All Time XI – World Cup Special: Francia

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I nostri a�?caria�? cuginia��

Gli abbiamo vinto un Mondiale in casa (1938) e da allora ogni volta che possono, ci fanno la festa: gli A? riuscita a Mexico a��86, quando ci eliminarono agli ottavi da campioni in carica. Gli A? riuscita ai rigori, nei quarti di Francia a��98, e infine la piA? atroce, la finale di Euro 2000, praticamente vinta dalla��Italia di Zoff e poi strappati dal pareggio sul filo di lana di Wiltord e dal a�?golden goala�? di Trezeguet.

Fortunatamente, ci siamo ben vendicati il 9 luglio 2006, quando li abbiamo battuti nella finale del Mondiale in Germania, colorando di azzurro, e non di a�?bleua�?, il cielo sopra Berlino.

Ma andiamo a vedere ora i a�?Gallettia�? all time, schierati con un 4-3-1-2 a rombo:

1 (portiere) a�� Fabien BARTHEZ: Sceso in campo per la prima volta nel maggio del 1994, in una��amichevole contro la��Australia, per il biennio successivo, fino ad Euro a��96, fa da a�?secondoa�? a Lama. Divenuto titolare, A? protagonista del a�?doublea�? francese che vede i a�?Gallettia�? mettere in bacheca prima il Mondiale casalingo del a��98, e quindi in titolo continentale ad Euro 2000. In entrambi i casi sarA� indicato come miglior portiere del torneo. Difende la porta a�?bleusa�? anche negli sfortunati Mondiali nippocoreani del 2002, nella vincente spedizione della Confederations Cup 2003, ad Euro 2004 e, infine al Mondiale 2006, dove arriva fino alla finale, persa poi ai rigori contro la��Italia. SarA� la��ultima delle sue 87 partite in Nazionale.

2 (terzino destro) a�� Lilian THURAM: Entrato nel giro della Nazionale dopo la disfatta della mancata qualificazione a USA a��94, non ne uscirA� piA? fino al ritiro dal calcio giocato, diventando il primatista assoluto di presenze in Nazionale, con 142. Il suo primo torneo A? Euro a��96, dove la Francia esce in semifinale ai rigori contro la Repubblica Ceca, e lui gioca titolare tutte le partite tranne la seconda, nella quale comunque entrerA� in corsa. Grande protagonista nel Mondiale casalingo del a��98, segna i suoi unici due gol in Nazionale nella semifinale contro la Croazia, rimontando la��iniziale gol di Suker e portando la Francia alla finale di Parigi, dove trionferA�. Thuram arriva terzo nella classifica dei migliori giocatori del torneo, venendo inserito nella a�?Top 11a�? dello stesso. Due anni dopo A? ancora trionfo, con la vittoria alla��Europeo del 2000, e anche qui A? nella a�?Top 11a�?. Dopo il fallimento mondiale del 2002, si rifA� con la vittoria nella Confederations Cup della��anno successivo. Quindi, dopo una��Europeo 2004 dove la Francia esce ai quarti contro la sorprendente Grecia che vincerA� poi il torneo, lascia momentaneamente la Nazionale, rientrando un anno dopo su insistenza del CT Domenech. Gioca quindi il Mondiale 2006, dove la Francia arriva seconda dietro la��Italia, e dove conquista nuovamente un posto nella a�?Top 11a�?. Chiude la sua carriera in Nazionale dopo le prime due partite del girone iniziale di Euro 2008, giocate entrambe da capitano e al centro della difesa, ruolo abituale nei club.

3 (terzino sinistro)a�� Bixente LIZARAZU: Debutta, da titolare, in una partita di qualificazione ad USA a��94, contro la Finlandia, nel novembre 1992, entrando stabilmente in squadra, ma non giocando a�� fortunatamente per lui a�� la disgraziata partita contro la Bulgaria che costa ai a�?Gallettia�? la qualificazione al Mondiale. Divenuto stabilmente titolare, gioca gli Europei 1996, dove la Francia arriva fino alle semifinali, quindi infila una serie di successi, nella��ordine: il Mondiale casalingo del a��98 (segnando anche un gol, la��ultimo nel 4 a 0 alla��Arabia Saudita), la��Europeo del 2000 e la Confederations Cup 2001. Quindi, dopo il fallimento del Mondiale 2002, fa il bis in Confederations Cup nel 2003, chiudendo infine la sua carriera in a�?bleusa�? dopo la��Europeo del 2004, per un totale di 97 presenze.

