All Time XI: Young Boys

120 anni di storia per il club giallonero, principale team della ‘capitale di fatto’ della Svizzera, Berna e, con i suoi 12 campionati vinti e le sue 6 coppe nazionali (più una supercoppa), una delle più titolate del Paese.

Inoltre, con le semifinali di Coppa dei Campioni nella stagione 1958-’59, è anche la squadra elvetica con il miglior risultato di sempre nella massima competizione continentale.

Tornati al titolo dopo un digiuno di oltre trent’anni (e con tanti piazzamenti d’onore), gli Young Boys in versione ‘all time’ si schierano con un 4-4-2 bello offensivo, che è quasi un 4-2-4:

1 (portiere) – Walter EICH: Cresciuto nel Winterthur, nel 1945 passa ventenne agli Young Fellows di Zurigo, e 2 anni più tardi agli Young Boys. In giallonero rimarrà fino al ritiro, avvenuto nel 1960. Con il club bernese ha vinto 4 campionati consecutivi (1957-1960) e 2 Coppe di Svizzera (1953 e 1958). Con la Nazionale svizzera ha collezionato 5 presenze, e preso parte al Mondiale casalingo del 1954. Dopo il ritiro ha trovato impiego alle Poste, esercitando inoltre l’attività di preparatore dei portieri con lo Young Boys, e in 3 occasioni è stato provvisoriamente sulla panchina del club (nel 1970, nelle stagioni 1970-1972 come co-allenatore insieme all’ex compagno Schneiter, e a metà Anni ’80). È scomparso recentemente, all’età di 93 anni. Con 387 apparizioni, è secondo assoluto per presenze nella storia del club. Citazione per Marco Wölfli, da un ventennio in forza ai gialloneri.

2 (terzino destro) – Heinz SCHNEITER: Nato a Thun, inizia con la compagine della sua città, debuttando in prima squadra nel 1954, a 19 anni. Due stagioni dopo passa agli Young Boys, e il suo arrivo coincide con l’inizio della striscia di 4 titoli consecutivi (1957-1960) sotto la guida di Albert Sing. Nel 1962, con in bacheca anche la Coppa di Svizzera 1957-’58, si trasferisce al Losanna, dove rimarrà per 5 stagioni vincendo un’altra coppa nazionale (1963) e un altro campionato (1964). Nel 1967 fa ritorno al Thun con il ruolo di giocatore-allenatore per due stagioni, dopodiché lascia sia il calcio giocato sia il club che l’ha lanciato. L’anno seguente è sulla panchina proprio degli Young Boys, che guida per 2 annate in tandem con l’ex compagno Eich. Con la Svizzera ha collezionato 44 presenze (3 le reti), disputando i Mondiali nel 1962 e nel 1966. È scomparso nel 2017.

3 (terzino sinistro) – Willi STEFFEN: Nato a Berna, inizia a giocare con il Cantonal Neuchâtel (oggi Neuchâtel Xamax), debuttando in prima squadra ancora minorenne, nel 1942. Lascia il club nel 1946, quando si trasferisce in Inghilterra per…scopi didattici. È infatti la famiglia ad insistere che raggiunga Londra per migliorare il suo inglese, al fine di lavorare poi negli uffici commerciali dell’azienda casalinga, attiva nel mercato ortofrutticolo. Si accasa quindi al Chelsea, primo giocatore svizzero ad essere tesserato per un club britannico e, pur rimanendo con i ‘Blues’ soltanto per una stagione, diventa immediatamente un beniamino del pubblico, tanto che per il suo ultimo match gli viene affidata la fascia di capitano. Rientrato in Patria, gioca per altre 3 stagioni con il Cantonale, per trasferirsi poi nel 1950 allo Young Boys. Vi rimarrà 9 anni, fino al ritiro avvenuto nel 1959, e in giallonero conquisterà 3 campionati consecutivi (1957-1959) e 2 Coppe di Svizzera (1953 e 1958). Colonna per un decennio della Nazionale elvetica, coi rossocrociati ha disputato 28 match, prendendo parte anche ai Mondiali del 1950. È mancato nel 2005.

4 (difensore centrale) – Martin WEBER: Nato a Bargen, nel cantone bernese, inizia la carriera con il Biel/Bienne, approndando in prima squadra nel 1975, a 18 anni. Nel 1979 passa agli Young Boys, con cui giocherà il resto della carriera fino al ritiro, avvenuto nel 1995. In giallonero conquista il campionato nel 1985-‘86, e Supercoppa e Coppa di Svizzera l’annata successiva. Recordman assoluto di presenze nel club con 499, ha avuto una breve esperienza come allenatore nel Settore giovanile. Dal 2009 al 2011, invece, ha guidato il Düdingen. Per lui anche 32 presenze (e una rete) con la Svizzera.

