All Time XI – World Cup Special: Germania

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Una squadra fatta per i Mondiali. Potremmo definirla cosA� la Germania, dato che A? la squadra che per antonomasia arriva in fondo o giA? di lA�. Poi magari perde, perA? nelle prime quattro ca��A? quasi sempre.

3 Mondiali vinti, 4 secondi posti, 4 terzi posti, 1 quarto posto, per un totale di 13 semifinali su 20 partecipazioni, contando anche il torneo di questa��anno, dove i tedeschi hanno centrato la loro quarta semifinale consecutiva. Numeri impressionanti.

Detto questo, andiamo a vedere quale A? (per chi scrive, ovviamente) la Germania a�?all timea�?, schierata con un 4-2-3-1:

1 (portiere) a�� Sepp MAIER: Portiere del grande Bayern Monaco di Beckenbauer, con la Germania, dopo essere stato il terzo portiere al Mondiale a��66 (dopo un solo anno di a�?serie Aa�?) A? il numero 1 dal Mondiale a��70, dove i tedeschi conquistano il terzo posto dopo la��eliminazione in semifinale contro la��Italia nella cosiddetta a�?Partita del Secoloa�?. Due anni dopo vince la��Europeo, quindi il Mondiale a��74. Poi arrivano la sconfitta in finale a Euro a��76 (sconfitta ai rigori contro la Cecoslovacchia, dopo aver rimontato due goal alla squadra di Panenka, che gli segnA? il rigore decisivo col a�?cucchiaioa�?) e il deludente Mondiale a��78. Appesi i guantoni (A? stato il primo a portare quelli a�?gigantia�?) al chiodo, sta per quasi un decennio fuori dalla mischia, prima di diventare a�� nel 1988 a�� preparatore dei portieri della Nazionale. ManterrA� la��incarico fino alla��ottobre del 2004 quando, dopo la��Europeo, A? in disaccordo col CT Klinsmann (altro ex Bayern) sulla��idea di promuovere titolare Jens Lehmann a spese di Oliver Kahn, suo protetto e colonna dei bavaresi. Per lui 95 presenze per la a�?Mannschafta�?, piA? 15 nelle squadre giovanili.

2 (terzino destro) a�� Berti VOGTS: Bandiera del Borussia MA�nchengladbach, detto a�?Terriera�? per la ferocia della sua marcatura, debutta in Nazionale nel 1967, conquistando ben presto una maglia da titolare, ricoprendo il ruolo di terzino destro della Germania dal Mondiale a��70 (terzo posto finale) al Mondiale a��78. In questa��ultimo torneo come in quello vinto del a��74, risulta il miglior giocatore del torneo nel ruolo. Per lui anche due partecipazioni, sempre da titolare, agli Europei, con la vittoria nel 1972 e un secondo posto quattro anni piA? tardi. Subito dopo il ritiro dal calcio giocato, nel 1979, diventa CT della��Under-21 tedesca, incarico che manterrA� fino al 1990, anno in cui subentra a Beckenbauer nella guida della Nazionale maggiore, dopo esserne stato vice per quattro anni. Rimane alla guida della a�?Mannschafta�?, fino al 1998, mettendo nel palmarA�s la vittoria ad Euro a��96, la clamorosa sconfitta in finale contro la Danimarca ad Euro a��92 e due infruttuose partecipazioni ai Mondiali del a��94 e del a��98.

3 (terzino sinistro) a�� Paul BREITNER: Titolare in Nazionale a 21 anni, vince subito la��Europeo 1972, e poi anche il Mondiale del a��74 in Olanda, trasformando il rigore che, in finale contro i padroni di casa, riportA? in pareggio la Germania dopo un altro penalty, quello di Neskeens. Tornato in Nazionale dopo aver saltato il Mondiale a��78, a Spagna a��82 segna il goal tedesco della bandiera nella finale con la��Italia. Cosa che lo fa entrare nello speciale a�?cluba�? dei calciatori che hanno segnato in due diverse finali mondiali (gli altri sono il francese Zinedine Zidane e il duo brasiliano PelA�-VavA�). Nel 1994 FIFA la��ha inserito nel suo Top Team dei Campionati del Mondo di tutti i tempi. Nel 1998 era stato annunciato dal presidente della Federazione tedesca come nuovo CT della Nazionale, ma dopo una serie di reazioni negative, rinuncerA� alla��incarico.

