca la maglia da titolare con Gianfranco Zigoni, e vincendo lo Scudetto al primo colpo, segnando il gol vittoria nello scontro diretto contro la sua ex Inter. Le due stagioni successive A? sostanzialmente la��ala destra titolare della Juventus, venendo perA? poi soppiantato da Franco Causio. Lascia quindi Torino dopo quattro stagioni, per approdare al Mantova, in Serie B. Con la squadra lombarda conquista subito la promozione in A, ma rimane comunque tra i cadetti trasferendosi al Palermo. Anche coi rosanero conquista subito la promozione in A, e in Sicilia rimarrA� per sette stagioni, tra A e B, divenendo anche capitano e guidando la squadra alla finale di Coppa Italia 1973-a��74 contro il Bologna, dove sarA� proprio suo la��errore decisivo dal dischetto, nella lotteria dei rigori dopo la��1 a 1 dei tempi regolamentari (agguantato dal Bologna solo al 90A�, grazie a un rigore trasformato da Savoldi). Appese le scarpe al chiodo, entra nello staff dirigenziale palermitano come direttore sportivo, andando anche in panchina per una partita, nella stagione 1980-a��81, a seguito della��esonero di Veneranda, lasciando poi il posto a Zdenek Zeman. Dopo sei anni alla scrivania, torna a�?a casaa�?, divenendo direttore sportivo della Cremonese, ricoprendo la��incarico fino al 2002, quando passa al Pizzighettone. TornerA� dopo un quinquennio, nel 2007, rimanendo in carica fino alla scomparsa, avvenuta nella��aprile 2008.

8 (centrocampista centrale) a�� Enzo BENEDETTI: Ligure, inizia la sua carriera nello Spezia, debuttando in prima squadra nella stagione 1951-a��52, in Serie C. Passa quindi alla Chinotto Neri, in quarta serie, dove rimane per tre stagioni. Approdato al Palermo, in Serie B, conquista subito la promozione in A, giocando poi tutte le partite del campionato di massima serie, conclusosi col ritorno tra i cadetti. La squadra torna in A al termine della stagione 1958-a��59, con Vycpalek in panchina. Nuovamente retrocessi, i rosanero tornano subito in A, rimanendovi poi arrivando addirittura ottavi in campionato da neopromossi. Non si ripete perA? la��anno dopo, retrocedendo, e rimanendo in B negli anni successivi. Per la maggior parte di questo decennio Benedetti A? il capitano, lasciando dopo dieci anni, al termine della stagione 1964-a��65. Successivamente intraprende la carriera di allenatore, guidando a�� tra le altre a�� Sircausa, Barletta, Cosenza e Frosinone. Da menzionare, come aspirante al ruolo, Giovanni Tedesco.

9 (centravanti) a�� Luca TONI: Modenese del Frignanese, muove i primi passi nella locale formazione delle Officine Meccaniche, da dove lo preleva il Modena. Dopo un triennio nelle giovanili, debutta nella prima squadra dei a�?canarinia�? nella stagione 1994-a��95, in Serie C1, collezionando 7 presenze e 2 gol. Nella stagione successiva guadagna decisamente piA? spazio, scendendo in campo in 25 occasioni, e realizzando 5 reti. Passa quindi alla��Empoli, in B, trovando poco spazio, e scendendo quindi nuovamente in C1, disputando una stagione poco appariscente con la Fiorenzuola. Approda quindi alla Lodigiani, dove si mette finalmente in mostra con 15 gol in 31 partite. Una bella stagione che lo fa approdare in B, al Treviso, dove ripete il bottino di 15 reti, in 35 partite. Numeri che lo fanno arrivare in A, a Vicenza, dove alla sua prima stagione nella massima serie, segna 9 reti in 31 partite. Acquistato per 30 miliardi di lire dal Brescia, nella prima stagione mette a segno13 reti in 28 partite, ma la seconda lo vede scendere in campo solo 16 volte, realizzando appena due reti, a causa di un infortunio. Riparte quindi dalla Serie B, dove A? il terminale offensivo della��ambizioso Palermo di Zamparini, che conquista subito la promozione grazie ai suoi 