All Time XI: Sporting Lisbona

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Per convenzione ho chiamato anch’io questa squadra Sporting Lisbona ma, come precisato dal presidente dello stesso sodalizio portoghese poco tempo fa, questa dicitura è errata: Sporting Club de Portugal quella completa, Sporting CP o solo Sporting quelle di uso comune.

Chiarito questo punto, avreste comunque capito di che squadra stiamo parlando: la terza delle ‘Três Grandes’ del Portogallo con i rivali cittadini del Benfica e il Porto.

Noto anche per la caratteristica divisa (che è il fattore che mi ha fatto propendere proprio per i ‘Leoni’ come mia squadra lusitana preferita) con maglia a strisce orizzontali biancoverdi e pantaloncini neri, lo Sporting ha messo in bacheca 18 campionati, 16 Coppe del Portogallo, 8 supercoppe nazionali e la Coppa delle Coppe 1963-’64.

Il club è inoltre rinomato per il suo rigoglioso vivaio che ha lanciato, tra gli altri, Cristiano Ronaldo, Luìs Figo, Futre, Quaresma, Nani e tanti altri.

In qusta versione ‘all time’ i ‘Leoni’ si schierano con un classico 4-4-2:

1 (portiere) – RUI PATRICIO: Nato a Marrazes, nelle vicinanze di Leiria, muove i primi passi in una piccola formazione locale, dove lo nota uno scout dello Sporting. Nel 2000, a soli 12 anni, si trasferisce dunque a Lisbona e, da allora, vestirà sempre e solo i colori biancoverdi, oltre che la maglia della Nazionale portoghese. Affacciatosi in prima squadra nella stagione 2006-’07, in quella successiva colleziona 20 presenze, e a vent’anni è già titolare tra i pali dello Sporting, dai quali nessuno è più riuscito a toglierlo. A 29 anni ha già collezionato più di 400 presenze nel club con il quale ha vinto 2 Coppe del Portogallo (2008 e 2015) e 3 supercoppe nazionali (2007, 2008 e 2015). Con la Nazionale, dopo la trafila di tutte le rappresentative giovanili, ha collezionato 65 presenze, venendo convocato per la prima volta nel gennaio 2008. Debutterà quasi tre anni più tardi, nel novembre 2010, dopo essere stato il terzo portiere all’Europeo del 2008. In quello seguente, 2012, si divide la titolarità con Eduardo (visto anche al Genoa), che scalza poi definitivamente facendo il titolare al Mondiale 2014 (l’unico disputato finora) e, soprattutto, nell’Europeo 2016 vinto proprio dal Portogallo, e nel quale lui è stato premiato quale miglior portiere del torneo, con conseguente inserimento nel top team della competizione. Nel 2017 ha preso parte alla sua prima Confederations Cup, conclusa con il terzo posto finale. È stato Giocatore dell’Anno dello Sporting per due anni consecutivi (2011 e 2012). Citazione per Joaquim Carvalho, per 12 a difesa della porta biancoverde, vincitore della Coppa delle Coppe 1963-’64 e poi anche allenatore dei portieri del club.

2 (terzino destro) – João MORAIS: Originario di Cascais, muove i primi passi nello Sporting Alcabideche, nel cui Settore Giovanile entra nel 1948, a 13 anni. A 16 arriva all’Estoril, rimanendo anche qui per 3 stagioni, prima del passaggio al Caldas, nel 1954. Dopo il suo primo anno da professionista eccolo alla Torreense, dove rimane fino al 1958, anno in cui approda finalmente allo Sporting. Vi gioca fino al 1969, quando lascia il calcio che conta per giocare ancora qualche anno nelle serie minori con Rio Ave e Pacos Ferreira. Appende definitivamente gli scarpini al chiodo nel 1973. In biancoverde ha vinto 2 campionati (1962 e 1966), una coppa nazionale (1962-’63) e la Coppa delle Coppe 1963-’64. Ha vestito la maglia del Portogallo 9 volte, disputando il Mondiale 1966, chiuso con il terzo posto finale, e dove si segnalò per un fallaccio su Pelé. Dopo il ritiro ha trovato impiego presso il municipio di Vila do Conde, località dove si era trasferito e dove è scomparso nell’aprile 2010, dopo lunga malattia.

