All Time XI: Siviglia

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Non sarA� una nobilissima del calcio mondiale come Real Madrid e Barcellona, nA� avrA� quel fascino un poa�� particolare che a�� per motivi diversi a�� hanno AtlA�tico Madrid e Athletic Bilbao.

Eppure il Siviglia A? una squadra importante, che nella��ultimo decennio ha saputo crescere in maniera esponenziale, rivelandosi una squadra dalla dimensione europea decisamente importante.

Basti pensare che nessuna altra squadra ha saputo vincere per ben 4 volte la Coppa UEFA/Europa League, con due diverse doppiette: quella 2006-2007 e quella 2014-2015.

Ma il fascino della squadra andalusa ha radici ben piA? profonde rispetto ai recenti successi: una tifoseria calda e appassionata e, soprattutto, un vivaio florido che da decenni produce campioni e campioncini piA? o meno sbocciati (un nome su tutti, al netto di quelli che hanno segnato la storia del club: il madridista Sergio Ramos).

Un Siviglia che, nella sua formazione a�?dei sognia�?, si schiera con un classico 4-4-2 decisamente offensivo:

1 (portiere) a�� AndrA�s PALOP: Originario del valenciano, inizia la sua carriera nel settore giovanile del Valencia, fino alla��approdo alla squadra B, nel 1993, a 20 anni. Col Valencia B gioca per 4 stagioni, quindi passa in prestito biennale al Villareal. Nel 1999 fa rientro alla base, ma non riesce mai a fare il salto di qualitA� rispetto al ruolo di a�?dodicesimoa��. Se ne va nel 2005 (con nel palmarA?s 2 campionatiA� – 2002 e 2004 -, una Coppa UEFA e una Supercoppa Europea, vinte entrambe nel 2004), anno in cui approda al Siviglia, conquistando subito la maglia da titolare. Al primo anno in Andalusia conquista la Coppa UEFA, bissata la stagione seguente (e lui viene premiato quale a�?Man of the Matcha��), quando il Siviglia vince anche la Supercoppa Europea e la Copa del Rey. La terza annata in biancorosso lo vede mettere in bacheca la Supercoppa di Spagna. Quindi, dopo una stagione senza trofei, ecco nuovamente la coppa nazionale, nel 2010, che alza da capitano (ha la fascia al braccio dal 2008). A� il suo ultimo trofeo, e anche la��ultima stagione da assoluto protagonista: nelle seguenti, infatti, si alterna col canterano Javi Varas, giocando alla��incirca la metA� delle partite, dovendo poi a�?subirea�� anche la��arrivo di Diego Lopez prima, e del portoghese Beto poi. Quindi, nel 2013, lascia a parametro zero e firma coi tedeschi del Bayer Leverkusen, dove fa una stagione da riserva e poi si ritira. Tornato in Spagna, dal febbraio 2015 A? vice allenatore alla��Alcoyano, squadra valenciana della Segunda DivisiA?n B, equivalente della nostra Lega Pro, dove viene poi nominato allenatore capo, incarico che tuttora ricopre. Con la Nazionale spagnola, pur non avendo collezionato nemmeno una presenza, A? diventato campione europeo, avendo preso parte al torneo del 2008 come portiere di riserva. Citazione da��obbligo per JosA� Maria Busto, portiere del Siviglia dal 1942 al 1958, a�?numero 1a�� della squadra che vinse il titolo nazionale nel 1946, e la Coppa di Spagna 1948.

