All Time XI: PSV Eindhoven

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Nato poco piA? di 100 anni fa come circolo ricreativo per i dipendenti della Philips, il club ha inizialmente faticato ad imporsi, rispetto ad Ajax e Feyenoord. Ma, specie dalla seconda metA� degli Anni a��70, ha iniziato a dire la sua, fino alla��exploit della��era-Haddink, che hanno fatto del club di Eindhoven una delle cosiddette a�?Big Threea��, insieme appunto alle succitate rivali.

22 campionati, 9 coppe e altrettante supercoppe nazionali, la Coppa UEFA 1977-a��78 e, soprattutto, la Coppa dei Campioni dieci anni dopo (alla��interno di un a�?Tripletea��), questo il palmarA?s dei biancorossi, che nella loro versione a�?all timea�� si schierano con un 4-4-2 che A? quasi un 4-2-4, nella tipica mentalitA� offensiva del calcio olandese:

1 (portiere) a�� Hans VAN BREUKELEN: Cresciuto nel BVC di De Bilt, con cui debutta in prima squadra nel 1974 a 17 anni, la��anno seguente si trasferisce alla��Utrecht FC, squadra della sua cittA� natale. Vi rimane fino al 1982, quando passa agli inglesi del Nottingham Forest. Dopo due stagioni sotto Brian Clough, torna in Patria al PSV. Ad Eindhoven gioca 10 stagioni, fino al ritiro avvenuto nel 1994. In questi 10 anni vince 6 campionati (4 consecutivi dal 1986 al 1989, piA? la doppietta 1991-1992), 3 coppe nazionali consecutive (1988-1990), una Supercoppa da��Olanda (1992) e, soprattutto, la storica Coppa dei Campioni 1987-a��88. Dopo il ritiro si avvia a una brillante carriera di imprenditore, tornando nel calcio 3 anni dopo come direttore sportivo della��Utrecht. Lascia nel gennaio del 2000, tornando a fare la��imprenditore. Dal luglio 2010 fa parte del Consiglio di Amministrazione del PSV. Per lui anche 73 presenze con la��Olanda, con la quale ha disputato un Mondiale (1990) e 3 Europei: quello vinto nel 1988 (miglior portiere del torneo), e quelli del 1980 e 1992. A� stato per 4 volte Portiere Olandese della��Anno (1987, 1988, 1991 e 1992). Citazione per Jan van Beveren, a�?numero 1a�� del PSV per tutti gli Anni a��70.

2 (terzino destro) a�� Eric GERETS: Belga, cresciuto nei dilettanti della�� AA Rekem, squadra della sua cittA�, nel 1971 approda allo Standard Liegi. Vi gioca fino al 1983, vincendo 2 campionati (1982 e 1983), una Coppa del Belgio (1980-a��81) e una supercoppa nazionale (1981). Arriva quindi in Italia, al Milan, dove rimane perA? una sola stagione. Si trasferisce poi in Olanda, al MVV di Maastricht, rimanendo anche qui un anno solo, e approdando poi finalmente al PSV, nel 1985. Due anni dopo ne diventa il capitano, guidando la squadra al a�?Tripletea�� del 1988, con campionato, Coppa da��Olanda (vinta grazie alla sua doppietta in finale contro il Roda) e, soprattutto, Coppa dei Campioni. Col PSV ha vinto anche altri 5 campionati (1986, 1987, 1989, 1991 e 1992) e altre due coppe nazionali (1989 e 1990). Dopo il ritiro, nel 1992, inizia subito ad allenare, tornando in Belgio al Liegi. Dopo due anni passa al Lierse e quindi, dopo un triennio (concluso col titolo nazionale), al Club Brugge (vincendo lo a�?scudettoa�? al primo colpo e la supercoppa nazionale subito dopo). Due stagioni coi nerazzurri, ed eccolo tornare al PSV da tecnico. Vince qualcosa in tutti e 3 i suoi anni in panchina ad Eindhoven: