All Time XI: Varese

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Una formazione senza particolari successi nel palmarA?s, ma capace di exploit importanti, come la��ottavo posto in Serie A nella stagione 1967-a��68, che ha avuto il suo culmine nel 5 a 0 rifilato alla Juventus campione da��Italia in carica, e rimasto negli annali come a�?Miracolo di Misnagoa��.

Il Varese si A? rivelato soprattutto ottima fucina di talenti: da Franco Ossola, che perA� poi a Superga nella tragedia del a�?Grande Torinoa��, passando per Pietruzzu Anastasi e Claudio Gentile. Da qui sono passati altri grandi nomi, ad inizio o fine carriera: Roberto Bettega, Armando Picchi, Roberto Boninsegna.

Hanno inoltre trovato un ottimo trampolino di lancio diversi allenatori, da Puricelli a Liedholm, allo stesso Picchi, per arrivare a Beppe Sannino e Devis Mangia.

Vediamo dunque questo Varese a�?di tutti i tempia��, schierato con un classico 4-4-2:

1 (portiere) a�� Pietro CARMIGNANI: Toscano della provincia di Lucca, inizia la carriera nelle giovanili della Stella Rossa di Viareggio, dove lo noto il Como, cui approda nel 1964. Rimane coi lariani, in Serie C, fino al 1967, anno in cui viene acquistato dal Varese, con cui esordisce in Serie A. Rimane in biancorosso fino al 1971, quando si conclude il biennio con Liedholm alla guida, e lui passa alla Juventus, da tempo alla ricerca di un portiere alla��altezza. La��esperienza bianconera lo porta a vincere immediatamente lo Scudetto ma, a causa di alcune incertezze, la Juventus decide di puntare su Dino Zoff, col quale lo scambia in accordo col Napoli. Alla��ombra del Vesuvio rimane per 5 stagioni, probabilmente le migliori della sua carriera, vincendo nel 1976 Coppa Italia e Coppa di Lega Italo-Inglese, e guadagnandosi il soprannome con cui ora tutti lo conoscono: a�?Gedeonea��. Nel 1977 va alla Fiorentina, per fare a�?da chiocciaa�� a Giovanni Galli. Due stagioni in viola, quindi una��ultima annata con la Rhodense, in C2, e il ritiro nel 1980. Due anni dopo inizia la carriera di allenatore, entrando nello staff tecnico del Parma, affiancando come vice Giancarlo Danova, Bruno Mora, Marino Perani e Silvano Faborea, al quale subentra come allenatore ad interim sul finire del campionato 1984-a��85. La stagione seguente arriva sulla panchina ducale Arrigo Sacchi, del quale diventerA� poi per anni fedele collaboratore. I due, dopo il biennio parmense, si ricongiungono nel 1989, quando Carmignani arriva al Milan campione da��Europa come nuovo preparatore di portieri. Segui quindi Sacchi sulla panchina della Nazionale, e poi nel suo sfortunato ritorno al Milan nella stagione 1996-a��97, facendogli adesso da vice, come anche alla��AtlA?tico Madrid. Nel 1999 il neo presidente Spinelli, ex Genoa, gli affida la panchina del Livorno, ma viene esonerato. Dalla stagione seguente, 2000-a��01, torna al Parma come allenatore della Primavera. Quindi, quando Arrigo Sacchi subentra ad Alberto Malesani, torna a fare il vice. Nella stagione successiva subentra alla disastrosa gestione di Daniel Passarella, portando la squadra alla salvezza e, soprattutto, alla vittoria della Coppa Italia in finale contro la Juventus. Rimane nello staff dei ducali, subentrando nuovamente in panchina nella stagione 2004-a��05, quando sostituisce Silvio Baldini e centra nuovamente la salvezza. Allena quindi per due stagioni la Primavera parmense, accettando poi nel 2007 di tornare a Varese come vice. A fine stagione viene promosso allenatore, venendo perA? esonerato dopo sole 5 partite. Da allora A? fermo.

