All Time XI: Porto

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Anche se LA squadra portoghese per antonomasia A? in realtA� il Benfica, A? indubbio che negli ultimi 25 anni un solo e indiscusso club sia stato il simbolo del calcio lusitano: il Porto.

I a�?Dragonia�� hanno davvero lasciato le briciole tanto alle a�?Aquilea�� quanto alla��altra squadra di Lisbona, lo Sporting.

27 campionati, 16 coppe nazionali, addirittura un record di 20 supercoppe nazionali. Cui si aggiungono 4 vittorie nel vecchio Campeonato de Portugal.

Per non parlare poi dei successi internazionali: 2 successi in Coppa dei Campioni/Champions League (1987 e 2004, su altrettante finali), altrettanti in Coppa Intercontinentale (1987 e 2004) e in Coppa UEFA/Europa League (2003 e 2011), e una Supercoppa Europea (1987, e altre 3 perse: 2003, 2004 e 2011).

Manca solo la Coppa delle Coppe, sfumata ad un passo, nella finale persa contro la Juventus del Trap nel 1984, ma comunque un palmarA?s da fare invidia a qualunque club nel Mondo.

Il nostro Porto a�?di tutti i tempia�? si schiera con il per lui canonico 4-3-3:

1 (portiere) a�� Vitor BAIA: Cresciuto nel LeA�a, a 14 anni entra nelle giovanili del Porto. 5 anni piA? tardi ha giA� scalzato dalla prima squadra il titolare JA?zef MA�ynarczyk, portiere polacco a�?numero 1a�� nel Porto che poco piA? di un anno prima aveva vinto la Coppa dei Campioni. Rimane fino al 1996 quando, dopo la��Europeo, si trasferisce al Barcellona. Lascia dopo 6 a�?scudettia�� (1988, 1990, 1992, 1993, 1995 e 1996), 3 coppe nazionali (1988, 1991 e 1994) e 4 Supercoppe del Portogallo (1990, 1991, 1993 e 1994). La sua prima stagione in blaugrana lo vede vincere ben tre trofei: Supercoppa di Spagna, Copa del Rey e Coppa delle Coppe. La��anno dopo arrivano la vittoria nella Liga e il bis in Coppa di Spagna, ma un infortunio e il cambio di allenatore gli fanno perdere il posto da titolare. Rimane in Catalogna altri 6 mesi, quindi torna al Porto, rivincendo subito il campionato. Arriva immediatamente dopo la Supercoppa del Portogallo 1999, poi perA? subisce un nuovo grave infortunio, che lo terrA� fuori per piA? di un anno (mettendo in bacheca, da a�?rottoa�?, una Coppa del Portogallo e una��altra supercoppa portoghese). Rientrato, con la squadra riserve, nel novembre 2001, si riprende definitivamente il posto nella��era-Mourinho, con cui nel 2003 vince campionato, coppa nazionale e Coppa UEFA, e la��anno dopo la Supercoppa Portoghese, un altro a�?scudettoa�? e, soprattutto, la Champions League. La��addio dello a�?Special Onea�� non mette fine ai successi dei a�?Dragonia��, che in quel 2004 vincono nuovamente la supercoppa nazionale e portano a casa anche la Coppa Intercontinentale, con Vitor BaA�a nuovamente Miglior Portiere del Mondo per la��IFFHS, dopo il successo del 1995. Nella stagione seguente parte nuovamente titolare, lasciando perA? nel corso della��annata il posto al brasiliano Helton, e centrando la doppietta campionato-coppa nazionale. Retrocesse definitivamente a a�?dodicesimoa�?, nella stagione 2006-a��07 gioca da titolare solo la��ultima di campionato, sua partita ufficiale numero 700 (tra Porto, Barcellona e nazionali), e ultima della carriera, chiusa con una��altra supercoppa nazionale (la nona) e un altro campionato vinto (11 in totale) col Porto. Con la Nazionale portoghese ha messo insieme 80 presenze, disputando due Europei (1996 e 2000, entrambi da capitano) e il Mondiale 2002. Dopo il ritiro A? stato per tre anni direttore delle pubbliche relazioni del Porto. A�, con la��italiano Stefano Tacconi, la��unico portiere ad aver vinto tutte e 3 le competizioni UEFA per club. Gli A? invece mancata la Supercoppa Europea per aver vinto tutte le coppe internazionali, avendola persa per 2 anni consecutivi (2003 e 2004).