campionato il primo anno, campionato e Supercoppa da��Olanda il secondo, ancora la supercoppa nazionale il terzo. Va quindi in Germania, al Kaiserslautern, spostandosi due anni dopo al Wolfsburg. Nel 2005 va in Turchia, al Galatasaray, vincendo subito il campionato, e rimanendovi anche la stagione successiva, quando passa poi alla��Olympique di Marsiglia. Nelle due stagioni francesi non vince nulla, ma si rifA� subito coi sauditi della��Al-Hilal, coi quali porta subito a casa la vittoria in campionato. Diviene quindi CT del Marocco per un biennio, che chiude con la vittoria della Coppa da��Arabia 2012. Esonerato qualche mese dopo, trova subito contratto in Qatar, al A�Lekhwiya, con cui vince il campionato 2013-a��14, subito dopo il quale lascia, per passare alla��Al Jazira Club, negli Emirati Arabi. 86 (con 2 reti) le presenze con la maglia del Belgio, col quale ha disputato 3 Mondiali (1982, 1986 a�� quarto posto finale – , e 1990, questa��ultimo da capitano) e la��Europeo 1980, nel quale i a�?Diavoli Rossia�� si arresero solo in finale contro la Germania Ovest. Nel 1982 A? stato Calciatore Belga della��Anno, mentre nel 1997 e 1998 A? stato Miglior Allenatore in Patria. Nel 2009 A? stato invece miglior tecnico della Ligue 1.

3 (difensore centrale) a�� Huub STEVENS: Nativo di Sittard, cresce nel Fortuna, squadra della sua cittA�, con cui debutta in prima squadra nella stagione 1970-a��71, a 17 anni. Gioca a�?in casaa�� fino al 1975, anno in cui si trasferisce al PSV, per il quale giocherA� fino al ritiro, nel 1986, dopo aver rivinto il campionato giA� conquistato nel 1976 e nel 1978. In queste due stagioni erano arrivate anche, rispettivamente, la Coppa da��Olanda e la Coppa UEFA. Dopo il ritiro, entra subito nello staff tecnico delle giovanili del club, dove rimane fino al 1993, quando inizia la sua avventura da allenatore al Roda JC. Allena qui per tre anni, quindi si trasferisce in Germania, allo Schalke04, con cui vince subito la Coppa UEFA (battendo in finale la��Inter ai rigori). Rimane fino al 2002, salutando dopo una doppietta nella Coppa di Germania e accasandosi alla��Herta Berlino, con cui centra subito la Coppa di Lega. Viene perA? esonerato dopo pochi mesi della stagione successiva. Riparte dalla B tedesca, a Colonia, centrando subito la promozione e tornando poi al Roda, che lascia in corsa dopo un anno e mezzo per accettare la panchina della��Amburgo, portandolo dalla zona retrocessione al settimo posto finale. Rimane anche la stagione seguente, dopo la quale approda finalmente sulla panchina del a�?suoa�� PSV, dimettendosi perA? dopo 6 mesi, nonostante la vittoria della supercoppa nazionale a inizio stagione. Pochi mesi dopo prende in corsa il Red Bull Salisburgo, che allena per due anni (vincendo il campionato alla��esordio), fino alla��esonero della��aprile 2011. Qualche mese piA? tardi torna in corsa allo Schalke04, rimanendovi per 15 mesi, fino alla��esonero del dicembre 2012. Riparte la stagione successiva dai greci del PAOK, ma a marzo viene esonerato. Una settimana dopo subentra sulla panchina dello Stoccarda, dimettendosi due mesi dopo. Viene richiamato alla guida del club nel dicembre 2014. Citazione anche per una vecchia conoscenza del calcio italiano come Jaap Stam, che da qui ha spiccato il volo verso lo United.

