All Time XI: River Plate

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La squadra piA? titolata da��Argentina, una delle grandi nobili del Sudamerica, i a�?Milionariosa�?.

Fabbrica incredibile di prodotti del vivaio, specie per quanto riguarda trequartisti (oltre a quelli citati nella a�?supersquadraa�?, si va da Omar Sivori a Pablo Aimar, passando da Ariel Ortega, Marcelo Gallardo, AndrA�s Da��Alessandro, e altri che sicuramente dimentico) e centravanti (sono passati da qui anche Julio Cruz e, a fine carriera, David Trezeguet, oltre ai vari che leggerete piA? avanti), gioca le sue gare casalinghe in uno degli stadi piA? mitici della storia del calcio, il a�?Monumentala�� di Buenos Aires.

Rivali a�?borghesia�? dei a�?popolaria�? del Boca Juniors, rispetto ai a�?cuginia�? hanno vinto meno a livello internazionale, avendo ad esempio perso 2 finali su 4 in Copa Libertadores (curiosamente, tutte disputate a distanze 10 anni la��una dalla��altra: 1966, 1976, 1986 e 1996).

Divenuta celebre, negli Anni a��40, per la sua formidabile linea da��attacco nota come a�?La MA�quinaa��, la squadra rioplatense A? nota anche per una solida e storica amicizia con una squadra italiana: il Torino. Il River fu una delle prime squadre ad attivarsi per dare una mano dopo la tragedia di Superga, volando addirittura in Italia per una��amichevole di beneficenza.

Il River Plate a�?all timea�? si schiera col a�?Sistemaa�?, che potremmo tradurre in un 3-2-5 a�?dinamicoa�?:

1 (portiere) a�� Amadeo CARRIZO: Cresciuto a�?in casaa�?, A? stato un grande innovatore del ruolo: il primo portiere a indossare i guanti, il primo a giocare anche fuori area e a utilizzare i rinvii per dare il via al contropiede. a�?numero 1a�? dai tempi della celeberrima a�?MA�quinaa�?, difese la porta del River dal 1945 al 1968, per un totale record di 520 presenze. Lasciato il a�?MonumentA�la��, si trasferisce a�� come altri prima di lui a�� ai colombiani Milionarios, dove rimane per un paio di annate, prima di ritirarsi, non prima di aver vinto la Mustang Cup (torneo in voga al tempo). Col River, invece, ha messo in bacheca sette campionati (1945, 1947, 1952, 1953, 1955, 1956 e 1957), una Copa Ibarguren (1952, una specie di Supercoppa argentina tra squadre campioni regionali) e due edizioni della Copa Aldao (1947 e 1955, trofeo che si disputava tra i campioni di Argentina e quelli di Uruguay). Con la Nazionale argentina ha collezionato 20 presenze, giocando da titolare il Mondiale 1958, e vincendo la TaA�a das NaA�A�es, torneo organizzato nel 1964 in Brasile, per festeggiare i 50 anni della federazione calcistica carioca. Piccola menzione anche per Ubaldo Fillol, detto a�?el Patoa�?, oltre 350 partite con la maglia del River, e portiere della Nazionale argentina che vinse il Mondiale casalingo del 1978.

2 (stopper centrale) a�� Ricardo VAGHI: Formatosi nel Club Almagro, squadra del suo quartiere, a 19 anni (1935) passa al River Plate, rimanendovi fino alla chiusura della propria carriera, nel 1949. Per lui sei titoli nazionali (1936, 1937, 1941, 1942, 1945 e 1947) e 323 presenze, decimo assoluto nella classifica di tutti i tempi. Pilastro difensivo nella��era della a�?MA�quinaa��, alla��epoca era considerato uno dei migliori marcatori di tutto il Sudamerica. A� tuttora vivente, e tra due mesi compirA� 98 anni.

