All Time XI – World Cup Special: Olanda

dutch_lion

La squadra piA? sfortunata del Mondiale: tre finali, zero titoli. Basti pensare che la��Uruguay ha vinto due volte la Coppa del Mondo, giocando una finale in menoa��

Ma, nonostante questo, dagli Anni Settanta la��Olanda A? sempre una squadra da tenere da��occhio, anche se spesso A? una a�?bella incompiutaa�?, come si A? visto anche in diverse edizioni degli Europei, che avrebbe potuto vincere molte piA? volte di quella��unica nel 1988.

Una Nazionale che i suoi campioni, negli ultimi quaranta��anni, li ha sempre proposti. Basti pensare che, stilando questa formazione, mi sono visto costretto a lasciar fuori il bomber mundial Rep, o la��elegante anche se poco vincente Dennis Bergkamp.

Ma andiamo ora a conoscere questa Olanda a�?all timea�?, ovviamente schierata con il suo classico 4-3-3:

1 a�� Edwin VAN DER SAR: Pluricampioni con la��Ajax prima ed al Manchester United poi, con la Nazionale olandese ha disputato ben 130 match (record attuale), partecipando a tre Mondiali (1994, da a�?secondoa�?, 1998 e 2006 da titolare, e la��ultimo anche da capitano) e a 4 Campionati Europei (dal 1996 al 2008, sempre da titolare, e la��ultimo ancora da capitano). Numeri che, nonostante di fatto non abbia vinto niente in maglia a�?oranjea�? (due terzi posti consecutivi alla��Europeo, 2000 e 2004, e un quarto posto mondiale a Francia a��98), gli fanno meritare di stare qui, a spese di Jan Jongbloed, portiere della��Arancia Meccanica nel quadriennio 1974-1978, e di Hans van Breukelen, portiere campione da��Europa nel 1988.

2 (terzino destro) a�� Wim SUURBIER: Membro dei celebri a�?Dodici Apostolia�? del super Ajax dei primi Anni Settanta, entra ben presto in pianta stabile nella Nazionale olandese, con cui disputa da titolare il Mondiale a��74 e la��Europeo del a��76, prendendo poi parte anche ad Argentina a��78, nella cui finale entrerA� a partita in corso. In tre manifestazioni con la squadra a�?oranjea�?, mette insieme due secondi posti mondiali e un terzo posto continentale, oltre ad aver vinto tutto il possibile a livello di club coi a�?Lancieria�?.

3 (difensore centrale) a�� Frank RIJKAARD: Noto ai piA? come chiave del gioco a metA� campo nel Milan di Sacchi, in Nazionale ha giocato soprattutto a�� e con ottimi risultati a�� da difensore centrale. Debuttante nel 1981, deve aspettare sette anni per disputare una competizione ufficiale. La prima A? perA? subito vincente: si tratta in fatti della��Europeo 1988, vinto grazie ai gol di Van Basten, e nel quale Frankie A? saldamente al centro della difesa a�?oranjea�? (con Koeman, eletta miglior coppia difensiva del torneo). Vi sarA� anche a Italia a��90, nella��Europeo 1992 (terzo posto, segnando due gol: quello che apre la vittoria per 3 a 1 sulla Germania nel girone e quello del 2 a 2 che porta ai rigori in semifinale con la Danimarca, che passerA� vincendo poi il torneo) e al Mondiale statunitense del a��94, dove chiude il suo ciclo dopo 73 partite e 10 reti. In Nazionale tornerA� dapprima come vice di Hiddink, quindi succedendogli nel ruolo di CT dopo il Mondiale a��98, guidando la squadra fino alla��Europeo casalingo di due anni dopo, quando si dimette a seguito della��eliminazione ai rigori con la��Italia di Zoff.