2 (terzino destro) a�� DANI ALVES: Terzino-ala della tipica tradizione brasiliana, negli ultimi anni ha trovato la continuitA� che inizialmente gli difettava, divenendo negli anni (anche per il contemporaneo declino del connazionale Maicon) il ‘2’ piA? forte al mondo. Corsa, cross, inserimenti, ritorni in copertura, un repertorio completo, degno dei piA? alti interpreti di sempre nel ruolo. Debuttante a 18 anni in patria col Bahia, la��anno dopo A? giA� in Europa, al Siviglia, dove le sue sgroppate fanno le fortune della squadra andalusa, che spesso risulta la migliore nel a�?secondo campionatoa�?, ossia quello dove tutte le altre squadre si giocano il terzo posto dietro la diarchia Real-BarA�a. Dopo sei stagioniA�coi biancorossi,A�conditeA�da 2 Coppe UEFA, 1 Supercoppa Europa, 1 Coppa del Re e 1 Supercoppa spagnola, arriva al Camp Nou, in concomitanza con la��inizio della��era-Guardiola. Che porterA� subito al ‘Triplete’ Champions League (saltando perA? la finale per squalifica)-Liga-Copa del Rey, cui se ne aggiungerA� un altro nella stagione 2014-’15, con Luis Enrique in panchina. Il suo palmarA?s blaugrana si completa con un’altra Champions League (2010-’11), altri 4 campionati (2010, 2011, 2013 e 2016), altre 2 coppe nazionali (2012 e 2016). E poi,A�3A�Mondiali per Club (2009, 2011 e 2015), altrettanteA�Supercoppe Europee (2009, 2011, e 2015) e 4 Supercoppe di Spagna (2009-2011 e 2013). Nell’estate 2016 lascia il Barcellona a parametro zero, sfruttando una clausola contrattuale e accasandosi alla Juventus. Con la sua Nazionale ha vinto il Mondiale Under-20 e poi una Coppa America (2007) e due Confederations Cup (2009 e 2013). Ha inoltre preso parte ai Mondiali nel 2010 e nel 2014 (quarto posto finale).

3 (terzino sinistro) a�� Manolo JIMENEZ: Nativo della provincia di Siviglia, ha passato praticamente tutta la sua carriera nel club biancorosso. Nel 1981, a 17 anni, approda al Siviglia B e, tre anni dopo, ecco finalmente il debutto in prima squadra, con la quale giocherA� fino al 1997. Quindi, dopo una stagione nel club locale delle serie minori JaA�n, ecco il ritiro. Due anni dopo, nel 2000, inizia la carriera di allenatore, ovviamente nello staff tecnico del club, allenando per sette anni tra squadra riserve e formazione B (con cui vince il campionato di Terza Divisione nel 2006-a��07). Nella��ottobre 2007, dopo le dimissioni di Juande Ramos, viene promosso tecnico ad interim della prima squadra, portandola al quinto posto finale in classifica. Confermato, la stagione seguente la porta sul podio, al terzo posto, conquistando la qualificazione alla Champions League. Rimane in carica fino al marzo 2010, quando viene esonerato. Sei mesi dopo prende in corsa i greci della��AEK Atene, centrando subito la vittoria della coppa nazionale. Nella��ottobre successivo, perA?, rescinde il contratto col club. Due mesi piA? tardi torna in Spagna, subentrando sulla panchina del Real Saragozza, che guida anche nella stagione seguente, conclusa con la retrocessione. Non confermato, si trasferisce pochi mesi dopo in Qatar, alla��Al-Rayyan, dove rimane quasi 2 anni, finoA�all’esonero del maggio 2015. Da allora A? fermo. Con la Nazionale spagnola ha collezionato 15 presenze e partecipato al Mondiale italiano del 1990. Con 408 presenze A? terzo assoluto nella classifica dei giocatori che piA? hanno vestito la maglia del Siviglia. A� primatista assoluto, invece, per le presenze sivigliane nella Liga, con 354.

