All Time XI: Zenit San Pietroburgo

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Nato dall’aggregazione di diverse formazioni locali, lo Zenit è attivo come più o meno lo conosciamo oggi dal 1925.

Ha un primo sussulto nel 1944 con la vittoria della Coppa Sovietica, ma non conquista poi più nulla fino alla sua prima “età d’oro”, gli Anni ’80.

È però l’avvento della partnership col colosso Gazprom, che dà alla squadra di San Pietroburgo la forza economica per imporsi sia a livello nazionale, sia anche in una dimensione europea, sigillata con la vittoria sui campioni d’Europa del Manchester United nella Supercoppa Europea 2008.

Lo Zenit ‘all-time’ si schiera con un 4-4-2 che può evolvere in un 4-2-3-1:

1 (portiere) – Vyacheslav MALAFEEV: Moscovita, classe ’79, a 9 anni entra nella scuola calcio ‘Smena’ dello Zenit, quindi nel 1997 firma il suo primo contratto professionistico, con la seconda squadra, sempre dello Zenit ovviamente. Nel 1999 debutta in prima squadra, conquistandosi definitivamente il posto da titolare nel 2001. Da allora è il portiere dello Zenit, di cui oggi è anche capitano, ed è stato protagonista di tutti i successi che hanno portato la squadra della Gazprom a essere la squadra russa di riferimento del Duemila. Il primo trofeo conquistato è la Coppa di Russia 1999, da vice del grande Roman Berezovsky, che l’anno seguente se ne andrà alla Torpedo Mosca per lasciargli definitivamente il posto. Arrivano poi la Coppa di Lega 2003, il campionato 2007, la Supercoppa Russa 2008, anno in cui lo Zenit centra anche il successo europeo con la Coppa UEFA, e poi con la Supercoppa Europea. Quindi, nel 2010, il double campionato-coppa nazionale, nel 2011 la seconda Supercoppa Russa (e suo primo trofeo da capitano), di nuovo il campionato nel 2012 (con Luciano Spalletti in panchina) e, dopo un triennio interlocutorio, nuovamente lo ‘scudetto’ nel 2015. Per lui anche 29 presenze con la Nazionale russa, con la quale ha disputato 3 Europei (2004, 2008 e 2012). Citazione per Mikhail Biryukov, portiere dello Zenit per tutti gli Anni ’80.

2 (terzino destro) – Aleksandr ANYUKOV: Nativo di Samara, inizia a giocare con la squadra della sua città, il Krylia Sovetov. Nel 2000, a 18 anni, gioco con la seconda squadra, debuttando nello stesso anno anche con la Prima. Rimane fino al 2005, quando si trasferisce allo Zenit. A San Pietroburgo inizia a vincere 2 anni dopo col campionato 2007, cui segue il filotto di 3 trofei in 5 mesi tra il marzo e l’agosto 2008, quando lo Zenit conquista prima la Supercoppa Russa, poi la Coppa UEFA e, infine, la Supercoppa Europea. Divenuto capitano, conquista il double 2010 campionato-coppa nazionale, cedendo poi la fascia a Malafeev. Ancora parte integrante della rosa dello Zenit, ha messo in bacheca anche la Supercoppa Russa 2011, il campionato 2012 e quello 2015. Per lui anche 77 presenze e una rete con la maglia della Russia, disputando 3 edizione dell’Europeo consecutive (2004, 2008 e 2012). Citazione per l’armeno Sargis Hovsepyan, predecessore di Anyukov, colonna della squadra che conquistò i primi trofei del club.

