All Time XI: Udinese

Stemma_udinese_vecchio

 

Attirata un poa�� la��attenzione negli Anni Ottanta, col passaggio di giocatori importanti, sia affermati (Zico su tutti, ma anche Franco Causio) sia a�?in prospettivaa�? (Massimo Mauro, Luigi De Agostini, e altri a�?decollatia�? da Udine), A? nella seconda metA� dei Novanta che la��Udinese si impone come a�?guastafestea�? rispetto alle a�?grandia�?, insidiandone spesso i piazzamenti per la��Europa, o complicandone il cammino negli scontri diretti (nella��ultimo decennio, ad esempio, i friulani sono stati una bestia nera per la��Inter).

Ma giA� negli Anni Cinquanta, come leggerete piA? avanti, i bianconeri avevano fatto parlare di sA�.

Ora perA? chiudiamo con la��excursus storico, e andiamo a vedere la��11 di tutti i tempi della��Udinese, schierata col 3-4-3:

1 (portiere) a�� Samir HANDANOVIC: Attualmente, uno dei migliori portieri al mondo, e lo A? diventato alla��Udinese. Sloveno di Lubiana, inizia la sua carriera nel Domzale, nel quale debutta, prima di essere prestato allo Zagorije. Entrato nel mirino degli abilissimi scout friulani, nel 2004 viene acquistato, disputando la sua prima stagione di apprendistato in bianconero. Va quindi in prestito al Treviso per la prima parte della stagione 2005-a��06, passando il resto della��annata alla Lazio, ma non trovando spazio nA� in una circostanza nA� nella��altra. Viene quindi prestato il Serie B, al Rimini, dove disputa una��ottima stagione (secondo nella classifica di rendimento dei portieri, dietro solo a un certo Gigi Buffon, che difendeva la porta della Juventus da campione del Mondo in carica) che gli vale il rientro alla base e la maglia da titolare. Cinque stagioni da grande protagonista, che contribuiscono a portare la��Udinese addirittura a qualificarsi per la Coppa UEFA prima, e per i preliminari di Champions League poi. Dopo aver acceso la��interesse di diversi club, sia in Italia sia alla��estero, nella��estate del 2012 viene acquistato in comproprietA� dalla��Inter, dove fa una stagione da incorniciare, tanto da venire prontamente riscattato. Con la sua Nazionale ha esordito nel 2004 e preso parte, da titolare, ai Mondiali 2010.

2 (esterno destro) a�� Thomas HELVEG: Danese di Odense, inizia la carriera nella squadra della sua cittA�, debuttando in prima squadra nel 1989, vincendo subito il campionato nazionale, cui fanno poi seguito due successi nella coppa nazionale (1991 e 1992-a��93). Se ne va nel novembre 1993, approdando in prestito alla��Udinese, con la quale retrocede in Serie B. Questo non gli impedisce di ricevere la prima convocazione in Nazionale, nA� di essere eletto Giocatore Danese della��Anno per il 1994. Dopo un campionato cadetto concluso con la��immediata risalita, si dimostra tra i terzini di spinta piA? validi del campionato, specie con la��intuizione del 3-4-3 di Zaccheroni. In tre anni di A, la squadra conquista un decimo posto da neopromossa, poi il quanto e, infine, addirittura il terzo, i piA? alti risultati raggiunti dalla��Udinese nella sua storia fino a quel momento. Legatissimo al tecnico romagnolo, nella��estate a��98 lo segue al Milan, vincendo subito lo Scudetto. In rossonero rimane in tutto 5 stagioni, anche se le ultime due le passa da comprimario, ma che gli valgono comunque la messa in bacheca di una Coppa Italia e, soprattutto, di una Champions League (entrambe nella sua ultima stagione). Dopo una stagione alla��Inter, lascia la��Italia e si traferisce in Inghilterra, al Norwich. Anche qui rimane un anno solo, andando poi in Germania, al Borussia Moenchengladbach, dove il primo anno gioca solo cinque partite, a causa di un grave infortunio al tendine da��Achille. Iniziato con poco spazio, decide di tornare dove aveva iniziato, alla��Odense, giocandovi ben 4 campionati e vincendo una Coppa di Danimarca (2006-a��07). Si A? ritirato nel dicembre del 2010. Con la Nazionale danese ha giocato piA? di 100 partite, partecipando a 2 Mondiali (1998 e 2002) e a 3 Europei (1996, 2000 e 2004). Ha inoltre fatto parte della��Olimpica ai Giochi di Barcellona a��92.