4 (difensore centrale) a�� Javi NAVARRO: Valenciano doc, fa tutta la trafila nelle giovanile dei a�?Pipistrellia��, arrivando alla formazione B nel 1993, a 19 anni. La��anno seguente viene mandato in prestito al LogroA�A�s, quindi rimane per 5 stagioni nella prima squadra del Valencia, trovando spazio a sprazzi, anche a causa di una sfortunata propensione alla��infortunio. Nel 2000, dopo una Copa del Rey (1998-a��99) e una Supercoppa di Spagna (1999), si trasferisce alla��Elche da dove, dopo una��ottima stagione, lo preleva il Siviglia. In Andalusia gioca dal 2001 fino al ritiro, avvenuto nel 2009, vincendo 2 Coppe UEFA consecutive (2006 e 2007), la Supercoppa Europea 2006, la Coppa del Re 2006-a��07 e la Supercoppa di Spagna 2007. Tutti trofei vinti da capitano della squadra. Un anno dopo il suo ritiro, A? tornato al Siviglia come vice allenatore. Con la Nazionale spagnola, dopo aver militato praticamente in tutte le formazione giovanili (compreso un secondo posto alla��Europeo Under-21 e la partecipazione alle Olimpiadi, entrambi nel 1996), ha debuttato a quasi 33 anni, collezionando complessivamente 4 presenze.

5 (difensore centrale) a�� Antonio ALVAREZ: Nato a Marchena, nel Sivigliano, inizia nelle giovanili del club biancorosso. Dopo due stagioni con la formazione B, nella stagione 1975-a��76 viene promosso in prima squadra. Vi rimane fino al 1988, collezionando quasi 350 presenze. Passa quindi al Malaga, dove gioca per 4 stagioni, quindi passa in Terza Divisione, al Granada, giocando altri 3 anni, ritirandosi a 40. Dopo aver smesso col calcio giocato, si dedica alla sua formazione come tecnico, tornando al Siviglia nel 2000, come vice allenatore. Rimane a fare il secondo fino al 2008, quando viene promosso direttore sportivo. Come tale, nel marzo 2010 si autonomina allenatore dopo la��esonero di Manolo JimA�nez, portando la squadra alla vittoria della Coppa del Re. Confermato, pochi mesi dopo viene esonerato e lascia il club.

6 (centrocampista) a�� Ivan RAKITIC: Croato nato e cresciuto in Svizzera, dopo i primissimi calci nel MA�hlin-Riburg, squadra della sua cittA�, a 7 anni entra nel settore giovanile del Basile. Dieci anni dopo, nel 2005, debutta in prima squadra e la stagione successiva A? giA� titolarissimo. Dopo un torneo da 33 presenze e 11 reti, la vittoria della Coppa di Svizzera e il riconoscimento quale miglior giovane del campionato, viene acquistato dai tedeschi dello Schalke04. A Gelsenkirchen rimane per 3 stagioni e mezza, quindi nel gennaio 2011 approda al Siviglia. Subito titolare, nonostante un infortunio sul finire della prima stagione e i diversi cambi di allenatore, conserva sempre il posto fisso in squadra. Nel 2013, con la��arrivo in panchina di Unai Emery, viene nominato capitano e diventa sempre piA? il fulcro del gioco, guidando la squadra alla conquista della��Europa League, guadagnandosi anche il riconoscimento di a�?Man of the Matcha�� della finale. Alzata la coppa da capitano nel cielo di Torino, saluta i biancorossi per approdare al Barcellona, dove scalza dal ruolo di titolare un monumento blaugrana come Xavi,A�centrando immediatamente il ‘Triplete’ con la conquista della Liga,A�della Coppa del ReA�e,A�soprattutto della Champions League (suo il gol che apre le marcature nella finale contro la Juventus, vinta per 3 a 1). I primi due titoli li bissa nella stagione seguente (la coppa nazionale battendo in finale proprio il Siviglia), quando conquista anche la Supercoppa Europea (anche qui battendo il Siviglia) e il Mondiale per Club. Inizia questa stagione con la conquista della Supercoppa di Spagna (tanto per cambiare contro il ‘suo’ Siviglia). Con la Nazionale croata vanta 81 presenze e 13A�reti, e la partecipazione a 3A�Europei (2008, 2012 e 2016) e al Mondiale 2014. Inserito nella Top11 della Liga per 2 stagioni consecutive (2014 e 2015), nelA�2015 A? stato Giocatore Croato dell’Anno e Sportivo Croato dell’Anno.