4 (difensore centrale) a�� Ronald KOEMAN: Specialista dei calci piazzati, ha giocato in tutte e tre le principali squadre olandesi, Ajax, PSV e Feyenoord. Regista difensivo schierabile anche a centrocampo, la tipica intelligenza tattica a�?oranjea�? e il carattere da mastino (che gli A? valso il soprannome di a�?Ramboa��) ne hanno fatto uno dei top nel ruolo a cavallo tra Anni a��80 e a��90. Detiene il primato di goal realizzati da un difensore nei campionati nazionali (193) e quello di rigori segnati consecutivamente (25) per quanto riguarda la Spagna. Inizia nel Groningen nel 1980 e, dopo tre campionati, passa al celeberrimo Ajax, col quale vince un campionato e una coppa nazionale. Si ferma anche qui per tre anni, prima di passare ai rivali del PSV, dove pure rimane un triennio. Periodo nel quale, allenato da un a�?gurua�? come Guus Hiddink, vince tre Eredivisie su tre, due coppe nazionali e, soprattutto, la Coppa Campioni del 1988, nella cui finale segna il primo rigore nella lotteria finale contro il Benfica. Con la squadra di Eindhoven ha segnato 63 reti (in 130 presenze), una media di 21 a stagione: non male per un difensore centrale! Eccolo quindi al Barcellona, dove lo vuole il connazionale Cruyff, che col suo innesto al centro della difesa inizia a vincere. Alla prima stagione A? Copa del Rey, poi vengono i 4 a�?scudettia�? consecutivi e, appunto, la Champions del 1992. Oltre alla Supercoppa Europea del 1992 e a tre Supercoppa di Spagna. Dopo essersi fermato al Camp Nou il doppio del suo solito (sei anni invece che tre), torna in patria a chiudere la carriera nel Feyenoord. Nel 1998 entra nello staff tecnico della Nazionale olandese, come assistente del suo ex allenatore a Eindhoven, Hiddink. Quindi passa nello staff tecnico del BarA�a, e da qui alla sua prima panchina da capo allenatore, al Vitesse, portandolo alla qualificazione in Coppa UEFA. Risultato che gli vale la chiamata alla��Ajax, dove vince subito lo a�?scudettoa�? e la coppa nazionale. Rimane altre due stagioni e mezzo, con un’altra Eredivisie e una supercoppa nazionale in bacheca, prima di dimettersi a causa di diverse frizioni alla��interno dello spogliatoio (ad esempio con un allora giovane Zlatan Ibrahimovic). Passa quindi sulla panchina dei portoghesi del Benfica, dove rimane una sola stagione (con coppa nazionale e terzo posto in campionato), prima di tornare in patria, stavolta al PSV, dove succede al suo maestro Hiddink. Vince il titolo al primo colpo, grazie ad un goal in piA? nella differenza reti nei confronti della��Ajax, dopo che alla��ultima giornata si presentavano tre squadre (la terza era la��AZ Alkmaar) a pari punti. Nonostante lo a�?scudettoa�? lascia, per tornare in pista dopo quale mese, prendendo in corsa la panchina del Valencia. Vince la Copa del Rey, ma in campionato A? un disastro e viene cacciato prima della fine della stagione. Dopo un anno di stop, riceve la chamata della��AZ campione in carica, per rimpiazzare Van Gaal passato al Bayern. La��esperienza A? negativissima, tanto che a dicembre viene esonerato. Conclude nuovamente il tour delle a�?big threea�? da��Olanda, fatto giA� da giocatore, insediandosi sulla panchina del Feyenoord alla��inizio della stagione 2011-2012. Vi rimane fino alla��estate del 2014, quando si trasferisce in Inghilterra, divenendo il manager del Southampton. Vanta 78 presenze e 14 reti nella��Olanda, con la quale ha vinto la��Europeo 1988, e disputato un altro torneo continentale (1992) e 2 Mondiali (1990 e 1994). Citazioni per Adrie Van Kraaij, per un decennio tra gli Anni a��70 e a��80 al centro della difesa del PSV, e per il romeno Gheorghe Popescu, successore proprio di Koeman, ad Eindhoven per un quadriennio di successo.

