All Time XI: Venezia

ac venezia

Una storia travagliata, fatta di fusioni, rotture, mezzi fallimenti e rinascite, fino al tristissimo epilogo della��estate 2015.

Parliamo della squadra che ha messo insieme il duo Loik-Mazzola, asse portante poi del Grande Torino.

Una delle pochissime squadre non ascrivibile alle a�?biga�� che abbia saputo conquistare la Coppa Italia e che, nonostante la freddezza della cittA� nei suoi confronti, ha comunque saputo farsi valere, conquistandosi anche qualche momento a�?da copertinaa��.

Vediamo ora dunque come si schiera il Venezia a�?all timea��, che sposa il Metodo (3-2-5):

1 (portiere) a�� Giovanni BUBACCO: Veneziano doc, cresciuto nelle giovanili del club, approda in prima squadra nel 1957, a 19 anni. Vi rimarrA� fino al 1969, anno in cui si trasferisce al Sottomarina di Chioggia, in Serie C, dove gioca per 2 stagioni. Ne seguono 5 (4 in C e la��ultima in Serie D) al Belluno, fino al ritiro del 1977. Entrato nello staff tecnico gialloblu, a metA� stagione subentra ad interim alla��allenatore esonerato. Successivamente consegue il patentino di allenatore, guidando diverse formazioni dilettantistiche del bellunese. Citazione per Silvio Stritzel, portiere a�?giramondoa��, a Venezia dal 1911 al 1914, e poi nel 1919-a��20.

2 (terzino destro) a�� Giancarlo FILIPPINI: Prodotto delle giovanili del Milan, che lo scopre nella Juventus Domo di Domodossola (sua cittA� natale), nel 1987 si trasferisce alla Pro Sesto, con cui gioca 2 stagioni in C2 prima di approdare al Venezia. In laguna rimane 4 stagioni, quindi passa al Ravenna ma, dopo una sola annata, torna nuovamente a Venezia per un altro quadriennio. Nel 1998 passa alla��Hellas Verona, dove rimane fino al 2003 tranne una breve esperienza semestrale, nel 2001, in Francia al Nizza. Lasciato la��Hellas, rimane comunque nella provincia veronese, giocando per 2 stagioni con la Sambonifacese. Quindi, dopo una��annata alla Castellana, torna nuovamente nel veronese, giocando per 3 stagioni al Domegliara, con cui nel 2006-a��07 vince il campionato di Eccellenza. Dopo il ritiro, ha conseguito il patentino di direttore sportivo. Con 220 apparizioni, A? terzo assoluto per presenze nel Venezia. Citazione per Gian Emilio Piazza e Bartolomeo Tarantino, rispettivamente terzino destro della squadra che vinse la Coppa Italia, e di quella che del a�?risveglioa�� negli Anni Sessanta.

3 (terzino sinistro) a�� Mario ARDIZZON: Veneziano di Chioggia, inizia la carriera in una delle due formazioni cittadini, il Clodia. Approda al Venezia nel 1956, a 18 anni, in Serie B, divenendo ben presto titolare. Coi neroverdi conquista la promozione in A nel 1961, vincendo il campionato cadetto. Rimane in laguna fino al 1963, quando passa alla Roma. Nella Capitale rimane 3 stagioni, vincendo la Coppa Italia 1963-a��64, quindi passa al Bologna. Coi felsinei rimane 5 anni, vincendo nuovamente la Coppa Italia, nel 1970. La��anno seguente fa ritorno a Venezia, dove gioca fino al ritiro avvenuto nel 1974. Entra subito nello staff tecnico veneziano come vice allenatore, incarico che ricopre per 2 stagioni prima di essere promosso lui stesso alla guida della squadra, in Serie C. La stagione seguente passa alla��Adriese, in Serie C2, dove allena fino al 1981, quindi passa sulla panchina dello Jesolo, dove rimane una sola stagione, la��ultima della sua carriera. A� scomparso nel novembre 2012. Citazione per Silvio Di Gennaro, a�?3a�� del Venezia che vinse la Coppa Italia 1940-a��41.