7 (ala destra) a�� JesA?s NAVAS: Nato a Los Palacios, nei pressi di Siviglia, inizia nella squadra locale, poi a 15 anni entra nel settore giovanile biancorosso. Tre anni dopo, promosso al Siviglia B, guadagna giA� le prime apparizioni in prima squadra, nella quale entra presto in pianta stabile. Vi rimane per un decennio, rivelandosi come uno dei principali protagonisti dei successi del team, che iniziano con la Coppa UEFA vinta nel 2006 e bissata la��anno successivo. Cui si aggiungono la Supercoppa Europea 2006, la Supercoppa di Spagna 2007 e due Coppe del Re (2007 e 2010, dove segna la reta del definitivo 2 a 0 sulla��AtlA�tico Madrid). Lascia nel 2013, ceduto a peso da��oro al Manchester City, con cui al primo anno centra subito la doppietta Premier League-Coppa di Lega (segnando il gol del definitivo 3 a 1 nella finale contro il Sunderland). Quest’ultima la rivince poi nella stagione 2015-’16, trasformando anche uno dei tiri dal dischetto che hanno deciso la finale. Con la Spagna 35 presenze, 3 reti, e le vittorie al Mondiale 2010 e alla��Europeo 2012. Per lui, inoltre, anche il secondo posto alla Confederations Cup 2013. Citazione per Rafa Paz, stellina del Siviglia a cavallo degli Anni a��80 e a��90.

8 (seconda punta) a�� Juan ARZA: Nativo della Navarra, inizia giocando con la��Izarra, squadra della sua cittA�. Quindi, dopo un breve passaggio al Deportivo AlavA�s, nel 1942 a 19 anni approda al MA�laga. La��anno dopo arriva finalmente al Siviglia, dove giocherA� per 16 stagioni, giocando 416 partite (primatista assoluto per presenze) e mettendo a segno 207 reti, che ne fanno il secondo bomber in assoluto della squadra, dietro Campanal I. A� perA? primo assoluto, con 182 centri, tra i bomber del Siviglia nella Liga. In biancorosso ha vinto il campionato 1945-a��46 e la Coppa di Spagna nel 1948. A� stato inoltre capocannoniere nella stagione 1954-a��55. Dopo 7 partite della stagione 1959-a��60 lascia il Siviglia per la��AtlA�tico AlmerA�a, con cui chiude la��annata e poi si ritira, intraprendendo da subito la carriera di allenatore. Inizia col Bollullos, quindi la stagione successiva passa alle giovanili della��Andalusia, dove rimane per 2 anni. Quindi, dopo la��esperienza al Linense, arriva la prima chiamata del Siviglia, in corsa, nel 1966, cosa che si ripeterA� anche la��anno successivo. Confermato, lo allena finalmente dalla��inizio nella stagione 1968-a��69, lasciando a fine stagione. Dopo un anno di stop approda al Celta Vigo, che allena per due stagioni, quindi torna per una��annata al Siviglia (esonerato) per poi nella successiva essere di nuovo al Celta. Quindi si ferma un campionato, andando poi al Cadice, ma venendo esonerato anche qui. Sta di nuovo fermo un anno, poi passa al Deportivo La CoruA�a, ma salta anche qui. Due anni di stop, poi torna per la��ennesima volta in corsa al a�?suoa�� Siviglia, nel 1980, dopodichA� non allenerA� piA?. Detto a�?El NiA�o de Oroa��, ha giocato anche due amichevoli con la Nazionale spagnola. A� morto nel 2011. Citazione doverosa per FrA�dA�ric KanoutA�, a�?gemelloa�� di Luis Fabiano nel Siviglia che ha fatto incetta di coppe nel decennio scorso, e goleador di tutte le finale disputate in quel periodo dal Siviglia (eccetto quella di Coppa del Re 2010), compresa una scintillante tripletta rifilata al Real Madrid al a�?Bernabeua��, che valse la Supercoppa di Spagna 2007.