3 (esterno sinistro) a�� Luigi DE AGOSTINI: Scelta difficile, dato che nel ruolo si poteva benissimo proporre Marek Jankulovski. Ma la��analisi dei rispettivi compagni di squadra e il percorso professionale complessivo, mi hanno fatto infine propendere per a�?Gigia�?, che oltretutto a Udine A? nato e nella squadra friulana A? cresciuto. Aggregato alla prima squadra dalla stagione 1978-a��79, esordisce sul finire di quella successiva. Dopo una��altra stagione da a�?rincalzoa�?, viene mandato a a�?farsi le ossaa�?, prima al Trento in C1 e poi al Catanzaro in A. Nonostante i calabresi retrocedano, la sua A? una buona stagione e viene riportato alla base.A� DiA� nuovo a�?a casaa�?, disputa tre ottime stagioni, che gli valgono la��acquisto da parte del Verona, al tempo una a�?biga�? della Serie A. Dopo una��ottima stagione in gialloblA?, che gli vale la chiamata in Nazionale, viene acquistato dalla Juventus, dove conquista la doppietta Coppa UEFA-Coppa Italia nella stagione 1989-a��90. Passato alla��Inter, rimane ad Appiano Gentile per una sola stagione, per poi chiudere la carriera dopo due anni alla Reggiana. Tornato alla��Udinese nel 2007 come team manager, lascia la��incarico dopo sei mesi. Dal 2009 organizza camp e scuole calcio per ragazzi, diventando responsabile dei camp italiani del Real Madrid. Con la Nazionale ha giocato 36 partite (impreziosite da 4 reti), disputando la��Europeo 1988 e, soprattutto, il Mondiale a�?casalingoa�? del 1990 (3A� posto finale), giocando quasi sempre da titolare.

4 (stopper destro) a�� Mehdi BENATIA: Spiace tagliar fuori una bandiera come Valerio Bertotto (ma anche Christian Zapata, attualmente al Milan, meritava considerazione), ma la��impatto avuto da Benatia non poteva passare inosservato. Nato in Francia da padre marocchino e madre algerina, dopo aver passato varie formazioni giovanili, approda nel vivaio della��Olympique Marsiglia. Dopo circa 4 anni di a�?accademia OMa�?, viene mando a fare esperienza al Tours, in a�?Ligue 2a��. La stagione successiva, la societA� decide di testarlo nel massimo campionato, e lo presta al Lorient. Ma un grave infortunio ad un ginocchio nel precampionato gli fa perdere tutta la stagione. Tagliato dal Marsiglia, riparte nuovamente dalla a�?B francesea�?, al Clermont, dove in due stagioni attira parecchie attenzioni. Ma la��Udinese A? la societA� piA? lesta ad accaparrarselo. Tre ottime stagioni, con tanto di conquista dei preliminari di Champions League e successiva partecipazione alla��Europa League, lo fanno diventare uno dei pezzi pregiati del mercato difensivo. Muovendosi in anticipo, A? la Roma a chiuderne la��acquisto, per 10 milioni di Euro piA? le comproprietA� di Verre e Nico Lopez (valutazione complessiva: 13, 5 milioni di Euro). Nella Capitale, si rivela subito un pilastro della rinata squadra di Rudi Garcia, attirando le attenzioni, tra le altre, del Manchester United. Col Marocco ha giocato una trentina di incontri, prendendo parte alle ultime due edizioni della Coppa da��Africa.