3 (stopper sinistro) a�� Daniel PASSARELLA: a�?El Gran CapitA�na�?, a�?El Caudilloa�?, a�?El Kaisera�?. Tre soprannomi che definiscono bene la leadership di questo giocatore. Formatosi nel piccolo Sarmiento, nel 1974 a�� a 21 anni a�� approda al River Plate. Ci rimane fino al 1982, vincendo 6 titoli: 1975 Metropolitano and Nacional, 1977 Metropolitano, 1979 Metropolitano and Nacional e 1981 Nacional. Nel 1976, inoltre, viene eletto Giocatore Argentino della��Anno. Dopo il Mondiale 1982 si trasferisce in Italia, alla Fiorentina, dove rimane per 4 stagioni, passando poi alla��Inter. A seguito dei due campionati in nerazzurro, torna in Patria, per giocare una��ultima annata nel River, lasciando il calcio giocato nel 1989, approdando praticamente subito sulla panchina del River stesso, rimanendovi fino alla��estate del 1994, quando lascia per diventare CT della��Argentina, dopo aver vinto il campionato al debutto, la��Apertura 1991 e quella 1993. Il suo quadriennio alla guida della Nazionale si conclude con la��eliminazione ai quarti di Francia a��98. Dopo circa un anno di stop, torna a fare il CT, stavolta per la��Uruguay, ma nei due anni alla guida della a�?Celestea�? raccoglie scarsi risultati, e lascia a qualificazioni mondiali in corso. Approda in corsa sulla panchina del Parma, nel 2001 (dopo aver solo sfiorato quella della��Inter), in una delle avventure piA? disastrose della storia del calcio, con 5 sconfitte su 5 partite, che ne chiudono in fretta e furia la permanenza in Emilia. Torna in pista nel 2002, accettando la panchina dei messicani del Monterrey, coi quali centra subito la vittoria in campionato, venendo perA? esonerato nella stagione successiva. Rimane in Messico, diventando allenatore del Toluca, quindi si trasferisce in Brasile, al Corinthians, durando appena due mesi (marzo-maggio 2005). Torna sulla panchina del River Plate nel gennaio 2006, rimanendovi fino al novembre 2007. Due anni piA? tardi vince, per soli sei voti, le elezioni alla��interno del club, diventandone presidente. Lascia al termine del suo incarico quadriennale, nel dicembre 2013, dopo esser stato la��unico presidente del River ad essere retrocesso in a�?serie Ba�?. Con la Nazionale argentinaA� ha disputato 70 partite, mettendo a segno ben 22 reti. A� la��unico giocatore ad aver fatto parte di entrambe le squadre argentine che hanno vinto un Mondiale. Nel 1978, nella��edizione casalinga, era addirittura il capitano, ed A? stato inserito nella Top 11 del torneo. A Mexico a��86, invece, era ai margini della squadra: formalmente messo fuori causa da alcuni problemi fisici, pare che in veritA� sia stato fatto fuori per volontA� di Maradona (che ne ha ereditato la fascia), con la��avvallo del CT Bilardo. Ha preso inoltre parte, sempre da capitano, alla Copa AmA�rica 1979 e la Mondiale 1982. Come CT, oltre ad aver guidato la squadra a Francia a��98, la��ha condotta anche alla��oro nei Giochi Panamericani 1995, al secondo posto nella King Fahd Cup (antesignana della Confederations Cup) 1995, alla��argento olimpico di Atlanta a��96 e in due edizioni della Copa AmA�rica (1995 e 1997, anno in cui A? eletto Miglior Allenatore del Sudamerica). A� il miglior difensore-goleador del campionato argentino con 99 reti in 238 partite, e della Nazionale, con 22 in 70 match. A� secondo in assoluto, con 182 (in 568 partite), dietro solo a Ronald Koeman. Nel 2000 A? stato decretato quale miglior difensore centrale nella storia del calcio sudamericano.