4 (mediano destro) a�� Gianni GROSSI: Modenese, cresciuto nella squadra della sua cittA�, debutta nella prima squadra dei a�?Canarinia�� nella stagione 1955-a��56, in Serie B. Rimane col club a�?di casaa�� per altri 4 campionati, tutti di B, passando poi quindi al Venezia. Coi neroverdi centra subito la promozione in Serie A, rimanendo a giocare in riva alla Laguna fino al 1969, dopo che la squadra A? stata clamorosamente protagonista di una doppio salto alla��indietro dalla A alla C. Con 269 a�?gettonia��, A? il veneziano piA? presente in assoluto nella storia dei campionati del club. Nel 2012 A? avvenuta la sua scomparsa. Doveroso citare, nel ruolo, la��uruguagio Victor Tortora, capitano del Venezia che vinse la Coppa Italia 1940-a��41. E Mario Tesconi, mediano del Venezia per un decennio, dalla seconda metA� degli Anni a��50 alla prima dei a��60.

5 (centromediano) a�� Sandro PUPPO: Piacentino, inizia a giocare a calcio in Cina, dove segue il padre recatosi a Shangai per lavoro. Al ritorno in Italia, approda alla squadra della sua cittA�, con la quale gioca 3 campionati di Serie C. Nel 1937 passa alla��Ambrosiana-Inter, dove rimane due stagioni (Scudetto la prima e Coppa Italia la seconda) per via dello scarso spazio concessogli. Si trasferisce quindi al Venezia, dove rimane fino alla sospensione del campionato per la Seconda Guerra Mondiale, vincendo la storica Coppa Italia 1940-a��41. Nel Dopoguerra riparte dal Piacenza come giocatore-allenatore, quindi torna al Venezia per una��altra stagione. Ne seguono 2 alla Roma, dove gioca perA? pochissimo per un grave infortunio. Nel 1949 scende in Promozione, al Thiene, con la carica di giocatore-allenatore, e a fine campionato lascia il calcio giocato. Torna al Venezia come vice allenatore, promosso in panchina sul finale di stagione per la��esonero del mister Mario Villini. Quindi la stagione successiva inizia ad allenare definitivamente in proprio, accettando il Rovereto. La��anno seguente si trasferisce sorprendentemente in Turchia, allenando il Besiktas (vincendo due campionati su due) e, al contempo, facendo da CT alla Nazionale locale, che guida alle Olimpiadi 1952 e al Mondiale 1954. Passa quindi al Barcellona, lanciando in prima squadra Luisito Suarez, quindi torna in Italia guidando per 2 stagioni la Juventus. Passa poi alla Mestrina, quindi fa il CT della Nazionale B e, nel 1960, torna alla guida del Besiktas e della Nazionale turca per 2 anni. Tornato nuovamente in Italia, allena per una stagione il Siracusa, poi torna a Venezia ma viene esonerato. Nel 1964, dopo un breve periodo alla guida della Triestina, torna per un biennio alla guida della Turchia, facendo poi rientro a Piacenza per la stagione 1966-a��67. Inizialmente in panchina anche nella successiva, si dimette ad ottobre per assumere il ruolo di consulente tecnico del club. Ritiratosi definitivamente come allenatore, inizia a lavorare per la ditta del presidente del Piacenza, quindi collabora con la FIFA, facendo parte del Gruppo di Studio Tecnico del Mondiale 1970. Nel 1974 ha scritto un libro sulla��evoluzione tattica del calcio. A� scomparso nel 1986. Con 145 A? il giocatore con piA? presenze in assoluto in Serie A con la maglia del Venezia.

6 (mediano sinistro) a�� Lidio STEFANINI: Originario della provincia modenese, inizia a giocare nel Carpi, debuttando in prima squadra nel 1933. 3 campionati dopo la compagine emiliano-romagnola vince il torneo di Prima Divisione, mentre Stefanini lascia la��anno seguente, per accasarsi al Verona. Dopo una sola stagione in gialloblu passa al Venezia, rimanendo in neroverde per 5 stagioni, culminate con la conquista della Coppa Italia 1940-a�?41. Seguono un quinquennio al Modena, e un ultimo campionato con la Centese, prima del ritiro del 1949. Citazione per Marcello Neri, protagonista del Venezia degli Anni Sessanta.

7 (ala destra) a�� Juan Agostino a�?Giovannia�� ALBERTI: Uruguaiano, cresciuto nel Bella Vista di Montevideo, arriva in Italia nel 1936, acquistato dal Palermo. Rimane in Sicilia per 2 stagioni, quindi approda al Venezia, dove giocherA� fino alla fine della sua carriera, nel 1947. Coi lagunari ha vinto la storica Coppa Italia 1940-a��41 e, nel 1950, ne A? stato brevemente anche la��allenatore. Citazione per Mattia Collauto, bandiera del Venezia degli ultimi anni.

