All Time XI: Steaua Bucarest

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Il primo club della��Europa della��Est ad alzare al cielo la Coppa dei Campioni, una squadra leggendaria oltre la a�?cortina di ferroa��, e una vera istituzione in Patria, dove A? detentrice di record in ogni singola competizione, con i suoi 25 campionati, 21 coppe nazionali e 6 Supercoppe di Romania.

Un club che ha fornito i migliori giocatori alla Nazionale, e che ha lanciato talenti poi esportanti in tutto il continente.

Squadra della��Esercito, che ha costruito i suoi successi in uno stadio di proprietA� del Ministero della Difesa, la Steaua a�?all timea�� si schiera con un 4-3-3:

1 (portiere) a�� Helmuth DUCKADAM: a�?Eroe di Sivigliaa��. Questo il suo soprannome. Meritatissimo, visto ciA? che fece in quella finale di Coppa dei Campioni, in una��edizione giA� particolare di suo, essendo la prima dalla messa al bando delle squadre inglesi, dopo i tragici fatti della��Heysel. Alla��ultimo atto arrivano i favoriti spagnoli (che giocano di fatto in casa) del Barcellona, a 25 anni dalla sua prima finale (persa contro il Benfica), contro appunto la Steaua Bucarest. Dopo uno spento 0 a 0 si arriva ai calci di rigore, dove Duckadam para 4 tiri su 4 agli avversari, consegnando il massimo trofeo continentale alla compagine rumena, atto con il quale chiude il suo quadriennio in maglia Steaua e, momentaneamente, la sua carriera. Poco settimana dopo il trionfo europeo, infatti, a Duckadam viene riscontrata una rara malattia del sangue, che lo costringe al ritiro. TornerA� in campo tre anni dopo, con il Vagonul Arad, terza squadra di questa cittA� con cui gioca, dopo aver militato nella��UTA e, in prestito per una stagione da questa��ultima (che lo ha lanciato nel professionismo, dopo le esperienze giovanili con Semlecana Semlac, squadra della sua cittA� natale, e Scoala Sportiva Gloria), al Constructorul. Gioca qui le ultime due stagioni della sua carriera agonistica, e poi si ritira. AprirA� quindi una scuola calcio, raggiungendo al contempo il grado di maggiore nella Polizia di Frontiera romena. Con la Steaua ha vinto anche due a�?scudettia�? consecutivi (1985 e 1986) e una coppa nazionale (1985). Per lui anche 4 presenze con la Nazionale romena Under-21 e 2 con quella maggiore. Falsa, infine, la a�?leggenda metropolitanaa�� che lo vuole amputato di entrambe le mani a seguito di un pestaggio a�?politicoa��. Da citare, nel ruolo, Ion Voinescu, che ha difeso per tutti gli Anni a��50 la porta della Steaua, divenendone anche capitano. Menzione anche per Vasile Iordache, predecessore di Duckadam, anche lui a�?numero 1a�� della Steaua per oltre un decennio.

2 (terzino destro) a�� Stefan IOVAN: Mossi i primi passi nel Resita, con cui debutta in prima squadra a 17 anni, e il passaggio a�?obbligatorioa�? al club federale per giovani del LuceafA?rul BucureAYti, nel 1980 arriva finalmente alla Steaua. Vi giocherA� ininterrottamente fino al 1991, vincendo i 5 campionati consecutivi del periodo 1985-1989, 4 coppe nazionali (1985 e tre consecutive 1987-1989) e alzando al cielo la Coppa dei Campioni 1985-a��86, dato che la��assenza per squalifica del capitano Stoica ha fatto si che fosse lui a indossare la fascia, che erediterA� nel 1989 dal compagno, al fianco del quale vince anche la Supercoppa Europea 1986. Trasferitosi in Inghilterra, al Brighton & Hove Albion, dopo mezza stagione torna alla Steaua, vincendo un altro titolo nazionale. Passa quindi al Rapid Bucarest, dove rimane due anni quindi, dopo una stagione alla��Electroputere Craiova, torna al Resita per giocare la sua ultima annata e ritirarsi. Torna alla Steaua nel 2000 come membro dello staff tecnico, incarico che ricoprirA� fino al 2003, con in mezzo anche il breve ruolo di allenatore ad interim nel 2002. Dal 2004 al 2011 A? vice CT della Romania, che guida poi ad interim nel 2011, prima di tornare a fare il vice. Per lui 35 presenze e 3 reti con la maglia della Nazionale. Citazione da��obbligo per Lajos Satmareanu, per un decennio a�� a cavallo tra gli Anni a��60 e a��70 a�� titolarissimo nel ruolo.