3 (difensore centrale) – Anatoli DAVYDOV: Nato a Tula, inizia la sua carriera in una delle squadre locali, la Torpedo. Passa poi ai rivali cittadini del Metallurg, con cui debutta nel calcio professionistico nel 1971 (nella ‘B’ sovietica), non ancora 18enne. Nel 1975 passo allo Zenit (allora Zenit Leningrado), giocandovi fino al 1988, affermandosi come una delle colonne della prima era d’oro dello Zenit, gli Anni ’80, con la vittoria del campionato sovietico 1984 e la finale persa di Coppa Sovietica 1986. Dopo una stagione con il Lada Togliatti e qualche apparizione col Krylya Sovetov, nel 1990 si trasferisce in Finlandia, al Ponnistus. Torna quindi a Leningrado, giocando però una stagione per i rivali cittadini del Lokomotiv, e tornando poi al Ponnistus, dove rimane fino al 1995. L’anno seguente è in Cina, al Fushun Fosidi, quindi nel 1997 gioca un’ultima stagione col ‘suo’ Zenit, ritirandosi quindi a quasi 44 anni, e dopo aver stabilito il record – tuttora imbattuto – di presenze col club: 456. Passa direttamente dal campo alla panchina, divenendo subito dopo il ritiro allenatore della squadra riserve dello Zenit e vice della prima squadra. Nel novembre 1998 viene nominato allenatore ad interim e quindi a tutti gli effetti dello Zenit, sostituendo Anatoly Byshovtsa, costretto a lasciare per problemi di salute. Nel 1999 guida la squadra alla conquista della Coppa di Russia, quindi torna a far parte dello staff come assistente, continuando ad allenare le riserve e nel Settore Giovanile. Lascia lo Zenit nel 2002, diventando l’allenatore del Metallurg Lipetsk. Lascia nel 2005, passando al Sibir Novosibirsk, poi nel 2007 allena brevemente il Telecom Textilschik, per tornare poi allo Zenit come assistente della prima squadra e tecnico delle giovanili, tornando a guidarlo ad interim nel 2009. Se ne va nel 2013, per accettare la panchina del Tom, dimettendosi dopo 3 mesi.

4 (terzino sinistro) – Domenico CRISCITO: Napoletano di Cercola, muove i primi passi nello Sporting Volla, dove lo notano gli osservatori del Genoa. Nel 2002, a 16 anni, entra nel Settore Giovanile del ‘Grifone’, debuttando anche in Prima Squadra. Due anni dopo passa alla Juventus, giocando 2 stagioni nella Primavera bianconera, vincendo il Torneo di Viareggio il primo anno e lo Scudetto di categoria nel secondo. Viene quindi rimandato al Genoa, in prestito, dove gioca da titolare il campionato di Serie B, conquistando la promozione diretta, proprio insieme alla Juventus (squadra di sua proprietà) e al Napoli (squadra di cui è tifoso). Rientrato in bianconero con grandi speranze di esserne il pilastro difensivo del futuro nella ricostruzione post-Calciopoli, un paio di passaggi a vuoto lo vedono presto perdere il posto da titolare e, a gennaio, viene nuovamente mandato al Genoa. Rimane definitivamente in rossoblù fino all’estate 2011, quando viene acquistato dallo Zenti. Coi russi vince 2 campionati (2011-’12 e 2014-’15) e la Supercoppa Russa 2015, segnando il rigore decisivo. In azzurro ha totalizzato 22 presenze con la Nazionale maggiore, partecipando al disastroso Mondiale 2010. Ha inoltre vestito la maglia di praticamente tutte le Nazionali giovanili, prendendo parte a 2 Europei Under-21 (2007 e 2009) e ai Giochi Olimpici 2008.

5 (difensore centrale) – Vladimir GOLUBEV: Nato a Leningrado/San Pietroburgo, è cresciuto nello Zenit, unica squadra per cui abbia giocato, militandovi dal 1968 al 1981. Capitano dal 1975 al 1978, dopo il ritiro ha intrapreso la carriera di allenatore, entrando nello staff tecnico dello Zenit, che gli affida in corsa la panchina nel 1987, e quindi nuovamente nel 1989. Dal 2006 al 2008 ha allenato la squadra riserve, lo Zenit-2.