4 (stopper destro) a�� Norberto a�?El Pachaa�? YACONO: Prodotto del vivaio a�?riverplatensea�?, debutta in prima squadra nel 1938, a 19 anni, mettendosi subito in mostra come asfissiante marcatore, tanto da guadagnarsi il soprannome di a�?Estampilla (Francobollo)a�?. Detto anche a�?il Piccolo Gigantea�?, gioca dapprima come mediano destro nel 2-3-5, quindi come terzino destro nella linea difensiva a tre. Gioca per il River fino al 1953, vincendo sei campionati (1941, 1942, 1945, 1947, 1952 e 1953), trasferendosi poi ai messicani della��AmA�rica, dove rimarrA� ben cinque anni. Dopo alcuni esperienze in Canada e negli Stati Uniti, lascia il calcio giocato, allenando Sportivo Italiano, LanA?s e Godoy Cruz. Torna quindi al River Plate per guidarne il settore giovanile, che sotto il suo controllo tornerA� a fiorire. A� scomparso nel novembre 1985. Con la Nazionale argentina ha giocato 15 partite, partecipando alla vincente spedizione nel Campionato Sudamericano 1947. Con 393 apparizioni, A? quinto assoluto nella classifica presenze dei a�?Milionariosa�?.

5 (centrocampista centrale) a�� Reinaldo MERLO: Soprannominato a�?Mostaza/Mostardaa�? per via della zazzera bionda, Merlo ha giocato sempre e solo per il River Plate, nel quale A? cresciuto. Lanciato in prima squadra nel 1969, A? tra i protagonisti della��epoca vincente di Labruna in panchina, e rimarrA� al River fino al 1984, anno del suo ritiro, dopo aver collezionato oltre 500 presenze ed aver vinto i seguenti titoli: Metropolitano 1975, Nacional 1975, Metropolitano 1977, Metropolitano 1979, Nacional 1979, Metropolitano 1980 e Nacional 1981. A carriera finita, inizia a frequentare il corso da allenatori quindi, dopo una��esperienza col Los Andes, nel 1989 viene chiamato a guidare il a�?suoa�? River, con il suo ex compagno Norberto Alonso come vice. I due saltano perA? pochi mesi piA? tardi a causa del cambio di presidenza in seno al club. Seguono varie esperienze piA? o meno importanti, tra cui un paio da tecnico federale. Nel 2001 vince la��Apertura con il Racing de Avellaneda, passando poi alla��Estudiantes. Nella��agosto 2005 torna al River, dimettendosi perA? nel gennaio successivo. Torna quindi al Racing, poi gira altre squadre minori, tornando poi ancora una volta ad Avellaneda, ultima squadra allenata. Meritevole di citazione, nel ruolo, colui che A? stato il suo successore in squadra, ossia AmA�rico Gallego. Detto a�?el Toloa�?, anche lui A? stato pure allenatore dei a�?Milionariosa�? in varie fasi, vincendo la��Apertura 1994 e il Clausura 2000, oltre ad esserne stato il capitano nella��anno di grazia 1986, quando il River vinse campionato, Copa Libertadores e Intercontinentale.

6 (centrocampista centrale) a�� Leonardo ASTRADA: Canterano, approda in prima squadra nel 1988, a 18 anni. Ha sempre giocato per il River, tranne una breve parentesi nel 2000, con la maglia dei brasiliani del Gremio, risultandone il giocatore piA? vincente di sempre, con 10 titoli nazionali e due coppe continentali. Alla sua prima stagione in prima squadra, conquista subito il campionato, cui seguiranno la vittoria di 6 Apertura (1991, 1993, 1994, 1996, 1997 e 1999) e 3 Clausura (1997, 2002 e 2003). Ha inoltre conquistato la Copa Libertadores (1996) e la Supercopa Suamericana (1997). Ritiratosi nel 2003, dopo 405 presenze (corredate da 6 reti), diviene allenatore del team, centrando il titolo Clausura 2004. Lascia la��anno seguente ma, dopo un paio di esperienze in altre squadre, torna nel 2009, andandosene nuovamente la��anno successivo. Attualmente allena il Cerro PorteA�o, in Paraguay. Con la Nazionale argentina ha giocato 32 match (1 gol), vincendo la Copa AmA�rica nel 1991. Ha partecipato a quella del 1995 e, infine, al Mondiale 1998. Da citare, nel ruolo, HA�ctor Enrique, che ricopriva la posizione nella conquista della��altra Libertadores del River Plate, nel 1986. E, soprattutto, NA�stor Rossi, detto a�?Pipoa�?, mediano alla��epoca del a�?La MA�quinaa��, e poi anche allenatore.