4 (difensore centrale) a�� Marcel DESAILLY: Arrivato in Nazionale sotto la disastrosa gestione Houllier, quella della fallita qualificazione ad USA a��94, diventa titolare nella��opera di ricostruzione di Jacquet. Al suo primo torneo, la��Europeo 1996 arriva fino alle semifinali, e si conquista un posto nella a�?Top 11a�?, come nelle due vittorie che seguiranno, il Mondiale 1998 e la��Europeo del 2000, dopo il quale diventa capitano della squadra. Con la fascia al braccio, guida i a�?Gallettia�? alla vittoria della Confederations Cup 2001, segnando il decisivo gol del 2 a1 nella semifinale contro il Brasile. Guida poi la squadra nel disastroso Mondiale 2002, quindi al bis in Confederations Cup nel 2003 e alla��Europeo 2004, dopo il quale lascia la Nazionale. Per lui 116 presenze (e 3 reti), che ne fanno il terzo assoluto.

5 (difensore centrale) a�� Laurent BLANC: Detto a�?Le PrA�sidenta�?, per le sue doti di leadership e per la sua eleganza, viene portato nella Nazionale maggiore dalla��allora CT Platini, dopo la vittoria alla��Europeo Under-21 del 1988, nel quale Blanc verrA� nominato miglior giocatore del torneo, prendendo parte alla��Europeo del 1992, dove sarA� scelto per la a�?Top 11a�? del torneo, come pure nelle due edizioni consecutive (se non A? un record, poco ci manca). Dopo il disastro della mancata qualificazione ad USA a��94 (alla cui rincorsa aveva comunque dato un buon contributo di tre reti), lascia la Nazionale, ma viene convinto a tornare sui suoi passi dal nuovo CT Jacquet, che ne fa un punto di forza della sua squadra. Eliminata solo ai rigori nelle semifinali ad Euro a��96 (in gol contro la Bulgaria, aprendo le marcature nel 3 a 1 finale), i francesi vincono il Mondiale casalingo due anni piA? tardi (anche se lui A? costretto a saltare la finale per squalifica, ma nel quale segna il a�?golden gola�? che vale il passaggio del turno negli ottavi contro il Paraguay), e quindi la��Europeo del 2000 (segna il primo gol francese nel torneo, contro la Danimarca), sempre con Blanc al centro della difesa, e vice capitano. Lascia dopo questa��ultimo successo, con una��amichevole contro la��Inghilterra nel settembre dello stesso anno. Nella stessa partita danno la��addio alla Nazionale anche Deschamps e Lama. In Nazionale torna dieci anni dopo, quando nel 2010 viene scelto come CT per il a�?dopo Domenecha�?. Porta la squadra alla��Europeo del 2012, lasciando la��incarico dopo la��eliminazione ai quarti contro la Spagna. Per lui, 97 presenze e 16 reti da giocatore, e 27 panchine da CT, con 16 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte (di cui 2 nella��Europeo).

6 (mediano) a�� Luis FERNANDEZ: Fidato a�?scudieroa�? di Platini, con la Nazionale, nella quale ha debuttato dopo il Mondiale 1982, vince la��Europeo 1984, in quella bellissima Francia in cui lui copre le spalle (nel a�?quadrato magicoa�? che comprende anche Tigana e Giresse) a a�?le Roia�? Michel. Stesso ruolo che ricopre due anni piA? tardi al Mondiale messicano, quando i a�?Bleusa�? conquistano il terzo posto, e dove lui segna il gol del pareggio nella��1 a 1 con la��URSS nel girone eliminatorio e, soprattutto, trasforma il rigore decisivo nella serie dopo i supplementari col Brasile nei quarti. Proprio da Platini eredita la fascia di capitano, e quando questi diventerA� CT, prenderA� parte alla sfortunata partecipazione (eliminazione al primo turno) alla��Europeo 1992, ereditandone la maglia a�?numero 10a�?.