4 (difensore centrale) a�� Ronald KOEMAN: Regista difensivo schierabile anche a centrocampo, la tipica intelligenza tattica a�?oranjea�? e il carattere da mastino (era soprannominato a�?Ramboa�?) ne hanno fatto uno dei top nel ruolo a cavallo tra Anni a��80 e a��90. Debuttante in Nazional nel 1982, segna due gol nelle qualificazioni per la��Europeo 1984, per il quale perA? la��Olanda non si qualifica. Si rifarA� decisamente con gli interessi quattro anni piA? tardi, vincendo il torneo. Lui trasforma il rigore (dopo aver segnato due reti nelle qualificazioni) che dA� il pareggio nella semifinale con la Germania, prima del gol-vittoria di Van Basten, e sarA� nella a�?Top 11a�? col a�?gemelloa�? Rijkaard. Va in gol anche a Italia a��90, negli ottavi contro la Germania, trasformando la��inutile rigore del 2 a 1 finale per i tedeschi. Dopo il terzo posto ad Euro a��92, chiude con la Nazionale ad USA a��94, dove A? il capitano. Ritiratosi nel 1997, la��anno dopo entra nello staff tecnico della Nazionale olandese, come assistente del suo ex allenatore a Eindhoven, Hiddink, poi affianca la��attuale CT Van Gaal al Barcellona, iniziando poi la propria carriera di capo-allenatore.

5 (terzino sinistro) a�� Ruud KROL: Prodotto del vivaio del Grande Ajax che vincerA� tutto nei primi Anni Settanta, con la maglia della Nazionale ha preso parte a due Mondiali (1974, nel quale segna uno dei quattro gol rifilati alla��Argentina, e 1978. In entrambi i casi sarA� inserito nella a�?Top 11a�?: come terzino sinistro, a pari merito col tedesco Breitner, nel primo caso, e come difensore centrale nel secondo), e ad altrettanti Europei (1976, anche qui nella a�?Top 11a�? come terzino sinistro, e 1980), con due secondi posti consecutivi nella Coppa del Mondo, e un terzo posto continentale (1976). Dal 1977 eredita da Cruijff la fascia di capitano, per cui A? lo a�?skippera�? olandese sia al Mondiale argentino, sia alla��Europeo a��80. Gioca in Nazionale fino al 1983, collezionando 83 presenze e 4 gol. Torna in Nazionale nel 1991, come vice CT della��Under-21. Quindi, con la Nazionale maggiore, sarA� assistente sia di Rijkard, sia della��attuale CT Van Gal, nel suo primo a�?stinta�? sulla panchina a�?oranjea�?.

Da citare, nel ruolo, Giovanni Van Bronckhorst: 106 presenze e 6 gol, tre Europei (2000, 2004 e 2008) e tre Mondiali (2002, 2006 e 2010), la��ultimo da capitano.

6 (centrocampista centrale) a�� Arie HAAN: Altro a�?jollya�? tipico del a�?Calcio Totalea�?, gioca prevalentemente da a�?medianoa�?, ma puA? essere schierato anche al centro della difesa, come nel Mondiale a��74. Quattro anni piA? tardi torna in mezzo al campo, e trova anche la via del gol, nel secondo girone eliminatorio: prima contro la Germania, quando segna il momentaneo 1 a 1 (2 a 2 il risultato finale), quindi il famigerato bolide da quaranta metri che sorprende Zoff ed elimina la��Italia, mandando in finale gli a�?oranjea�?. Assente alla��Europeo 1976, partecipa a quello a�� deludente a�� del 1980, dove veste la maglia numero a�?10a�?.