7 (ala destra) a�� Carlos PEUCELLE: Formatosi nello Sportivo Barracas, squadra della sua zona, passa successivamente al San Telmo, nella cui prima squadra debutta a 17 anni. La stagione successiva passa allo Sportivo Buenos Aires, dove rimane per un triennio, prima del costoso (tanto da fargli guadagnare il soprannome di a�?Primer Milionarioa�?) passaggio al River Plate, per il quale giocherA� per i dieci anni successivi, fino al ritiro. Grazie anche ai suoi 113 gol in 307 partite, in questo decennio il River conquista il titolo nazionale nel 1932, 1937 e 1941, mentre nel 1936 mette in bacacheca sia la Copa Competencia (che equivale al campionato) sia la Copa de Oro Campionato Nacional. Ritiratosi, inizia la carriera di allenatore, che lo vedrA� girare in diversi Stati sudamericani ma, soprattutto, lo vedrA� alla guida del a�?suoa�? River Plate. Succeduto a Renato Cesarini, nel periodo 1942-1944 A? colui che perfeziona la celeberrima a�?MA�quinaa��, con la��intuizione di spostare Pedernera nel ruolo di centravanti a�?di movimentoa�? o a�?arretratoa�?, vincendo subito il titolo nazionale. TornerA� poi brevemente sulla panchina del MonumentA�l nel 1964. Per quanto riguarda la��Argentina, ha giocato 29 partite, segnando 12 reti, vincendo tue titoli continentali (1929 e 1937) e giungendo fino in finale nel primissimo Mondiale, quello del 1930, nel quale segna gli ultimi due gol nel 6 a 1 agli USA in semifinale, e quello del momentaneo 1 a 1 nella finalissima contro i padroni di casa della��Uruguay (vittoriosi poi per 4 a 1).A� A� scomparso nella��aprile 1990, a 81 anni. Sua la battuta secondo cui il River Plate del a�?La MA�quinaa�� giocava con lo schema 1-10. In questo ruolo sarebbe un delitto non citare anche Juan Carlos Munoz, ala destra proprio de a�?La MA�quinaa�� e successore di Peucelle. E J.J. Lopez, a�?milionarioa�? da oltre 450 presenze.

8 (interno destro) a�� Norberto a�?Betoa�? ALONSO: Cresciuto nel vivaio rioplatense, approda in prima squadra nel 1970, a 17 anni. 5 anni dopo, con il ritorno di Labruna sulla panchina del River, ha un ruolo di primissimo piano nel ritorno al titolo della squadra dopo un lunghissimo digiuno di 18 anni, che nel 1975 si aggiudica sia il Metropolitano sia il Nacional. Ed A? proprio Labruna, il piA? grande a�?10a�� della storia del River, ad assegnare quella maglia al giocatore. Al termine della��annata successiva, Alonso si trasferisce in Francia, alla��Olympique Marsiglia. Ma A? una��esperienza negativa e fa cosA� subito ritorno al River, vincendo nuovamente entrambi i campionati nel 1979, centrando il Metropolitano nel 1980 e il Nacional nel 1981. Dopo questo titolo, lascia nuovamente il River a causa degli scontri con la��allenatore, Alfredo Di Stefano, accasandosi al Velez Sarsfield. Torna per una��ultima volta al River due anni piA? tardi, in tempo per vincere il campionato 1985-a��86, la seguente Copa Libertadores (suo il secondo gol del River nella finale da��andata, sul campo dei colombiani della��AmA�rica de Cali) e, infine la��Intercontinentale. Si ritira la��anno successivo (dopo 374 partite e 149 reti), tornando poi al River nel 1989, come vice della��ex compagno Reinaldo Merlo, ma la��esperienza dura solo pochi mesi a causa dei cambiamenti nei quadri dirigenziali. Con la Nazionale argentina Alonso ha disputato 15 match, con 4 reti, partecipando al vincente Mondiale casalingo del 1978 (nel quale indossA? uno a�?stranoa�? a�?1a��, dato che la��Argentina assegnava i numeri in rigido ordine alfabetico, al di lA� dei ruoli). Per la squadra a�?all timea��, in questa posizione, A? stato in corsa anche JosA� Manuel Moreno, a�?8a�� de a�?La MA�quinaa��.