5 (difensore centrale) – Jakob ‘Kubi’ BRECHBÜHL: Carriera interamente vissuta allo Young Boys, Brechbühl approda in prima squadra nel 1971, a 19 anni. Vi giocherà fino al 1983, anno in cui appenderà le scarpette al chiodo, dopo oltre 350 partite giocate il giallonero, vincendo la Coppa di Lega svizzera nel 1976, e la coppa nazionale l’anno successivo. 20 presenze con la Nazionale. Citazione doverosa per Marcel Flückiger, colonna nel decennio dei 4 titoli consecutivi.

6 (centrocampista) – Paul FÄSSLER: Originario di Bronschhofen, nel cantone di San Gallo, a 19 anni inizia a giocare per la prima squadra dello Young Boys, nel 1920. Vi rimarrà fino al 1933, vincendo da capitano il campionato 1928-’29 (con double mancato di un soffio per via della finale di coppa nazionale persa) e la Coppa di Svizzera l’anno successivo. Dopo un anno al Biel/Bienne, torna in giallonero, e quindi nuovamente al Biel/Bienne, con cui chiuderà la carriera nel 1936. Per lui 33 presenze con la Nazionale svizzera, comprese 2 partecipazioni ai Giochi Olimpici (1924, con medaglia d’argento, e 1928). È morto nel 1983. Citazione per il grande Karl Odermatt che, dopo aver guidato la mediana del Basilea per oltre un decennio, chiuse in giallonero la carriera. Menzione anche per Anton Schnyder, tra i protagonisti del Basilea di fine Anni Cinquanta.

7 (ala destra) – Anton ‘Tony’ ALLEMANN: Nato a Soletta, inizia la carriera con gli Young Boys, debuttando in prima squadra nel 1957, a 21 anni. In 4 stagioni tra i ‘grandi conquista 3 campionati consecutivi (1958-1960) e una coppa nazionale (1957-’58, segnando in finale il momentaneo 3-0 nel 4-1 rifilato al Grasshoppers). Nel 1961 arriva in Italia, al Mantova, dove rimarrà 2 stagione segnando complessivamente 10 reti, di cui una bellissima di tacco alla Juventus campione d’Italia di Charles e Sivori. Va poi in Olanda, al PSV Eindhoven, e l’anno successivo è in Germania, al Norimberga, dove rimane 2 stagione, per tornare poi in Patria. Veste la maglia del Grasshoppers (2 stagioni), poi quella del La Chaux-de-Fonds (una), del Soletta (3), del Lucerna (1) e, infine, dello Sciaffusa, con cui si ritira nel 1973, dopo una stagione da allenatore-giocatore. Chiuso col calcio lavorerà nel settore informatico. Ha indossato la maglia della sua Nazionale (nella quale ha debuttato con una doppietta) 27 volte, segnando 9 reti e prendendo parte ai Mondiali del 1962. È scomparso nel 2008, colpito da un infarto mentre giocava a un torneo ‘over’ di tennis.

8 (centrocampista) – Robert PRYTZ: Svedese di Malmö, cresce nel club della sua città, debuttando in prima squadra nel 1977, a 17 anni. Con i biancazzurri vince subito il campionato e, a 19 anni, è titolare in una finale di Coppa dei Campioni (quella del 1979 persa contro il Nottingham Forest di Brian Clough). Lascia la Svezia nel 1982 (dopo aver vinto anche 2 coppe nazionali, nel 1978 e nel 1980), accasandosi ai Rangers di Glasgow scozzesi, con cui in 3 stagioni vince 2 Coppe di Lega consecutive (1984 e 1985, dopo aver raggiunto la finale anche il primo anno). Tornato brevemente in Patria, all’ IFK Göteborg, passa poi agli Young Boys, vincendo subito il campionato e guadagnandosi il premio come Miglior Straniero del campionato. In quell’anno, 1986, conquista anche il Guldbollen come miglior giocatore svedese. Rimane in giallonero un’altra stagione, vincendo la Coppa di Svizzera (sua la rete, su rigore, del momentaneo 2-1. La sfida finirà 4-2 ai supplementari), e approdando poi in Germania, al Bayer Uerdingen. Lascia la Bundesliga l’estate seguente, per arrivare in Italia, all’Atalanta. Con gli orobici resta una sola annata (conclusa con la qualificazione alla Coppa UEFA), ma l’esperienza nel Belpaese è quinquennale, dato che ci saranno poi i 4 anni all’Hellas Verona (2 in A e 2 in B). Nel 1993 torna in Patria, al ‘suo’ Malmö, quindi nel 1995 riveste la maglia dello Young Boys per altre 2 stagioni, prima di fare ritorno in Scozia. Qui giocherà fino al 2001, vestendo 6 maglie diverse, e ritirandosi dopo le 9 partite giocate con l’Hamilton Academy. Dopo il ritiro è apparso anche in uno show televisivo. Con la Nazionale ha giocato 56 partite, segnando 13 reti. Citazione doverosa per Heinz Bigler, per oltre un decennio colonna della squadra, e tra i protagonisti dell’epoca d’oro sotto la guida di Albert Sing.