7 (centrocampista sinistro) a�� Didier DESCHAMPS: Il capitano della Francia piA? vincente di sempre. Portato in Nazionale nel 1989 dal CT Platini, che lo inserisce nella squadra di Euro a��92, sopravvive alla rivoluzione seguita alla fallita qualificazione per USA a��94, diventando anzi in breve il leader del nuovo corso. Succeduto a Cantona come capitano della��era-Jacquet, porta la fascia al braccio per la prima volta in un torneo alla��Europeo 1996, dove la Francia esce in semifinale ai calci di rigore, e lui A? inserito nella a�?Top 11a�? del torneo. Due anni piA? tardi alza nel cielo di Parigi la Coppa del Mondo, completando poi la��opera due anni piA? tardi con la vittoria alla��Europeo, che chiude di fatto la sua esperienza con la Nazionale, salutata ufficialmente in una��amichevole-partita da��addio contro la��Inghilterra qualche mese piA? tardi, nella quale lasciano anche il a�?suoa�? vice-capitano Blanc e il portiere Lama. Per lui 103 presenze e 4 gol. Dal 2012 A? CT della Nazionale francese, che ha guidato in questi Mondiali, portandola fino ai quarti di finale, dove la squadra A? stata eliminata dalla Germania (0 a 1), dopo aver mostrato un calcio tra i migliori del torneo.

8 (centrocampista destro) a�� Zinedine ZIDANE: Il a�?Platini 2.0a�?, la��uomo copertina della vittoria Mondiale del 1998, con la doppietta segnata in finale al Brasile campione in carica.

Debutta in una��amichevole nella��agosto a��94, agli albori del a�?nuovo corsoa�? targato Jacquet, conquistandosi ben presto il posto in squadra e la convocazione per Euro a��96, dove eredita da FernandA�z la a�?10a�? di Platini. Sia nei quarti sia in semifinale, trasforma il primo rigore nella a�?lotteriaa�? post-supplementari, anche se nel secondo caso la squadra sarA� comunque eliminata. Attesissimo per il Mondiale casalingo del a��98, parte decisamente sottotono: in ombra nella prima partita del girone, nella seconda viene addirittura espulso, saltando la sfida successiva e pure gli ottavi. Rientri ai quarti contro la��Italia, dove trasforma il primo rigore. Abbastanza in ombra anche in semifinale, a�?risorgea�? alla��ultimo atto, con le due inzuccate che affondano il Brasile e danno ai a�?Gallettia�? il loro primo, storico, titolo mondiale, e che gli valgono la��inserimento nel a�?Top Teama�? del torneo (e a fine anno pure Pallone da��Oro e FIFA World Player Award). Due anni piA? tardi, alla��Europeo, A? di nuovo vittoria, e il suo contributo A? decisamente piA? consistente, tanto da essere nominato miglior giocatore del torneo. Segna il gol della��1 a 0 (finale 2 a 1) nei quarti con la Spagna, quindi trasforma il rigore al 117A� della semifinale col Portogallo. Coinvolto anche lui nel fallimento francese al Mondiale 2002, si riscatta parzialmente ad Euro 2004, dove A? nuovamente nel a�?Top Teama�? del torneo, e dove segna tre reti nel girone iniziale: la decisiva doppietta alla��Inghilterra e il primo gol nel 3 a 1 alla Svizzera. Divenuto successivamente capitano, guida la squadra al Mondiale 2006, annunciando la��intenzione di lasciare il calcio giocato al termine del torneo. Segna il gol che chiude il match degli ottavi con la Spagna (3 a 1), quindi realizza il gol-vittoria (su rigore) nella semifinale contro il Portogallo. Nella finalissima di Berlino contro la��Italia, sua ultima partita da giocatore, porta in vantaggio dal dischetto la Francia, ma viene poi espulso nei supplementari per la famigerata testata a Materazzi, e dovendo solo guardare la Coppa del Mondo, che sarA� alzata al cielo da Cannavaro. Parziale quanto beffarda consolazione sarA� per lui il premio come miglior giocatore del torneo. Ha chiuso con 108 presenze e 31 reti.