9 (prima punta) a�� LUIS FABIANO: Brasiliano di Campinas, A? cresciuto nel Ponta Preta, nella cui prima squadra ha debuttato a 18 anni, nel 1998. Due anni dopo lascia il club per tentare la sua prima avventura europea, coi francesi del Rennes. Ma la��inesperienza e la saudade fanno si che la��esperienza transalpina si riveli un fallimento, col pronto rientro in Patria, al San Paolo. Dapprima in prestito, LuA�s Fabiano viene poi acquistato a titolo definitivo, sbocciando definitivamente nel 2003, anno in cui segna complessivamente 38 reti in 46 partite (miglior cannoniere in assoluto del Brasile in quella��anno, mentre la stagione precedente era stato capocannoniere del Brasilerao). Inizia quindi la stagione successiva con 13 centri in 20 gare, numeri che gli valgono la��acquisto del Porto campione da��Europa in carica. Coi portoghesi vince la Coppa Intercontinentale 2004, ma non riesce ad avere un impatto, chiudendo la stagione con 3 misere reti. Nonostante questo, il Siviglia decide di scommettere su di lui: al primo anno arriva subito al Coppa UEFA, nella cui finale apre le marcature nel secco 4 a 0 al Middlesbrough. Pochi mesi dopo arriva la Supercoppa Europea 2006, vinta con un secco 3 a 0 rifilato al Barcellona campione da��Europa in carica. A fine stagione ci saranno il bis in Coppa UEFA e la vittoria della Coppa del Re. La terza stagione parte con la conquista della Supercoppa di Spagna: A? lui a trasformare il rigore della��1 a 0 della��andata in casa, prima dello spettacolare 3 a 5 con cui i biancorossi sbancano il a�?Bernabeua��. Rimane fino al marzo 2011, in tempo per vincere una��altra Coppa del Re (2010) e sfiorare la seconda Supercoppa di Spagna (2010): A? lui a pareggiare il gol di Ibrahimovic nella finale da��andata, vinta poi per 3 a 1 dal Siviglia, spazzato via poi perA? dal Barcellona, con un netto 4 a 0 nel ritorno del a�?Camp Noua��. Rientrato al San Paolo, ha messo in bacheca anche la Copa Sudamericana 2012 e disputato 4 stagioni e mezza di ottimo livello, con un bottino di 99 centriA�in 188 partite. Nel 2016 si trasferisce in Cina, allo Tianjin Quanjian, segnando 18 gol in 22 partite di campionato. Col Brasile ha giocato 45 partite, mettendo a segno 28 reti e vincendo la Copa AmA�rica 2004 e la Confederations Cup 2009, questa��ultima da capocannoniere (e ricevendo il Pallone da��Argento come secondo miglior giocatore del torneo, della cui Top 11 ha fatto parte). Ha inoltre partecipato alla Confederations Cup 2003 e al Mondiale 2010. A� stato anche capocannoniere sia della coppa nazionale spagnola (2009) sia di quella brasiliana (2012). Citazione per Guillermo Campanal I, bomber assoluto del team con 217 reti, e poi a piA? riprese allenatore dello stesso. Qui, poi, hanno fatto faville anche Alvaro Negredo e, ora, Carlos Bacca.