3 (difensore centrale) – BETO de Deus Severo: Nato a Lisbona nel 1976, dopo i primi passi nel CAC Pontinha entra a 12 anni del Settore Giovanile dello Sporting. Debutta in prima squadra nel 1994, e nel giro di un paio di stagioni si conquista il posto da titolare. Lo manterrà fino alla fine del 2005, quando sulla panchina dei Leoni viene promosso in corsa il suo ex compagno Paulo Bento. I due hanno uno scontro e così, nel gennaio 2006, Beto si trasferisce nella Ligue1, al Bordeaux. Coi francesi rimane solo per quella mezza stagione, quindi si sposta in Spagna, al Recreativo Huelva, dove disputa tre annate prima di tornare in Patria, al Belenenses. Sarà un’esperienza costellata dagli infortuni, e che si concluderà con la retrocessione. Rimane fermo fino al gennaio 2011, quando sigla un contratto a breve termine con gli spagnoli dell’Alzira, squadra di Terza Divisione. Dopo i 6 mesi con le “Tigri della Ribera” si ritira e torna allo Sporting come direttore delle pubbliche relazioni. In biancoverde ha conquistato il campionato nel 1999-’00, il double Liga-Coppa del Portogallo nel 2001-’02 e 2 supercoppe nazionali (2000 e 2002). Ha inoltre disputato la finale di Coppa UEFA 2004-’05, persa contro il CSKA di Mosca. Con il Portogallo ha collezionato 31 presenze (2 le reti), giocando 2 Europei (2000 e 2004, chiuso al secondo posto) e il Mondiale 2002. Ha inoltre fatto parte della Nazionale olimpica ad Atlanta 1996. E’ stato Giocatore dell’Anno dello Sporting nel 2001.

4 (difensore centrale) – ANDERSON POLGA: Brasiliano, cresciuto nel Gremio, debutta in prima squadra nel 1999, a vent’anni. Con la compagine di Porto Alegre rimane fino al 2003, conquistando 2 campionati statali (1999 e 2001) e la Coppa del Brasile 2001, con l’attuale CT del Brasile, Tite, in panchina. Arrivato ai Leoni, vi rimane per 9 stagioni, collezionando oltre 350 presenze. In biancoverde vince 2 coppe e 2 supercoppe nazionali consecutive (2007 e 2008), perdendo invece la finale di Coppa UEFA 2004-’05 e 2 finali di Coppa di Lega consecutive (2008 – sbagliando uno dei rigori che hanno assegnato il trofeo – e 2009). Nel 2012 torna in Brasile, firmando per il Corinthians dove ritrova Tite, e con cui vince il Mondiale per Club 2012, dopodiché si ritira. Con il Brasile ha giocato 11 partite (con 3 gol), partecipando alla vittoriosa spedizione del Mondiale nippo-coreano del 2002. Impossibile non citare José Carlos, della squadra che vinse la Coppa delle Coppe nel 1964.

5 (terzino sinistro) – HILARIO da Conceiçao: Nato a Lourenço Marques, nell’allora Mozambico Portoghese (ora, col nome di Maputo, è la Capitale del Mozambico indipendente), muove i primi passi in una delle squadre locali, l’Atlético. A 17 anni passa nelle giovanili dell’altra squadra cittadina, lo Sporting, debuttando in prima squadra 2 anni dopo, nel 1958. Notato e subito acquistato dallo Sporting Lisbona, vi rimarrà per 15 stagioni, fino al ritiro avvenuto nel 1973. Coi ‘Leoni’ vince 3 campionati (1962, 1966 e 1970), altrettante coppe nazionali (1963, 1971 e 1973) e la Coppa delle Coppe 1963-’64, anche se è costretto a saltare la finale per infortunio. Dopo il ritiro, entra immediatamente nello staff tecnico della squadra come vice allenatore. La stagione seguente ha il suo primo incarico ‘in proprio’, alla guida del Braga, dove poi tornerà diverse volte. Cambia panchine con una certa frequenza, raramente fermandosi per più di una stagione, con l’eccezione del triennio al Lusitania (1984-1987). Nel 1994 torna allo Sporting come vice, incarico che mantiene per 3 stagioni. Lasciato nuovamente il club, vi ritorna nel 2003-’04 come allenatore della squadra B, suo ultimo incarico coi ‘Leoni’. Con la Nazionale portoghese, di cui è stato capitano dal 1968 al 1971, ha disputato 40 incontri, prendendo parte al Mondiale 1966, chiuso dai lusitani col terzo posto finale. Con 471 apparizioni, è primatista assoluto di presenze nel club. Citazione per Augusto Inàcio, che difese i colori dei ‘Leoni’ a cavallo degli Anni ’70 e ’80. Menzione anche per Rui Jorge.