2 (terzino destro) a�� JOA?O PINTO: Nato ad Oliveira do Douro, dopo i primi passi nel club locale, entra nelle giovanili del Porto, a 15 anni. Arrivato in prima squadra a 19, conquista ben presto il posto da titolare, che non lascerA� piA? fino al suo ritiro, avvenuto nel 1997. Coi a�?Dragonia�� ha vinto 25 titoli: 9 campionati (1985, 1986, 1988, 1990, 1992, 1993 e 1995-1997), 4 coppe nazionali (1984, 1988, 1991 e 1994), 9 supercoppe nazionali (1982, 1984, 1985, 1987, 1991, 1992, 1994, 1995 e 1997) e il trittico di successi internazionali del 1987: Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale. Nella finale europea di Vienna, alzerA� a�?la coppa dalle grandi orecchiea�? da capitano, vista la��assenza per infortunio dello a�?skippera�� titolare, Fernando Gomes, che due anni dopo gli cede definitivamente la fascia. A� stato capitano anche per 42 delle sue 70 presenze col Portogallo: un legame coi a�?gradia�? che gli sono valsi il soprannome di a�?CapitA?oa��. Con la Nazionale ha preso parte alla��Europeo 1984 (rocambolesca eliminazione in semifinale, ai supplementare, con la Francia padrona di casa che vincerA� poi il torneo) e al Mondiale 1986. Dopo il ritiro, solo di recente ha intrapreso la carriera di allenatore: nella stagione 2010-a��11 ha allenato lo Sporting da CovilhA? quindi, nel gennaio 2013 e fino alla fine di quella stagione ha retto il GD Chaves. Entrambe le squadre militavano in Seconda Divisione.

3 (difensore centrale) a�� JORGE COSTA: Nativo di Oporto, dopo i primi passi nel FC Foz, arriva tredicenne nelle giovanili del Porto. Dopo la��approdo in prima squadra, a 19 anni, viene mandato in prestito per due stagioni, prima al Penafiel e poi al Maritimo. Rientrato definitivamente alla base nel 1992, non diviene un punto fermo fino al 1995, quando si conquista il posto da titolare, e non le ferma nemmeno un doppio infortunio alle ginocchia. Dalla stagione 1997-a��98 diviene il capitano della squadra, per cui giocherA� fino al 2005 tranne un prestito durante la stagione 2001-a��02, a causa degli screzi con la��allenatore Machado. Con la��esonero di questa��ultimo e la��arrivo di JosA� Mourinho, Costa torna alla base, vincendo da capitano due a�?scudettia�?, una coppa nazionale, una Supercoppa Portoghese, una Coppa UEFA e, soprattutto, la Champions League 2004. Nella stagione seguente alza al cielo una��altra supercoppa nazionale e, soprattutto, la Coppa Intercontinentale. Va quindi a chiudere la carriera in Belgio, giocando una stagione con lo Standard Liegi. Inizia quindi la carriera di allenatore, come vice al Braga, venendo poi promosso in corsa capo allenatore. Dopo due stagioni alla��Olhanense (con una promozione dalla B) e una breve esperienza alla��AcadA�mica, allena i rumeni del Cluj, quindi va a Cipro, prima alla��AEL Limassol e poi alla��Anorthosis. Dopo un breve ritorno in Patria, al PaA�os Ferreira, dal 2014 A? CT del Gabon, con cui ha partecipato alla Coppa da��Africa. Per lui anche 50 presenze e 2 reti col Portogallo, prendendo parte alla��Europeo 2000 e al Mondiale 2002. Col Porto, oltre ai trofei citati, ha vinto altri 6 campionati (1993 e i cinque consecutivi consecutivi 1995-1999), 4 coppe nazionali (1994, 1998, 2000 e 2001) e 5 Supercoppe del Portogallo (1993-1995, 1997 e 1999), per un totale di 24 trofei.