8 (mezzala destra) a�� Ezio LOIK: Fiumano, detto a�?Elefantea�� ma anche a�?La��uomo dai gol impossibilia��, inizia la sua carriera nel Leonida Fiume, prima di approdare alla Fiumana, con cui a 17 anni segna 12 reti in 41 presenze in Serie C. Notato dal Milan, passa in rossonero nel 1937, e vi rimane per 3 stagioni. Passa quindi al Venezia, con cui vince subito la storia Coppa Italia 1940-a��41 da protagonista: sua, infatti, la rete che dA� la vittoria per 1 a 0 nella finale di ritorno ai lagunari, dopo il rocambolesco 3 a 3 in casa della Roma alla��andata. Dopo il terzo posto in classifica della stagione successiva passa, in coppia col a�?gemelloa�� Mazzola, al Torino. In granata sarA� tra i massimi protagonisti del a�?Grande Torinoa�� che vincerA� 5 Scudetti consecutivi (1943 e 1946-1949), e la Coppa Italia 1942-a��43 (battendo in finale proprio il Venezia). Tra le vittime della Tragedia di Superga, con la Nazionale ha giocato (sempre in amichevole) 9 partite, segnando 4 reti, curiosamente in 4 partite consecutive.

9 (centravanti) a�� Francesco PERNIGO: Veronese, inizia nella��Audace, squadra locale che milita nel campionato di Serie C. A 18 anni passa alla Marzotto, cui segue il ritorno allAudace, sempre in C. Passa quindi al Venezia, dove ha subito un exploit segando 13 in 31 centri, grazie ai quali trascina la squadra alla promozione in Serie A. Rimane a Venezia sino al 1947, facendo dunque parte anche lui della squadra che vinse la Coppa Italia 1940-41a��. Rimane in neroverde fino al 1947, quando passa al Modena, sempre in A. Dopo 3 stagioni coi a�?Canarinia��, ne gioca una con la Pro Patria, quindi scende di categoria a�� Serie B a�� per chiudere la carriera al Verona, nella stagione 1950-a��51. In azzurro ha giocato 2 partite alle Olimpiadi 1948, segnando un roboante poker nel 9 a 0 rifilato agli Stati Uniti. Con 70 reti (di cui 45 in Serie A, record anche questo), A? il primo marcatore assoluto nella storia della societA� lagunare. A�Citazione doverosa per Aldo Gorini e Pippo Maniero.

10 (mezzala sinistra) a�� Valentino MAZZOLA: Milanese di Cassano da��Adda, inizia a tirare i primi calci nella Tresoldi, squadra del suo quartiere, esordendo in prima squadra a 17 anni. Due anni piA? tardi passa alla squadra della Alfa Romeo, ditta per la quale lavora, disputando un campionato di Serie C, e lasciando poi per adempiere al servizio militare. Di stanza a Venezia presso la Marina, viene notato durante una partitella da un osservatore della squadra locale, che lo ingaggia per la propria squadra riserve. Dal gennaio 1940 diviene a tutti gli effetti un giocatore del Venezia, col quale disputa le ultime 5 partite del torneo di Serie A 1939-a��40, segnando la rete della salvezza alla penultima giornata, fissando il 2 a 1 contro il Bari. Firma quindi un contratto proprio con la squadra pugliese, ma non ottiene il trasferimento militare e rimane quindi in laguna, dove gioca per altre due stagioni. La prima A? quella della storica vittoria in Coppa Italia 1940-a��41, ed A? lui a riaprire la finale di andata, dopo che la Roma si era portata sul 3 a 0 con tripletta di Amedei. La partita finirA� 3 a 3 e il Venezia vincerA� poi il trofeo battendo i giallorossi in casa per 1 a 0 (gol di Loik). La��annata seguente i neroverdi sfiorano addirittura lo Scudetto, chiudendo la stagione al terzo posto. A fine torneo, lui e il a�?gemelloa�� Loik vengono acquistati dal Torino, che in granata conquistano subito il double Scudetto-Coppa Italia (nella cui finale Mazzola segna la rete del definitivo 4 a 0, proprio al Venezia, chiudendo il torneo da capocannoniere). La��anno seguente, nonostante le 21 reti in 35 incontri, il Toro arriva secondo dietro lo Spezia nel Campionato Alta Italia 1944, poi non conteggiato nella��Albo da��Oro della Serie A. Che torna dopo la guerra e vede il Torino nuovamente primeggiare, con 4 Scudetti consecutivi (1945-1949), dando corpo alla leggenda del a�?Grande Torinoa��, che si infrange contro il muro della Basilica di Superga il 4 maggio 1949. In 6 stagioni coi granata, Mazzola giocA? 200 partite, segnando 123 reti e conquistando il titolo di capocannoniere della Serie A nella stagione 1946-a��47, con 29 centri in 38 partite. In Nazionale ha giocato solo amichevoli, 12 (le ultime 5 da capitano), segnando 4 reti. Citazione per Alvaro Recoba: il a�?Chinoa�� si fermA? a Venezia solo mezza stagione, segnando perA? ben 10 reti, contribuendo in maniera determinante alla salvezza della squadra.