5 (terzino sinistro) a�� Jan HEINTZE: Danese, cresciuto nel vivaio del TA?rnby Boldklub, squadra della sua cittA� natale, dopo un breve passaggio al KA?benhavns Boldklub, ne gennaio 1981 fa il suo debutto professionistico col Kastrup Boldklub. Un anno e mezzo piA? tardi approda al PSV, dove rimane per 12 stagioni, fino al 1994. In questi anni vince 6 campionati (di cui 4 consecutivi nel periodo 1986-1989, e la doppietta 1991-1992), 3 coppe nazionali consecutive (1988-1990), una supercoppa nazionale (1992) e, soprattutto, la Coppa dei Campioni 1987-a��88. Si trasferisce quindi in Germania, dove rimarrA� per 5 stagioni: 2 col Bayer Uerdingen e 3 col Bayer Leverkusen. Torna quindi, dopo un lustro, al PSV, rimanendovi per altri 4 campionati, nei quali conquista altri 3 a�?scudettia�? (2000, 2001 e 2003) e due supercoppe nazionali (2000 e 2001). Vanta 86 presenze e 4 reti con la Danimarca, di cui A? stato anche capitano, e con la quale ha disputato 2 Mondiali (1998 e 2002) e altrettanti Europei (1988 e 2000), saltando perA? quello della storica vittoria nel 1992 per infortunio. Da citare il suo primo erede, Arthur Numan, e il secondo Wilfred Bouma, al quale ha fatto da chioccia negli ultimi anni di carriera.

6 (centrocampista) a�� Mark VAN BOMMEL: Cresciuto nel RKVV Maasbracht, squadra della sua cittA�, nel 1992 a 15 anni approda al Fortuna Sittard, con cui firma il suo primo contratto professionistico, debuttando in prima squadra giA� in quella stagione. Gioca qui anche le 6 stagioni seguenti, approdando nel 1999 al PSV. In 6 campionati vince 4 a�?scudettia�? (2000, 2001, 2003 e 2005), una Coppa da��Olanda (2005) e 3 supercoppe nazionali (2000, 2001, e 2003). Passato al Barcellona, coi catalani centra subito Supercoppa di Spagna, Liga e soprattutto la vittoria in Champions League. Inizia la stagione seguente ancora in blaugrana, mettendo in bacheca una��altra supercoppa nazionale, e passando subito dopo ai tedeschi del Bayern Monaco. Qui rimane 4 stagioni e mezza, divenendo il prima capitano straniero nella storia dei bavaresi, e centrando due double campionato-Coppa di Germania (2008 e 2010), una Supercoppa Tedesca (2010) e una Coppa di Lega (2007). Nel gennaio 2011 si trasferisce al Milan, con cui centra subito lo Scudetto. Inaugura quindi la stagione seguente con la Supercoppa Italiana, per tornare poi a fine annata a giocare una��ultima stagione col a�?suoa�� PSV, con cui vince nuovamente la Supercoppa da��Olanda, ritirandosi a fine stagione. Per lui 79 presenze e 10 reti con la Nazionale olandese, con cui ha disputato 2 Mondiali (2006 e 2010, secondo posto finale) e la��Europeo 2012, da capitano. In Patria A? stato Miglior Giovane nel 1999 e Calciatore Olandese della��Anno nel 2001 e nel 2005. Citazione per Berry Van Aerle, che sdoppiandosi tra questo ruolo e quello di terzino destro, ha giocato per il PSV dal 1981 al 1994, vincendo la Coppa dei Campioni nel 1988, oltre a 5 campionati (1986, 1988, 1989, 1991 e 1992), 3 coppe nazionali consecutive (1988-1990) e la Supercoppa da��Olanda 1992.