4 (stopper) a�� JA?rgen KOHLER: Ininterrottamente in Nazionale dal 1986 al 1998, questo roccioso difensore ha messo insieme oltre cento presenze (105) con la maglia della Germania. Per lui tre partecipazioni ai Mondiali e altrettante agli Europei, con una vittoria per parte. Inizia a partecipare a a manifestazioni internazionali con Euro a��88, dove i tedeschi si fermeranno alle semifinali, in un crescendo che li vedranno secondi nel 1992 e finalmente vincitori 4 anni piA? tardi. Il suo primo Mondiale A? invece quello vittorioso di Italia a��90, cui seguiranno le partecipazioni a USA a��94 e Francia a��98. In tutte queste competizioni partirA� sempre titolare, anche se ad Euro a��96 gioca solo 14 minuti (da capitano), uscendo poi per infortunio e non ritrovando il campo. Tra il 2002 e il 2003 A? stato CT della��Under-21.

5 (libero) a�� Franz BECKENBAUER: Uno dei primissimi in tutte le classifiche tra i calciatori di ogni tempo e, probabilmente, il miglior difensore di sempre. Anche se nasce regista di centrocampo, cosa che favorirA� la sua propensione a guidare la difesa, tanto col Bayern quanto in Nazionale. Propensione che, unita alla��eleganza di movimenti, gli fece guadagnare il soprannome di a�?Kaisera�?. A� il secondo uomo di calcio nella storia dopo il brasiliano Zagallo ad aver vinto il Mondiale sia da calciatore sia da allenatore, e la��unico che, nel primo caso, vestiva pure la fascia di capitano. Conquistato presto il posto fisso in Nazionale, A? in campo sia nella finale Mondiale a��66 contro la��Inghilterra, sia nello storico Italia-Germania 4 a 3 a Mexico a��70. Ed A? proprio con gli Anni Settanta che diventa capitano e arriva alla��apice della sua carriera, coi grandi successi nel club e la a�?doppiettaa�? Europeo (a��72) a�� Mondiale (a��74) con la Germania. Ritiratosi nel 1983, dopo la��Europeo del 1984 diviene CT della Germania, con cui arriva in finale nel 1986, perdendo contro la��Argentina di Maradona, della quale si vendicherA� quattro anni dopo a Italia a��90, quando le due squadre si ritrovano di fronte per la��ultimo atto, e stavolta a prevalere sono i teutonici. In mezzo, un terzo posto (a pari merito con la��Italia) agli Europei del 1988, eliminato in semifinale da quella��Olanda che poi vincerA� il titolo. Lascia subito dopo il trionfo di Roma. Ha vinto due edizioni del Pallone da��Oro (1972 e 1976) ed A? la��unico giocatore assieme al brasiliano Djalma Santos ad essere entrato per tre volte di fila nella Top 11 di un Mondiale (1966, 1970, 1974, che poi sono tutti quelli che ha giocato). 103 presenze e 14 reti, per lui, con la a�?Mannschafta�?.

6 (centrocampista centrale) a�� Lothar MATTHA�US: Non ancora ventenne, si conquista la convocazione per la��Europeo del 1980, che la Germania vince. Seguono la convocazione al Mondiale 1982 (il primo dei suoi cinque: un record) e per la��Europeo 1984. Nel suo secondo Mondiale vi una��altra sconfitta in finale, stavolta contro la��Argentina di Maradona, che A? lui a marcare. Dopo la��Europeo 1988, arriva finalmente il tanto agognato successo, vincendo da capitano il Mondiale a Italia a��90 con annesso Pallone da��Oro e il primissimo FIFA World Player Award della storia. Saltato Euro a��92 per infortunio (la Germania perderA� la finale contro la sorprendentissima Danimarca), disputa il Mondiale americano del 1994 quindi, arretrato al ruolo diA� libero, conqusta la convocazione in Nazionale per il suo quinto Mondiale (1998) e per la Confederations Cup 1999. Chiude con Euro 2000, suo quarto torneo continentale (ne avrebbe fatti sei se nel 1992 non fosse stato rotto e se nel 1996 non fosse stato fatto fuori dalla a�?guerra di poterea�? con la��ex amico/compagno Klinsmann e col CT Berti Vogts). Detiene il record assoluto di presenze, con 150, corredate da 23 gol.