6 (centrocampista) OCEANO da Cruz: Origini capoverdiane, si traferisce in Portogallo da bambino con la famiglia. Nel 1976 entra, quattordicenne, nelle giovanili dell’Almada, debuttando in prima squadra 4 anni più tardi. Nel 1982 passa all’Odivelas, e la stagione successiva è al Nacional di Madeira. Nel 1984 ecco finalmente l’approdo allo Sporting, dove rimane fino al 1991, quando si trasferisce in Spagna, alla Real Sociedad, assieme all’altra metà della mediana biancoverde, Carlos Xavier, con cui raggiunge un ex allenatore dei ‘Leoni’, il gallese John Toshack. Con la squadra basca Oceano rimane 3 stagioni, facendo poi ritorno allo Sporting (proprio come Xavier), rimanendovi fino al 1998, quando lo lascia nuovamente per trasferirsi in Francia, al Tolosa. Coi transalpini una stagione soltanto, dopodiché si ritira. Intraprende quindi la carriera di commentatore televisivo, ma nel 2008 è chiamato ad entrare nello staff di Carlos Queiroz, appena nominato CT del Portogallo. L’anno seguente Oceano prende la guida dell’Under-21, ma fallisce la qualificazione all’Europeo di categoria e viene esonerato. Tornato in tv, nel marzo del 2011 viene riaccolto dallo Sporting, che lo nomina allenatore in seconda. La stagione successiva ricopre lo stesso ruolo all’UD Leiria, in Spagna, quindi torna nuovamente allo Sporting come allenatore della squadra B, per la stagione 2012-’13. Nell’ottobre 2012 viene promosso ad interim alla guida della prima squadra, sulla cui panchina si accomoda per 4 partite (un pareggio e 3 sconfitte). Dopo una stagione di stop, dal 2014 è di nuovo vice di Queiroz, stavolta alla guida dell’Iran. Con la Nazionale portoghese ha collezionato 54 presenze e segnato 8 reti. Ha fatto pare della squadra che ha partecipato all’Europeo 1996. Nel 1995, anno del suo unico trofeo coi ‘Leoni’, la coppa nazionale, viene scelto come Giocatore dell’Anno dei biancoverdi. Citazione per Màrio Jorge, per un decennio metronomo dello Sporting, nelle cui giovanili si era formato.

7 (ala destra) – Antònio JESUS CORREIA: Nato e cresciuto a Paço de Arcos, nel distretto di Lisbona, si dedica inizialmente all’hockey su pista. Nel calcio, i primi passi li muove nel Belenenses per poi passare 19enne, nel 1943, allo Sporting. Vi rimane 10 anni, mettendo a segno numeri impressionanti per gol e assist, facendo parte della linea offensiva nota come ‘Cinque Violini’, e conquistando 7 campionati (1944, 1947-1949 e 1951-1953) e 3 Coppe del Portogallo consecutive (1945 – suo il gol vittoria nella finale contro l’Olhanense –, 1946 e 1948, nel 1947 non si disputò). Nel 1953 si ritira, a soli 28 anni, dopo che lo Sporting gli impone di scegliere tra calcio e hockey, al quale tornerà a dedicarsi a tempo pieno. Torna al calcio 2 anni dopo, nel 1955, per un paio di apparizioni con il CUF. Con il Portogallo ha giocato 13 partite, realizzando 3 centri. E’ scomparso nel 2003. Citazione doverosa per Luìs Figo, che in biancoverde è cresciuto e si è messo in luce a inizio carriera.

8 (centrocampista) – PEDRO BARBOSA: Classe 1970, a 13 anni entra nel Settore Giovanile del CA Rio Tinto, dove rimane per 3 stagioni, prima di passare al Porto. Fa 3 annate anche qui, ma non riesce ad imporsi in prima squadra, per cui deve scendere nelle categorie inferiori per costruirsi una carriera. Riparte dunque dal Freamunde, dove arriva nel 1989 e se ne va due anni dopo, al Vitória Guimarães. Coi ‘Conquistatori’ gioca 4 stagioni, poi nel 1995 approda finalmente allo Sporting. In biancoverde gioca 10 anni, conquistando 2 campionati (2000 e 2002), una coppa nazionale (2001-’02) e 3 supercoppe portoghesi (1995, 2000 e 2002), tutti da capitano. Ritiratosi nel 2005, viene immediatamente promosso alla carica di direttore sportivo del club, che lascerà nel novembre 2009, contestualmente alle dimissioni dell’allenatore Paulo Bento, suo ex compagno di squadra. Per lui, con il Portogallo, 22 presenze 5 reti, partecipando all’Europeo 1996 e al Mondiale 2002. Nel 2003 è Giocatore dell’Anno dello Sporting. Impossibile non citare Carlos Xavier, metronomo dei ‘Leoni’ per tutti gli Anni Ottanta, e poi tornato allo Sporting a chiudere la carriera.