7 (ala destra) a�� Gerald VANENBURG: Nativo di Utrecht, dopo i primi passi in alcune formazioni a�?minoria�� come Sterrewijk ed Elinkwijk, a 16 entra nella��academy della��Ajax. Debuttante in prima squadra la��anno seguente, conclude la sua prima stagione tra i a�?grandia�� con 11 presenze e 3 reti, guadagnandosi il soprannome a�? Geraldinhoa�� per le movenze brasiliane. Gioca con la��Ajax fino al 1986, rifornendo di assist Marco Van Basten e Wim Kieft (che ritroverA� poi al PSV), e vincendo 3 campionati (1982, 1983 e 1985) e 2 coppe nazionali (1983, segnando una doppietta nella finale di ritorno, e 1986). Passato al PSV, vi rimane fino al 1993, conquistando almeno un titolo in ognuna delle sue stagioni ad Eindhoven. Si parte col campionato al primo anno, nel 1987, cui segue il a�?Tripletea�� la stagione successiva, dove al bis in Eredivisie si sommano la Coppa da��Olanda e, soprattutto, la Coppa dei Campioni (nella cui finale Vanenburg trasforma il proprio calcio di rigore). Nel 1989 A? tocca al double nazionale, quindi nel 1990 arriva la terza Coppa da��Olanda consecutiva. Nel 1991 e 1992 ecco una doppietta in campionato e infine, nella��ultima stagione, la Supercoppa da��Olanda. Emigra quindi in Giappone, al JA?bilo Iwata, dove rimane per tre anni. Torna poi in Patria, giocando per mezza stagione con la squadra di casa sua, la��Utrecht. Si trasferisce poi in Francia, al Cannes, dove rimane una sola annata, prima di chiudere la carriera agonistica con le due stagioni in forza ai tedeschi del Monaco 1860. Ritiratosi, torna immediatamente al PSV come tecnico del settore giovanile, incarico che manterrA� per un quinquennio, tranne una breve parentesi nel 2004 sulla panchina del Monaco 1860. Nel 2006 arriva il suo primo incarico da capo allenatore a inizio stagione, sulla panchina della��Helmond Sport, nella��equivalente olandese della Serie B. La��esperienza si conclude a stagione in corso, con la��esonero in febbraio. Rientra in pista un anno dopo, prendendo in corsa la��FC Eindhoven. A fine stagione passa al Willem, come allenatore in seconda, sua ultima esperienza. Con la Nazionale olandese ha collezionato 42 presenze e una rete, partecipando al vittorioso Europeo 1988 e al Mondiale 1990. A� stato per due volte consecutive Calciatore Olandese della��Anno, nel 1988 e 1989. A�Citazione per RenA� van der Kerkhof, per un decennio padrone incontrastato di questa fascia, e protagonista della��Olanda vice campione del Mondo 1974 e 1978.

8 (ala sinistra) a�� Philip COCU: Nato proprio ad Eindhoven, A? cresciuto a Zevenaar, giocando per entrambi i club locali, DCS e De Graafschap. A 17 anni approda alla��AFC a��34, dove lo nota la��AZ Alkmaar, che lo acquista e lo lancia in prima squadra. Dopo due stagioni passa al Vitesse da dove, dopo un quinquennio, lo preleva il PSV. Va in gol al debutto, e anche nella finale vinta di Coppa da��Olanda. La stagione seguente si apre con la vittoria della Supercoppa da��Olanda, e si conclude con quella del campionato. La terza e a�� momentaneamente a�� ultima, lo vede assoluto protagonista in supercoppa, con una doppietta nel 3 a 1 al Roda JC. Libero a parametro zero ed inseguito da tutti i piA? blasonati club europei, firma col Barcellona. In Catalogna rimane per 6 stagioni, vincendo la Liga al primo anno, cui contribuisce con 12 reti in 36 incontri. Nella��estate 2004 torna quindi al PSV, giocandovi per altre tre stagioni, tutte vincenti. Nella prima, infatti, arriva la Coppa da��Olanda (suo il secondo dei 4 gol a 0 che il PSV rifila al Willem II), mentre le altre due sono sigillate da una doppietta in campionato, vincendo entrambi i titoli da capitano. Si trasferisce quindi negli Emirati Arabi, per giocare una��ultima stagione con la��Al Jazira, vincendo la Champions League del Golfo, e appendendo poi le scarpe al chiodo. Dopo il ritiro si iscrive al corso per allenatori, entrando nello staff tecnico del settore giovanile del PSV e in quello della Nazionale olandese. Diviene poi vice allenatore della��Under-19 del PSV e, nel 2008, entra nello staff tecnico della prima squadra. Promosso vice nel gennaio 2009, nel marzo 2012 diviene capo allenatore ad interim, vincendo la Coppa da��Olanda. Cocu torna alle giovanili, come tecnico della squadra Under-19, lasciando al contempo il proprio posto nello staff della Nazionale dopo la��Europeo 2012. La��anno dopo Cocu diviene ufficialmente il tecnico del PSV, portandolo questa��anno alla vittoria in campionato che mancava dal 2008. Per lui anche 101 presenze e 10 reti con la Nazionale olandese, con la quale ha preso parte a 2 Mondiali (1998 e 2006) e a 3 Europei (1996, 2000 e 2004).