5 (difensore centrale) a�� Alessandro CALORI: Aretino, cresce nella squadra della sua cittA�, non debuttando perA? mai nel calcio professionistico. Cosa che fa invece con il Montevarchi, in Serie C2. Dopo 4 stagioni (una��altra in C2 e poi due consecutive in C1), lascia i rossoblA? per approdare al Pisa, in Serie B. Coi nerazzurri conquista subito la promozione nella massima serie e, dopo aver disputato il suo primo campionato di A sotto la torre pendente, viene acquistato dalla��Udinese, in Serie B. Anche qui conquista subito la promozione, rimanendo in Friuli per un totale di 8 stagioni, vestendo anche la fascia di capitano e guidando la difesa a 3 della��epopea di Zaccheroni. Dopo una stagione a Perugia (suo il gol nella famigerata sfida sotto il diluvio che costa alla Juve lo Scudetto 1999-a��00), si traferisce a Brescia, giocandovi due stagioni, sempre in A. Dopo altri due campionati di B col Venezia, lascia definitivamente il calcio giocato, intraprendendo la carriera di allenatore, iniziando come allenatore in seconda proprio a Venezia. Inizia a fare il a�?capo allenatorea�? dalla stagione successiva, alla Triestina (in B), dove viene esonerato dopo sole 4 partite. Sfortunate anche le esperienze successive, alla Sambenedettese (esonero anche qui) e Avellino (retrocessione dalla B alla C da subentrato). Nel febbraio 2009 conclude la stagione col Portogruaro (C1), che lo conferma per la stagione successiva, nella quale conquista la storica promozione in Serie B. Il risultato gli fa guadagnare la chiamata della��ambizioso Padova, venendo perA? esonerato a marzo dopo una sconfitta nel derby col Cittadella. Riparte nel dicembre 2011, prendendo in corsa il Brescia, dove rimane anche per tutta la stagione successiva. Non trovando la��accordo per il rinnovo, rimane fermo per qualche mese, fino alla chiamata del Novara nel novembre scorso. In Piemonte resiste fino alla metA� di febbraio di questa��anno.

6 (stopper sinistro) a�� EDINHO: Brasiliano di Rio, sviluppa tutta la prima parte della sua carriera nella Fluminense, nelle cui giovanili approda a 14 anni. Approda in prima squadra a venti, nel 1975, vincendo subito il campionato statale Carioca. Titolo che bisserA� anche la��anno successivo, vincendolo una terza volta nel 1980. Nel 1982, dopo aver disputato i Mondiali, arriva a Udine. In bianconero rimarrA� per 5 stagioni, mettendo insieme 138 partite di campionato, corredate da ben 22 reti, la maggior parte su calcio piazzato (ma si ricorda un suo favoloso coast-to-coast, concluso con una rasoiata di sinistro, in una vittoria esterna per 4 a 1 a Roma contro la Lazio). Nel 1986 disputa il suo terzo Mondiale, questa volta addirittura da capitano. Quindi, dopo aver disputato la sua ultima stagione in Friuli, torna in Patria, al Flamengo, vincendo il campionato nazionale. Torna quindi al a�?suoa�? Flu, chiudendo poi la carriera nel Gremio di Porto Alegre, chiudendo la carriera nel 1989 con la vittoria del campionato statale GaA?cho e della Coppa del Brasile. Ha successivamente intrapreso la carriera di allenatore, iniziando nel 1991 proprio alla Fluminense (dove tornerA� poi altre volte), allenando anche il prestigioso Flamengo e diverse altre squadra, vincendo due TaA�a Guanabara col Flu (1991 e 1993), un campionato statale Baiano col VitA?ria-BA (1996), un campionato statale Goiano e una Copa Centro-Oeste (2002 col GoiA�s) e un campionato nazionale di SA�rie B con la Brasiliense (2004). Con la Nazionale carioca ha disputato 59 match (3 le reti) prendendo parte, oltre ai tornei citati, anche al Mondiale 1978 (terzo posto finale) e alla Copa AmA�rica 1979 (anche qui terzo posto). Con il team olimpico ha inoltre vinto la medaglia da��oro ai Giochi Panamericani 1975, e preso parte ai Giochi del 1976, dove il Brasile arrivA? quarto.