9 (centravanti a�?di movimentoa�?) a�� Enzo FRANCESCOLI: La maglia piA? difficile da assegnare, senza dubbio. Potrebbero tranquillamente fare il a�?nueve all-timea�? Adolfo Pedernera, detto a�?El Maestroa�? e perno de a�?La MA�quinaa�?, autore di oltre 130 reti. O il giovane che lo sostituA�, ossia la a�?Saeta Rubiaa�? Alfredo Di StA�fano, cresciuto nelle giovanili del River Plate e, nella sua breve permanenza a�?rossobandataa�?, autore di 49 reti in 66 match. Oppure Oscar MA�s, centravanti degli Anni Sessanta e Settanta, secondo solo a Labruna per gol segnati coi a�?Milionariosa�? (198). Il piA? vicino a vestire questa maglia, tra gli esclusi, A? stato BernabA� Ferreyra, che nei suoi sette anni al River, segnA? piA? di un gol a partita, mettendo a segno 187 reti in 185 match. Chiamato a�?La Fieraa�?, raggiunse livelli di popolaritA� che gli valsero un film biografico. Senza contare tutti i giovani attaccanti sboccati qui, prima di trovare (alterne) fortune in Europa: da HA�rnan Crespo a Radamel Falcao, passando per Marcelo Salas, Fernando Cavenaghi e Gonzalo HiguaA�n. Tuttavia, sia per la troppa distanza con la sua epoca, sia per il particolare ruolo svolto sia tatticamente, sia nella storia del River, alla fine ho optato per Enzo Francescoli. Uruguaiano, chiamato a�?el Principea�? per la��eleganza con cui stava in campo, A? un giocatore la cui memoria negli anni si A? andata un poa�� spegnendo, ma per spiegarne il valore, basti pensare che Zinedine Zidane, non proprio uno qualunque, ha chiamato il suo primogenito Enzo proprio in onore di questo giocatore. Tifoso del PeA�arol, entra nel vivaio della sua squadra del cuore, che lascia poco dopo non sentendosi apprezzato. Adocchiato dal River Plate, passa un provino con la squadra argentina, ma non la raggiunge preferendo proseguire gli studi. Approda quindi nel settore giovanile dei Wanderers, altra squadra di Montevideo, con la quale debutta nella massima serie uruguaiana nel 1980, a 19 anni ancora da compiere. Nel 1983 approda finalmente a Buenos Aires, dove rimarrA� fino al 1986, vincendo il titolo nella sua ultima stagione (corredato dal primato nella classifica cannonieri, come giA� nel Metropolitano 1984, mentre nel 1985 A? stato Giocatore della��Anno), e chiudendo con 68 reti in 113 partite. Va in Francia, dove gioca tre ottime stagioni col Racing Club di Parigi (suscitando la��interesse della Juventus come potenziale erede di Platini) e una, molto brillante, con la��Olympique Marsiglia (A? qui che Zidane si innamora calcisticamente di lui), vincendo il campionato francese e aggiudicandosi il premio come miglior straniero di quella stagione. Dopo Italia a��90, approda proprio nella penisola, ingaggiato dal Cagliari. In Sardegna rimane tre stagioni, quindi passa al Torino, dove rimane una sola e sfortunata annata. A 33 anni, pare sul viale del tramonto: il ritorno al River Plate dimostrerA� che non era cosA�.A� Il suo secondo periodo coi a�?Milionariosa�? A? infatti il piA? brillante della sua carriera: al primo anno mette a segno 23 reti in 38 partite, tra campionato e coppe, centrando la vittoria della��Apertura 1994 e nuovamente il titolo di capocannoniere. Successivamente segnerA� altri 44 gol in 82 partite, vincendo anche la��Apertura 1996 e 1997, e il Clausura 1997, anno in cui arriva anche la Supercopa Sudamericana, che lui alza da capitano. Ma A? la��anno prima che arriva il successo piA? importante di tutti: la Copa Libertadores, la��equivalente sudamericano della Champions League. Trofeo che dA� diritto ai a�?Milionariosa�? di giocarsi la Coppa Intercontinentale contro la Juventus regina da��Europa, ma a trionfare saranno proprio i bianconeri, per 1 a 0 grazie alla rete siglata dal Alex Del Piero. Nel 1995 A? stato nuovamente Giocatore della��Anno (e, soprattutto, a�?Pallone da��Oroa�? sudamericano, come nel 1984), a dieci anni dalla prima volta. Lascia il River e il calcio giocato agli inizi 1998, a causa di problemi fisici dovuti alla��insonnia. Per lui in totale, con la maglia del River, 233 partite e 135 reti. Con la Nazionale uruguagia, ha disputato 73 incontri, andando a segno 17 volte, giocando due Mondiali (1986 e 1990, il secondo da capitano) e cinque edizioni della Copa AmA�rica, vincendo le prime due (1983 a�� segnando in finale e risultando miglior giocatore del torneo – e 1987) e la��ultima (1995, da capitano e ancora come miglior giocatore. Segna due reti, di cui una decisiva per la vittoria sul Paraguay nella fase a gironi, e il suo rigore nella sequenza dal dischetto che decise la finale), con un secondo posto nel 1989 (due gol per lui) e una��eliminazione ai quarti nel 1993. Smesso col calcio giocato, ha fatto il procuratore e il commentatore televisivo. A� tornato al River Plate nel dicembre 2013, assumendo la��incarico di direttore sportivo.

