All Time XI – World Cup Special: Argentina

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Due titoli Mondiali (1978 e 1982), altre due finali disputate (la prima, storica, del 1930 contro la��Uruguay e quella di Italia a��90 contro la Germania, rivincita di quattro anni prima), grandi sfide con la��Italia (specie quella di Bearzot), con la��Inghilterra (anche per questioni politiche, vedi a�?Guerra delle Falklanda�?) e, soprattutto, con gli odiatissimi a�?cuginia�? del Brasile.

Teste calde, piedi magici, fierezza nazionale e qui due colori, il bianco e il celeste, come stella polare: questa A? la��Argentina.

Vediamola nella sua a�?All Time XIa�?, schierata con il 4-2-3-1:

1 (portiere) a�� Ubaldo FILLOL: Soprannominato a�?El Pato (Il Papero)a�?, ha giocato in diverse squadra, ma la sua carriera A? legata soprattutto al River Plate, dove A? stato per nove stagioni. Convocato per la prima volta in Nazionale nel 1974, lo stesso anno A? il a�?dodicesimoa�? nella squadra che partecipa al Mondiale tedesco. Quattro anni piA? tardi, A? il titolare nella��Argentina che vince il torneo in casa, e viene anche nominato miglior portiere della manifestazione. A� il titolare anche ai successivi Mondiali 1982 e nella Copa AmA�rica della��anno dopo, quando indossa anche la fascia di capitano. Pur avendo giocato le qualificazioni, non viene convocato per il Mondiale a��86, che A? stato poi vinto proprio dalla��Argentina.

2 (difensore centrale) a�� Roberto FabiA�n AYALA: Il a�?re dei secondi postia�?. Non certo una bella qualifica, ma questa A? la realtA�. Secondo al suo primo torneo con la��Argentina, la King Fahd Cup (antesignana della Confederations Cup) 1995, secondo nella��ultima competizione per Nazionali disputata, la Copa AmA�rica 2007, dove indossava la fascia di capitano. Stesso risultato (e sempre da a�?skipper) nella��edizione del 2004. Medaglia da��argento alle Olimpiadi 1996, ma in questo caso si A? rifatto con gli interessi nel 2004, quando da capitano ha guidato la SelecciA?n alla��oro. Per lui una terza partecipazione alla Copa AmA�rica (1999) e, soprattutto, 3 Mondiali: 1998, 2002 e 2006. In questa��ultimo A? stato inserito nel a�?Top Teama�? della manifestazione. Detto a�?El RatA?na�?, ha iniziato nel Ferro Carril Oeste, quindi A? andato al River Plate e poi A? emigrato in Europa, giocandovi ininterrottamente dal 1995 al 2011, prima in Italia (tre stagioni al Napoli e due al Milan) quindi in Spagna (7 anni al Valencia e 3 al Saragozza). Ha chiuso dopo una��ultima stagione in Patria, al Racing.

3 (terzino sinistro) a�� Silvio MARZOLINI: Considerato in assoluto uno dei migliori interpreti di sempre nel ruolo, bandiera del Boca Juniors, con la��Albiceleste disputA? due Mondiali, quello del 1962 e quello del 1966. In Inghilterra, fu nominato nella formazione a�?top 11a�? del torneo, unico argentino. Per lui anche un secondo posto nella Copa AmA�rica del 1967.

4 (terzino destro) a�� Javier ZANETTI: Recordman assoluto di presenze con la��Argentina (145), pur avendo preso parte a due sole edizioni del Mondiale (1998 e 2002). Un solo titolo per lui: la medaglia da��oro ai Giochi Panamericani 1995. 5 le partecipazioni alla Copa AmA�rica (1995, 1999, 2004, 2007 e 2011, con due secondi posti). Per lui anche una partecipazione alla Confederations Cup (2005, secondo posto finale), la medaglia da��argento alle Olimpiadi 1996 e il secondo posto nella Coppa Re Fahd 1995. Bandiera assoluta della��Inter, ha vestito saltuariamente anche la fascia di capitano della Nazionale.

