All Time XI – World Cup Special: Italia

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Quattro vittorie (1934, 1938, 1982 e 2006), due finali perse (entrambe col Brasile: 1970 e 1994), un terzo posto (con tanti rimpianti, in casa, nel 1990) e un quarto posto (1978). Ecco il palmarA?s della nostra Italia ai Mondiali, che ne fa una delle Nazionali piA? importanti di tutti i tempi. La prima a vincere due edizioni consecutive del torneo. La prima, da campione in carica, ad uscire al primo turno. Gioie e dolori, contestazioni e trionfi, staffette e a�?vaffaa�?: gli Azzurri non si sono fatti mancare nulla, non ca��hanno fatto mancare nulla.

Ma ecco, in questo mix tra il a�?Metodoa�? di Pozzo e la squadra a�?alla��italianaa�? di Bearzot, la��All Time XI della nostra Nazionale:

1 (portiere) a�� Dino ZOFF: Uno pensa al portiere della Nazionale, e non puA? non pensare a lui. Capitano ultraquarantenne della��Italia campione al Mundial a��82 (la piA? amata in assoluto). Ha disputato quattro Mondiali (oltre a quello appena citato, ha difeso la porta azzurra nel 1974 e nel 1978, ed era il secondo nel 1970) e due Europei (quello vinto del 1968 e quello del 1980, risultando in entrambi i casi il miglior portiere del torneo). In totale, con la Nazionale maggiore ha disputato 112 partite. La��azzurro la��ha inoltre vestito nei Giochi del Mediterraneo 1963, vinti proprio dalla��Italia. Della squadra azzurra A? stato anche CT, guidandola nel biennio 1998-2000, centrando il secondo posto agli Europei del 2000.

2 (terzino destro) a�� Claudio GENTILE: Zico e Maradona, probabilmente, ancora hanno gli incubi ripensando al trattamento a�?di favorea�? che a�?Gheddafia�? riservA? loro, nella straordinaria cavalcata verso la vittoria del Mundial a��82. Per lui tre manifestazioni in azzurro, e in tutti i casi A? arrivato alle a�?final foura�?: oltre alla vittoria spagnola, infatti, per lui anche due quarti posti. Quello al Mondiale 1978 (dove inizia nel suo ruolo, ma si sposta poi nel ruolo di stopper per sostituire la��infortunato Bellugi) e quello alla��Europeo casalingo del 1980. Sia nel torneo continentale, sia in Spagna A? stato il terzino destro della a�?top 11a�?. In azzurro A? stato anche CT, guidando la��Under-21 dal 2000 al 2006, vincendo il titolo di categoria 2004, e raggiungendo la semifinale nel 2000 e i quarti nel 2006. A� stato anche CT della��Olimpica, conquistando il bronzo ad Atene 2004. A� stato inoltre il primo vice di Giovanni Trapattoni sulla panchina della��Italia, prima di approdare alla��Under-21.

3 (terzino sinistro) a�� Antonio CABRINI: La maglia piA? difficile da assegnare. Maldini, come talento assoluto, A? superiore a tutti. PerA? con la Nazionale non ha vinto nulla, e dei quattro Mondiali disputati, solo il primo la��ha giocato (alla grande) da terzino sinistro. Dal a��94 in poi, prima per esigenze di formazione e poi per riadattamento causa etA�, A? passato a fare il centrale. Ballottaggio, quindi, tra Facchetti e Cabrini. La bandiera interista A? forse piA? sinonimo di Italia rispetto al Bella��Antonio. Ha inoltre piA? presenze ed A? stato, a lungo, capitano. Ma non ha vinto il Mondiale, cosa invece riuscita alla��attuale CT della Nazionale femminile. E, in totale, il curriculum Mondiale di Cabrini, A? migliore. Tutti e tre, infatti, hanno disputato tre edizioni della Coppa del Mondo, ma la��ex bianconero ha una vittoria (1982), un quarto posto da assoluto protagonista (1978, eletto miglior giovane del torneo) e una��uscita agli ottavi di finale (1986). La��ex nerazzurro, invece, ha il secondo posto del 1970, e due uscite al primo turno (1966 e 1974). Cabrini con la��Italia ha totalizzato 73 presenze, mettendo a segno 9 reti, record assoluto per un difensore. Oltre ai tre Mondiali, ha disputato la��Europeo casalingo (quarto posto finale) e il Mundialito, entrambi nel 1980.