7 (attaccante destro) a�� Marcio AMOROSO: Brasiliano, cresce nel GuaranA�, che a 18 anni lo presta ai giapponesi del Verdy Kawasaki, dove alla prima stagione realizza 16 reti in 19 gare, quasi un gol a partita. La��anno successivo A? frenato da un grave infortunio a un ginocchio, e i giapponesi lo rispediscono al mittente. Il rientro in campo A? comunque ottimo, se al suo primo vero anno nella prima squadra del GuaranA�, mette a segno 19 reti in 26 partite. La��anno dopo, causa nuovo infortunio, gioca la metA� delle partite, 13, riuscendo comunque a segnare 9 reti. Dopo una mezza annata al Flamengo, eccolo approdare alla��Udinese, dove si mette subito in mostra con 12 marcature in 28 presenze in Serie A. La stagione successiva, quella dello storico terzo posto, A? piA? interlocutoria, con sole 5 reti in 25 partite, ma i suoi assist contribuiscono ai 27 gol con cui Olivier Bierhoff vince la classifica cannonieri. Partito il tedesco (che ha seguito Zaccheroni al Milan), il brasiliano si carica sulle spalle il peso realizzativo della squadra, segnando 22 reti in 33 partite, che gli valgono il titolo di capocannoniere della Serie A. Acquistato a peso da��oro dal Parma dei Tanzi, fresco di successo europeo (Coppa UEFA, vinta in a�?doublea�? con la Coppa Italia), in Emilia non riesce a ripetere i fasti del suo ultimo anno in Friuli, a causa di una serie di infortuni che lo costringeranno a giocare a�?soloa�? 51 partite in due stagioni, tra campionato e coppe, con un bottino di appena 18 reti. Nonostante questo, grazie anche a una serie di buone prestazioni in Europa, viene acquistato per oltre 20 milioni di Euro dai tedeschi del Borussia Dortmund. In giallonero parte subito forte, vincendo il campionato al primo anno, con un notevole contributo di 18 reti in 31 partite, che gli valgono il titolo di capocannoniere. La squadra arriva inoltre alla finale di Coppa UEFA, persa 3 a 2 contro il Feyenoord. Amoroso segna il gol che, sul 2 a 0 per gli olandesi, riapre momentaneamente il match. Ma, soprattutto, aveva eliminato praticamente da solo il Milan con una tripletta nel 4 a 0 inflitto ai rossoneri al Westfalen Stadion. La seconda annata, proprio come successe a Udine, A? un poa�� balorda: solo 6 i gol in 24 partite di campionato, piA? 3 in 9 partite di Champions. La terza stagione lo vede partire alla grande, con 2 gol in 2 partite nei preliminari di Coppa UEFA, e un 4 su 4 in campionato. Ma poi subisce la��ennesimo grave infortunio, e col Dortmund non giocherA� piA?, rescindendo addirittura il contratto. Firma con gli spagnoli del Malaga, dove mette a segno la miseria di 5 reti in 29 partite, concludendo dopo una sola stagione la sua esperienza col club andaluso. Torna quindi in Brasile, al San Paolo, dove in sei mesi vince prima la Coppa Libertadores (suo il primo dei 4 gol della finale di ritorno con cui i biancorossoneri si sbarazzano dei connazionali della��AtlA�tico Paranaense) e quindi il Mondiale per Club, nel quale una sua doppietta ai sauditi della��Al-Ittihad, garantisce al San Paolo la��accesso alla finale (poi vinta contro il Liverpool). Tornato in Italia, al Milan, nel gennaio 2006, non gioca praticamente mai, e quindi a fine stagione lascia per tornare nuovamente in Patria, stavolta al Corinthians, dove la��impatto A? pressochA� nullo. Dopo una breve e insoddisfacente parentesi al Gremio, torna per la��ultima volta in Europa, accasandosi presso i greci della��Aris Salonicco, disputando 9 incontri di campionato con una sola rete, nella mezza stagione ellenica. Annunciato il ritiro nel novembre 2008, a fine anno ha un ripensamento, e torna a giocare nel club che la��ha lanciato, il Guarani, nella terza divisione brasiliana, ma gli infortuni gli impediscono di scendere in campo, costringendolo al definitivo ritiro. Con la Nazionale brasiliana ha disputato 19 match, segnando nove reti, e partecipando alla vittoriosa spedizione della Copa AmA�rica 1999. Qui segna 4 reti, secondo solo ai ben piA? rinomati compagni Ronaldo e Rivaldo, con cui forma il tridente titolare carioca. Per lui una doppietta col Venezuela e una rete col Messico nei gironi, e una��altra rete sempre al Messico in semifinale. Per il ruolo, impossibile non menzionare anche Franco Causio; arrivato nel 1981 dalla Juve che la��aveva dato per finito, gioca tre stagioni ad alto livello, conquistandosi un posto per il vittorioso Mundial a��82 e la��acquisto, nel 1984, da parte della��Inter.