3 (terzino sinistro) a�� Nicolae UNGUREANU: Nativo di Craiova, si forma nelle giovanili di uno dei club cittadini, il CSS. A 19 anni firma il suo primo contratto professionistico con un altro club locale, la��Electroputere, dove rimane per due anni, prima di approdare alla squadra piA? importante della cittA�, la��Universitatea. Qui rimane 10 anni, vincendo due titoli nazionali consecutivi, nel 1980 e 1981. Nel 1987 arriva alla Steaua, dove rimane fino al 1992, centrando il doppio double campionato-coppa nazionale nel 1988 e 1989. Dopo una��ultima stagione col Rapid Bucarest, nel 1993 lascia il calcio giocato. Per lui 57 presenze (con una rete) in Nazionale, con la quale ha preso parte alla��Europeo 1984.

4 (stopper) a�� Stefan SAMES: Cresciuto nelle giovanili del club, debutta in prima squadra a non ancora venta��anni, nel 1971. Viene quindi mandato in prestito per due stagioni alla��Universitatea Craiova, prima di fare rientro alla base e diventare un pilastro della squadra. Rimane fino al 1982, centrando il double campionato-coppa nazionale sia nel 1976 sia nel 1978. Dopo una sola e sfortunata annata al Farul Constanta, passa al Rapid Bucarest, dove rimane per due stagioni. Quindi, dopo un paio da��anni in club minori, nel 1989 si ritira. La��anno seguente ha una breve esperienza sulla panchina della��Universitatea Cluj. Quindi, nel 1992, entra nello staff tecnico delle giovanili della Steaua, per cui lavorerA� fino alla morte, avvenuta nel 2011. Per lui anche 47 presenze (con 3 reti) nella Romania. Nel 1979 A? stato Giocatore Romeno della��Anno. Citazione per Daniel Prodan, roccioso stopper dei prima Anni a��90, e anche per Mirel Radoi, leader della Steaua del Terzo Millennio.

5 (centrocampista destro) a�� Tudorel STOICA: Cresciuto nelle giovanili del Politehnica Galati, debutta in prima squadra a 17 anni, nel 1971. La��anno successivo gioca per una��altra squadra della stessa cittA� il CSU, e due anni dopo ad una��altra ancora, la��FCM. Approda quindi finalmente alla Steaua, dove rimarrA� fino al 1989, quando come molti altri A? costretto a lasciare il Paese a causa della rivoluzione in corso. In quasi 15 anni, mette in bacheca 7 campionati vinti (1976, 1978 e i 5 consecutivi 1985-1989), 5 coppe nazionali 81976, 1979, 1985, 1987 e 1989) e, soprattutto la Coppa dei Campioni e la Supercoppa Europea nel 1986. Della squadra che conquista il continente, oltretutto, A? il capitano, anche se per squalifica A? costretto a saltare la finale contro il Barcellona. Lasciata la Steaua, gioca una stagione coi francesi del Lens, torna in Patria per una��ultima apparizione con la Steaua, e poi si ritira entrando nello staff tecnico del club, dove rimane fino al 1994, divenendo poi osservatore per i belgi della��Anderlecht. Nel 1998 diviene CT della��Under-21 romena, lasciando la��incarico la��anno dopo. Per lui anche 15 presenze con la Nazionale.