9 (centravanti) a�� Just FONTAINE: Un solo torneo con la Francia (nonostante avesse debuttato nel 1953 con una tripletta, non fece parte della squadra per la Coppa del Mondo 1954), ma che torneo! Centravanti dei a�?Bleusa�? al Mondiale 1958, segnerA� la cifra record di 13 reti, che gli valgono ovviamente il titolo di capocannoniere e un posto nella a�?Top 11a�? del torneo. Inizia subito al debutto con una tripletta al Paraguay, cui seguono una doppietta alla Jugoslavia e un gol alla Scozia per completare la fase a gironi. Il cammino prosegue con una doppietta alla��Irlanda del Nord nei quarti, una rete in semifinale col Brasile (dove un certo PelA� ne fa tre per il 2 a 5 finale), chiudendo con un poker alla Germania nel 6 a 3 nella sfida per il terzo posto. Una media di piA? di due reti a partita, e almeno un gol in tutte le gare disputate nel torneo. In totale, per lui, il pazzesco bilancio di 30 reti in sole 21 partite, con una media-gol di 1.42. Della Nazionale A? stato anche CT ad interim per due partite, nel 1967.

10 (trequartista) a�� Michel PLATINI: Il simbolo del calcio francese, a�?le Roia�?, il leader della squadra che negli Anni Ottanta riportA? la Francia nella��elite del calcio mondiale. Messosi in mostra con la Nazionale olimpica (con la quale prenderA� parte alle Olimpiadi 1976), viene chiamato dalla��allora neo-CT Hidalgo, al suo primo giro di convocazioni, debuttando nella Nazionale maggiore in una��amichevole contro la Cecoslovacchia, nella quale va subito in gol, ovviamente su punizione. Membro della squadra ai Mondiali 1978, la��anno seguente A? giA� capitano dei a�?Bleusa�?, che al Mondiale 1982 guida fino ad un inatteso quarto posto finale. Per lui due reti: la seconda nel 4 a 1 al Kuwait nel primo girone, e il momentaneo 1 a 1 (su rigore) nella a�?finalinaa�? contro la Germania, finendo nella a�?Top 11a�? del torneo. Il top lo raggiunge perA? due anni piA? tardi, alla��Europeo a�?casalingoa�?: nel girone segna il gol-vittoria contro la Danimarca, quindi cala ben due triplette consecutive, nel 5 a 0 al Belgio e nel 3 a 2 contro la Jugoslavia. Nella semifinale contro il Portogallo segna la rete del 3 a 2 a un minuto dai calci di rigore, quindi nella finale con la Spagna segna la prima rete nel 2 a 0 che dA� ai a�?Gallettia�? il titolo continentale. 9 reti in 5 partite, e almeno una segnatura in ogni partita giocata: un bottino straordinario, che gli vale ovviamente il titolo di capocannoniere e la��inserimento nella a�?Top 11a�? del torneo (e, a fine anno, il secondo dei suoi tre Palloni da��Oro consecutivi). Ai Mondiali 1986, suo ultimo torneo con la Francia, segna il primo dei due gol con cui la Francia elimina la��Italia campione in carica agli ottavi. Quindi pareggia il gol di Careca contro il Brasile nei quarti, portando la sfida ai rigori. Nella a�?lotteriaa�? lui il suo lo fallisce, ma la Francia passa comunque il turno, conquistando poi il terzo posto nella a�?finalinaa�? col Belgio. Per Platini ca��A? nuovamente posto nella a�?Top 11a�? del torneo. Continua a giocare in Nazionale fino alla��anno successivo, quando decide di smettere definitivamente col calcio giocato. Per lui 72 presenze (di cui 49 da capitano) e 41 reti, secondo bomber assoluto dei francesi. La��anno seguente diventa CT, fallendo la qualificazione al Mondiale italiano del 1990,A� ma centrando quella alla��Europeo 1992 (con, nel mezzo, una striscia record di 19 risultati utili consecutivi), dove la Francia esce perA? al primo turno, causandone le dimissioni.