9 (centravanti) a�� ROMARIO: Una tradizione importante di centravanti, quella del PSV. Dal Wim Kieft del team campione da��Europa (dopo esser stato in Italia con Pisa e Torino) al a�?Fenomenoa�� Ronaldo, portato in Europa proprio dalla compagine olandese. Senza dimenticare il belga Luc Nilis, bomber magari non da copertina, ma assolutamente efficace. Ma nessuno di loro ha avuto la��impatto e la��amore dei tifosi come a�?O Baixinhoa��. Brasiliano di Rio, dopo i primi passi nel piccolo Olaria, nel 1981 a 15 anni entra nelle giovanili del Vasco de Gama. 4 anni dopo debutta in prima squadra, in una stagione che lo vedrA� segnare 11 reti in 21 partite nel campionato statale Carioca. La��anno dopo i gol sono 20 in 25 apparizioni, cui si sommano i 9 in 23 presenze nel Brasilerao. Gli ultimi due anni i suoi 16 centri in 24 match valgono la vittoira del titolo statale. Quindi, dopo aver disputato le Olimpiadi di Seul 1988, dove A? capocannoniere e vince la medaglia da��argento col Brasile, si trasferisce al PSV, fresco campione da��Europa. Va a segno nella sfida di Coppa Intercontinentale, marcando la rete che porta il PSV ai supplementari, e trasformerA� pure il suo rigore nella lotteria dal dischetto che vedrA� perA? prevalere gli uruguaiani del Nacional di Montevideo. La squadra centra comunque la doppietta campionato-Coppa da��Olanda, con Romario capocannoniere in entrambi i casi (e autore della rete che apre il 4 a 1 nella finale di coppa col Groningen). Cosa che si ripete anche la��anno seguente, anche se il campionato sfugge, mentre la coppa nazionale A? nuovamente conquistata. A� capocannoniere in campionato anche il terzo anno, e stavolta il titolo non sfugge. Come non sfugge la��anno seguente, mentre la sua ultima stagione ad Eindhoven vede il PSV conquistare la Supercoppa da��Olanda. Nella��estate 1993, dopo un impressionate score complessivo di 165 reti in 167 partite passa al Barcellona. In Catalogna ha una prima stagione superlativa, con 30 reti in 33 partite di Liga, vinta da capocannoniere, e la��approdo alla finale di Champions League, dove perA? i blaugrana saranno strapazzati con un sonoro 4 a 0 dal Milan di Capello. La stagione seguente si apre con la vittoria nella Supercoppa di Spagna, e a fine anno Romario vince il FIFA World Player. Dopo uno scontro con la��allenatore Cruijff, perA?, nel gennaio 1995 lascia il Barcellona per tornare in Brasile, al Flamengo. Qui rimane un anno e mezzo, vincendo nel 1996 il campionato statale Carioca e la Copa de Oro. Torna quindi in Spagna, al Valencia, ma dopo 4 reti in 5 partite torna subito al Flamengo. Rientrato al Valencia nella stagione successiva, rompe di nuovo col club e torna ancora una volta al Flamengo, con cui vince un altro campionato statale e la Copa Mercosur nel 1999. La��anno seguente fa rientro al club che la��ha lanciato, il Vasco da Gama, dove rimane per due anni e mezzo prima di approdare alla Fluminense. Dopo la breve esperienza col a�?Flua��, si trasferisce in Qatar, alla��Al-Sadd, con