30 gol in 45 partite (capocannoniere). La stagione successiva, con 20 marcature (in 35 partite), trascina i rosanero alla qualificazione UEFA, venendo poi ceduto alla Fiorentina per 10 milioni di Euro. A Firenze fa nuovamente il botto, con 31 reti in 38 presenze che lo incoronano re dei bomber e Scarpa da��Oro 2006, suscitando il forte interessamento della��Inter. Ma la famiglia Della Valle decide di trattenerlo, per aiutare la Fiorentina a centrare la zona UEFA nonostante la penalizzazione per i fatti di Calciopoli. Toni dA� il suo forte contributo, con 16 reti in 29 partite, e in cambio in estate la societA� lo lascia partire per la Germania, dove si accasa al prestigioso Bayern Monaco, che punta su di lui e sul francese Ribery per ricostruire dopo una��annata disgraziata. Toni parte subito fortissimo, con 24 gol in 31 partite, che gli valgono il titolo di capocannoniere e danno un contributo determinante alla conquista della Bundesliga. Altrettanto fanno le sue 5 reti in 4 partite nella Coppa di Germania, comprese le due che danno ai bavaresi la vittoria finale contro il Borussia Dortmund. A� inoltre capocannoniere della Coppa UEFA, con 10 reti in 11 incontri. La seconda stagione tedesca, nonostante i problemi ad un tendine da��Achille, segna comunque 14 reti in 25 partite di campionato, cui vanno sommate una rete in due match di Coppa di Germania, e le 3 marcature in 8 scontri di Champions League. La stagione si conclude perA? senza titoli, e quindi la societA� decide di puntare su una nuova guida tecnica, scegliendo la��olandese Louis Van Gaal. Con la��ex a�?santonea�? della��Ajax Toni non ha un buon rapporto e, dopo un litigio e anche a causa di una serie di guai fisici, il giocatore viene relegato alla squadra B. Nel mercato invernale viene ceduto in prestito alla Roma, ma la��esperienza A? tutta��altro che positiva, e quindi la societA� decide di non trattenerlo. Libero da contratto, si accasa al Genoa, ma anche qui le cose non vanno troppo bene. A gennaio passa quindi alla Juventus, che deve sopperire alla��infortunio di Quagliarella. La squadra di Delneri A? perA? giA� in fase calante, e nel disastroso settimo posto finale della squadra segna solo due reti in 14 partite. Con la��arrivo di Conte sulla panchina bianconera, il giocatore viene messo ai margini, non disputando nessuna partita ufficiale. Gioca e segna perA? nella��amichevole che inaugura lo a�?Juventus Stadiuma��, contro il Notts County. Dopo sei mesi da a�?separato in casaa�?, nel gennaio 2012 si accasa alla��Al-Nasr, a Dubai, dove disputa 14 partite, segnando 7 gol, ma lasciando a fine stagione. A sorpresa, torna alla Fiorentina dove, nonostante le diffidenze iniziali per la��etA� ormai un poa�� avanzata, il passaggio tra gli emeri le tre brutte stagioni consecutive, fa la sua parte con 8 reti in 27 incontri. Dopo non aver rinnovato il contratto con la Viola, si accasa al Verona, dove scopre una seconda giovinezza, vincendo anche la classifica cannonieri nella stagione 2014-’15, la seconda al ‘Bentegodi’. La seguente A? anche l’ultima, cui seguono il ritiro e l’ingresso nella dirigenza veronese. Con la Nazionale, conquistata con la maglia del Palermo (esordio in amichevole contro la��Islanda nella��agosto 2004, primo gol venti giorni piA? tardi, proprio al a�?Renzo Barberaa�?, nel match di qualificazioni al Mondiale contro la Norvegia), ha disputato 47 incontri, mettendo a segno 16 reti. Ha preso parte alla��Europeo 2008, alla Confederations Cup 2009 e, soprattutto, al vittorioso Mondiale 2006, nei quali ha rifilato una doppietta nei quarti alla��Ucraina. In azzurro ha segnato anche una tripletta, nel 4 a 1 inflitto in trasferta alla Bielorussia durante le qualificazioni al Mondiale poi vinto.