8 (mediano) a�� Cirano SNIDERO: Avevo pensato a Giuliano Giannichedda, ma anche alla��attuale titolare nel ruolo, Giampiero Pinzi, che ha passato alla��Udinese la maggior parte della carriera. E poteva starci pure un pensiero a Fabio Rossitto, una bandiera o quasi. PerA? era giusto celebrare anche la sorprendete Udinese degli Anni Cinquanta, quella che nel 1955 arrivA? seconda in campionato, risultato poi cancellato con una retrocessione per illecito sportivo. Uno dei pilastri di quella squadra era, appunto, Cirano Snidero. Nativo proprio di Udine, dopo aver militato in gioventA? nella Pro Cervignano, debutta finalmente in bianconero nella stagione 1947-a��48, in Serie B. Titolare dalla��anno dopo, con la squadra retrocessa in C che centra due promozioni consecutive, fa il suo esordio in A nella stagione 1950-a��51. Nella massima serie non ha, inizialmente, il posto fisso, che si gioca con Bimbi, Revere e Invernizzi. Ma, alla lunga, fa sua la maglia da titolare, ed A? lui a comporre con Augusto Magli la coppia di mediani titolari nella squadra che, incredibilmente, arriva a lottare per lo Scudetto. Lascia dopo aver riportato la squadra in A, con nel carniere oltre 200 presenze in 9 stagioni. Dopo un quinquennio alla��Alessandria (prima e ultima stagione in B, le tre a�?in mezzoa�? nella massima serie), chiude col calcio giocato disputando una stagione di Serie C col Pordenone. Ritiratosi, ha gestito per qualche anno una pizzeria a Udine, e negli Anni a��80 sa��A? dato anche alla politica, ricoprendo alcuni incarichi alla��interno del PSI locale. A� mancato nel luglio del 2007, a 79 anni.

9 (centravanti) a�� Antonio a�?TotA?a�? DI NATALE: Centravanti ad Udine, con risultati non di poco conto, lo sono stati Abel Balbo, Oliver Bierhoff, Vincenzo Iaquinta (che da udinese ha vinto il Mondiale 2006 con la��Italia). Ma IL bomber friulano per eccellenza non puA? che essere a�?Capitan TotA?a�?. Napoletano di Pomigliano da��Arco, muove i primi passi nel Castello di Cisterna, societA� affiliata alla��Empoli. Passato il provino, si trasferisce in Toscana nel 1994, a 17 anni. Tre stagioni nel vivaio biancazzurro, culminate con la��esordio in prima squadra nella��anno della promozione in Serie A. Mandato in prestito alla��Iperzola, nel Campionato Nazionale Dilettanti, conclude la stagione 1997-a��98 al Varese, in C1, senza impressionare. Riparte quindi dalla C2, a Viareggio, dove si fa finalmente notare mettendo a segno 12 reti in 25 partite. Riportato alla base, la carriera di TotA? diviene un costante crescendo: 25 partite e 6 reti nel primo anno di B; 35 e 9 nel secondo e 38 e 16 nel terzo, quello del ritorno nella massima serie per la��Empoli. Numeri importanti, soprattutto a livello realizzativo, se si pensa che al tempo Di Natale giocava ancora esterno da��attacco/seconda punta. Al primo anno in Serie A va subito in doppia cifra, con 13 reti in 27 partite, che garantiscono la salvezza ai toscani. La��annata seguente A? perA? sfortunata, la squadra non ingrana e retrocede, mentre per TotA? ci sono la miseria di 5 reti in 33 incontri. Nonostante una stagione cosA� cosA�, viene ingaggiato dalla��Udinese, iniziando la bella a�?favolaa�? che dura tutta��ora. Inizialmente impiegato ancora nel suo vecchio ruolo di a�?spallaa�?, ha numeri sempre in miglioramento: 7 reti (in 33 incontri) il primo anno; 8 (in 35) nel secondo; 11 (in 31) nel terzo. Col passaggio di Vincenzo Iaquinta alla Juventus, si prende definitivamente il centro della��attacco friulano, rivelandosi bomber di razza a trenta��anni. 17 reti in 36 partite nel 2007-a��08, 12, ma in soli 22 match, la stagione seguente. Quindi la��exploit definitivo: 29 gol in 35 partite, che gli valgono il titolo di capocannoniere. Classifica, quella dei bomber, conquistata anche la stagione successiva, con 28 reti in 36 partite. Le ultime due stagione sono entrambe sopra i 20 gol: 23 in entrambe, rispettivamente in 36 e 33 partite. Questa��anno, in cui la��Udinese tutta balbetta, A? comunque riuscito a�� nonostante i 37 anni a�� ad andare in doppia cifra. Finora sono 11 le sue reti, in 28 partite. In totale, tra campionato e coppe, per la��Udinese ha segnato 199 reti, record assoluto (con 169 A? anche il primatista bianconero in Serie A, e con 17 nelle coppe europee). A� la��unico calciatore italiano ad aver segnato in campionato, coppa nazionale, Champions League ed Europa League nella stessa stagione. Gli A? successo 2 volte: nelle stagione 2005-a��06 e 2011-a��12. In Nazionale A? arrivato per la prima volta quando stava ad Empoli, convocato dal Trap per una��amichevole nel 2002. Escluso perA? dalla squadra per Euro 2004 e non considerato poi da Lippi, torna in azzurro con Donadoni, che lo schiera con continuitA� e lo porta alla��Europeo 2008, dove si fa parare un calcio di rigore da Casillas, nella lotteria che vede la Spagna superarci ai quarti grazie alla a�?lotteria dal dischettoa�?, andando poi a vincere la manifestazione. Riconsiderato da Lippi nella sua esperienza a�?bisa�?, viene convocato per i Mondiali 2010, indossando la maglia numero 10. Segna anche un (inutile) goal, nella disastrosa sconfitta con la Slovacchia. Uscito di scena per due anni, le sue prestazioni convincono Prandelli a portarlo alla��Europeo 2012. Suo il goal alla��esordio nella��1 a 1 con la Spagna (da subentrato). GiocherA� poi anche le altre due partite del girone da titolare, subentrando invece sia in semifinale sia in finale, ad oggi sua ultima apparizione con la��Italia. Con la quale ha disputato in tutto 42 match, mettendo a segno 11 reti.

