Apologia di un centravanti: “Long John” Giorgio Chinaglia

chinagliaEa�� uscito, sul finire della��anno passato, un libro su Giorgio Chinaglia scritto da Giorgio Ciriachi e Sergio Pucciarelli.
Narra le vicende di Long John dal suo arrivo nella capitale da��Italia nel 1969, fino alla sua partenza per gli Stati Uniti da��America, nel 1976. Ea�� la storia del calciatore, che ha influenzato tantissime generazioni di tifosi Laziali, con la sua grinta, con il suo coraggio con il suo non volersi mai arrendere, che nelle trame del libro, si intreccia con le vicende di un giovane tifoso della SS Lazio, che inizia a seguire la formazione biancoceleste, prima dalla vecchia Tevere Non Numerata con le sue panche in legno verde, insieme a suo padre, per poi passare in Curva Nord quando inizia a scoprire il mondo degli Ultras biancocelesti.
a�?I colori dei nostri padri, i colori dei nostri figlia�? come recitava un famosissimo striscione esposto in Tribuna Tevere dal Sodalizio qualche anno fa, che ha fatto storia.
Le pagine del libro ripercorrono la storia di quegli anni a�?meravigliosia�?, come era scritto su tante bandiere che spesso si vedevano sventolare gioiose allo Stadio Olimpico, in cui la SS Lazio vinceva il suo primo scudetto e la Coppa delle Alpi e tanti giovani tifosi crescevamo seguendo le gesta del loro invincibile condottiero con la casacca numero nove, non avendo paura di niente e di nessuno.
Ma la genesi di questo libro non poteva prescindere dalla��aiuto fondamentale di tanti vecchi amici.
Prima di tutti, Antonio Grinta, che in quegli anni in cui noi andavamo ancora in Tevere Non Numerata con i nostri padri, era giA� sul muretto della Vecchia Curva Sud, sopra a degli striscioni che hanno fatto la storia del tifo della SS Lazio. Quante volte, nella stesura del libro, gli abbiamo chiesto : a�? Ca��erano i Laziali a Napoli nel 1973 ?a�?, a�? Cosa successe in un vecchio Lazio-Perugia ? a�?. Lui con pazienza ci ha risposto, facendoci scoprire delle storie antiche del tifo biancoceleste che ignoravamo, non avendole vissute come lui in prima persona.
Gino Ceccarelli, ha poi raccontato sulle pagine di Apologia di in centravanti, la nascita dei CML e del movimento Ultras nella Capitale da��Italia. Era il 1971, Giorgio guidava la SS Lazio ed un manipolo di giovani spavaldi tifosi biancocelesti fu pioniera anche in questo. Gino ci ha anche regalato delle inedite vecchie foto del tifo biancoceleste, che non aveva neppure Gianni a�?Eldoradoa�? Barberi e questo la dice lunga sulla loro raritA� !
Antonio a�?Poppya�? Sbardella ci ha raccontato vecchie storie biancocelesti che gli aveva narrato suo padre, che fu il costruttore di quella SS Lazio che stupA� tutta la��Italia per il suo gioco spumeggiante.
Antonello a�? Nelloa�? Romano, ha messo a nostra disposizione il suo caffA? letterario, Frane Letterarie, dove questo libro lentamente A? nato, incontro dopo incontro, birra dopo birra. Nello ci ha anche regalato delle sue poesie dedicate a quella maglia numero nove che cambiA? la nostra vita di tifosi e non solo.
George Chinaglia, ha parlato di suo padre, fuori dal terreno di gioco, del suo rapporto con i figli, del suo essere un padre premuroso e generoso. Come sul terreno di giocoa��
Infine Bruno Giordano, erede naturale di Giorgio, ci ha raccontato del suo esordio con la SS Lazio e della difficoltA� nel sostituire un giocatore leggendario come Chinaglia.
Non sappiamo se questo libro piacerA�, ma su una cosa siamo sicuri A? stato scritto e pensato con passione da tanti vecchi tifosi che hanno amato e amano la SS Lazio.
I colori dei nostri padri, i colori dei nostri figli.

Giorgio Acerbis

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Tifoso della SS Lazio, sono abbonato fin dal 1976 in Tevere non-numerata. Laureato in scienze politiche, ho pubblicato per Urbone “I Leoni di Lisbona”, la storia del Celtic che vinse la Coppa dei Campioni nel '67. Scrivo da tempo sulla Fanzine del Liverpool “Red all over the land”. Ho collaborato con alcune radio private di Roma curando delle rubriche su argomenti calcistici. Attualmente mi occupo della mia gatta Keira.

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