4 (difensore centrale) a�� ALOISIO: Brasiliano di Pelotas, cresce nella��Internacional di Porto Alegre, arrivando in prima squadra a 19 anni, nel 1982. Rimane fino al 1988 quando, dopo aver vinto tre campionati a�?regionalia�� consecutivi (1982-1984), lascia la a�?Nazione Rossaa�� per trasferirsi in Spagna, al Barcellona. Col a�?Dream Teama�� di Crujiff rimane per due stagioni, vincendo nella prima la Coppa delle Coppe (in finale contro la Sampdoria) e nella seconda la Coppa del Re (2 a 0 al Real Madrid in semifinale). Nel 1990 passa quindi al Porto, dove giocherA� fino alla fine della sua carriera, nel 2001. In 11 stagioni coi a�?Dragonia�� vince 7 campionati, di cui 5 consecutivi (1992, 1993 e 1995-1999); 5 coppe nazionali (1991, 1994, 1998, 2000 e 2001) e 7 Supercoppe del Portogallo (1990, 1991, 1993, 1994, 1996, 1998, 1999). Soprattutto, ha messo in bacheca almeno un trofeo in ognuno dei suoi anni al Porto. Dopo il ritiro studia da tecnico e, nel 2003, entra nello staff del Porto di Mourinho, che in quella stagione vince campionato, Supercoppa del Portogallo e, soprattutto, la Champions League. Dopo la��esonero lampo di Gigi Delneri, A? il vice dello spagnolo VA�ctor FernA�ndez, col quale il Porto vince la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa del Portogallo. Nella stagione successiva A? allenatore della squadra riserve, quindi ha una��esperienza da capo-allenatore al Vila Mea, prima di tornare a fare il vice, al Braga. Con la Nazionale brasiliana ha collezionato solo 6 presenze, ma ha conquistato la��argento ai Giochi di Seul 1988 con la squadra olimpica. Impossibile non citare Miguel Arcanjo, leader difensivo del Porto a cavallo tra gli Anni a��50 e a��60, e primo giocatore africano (A? nato in Angola) nella storia del club.

5 (terzino sinistro) a�� AUGUSTO INA?CIO: Nato a Lisbona, cresciuto nelle giovanili dello Sporting, debutta neanche ventenne in prima squadra nel 1974. Dopo la Coppa del Portogallo 1978, il campionato 1979-a��80 e il doblete campionato-coppa nazionale del 1982, passa al Porto. Dopo una prima stagione senza successi, ecco la Supercoppa di Portogallo, la coppa nazionale e la finale di Coppa delle Coppe nella��annata 1983-a��84. Quindi la seconda supercoppa consecutiva e i titolo nazionale, bissato la��anno successivo. Ed eccoci al magico biennio delle stagioni 1986-a��87 e 1987-a��88, con la supercoppa nazionale e a�� soprattutto a�� la Coppa dei Campioni nel primo anno e campionato, coppa nazionale, Coppa Intercontinentale e Supercoppa Europea nel secondo. Vittorie che chiudono un ciclo. Augusto InA?cio rimane ancora una��ultima stagione, poi si ritira e inizia a studiare da allenatore. Tempo un anno, ed ha giA� la sua prima panchina, quella del Rio Ave. Esperienza poco fortunata, che lo porto a un paio di anni di stop, prima di entrare nello staff di Bobby Robson, proprio al Porto. Dopo due stagioni a fianco del tecnico inglese, Augusto InA?cio riprende la sua carriera a�?in proprioa��, in un lungo pellegrinare da una panchina alla��altra, sia in Patria (MarA�timo e Belenenses, tra le altre) come alla��estero (dalla Grecia alla Romania, passando per la��Iran). Il punto piA? alto della sua carriera in panchina A? il biennio passato al a�?suoa�� Sporting Lisbona, con cui vince il titolo nazionale al primo tentativo, nel 1999-a��00. Per lui anche 25 presenze e la partecipazione al Mondiale 1986 con la Nazionale portoghese.