10 (regista) a�� ZICO: Solitamente preferisco lasciar fuori un determinato campione, piuttosto che infilarlo a forza in un ruolo (vedi Zidane con la Juve, per capirci). Faccio uno strappo perchA� la��eccezione A? davvero di quelle importanti. Un campione della fama di Zico, in una squadra allora davvero piccola quale era la��Udinese, un evento non convenzionale, che autorizza quindi a derogare dalle a�?linee guidaa�? di a�?All Time XIa��. Brasiliano, arrivato a 30 dopo aver indissolubilmente legato il suo nome alla storia del Flamengo (con cui ha vinto una Libertadores e una Coppa Intercontinentale, contro il fortissimo Liverpool degli Anni a��70-a��80, nel 1981, tre campionati brasiliani a�� 1980, 1982 e 1983) e 6 campionati statali Carioca a�� 1972, 1974, 1978, 1979, 1979 extra e 1981), fa subito sognare in grande i tifosi friulani, e ripagandone la��affetto con 19 reti in 24 partite di campionato, cui si unisco 5 gol in 9 incontri di Coppa Italia. La seconda stagione A? perA? ben al di sotto delle attese: tra infortuni e squalifiche Zico gioca solo 15 partite di campionato, mettendo a segno la miseria di 3 reti. Le stesse che segna in 5 match di Coppa Italia. Poco contento delle scarse ambizioni della squadra, decide che ne ha abbastanza e torna in Brasile, al a�?suoa�? Flamengo, vincendo il campionato statale Carioca 1986, e giocando coi rossoneri fino alla��annuncio del ritiro nel 1989. Nel 1990 A? nominato Ministro dello Sport, ma lascia la��incarico dopo un anno per tornare, clamorosamente, a giocare. Lo fa accettando la��offerta dei giapponesi del Sumitomo Metal Industries, per i quali segna 21 reti in 22 partite, conquistando il titolo di capocannoniere. La riforma dei campionati in Giappone porta anche a un cambio di nome della squadra, che diventa Kashima Antlers, nella quale gioca fino al 1994, divenendone un simbolo, tanto che fuori dello stadio A? stata eretta una statua in suo onore. Intraprende successivamente la carriera di allenatore, partendo proprio dagli Antlers nel 1999. Quindi, nel periodo 2000-2002, allena la squadra da lui fondata in Brasile, il CFZ do Rio. Accetta quindi la chiamata della federazione giapponese, guidando per un quadriennio la Nazionale del Sol Levante, vincendo la Coppa da��Asia 2004 e portando la squadra al Mondiale 2006. Dopo i Campionati in Germania, firma con la squadra turca del FenerbahA�e, vincendo subito il campionato. La stagione successiva porta la squadra al successione nella Supercoppa Turca e fino allo storico traguardo dei quarti di Champions League, lasciando perA? a fine stagione. Passa quindi al ricco Bunyodkor, in Uzbekistan, dove centra il double campionato-coppa nazionale. Viene quindi ingaggiato dai russi del CSKA Mosca, con cui vince subito la coppa nazionale. La stagione successiva parte bene, con la vittoria nella Supercoppa Russa, ma a dicembre viene esonerato. Una settimana dopo firma per i greci della��Olympiacos, dove perA? dura solo tre mesi. Dopo un anno e mezzo di stop, nella��agosto 2011 diviene CT della��Iraq, rassegnando le dimissioni nel novembre della��anno successivo. Da questa stagione allenata la��Al-Gharafa, in Qatar. Con la sua Nazionale ha disputato 71 partite, mettendo a segno 48 reti e disputando tre Campionati del Mondo (1978, 1982 e 1986), gli ultimi due con la maglia a�?numero 10a�? di PelA�. Il quale lo definA� il giocatore che piA? gli abbiamo assomigliato. A� stato probabilmente il piA? grande brasiliano a�?biancoa�? di sempre. Lo schierarlo come regista, toglie dalla formazione un giocatore assolutamente meritevole, quale David Pizarro, altro cileno, a�?faroa�? della��Udinese di Luciano Spalletti, che lo volle a Roma.