6 (libero) a�� Miodrag BELODEDICI: Di origini serbe, muove i primi passi nel Minerul Moldova NouA?. Quindi, a 17 anni, approda alla squadra di emanazione federale del LuceafA?rul BucureE�ti, passando la��anno dopo alla Steaua Bucarest. Dopo una prima stagione di apprendistato, diviene titolare inamovibile al centro della difesa, contribuendo anche con qualche rete alla vittoria di cinque campionati consecutivi (1985-1989), due coppe nazionali (1985 e 1987) e, soprattutto, alla Coppa dei Campioni 1985-a��86, cui seguirA� anche la Supercoppa Europea. Scappa quindi (letteralmente) nella��ex Jugoslavia, accasandosi alla Stella Rossa di Belgrado, per la quale inizialmente puA? giocare solo le amichevoli, a causa di problemi burocratici col regime a�� in caduta a�� di Ceausescu (motivo della sua fuga). Superati gli ostacoli dopo la Rivoluzione del 1989, firma finalmente con la Stella Rossa, con cui vince subito il campionato e la coppa nazionale. Il titolo nazionale viene bissato anche la stagione successiva, che termina col trionfo in Coppa dei Campioni, nella cui finale Belodedici trasforma uno dei rigori con cui si assegna la coppa dopo lo 0 a 0 con cui sono terminati anche i supplementari (in questa stagione la Stella Rossa fallisce di un soffio il a�?Tripletea�?, perdendo la finale di coppa nazionale). I successi proseguono la vittoria della Coppa Intercontinentale 1991 e di un altro a�?scudettoa�?, il terzo consecutivo. Lasciata la Jugoslavia dopo lo scoppio della Guerra Civile, si trasferisce in Spagna, al Valencia, dove rimane due stagioni. Passa quindi al Valladolid e, la��anno dopo, al Villareal. Si trasferisce quindi in Messico, alla��Atlante, tornando due anni dopo alla a�?suaa�� Steaua, divenendone anche capitano, e chiudendo la carriera nel 2001, dopo la vittoria della Coppa di Romania. Dopo il ritiro A? divenuto coordinatore delle Nazionali giovanili della Federazione romena. Con la Romania ha giocato 55 incontri, segnando 5 reti e partecipando a un Mondiale (1994) e a due Europei (1996 e 2000). Una citazione non puA? mancare per Alexandru Apolzan, considerato uno dei primi veri liberi nella storia, leggenda del club con 6 campionati e 5 coppe nazionali vinti.

7 (ala destra) a�� Marius LACATUS: Nato a Brasov, entra a 13 anni nel settore giovanile della squadra della sua cittA�, facendo tutta la trafila fino alla prima squadra. Due anni tra a�?i grandia�� gli bastano per attirare la��interesse della Steaua, che nel 1983 lo acquista. Soprannominato a�?Fiaraa��, ossia a�?La Bestiaa��, uno dei giocatori piA? amati di sempre dalla tifoseria della capitale, trasforma il primo rigore nella finale che regala alla squadra la storica Coppa dei Campioni 1986. Rimane fino al 1990 quando, dopo una doppietta alla��URSS durante il Mondiale italiano, conquista definitivamente gli osservatori e viene acquistato dalla Fiorentina. In viola rimane una sola stagione, quindi passa agli spagnoli del Real Oviedo. Due anni nella Liga e poi eccolo tornare alla a�?suaa�� Steaua, divenendone anche capitano. Rimane fino al 1999 quindi, dopo mezza stagione con il National di Bucarest, si ritira, divenendo immediatamente allenatore, e facendo il vice proprio del National. Dopo varie e altalenanti esperienze negli anni seguenti, nel 2007 approda sulla panchina della Steaua, in corsa. Si dimette dopo un anno, quindi torna poco dopo, lasciando poi definitivamente a fine stagione. Dopo una deludente esperienza al Vaslui, torna di nuovo a stagione iniziata alla Steaua, ma anche stavolta concluderA� anzitempo la��esperienza. Ha poi allenato anche il Targu Mures e il CSMS Iasi, sempre in Romania. Con la Steaua, nei suoi due periodi da giocatore, ha vinto complessivamente 10 campionati (cinque consecutivi per periodo: 1985-1989 e 1994-1998), 6 coppe nazionali (1985, 1987, 1989, 1996, 1997 e 1999), 3 Supercoppe di Romania (1994, 1995 e 1998) e la Supercoppa Europea 1986, oltre alla giA� citata Coppa dei Campioni. Con la Romania ha giocato 84 partite con 13 reti, prendendo parte a 2 Mondiali (1990 e 1998) e alla��Europeo 1996.