2 (terzino destro) a�� Riccardo a�?Rickya�� SOGLIANO: Alessandrino, approda al calcio professionistico nella stagione 1960/a��61, col Siena. La stagione successiva A? alla Biellese, quindi alla Novese. Nel 1963 eccolo finalmente a�?a casaa��, vestendo la maglia grigia della��Alessandria per due stagioni, prima del passaggio al Varese. Coi biancorossi rimane per 6 stagioni, quindi nel 1971 approda al Milan con cui vince subito la Coppa Italia. Trofeo bissato la stagione seguente, quando in rossonero conquista anche la Coppa delle Coppe. Dopo una��ultima stagione col a�?Diavoloa��, nel 1974 appende le scarpette al chiodo, intraprendendo una brillante carriera da dirigente sportivo, ricoprendo incarichi al Parma, al Genoa, al Brescia, alla��Udinese ed al Varese stesso. Suo figlio Sean ha iniziato sia la propria carriera di calciatore che poi quella da dirigente proprio al Varese. Citazione, nel ruolo, per Angelo Rimbano.

3 (terzino sinistro) e ALL. a�� Pietro a�?Peoa�� MAROSO: Fratello minore di Virgilio, asso del Grande Torino perito a Superga, cresce nelle giovanili granata, che A? costretto a lasciare a 18 anni per un problema cardiaco. Torna al calcio tre anni dopo, nel 1955, coi dilettanti del Madonna di Campagna, dove rimane 3 stagioni. Seguono 2 stagioni in Interregionale con la Fossanese, quindi 5 anni alla��Ivrea, con cui conquista subito la promozione in Serie C, mantenendo poi sempre la categoria. Nel 1965 approda al Varese, in Serie A, e vi rimane fino al ritiro, avvenuto nel 1970. Entrato nello staff tecnico, nel 1972 subentra a Giancarlo CadA? alla guida del Varese. Confermato nella stagione 1973-a��74 vince il campionato di Serie B, conquistando la promozione in Serie A. Se ne va nel 1978, per una breve esperienza al Genoa. Sfortunata anche la stagione successiva, alla Sambenedettese in B, conclusa anche questa con la��esonero. Dopo due anni di stop, riparte nel 1981 in Serie C, al Legnano, che lascia nel 1984 (dopo averlo portato dalla C2 alla C1 la��anno precedente) per il Novara. Dopo due stagioni in Piemonte, torna al Varese nel 1986, ma viene esonerato. Ritorna ancora nel 1988, centrando la��anno seguente la promozione dalla C2 alla C1. Annunciato il ritiro, sta fermo per 3 anni, quindi nella stagione 1993-a��94 guida il Venezia, sua ultima panchina. Diviene presidente del club nel 2004, quindi presidente onorario nel 2008, carica che mantiene fino alla scomparsa, avvenuta nel 2012. A�Come tecnici da citare il grande Nils Liedholm, che guidA? la squadra dalla B alla A con la coppia da��attacco formata da Ariedo Braida e Roberto Bettega, centrando il nono posto in A la stagione successiva. Ed HA�ctor Puricelli, che negli Anni Sessanta portA? la squadra al doppio salto dalla C alla A.

4 (difensore centrale) a�� Ambrogio BORGHI: Milanese, cresciuto nelle giovanili della��Inter, nel 1966 viene mandato al Varese, in Serie B. Confermato dai biancorossi, vi gioca fino al 1975, divenendone anche capitano, e rivelandosi uno dei pilastri degli anni migliori della storia varesina, con la��ottavo posto in Serie A nella stagione 1967-a��68, campionato in cui il Varese batte con un rotondo 5 a 0 la Juventus campione in carica. Lasciata la compagine lombarda, si trasferisce alla��Alessandra, dove rimane per due stagioni, prima di passare ad una��altra squadra piemontese, la Biellese, con cui chiude la carriera dopo 3 campionati, nel 1980. Intrapresa la carriera di allenatore, nella stagione 1986-a��87 affianca il suo vecchio maestro a�?Peoa�� Maroso quando questi ritorna sulla panchina del Varese. Successivamente si dedica alla guida di formazioni giovanili locali del Varesotto, come la��Isprangera.