10 (interno sinistro) a�� A?ngel LABRUNA: La star della celeberrima a�?MA�quinaa�?, Labruna A? probabilmente il piA? grande giocatore del River di sempre, o comunque tale A? considerato nel mondo dei a�?Milionariosa�?. Recordman di reti, con 293, secondo assoluto per presenze con 515, A? anche il bomber di ogni tempo della a�?serie Aa�? argentina, a pari merito col paraguayano Arsenio Erico. Cresciuto nel vivaio, debutta in prima squadra nel 1939, vestendo subito la maglia numero 10, in sostituzione del titolare Moreno, sospeso dal club. Il suo impatto A? talmente importante che il compagno, al rientro, viene spostato nel ruolo di a�?numero 8a�?, perchA� ormai Labruna A? inamovibile. Venta��anni in prima squadra, con 9 campionati vinti (1941, 1942, 1945, 1947, 1952, 1953 e tre consecutivi nel 1955-1957) e due titoli di capocannoniere (1943 con 23 reti, e 1945 con 25), piA? tre successi nella Copa Ibarguren (1941, 1942 e 1952), altrettanti nella Copa Aldao (1941, 1945 e 1947) e anche una Copa Escobar (1942). Nonostante i 41 anni, vorrebbe giocare ancora, tanto che lasciare il River non A? stata una sua scelta. Passato agli uruguagi del Rampla Juniors, gioca poi tre partite anche coi cileni del CSD Rangers de Talca, per poi chiudere dopo un paio di apparizioni in Patria, con Platense. Ritiratosi, torna al River come vice allenatore, al fianco di NA�stor Rossi, incarico che perA? non lo soddisfa, tanto da dedicarsi al contempo ad attivitA� extracalcistiche come la��apertura di negozi. Nel 1966 lo chiama in panchina il Belgrano, nella serie B argentina, che lui porta dalla��ultimo al quinto posto il classifica, e la��anno dopo vince il campionato. Contemporaneamente, allea anche in A il Platense. Lo chiama quindi il River, dove rimane due stagioni, senza vincere perA? nulla. Dopo un periodo di a�?pausa forzataa�?, arriva al Rosario Central, con cui vince il Nacional 1971. Nel 1973 passa al Racing de Avellaneda, mentre la��anno seguente A? al Tallares. Arriva quindi la nuova chiamata del a�?suoa�? River, col quale vince sei titoli: il Metropolitano e il Nacional nel 1975, il Metropolitano nel 1977, ancora entrambi nel 1979 e infine il Metropolitano 1980. Lascia la��anno seguente, tornando al Tallares. Quindi passa alla��Argentinos Juniors col ruolo di DT, incarico che ricopre per poco tempo, dato che muore il 19 settembre 1983. Con la Nazionale argentina ha disputato 37 partite, mettendo a segno 17 e prendendo parte al Mondiale 1958. Ha inoltre partecipato a tre campionati sudamericani (1946, 1955 e 1956), vincendo i primi due. Per capire la��importanza della sua figura nella storia del club, basti pensare che il giorno del suo compleanno (28 settembre) A? stato scelto come a�?Giornata Internazionale dei Tifosi del River Platea��.