11 (seconda punta) a�� Thierry HENRY: Reduce dal Mondiale Under-20 del 1997, viene convocato, appena ventenne, per una��amichevole dal CT Jacquet. Il quale, rimasto ben impressionato dalla prestazione del ragazzo, lo inserisce in pianta stabile nella rosa della squadra, portandolo al Mondiale casalingo del 1998. Titolare nelle prime due partite, segna al debutto contro il Sud Africa (gol del definitivo 3 a 0) e realizzando addirittura una doppietta nella sfida successiva contro la��Arabia Saudita. In panchina nel terzo match, torna titolare negli ottavi contro il Paraguay. Partente nuovamente dalla panchina nel quarto contro la��Italia, subentra nella ripresa, realizzando poi uno dei rigori dei francesi. Di nuovo in panchina in semifinale, entrerA� poi in campo. La��unica partita non giocata neancheA� un minuto sarA� proprio la finale, vinta contro il Brasile. Due anni piA? tardi, alla��Europeo, A? definitivamente titolare, e segna tre reti: due consecutive nelle prime due partite della fase a gironi, e quella del pareggio nella semifinale col Portogallo. Viene nominato nel a�?Top Teama�? del torneo. Dopo il fallimento del Mondiale 2002, si rifA� la��anno successivo con la vittoria nella Confederations Cup, venendo scelto come miglior giocatore del torneo, del quale sarA� capocannoniere con 4 reti, di cui quella decisiva in finale contro il Camerun. Segna 2 reti anche ad Euro 2004, mettendone poi a referto 3 nel Mondiale 2006 (tra cui quella della qualificazione ai quarti contro il Brasile), chiuso dalla Francia al secondo posto dietro la��Italia, centrando la��ingresso nel a�?Top Teama�? del torneo. Dopo il deludente Europeo 2008, eredita da Viera la fascia di capitano, guidando la Francia fino al Mondiale 2010 (con tanto di polemiche per un fallo di mano prima della��assist per il gol di Gallas nella sfida play-off contro la��EIRE di Trapattoni), dove viene perA? inspiegabilmente lasciato in panchina dal CT Domenech, e dando la��addio alla Nazionale a fine torneo. A� il miglior marcatore di sempre dei a�?Bleusa�?, con 51 reti, e secondo solo a Thuram per presenze, con 123.

C.T. a�� AimA� JACQUET: Entrato alla direzione tecnica federale nel 1991, dopo aver lasciato la panchina del Nancy, nel 1992 viene nominato vice della��allora neo-CT Houllier, al quale subentra la��anno successivo (inizialmente a titolo provvisorio), dopo la fallita qualificazione ad USA a��94, avviando la ricostruzione con quella che sarA� battezzata a�?Generazione da��Oroa�?. Scelto inizialmente come capitano e leader Eric Cantona, la lunga squalifica inflitta a questa��ultimo dopo la famigerata rissa col tifoso del Crystal Palace, gli permette di avviare una rivoluzione. Fuori a�?King Erica�?, Papin e Ginola, dentro una serie di giovani a partire da Zidane, e fascia di capitano a Deschamps. I primi frutti di questo lavoro si vedono col sorprendente traguardo delle semifinali raggiunto ad Euro a��96, che si completa con la vittoria del Mondiale in casa due anni piA? tardi. Dopo la conquista della Coppa del Mondo, Jacquet lascia immediatamente la guida della squadra, divenendo direttore tecnico della Federazione, e promuovendo a CT il suo vice Lemerre. RicoprirA� il ruolo fino al dicembre 2006, quando annuncia il suo definitivo ritiro dal mondo del calcio.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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