8 (centrocampista centrale) e ALL. a�� Emerich JENEI: Iniziata la carriera con la squadra della sua cittA�, il Flamura RoE�ie Arad, dopo una sola stagione in prima squadra viene acquistato dalla Steaua Bucarest, dove approda ventenne, nel 1957, dopo essersi messo in luce nel torneo UEFA Under-19, vinto proprio dalla Romania. RimarrA� fino al 1969, vincendo 3 campionati (1960, 1961 e 1968) e 4 coppe nazionali (1962, 1966, 1967 e 1969). Si trasferisce quindi in Turchia, giocando due stagioni col Kayserispor, e lasciando poi il calcio giocato per divenire allenatore. Dopo il corso, torna alla Steaua Bucarest come vice. Nel 1975 viene promosso allenatore e, dopo un quinto posto, la��anno seguente vince il titolo nazionale (e la Coppa di Romania), bissato due anni piA? tardi. Quindi lascia, per approdare al Bihor Oradea, dove viene perA? esonerato. Dopo un periodo di stop, riparte dal CS Targoviste con cui fa bene e viene quindi richiamato alla Steaua, nel 1982. Rimane fino al 1986, lasciando dopo la storica vittoria della Coppa dei Campioni. Nello stesso anno vince anche il campionato, bissando il titolo della��anno precedente (conquistato in accoppiata con la coppa nazionale). Divenuto CT della Romania, la guida fino ai Mondiali italiani del 1990 quindi, dopo un periodo di pausa, torna brevemente alla SteauaA� nel 1991. La��anno dopo A? CT della��Ungheria, incarico che mantiene per un solo anno, per poi allenare il club magiaro del Videoton, che lascia dopo poco per tornare per la��ennesima volta alla Steaua, vincendo nuovamente il campionato nel 1994. Passa quindi ai greci del Panionios, poi nel 1996 allena per sole 10 partite la��Universitatea Craiova. Dopo due anni di stop, nel 1998 inizia la sua sesta avventura alla Steaua, vincendo la Coppa di Romania nel 1999. Lascia per subentrare a Piturca come CT della Romania, guidandola fino ai quarti di finale della��Europeo 2000. Dopo la manifestazione continentale decide di ritirarsi e diviene presidente del Bihor FC. A� inoltre consulente della federazione.