9 (attaccante) – Fernando PEYROTEO: Angolano, cresciuto nello Sporting Luanda, arriva a Lisbona a 19 anni, nel 1937, vincendo subito la coppa nazionale e la classifica cannonieri in campionato, con 34 reti. Sarà poi re dei bomber altre 5 volte: nel 1940 con 29 reti; nel 1941 con 29; nel 1946 con 37; nel 1947 con 43; e infine nel 1949 con 40, in quella che è la sua ultima stagione agonistica, chiusa con la vittoria del campionato. ‘Scudetto’ andato ai ‘Leoni’ anche nelle due stagioni precedenti che, per Peyroteo, si aggiungono ai due vinti nel 1941 e nel 1944. Con lo Sporting ha inoltre vinto altre 4 coppe nazionali (1941, 1945, 1946 e 1948), oltre a quella del primo anno, e la Supercoppa nazionale nel 1944. Negli Anni Quaranta, la linea offensiva di cui era il terminale centrale, era detta dei ‘Cinque Violini’, ed era formata inoltre dalle ali Albano e Manuel Vasques, e dagli interni Jesus Correia e Travassos. Ritiratosi, torna a vivere in Angola, per tornare in Portogallo nel 1961, chiamato a fare il CT della Nazionale, facendo esordire un certo Eusébio. Viene esonerato alla seconda partita, dopo una sconfitta per 4 a 2 nelle qualificazioni al Mondiale cileno del 1962. Nel 1978, dopo una partita di beneficenza, è costretto a subire un’operazione chirurgica, per i cui postumi morirà poco dopo, a 60 anni. Con la Nazionale portoghese ha giocato 20 volte, segnando 14 reti. Con 543 gol (in ‘sole’ 327 partite) è il bomber assoluto del club. Citazione per l’argentino Héctor Yazalde, che in quattro stagioni, negli Anni Settanta, segnò oltre 100 gol, con una media di uno a partita. Menzione anche per il bulgaro Ivaylo Yordanov, al club per un decennio, anche dopo che gli era stata diagnosticata la sclerosi multipla, e che con la sua doppietta in finale firmò la vittoria della coppa nazionale 1994-‘95. Impossibile, poi, non fare il nome di Ernesto Figueiredo, che negli Anni ’60 segnò 147 gol in 232 partite, dando un determinante contributo alla conquista della Coppa delle Coppe 1963-’64.

10 (attaccante) – MANUEL FERNANDES: Nato a Sarilhos Pequenos, nei pressi di Setùbal, muove i primi passi nel club cittadino, il Sarilhense. A 18 anni esordisce nel calcio professionistico con un altro club della zona, il CUF di Barreiro, dove gioca per 6 stagioni, passando quindi allo Sporting Lisbona nel 1975. Coi ‘Leoni’ gioca per 12 stagioni, segnando 255 reti in 433 partite, risultando il secondo marcatore di sempre nella storia del club. A Lisbona vince – quasi tutti da capitano – 2 campionati (1980 e 1982), 2 coppe nazionali (1978 – suo il gol-vittoria nella finale replay vinta 2 a 1 – e 1982) e una Supercoppa del Portogallo (1982), nella quale segna una tripletta nel 6 a 1 della finale di ritorno contro il Braga (che aveva vinto l’andata per 2 a 1). Si aggiudica inoltre il titolo di capocannoniere nella stagione 1985-’86. Chiude con una stagione ‘a casa’, giocando per il Vitòria Setùbal l’annata 1987-’88, dopodiché si ritira, divenendo immediatamente l’allenatore del club, incarico che ricopre per due stagioni. Passa quindi all’Estrela Amadora e poi all’Ovarense. Quindi, nel 1992, torna allo Sporting come vice di Bobby Robson, rimanendo fino all’esonero, una stagione e mezza dopo, del tecnico inglese. Riprende quindi la sua carriera da capo allenatore al Campomaiorense, quindi nel 1997 torna brevemente al Vitòria Setùbal. Riparte l’anno seguente al Santa Clara, dove un triennio di buoni risultati lo porta finalmente sulla panchina dello Sporting. A Lisbona vince subito la Supercoppa del Portogallo, ma salta prima di finire la stagione. Nelle stagioni seguenti girovaga per alcune panchine minori, fino al ritorno nel 2009 a Setùbal. Esonerato nel marzo 2011, da allora non ha più allenato. Per lui 31 presenze e 7 reti con il Portogallo, di cui è stato capitano nella sua ultima stagione a Lisbona. Impossibile non citare i due interni – destro e sinistro – dei ‘Cinque Violini’: Manuel Vasques e José Travassos.