10 (seconda punta) a�� Fabrizio MICCOLI: Il a�?Romario del Salentoa�? A? originario di San Donato di Lecce, e inizia a muovere i primi passi nella squadra locale. Notato dal Milan, si trasferisce in rossonero nel 1992. Col a�?Diavoloa�? vince il campionato Giovanissimi ma, dopo due anni, lascia per nostalgia di casa. Rimbalzato dal Lecce, sua squadra del cuore, trova posto nel Casarano, dove lo fa approdare il suo a�?mentorea�?, Pantaleo Corvino. Coi rossoblA? vince uno a�?Scudettoa�? nel campionato Beretti, quindi debutta in prima squadra a 16 anni, in Serie C1. In quella prima stagione tra i a�?grandia�? mette insieme 27 presenze, condite da 8 reti. Divenuto titolare, nella stagione successiva gioca 30 partite, andando a segno 11 volte. Il suo talento viene notato dalla Ternana, che lo acquista e lo fa debuttare in Serie B. Dopo un primo anno di adattamento, ecco sbocciare il talento leccese: 33 partite e 9 gol il secondo anno, quindi il terzo ne segna 7 in 23, poichA� fermato da un infortunio. La quarta e ultima stagione con le Fere A? quella della��exploit definitivo: 15 gol in 34 match di campionato, piA? 3 reti in 4 presenze in Coppa Italia. Numeri che suscitano la��interesse della Juventus Campione da��Italia, che lo acquista girandolo in prestito al Perugia, per a�?assaggiarea�? la Serie A. Dopo una stagione convincente, fatta di 9 gol in 34 partite in campionato, 5 reti in 6 presenze in Coppa Italia e 2 marcature in 2 incontri di Intertoto e la conquista della Nazionale, la societA� bianconera decide di farlo rientrare a Torino. La sua stagione, iniziata con una maglia da titolare nella vittoriosa sfida di Supercoppa Italiana contro il Milan, A? sostanzialmente buona; il ragazzo si dimostra a�� come Di Vaio a�� una��ottima alternativa dietro alla coppia da��attacco Trezeguet-Del Piero, collezionando 25 presenze in cui va a segno 8 volte. Numeri identici per Champions League e Coppa Italia: 6 presenze e una rete sia nella��una sia nella��altra. Il ragazzo perA? mostra qualche limite caratteriale, e allora la societA� decide di mandarlo nuovamente a�?a farsia�? le ossa. Va in comproprietA� alla Fiorentina, dove pur in una stagione piuttosto difficile per la squadra, contribuisce alla salvezza con 12 gol in 35 partite. Riscatto, forse a sorpresa, dalla Juventus, viene subito girato in prestito ai portoghesi del Benfica. In Portogallo rimane due stagioni, nelle quali mette insieme a�� nonostante gli infortuni a�� 39 presenze e 14 reti in campionato (in particolare, nella seconda stagione segna 10 reti in 22 partite), andando a segno anche in Champions League e Coppa UEFA. Rientrato nuovamente alla Juventus, viene ceduto a titolo definitivo al Palermo, iniziando il periodo migliore della sua carriera. Al primo anno in rosanero segna 8 reti in 22 partite, ancora disturbato dagli acciacchi che la��hanno perseguitato a Lisbona. Ma poi, definitivamente guarito, diventa un fattore determinante per le prestazione del Palermo. 14 reti in 30 partite nella seconda stagione, addirittura 19 in 35 nella terza (quella in cui diventa capitano), cui si uniscono le 3 reti in 3 partite in Coppa Italia. Operato per una lesione ad un legamento del ginocchio destro, perde la prima parte della stagione 2010-a��11, giocando solo 21 partite di campionato, nelle quali riesce comunque a mettere a segno 9 reti. La stagione successiva A? forse la migliore, visto che segna 16 reti in a�?solea�? 28 partite. Ma la fine del sogno A? vicina: la stagione seguente la squadra non ingrana, cambia diverse volte allenatore e alla fine retrocede. Per Miccoli, solo 8 reti in 29 partite, il piA? misero bottino delle sue sei annate a Palermo. La retrocessione coincide con la scadenza del suo contratto e, complice anche un brutto caso extracalcistico che lo vede protagonista di frequentazioni non positive, viene lasciato libero, dopo 179 partite e 81 reti, di cui 165 e 74 in Serie A. Numeri che ne fanno il primo bomber di sempre della compagine sicula. Svincolato, corona finalmente il suo sogno di accasarsi al Lecce, squadra per cui tifa sin da bambino. Nominato subito capitano, coi suoi 13 gol in 24 partite contribuisce a portare i salentini ai playoff di Prima Divisione Lega Pro, dopo un avvio molto negativo della squadra. La stagione seguente A? ancora “a casa”, collezionando A�19 presenze, corredate da 5 reti. Nell’estate del 2015 si trasferisce a Malta, firmando colA�Birkirkara, con il quale gioca da luglio a dicembre, scegliendo poi di ritirarsi. In azzurro ha giocato 10 partite, segnando due reti. Curiosamente, le sue ultime due partite con la��Italia sono state in Sicilia: la penultima proprio a Palermo, nel match di qualificazione ai Mondiali 2006 contro la Norvegia, e poi a Messina in amichevole contro la Finlandia, match nel quale ha segnato il gol della vittoria.