4 (mediano) a�� Luisito MONTI: Oriundo, giA� finalista al primo Mondiale con la��Argentina (segnando anche due gol: quello della vittoria contro la Francia e il primo nel 6 a 1 che la SelecciA?n inflisse agli USA), A? il centromediano nel a�?Metodoa�? con cui schiera la��Italia 1934 il CT Vittorio Pozzo. Fu inserito nella Top 11 di entrambi i tornei. Grande combattente, abile sia nel recuperare palle che nel far ripartire la��azione, fu una della chiavi della Juventus del Quinquennio, e il prototipo del a�?volantea�? dei decenni a seguire. Era soprannominato a�?doble anchoa�?, ossia a�?armadio a due antea�? per la sua prestanza fisica, che faceva valere con gli avversari.

5 (stopper) a�� Fabio CANNAVARO: Capitano nella magica notte di Berlino, nella quale alzA? al cielo la Coppa del Mondo nel giorno della sua centesima presenza in azzurro, A? il giocatore che piA? volte ha indossato la fascia di capitano: 79. Secondo per presenze assolute (136), dietro solo a Gigi Buffon. Con la��Italia ha disputato altri tre Mondiali (1998, 2002 e 2010), due Europei (2000 e 2004) e la Confederations Cup 2009. Ha inoltre preso parte alle Olimpiadi 1996 e a due edizioni dei Campionati Europei Under-21 (1994 e 1996), vincendole entrambe.

6 (libero) a�� Gaetano SCIREA: Storico leader a�?silenziosoa�? della Juve di Trapattoni, lo A? anche nella Nazionale di Bearzot. Arrivato presto in azzurro (1975), scelto da Fulvio Bernardini come erede di Facchetti (nel frattempo trasformatosi in libero), A? un pilastro di tutte le squadre del CT con la pipa. Una delle a�?mentia�? della squadra campione del Mondo 1982, guida la difesa azzurra anche nel 1978 (quarto posto finale) e nello sfortunato Mondiale 1986, dove A? anche il capitano della squadra. Con la��Italia ha disputato anche, nel 1980, Europeo e Mundialito, mettendo insieme complessivamente 78 presenze. A� tragicamente scomparso in un incidente da��auto nel 1989 in Polonia, dove in qualitA� di allenatore in seconda di Zoff alla Juve, era andato a visionare i prossimi avversari europei della squadra.

7 (mezzala destra) a�� Giuseppe MEAZZA: Nato centravanti, evolve come mezzala destra, ruolo nel quale, in azzurro, vince due Mondiali consecutivi, nel 1934 (eletto miglior giocatore del torneo) e nel 1938. Nel secondo A? anche il capitano della squadra. Nel torneo a�?casalingoa�? segna il settimo e ultimo gol della��Italia agli USA negli ottavi (7 a 1 il risultato finale). Quindi segna il gol vittoria nel replay dei quarti contro la Spagna (1 a 1 il risultato del primo scontro). Nel a��38 suo il rigore-vittoria nella semifinale col Brasile, realizzato reggendosi i pantaloncini cui si era rotto la��elastico. In totale, con la��Italia ha segnato 33 reti (secondo solo a Riva) in 53 partite. In azzurro A? stato anche CT della Nazionale Olimpica ai Giochi del 1952.