6 (regista) – Axel WITSEL: Regista belga, nativo di Liegi, a 15 anni entra nelle giovanili di uno dei club cittadini, lo Standard. 2 anni più tardi, nel 2006, debutta in prima squadra, collezionando 16 presenze e 2 reti. Dall’anno dopo è già titolarissimo, e con 7 reti in 33 partite dà il suo importante contributo alla conquista del titolo belga, vincendo il titolo come Miglior Giovane del Campionato e, soprattutto, la Scarpa d’Oro come Miglior Giocatore del Campionato Belga. La stagione seguente arrivano la Supercoppa nazionale e il bis in campionato. Quindi ecco la seconda Supercoppa del Belgio consecutiva, che sigilla segnando la rete del definitivo 2 a 0. Chiude anche la sua ultima stagione con lo Standard, la 2010-’11, vincendo qualcosa: l’ultimo trofeo nazionale mancante alla sua bacheca, ossia la Coppa del Belgio. Passa quindi ai portoghesi del Benfica e, dopo una sola stagione (nella quale vince la Coppa di Lega), eccolo approdare allo Zenit, dove milita tutt’ora. Con la squadra di San Pietroburgo ha vinto il campionato russo 2014-’15, e la Supercoppa nazionale 2015, realizzando uno dei rigori della lotteria finale, a seguito del pareggio dopo i tempi supplementari. Col Belgio, dopo tutta la trafila delle Nazionali giovanili, ha giocato finora 63 partite, mettendo a segno 6 reti e prendendo parte al Mondiale 2014.

7 (ala destra) – HULK: Brasiliano di Campina Grande, si mette in luce nelle giovanili della squadra locale, il Grêmio Recreativo Serrano. A soli 15 anni si trasferisce in Portogallo, alla Vilanovense, rientrando in Patria pochi mesi dopo, approdando nelle giovanili del San Paolo. Nel 2003 passa al Vitòria di Salvador de Bahia, debuttando in prima squadra l’anno seguente. Nel 2005, a 19 anni, si trasferisce in Giappone, al Kawasaki Frontale, ma delude e lo mandano in prestito nella B nipponica, al Consadole Sapporo, dove segna 25 reti in 38 partite. Tuttavia viene mando nuovamente in prestito, stavolta al Tokyo Verdy, sempre in B. Qui, con 37 reti in 42 partite, conquista il titolo di capocannoniere (sfuggitogli per un solo gol la stagione precedente), facendo poi ritorno al Frontale. Ma le cose vanno nuovamente male, e viene quindi rispedito al Verdy, dove segna altre 7 reti in 13 match, prima di passare ai Portoghesi del Porto nell’estate 2008. Coi ‘Dragoni’ rimane 4 stagioni, vincendo almeno un titolo tutti gli anni. Parte col double campionato-coppa nazionale, quindi vittoria della Supercoppa portoghese e bis nella Coppa del Portogallo. Nel 2010-’11 ecco la stagione da sogno: Supercoppa del Portogallo, titolo nazionale da capocannoniere (23 centri in 26 presenze) e miglior giocatore del torneo, coppa nazionale (segnando una rete in finale) ed Europa League. La stagione seguente si apre con la conquista della terza Supercoppa nazionale consecutiva, e si chiude con la vittoria in campionato, e lui vince nuovamente il premio come miglior giocatore del torneo. Quindi, dopo 3 presenze e 2 reti in campionato nell’agosto 2012, ecco il passaggio allo Zenit, dove tuttora milita. Nella sua prima stagione a San Pietroburgo è subito Miglior Giocatore del campionato russo, mentre nel 2015 vince il titolo nazionale da capocannoniere (15 reti). Col Brasile ha messo a segno 11 centri in 45 partite, disputando la Confederations Cup vinta nel 2013 e il disastroso (per i verdeoro padroni di casa) Mondiale dell’anno successivo. Ha inoltre vinto la medaglia d’argento con l’Olimpica ai Giochi 2012.