11 (ala sinistra) a�� Franco BRIENZA: Esterno da��attacco utilizzabile su entrambe le fasce, la sua storia rosanero A? davvero particolare, visto che si dipana in quattro momenti diversi. Originario di CantA?, dopo aver iniziato in alcune squadre locali, approda nelle giovanili della��Imolese, e da qui si trasferisce a quelle del Foggia, dove debutta quasi subito in prima squadra, mettendo insieme 59 presenze e 8 reti in 3 stagioni. Nel 2000 arriva per la prima volta a Palermo, in Serie C1, contribuendo alla conquista del campionato e conseguente promozione in B della squadra. Dopo un campionato cadetto in rosanero, passa alla��Ascoli, ma la stagione successiva A? di nuovo in rosanero, sempre in B. Rimane solo sei mesi, dopodichA� viene ceduto al Perugia, in Serie A, nella��affare che porta Fabio Grosso in Sicilia. Torna quindi nuovamente al Palermo, nel frattempo salito nella massima serie, e questa volta ci rimane per un periodo piA? lungo. Sono infatti 3 e mezza le stagioni consecutive disputate al a�?Barberaa�?, mettendo insieme 90 presenze e 12 gol (importante, soprattutto, la��exploit del primo anno, con 33 presenze e 10 gol). Nel gennaio 2008 passa alla Reggina, dove rimane anche il campionato successivo. Passa quindi al Siena, dove rimane due stagioni, prima di tornare ancora una volta (al momento la��ultima) a Palermo. RestaA�per metA� campionato, venendo poi ceduto alla��Atalanta, dove rimane una stagione e mezza. Quindi il passaggio al Cesena, poi quello al Bologna e, infine, al Bari in Serie B. In totale ha messo insieme oltre 200 presenze con la maglia rosanero. Due, invece, quelle con la Nazionale, nella��estate del 2005.

ALL. Francesco GUIDOLIN: Trevigiano, appassionatissimo di bicicletta, dopo una discreta carriera da giocatore (soprattutto con la maglia della��Hellas Verona), Guidolin inizia la sua avventura in panchina al Giorgione, squadra locale nella quale aveva mosso i primi passi. Si fa notare inizialmente con la promozione dalla C1 alla B del Ravenna, che gli vale la chiamata in Serie A da parte della��Atalanta. Avventura che va male, con la��esonero dopo dieci giornate. Ripartito da Vicenza, A? qui che conquista gli onore del a�?grande pubblicoa�? guidando i biancorossi dalla Serie B alla conquista della Coppa Italia, e poi fino alle semifinali di Coppa delle Coppe, uscendo solo contro il Chelsea di Vialli che vincerA� poi il trofeo. Dopo quattro campionati alla guida della squadra berica, approda per la prima volta alla��Udinese, dove a fine stagione rompe con la societA� e rimane appiedato. Poco mesi dopo arriva in corsa al Bologna, dove rimarrA� sino al 2003, portando la squadra in Intertoto, ma andandosene dopo forti attriti coi tifosi. Nel gennaio 2004 subentra a Silvio Baldini al Palermo, in Serie B, dando avvio alla sua epopea in rosanero. Centrata subito la promozione in A, la stagione successiva porta la squadra addirittura alla qualificazione in Coppa UEFA, lasciando perA? al termine della stagione. Firma col Genoa, appena tornato in Serie A; la squadra viene perA? retrocessa in C1 da��ufficio per il caso della partita a�?comprataa�? col Venezia, e lui si libera dal contratto, allenando poi per alcuni mesi il Monaco nel campionato francese. Tornato al Palermo, viene esonerato e poi richiamato, portando la squadra al quinto posto finale, dopo il quale lascia. Torna qualche mese dopo, chiamato al posto della��esonerato Colantuono, venendo esonerato a fine marzo. Qualche mese dopo subentra a Gigi Cagni sulla panchina del Parma, in Serie B, centrando nuovamente una��immediata promozione. Dopo un buon campionato di A, lascia, accettando la��offerta della��Udinese. In Friuli, con un quarto e un terzo posto, centra subito e per due volte di fila la��accesso ai preliminari di Champions League. Nell’estate 2014,A�dopo un quinto e un tredicesimo posto, concorda con la proprietA� un cambio di ruolo, da allenatore a supervisore tecnico di tutte e tre le squadra di proprietA� della famiglia Pozzo (oltre alla��Udinese, la��inglese Watoford e la spagnola Granada). A�Ma a fine stagione, insoddisfatto della sua nuova posizione, rescinde con la societA� friulana. Nel gennaio 2016 approda nella prestigiosa Premier League inglese, subentrando sulla panchina dei gallesi dello Swansea City, che conduce alla salvezza. Una partenza incerta, perA?, gli costa l’esonero all’inizio della stagione in corso.

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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