cui vince campionato, Coppa del Principe e Coppa della��Emiro. Torna poi alla Fluminense per due stagioni, quindi un altro anno al Vasco da Gama e poi la��avventura statunitense, al Miami FC. Segue un breve passaggio in Australia, alla��Adelaide, quindi una��altra manciata di apparizioni col Vasco, cui segue il ritiro nel 2007. Torna in campo due anni dopo , per una��apparizione con la��AmA�rica-RJ, chiudendo poi definitivamente col calcio giocato. Cimentatosi anche con footvolley e beach soccer, nel 2010 Romario si dA� alla carriera politica, venendo eletto alla Camera dei Deputati col Partito Socialista Brasiliano. Forte oppositore del Mondiale casalingo, nel 2014 viene eletto senatore dello Stato di Rio de Janeiro. Col Brasile ha segnato 55 reti in 70 presenze, vincendo il Mondiale 1994 (bomber della squadra con 5 reti e Miglior Giocatore del torneo), la Copa AmA�rica nel 1989 e nel 1997 e la Confederations Cup 1997 da re dei bomber. A livello giovanile, oltre alla citata partecipazione olimpica, ca��A? il Campionato Sudamericano Under-20 vinto nel 1985, anche questo da capocannoniere. Ha preso parte anche al Mondiale 1990 e alla Copa AmA�rica nel 1987. A� stato inoltre re dei bomber in diversi campionati brasiliani, nelle coppe sudamericane e nei suoi vari passaggi in giro per il Mondo. Numerosi anche i riconoscimenti individuali tra premi FIFA, CONCACAF e nazionali.

10 (seconda punta/trequartista) a�� Willy VAN DER KUIJLEN: Cresciuto nel HVV Helmond, squadra della sua cittA�, a 18 anni approda al PSV Eindhoven, dove debutta segnando 5 reti in una��amichevole estiva. A� il 1964, e vi rimarrA� fino al 1981, divenendone il piA? grande cannoniere di tutti i tempi, con le sue 337 reti in 586 partite, che lo issano al primo posto anche come presenze. Col PSV ha vinto 3 campionati (1975, 1976 e 1978), 2 coppe nazionali (1974 e 1976) e la Coppa UEFA 1978, segnando il terzo e ultimo gol nella finale di ritorno. Nella��agosto 1981, dopo un anno piA? in panchina che in campo anche a causa di un rapporto difficile col nuovo allenatore, chiede il trasferimento, passando al MVV Maastricht. Qui rimane una stagione quindi, dopo qualche apparizione coi belgi della��Overpelt Fabriek, si ritira. Entra quindi nello staff tecnico del PSV, che lascia nel 1988 per divenire vice allenatore del Roda JC. Torna quindi ad Eindhoven come tecnico del settore giovanile, incarico che ricopre fino al 2004, quando passa al ruolo di osservatore. Lavora tuttora per il club. Con la Nazionale olandese ha giocato 22 partite, mettendo a segno 7 reti. Non ha tuttavia preso parte ad alcun torneo internazionale, chiuso dal a�?monumentoa�� Cruijff, col quale aveva oltretutto un cattivo rapporto. A� stato 3 volte capocannoniere della Eredivisie (1966, 1970 e 1974) e re dei bomber della Coppa delle Coppe 1974-a��75. Non puA? mancare una citazione per Ruud Gullit, che qui si A? guadagnato metA� del suo Pallone da��Oro, e spiccato il volo verso i grandissimi successi col Milan di Sacchi.