11 (attaccante sinistro) a�� Alexis SANCHEZ: Cileno, cresciuto nella cittadina di Tocopilla, muove i primi passi nella��Arauco, club del suo quartiere. A sedici anni approda al Cobreloa dove, dopo un solo anno di giovanili, viene lanciato in prima squadra dove, dopo un Torneo Clausura 2005 con 30 presenze e 3 reti, esplode nella��Apertura 2006, con 9 reti in 12 partite. Notato dai sempre attenti scout friulani, viene acquistato dalla��Udinese, che lo gira subito in prestito al Colo-Colo. Nei due tornei con a�?los Albosa�? non brilla particolarmente sotto rete, ma si dimostra valido dispensatore di assist, e alla fine mette in bacheca entrambi i campionati disputati. Dopo aver preso parte, col Cile, al Mondiale Under-20, la��Udinese lo presta agli argentini del River Plate, coi quali vince il Clausura 2008. Ritenuto pronto per la Serie A, arriva a Udine, a venta��anni ancora da compiere. Ottenuta subito fiducia, il primo anno mette insieme 32 presenze e 3 gol, ma le sue accelerate e i suoi assist sono preziosi per bomber Di Natale. La��anno dopo va piA? o meno allo stesso modo, con 5 reti in 32 partite, e assist importanti. Ma al terzo anno esplode definitivamente, assistendo meravigliosamente Di Natale, ma mettendo a segno anche 12 reti in 31 partite. Saltato, nel gennaio 2011, un possibile trasferimento alla��Inter, nella��estate di quella��anno si concretizza il trasferimento a�?della vitaa�?. A� infatti acquistato dal Barcellona di Pep Guardiola (campione da��Europa in carica) per 26 milioni di Euro, piA? 11 di eventuali bonus, per una valutazione complessiva vicina ai 40 milioni di Euro. Il a�?maestro del Tika Takaa�? gli dA� subito fiducia e, nonostante una stagione caratterizzata da qualche acciacco di troppo, segna comunque 12 goal in 25 partite nella Liga, piA? altri tre nelle coppe. In questa sua prima stagione blaugrana conquista il Mondiale per Club (cui perA? non partecipa causa infortunio), la Supercoppa Europea, la Supercoppa di Spagna e la Copa del Rey. Il secondo anno in Catalogna A? difficile, a causa dello scarso feeling con la��erede del Pep, Tito Vilanova. Ma anche i suoi 8 gol contribuiscono alla conquista della Liga. In questa stagione, col a�?Tataa�? Martino, A? tornato decisamente importante, tanto da aver giA� segnato 17 reti (29 presenze) in campionato, piA? due gol in Coppa del Re, mettendo al momento in bacheca la sua seconda Supercoppa spagnola. Con la Nazionale cilena ha disputato il Mondiale 2010 e la Copa AmA�rica 2011, ed ha un totale di 65 presenze e 22 reti. Anche se questa posizione A? sua, merita comunque una menzione speciale il danese Martin Jorgensen, per anni anche uno dei leader carismatici del team.