9 (attaccante) – Eugen ‘Geni’ MEIER: Nato a Sciaffusa, giocherà nella squadra della sua città fino al 1951 quando, a 21 anni, segue l’allenatore Sing allo Young Boys. In giallonero Meier rimarrà per 14 stagioni, vincendo 4 campionati consecutivi (1957-1960) e 2 coppe nazionali (1953 e 1958), e conquistando 2 volte la classifica cannonieri (1953 e 1959). Nel 1965, dopo 249 reti in 376 partite (miglior marcatore nella storia del club e terzo assoluto per presenze), passa all’altra squadra della città, il FC Berna, con cui gioca le sue due ultime stagioni prima del ritiro. Con la Nazionale svizzera ha collezionato 42 presenze e 3 reti, prendendo parte ai Mondiali del 1954 e del 1962. È scomparso nel 2007. Citazione doverosa per due bomber gialloneri in tempi più recenti: il primo è Stéphane Chapuisat, scelto dalla Federcalcio elvetica come suo giocatore più rappresentativo nei primi 50 anni della FIFA, e che dopo aver fatto grandi cose in Germania (compreso vincere una Champions League con il Borussia Dortmund), è tornato a chiudere la carriera in Patria, vestendo anche le maglie di Grasshoppers e Losanna. Agli Young Boys è rimasto 3 stagioni, segnando in campionato 53 reti in 100 partite, e conquistando il titolo di capocannoniere nel 2003-’04. Numeri ancor più considerevoli, in anni più recenti, per l’ivoriano Seydou Doumbia, meteora alla Roma, ma cannoniere in diversi campionati europei, e che con gli Young Boys ha totalizzato 57 centri in 78 apparizioni, compreso un invidiabilissimo score di 50/64 in campionato. Cifre che gli sono valse, in entrambi i campionati giocati in giallonero, il titolo di capocannoniere e il premio quale miglior giocatore del torneo.

10 (seconda punta) – Hakan YAKIN: Nato a Basilea da genitori turchi, fratello minore dell’ex difensore (ora allenatore) Murat Yakin, inizia nelle giovanili di un club minore cittadino, il Concordia, debuttando in prima squadra nel 1994, a 17 anni. Gli bastano poche apparizioni (9, con 4 reti), perché nel gennaio 1995 lo acquisti il Basilea. Vi gioca due stagioni e mezza quindi, nell’estate del 1997, passa al Grasshopers. L’avventura non è delle più felici così, dopo mezzo campionato, va in prestito al San Gallo, dove rimarrà 18 mesi. Rientrato alle ‘Cavallette’, questa volta trova spazio e gol, e così nel gennaio 2001 il Basilea lo riacquista, e il ritorno ‘a casa’ gli vale subito il double campionato-Coppa di Svizzera. Rimane fino al 2003 (bis in coppa e titolo di miglior giocatore), quando passa al PSG, facendo praticamente subito rientro alla base. Nell’estate 2004 va allo Stoccarda, ma anche qui dura mezza annata, finendo la stagione in prestito al Galatasaray, con cui vince la Coppa di Turchia. Fa quindi rientro in Patria, accasandosi allo Young Boys, dove vivrà una seconda giovinezza: non arriveranno titoli (al primo anno finale di coppa persa ai rigori, nella quale comunque lui il suo lo trasforma), ma l’impatto di Yakin sarà impressionante. Specie nell’ultima stagione, quando vince il titolo cannonieri con 24 reti in 32 partite (computo complessivo in campionato: 83 presenze e 40 gol), che gli valgono anche il riconoscimento di Giocatore Svizzero dell’Anno. Finito il triennio in giallonero accetta la ricca offerta dei qatarioti dell’Al-Gharafa, dove rimane una sola stagione, tornando poi in Svizzera, al Lucerna. Qui gioca fino al gennaio 2012, quando accetta l’offerta del Bellinzona e scende di categoria, chiudendo qui la carriera. Con la Svizzera, dopo una fortunata trafila con le rappresentative giovanili (6 presenze e 4 reti con l’Under-19, 3 match e 5 centri con l’Under-20 e 12 gol in 24 partite con l’Under-21), colleziona 87 presenze e 20 reti, prendendo parte a 2 Mondiali (2006 e 2010) e altrettanti Europei (2004 e 2008, in quest’ultimo segnando 2 reti). Citazione per Ernst Wechselberger, altro protagonista dell’era-Sing.