11 (centrocampista) a�� Willy VAN DER KERKHOF: Gemello della��ala RenA�, cresce nelle giovanili del Twente, debuttando in prima squadra nella stagione 1970-a��71, che conclude con 27 presenze e 6 reti. Dopo altre due stagioni da titolare, viene acquistato dal PSV Eindhoven, diventandone praticamente da subito una colonna. Vi giocherA� per 15 stagioni, lasciando nel 1988 dopo il favoloso Treble fatto di campionato, Coppa da��Olanda e, soprattutto, Coppa dei Campioni. A questo straordinario traguardo, si aggiungono altri 5 campionati (1975, 1976, 1978, 1986 e 1987), altre due coppe nazionali (1974, segnando la quarta delle 6 reti a 0 rifilate al NAC, e 1976) e la Coppa UEFA 1978, nella quale apre le marcature nel 3 a 0 ai francesi del Bastia nella finale di ritorno (0 a 0 alla��andata). Per lui anche 63 presenze e 5 reti con la Nazionale olandese, col doppio secondo posto mondiale nel 1974 e nel 1978, il terzo posto alla��Europeo 1976 e la partecipazione a quello 1980.

ALL. Guus HIDDINK: GiA� calciatore, soprattutto nelle fila del De Graafschap, ma con un paio di stagioni anche al PSV, dopo il ritiro nel 1982 e il corso da allenatore, nel 1983 torna ad Eindhoven come membro dello staff tecnico, venendo promosso alla guida della prima squadra nel marzo 1987. Chiude quel suo primo scorso di stagione vincendo il campionato, mentre la��annata successiva, la primissima da inizio stagione, centra il Treble rivincendo il campionato e trionfando in Coppa da��Olanda e soprattutto nella Coppa dei Campioni. Rimane per altre due stagioni, centrando un double campionato-coppa nazionale nella penultima, e la terza Coppa da��Olanda consecutiva nella��ultima. Allena quindi per una stagione i turchi del FenerbachA�e, trasferendosi poi in Spagna, al Valencia. Esonerato dopo due stagioni e mezza, qualche mese dopo viene richiamato, completando anche la terza annata, tutte perA? senza successi. Sei mesi di stop, quindi ecco la��approdo al ruolo di CT della Nazionale olandese, che guiderA� fino al Mondiale 1998, divenendo poi allenatore del Real Madrid. Coi a�?Blancosa�� resiste poco piA? di sei mesi, in tempo perA? per vincere la Coppa Intercontinentale sfuggitagli 10 anni prima col PSV. Un anno di stop, ed ecco poi la��approdo in corsa sulla panchina del Betis Siviglia, guidato per 4 mesi. Altri sei mesi a�?sabbaticia��, ed ecco la��incarico come CT della Corea del Sud, che porta ad uno straordinario quarto posto finale nel Mondiale casalingo del 2002 (non senza alcuni aiuti arbitrali al limite del ridicolo). Torna quindi al PSV, guidandolo per altre 4 stagioni, vincendo 3 campionati (2003, 2005 e 2006), una Coppa da��Olanda (2005) e una Supercoppa da��Olanda (2003). Nel suo ultimo anno ad Eindhoven diviene anche CT della��Australia, che porta ai Mondiali 2006, dove esce agli ottavi contro la��Italia futura vincitrice della Coppa del Mondo. Inizia subito dopo la sua quarta diversa avventura da CT, con la Russia, che conduce fino alle semifinali della��Europeo 2008, ma che non riesce a qualificare per il Mondiale 2010. Nel frattempo, a febbraio 2009 prende in corsa il Chelsea, che guida fino a fine stagione, vincendo la FA Cup. Chiusa la��esperienza russa nel 2010, ecco un nuovo posto da CT, in Turchia: incarico che si conclude anzi tempo, nel novembre 2011. Tre mesi dopo A? sulla panchina dei facoltosi russi della��Anzhi, che guida fino al luglio 2013. Un anno dopo torna a fare il CT della��Olanda, incarico che ricopre attualmente. Vincitore anche di vari riconoscimenti individuali, A? stato allenatore della��anno in quasi tutti i Paesi dove ha allenato, e nel 2002 A? stato Miglior Allenatore del Mondo. A� inoltre cittadino onorario di diverse cittA�, compresa ovviamente Eindhoven.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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