5 (mediano) a�� Luisito MONTI: Soprannominato a�?doble anchoa�?, ossia a�?armadio a due antea�? per la sua prestanza fisica, che faceva valere con gli avversari. Con la��Argentina disputA? la finale del primissimo Mondiale, segnando anche due gol: quello della vittoria contro la Francia e il primo nel 6 a 1 che la SelecciA?n inflisse agli USA. Arrivato in Italia alla Juventus, iniziA? a giocare con gli Azzurri da a�?oriundoa�?, vincendo il Mondiale 1934. Fu inserito nella Top 11 di entrambi i tornei. Grande combattente, abile sia nel recuperare palle che nel far ripartire la��azione, fu una della chiavi della Juve del Quinquennio, e il prototipo del a�?volantea�? dei decenni a seguire.

6 (difensore centrale) a�� Daniel PASSARELLA: Uno dei piA? grandi giocatori del calcio argentino e sudamericano, tra i difensori piA? forti di sempre in assoluto. Detto a�?El Kaisera�? per la sua innata leadership, aveva anche una buona confidenza col gol. Bandiera del River Plate (di cui A? stato anche allenatore, mentre adesso ne A? il presidente), ha giocato anche in Italia, con Fiorentina (4 stagioni) e Inter (2). Capitano della Nazionale che vinse il titolo in casa nel 1978, fece parte anche del team che fece il bis nel 1986. Ha inoltre capitanato la squadra sia nella Copa AmA�rica 1979 che al Mondiale 1982. Della��Argentina A? stato anche CT nel quadriennio 1994-1998, conquistando la medaglia da��argento con la Nazionale Olimpica ai Giochi di Atlanta 1996.

7 (attaccante destro) a�� Lionel MESSI: Uomo dei record nel Barcellona, dove a 25 anni ne era giA� il piA? grande giocatore di sempre o quasi, A? il leader della Nazionale dal Mondiale 2010, promosso al ruolo dalla��uomo cui viene costantemente paragonato, Diego Armando Maradona, alla��epoca CT della SelecciA?n. E la vittoria della Coppa del Mondo, proprio per poter definitivamente confrontarsi col a�?Pibe de Oroa�?, A? il suo grande cruccio. Finora, in maglia a�?albicelestea�? ha vinto a�?soltantoa�? la��oro olimpico nel 2008, collezionando un secondo posto in Copa AmA�rica la��anno precedente. Niente da fare, invece, ai Mondiali (2006 e 2010, questa��ultimo senza segnare nemmeno un gol, eliminato entrambe le volte dalla Germania ai quarti) nA� nella Copa AmA�rica 2011. Per lui, ad oggi, 91 presenze e 42 reti per la��Argentina.

8 (centrocampista) a�� Osvaldo ARDILES: Soprannominato a�?Ossiea�? dai tifosi del Tottenham, e noto come a�?PitA?na�? in Patria, Ardiles ha speso la maggior parte della sua carriera in Inghilterra, giocando per circa un decennio con gli Spurs, quindi brevemente al Blackburn e infine al QPR. Quindi, dopo una parentesi statunitense, ha chiuso da giocatore-allenatore dello Swindon Town. Chiave tattica della��Argentina mundial del 1978, a Spagna a��82 giocA? a�� curiosamente a�� col numero 1 sulle spalle, dato che la��assegnazione era avvenuta in rigoroso ordine alfabetico, non tendendo quindi conto nemmeno dei portieri. Con la a�?Albicelestea�? ha disputato anche la Copa AmA�rica 1975.