7 (ala destra) a�� Helmut RAHN: La��eroe di Berna. a�?Der Bossa�?, ma anche a�?il Cannone di Essena�?, colui che regala alla Germania la sua prima storica Coppa del Mondo. Anche se inizialmente non A? titolare, giocando infatti una sola delle tre partite del girone iniziale, nella quale va anche in gol. Rete peraltro inutile, visto che la partita A? una colossale sconfitta per 8 a 3 contro i favoritissimi per la vittoria finale, gli ungheresi. Tornato in campo nei quarti contro la Jugoslavia, segna la rete del definitivo 2 a 0, e non esce piA? di squadra. Non va in rete nella semifinale contro la��Austria, quasi dovesse tenersi in serbo per la finale, dove la Germania trova nuovamente la��Ungheria. I magiari dopo otto minuti sono sul 2 a 0, con reti di Puskas e Czibor. Due minuti piA? tardi Morlock accorcia le distanze, prima di lasciare al scena a Rahn, che al 18A� pareggia. Partita in equilibrio, occasioni da entrambe le parti, fino al minuto 84, quando Rahn segna il definitivo 3 a 2, che dA� il Mondiale ai tedeschi e la prima sconfitta a Puskas e compagni dopo oltre quattro anni di imbattibilitA�. Per lui, ovviamente, anche un posto nella Top 11 del torneo. A livello personale fa ancora meglio nel Mondiale seguente, quando segna 6 reti, tante quanto un certo PelA�. A� tra i marcatori in tutte e tre le prime partite, quelle del girone eliminatorio: doppietta alla��Argentina (3 a 1 in rimonta il risultato finale: suoi il gol del pareggio e la��ultimo), gol del pareggio (2 a 2) contro la Cecoslovacchia, gol del momentaneo 1 a 1 contro la��Irlanda del Nord (2 a 2 il risultato finale). Segna poi il gol vittoria nei quarti, contro la Jugoslavia, rimanendo perA? a secco nella semifinale persa contro i padroni di casa della Svezia. Torna infine al gol nella a�?finalinaa�?, segnando il secondo gol tedesco nella sconfitta per 6 a 3 contro la Francia. In totale per lui saranno 40 partite e 21 gol con la Germania, di cui A? stato anche capitano dopo il Mondiale a��58. Scomparso nella��agosto del 2003, un anno piA? tardi, in occasione del 50A� anniversario dal a�?Miracolo di Bernaa�?, una sua statua A? stata posta di fronte allo stadio di Essen, sua cittA� natale.

8 (centrocampista centrale) a�� Uli HOENESS: Entrato a far stabilmente parte della Nazionale sulla��onda dei successi del a�?suoa�? Bayern, debutta segnando nel marzo 1972, guadagnandosi la convocazione per la��Europeo che gioca da titolare (come mezzo destro a centrocampo) e che la Germania farA� suo. In quella stessa estate fa parte della��Olimpica che gioca in casa, ma che non riesce a superare il secondo turno a gironi, fallendo la��accesso alle semifinali. Si rifA� col Mondiale 1974, dove A? il regista della squadra e nel quale segna anche un goal alla Svezia. Nuova delusione, invece, con la��Europeo 1976, nel quale la Germania campione in carica perde la finale ai rigori contro la Cecoslovacchia, e il rigore decisivo lo sbaglia proprio Hoeness, che A? nel frattempo tornato a fare la��esterno da��attacco. Dopo questa esperienza, comincia a risentire dei danni causati dal grave infortunio di qualche tempo prima, ed A? costretto a ritirarsi, quando ha solo 27 anni.

9 (centravanti) a�� Gerd MA?LLER: Semplicemente nato per il goal. Cecchino clamoroso, rapace da��area come nessun altro (un Paolo Rossi piA? spietato, un Pippo Inzaghi meno a�?rozzoa�?), in Nazionale ha addirittura piA? goal (68) che presenze (62). Non a caso A? noto come a�?Der Bombera�?, e penso non serva traduzione. Pallone da��Oro 1970, vinto anche grazie allo straordinario score di 10 goal in 6 partite al Campionato del Mondo, sebbene le sue reti non siano bastate a far vincere il Mondiale alla Germania, stoppata in semifinale dalla��Italia nel famoso 4 a 3. Si rifarA� quattro anni dopo, segnando il goal della vittoria nella finale contro la��Olanda, dopo aver vinto anche la��Europeo due anni prima (sempre segnando in finale: suoi 2 dei 3 goal con cui la Germania stese la��Unione Sovietica, dopo i due che aveva rifilato ai padroni di casa del Belgio in semifinale).