6 (centrocampista centrale) a�� ANTA�NIO ANDRA�: Cresciuto nel Rio Ave, arriva in prima squadra non ancora 19enne, nella stagione 1976-a��77. In quella successiva A? al RibeirA?o, quindi firma il suo primo contrato professionistico con il Varzim, dove rimane per 6 stagioni. Viene quindi acquistato dal Porto, su consiglio della��ex allenatore Pedroto e, dopo un periodo di adattamento iniziale, diventa un pilastro della squadra, protagonista del magico triennio con Artur Jorge in panchina, che frutta 2 campionati (1985 e 1986), 2 successi nella Supercoppa del Portogallo (1984 e 1986) e, soprattutto, la Coppa dei Campioni 1987. La partenza della��allenatore non inficia la bacheca di AndrA�, che la stagione seguente aggiunge Coppa Intercontinentale, Supercoppa Europeo e un doblete interno campionato-coppa nazionale. Dopo una stagione a�?di seccaa��, ecco i successi degli Anni Novanta: campionato nel 1989-a��90; supercoppa nazionale e Coppa del Portogallo nel 1990-a��91; campionato e Supercoppa del Portogallo nel 1991-a��92, campionato nel 1992-a��93; coppa e supercoppa nazionali nel 1993-a��94 e Supercoppa del Portogallo e campionato per chiudere la carriera, al termine della stagione 1994-a��95. Dopo il ritiro, A? entrato a far parte dello staff tecnico del club, ricoprendo diverse mansioni. Per lui anche 19 presenze e una rete nel Portogallo, con cui ha preso parte al Mondiale 1986. Citazione per il suo successore Paulinho Santos, a�?volantea�� del Porto degli Anni a��90 dei cinque campionati vinti consecutivamente (1995-1999), che chiuse col mini-triplete di Mourinho (campionato-coppa nazionale-Coppa UEFA), ritirandosi proprio prima della stagione che si chiuse con la Champions League dello a�?Special Onea��.

7 (mezzala destra) a�� JosA� Maria PEDROTO: Cresciuto nelle giovanili del Porto, viene mandato a giocare la sua prima stagione da professionista al LeixA�es. Quindi passa, causa servizio militare al Lusitano VRSA, venendo poi acquistato dal Belenenses. Rivelatosi come uno de migliori centrocampisti del Paese e arrivato in Nazionale, viene riacquistato nel 1952 dal Porto (e in quella prima stagione ne A? il cannoniere principe), con cui gioca fino al ritiro, avvenuto nel 1960. Coi a�?Dragonia�� centra il doblete campionato-coppa nazionale nella stagione 1955-a��56, rivincendo la Coppa nel 1958 e la Liga nel 1959. Dopo il ritiro si iscrive al corso per allenatori, e nel 1962 accetta il suo primo incarico alla��AcadA�mica de Coimbra, dove rimane per due stagioni. Quindi, dopo una��annata al LeixA�es e una al Varzim, arriva finalmente al Porto, dove rimane per tre stagioni, vincendo la coppa nazionale nella seconda. Segue quindi un quinquennio al VitA?ria FC, quindi due stagioni al Boavista, vincendo in entrambi gli anni la Coppa del Portogallo. Diviene quindi CT della Nazionale lusitana, incarico che ricoprirA� dal 1974 al 1977. Nel frattempo, nel 1976, torna sulla panchina del Porto: al primo anno a�?bisa�� vince la Coppa del Portogallo (per lui la terza consecutiva), mentre nei due anni seguenti conquista il campionato. Lascia nel 1980, dopo la��unica stagione senza successi di questo secondo periodo. Dopo una��annata sabbatica, torna per una stagione sulla panchina del VitA?ria, quindi per un altro biennio al Porto. Il primo anno perde la finale di coppa nazionale contro il Benfica di Eriksson (che vincerA� anche il campionato, col Porto secondo), mentre nel secondo deve lasciare per motivi di salute dopo pochi mesi dalla��inizio della stagione (in dicembre), che il Porto concluderA� vincendo coppa e supercoppa nazionali, e giocandosi la finale di Coppa delle Coppe (persa contro la Juventus), con in panchina il suo vice AntA?nio Morais. Pedroto muore nel gennaio 1985, proprio per via del male incurabile che poco piA? di un anno prima la��aveva costretto a lasciare la guida della squadra. Per lui anche 17 presenze col Portogallo. Citazione, nel ruolo, per la��argentino Lucho Gonzalez, colonna a�� con qualche a�?pausaa�� a�� del Porto post-Mourinho. E per Jaime MagalhA?es, quindici anni di successi tra gli Anni a��80 e la prima metA� degli Anni a��90.