7 (centrocampista destro) a�� Johan NEESKENS: Centrocampista a�?totalea�? (un mix, per guardare al calcio di oggi, tra Xavi e Iniesta), punto di riferimento del grande Ajax prima e del Barcellona poi, A? stato una delle chiavi anche del successo della Nazionale olande negli Anni a��70. Subito titolarissimo, nel Mondiale 1974 (dove sarA� secondo nella classifica dei migliori giocatori del torneo, e inserito nella a�?Top 11a��) segna una doppietta dal dischetto contro la Bulgaria, nel terzo e ultimo match del primo girone eliminatorio. Segna poi il primo gol sia nel 2 a 0 alla Germania Est sia soprattutto nella��importantissima sfida col Brasile, terminata con lo stesso punteggio, e che dA� agli a�?oranjea�? la finale. Nella quale trasforma il famoso rigore nato dalla��azione del calcio da��inizio, senza che la Germania tocchi la palla. I padroni di casa ribalteranno poi la sfida con le reti di Breitner e Gerd Mueller, relegando gli olandesi al secondo posto. Posizione che confermeranno quattro anni piA? tardi, perdendo nuovamente la finale contro i campioni di casa (in questo caso la��Argentina). In mezzo, il terzo posto alla��Europeo 1976, al quale gli olandesi arrivano grazie anche alla��importante contributo di gol nelle qualificazione di Neeskens. Intrapresa la carriera di allenatore, nel 1995 entra nello staff di Guus Hiddink, al tempo CT della Nazionale olandese. Ricopre lo stesso ruolo nel biennio 1998-2000, quando alla guida degli Oranje ca��A? Frankie Rijkaard (che era stato vice di Hiddink con lui). Dopo alcune esperienze alla��estero, tra club e Nazionali, torna a lavorare per la Federazione olandese, diventando nel 2008 CT della Nazionale B, che lascia dopo un solo anno per tornare nuovamente a lavorare con Rijkaard, al Galatasaray.

8 (centrocampista sinistro) a�� Wesley SNEIJDER: Il suo debutto con la Nazionale A? talmente precoce che, dopo la prima convocazione con la��Under-21, il mese successivo era giA� con la selezione maggiore. La��anno seguente fa parte della rosa a�?oranjea�? alla��Europeo 2004, dove porta sulle spalle la maglia numero a�?14a�� di un certo Cruijff…

Titolare nel Mondiale 2006, diventa sempre piA? il faro della squadra, tanto da essere la chiave della bellissima (quanto fragile) Olanda di due anni piA? tardi alla��Europeo, nel quale ha il a�?10a�� sulle spalle. Segna il secondo gol nella sfida di debutto contro la��Italia (3 a 0), quindi la rete che chiude il 4 a 1 sulla Francia. Poi la squadra esce con la Russia ed A? tutto da rifare. E si riparte con lui ancora al centro del progetto. Reduce da una straordinaria stagione con la��Inter (quella del Triplete), si presenta in forma smagliante al Mondiale 2010. Nel girone segna il gol-vittoria contro il Giappone, quindi torna in gol negli ottavi, segnando il decisivo raddoppio contro la Slovacchia (2 a 1 il risultato finale). Quindi batte praticamente da solo (doppietta) il Brasile nei quarti, e infine il secondo dei tre gol con cui la��Olanda ha la meglio sulla��Uruguay in semifinale. In finale arriva la sconfitta ai supplementari contro la Spagna, ma lui chiude il torneo da capocannoniere (in coppia col tedesco MA?ller), arrivando secondo nella classifica dei migliori giocatori, venendo inserito nella a�?Top 11a�? del torneo. Dopo un Europeo 2012 piuttosto deludente, viene comunque nominato capitano, anche se poi sarA� a�?degradatoa�? in favore di Robin Van Persie. In questo Mondiale ha rifatto vedere la sua importanza, segnando il gol del pareggio contro il Messico negli Ottavi, e trasformando il proprio rigore nella serie contro il Costa Rica ai quarti. Per lui giA� oltre 100 partite in a�?oranjea�?, con 27 reti.

