All Time XI – World Cup Special: Uruguay

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Organizzatore e vincitore del primo Mondiale in assoluto, la��Uruguay si ripete poi nel 1950, trionfando anche nella prima edizione post-bellica, vincendo una delle partite che stanno nella��Olimpo del Calcio, ossia il famigerato a�?Maracanazoa�?. La sfida decisiva della��unica Coppa del Mondo senza la finale secca, ma in un torneo a gironi, con un girone finale alla��italiana. Di fronte, la Celeste e i favoritissimi padroni di casa del Brasile, cui basta il pareggio per portarsi a casa per la prima volta la Coppa Rimet.

La SeleA�ao va addirittura in vantaggio, ma si fa poi rimontare da Schiaffino e Ghiggia, che diventeranno eroi nazionali uruguagi, gettando al contempo la Patria del carnevale e della samba nello sconforto.

Nella bacheca de a�?Los CharrA?asa�? anche 15 edizioni della Copa AmA�rica, il Mundialito 1980 e due ori consecutivi ai Giochi Olimpici, 1924 e 1928.

Ma andiamo a vedere la formazione a�?di semprea�? de a�?La Garra CharrA?aa�?, schierata con un 4-2-3-1:

1 (portiere) a�� Roque MA?SPOLI: Numero 1 nella��edizione 1950 del Mondiale, quella del a�?Maracanazoa�?, viene eletto miglior portiere del torneo. Nativo di Montevideo, ha giocato sia nel Nacional (nel quale) A? cresciuto, sia nel PeA�arol, col quale poi ha avuto un successo importante come allenatore, cosa che gli A? valsa la chiamata a ricoprire il ruolo di CT della Celeste, dopo esser stato giA� alla guida della��Ecuador. Sulla panchina della Nazionale siede dal 1979 al 1982 (vincendo il Mundialito nel 1980), per tornarvi poi brevemente, giA� ottantenne, a cavallo tra il 1997 e il 1998. A� venuto a mancare nel 2004.

2 (difensore centrale) a�� JosA� NASAZZI: Figlio di un emigrante italiano e di una donna proveniente dai Paesi Baschi, A? stato il capitano della squadra che ha vinto il primo storico Mondiale del 1930, in casa. Nella��occasione, sarA� anche votato come miglior giocatore del torneo. Con la Celeste ha vinto anche due ori olimpici (1924 e 1928) e 4 titoli continentali (1923, 1924, 1926 e 1935. Nel primo e nella��ultimo risulterA� quale MVP della manifestazione). Detto il a�?Gran Mariscal (Gran Marasciallo)a�?, della��Uruguay A? stato anche CT, dal 1942 al 1945.

3 (difensore centrale) a�� Diego LUGANO: Attuale capitano della squadra, A? in Nazionale da un decennio. Portata la fascia per la prima volta nel 2006, guidando la��anno successivo la squadra al quarto posto finale in Copa AmA�rica, trofeo che ha alzato da capitano nel 2011. Fuori momentaneamente per infortunio, A? ad una manciata dalle 100 presenze. Con la Celeste ha anche 9 reti alla��attivo. A� attualmente senza squadra di club, dopo esser stato rilasciato dagli inglesi del West Bromwich Albion.

4 (terzino destro) a�� Maxi PEREIRA: Convocato per la prima volta nella��ottobre del 2005, diviene ben presto un punto fermo della squadra, guadagnandosi la convocazione per la Copa AmA�rica 2007, la prima manifestazione di una serie consecutiva di 4, in cui arriva sempre nelle a�?final foura�?. Quarto posto, bissato nel 2010 al Mondiale (dove segna il secondo gol uruguaio nella semifinale contro la��Olanda, chiusasi sul 3 a 2 per gli a�?oranjea�?), quindi la vittoria continentale la��anno successivo e il quarto posto in Confederations Cup lo scorso anno. Per lui 93 presenze (terzo assoluto) e 3 gol (gli altri due sono arrivati entrambi nelle qualificazioni a Brasile 2014, entrambi coincisi con una larga vittoria).