11 (ala sinistra) a�� FA�lix LOUSTAU: Nativo di Avellaneda, dopo aver mosso i primi passi nei Defensores di Belgrano e nello Sportivo Bradsen, entra nel sistema giovanile di una delle due principali squadre locali, il Racing, che precedentemente la��aveva bocciato. Quindi, dopo una brevissima esperienza al Dock Sud per evitare il passaggio diretto tra due top club, approda al River Plate. Debuttante a venta��anni nel 1942, ben presto il titolare AristA?bulo Deambrossi, detto a�?el Polloa�?, nel ruolo di ala sinistra, collaborando alla leggenda della a�?MA�quinaa�?, di cui A? parte integrante. Dopo 15 anni in prima squadra, con 8 titoli nazionali 1942, 1945, 1947, 1952, 1953, 1955, 1956 e 1957), 380 presenze e 105 gol, Loustau passa alla��Estudiantes, dove rimane una sola stagione, collezionando appena 9 presenze, e ritirandosi subito dopo. Con la Nazionale argentina ha disputato 28 partite, mettendo a segno 10 reti, e conquistando per tre volte consecutive il torneo continentale, vinto in Cile nel 1945, in casa nel 1946 e in Ecuador nel 1947. A� scomparso nel 2003.

ALL. – A�RamA?n DIAZ: Erano in tanti a concorrere per questa posizione: dai a�?condottieria�? della a�?MA�quinaa��, Renato Cesarini, Carlos Peucelle e JosA� Maria Minella. Allo stesso Labruna, uno degli allenatori piA? vincenti, oltre a essere il giocatore simbolo del River Plate. Oppure HA�ctor Veira, allenatore nella��unica Coppa Intercontinentale che il club sia riuscito a mettere in bacheca. Ma, alla fine, non si poteva che scegliere Diaz. GiA� importante attaccante del River (cinque titoli nazionali), prima a cavallo tra gli Anni Settanta e Ottanta, e poi agli inizi dei Novanta (dopo aver giocato soprattutto in Italia, tra Napoli, Avellino, Fiorentina e Inter, con cui vinse lo a�?Scudetto dei recorda�? nel 1989), approda sulla panchina rioplatense nel 1995, subito dopo aver appeso le scarpette al chiodo. La��anno successivo vince subito la Copa Libertadores, quindi la��Apertura 1996. Nel 1997 arriva la doppietta Clausura-Apertura, e la vittoria nella Supercopa Libertadores. Chiude il suo primo ciclo vincendo la��Apertura 1999. Torna sulla panchina del River per la��Apertura 2001, vincendo poi il Clausura 2002, ma senza essere riconfermato. Dopo un periodo di stop, si trasferisce ad allenare la��Oxford United, nelle serie minori inglesi, quindi nel dicembre 2006 approda al San Lorenzo de Almagro, col quale vince il Clausura 2007. Segue una poco fortuna esperienza coi messicani della��AmA�rica, dopo la quale torna al San Lorenzo. Va quindi alla��Indipendiente, che lascia dopo un solo anno per tornare al a�?suoa�? River nel novembre 2012, al posto di Almeyda. Nel 2014 vince il Torneo Final e la Copa Campionato, dimettendosi dopo questi ultimi successi. A� la��allenatore piA? vincente nella storia del club.

 

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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