8 (mediano) – Igor DENISOV: Nativo di San Pietroburgo, dopo i primi calci col Turbostroitel entra alla ‘Smena’, la scuola calcio dello Zenit, con cui a 18 anni firma il suo primo contratto da professionista, e debuttando in prima squadra. Dalla stagione seguente fa parte in maniera stabile della rosa dei ‘grandi’, conquistandosi ben presto una maglia da titolare. Rimane allo Zenit fino al giugno del 2013, divenendone una vera e propria bandiera e conquistando buona parte dei trofei che il club ha messo in bacheca nel Terzo Millennio. Col club ha vinto 3 campionati (2007, 2010 e 2011-’12), una Coppa di Russia (2010), 2 Supercoppe nazionali (2008 e 2011), una Coppa di Lega (2003) e i 2 trofei internazionali del club: la Coppa UEFA e la Supercoppa Europea 2008. Nel giugno 2013 passa all’Anzhi Makhachkala, lasciando dopo nemmeno 2 mesi e sole 3 partite giocate, a causa della crisi finanziaria del fino a quel momento decisamente munifico club. Passa quindi alla Dinamo Mosca, sua attuale squadra. Con la Russia, di cui è attualmente il capitano, ha giocato finora 52 partite, prendendo parte all’Europeo 2012 e al Mondiale 2014.

9 (ala sinistra/trequartista) – DANNY: Nato in Venezuela da genitori portoghesi, da piccolo si trasferisce sull’isola di Madeira, nota ai calciofili per aver dato i natali a Cristiano Ronaldo. Entrato nelle giovanili del principale club dell’isola, il Marìtimo di Funchal, debutta in prima squadra a 18 anni e, dopo una sola stagione tra i ‘grandi’, viene acquistato dallo Sporting Lisbona, giocando proprio con CR7. La stagione seguente lasciano entrambi i biancoverdi: Ronaldo perché acquistato dal Manchester United, Danny rispedito in prestito a Funchal. Rientrato quindi allo Sporting nell’estate 2004, nel febbraio successivo viene acquistato dai russi della Dinamo Mosca. Nel 2008 passa allo Zenit, vincendo subito la Supercoppa Europea contro il Manchester Unite campione d’Europa in carica (ma niente incrocio con Cristiano Ronaldo, che non disputa il match). Per Danny è un debutto coi fiocchi: segna la rete del momentaneo 2 a 0 (che si rivelerà decisiva per la vittoria, visto il 2 a 1 finale), vincendo anche il premio di ‘Man of the Match’. Persa buona parte della stagione successiva per infortunio, nel 2010 contribuisce con 10 reti in 27 partita alla conquista del titolo nazionale (e a lui va il titolo di Giocatore dell’Anno), dopo aver conquistato nello stesso anno anche la Coppa Russa. Quindi nel 2011 ecco la Supercoppa Russa, nel 2012 il secondo titolo nazionale e, nel 2015, il terzo. Col Portogallo ha segnato 4 reti in 36 partite, e preso parte al Mondiale 2010. Inoltre, con l’Olimpica, ha disputato i Giochi 2004.