8 (mezzala sinistra) a�� DECO: Brasiliano poi naturalizzato portoghese, muove i primi passi nel Nacional di San Paolo, per approdare poi al Corinthians. Dopo un breve passaggio al CSA di MaceiA?, viene portato in Europa dal Benfica nel 1997, a 20 anni. Viene prestato prima alla��Alverca e poi al Salgueiros. Qui lo nota il Porto, che lo acquista a metA� stagione, che finisce dunque nella Capitale, conquistando subito il campionato. La��annata seguente parte con la conquista la Supercoppa del Portogallo e si chiude con la vittoria nella coppa nazionale, segnando il gol del definitivo 2 a 0 nella finale replay. Coppa del Portogallo vinta anche nella stagione successiva cui segue, a inaugurare la��annata seguente, una��altra supercoppa nazionale. In quella stagione 2001-a��02, poi, arriva in corsa il cambio di allenatore, con la��approdo in panchina di JosA� Mourinho. Il quale, nei due anni successivi, condurrA� la squadra a un back-to-back in campionato, a una coppa nazionale (2002-a��03), una Supercoppa del Portogallo (2003), una Coppa UEFA 2002-a�?03 e, soprattutto, alla a�?miticaa�� Champions League la��anno successivo, nella cui finale segna il secondo gol (3 a 0 il risultato al 90A�) ed A? a�?Man of the Matcha��. Dopo il trionfo europeo, Deco viene acquistato dal Barcellona, non seguendo quindi a�� come sembrava in un primo momento sarebbe accaduto a�� lo a�?Special Onea�� al Chelsea. In blaugrana vince subito la Liga, quindi il secondo anno la bissa, arricchendola con la Supercoppa di Spagna e, soprattutto, con la sua seconda Champions League. Al terzo anno in Catalogna parte subito da grande protagonista, con una doppietta nella finale di ritorno della Supercoppa di Spagna, che sarA� perA? la��ultimo trofeo che metterA� in bacheca col Barcellona. La stagione seguente, infatti, A? sfortunata sia per lui (qualche acciacco di troppo) che per il club (finisce la��era Rijkaard). Lui va in scadenza di contratto e non rinnova, firmando invece proprio col Chelsea che sembrava destinato a raggiungere 4 anni prima. Coi a�?Bluesa�� rimane due stagioni, vincendo nella prima la FA Cup e nella seconda centrando la a�?tripletta nazionalea�? campionato-FA Cup-Community Shield. Torna quindi in Brasile, alla Fluminense, dove gioca fino al ritiro, annunciato nella��agosto del 2013, in prossimitA� del suo 36imo compleanno. Col Flu ha vinto due campionati brasiliani (2010 e 2012), un campionato regionale carioca (2012) e la TaA�a Guanabara (una coppa a�?localea��) 2012. A livello di Nazionale, dopo aver scelto di giocare per quella portoghese, ha disputato 2 Mondiali (2006, quarto posto, e 2010) e 2 Europei (2004, finale persa contro la Grecia, e 2008). Tra i vari riconoscimenti personali, A? stato Miglior Giocatore del Mondiale per Club 2006 e Calciatore UEFA della��Anno nel 2004, anno in cui A? stato eletto anche Miglior Centrocampista, titolo bissato nel 2006.

9 (centravanti) a�� FERNANDO GOMES: Prodotto assolutamente casalingo debutta, dopo la trafila nelle giovanili, non ancora maggiorenne nel 1974. Nelle sue prime sei stagioni, realizza in campionato 125 reti in 158 partite, vincendo la coppa nazionale nel 1977 (suo il gol-vittoria nella finale col Braga) e il campionato nei due anni successivi (aggiudicandosi, come nella��annata antecedente, il titolo di capocannoniere). Nel 1980 (capocannoniere in Coppa del Portogallo), dopo che per dispute dirigenziali si dimette la��allora direttore sportivo (e attuale presidente) Jorge Nuno de Lima Pinto da Costa, Gomes chiede la cessione e passa agli spagnoli dello Sporting GijA?n. Col ritorno, a capo del Porto, del dirigente precedentemente defenestrato, Gomes viene riacquistato, iniziando il suo secondo periodo di sette stagioni al Porto. La prima A? senza successi (sebbene lui si laurei nuovamente capocannoniere nella coppa nazionale), ma poi i trofei arrivano in serie (e con essi la fascia da capitano): Supercoppa del Portogallo, coppa nazionale e finale (persa contro la Juventus) di Coppa delle Coppe nel 1983-a��84, campionato e Supercoppa portoghese (con doppietta nel 3 a 0 della finale-spareggio) la��anno dopo, quindi di nuovo lo a�?scudettoa�? e una stagione 1986-a��87 che inizia con la supercoppa nazionale (in gol sia alla��andata sia al ritorno) e si conclude trionfalmente con la Coppa dei Campioni. Gomes, perA? perderA� la finale a causa di un infortunio. Rientra per alzare al cielo la Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale, nella quale segna il primo gol nel 2 a 1 finale. In questa stagione, la��ultima vincente, arrivano anche la vittoria in campionato e in Coppa del Portogallo. Dopo una��annata senza successi e un litigio con la dirigenza, Gomes passa allo Sporting Lisbona, dove gioca gli ultimi due anni della sua carriera, segnando ben 22 reti nella��ultimo. Ha giocato 48 partite con 11 reti nella Nazionale portoghese, di cui A? stato anche capitano, disputando la��Europeo 1984 e il Mondiale 1986 Con 352 reti in 455 presenze, A? il bomber assoluto della storia del Porto. Tra i vari riconoscimenti personali, la Scarpa da��Oro nel 1983 e nel 1985, il premio come Giocatore Portoghese della��Anno 1983, e il titolo di capocannoniere del campionato portoghese nel triennio 1983-1985. Impossibile non dedicare una citazione al brasiliano MA�rio Jardel (mio personalissimo beniamino), che in 4 stagioni (tutte da capocannoniere) realizzA? 168 reti in 175 presenze. O, in tempi piA? recenti, il colombiano Radamel Falcao, che in due annate ha realizzato 72 reti in 87 presenze e che, con 22 centri in 24 match, A? il bomber di tutti i tempi a livello internazionale del club.