10 (ala sinistra) a�� JosA� Antonio REYES: Nativo della provincia, entra nelle giovanili del Siviglia a soli 10 anni. A 16 A? giA� nella formazione B, mentre a 17 fa il debutto in prima squadra. Messosi prsto in luce, nel gennaio 2004 viene acquistato dalla��Arsenal, con cui vince subito la Premier League. Coi a�?Gunnersa�� rimane per due stagioni e mezza, vincendo anche una Community Shield (2004, suo il gol che riporta in vantaggio la��Arsenal, dopo la��1 a 1 del Manchester United. 3 a 1 il risutato finale) e la FA Cup 2005. Nel 2006, dopo la finale di Champions League persa contro il Barcellona, torna in Spagna in prestito al Real Madrid, con cui vince la Liga. Non riscattato, passa a�?sul lato opposto della cittA�a��, accasandosi alla��AtlA�tico Madrid. Coi a�?Colchonerosa�� gioca un anno, quindi va in prestito ai portoghesi del Benfica, con cui vince la Coppa di Lega. Torna quindi al a�?CalderA?na��, dove rimane fino al gennaio 2012, quando si concretizza il ritorno al Siviglia, dopo la��Europa League 2010 (e gli viene conteggiata anche quella 2012) e la Supercoppa Europea 2010, dove segna il primo dei 2 gol con cui la��AtlA�tico batte la��Inter campione da��Europa in carica. Col Siviglia vince la��Europa League 2014, bissandola nei due anni seguentiA�(nel 2015, vista la��assenza dal campo del titolare della fascia, Fernando Navarro, gioca da capitano, mentre nel 2016 A? in tribuna). In tutto, per lui, fanno 5 Coppe UEFA/Europa League: un record. Nell’estate 2016 chiude il suo rapporto col Siviglia e passa all’Espanyol. Con la Nazionale spagnola ha giocato il Mondiale 2006 e messo insieme complessivamente 21 presenze e 4 reti. Con le a�?Furie Rossea�� ha anche vinto la��Europeo Under-19 nel 2002. Citazioni per altri due prodotti del vivaio che, per motivi diversi, non sono poi esplosi. Si parla di Diego Capel (ora allo Sporting Lisbona) e, soprattutto, del povero Antonio Puerta, tragicamente deceduto a 23 anni ancora da compiere.

11 (centrocampista) a�� RENATO: Brasiliano, cresciuto nel Guarani, vi debutta in prima squadra a 17 anni, nel 1996. Quattro anni dopo passa al Santos, con cui vince in campionato nazionale nel 2002 e nel 2004, nella squadra che ha per stelle due conoscenze del calcio italiano: Diego (ex Juve) e Robinho (ex Milan). Dopo il secondo titolo approda in Europa, al Siviglia, con cui rimane per 7 stagioni. Con la squadra andalusa A? protagonista del periodo da��oro targato Juande Ramos, vincendo due volte di fila la Coppa UEFA (2006 e 2007, entrando in entrambe le finale dalla panchina), la Supercoppa Europea 2006 (dove apre le marcature nel clamoroso 3 a 0 rifilato al Barcellona campione da��Europa. SegnerA� anche il gol della��iniziale 1 a 0 nella finale della��anno dopo contro il Milan, che rimonterA� poi fino la��1 a 3), due Coppe del Re (2007 e 2010) e la Supercoppa di Spagna 2007, dove rifila una doppietta nel rindondante 5 a 3 con cui il Siviglia sbanca il a�?Bernabeua�� nella finale di ritorno (1 a 0 per il Siviglia alla��andata). Alla fine della stagione 2010-a��11 rescinde il contratto col Siviglia per tornare in Brasile, al Botafogo, con cui gioca 3 stagioni e mezza (vincendo il campionato statale Carioca 2013), prima di tornare al Santos, nel quale milita tuttora, e col quale ha vinto il Paulista nel 2015 (anno in cui perde perA? la finale della Copa do Brasil) e nel 2016. Col Brasile ha giocato 28 match, vincendo la Copa AmA�rica 2004 e la Confederations Cup 2005. Citazione per il a�?nostroa�� Enzino Maresca, a Siviglia per 4 stagioni e grande protagonista nella prima Coppa UEFA, quella del 2006, dove segnA? una doppietta e fu eletto a�?Man of the Matcha��.