10 (seconda punta/ala sinistra) – Andrey ARSHAVIN: Il talento di casa, essendo nato a San Pietroburgo (al tempo ancora Leningrado) e cresciuto nelle giovanili dello Zenit. Debutta in prima squadra nel 2000, a 19 anni, in una partita di Intertoto. Dalla stagione successiva è titolare inamovibile, e nel 2003 arriva il primo trofeo, la Coppa di Lega. Nel 2006 è Giocatore Russo dell’Anno e Miglior Giocatore del campionato, mentre l’anno seguente contribuisce con gol e assist in doppia cifra alla prima vittoria in campionato dello Zenit. Nel 2008 è grande protagonista dei 5 mesi d’oro dello Zenit, che da marzo ad agosto conquistano Supercoppa Russa, Coppa UEFA e Supercoppa Europea. Segna il gol del momentaneo 1 a 0 (2 a 1 il risultato finale), è ‘Man of the Match’ nella finale della seconda, mentre parte dalla panchina nella terza. Rimane allo Zenit fino a fine anno, quindi nel febbraio 2009 approda agli inglesi dell’Arsenal, presentandosi subito bene in Premier League con 6 reti e 7 assist in 12 partite disputate. La sua permanenza in Gran Bretagna non è però il successo sperato e ipotizzato: la tanta concorrenza, qualche infortunio e anche problemi di collocazione tattica portano Arshavin a non conquistarsi una maglia sicura da titolare e quindi, dopo (altre) 2 stagioni e mezza coi ‘Gunners’, all’inizio del 2012 torna in prestito allo Zenit, col quale vince il campionato russo. Rientrato a Londra, dopo una stagione in cui disputa solo 11 partite tra tutte le competizioni, torna definitivamente allo Zenit a parametro zero. Rimane per 2 stagioni, lasciando dopo la conquista del titolo nazionale 204-’15 per accasarsi al Kuban Krasnodar. Qui rescinde il contratto dopo 6 mesi, accasandosi quindi presso i macedoni del Vardar di Skopje, suo attuale club. Con la Nazionale russa ha disputato 75 incontri, mettendo a segno 17 reti. Ha preso parte a 2 Europei: quello 2008, chiuso al terzo posto finale e con l’inserimento nel Top Team del torneo. E quello del 2012, dove è stato capitano della Russia e miglior assist-man della competizione.

11 (centravanti) – Aleksandr KERZHAKOV: Nativo della ‘regione’ di San Pietroburgo, inizia a giocare con il Svetogorets di Svetogorsk, club locale delle serie minori, debuttando in prima squadra ancora minorenne. Nel 2001, dopo alcuni mesi passati al Colga, approda allo Zenit. Partito come riserva, si conquista ben presto un ruolo da bomber, lasciando nel dicembre del 2006 dopo 95 centri in 205 presenze, il titolo di capocannoniere nel 2004 e la conquista della Coppa di Lega 2003. Approda agli spagnoli del Siviglia, con cui vince subito la Coppa UEFA e la Copa del Rey, subentrando dalla panchina in entrambe le finali. Primo cambio dei titolari anche nella stagione successiva (che si apre con la conquista della Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid: lui rimane in panchina all’andata ed entra nella ripresa al ritorno) resiste fino al febbraio 2008, quando torna in Patria, alla Dinamo Mosca. 2 stagioni coi moscoviti e poi eccolo finalmente tornare allo Zenit, con cui conquista subito il double campionato-coppa nazionale. Nel 2011 ecco la Supercoppa di Russia e, nella stagione 2011-’12 il bis in campionato, cui contribuisce in maniera determinante con 23 reti in 32 incontri. Rimane allo Zenit fino alla fine del 2015, conquistando un altro campionato (2014-’15) e un’altra Supercoppa nazionale (2015). Attualmente gioca per gli svizzeri dello Zurigo. Con la Nazionale ha disputato 90 match, segnando 30 reti che ne fanno il bomber assoluto della Russia post-sovietica. Ha preso parte a 2 Mondiali (2002 e 2014) e ad altrettanti Europei (2004 e 2012).