10 (ala sinistra) a�� Artur PINGA de Sousa: Nato a Funchal e cresciuto nella squadra locale del Maritimo, dopo le prime apparizioni in prima squadra viene subito acquistato dal Porto, per il quale giocherA� dal 1930 al 1946, anno in cui si ritira dopo una��operazione non riuscita al menisco. Considerato il miglior giocatore portoghese della sua epoca, col Porto ha vinto due volte il Camponato do Portugal (ossia la Coppa del Portogallo, che valeva perA? come titolo nazionale) nel 1932 e nel 1937, e i primi due tornei del modello attuale, nel 1939 e 1940. A questi va aggiunto la prima Liga a�?sperimentalea��, nel 1934-a��35. A� il secondo marcatore assoluto nella storia del Porto, con 314 reti in 331, in una carriera complessiva da 394 gol in 400 match disputati, comprese le 9 marcature in 21 presenze col Portogallo. Dopo il ritiro ha intrapreso la carriera di allenatore, principalmente in club minori come Tirsense, Sanjoanense e Gouveia. Tornato al Porto come membro dello staff tecnico, la��ha allenato ad interim nella stagione 1949-a��50, occupandosi poi del settore giovanile fino alla morte, avvenuta nel 1963. Citazione da��obbligo per Paulo Futre, uno dei piA? grandi e sfortunati talenti del calcio portoghese, passato anche in Italia (Reggiana e Milan) e splendido a�?10a�� del Porto campione da��Europa 1987.

11 (ala destra) a�� Rabah MADJER: Algerino di Hussein Dey, inizia con una formazione locale, la��Onalait. A 17 anni passa ai rivali cittadini del NAHD, dove si mette in luce a suon di reti, nelle 8 stagioni che permane nel team, vincendo la Coppa da��Algeria 1978-a��79. Nel 1983 approda in Francia, al Racing Paris. Qui rimane una stagione e mezza poi, dopo un prestito semestrale al Tours, ecco finalmente il trasferimento al Porto. Coi a�?Dragonia�� vince subito il campionato. Quindi inaugura la stagione successiva con la vittoria della Supercoppa portoghese, segnando il primo dei quattro gol biancazzurri nella gara di ritorno; e la chiude col trionfo in Coppa dei Campioni, segnando di tacco il gol del momentaneo pareggio e fornendo poi la��assist per la rete della vittoria, nella finale contro il Bayern Monaco. La sua rete gli varrA� il soprannome di a�?Tacco di Allaha��. Messa in bacheca anche la Supercoppa Europea 1987 (seppur saltando entrambe le sfide con la��Ajax), arriva anche la Coppa Intercontinentale: sui il gol-vittoria ai supplementari (2 a 1 il risultato finale), che gli valgono anche il premio come miglior giocatore della competizione e, poi, il Pallone da��Oro africano. Chiusa la��annata con la doppietta campionato-coppa nazionale, si trasferisce al Valencia (dopo che, per problemi alle visite mediche, era saltato il suo passaggio alla��Inter). In Spagna rimane perA? solo mezza stagione, per fare prontamente ritorno al Porto. Saranno gli unici sei mesi portoghesi senza trofei, per lui. Nella��annata seguente, infatti, ecco nuovamente la vittoria in campionato, mentre in quella dopo ca��A? la doppietta fatta di coppa e supercoppa nazionali. Con questi ultimi successi chiude definitivamente col Porto e col calcio europeo, trasferendosi in Qatar dove, dopo 6 reti in 9 match, si ritira nel 1992. Con la sua Nazionale ha disputato 87 incontri, realizzando 29 reti, tra cui quella che ha aperto le marcature nel clamoroso Algeria-Germania Ovest 2 a 1 al Mondiale 1982. Ha disputato anche il Mondiale 1986, le Olimpiadi 1989 e tre edizioni della Coppa da��Africa (1980, 1990 e 1992), con una vittoria (1990 vincendo anche il titolo di miglior giocatore del torneo e segnando una doppietta nel clamoroso 5 a 1 con cui la��Algeria battA� i padroni di casa della Nigeria nel match inaugurale) e un secondo posto (1980). Della��Algeria A? stato anche CT, in tre diverse occasioni: nel 1994-a��95, nel 1999 e nel 2001-a��02. In questa��ultimo caso la��ha guidata nella Coppa da��Africa, in tandem con la sua ex spalla da��attacco Tedj Bensaoula. Come allenatore ha lavorato anche nelle giovanili del Porto stesso (1995-1997) e alcuni club del Qatar. Impossibile non citare, nel ruolo, HernA?ni, che coi suoi gol regalA? due coppe nazionali al Porto, negli Anni a��50, risultando la��unico marcatore di entrambe le finali, rispettivamente nel 1956 (doppietta) e 1958.