5 (mediano) a�� Obdulio VARELA: Convocato per la prima volta in occasione della Copa AmA�rica del 1939, diviene ben presto un punto di forza della Nazionale uruguagia, con cui vince il titolo continentale nel 1942. Capitano della squadra del 1950, segna la��importante gol del pareggio (2 a 2) con la Spagna, nel primo match del girone finale. Quindi, da a�?skippera�?, prima della finale convince i compagni di squadra a a�?disobbedirea�? alle prescrizioni del CT, che aveva detto ai suoi di fare catenaccio, puntando sulla��importanza di ignorare i tifosi sugli spalti. Dopo il vantaggio del Brasile, raccoglie con lentezza il pallone dalla propria porta, cerca di protestare per il fuorigioco e poi riporta con calma il pallone verso la metA� campo, facendo si che nel frattempo si sbollisse la��esultanza della a�?Torcidaa�?, per far ritrovare subito la concentrazione ai suoi. Che infatti ribalteranno il risultato, portando a compimento il celeberrimo a�?Maracanazoa�?. Per lui, un meritato posto nella a�?Top 11a�? del torneo. Leader anche nel Mondiale successivo, ritrova la via del gol nei quarti di finale, quando sulla��1 a 1, riporta in vantaggio i suoi contro la��Inghilterra (la partita finirA� 4 a 2). Infortunatosi, A? costretto a saltare la semifinale contro la��Ungheria (nella quale la��Uruguay viene sconfitto solo ai supplementari, dopo che nei tempi regolamentari aveva recuperato un doppio svantaggio) e la a�?finalinaa�? contro la��Austria (persa per 3 a 1). In pratica, in due Mondiali, Varela ha centrato un primo e un quarto posto, e con lui in campo non ha perso una partita. In totale, con la Celeste ha giocato 45 partite, segnando 9 reti. A� scomparso nel 1996. Era soprannominato a�?El Negro Jefea�?, ossia il a�?Capo Neroa�?.

6 (terzino sinistro) a�� VA�ctor RODRIGUEZ ANDRADE: Nipote di JosA� Leandro Andrade, membro della squadra campione mondiale del 1930, debutta in Nazionale nella Copa AmA�rica 1947. Titolare ai Mondiali 1950, si guadagna un posto nella a�?Top 11a�?, nonostante nella sfida decisiva col Brasile sia proprio a lui che sfugge la��attaccante verdeoro FriaA�a, per il momentaneo vantaggio della SeleA�ao. In realtA�, RodrA�guez Andrade era stato tratto in inganno dal guardialinee, che aveva alzato la bandierina, ma la��arbitro aveva lasciato correre. Presente e sempre titolare anche nel Mondiale successivo, finA� in crescendo nonostante un infortunio muscolare. Rimasto la��unico, del gruppo del a��50, guidA? la squadra a�� dopo le delusione del 1953 e 1955, a rivincere finalmente la Copa AmA�rica, nel 1956. Gioca ancora un anno, poi lascia, dopo 42 presenze, senza segnare.

7 (ala destra) a�� Alcides GHIGGIA: La��eroe del a�?Maracanazoa�?, IL nemico di ogni tifoso brasiliano. Suo il gol che trasforma il a�?MaracanA�a�� nel a�?Muro del Piantoa��, gelando una Nazione e rendendo immortale una partita. Quella con la Celeste per lui A? in veritA� una storia breve, ma senza��altro intensa. Sono solamente 12, infatti, le presenze con la Nazionale uruguaiana (giocherA� anche 5 partite da a�?oriundo con la��Italia), corredate da 4 reti (tutte siglate al Mondiale 1950), tra cui perA? appunto una tra le piA? importanti della Storia del Calcio. La sua prima marcatura arriva nella��unica partita giocata dalla��Uruguay nel girone eliminatorio: un rotondo 8 a 0 alla Bolivia, chiuso proprio dalla rete di Ghiggia. Il quale apre poi le marcature nel girone finale contro la Spagna (2 a 2 il risultato finale). Pareggia quindi la��iniziale vantaggio Svedese nel secondo match (finito 3 a 2 per gli uruguagi), chiudendo col gol che vale la Coppa Rimet. Ha quindi segnato una rete in ogni partita del Mondiale giocata, guadagnandosi un posto nella a�?Top 11a�? del torneo e, soprattutto, nella��Olimpo del Pallone.