11 (ala sinistra) a�� Paolo BARISON: Nativo di Vittorio Veneto, soprannominato a�?Bisontea��, inizia con la squadra della sua cittA�, debuttando a 17 anni. La��anno seguente arriva al Venezia, in Serie C, contribuendo con 9 reti alla promozione in B. Rimane a Venezia altre 2 stagioni, poi nel 1957 approda al Genoa. Col Grifone vive 3 ottime stagioni, conquistando anche la Nazionale e approdando nel 1960 al Milan. Coi rossoneri vince lo Scudetto nel 1962, e la Coppa dei Campioni la��anno successivo. Dopo il trionfo europeo passa alla Sampdoria e, due anni dopo, alla Roma. Due annate anche nella Capitale e poi ecco la��approdo al Napoli, dove rimane fino al 1970. Scende in B alla Ternana, quindi la��anno seguente va al Bellaria. Quindi, dopo una breve esperienza nordamericana coi Toronto Metros, gioca una��ultima stagione in Italia, coi dilettanti del Levante Genova, per poi ritirarsi. Entrato nello staff tecnico del Milan, nel 1976 subentra a Giovanni Trapattoni sul finale di stagione. Nel 1977-a��78 A? sulla panchina della Pro Patria. Muore la��anno seguente in un incidente stradale. Per lui anche ben 6 reti in sole 9 presenze con la Nazionale, prendendo parte al Mondiale 1966, dove segna il definitivo 2 a 0 nella vittoria col Cile, la��unica azzurra in quella nefasta spedizione, chiusasi con la famigerata sconfitta contro la Corea del Nord di Pak Doo Ik. Citazione, nel ruolo, per Lanfranco Alberico, membro dello squadra che vinse la Coppa Italia nel a��41, e per Paolino Poggi, veneziano doc e colonna della squadra tra gli Anni Novanta e i Duemila.

ALL. Carlo Alberto QUARIO: GiA� calciatore con diversa esperienza (scuola Inter), inizia ad allenare nella stagione 1948-a��49, in Serie C al Pavia, ricoprendo la��incarico di giocatore-allenatore. Dopo un anno di stop, inizia definitivamente la sua carriera al Bolzano, mentre la��anno successivo passa al Toma Maglie, in Serie C, sfiorando la promozione in B. Dopo un altro anno col club pugliese, passa al Parma, con cui centra subito la promozione in B, ma lascia i ducali per passare al Cagliari. Anche in Sardegna rimane un solo anno, quindi eccolo approdare finalmente al Venezia, con cui vince subito il campionato di Serie C, sfiorando poi il clamoroso salto in Serie A nella��annata seguente. Resta un anno ancora alla guida dei neroverdi, dove torna dopo una sola stagione passata al Brescia. La��inizio del suo bis a Venezia A? la promozione in Serie A e la conquista del a�?Seminatore da��Oroa��. Guida i lagunari anche nei 2 campionati successivi, quindi passa alla��Atalanta, dove viene perA? esonerato. Riparte quindi dalla Serie C, guidando il Marzotto Valdagno per 4 stagioni, prima di fare nuovamente ritorno a Venezia, dove rimane un anno e mezzo prima di essere esonerato. Riparte la stagione seguente da Pavia, in Serie D, allenandolo per 3 stagioni, le ultime della sua carriera. Citazione per Giovanni Battista Rebuffo, allenatore con cui alla guida il Venezia vinse la Coppa Italia 1940-a�?41.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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