9 (centravanti) a�� Gabriel BATISTUTA: Chiamato per la prima volta in Nazionale per la Copa AmA�rica 1991, dopo una��ottima stagione col Boca Juniors (vittoria del campionato Clausura), inizia col botto, rifilando una doppietta al Venezuela nel debutto. ChiuderA� la competizione da capocannoniere con 6 reti in altrettante partite giocate, che valgono la conquista del trofeo. La��anno successivo contribuisce, con due gol, alla conquista della Coppa Re Fahd, antesignana della��attuale Confederations Cup. Quindi arriva il bis in Copa AmA�rica: stavolta i a�?gola�? sono solo tre, ma dopo quello al debutto a fare la differenza A? la doppietta in finale contro il Messico. Nel 1994 fa il suo debutto al Mondiale, ed A? un debutto semplicemente fantastico, dato che rifila una tripletta alla Grecia. La squadra vince per 2 a 1 (doppietta di Caniggia) contro la Nigeria ma poi, sconvolta dalla squalifica di Maradona per doping, crolla perdendo 2 a 0 con la Bulgaria, e uscendo poi agli ottavi contro la Romania, dove Batistuta segna il gol del momentaneo 1 a 1. La��anno dopo ca��A? la seconda partecipazione consecutiva alla Coppa Re Fahd, nella quale segna nuovamente una doppietta (stavolta al Giappone), ma nella finale la��Albiceleste cede per 2 a 0 alla Danimarca. Nella stessa estate A? nuovamente capocannoniere della Copa AmA�rica (4 reti), nonostante la��Argentina esca ai quarti. Durante le successive qualificazioni a Francia a��98 litiga col CT Passarella, perdendo momentaneamente il posto in squadra. Risolti i contrasti con la��allenatore, viene convocato per il Mondiale, dove parte segnando il gol vittoria contro il Giappone. Segna quindi una tripletta alla Giamaica, divenendo il primo giocatore della storia a segnare una tripletta in due diverse edizioni consecutive della Coppa del Mondo. Nella terza sfida del girone non va in gol, ma gioca da capitano per la partenza dalla panchina dello a�?skippera�? ufficiale, Diego Simeone. Trasforma quindi il penalty che apre le marcature nel 2 a 2 degli ottavi contro la��Inghilterra, con la��Argentina che passa ai rigori, uscendo poi ai quarti con la��Olanda. Contribuisce quindi con 5 reti alla qualificazione della squadra al Mondiale del 2002, debuttando anche stavolta con un gol, quello che vale la vittoria contro la Nigeria. La��Argentina perde perA? poi con la��Inghilterra, mentre con la Svezia non va oltre il pareggio, venendo quindi eliminata al primo turno dal Mondiale. Come quattro anni prima, per la panchina del capitano ufficiale, Batistuta gioca il terzo match con la fascia al braccio. In totale, per lui, 78 partite e 56 gol in maglia a�?albicelestea�?, che ne fanno il cannoniere di tutti i tempi della��Argentina. CuriositA�: in tutti i tornei disputati con la Nazionale, ha sempre e solo indossato la maglia numero a�?9a��.