11 (ala sinistra) – ALBANO Narciso Pereira: Membro dei ‘Cinque Violini’, arriva allo Sporting nel 1943, a 21 anni. Precedentemente aveva giocato nelle giovanili di Barreirense e – soprattutto – Seixal, con il quale aveva poi debuttato tra i ‘grandi’. In biancoverde gioca fino al 1957, conquistando 8 campionati, di cui 4 consecutivi (1944, 1947-1949 e 1951-1954) e 4 coppe nazionali (1945, 1946 – segnando il quarto gol in 40 minuti dei ‘Leoni’ all’Atlético CP –, 1948 – trasforma il rigore del momentaneo 2-0, il match finirà 3-1 – e 1954. Aveva inoltre aperto dal dischetto la finale 1952, vinta dal Benfica con un rocambolesco 5-4). Chiuso con il calcio giocato, se ne torna a Seixal, fino alla scomparsa avvenuta nel 1990. 15 presenze e 3 con la Nazionale. Menzione per il bulgaro Krasimir Balakov, che nei primi Anni ’90 fece innamorare i tifosi biancoverdi.

ALL. József SZABO: Ungherese, arriva in Portogallo da calciatore nel 1926, in tournée con il suo club dell’epoca, l’Haladàs. Qui lo convincono a rimanere i dirigenti del Nacional de Madeira, dove rimane una stagione, passando poi agli acerrimi rivali del Maritimo di Funchal. Anche qui si ferma per un solo anno, cui ne seguono 7 al Porto, di cui 4 come giocatore-allenatore e 3 solo da tecnico. Lascia dopo aver vinto la primissima edizione (sperimentale) del campionato portoghese come lo conosciamo oggi, trasferendosi quindi allo Sporting Braga, che lascia dopo una sola stagione per approdare finalmente sulla panchina biancoverde, nel 1936. Vi rimarrà fino al 1945, vincendo 3 campionati nazionali (1938, 1941 e 1944), 2 Coppe del Portogallo (1941 e 1945) e 6 Campionati di Lisbona (1938, 1939, 1941-1943 e 1945). Torna quindi brevemente al Braga e poi per 2 stagioni ancora al Porto, che non riesce a riportare al successo. Inizia quindi un giro di panchine di club minori, con 3 squadre in 3 anni: Olhanense, Portimonense e Oriental Lisbona. Nel 1950 torna ancora una volta al Braga, dove rimane 2 stagioni, passando poi all’Atlético CP di Lisbona. Nel 1953 torna allo Sporting, centrando il doblete campionato-coppa nazionale, dopo il quale si ferma per una stagione. Riparte nel 1955 al Caldas, mentre l’anno dopo torna ancora al Braga, sempre per una sola stagione, come saranno singole tutte le esperienze successive: Leixões, Torrense, di nuovo Caldas, la quinta volta allo Sporting Braga e il ritorno alla Portimonense. Seguono due annate al Barreirense, quindi un ritorno in corsa allo Sporting Lisbona. Nel 1965 diviente CT dell’Angola, incarico che lascia l’anno successivo, ritirandosi definitivamente. Muore a Lisbona nel 1973. Citazione per Paulo Bento, già giocatore dello Sporting, poi tecnico delle giovanili e, infine, nominato alla guida della prima squadra nell’ottobre del 2009. Ci rimarrà fino al novembre 2009, vincendo 2 Coppe del Portogallo e altrettante supercoppe nazionali (2007 e 2008), raggiungendo inoltre due volte (sempre consecutive) la finale di Coppa di Lega (2008 e 2009). Impossibile non menzionare, poi, l’inglese Randolph Galloway che, in tre stagioni, vinse altrettanti campionati (1951-1953).

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.