8 (centrocampista centrale) a�� JosA� Leandro ANDRADE: Zio di RodrA�guez Andrade, campione nel a�?Maracanazoa�?, era detto la a�?Maravilla Negraa�?, ossia la a�?Meraviglia Neraa�?. Convocato per la prima volta nel 1923 per la Copa AmA�rica (vinta), la��anno successivo fa parte della Nazionale Olimpica che vince la��oro. Nello stesso anno, bissa il successo continentale, centrando poi il tris nel 1926. La��anno successivo arriva la sconfitta nella finale sudamericana, ma si rifA� nel 1928 con il bis olimpico. Quindi arriva il trionfo nel primo Mondiale (casalingo) della storia, nel quale centra la��inserimento nella a�?Top 11a�? del torneo, e con cui chiude la sua carriera in Nazionale. A� morto di tubercolosi, in povertA� e da alcolista, nel 1957. A lui A? dedicata una placca affissa alla��Estadio Centenario di Montevideo.

9 (centravanti) a�� Luis SUAREZ: a�?El Pistoleroa�?, ma anche a�?il Cannibalea�?, vista la��attitudine a mordere gli avversari, come visto in questo Mondiale proprio contro la��Italia. Ha debuttato nella Nazionale maggiore nel 2007, prendendo poi parte al Mondiale Under-20, dove segna 2 reti in 4 partite. Contribuisce con 5 gol alla qualificazione per il Mondiale 2010, al quale partecipa, segnando tre reti, tutte decisiva. Suo il gol che serve a sconfiggere il Messico nel girone inziale, sua la doppietta che serve a piegare la Corea del Sud negli ottavi: alla fine sarA� quarto posto. La��anno dopo A? grande protagonista in Copa AmA�rica: segna al debutto, dando ai suoi il pareggio contro il PerA?. Alla stessa squadra rifila una doppietta in semifinale, quindi segna il primo dei tre gol della��Uruguay in finale col Paraguay. Prestazioni che gli valgono il titolo di miglior giocatore del torneo. Nel 2012 A? il capitano della Nazionale olimpica, che viene perA? eliminata al primo turno, e lui non segna nemmeno un gol. Si rifA�, parzialmente, la��anno dopo alla Confederations Cup, dove la��Uruguay arriva quarto e dove lui segna tre reti: la bellissima punizione della��inutile 1 a 2 al debutto contro la Spagna, e gli ultimi due gol nella��8 a 0 rifilato ad Haiti. E veniamo a questo Mondiale, alla cui qualificazione ha contribuito con ben 11 gol, tra cui un poker nel 4 a 0 rifilato al Cile e una doppietta al a�?solitoa�? PerA?. Reduce da una��operazione al ginocchio sinistro, salta la prima partita con la Costa Rica, ma il suo ritorno A? col botto, visto che la sua doppietta dA� alla Celeste la vittoria contro la��Inghilterra. Quindi arriva il fatidico match contro la��Italia, il morso a Chiellini e le successive 9 giornate di squalifica internazionale, che dovrebbero costargli la partecipazione alla prossima Copa AmA�rica. A� giA� il piA? grande marcatore di sempre nella storia della��Uruguay, con un bottino di 40 reti in 78 partite. Da citare, comunque, anche A�scar MA�guez, bomber della squadra nella vittoria mondiale del a��50 con 5 reti, e autore di altri tre gol nella��edizione del 1954, dove la��Uruguay arrivA? quarto.