10 (fantasista) a�� Diego Armando MARADONA: Simbolo assoluto del calcio argentino, debutta in Nazionale ad appena 16 anni, in amichevole contro la��Ungheria. Escluso, nonostante la spinta popolare, dalla lista dei 22 (era in quella allargata di 25) per il Mondiale casalingo del 1978 (che la��Argentina avrebbe poi vinto), si rifA� la��anno successivo trionfando nel Mondiale Under-20, risultando il miglior giocatore del torneo. Nello stesso anno (1979) gioca la sua prima Copa AmA�rica, mentre nel 1982 eccolo finalmente giocarsi la Coppa del Mondo. Su di lui ci sono grandi aspettative, ma non disputa un gran torneo, con un solo exploit dato dalla doppietta alla��Ungheria. a�?Massacratoa�? da Claudio Gentile contro la��Italia nel secondo girone eliminatorio, a�?si vendicaa�? dando in escandescenze nella seguente sfida col Brasile, venendo espulso. Si rifA� ampiamente quattro anni piA? tardi, a Mexico a��86. Segna il primo gol alla��Italia, nel secondo gruppo eliminatorio, quindi rifila la famigerata doppietta alla��Inghilterra nei quarti,: la a�?mano de DiA?sa�? e il coast-to-coast considerato la rete piA? bella di sempre (a�?il Gol del Secoloa�?). Quindi, con una��altra doppietta in semifinale contro il Belgio, porta la SelecciA?n a giocarsi la Coppa. In finale A? la��autore della��assist per la rete di Burruchaga, che vale la vittoria per 3 a 2 sulla Germania, con lui eletto miglior giocatore del torneo (seguono un quarto e un terzo posto in Copa AmA�rica, rispettivamente nel 1987 e nel 1989). I tedeschi avranno la loro rivalsa quattro anni piA? tardi, nel Mondiale italiano, dopo che proprio la��Argentina di Maradona aveva eliminato gli Azzurri in semifinale (con lo stadio a�?S. Paoloa�� di Napoli che tifa contro Bergomi e compagni). Dopo i fatti di doping che lo hanno visto protagonista in negativo agli inizi degli Anni a��90, torna clamorosamente in Nazionale per USA a��94, disputando il suo quarto Mondiale (e il terzo da capitano). Gioca solo le prime due partite (segnando un bellissimo gol alla Grecia, seguito da una��esultanza esagerata che rimarrA� nella memoria dei Mondiali), venendo poi trovato positivo ad un test antidoping, che ne chiude per sempre la��avventura in a�?albicelestea�?, dopo 91 partite e 34 reti, cui si aggiungono i 13 centri in 20 presenze con la��Under-20. In Nazionale torna da CT, nel 2008, portando la squadra a qualificarsi (non senza difficoltA�) al Mondiale 2010, dove la squadra esce ai quarti di finale contro la Germania, sconfitta che gli costa la guida della SelecciA?n.

11 (attaccante sinistro) a�� Mario KEMPES: Detto, indifferentemente, a�?El Toroa�? o a�?El Matadora�?, A? stato la��eroe del Mondiale casalingo per la��Argentina, quello del 1978, nel quale A? stato capocannoniere (con 6 reti) e miglior giocatore del torneo. Il debutto in a�?albicelestea�? risale al 1973; la��anno seguente, si fa notare per una doppietta segnata a Wembley contro la��Inghilterra (2 a 2 il risultato finale), in una��amichevole preparatoria per il Mondiale a��74, cui prende parte, giocando tutte le partite (anche se non sempre da titolare), ma senza trovare la via del gol. Nella��estate successiva segna 3 reti, in altrettante partite nella Copa AmA�rica. E arriviamo al Mondiale 1978: nella prima fase a gironi, pur giocando sempre, non trova mai la via del gol. Si sblocca nella seconda, quando con una doppietta dA� la vittoria alla SelecciA?n sulla Polonia. Dopo il pareggio a reti inviolate col Brasile, segna una��altra doppietta, nel vergognoso 6 a 0 al PerA? che vale la��accesso alla finale per differenza reti a discapito della SeleA�ao (che nella a�?finalinaa�? avrA� poi la meglio sulla��Italia per 2 a 1). In finale contro la��Olanda apre le marcature quindi, dopo il pareggio degli a�?oranjea�?, riporta davanti la��Argentina nei supplementari, prima del definitivo 3 a 1 siglato da Bertoni. Dopo due anni fuori dal giro, torna in Nazionale nel 1981, guadagnandosi la��inclusione tra i 22 per il Mondiale di Spagna della��anno successivo. Gioca tutte e 5 le partite della��Argentina da titolare, ma come nel a��74 rimane a secco di reti. Si chiude cosA� la sua epoca nella Albiceleste, dopo 43 partite e 20 gol.

CT: Carlos BILARDO: Arrivato sulla panchina della Nazionale dopo il Mondiale 1982, sotto la sua guida si ha la��esplosione definitiva di Maradona, grazie al quale vince il Mondiale 1986, centra un quarto (1987) e un terzo (1989) posto in Copa AmA�rica, e sfiora un pazzesco bis nella Coppa del Mondo, col secondo posto a Italia a��90, dopo il quale lascia. A�Impossibile non citare perA? anche Guillermo StA�bile, CT dal 1939 al 1960, e Luis Cesar Menotti, detto a�?el Flacoa�?, che guidA? la��Argentina al suo primo storico successo Mondiale nel 1978.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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