8 (regista) a�� Andrea PIRLO: Attuale vice capitano azzurro, tutta��ora regista della squadra, A? stato la��architetto della vittoriosa spedizione di Germania 2006, disputando un Mondiale fantastico (terzo miglior giocatore del torneo). Brasile 2014 A? la sua terza partecipazione a una Coppa del Mondo, avendo preso parte anche alla disastrosa spedizione in Sudafrica, quattro anni fa. Al suo attivo anche tre partecipazioni alla��Europeo (2004, 2008 e 2012. In questa��ultimo, conclusosi col secondo posto degli Azzurri, A? stato assoluto protagonista, venendo inserito nella a�?top teama�? del torneo), e due alla Confederations Cup (2009 e 2013, terzo posto finale nella seconda). Per lui, in totale, 108 presenze e 13 gol in azzurro ad oggi. Cui vanno aggiunte le due partecipazioni alle Olimpiadi (2000 e 2004, in questo secondo caso con annessa medaglia da��argento) e quella alla��Europeo Under-21 del 2000, che la��Italia ha vinto, e nella quale a�?Mozarta�? A? stato capocannoniere e miglior giocatore del torneo, avendo segnato la doppietta che ha dato la vittoria alla squadra nella finale contro la Repubblica Ceca. Pirlo ha altresA� disputato il torneo nella��edizione successiva del 2002, dove la��Italia A? uscita in semifinale, proprio contro la Repubblica Ceca, al a�?golden gola�? nei supplementari. Pirlo aveva segnato, su rigore, il gol del momentaneo 1 a 1 nei tempi regolamentari (conclusisi poi 2 a 2).

9 (centravanti) a�� Silvio PIOLA: Innamorato dei colori azzurri, ha segnato 30 reti (terzo marcatore assoluto) in 34 match, sfiorando la media di un gol a partita. Escluso dalla squadra del 1934, si rifA� quattro anni dopo, quando A? il trascinatore della squadra che centra il bis mondiale (secondo miglior giocatore del torneo dietro al brasiliano Leonidas). Segna il gol vittoria ai supplementari, nel primo turno contro la Norvegia. Quindi, nei quarti, rifila una risolutiva doppietta alla Francia (da 1 a 1 al 3 a 1), facendo il bisi in finale, quando segna il secondo e il quarto gol degli Azzurri contro la��Ungheria, riportandola prima in vantaggio dopo la��1 a 1 magiaro, e chiudendo quindi il match. EreditA? da Meazza la fascia di capitano, che portA? per quasi un decennio. Nel 1952, a 38 anni, venne convocato nuovamente in Nazionale, dopo 5 anni, per un match contro la��Inghilterra, cui segnA? un famigerato gol di mano (anche luia��sempre a loro!) nel 1939.

10 (seconda punta/trequartista) a�� Roberto BAGGIO: Scoperto, a livello globale, nel Mondiale a�?casalingoa�? del a��90, dove lui e Schillaci si impongono come la coppia da��attacco a�?outsidera�? nella��Italia di Vicini che centra il terzo posto finale (e lui segna nella a�?finalinaa�? contro la��Inghilterra, dopo essere andato in rete con un gol strepitoso nel girone contro la Cecoslovacchia), arriva da stella assoluta ad USA a��94, dove si presenta da Pallone da��Oro in carica. Partito malissimo, compresa la famigerata sostituzione dopo una decina di minuti contro la Norvegia per far posto al secondo portiere Marchegiani dopo la��espulsione di Pagliuca, rinasce in un colpo solo con la doppietta negli ottavi contro la Nigeria. Da lA� in poi trascina praticamente da solo la squadra di Sacchi alla finale col favoritissimo Brasile, segnando di nuovo nei quarti contro la Spagna, e mettendo infine a segno una��altra doppietta, nella semifinale contro la Bulgaria. Gioca la finale acciaccato a causa di uno stiramento, mancando di un soffio la��appuntamento con il gol e, soprattutto, sbagliando il rigore decisivo nella lotteria che assegna il titolo alla SeleA�ao. Partecipa anche a Francia a��98, tornando in Nazionale dopo un paio da��anni di assenza, grazie alla��ottima stagione disputata al Bologna. Per lui assist (a Vieri) e gol (su rigore) al debutto (diventando il primo italiano a segnare in tre diverse edizioni della Coppa del Mondo), quindi assist per Di Biagio nella seconda partita, e nuovamente in gol nella terza. In panchina negli ottavi, nei quali lascia il posto a Del Piero, in quel momento stella della squadra ma reduce da un infortunio, subentra nei quarti con la Francia proprio al posto del suo a�?eredea�?, trasformando inutilmente il suo rigore nella lotteria finale che ci vede nuovamente soccombere. Nel 2002, nonostante un recupero lampo da un infortunio e le ottime stagioni a Brescia, viene escluso dalla spedizione nippocoreana, nonostante la forte spinta mediatica per una sua convocazione. Il CT Trapattoni lo convoca per una��amichevole contro la Spagna due anni piA? tardi, per fargli dare la��addio alla��azzurro. Un onore concesso precedentemente solo a Piola. Il a�?Divin Codinoa�? chiude con la Nazionale dopo 56 partite e 27 reti (quarto bomber assoluto, a pari merito col a�?solitoa�? Del Piero). Curiosamente, senza aver mai disputato un Europeo.