10 (trequartista) a�� Fritz WALTER: Monumento del Kaiserslautern (a lui A? intitolato lo stadio dei a�?Roten Teufel/Diavoli Rossia�?), debutta in Nazionale a 19 anni, il 14 luglio del 1940, segnando una tripletta alla Romania. Messo fuori gioco dalla Guerra e dalla successiva prigionia, torna in Nazionale nel 1951, scelto come nuovo capitano della squadra, guidandola fino al mitico successo mondiale del 1954, nel quale segna il quinto gol nello spareggio con la Turchia (7 a 2 il risultato finale) nei gironi, quindi realizza una doppietta su rigore nella semifinale vinta 6 a 1 contro la��Austria (i due penalties da lui trasformati sono il terzo e in quinto gol dei tedeschi). A� lui ad alzare la Coppa Rimet nel celeberrimo a�?Miracolo di Bernaa�?, nel quale la Germania sconfigge in finale la��Ungheria per 3 a 2, rimontando da un 2 a 0 dopo appena otto minuti, contro la squadra che nel girone aveva strapazzato 8 a 3 proprio i a�?panzera�?. SarA� nella squadra anche nel Mondiale successivo, infortunandosi nella semifinale contro i padroni di casa della Svezia, e saltando quindi la a�?finalinaa�? che la sua squadra perderA� per 6 a 3 contro la Francia. Quella��infortunio gli costa la carriera. A� scomparso nel 2002. Per lui 61 presenze e 33 reti con la Nazionale.

11 (ala sinistra) a�� Karl-Heinz RUMMENIGGE: Ennesima stella del Bayern di questa formazione, in Nazionale vince la��Europeo 1980 andando a segno nel primo match contro la Cecoslovacchia ed entrando nel Top 11 del torneo, ed A? poi capitano nella finale persa contro la��Italia (cui aveva segnato, nel 1977, il suo primo goal in Nazionale, durante una��amichevole) al Mundial a��82. Dopo lo sfortunato Europeo 1984 perde una��altra finale mondiale, quella di Mexico a��86 contro la��Argentina.

CT – Helmut SCHA�N: Sono stato tentato di mettere Sepp Herberger, a�?magoa�? del a�?Miracolo di Bernaa�?, e CT dal 1936 (subentrato, dopo quattro anni da vice, a Otto Nerz in seguito al fallimento ai Giochi Olimpici vinti dalla��Italia di Pozzo) al 1964. PerA? A? innegabile che il suo successore ha guidato la Germania piA? forte e vincente di sempre, e quindi era giusto scegliere lui, che ne era oltretutto il vice. Porta la squadra ai Mondiali del 1966, dove si arrende solo alla��ultimo atto ai padroni di casa della��Inghilterra, in una delle piA? emozionanti e criticate (per via del famigerato goal/non goal di Hurst) finali mondiali di sempre. Al Mondiale successivo A? terzo posto finale, dopo aver perso la semifinale contro la��Italia per 4 a 3, in quella che A? nota a tutti come a�?la Partita del Secoloa�?. Due anni piA? tardi arriva il successo alla��Europeo, cui segue finalmente la conquista della Coppa del Mondo, in casa, nel 1974. Quindi ecco una��altra finale, quella persa solo ai rigori contro la Cecoslovacchia nel 1976. La sua epopea si conclude col fallimento al Mondiale 1978, prima del quale aveva giA� peraltro annunciato il suo ritiro. A� stato il primo CT a vincere sia la��Europeo sia il Mondiale, vincendoli in sequenza (record che detiene insieme allo spagnolo Vicente Del Bosque, che li ha perA? vinti in ordine invertito). A� inoltre la��unico, assieme alla��inglese Walter Winterbottom, ad aver guidato la stessa squadra in quattro edizione consecutive del Mondiale.A� Il suo bilancio parla di 139 panchine, con 87 vittorie (oltre il 60%), 30 pareggi e 22 sconfitte.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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