ALL. Alberto ZACCHERONI: Certo, in questi anni Francesco Guidolin ha fatto davvero bene. E, prima di lui, anche Luciano Spalletti aveva trovato un ottimo trampolino ad Udine. Andando indietro nel tempo, poi, come non citare Giuseppe Bigogno, che allenA? i friulani in tre diverse occasioni, per un totale di 7 stagioni (di cui 5 consecutive), vincendo il campionato di Serie B 1955-a��56, oltre ad aver conquistato un secondo posto in Serie A la��anno prima, cancellato da una retrocessione per illeciti. Ma la��uomo che ha consacrato la��Udinese come squadra a�?rompiscatolea�? per le grandi, A? a�?Zaca�?, anche perchA� la sua Udinese certi risultati li ha ottenuti in una Serie A ben piA? ostica di quella nella quale ha certamente ben figurato Guidolin. Romagnolo di Meldola, Zaccheroni inizia ad allenare nel 1983, a Cesenatico. Due anni dopo A? a Riccione, rimanendo anche qui per un biennio, conquistando la promozione in C2 il secondo anno,A� e passando poi al Boca San Lazzaro per una stagione. Dopo il biennio al Baracca Lugo, con due promozioni consecutive dalla��Interregionale alla C1, A�approda al Venezia, proprio in C1. Vincendo il campionato al primo colpo, portando subito in B gli arancioneroverdi. In Laguna rimane fino al 1993, anno in cui ha una fugace e sfortunata esperienza sulla panchina del Bologna. Si rifA� la��anno successivo quando, in B, salva il Cosenza dalla retrocessione nonostante i nove punti di penalizzazione, classificando la squadra addirittura a ridosso della zona promozione. Un risultato che gli vale la chiamata in A, da parte della��Udinese. In Friuli rimane tre anni, adottando il 3-4-3 che la��ha reso famoso, e portando la squadra a vette mai raggiunte prima, qualificando per le coppe europee con un quinto e un terzo posto nelle sue due ultime stagioni. Queste prestazioni gli valgono la chiamata del Milan, col quale centro lo Scudetto al primo tentativo, dopo una entusiasmante rimonta sulla Lazio. Non riesce a ripetersi nella seconda annata, dove la squadra perde la sfida di Supercoppa Italiana col Parma, e chiude al terzo posto in campionato. Apprezzato da Galliani, ma non dal presidente Berlusconi, dopo qualche punzecchiatura arriva, negli ultimi mesi della sua terza annata milanista, la��esonero, seguito alla��eliminazione in Champions League. La stagione seguente subentra, dopo 5 partite, a Dino Zoff sulla panchina della Lazio ma a fine anno, nonostante la qualificazione UEFA (ottenuta battendo la��Inter nel famigerato 5 maggio 2002), non viene riconfermato. Ricomincia proprio dalla��Inter, nella stagione 2003-a��04, quando subentra a HA�ctor CA?per alla settima giornata. Nonostante le dichiarazioni della dirigenza (a partire dalla��allora presidente Massimo Moratti) di una sicura conferma in caso di approdo almeno ai preliminari di Champions, a fine stagione a�?Zaca�? non viene confermato, nonostante centri la��obiettivo prefissato. A subentrargli, come due anni prima alla Lazio, A? Roberto Mancini. Torna in panchina alla��inizio della stagione 2006-a��07, quando gli viene affidato il Torino, dal quale viene esonerato nel febbraio successivo. Dedicatosi alla��attivitA� di opinionista televisivo, torna su una panchina dopo quasi tre anni, ripartendo dalla stessa cittA� del suo ultimo ingaggio, Torino. Lo chiama infatti la Juventus, dopo la��esonero di Ciro Ferrara. La squadra esce dalla��Europa League facendosi ribaltare un 3 a 1 casalingo dagli inglesi del Fulham (che a Londra rifilano 4 pappine ai bianconeri), e chiude il campionato al settimo posto, la��ultimo utile per la qualificazione europea. Non confermato dalla societA� juventina, nella��estate 2010 Zaccheroni diviene CT del Giappone, incarico che ricopre tutta��ora. Con la Nazionale del Sol Levante ha vinto la Coppa da��Asia 2011 e la Coppa della��Asia Orientale 2013, qualificando inoltre il team per i Mondiali brasiliani di questa��anno.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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