Allenatore a�� ARTUR JORGE: GiA� attaccante molto prolifico cresciuto proprio nel Porto ma affermatosi nel Benfica, laureato, smette col calcio giocato a 32 a causa degli infortuni. Si trasferisce quindi nella Germania Est, a Lipsia, per studiare i famosi (o famigerati) metodi da��allenamento dei tedeschi orientali. Inizia ad allenare due anni dopo il ritiro, nel 1980, partendo dalla panchina del VitA?ria de GuimarA?es, che lascia per prendere in corsa il Belenenses. Quindi allena per due stagioni il Portimonense, sta fermo un anno e nel 1984 viene chiamato dal Porto, su suggerimento di Pedroto, dopo che il suo vice AntA?nio Morais decide di non proseguire il rapporto col club. Sulla panchina dei a�?Dragonia��, Jorge centra subito la vittoria della Supercoppa Portoghese e del campionato. La��anno dopo mette nuovamente in bacheca lo a�?scudettoa�?, quindi ecco il capolavoro della Coppa dei Campioni 1987 (e della seconda supercoppa nazionale), dopo la quale lascia, portandosi dietro il soprannome di a�?Rei Artura��. Si trasferisce in Francia, allenando per due stagioni il Racing Paris, tornando poi al Porto. Il suo secondo periodo nella capitale portoghese dura due annate (nelle quali A? contemporaneamente anche CT del Portogallo): nella prima arriva la vittoria in campionato (di nuovo al primo colpo), mentre nella seconda ca��A? la doppietta di coppe, con la sua terza Supercoppa del Portogallo e la coppa nazionale. Torna in Francia, al PSG, dove in tre stagioni vince una coppa nazionale (1993) e una Ligue1 (1994), dopo la quale torna nuovamente a�?a casaa��, ma stavolta al Benfica. Dura una stagione e poco piA?, venendo poi esonerato. Subentra quindi a Roy Hodgson, passato alla��Inter, come CT della Svizzera. Dopo la��Europeo 1996 torna a guidare la Nazionale lusitana, che lascia dopo soltanto un anno. Inizia quindi un pellegrinaggio su varie panchine: Tenerife, Vitesse in Olanda, di nuovo PSG, poi in Arabia Saudita con Al-Nassr e Al-Hilal, con questa��ultimo vincendo campionato e la��equivalente asiatico della Coppa delle Coppe. Quindi, nel 2002, torna in Portogallo, alla��AcadA�mica, mentre la stagione dopo A? al CSKA di Mosca, con cui vince la Supercoppa di Russia. Nel 2004 diviene CT del Camerun, che guida per due anni, fallendo perA? la qualificazione al Mondiale 2006. Dopo questa esperienza, allena il CrA�teil, nella Serie B francese. Seguono 7 anni senza un ingaggio, prima della chiamata degli algerini del MC Alger, nel novembre 2014.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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