10 (trequartista) a�� Juan Alberto SCHIAFFINO: Da molti considerato il piA? grande giocatore uruguagio di sempre, ha giocato pure per la��Italia, da a�?oriundoa�? (4 presenze). Convocato per la prima volta in maglia a�?celestea�? nel 1946, prende parte al Mondiale 1950, dove segna tre reti: una doppietta alla Bolivia nella��unico match dei gironi di qualificazione disputato dalla��Uruguay, e la��importantissimo gol del pareggio contro il Brasile, che dA� il a�?laa�? al mitico a�?Maracanazoa�?. Secondo nella classifica dei migliori giocatori del torneo, A? inserito nella a�?Top 11a�? dello stesso. A� nella squadra anche quattro anni piA? tardi, quando la��Uruguay arriva quarto: lui segna 2 gol: quel del definitivo 2 a 0 al debutto contro la Cecoslovacchia, quindi il terzo dei 4 gol rifilati alla��Inghilterra nei quarti. Della��Uruguay sarA� poi anche CT, prendendo la��incarico dopo il Mondiale 1974, e lasciandolo dopo il quarto posto nella Copa AmA�rica 1975. A� scomparso nel 2002.

Devo dire che nel ruolo mi A? costato non poco escludere Enzo Francescoli.

11 (attaccante sinistro) a�� Diego FORLAN: La prima vera stella uruguaiana del Terzo Millennio, trascinatore della squadra che arriva quarta al Mondiale 2010 (nel quale sarA� il miglior giocatore del torneo e co-capocannoniere con 5 reti: doppietta al Sud Africa nel girone, quindi uno ai quarti col Ghana, uno in semifinale con la��Olanda e uno nella a�?finalinaa�? contro la Germania) e che la��anno successivo vince la Copa AmA�rica (e lui realizza una doppietta nella finale vinta 3 a 0 contro il Paraguay). Il suo primo torneo con la Celeste A? il Mondiale 2002, dove trova il gol nel 3 a 3 col Senegal. Quindi arriva il terzo posto nella Copa AmA�rica 2004 (un gol), e il quarto nella��edizione successiva (2007). In questa segna tre reti: una doppietta al Venezuela nei quarti, e un gol al Brasile in semifinale, anche se poi sbaglia il suo rigore nella lotteria che manda a giocarsi la coppa la SeleA�ao. Chiudiamo la panoramica col quarto posto nella Confederations Cup 2013, dove segna il gol-vittoria contro la Nigeria nel girone iniziale, ma sbaglia poi un rigore nella a�?finalinaa�? persa con la��Italia (di nuovo il primo). Per lui 112 presenze (record assoluto), corredate da 36 centri.

C.T. – A�scar TABAREZ: Il suo primo incarico federale A? alla guida della��Under-20, con cui vince i Giochi Panamericani. Quindi, nel 1988, prende la guida della Nazionale maggiore, portandola ad un secondo posto nella Copa AmA�rica 1989 e qualificandola al Mondiale 1990. Dove uscirA� agli ottavi contro la��Italia padrona di casa. Lascia dopo questa manifestazione e, dopo una lunga carriera come allenatore di club, torna alla guida della Celeste dopo il Mondiale 2006, centrando nella��ordine: quarto posto in Copa AmA�rica (2007), quarto posto ai Mondiali (2010), vittoria in Copa AmA�rica (2011) e quarto posto in Confederations Cup (2013). Ha inoltre guidato la squadra in questo Mondiale e alle Olimpiadi 2012. Ha un totale di 143 panchine da CT della Nazionale maggiore, con 69 vittorie, 39 pareggi e 35 sconftte.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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