11 (ala/mezzala sinistra)a�� Gigi RIVA: Recordman assoluto di reti in azzurro con 35 (in 42 partite), fu uno dei grandi protagonisti del Mondiale messicano del 1970, nel quale la��Italia arrivA? seconda. A secco nelle tre gare del girone, si sblocca nei quarti, segnando una doppietta nel 4 a 1 rifilato ai padroni di casa del Messico. Segna poi la rete del momentaneo 3 a 2 per gli azzurri nella a�?Partita del Secoloa�?, ossia la semifinale contro la Germania Ovest. Ha disputato anche il Mondiale 1974, torneo dopo il quale ha chiuso con la��azzurro. Presente anche alla��Europeo 1968, vinto da protagonista con la rete che apre le marcature azzurre (finale 2 a 0 contro la Jugoslavia), dopo aver portato la squadra al torneo con 6 reti in 3 partite di qualificazione. Dal novembre 1967 fino alla��ultima amichevole prima del Mondiale a��70 ha segnato 22 reti in 21 partite, andando a segno per sei gare consecutive. Ha segnato un poker al Lussemburgo in una gara di qualificazione al Mondiale a��74 e due triplette: una a Cipro nelle qualificazioni ad Euro a��68 e una al Galles nelle qualificazioni al Mondiale a��70. Dal 1990 al 2013 A? stato dirigente accompagnatore/team manager della Nazionale.

C. T. -A�Vittorio POZZO: Nella��immaginario collettivo, A? Enzo Bearzot il CT azzurro per antonomasia. E, indubbiamente, il a�?Vecioa�? A? un simbolo prezioso per la Nazionale, visti anche gli ottimi risultati.
PerA? Vittorio Pozzo ha vinto due Mondiali consecutivi (unico CT della storia a riuscirci), mettendoci in mezzo anche un oro olimpico, e guidando la��Italia per un ventennio. Tra i fondatori del Torino, viene chiamato per la prima volta alla guida azzurra nel 1912, come CT della��Olimpica a Stoccolma 1912. Dopo un decennio da DT del Toro, torna a lavorare per la Federazione, guidando nuovamente la��Olimpica a Parigi 1924. Quindi, dopo un biennio al Milan, si dedica alla��attivitA� di giornalista, prima della nuova chiamata della Federazione nel 1929. Inizia vincendo subito la Coppa Internazionale, quindi arrivano il Mondiale casalingo 1934, la Seconda Coppa Internazionale nel a��35, la��oro olimpico a Berlino 1936, e il bis mondiale del 1938. Si dimise, su pressioni della Federazione, dieci anni piA? tardi, quando col passaggio alla a�?nuova Italiaa�? repubblicana e democratica, si pensA? che il suo passato di a�?feticcioa�? della��epoca fascista non fosse un bene, per il calcio e non solo. LasciA? dopo 97 partite sulla panchina della Nazionale, con un bilancio di 65 vittorie, 17 pareggi e 15 sconfitte. La sua percentuale di vittorie A? pari al 65,97% delle partite giocate, che lo fanno il piA? vincente CT della storia azzurra.

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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