5 (difensore centrale) a�� Edoardo GORINI: Veneziano, cresce nel settore giovanile lagunare, affacciandosi alla prima squadra agli inizi degli Anni Novanta, ma senza mai scendere in campo. Nel 1993 passa al Corsico, nei Dilettanti, quindi la stagione seguente A? a Varese, in C2. Coi lombardi conquista subito la Coppa Italia di Serie C, mentre nel 1998 arriva la promozione in C1, vincendo il campionato di C2. Rimane a Varese fino al 2003, divenendone il recordman di presenze ufficiali con 252 (impreziosite da 19 reti). Gioca una stagione con la��AlbinoLeffe, quindi un biennio a Pavia. Nel 2006 arriva al Ravenna, con cui vince il campionato di C1, conquistando la promozione il Serie B. Lascia perA? subito i giallorossi per accasarsi al Cittadella, dove gioca fino al termine della stagione 2012-a��13, quando si ritira. Entra immediatamente nello staff tecnico dei veneti come collaboratore tecnico, venendo promosso allenatore in seconda la stagione successiva, incarico che tuttora ricopre.

6 (centrocampista centrale) a�� Giorgio DELLAGIOVANNA: Prodotto delle giovanili della��Inter, nato difensore, si affaccia in prima squadra nella stagione 1961-a��62, facendo da riserva a Burgnich (terzino destro) e Guarneri (stopper). Nella stagione successiva, inizialmente confermato nella rosa nerazzurra, viene poi prestato al Brescia, e in quella dopo al Potenza. Rientra alla base nel 1964, ma in due stagioni colleziona altrettante presenze: una in campionato nel 1964 e una in Coppa Italia nel gennaio 1966. A fine stagione passa al Varese, divenendo ben presto capitano della squadra, e rimanendovi fino al 1972 (vincendo il campionato di Serie B nella stagione 1969-a��70, con Liedholm in panchina e la coppia da��attacco Braida-Bettega), anno in cui si trasferisce al Seregno. Qui gioca per 3 stagioni, quindi nel 1975 si ritira. A� scomparso nel 2013.

7 (ala destra) a�� Lamberto LEONARDI: Romano a�?de Romaa��, cresciuto nelle giovanili giallorosse, debutta in prima squadra sul finire della stagione 1958-a��59, non ancora ventenne. La stagione successiva viene mandato in prestito in Serie C, al Cosenza. Segue un biennio, sempre in prestito, in B, prima al Prato e poi al Modena. Tornato alla a�?casa madrea��, rimane nella Capitale per 4 stagioni (vincendo la Coppa Italia 1963-64), prima di passare al Varese, con cui centra subito la promozione in Serie A. Gioca coi lombardi nella massima categoria anche nelle due stagioni successiva, mettendosi in luce soprattutto nella prima, quando realizza 11 reti in 33 partite, compresa la seconda del clamoroso 5 a 0 rifilato alla Juventus campione da��Italia in carica, in quello che A? ricordato come il a�?Miracolo di Masnagoa��. Nel 1969 passa proprio ai bianconeri, dove torna a far coppia con Anastasi (che nel 5 a 0 di cui sopra segnA? una tripletta), ma giA� nella stagione successiva viene a�?liquidatoa�� per far posto a Franco Causio, venendo ceduto alla��Atalanta in Serie B. Con la a�?Deaa�� centra subito la promozione in A e la salvezza la stagione seguente, quindi passa al Mantova in Serie C. La stagione seguente A? in D, al Benevento, conquistando una��altra promozione. Passa quindi alla��Ischia Isolaverde, in Serie D, col ruolo di giocatore-allenatore, smettendo col calcio giocato al termine di quella stagione 1974-a��75. Intraprende quindi la carriera di allenatore, partendo dalla Paganese, sempre in D, e conquistando subito la promozione. Rimane perA? tra i Dilettanti, accettando la��offerta del Latina, e guidando ancha��esso alla promozione in Serie C. Guida i laziali anche nelle due stagioni seguenti, quindi va alla Salernitana, in C1, per una stagione. Una��altra, sempre in C, la fa alla Nocerina, quindi ecco la serie B col Foggia, dove viene perA? esonerato. Riparte dalla C1 al Francavilla, che allena per due stagioni. Dopo un periodo di stop, si accasa alla Torres, conquistando la promozione in Serie C1 nella stagione 1986-a��87, lanciando un giovanissimo Gianfranco Zola. Guida i sardi per una��altra stagione quindi, dopo due anni di stop, torna nuovamente alla Torres nel campionato 1990-a��91. In quello seguente torna al Francavilla, quindi passa al Velletri, tornando poi alla Nocerina. Rimane quindi fermo per un triennio, poi nel 1997 ha una breve esperienza sulla panchina del Santa��Anastasia, che porta dalla��Eccellenza alla Serie D. Altri due anni di stop ed eccolo tornare a Sassari, conquistando subito la promozione in C1. Allena la Torres anche nelle due stagioni successive, venendo perA? esonerato poco dopo la��inizio della quarta, nella��ottobre 2002. Non allena piA? per ben 6 anni, quando nel dicembre 2008 accetta la panchina del La Palma Alghero, in Eccellenza. Esperienza che si chiude con la retrocessione, e ne decreta la fine della carriera.