11 (ala sinistra) – Dario ZUFFI: Originario di Winterthur, cresce nella squadra della sua città, con cui debutta in prima squadra nel 1983, a quasi 19 anni. Se ne va nel 1985, trasferendosi allo Young Boys, con cui giocherà fino al 1991, conquistando il campionato nel 1985-‘86 e Supercoppa e Coppa di Svizzera la stagione seguente (aprendo le marcature del 3-1 finale nel primo caso, e segnando il momentaneo 1-1 nella finale poi conclusa sul 4-2 ai supplementari). Lascia nel 1991, da capocannoniere, per trasferirsi al Lugano. Qui rimarrà per 2 stagioni, nella seconda delle quali conquisterà di nuovo la coppa nazionale. Seguono 5 annate al Basilea e, quindi, il rientro al ‘suo’ Winterthur, con cui giocherà fino al 2000, anno del suo ritiro. Rimasto in seno al club, dal 2004 al 2011 allena la formazione Under-21 del club e inoltre, dal 2007, è vice allenatore della prima squadra, ruolo che l’ha portato a fare il tecnico in prima ad interim nel 2015. Tra il 2013 e il 2014 è stato inoltre vice CT dell’Under-21 svizzera. In Nazionale ha collezionato 19 presenze e 6 reti. Citazione per Gilbert Rey, ala dello Young Boys degli Anni ’50 e ’60.

ALL. Albert SING: Tedesco, già centrocampista cresciuto nell’Eislingen, club della sua città natale, nel 1936 passa quindi ai Kickers di Stoccarda, dove rimarrà per 12 anni (con una stagione in prestito al VfR Mannheim). Quindi va all’Ulm, che lascia a metà stagione per accettare il ruolo di giocatore-allenatore al Normannia Gmünd, con cui conclude l’annata per trasferirsi poi in Svizzera col medesimo ruolo, allo Sciaffusa. Dopo 2 stagioni allo ‘Spielvi’, eccolo approdare allo Young Boys, sempre come giocatore-allenatore: in giallonero manterrà il doppio ruolo fino al 1957, per poi appendere gli scarpini al chiodo e continuare solo come guida tecnica della squadra fino al 1964. Con lui alla testa, gli Young Boys vinceranno 4 campionati consecutivi (1957-1960) e 2 coppe nazionali (1953 e 1958), ossia un terzo dei propri titoli complessivi. Inoltre, è l’allenatore che ha condotto il più avanti possibile in Coppa dei Campioni/Champions League una squadra svizzera, arrivando alle semifinali del torneo nella stagione 1958-’59. Nel suo periodo a Berna, ha guidato brevemente anche il suo ex club, il Kickers di Stoccarda, nel 1962. Una volta lasciati gli Young Boys si accasa al Grasshoper, dove rimane due anni, prima di fare rientro in Germania per accettare la panchina dello Stoccarda, dove rimane però una sola stagione. Dopo un’annata al Monaco 1860, nel 1968 torna in Svizzera, al San Gallo, che lascerà due anni più tardi (dopo aver vinto la Coppa di Svizzera al primo tentativo) per approdare al Lugano, e la stagione successiva al Lucerna, dove rimarrà fino al 1974. Torna quindi nuovamente in Patria, guidando per un breve periodo il Friburgo, e poi per un’altra stagione lo Stoccarda. Nel 1976 torna definitivamente in Svizzera, allenando per uno scorcio di stagione il Chiasso. Quindi, dopo un breve stop, è di nuovo al Lucerna nel 1977-’78, esperienza dopo la quale sta fermo per circa 2 anni, prima della sua ultima breve esperienza con lo Zurigo, nel 1980. Non allenerà più e, stabilitosi in Svizzera, vi rimarrà fino alla scomparsa avvenuta nel 2008, a 91anni. Nel 1954 era il vice CT della Germania Ovest che vinse i Mondiali in Svizzera.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.