ALL. Juande RAMOS: Da qui A? passato il a�?Magoa�� Helenio Herrera e, negli ultimi anni, ha fattoA�meraviglie Unai Emery (che ha addirittura centrato una storica tripletta, conquistando l’Europa League ininterrottamente dal 2014 al 2016). E non va dimenticato il quinquennio di JoaquA�n CaparrA?s, servito per gettare le basi degli straordinari successi proprio dell’allenatore prescelto per questo ‘All Time XI’: Juan de la Cruz Ramos Cano, ossiaA�a�?Juandea�? Ramos. Giocatore professionista senza troppe pretese, costretto al prematuro ritiro a causa di un grave infortunio, negli Anni Ottanta Ramos inizia ad allenare nelle giovanili della��Elche, club nel quale ha militato per la maggior parte della carriera agonistica. Nel 1990 gli viene affidata la panchina della��Ilicitano, club satellite della��Elche, che guida per due stagioni in Terza Divisione, ricoprendo contemporaneamente il ruolo di allenatore in seconda sempre alla��Elche. Nel 1992 passa alla��Alcoyano, altra squadra per cui aveva giocato, in Segunda B. Anche qui rimane per due stagioni, passando poi al Levante, con cui fallisce ai playoff la promozione dalla Segunda B. Quindi lascia, accasandosi al LogroA�A�s in Seconda Divisione, portandolo alla promozione nella Liga. Lascia subito dopo per accettare la panchina del Barcellona B. La��annata in bluagrana non A? delle migliori, e quindi lascia per ripartire dalla��UniA? Lleida, con cui sfiora la promozione nella Liga, che ottiene la��anno seguente col Rayo Vallecano. Con la terza squadra di Madrid centra il nono posto da neopromosso, conquistando anche la qualificazione alla Coppa UEFA. La terza e ultima stagione al Rayo lo vede addirittura portare momentaneamente la squadra alla testa della classifica, e fino ai quarti di finale in Europa. Passa quindi al Betis Siviglia, portando anche questo alla qualificazione UEFA da neopromosso. Va quindi alla��Espanyol, dove viene perA? esonerato dopo appena cinque giornate. Riparte la stagione seguente col Malaga quindi, dopo un anno di stop, eccolo ripartire dal Siviglia, chiamato a sostituire appunto CaparrA?s, passato al Deportivo La CoruA�a. Alla sua prima stagione sulla panchina biancorossa, Ramos conduce la squadra alla vittoria della Coppa UEFA. Fa ancora meglio il secondo anno, concluso con 3 trofei: il primo A? la Supercoppa Europea, strappata ai connazionali del Barcellona campione da��Europa in Carica. Quindi, a fine stagione, arrivano il bis in Coppa UEFA e la vittoria della Coppa del Re. La��annata successiva si apre con la conquista della Supercoppa di Spagna, strapazzando il Real Madrid con una doppia vittoria: 1 a 0 in casa e addirittura un 5 a 3 al a�?Santiago BernabA�ua��. La settimana successiva il Siviglia A? sconvolto dalla tragica morte di una delle sue giovani promesse, Antonio Puerta, sentitosi male in una partita di campionato e morto pochi giorni piA? tardi. La squadra non ottiene il rinvio della sfida per la Supercoppa Europea, che vedrA� vincitore il Milan detentore della Champions League. Due mesi dopo Ramos si dimette per accettare la��offerta degli inglesi del Tottenham. Rimane in carica un anno esatto: il tempo di vincere la Coppa di Lega e poi ecco la��esonero nella��ottobre 2008. Tempo un mese e mezzo, e Ramos torna in pista, chiamato niente meno che dal Real Madrid per sostituire la��esonerato Schuster. Dopo una rincorsa incredibile, che porta le a�?Merenguesa�� a ridosso del Barcellona primo in classifica, proprio la sonora sconfitta casalinga per 6 a 2 contro i catalani stoppa ogni sogno di gloria del Real, e a fine stagione Ramos non viene confermato. Pochi mesi dopo firma un contratto di tre mesi coi russi del CSKA Mosca, ma viene esonerato dopo poco piA? di un mese. Un anno dopo approda sulla panchina degli ucraini del Dnipro, dove rimane per quattro stagioni, lasciando nel 2014 a causa della situazione di guerra civile che colpisce la��ex repubblica sovietica. Proprio il Dnipro si A? giocato col a�?suoa�� Siviglia la finale di Europa League 2015, dopo una splendida cavalcata (tra le vittime anche il Napoli). Dopo 2 anni di stop, da questa stagione torna sulla panchina del Malaga.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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