8 (centrocampista centrale) a�� Daniele CORTI: Canturino, cresciuto nel Meda, debutta in prima squadra nel 1996, a soli 16 anni, in Serie D. Col club brianzolo centra la promozione in C2 nel 1999, rimanendo nella categoria col club anche per le 3 stagioni successive. Nel 2002 passa alla Pro Patria, in C1, dove gioca per due stagioni, per trasferirsi poi al Carpenedolo, dove rimane altrettante annate. Quindi, dopo 3 anni a Lecco, nel 2009 approda al Varese, nella Prima Divisione di Lega Pro, conquistando subito la promozione in B. Gioca coi biancorossi nella serie cadetta fino al 2015, che si conclude con la retrocessione in Lega Pro e il conseguente fallimento societario. Citazione per Giuseppe Tamborini.

9 (prima punta) a�� Osarimen a�?Giulioa�� EBAGUA: Nato in Nigeria, arriva in Italia con la famiglia quando ha appena un mese di vita. A 11 anni entra nel vivaio del Torino, che lascia nel 2005 dopo il fallimento della societA� granata. Si accorda col Casale in C2, dove era giA� stato in prestito, e dove gioca da difensore. La squadra retrocede e, in Serie D, viene riportato al ruolo di attaccante, segnando 10 reti in 23 presenze. Nel settembre 2007 passa al Novara, in C1, ma a gennaio viene mandato in prestito al Pescara, sempre in C1. Va male anche questa esperienza, e quindi nel 2008 scende in Seconda Divisione, alla Canavese. Dopo 11 gol in 28 partite, viene acquistato dal Varese, in Prima Divisione. Con 12 reti contribuisce in maniera importante al ritorno della squadra in Serie B, dove segna nuovamente 12 reti, trascinando la squadra neopromossa ai playoff. Viene quindi (ri)acquistato dal Torino, che lascia dopo sei mesi per andare in prestito al Catania, in Serie A, dove perA? non trova spazio. La��annata successiva riparte da Varese, segnando 17 reti in 35 partite. Tra campionato e Coppa Italia, gioca 101 partite segnando 46 reti complessivamente, che ne fanno il bomber assoluto della compagine lombarda. Nel 2013 passa allo Spezia, andando anche qui in doppia cifra e laureandosi capocannoniere della Coppa Italia (a pari merito con altri giocatori). Quindi, dopo altri sei mesi da spezzino, chiude la stagione 2014-a��15 in prestito al Bari, facendo poi ritorno al club ligure.

10 (seconda punta) a�� NETO Pereira: Brasiliano, messosi in luce nel Torneo di Viareggio del 2000 col piccolo club carioca del Matsubara, nel gennaio 2001 approda definitivamente in Italia, firmando coi dilettanti della��Itala San Marco. Rimane col club friulano fino al gennaio 2010, quando passa al Varese, nella Prima Divisione della Lega Pro, conquistando subito la promozione in Serie B. Nel 2011 viene promosso capitano della squadra, con la quale rimane fino al fallimento, concludendo la sua esperienza varesina con 171 presenze e 34 reti.

11 (ala sinistra) a�� Gianpietro ZECCHIN: Padovano di Camposampiero (come Dino Baggio), cresce nelle giovanili del club patavino, che nel 2001 lo manda in prestito biennale al SA?dtirol-Alto Adige, in C2. Torna nella ai biancoscudati nel 2003, rimanendovi per 4 stagioni, prima della��approdo al Grosseto in Serie B, nel 2007. Dopo una sola stagione in Maremma passa al Ravenna, in C1. Anche qui si ferma un anno soltanto, e nel 2009 arriva al Varese, centrando subito la promozione in Serie B, e giocando per i biancorossi fino al fallimento 2015.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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