9 (centravanti) a��Victor PITURCA: Cresciuto nel settore giovanile della��Universitatea Craiova, a 18 anni viene mandato in prestito alla Dinamo Slatina, e quindi riportato alla base. Rimane per due stagioni, senza trovare particolarmente spazio, e decidendo quindi di scendere di categoria, accasandosi al Pandurii TA?rgu Jiu. La��anno dopo A? al Drobeta-Turnu Severin, quindi torna nella massima serie, alla��Olt Scornicesti. Dopo 4 anni qui, approda finalmente alla Steaua, dove esplode. Dal 1983 al 1989 segna, in campionato, 137 reti in 174 partite, contribuendo in maniera determinante ai 5 a�?scudettia�� consecutivi vinti nel periodo 1985-1989. Nello stesso periodo, tranne che per il 1986, la Steaua vince sempre anche la coppa nazionale (e nella prima vittoria A? suo il gol del decisivo 2 a 1 in finale). A� inoltre assoluto protagonista del clamoroso successo europeo della Steaua, con la conquista della Coppa dei Campioni 1985-a��86. I suoi 5 gol, realizzati andando a segno in tutti i turni a parte la finale, sono decisivi per il cammino del club (su tutti, la doppietta in semifinale, che ribalta la sconfitta della��andata contro i belgi della��Anderlecht), col quale la stagione seguente conquista anche la Supercoppa Europea. Dopo la nuova finale di Coppa dei Campioni, stavolta persa contro il Milan nel 1989, lascia la Steaua per giocare una��ultima stagione coi francesi del Lens, e poi ritirarsi per iniziare la carriera di allenatore. Che vede il via un anno dopo proprio alla Steaua, dove approda come vice, venendo anche promosso in corsa e poi lasciare (dopo aver vinto la coppa nazionale) e rimanere fermo un paio da��anni. Riparte dal club in cui A? cresciuto la��Universitatea Craiova, che nella stagione 1994-a��95 porta al secondo posto in campionato. La��anno seguente diviene CT della��Under-21 romena, che guida per un biennio prima di essere promosso alla guida della Nazionale maggiore. Qualifica la squadra alla��Europeo 2000, ma viene esonerato per giochi di potere che coinvolgono spogliatoio, federazione e i potenti fratelli Becali. Pochi mesi piA? tardi prende in corsa la Steaua Bucarest, che a�� salvo una breve pausa nel 2002, guida fino al 2004, conquistando il campionato nel 2001 e due secondi posti (2003 e 2004). Diviene quindi nuovamente CT della Romania, qualificandola per la��Europeo 2008 e rimanendo fino alla��esonero nella��aprile 2009. La��anno dopo ha due brevi e poco fortunate esperienze di ritorno nei a�?suoia�� due club, la Steaua e la��Universitatea. Quindi, nel 2011, torna nuovamente alla guida della Nazionale romena, che lascia nella��ottobre 2014 per accettare la ricca offerta del club saudita della��Ittihad FC. Per lui anche 13 presenze e 6 reti con la Romania. Impossibile non fare una menzione a Gheorghe Costantin, detto a�?Il professorea��, bomber della Steaua per quasi 15 anni e poi anche allenatore (vincente).

10 (centrocampista sinistro) a�� Gheorghe HAGI: Il a�?Maradona dei Carpazia�� o, a�?semplicementea�?, il piA? grande giocatore nella storia del calcio rumeno. Basta questo per capire che stiamo parlando di un calciatore al di sopra della media.