9 (centravanti) a�� Marco VAN BASTEN: Il a�?Cigno di Utrechta�? debutta in Nazionale nel 1983, a 19 anni, dopo essersi messo in mostra nel Mondiale Under-20 di quella��anno (due reti per lui). La prima manifestazione con la rappresentativa maggiore, perA?, A? solo cinque anni piA? tardi, ossia la��Europeo 1988. Qui trascina la Nazionale olandese alla vittoria finale, segnando uno dei gola piA? belli della storia nella finale contro la��Unione Sovietica, e chiude il torneo da capocannoniere con 5 gol in 4 partite (nella prima, sconfitta proprio con la��URSS nel girone, aveva fatto da riserva a Bosman), grazie soprattutto alla tripletta rifilata alla��Inghilterra (cui si aggiunge il gol della vittoria nella semifinale con la Germania). Un exploit che gli vale il Pallone da��Oro. Il suo primo e unico Mondiale, quello italiano del a��90, A? sottotono, tanto che non vi segna nemmeno un gol (nonostante nella��anno solare abbia messo a segno 8 reti in 11 partite in a�?oranjea�?). Due anni piA? tardi la��Olanda arriva alle semifinali della��Europeo (da campione in carica), ma A? proprio lui a sbagliare il rigore decisivo, contro i futuri campioni della Danimarca). Gli infortuni nel frattempo lo debilitano fortemente; ca��A? un tentativo di portarlo al Mondiale statunitense del 1994, sebbene venga da un intero anno di stop, ma poi la��ipotesi non si concretizza e la��anno successivo lascerA� definitivamente il calcio. A 11 dalla sua ultima partita, e dopo una breve esperienza da tecnico nelle giovanili dell Ajax, nel 2004 viene nominato a sorpresa CT della Nazionale olandese: inserisce in squadra diversi giovani, con cui propone un calcio spumeggiante e spettacolare, qualificandosi per il Mondiale 2006, dove esce agli ottavi contro il Portogallo. Due anni dopo la squadra A? una delle grandi favorite della��Europeo: al debutto nel girone rifila tre reti alla��Italia campione del Mondo, battendo poi la Francia 4 a 1 e la Romania 2 a 0. Esce perA? clamorosamente nei quarti, perdendo ai supplementari per 3 a 1 contro la Russia del connazionale Hiddink, che con la sua esperienza trova la chiave per imbavagliare la spumeggiante ma ancora acerba squadra olandese. Van Basten lascia la��incarico subito dopo il torneo. Come calciatore ha uno score di 58 partite e 24 reti. Da Commissario Tecnico ha guidato la squadra in 52 gare, ottenendo 35 vittorie, 11 pareggi e 6 sconfitte.

10 (attaccante destro) a�� Johan CRUIJFF: Il simbolo del calcio olandese, la��icona della��Ajax, e uno dei cinque piA? grandi giocatori della storia del calcio, il vero e proprio a�?giocatore totalea�?. Nella��estate del 1974, dopo aver vinto tutto con la��Ajax ed essere passato al Barcellona, trascina da capitano la��Olanda (col celeberrimo a�?14a�? sulle spalle e con una striscia di meno sulla maglietta. Per quanto riguarda il numero, agli inizi della carriera giocava con un classico a�?9a�?. Dopo un infortunio, che lo tenne fuori per qualche tempo, tornA? in campo subentrando dalla panchina e vestendo il 14, e da allora non lo lasciA? fino alla��approdo al Barcellona, dove a�� essendo al tempo in vigora la numerazione classica – riprenderA� il a�?9a�?. Cambiamento che effettua anche in Nazionale: al Mondiale a��74 ha il a�?14a�?, alla��Europeo a��76 il a�?9a�?. Per le strisce: lui aveva un contratto con la Puma, ma la Nazionale olandese al Mondiale a�?74 vestiva Adidas. Per ovviare a questo a�?inconvenientea�? – ai tempi le sponsorizzazioni funzionavano in maniera piA? pioneristica rispetto ad oggi -, la sua maglia arancione aveva solo due strisce a�� nere – sulle maglie, invece che le caratteristiche tre della��azienda tedesca di abbigliamento sportivo) alla finale Mondiale contro la Germania padrona di casa, poi persa solo in rimonta. Lui segna tre goal nel torneo: due alla��Argentina e uno in Brasile. E a fine anno vince il suo terzo e ultimo Pallone da��Oro. Con la Nazionale conquista poi il terzo posto alla��Europeo del 1976 (conquistato anche grazie ai suoi 4 gol nelle qualificazioni: una doppietta alla Finlandia e, soprattutto, una alla��Italia). Quindi guida la squadra alla qualificazione al Mondiale a��78, lasciando nella��ottobre del 1977 e non prendendo quindi parte alla manifestazione. La��addio arriva dopo 48 presenze e 33 goal.