ALL. Dick ADVOCAAT: Olandese de L’Aia, dopo una discreta carriera da calciatore per la squadra della sua città (l’ADO Den Haag) e alcune esperienze anche negli Stati Uniti, inizia ad allenare nel 1980, quando è ancora un giocatore professionista, guidando un club amatoriale, il DSVP. Vi rimane fino al ritiro dal calcio giocato, 4 anni dopo, quando entra direttamente nello staff tecnico della Nazionale olandese, come vice del CT, il mitico Rinus Michels. Il suo essere allievo del ‘Generale’ (così era soprannominato il padre del ‘Calcio Totale’) gli fa guadagnare il soprannome di ‘Piccolo Generale’. Rimane al fianco di Michels per un triennio, quindi nel 1987 diviene allenatore dell’HFC Haarlem. Due anni dopo passa allo SVV Schiedam, guidandolo immediatamente alla promozione nella massima serie, e conquistando la salvezza ai playout l’anno successivo. Nel frattempo è tornato anche a fare il vice CT dell’Olanda, succedendo a Michels dopo l’Europeo 1992. La sua avventura alla guida degli arancioni è altalenante, tanto che rischia l’esonero prima di USA ‘94, ma alla fine rimane in sella, portando la squadra fino ai quarti di finale, dove sarà eliminata dopo uno spettacolare e rocambolesco 3 a 2 dal Brasile che vincerà poi il titolo. Il bel Mondiale gli vale la conferma, ma dopo pochi mesi Advocaat lascia per accettare in corsa la panchina del PSV Eindhoven, nel dicembre 1994. Rimane fino al termine della stagione 1997-’98, conquistando almeno un trofeo in tutte le stagioni in cui ha guidato la squadra dall’inizio: Coppa d’Olanda (1995-’96), campionato e Supercoppa d’Olanda (1996-’97), e di nuovo la supercoppa nazionale (1997-’98). Passa quindi agli scozzesi del Glasgow Rangers, centrando subito la tripletta nazionale campionato-Coppa di Scozia-Coppa di Lega. Il double campionato-coppa gli riesce anche l’anno successivo ma, dopo una stagione senza titoli, nel dicembre 2001 si dimette da allenatore e diviene general manager della squadra. Il mese seguente viene però richiamato sulla panchina dell’Olanda, che guiderà fino agli Europei 2004. Nel novembre 2004 accetta in corsa il Borussia Mönchengladbach, ma l’avventura dura solo 5 mesi. Dura anche meno la seguente: a metà luglio 2005 diviene CT degli Emirati Arabi Uniti, incarico che lascia 2 mesi dopo per accasarsi sulla panchina della Corea del Sud. Guida la squadra asiatica fino al Mondiale 2006, quindi inizia la sua avventura allo Zentit. In Russia vince subito il campionato, quindi la Supercoppa nazionale e, soprattutto, la Coppa UEFA 2007-’08, battendo in finale un suo ex club, i Rangers, per 2 a 0. Nell’estate 2008 arriva addirittura la Supercoppa Europea, battendo il Manchester United campione d’Europa in carica. Il proseguo dell’avventura è però accidentato, nel frattempo Advocaat accetta di diventare CT del Belgio e, nell’agosto 2009, viene esonerato dal club. Due mesi più tardi inizia ufficialmente la sua avventura alla guida dei ‘Diavoli Rossi’, e a dicembre 2009 diviene anche l’allenatore del club olandese AZ Alkmaar. Lasciato il Belgio in primavera, a fine stagione lascia pure l’AZ e diviene CT della Russia, che porta fino all’Europeo 2012, lasciandola poi per tornare al PSV Eindhoven. La stagione inizia con la conquista della Supercoppa Nazionale, ma si conclude col secondo posto in campionato e la finale persa di Coppa d’Olanda contro l’AZ. Advocaat lascia e annuncia di non voler più allenare squadre di club, ma a dicembre ci ripensa, prendendo in corsa proprio l’AZ, che guida fino a fine stagione per poi divenire CT della Serbia. 2 pareggi e 2 sconfitte lo portano alla rescissione del contratto dopo nemmeno 4 mesi. Riparte nel marzo 2015, prendendo in corsa gli inglesi del Sunderland, portandoli ad un’insperata salvezza. Annuncia quindi il ritiro, ma poi ci ripensa e firma per un altro anno coi ‘Black Cats’. Dopo un disastroso avvio di stagione, Advocaat rassegna le dimissioni in ottobre.

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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