Nativo di Sacele, nella��area di Costanta, a 13 anni entra nella locale formazione del Farul. Dopo due anni viene prestato per una stagione al al LuceafA?rul BucureE�ti, prima di fare ritorno alla base, fino a raggiungere la prima squadra. Nella sua prima stagione da professionista, ancora minorenne, mette a segno ben 7 reti in 18 presenze. Un debutto che lo porta al salto di qualitA�, col passaggio allo Sportul Studentesc di Budapest, dove rimane per 4 stagioni e mezza (vincendo due volte il titolo di capocannoniere: nel 1985 con 20 reti in 30 presenze e la��anno seguente con addirittura 31 centri in altrettanti match), prima di passare alla Steaua campione da��Europa in carica. Qui lascia subito il segno, realizzando il gol-partita nel match di Supercoppa Europea contro la Dinamo Kiev. In quella sua prima mezza stagione, coi suoi 10 gol in 14 partite contribuisce in maniera determinante anche alla conquista del campionato, vinto in double con la coppa nazionale. Con 25 gol in 31 apparizioni nella seconda e addirittura 31 centri in 30 partite nella terza stagione, A? nuovamente determinante per la conquista di altri due campionati, che col primo fanno tre consecutivi. Nella stagione 1988-a��89 A? decisivo anche per la riedizione della doppietta con la Coppa di Romania (che in veritA� ci sarebbe stata anche la��annata precedente, ma per il finale controverso del match alla fine quella coppa risulta non assegnata), segnando in gol della vittoria (1 a 0) nella finale-derby con la Dinamo. In questa��annata trascina (con 6 reti) poi la Steaua fino alla finale di Coppa dei Campioni, dove poi la squadra rumena sarA� spazzata via dal Milan di Sacchi per 4 a 0. Dopo una��ultima stagione chiusa clamorosamente senza alcun titolo, nella��estate 1990 passa al Real Madrid. Nella prima stagione conquista la Supercoppa di Spagna, anche se non A? una primissima scelta per la��allenatore, la leggenda madridista Alfredo Di Stefano. Trova decisamente piA? spazio la��anno seguente, sotto la��olandese Leo Beenhakker, col quale il Real arriva secondo sia in campionato sia in Coppa del Re, perdendo la finale contro i cugini della��AtlA�tico. Dopo le due annate spagnole, Hagi approda in Italia, anche se non in una a�?biga�� come si potrebbe immaginare. A� infatti il a�?piccoloa�? Brescia ad ingaggiare il giocatore, che nonostante la sua classe non riesce a salvare le a�?Rondinellea�� dalla retrocessione in B. Hagi decide di rimanere, e anche le sue 9 reti in 30 partite e i diversi assist serviti contribuiscono alla��immediato ritorno in Serie A. In questa stagione il Brescia conquista anche la Coppa Anglo-Italiana, vincendo a Wembley contro il Notts County. Hagi torna quindi in Spagna, accasandosi stavolta al Barcellona. Come nella sua prima esperienza iberica, rimane due stagioni, vincendo la Supercoppa di Spagna il primo anno e perdendo la finale di Coppa del Re contro la��AtlA�tico Madrid nel secondo. Emigra quindi in Turchia, al Galatasaray, dove vivrA� una seconda giovinezza. Nelle prime quattro stagioni vince sempre il campionato, i primi due in accoppiata con la Supercoppa di Turchia e gli ultimi due in double con la coppa nazionale. La stagione 1999-a��00 A? anche quella della storica vittoria europea di una squadra turca, con la conquista della Coppa UEFA, che la��anno seguente, la��ultimo della carriera da calciatore di Hagi, porta il Galatasaray a giocarsi la Supercoppa Europea contro i campioni da��Europa del Real Madrid. E a trionfare saranno proprio i turchi, con Hagi che fa un dispetto alla sua ex squadra e chiude con lo stesso trofeo con cui aveva iniziato a vincere in Europa, e mettendo in bacheca un titolo in ogni annata della sua esperienza con la squadra di Istanbul. Dopo il ritiro diviene quasi immediatamente CT della Romania, sostituendo la��ex compagno in Steaua Boloni, che ha lasciato per accettare la panchina dei portoghesi dello Sporting Lisbona. Hagi manca perA? la qualificazione al Mondiale 2002 e viene esonerato dopo soli sei mesi. Riprova la carriera di allenatore tornando in Turchia, accettando nel 2003 la panchina del Bursaspor, dimettendosi dopo poco a causa degli scarsi risultati. Cosa che, comunque, non gli impedisce di essere chiamato la stagione seguente alla guida del a�?suoa�� Galatasaray, che conduce alla vittoria nella coppa nazionale, battendo in finale gli arci-rivali del FenerbahA�e con un rotondo 5 a 1. Tuttavia, proprio il secondo posto in campionato dietro i a�?cuginia�?, nella��anno del centenario del club, gli costano il posto a fine stagione. Hagi torna quindi in Romania, divenendo allenatore del Politehnica TimiE�oara e dimettendosi pochi mesi dopo. Quasi due anni piA? tardi approda finalmente sulla panchina della Steaua, ma si dimetteA� dopo un paio di mesi a causa dei forti contrasti col presidente del club, Gigi Becali, giA� discusso procuratore e uomo politico finito poi in carcere. Non allena piA? per circa 3 anni, quando prende in corsa il Galatasaray dopo la��esonero di Frank Rijkaard. VerrA� a sua volta esonerato prima del termine della stessa stagione. Nel frattempo A? presidente di un nuovo club da lui fondato nel 2009, il Viitorul Costanta, del quale dal 2014 A? anche allenatore. Con la Romania ha giocato ben 124 match, segnando 35 reti e partecipando a 3 Mondiali (1990, 1994 e 1998) e ad altrettanti Europei (1984, 1996 e 2000). Tra i vari riconoscimenti personali, A? stato per 7 volte giocatore rumeno della��anno (1985, 1987, 1993, 1994, 1997, 1999 e 2000) e membro della a�?Top 11a�� del Mondiale 1994. Nella stagione 1987-a��88 A? stato inoltre capocannoniere della Coppa dei Campioni. Per la��UEFA Jubilee Awards, la federazione romena la��ha indicato come il suo miglior giocatore di sempre.