11 (attaccante sinistro) a�� Ruud GULLIT: Debuttante il giorno del suo diciannovesimo compleanno, i suoi inizi con la Nazionale non sono dei migliori, visto che gli a�?oranjea�? falliscono la qualificazione al Mondiale 1982, alla��Europeo 1984 (nonostante i suoi 4 gol in 6 partite nel 1983) e di nuovo al Mondiale, 1986. Grazie anche alle sue reti, la��Olanda si guadagna la qualificazione ad Euro a��88 e, nonostante la sconfitta al debutto con la��Unione Sovietica, finirA� per vincere il torneo, sconfiggendo alla��ultimo atto la stessa URSS. Gullit, che di quella squadra A? il capitano, segna la rete della��1 a 0 in finale, prima del magnifico sigillo al volo di Van Basten, e si guadagna un posto nella a�?Top 11a�? del torneo. Ad Italia a��90 arriva reduce da un infortunio ad un ginocchio, non riuscendo a brillare, anche se trova comunque la via del gol: sua, nel girone iniziale, la rete che porta in vantaggio la��Olanda nel terzo match, contro la��EIRE, finito poi 1 a 1. A� invece nuovamente in forma ad Euro a��92 dove, anche se la��Olanda non riesce a bissare il successo di quattro anni prima per la��eliminazione ai rigori contro la Danimarca (poi vincitrice) in semifinale, viene inserito nella a�?Top 11a�? per la seconda volta di fila. Dopo il torneo, il cambio di CT da Michels ad Advocaat sancisce di fatto la fine della storia di Gullit con la Nazionale: i due litigano a piA? riprese e, dopo una sostituzione in un match di qualificazione ad USA a��94 contro la��Inghilterra a Wembley, il conflitto deflagra. Gullit lascia la Nazionale, torna poi sui suoi passi, ma alla fine verrA� escluso dalla squadra per il Mondiale americano, non tornando piA?.

C.T. – Rinus MICHELS: Dopo i mirabolanti successi con la��Ajax, e il riuscito compito di riportare al successo gli spagnoli del Barcellona, nella��estate 1974 guida la Nazionale olandese nei Mondiali che vedranno la cosiddetta a�?Arancia Meccanicaa�? sfiorare la vittoria finale, sfuggita dopo essere andati in vantaggio contro i padroni di casa, mostrando un calcio spumeggiante ed inedito, noto come a�?Calcio Totalea�?. Tornato alla��Ajax, quindi nuovamente al Barcellona e infine approdato ai tedeschi del Colonia, dieci anni piA? tardi la prima esperienza riprende la guida della Nazionale, portandola alla spettacolare vittoria nella��Europeo 1988. Lascia, per tornare ancora una volta due anni piA? tardi, dopo il fallimento olandese a Italia a��90, sfiorando la doppietta europea, dato che la squadra uscirA� solo in semifinale ai rigori (errore fatale di Van Basten, la��uomo decisivo quattro anni prima) contro la Danimarca che andrA� poi clamorosamente a vincere il titolo. Non essendo piA? giovanissimo (classe 1928) e con problemi di cuore, dopo questa��ultima avventura lascia definitivamente il calcio. A� scomparso nel 2005. Le sue innovazioni tattiche, con la��applicazione scientifica della trappola del fuorigioco, il possesso palla, la��intercambiabilitA� delle posizioni, la costante ricerca di spazi, definiranno quello che A? universalmente conosciuto come a�?Calcio Totalea�?, gioco da��attacco e molto organizzato, un mix di 4-3-3 e 4-2-4, che poi evolverA� nel 3-3-1-3, sempre a�?made in Ajaxa�?. A dimostrazione di quanto il suo avvento abbia influenzato il mondo del calcio, basta dire che la FIFA la��ha nominato il piA? grande allenatore del Ventesimo Secolo, mentre perfino i maestri inglesi gli hanno riconosciuto il titolo di miglior allenatore al mondo del Secondo Dopoguerra. Chapeau.

A�

Federico Zuliani

Federico Zuliani

About Federico Zuliani

View all Posts

Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.