11 (ala sinistra) a�� Anghel IORDANESCU: Cresciuto nelle giovanili del club, debutta in prima squadra nel 1968, a 18 anni. RimarrA� fino al 1982, segnando 155 reti in 317 partite di campionato, e vincendo 2 campionati (1976 e 1978) e 4 coppe nazionali (1970, 1971, 1976 a�� suo il gol-vittoria in finale – e 1979). Trasferitosi in Grecia alla��OFI Creta (dopo aver vinto il titolo di capocannoniere in Patria), gioca lA� per due anni, poi si ritira per tornare alla Steaua come vice-allenatore. Il suo rapporto col suo superiore, Emerich Jenei A? talmente forte, che questi lo porta in panchina come giocatore nella finale di Coppa dei Campioni 1985-a��86, mandandolo addirittura in campo e permettendogli quindi di diventare campione da��Europa. Subito dopo gli cede la panchina, che Iordanescu terrA� fino al 1990, vincendo subito la Supercoppa Europea 1986 e poi tre campionati consecutivi (1987-1989) e due coppe nazionali (1987 e 1989), portando inoltre la Steaua fino alla finale di Coppa dei Campioni 1989, persa poi 4 a 0 contro il Milan di Sacchi. Nel 1990 accetta la panchina dei ciprioti della��Anarthosis Famagusta, dove in due stagioni centra altrettanti secondi posti in campionato. Torna quindi alla Steaua, vincendo subito un altro campionato, dopo il quale lascia per divenire CT della Romania, che qualifica a 2 Mondiali (1994 e 1998) e ad un Europeo (1996). Diviene quindi CT della Grecia, ma subisce la��esonero dopo un anno, avendo fallito la qualificazione alla��Europeo 2000. Va quindi in Arabia Saudita, alla��Al-Hilal, vincendo la Champions League asiatica e la coppa nazionale. Torna quindi brevemente in Patria, al Rapid Bucarest, quindi allena per una stagione la��Al Ain negli Emirati Arabi, prima di tornare a fare il CT della Romania nel biennio 2002-2004. La��anno dopo torna in Arabia Saudita, alla��Al Ittihad, quindi allena nuovamente per alcuni mesi la��Al Ain nel 2006, annunciando poi il suo ritiro. Nella��ottobre del 2014 torna ad essere CT della Romania (incarico che ad oggi, svolge ancora), per la quale da giocatore A? sceso in campo 57 volte, mettendo a segno 21 reti. Citazione per quello che A? stato un poa�� la��erede di Iordanescu, ossie Ilie Dumitrescu. Citazione anche per la sgusciante e prolifica ala degli Anni a�?90 Adrian Ilie.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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