Ardemagni riacciuffa il Novara

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Il bomber dei lupi trasforma il penalty che ha regalato un sofferto, ma meritato pari all’Avellino. Gli ospiti erano passati in vantaggio dopo soli dieci minuti con una fortunosa rete di Macheda su tiro di Casarini. Domenica sfida salvezza al Liberati di Terni contro il fanalino di coda del torneo. 

L’Avellino, reduce da due sconfitte consecutive, interrompe il suo mini trend negativo, ma non va oltre il pari al termine del match casalingo disputato contro il Novara.  Un punto che fa morale e mantiene quasi inalterata la classifica, dal momento che i biancoverdi possono ancora vantare quattro punti di vantaggio sulla quint’ultima posizione in classifica occupata pari-merito da Vicenza e Pisa.

Che quella contro gli uomini allenati da mister Boscaglia non sarebbe stata una partita facile lo si è capito nell’immediato prepartita: il tecnico dei lupi Novellino, già orfano di Paghera e Lasik a centrocampo, ha infatti dovuto fare a meno anche di Moretti, che durante il riscaldamento ha avuto un problema muscolare all’adduttore. Dunque assetto tattico stravolto: Solerio titolare “a freddo” sull’out mancino di difesa, Laverone davanti all’ex Giana Erminio, D’Angelo ed Omeonga in mediana, Verde ala destra, Ardemagni – Castaldo in attacco. A completare l’undici, Radunovic tra i pali, Gonzales terzino destro e Jidayi-Djimsiti centrali di difesa.

Neanche il tempo di trovare la quadratura in mezzo al campo che il Novara, schierato con un dinamico, elastico ed ermetico 3-4-1-2, dopo soli dieci minuti trova la rete del vantaggio con una fortunosa deviazione di Macheda su tiro di Casarini. L’Avellino accusa il colpo, va in confusione e i piemontesi diventano padroni del campo: si difendono con ordine, palleggiano in scioltezza e ripartono con estrema facilità trovando spesso la profondità e per poco anche il raddoppio, prima con un tiro dalla distanza di Galabinov e poi con Chiosa. I lupi si vedono solo alla mezz’ora con un calcio di punizione di Verde ben deviato da Da Costa in angolo, ma + ancora Macheda, prima dell’intervallo, a mettere i brividi a Radunovic.

Novellino capisce che qualcosa non va e dopo aver provato più volte ad invertire gli esterni nella prima frazione di gioco (chiedendo di giocare largo anche a Castaldo), nella ripresa dopo soli 10 minuti richiama un opaco e nervoso Verde per Belloni passando al più classico dei 4-4-2. L’Avellino cresce in intensità, ma quasi mai riesce a rendersi pericoloso. Al 67esimo allora il tecnico dei lupi si gioca a sorpresa anche la carta Bidauoi che rileva un Solerio impreciso e in affanno. L’ex Crotone da vivacità alla manovra irpina, saltando l’uomo e creando superiorità: al 71esimo Casarini salva su D’Angelo, poi un minuto più tardi Ardemagni va in rete di tacco ma il direttore di gara annulla per presunto off side tra le vibranti proteste dei calciatori in maglia verde. Al 77esimo arriva il pareggio: Da Costa atterra Ardemagni spalle alle porta, lo stesso attaccante va dal dischetto e spiazza l’estremo difensore piemontese siglando la sua decima rete stagionale. I lupi ci credono, Novellino pure: out un esausto Jidayi per Migliorini con la speranza di poter far valere i centimetri del difensore centrale in area avversaria. Ma sono gli ospiti a sciupare clamorosamente la palla del vantaggio con Sansone che, a porta spalancata, scivola al momento della battuta a rete.

Finisce senza vincitori, né vinti, ma tra gli applausi dei circa 6000 spettatori del Partenio che hanno quantomeno apprezzato la reazione della squadra nel secondo tempo quando Castaldo e compagni, preso atto della evidente difficoltà nel creare gioco per le pesanti assenze nella zona nevralgica del campo, ci hanno messo cuore, carattere e grinta per recuperare una gara che non avrebbero comunque meritato di perdere. Adesso mente alla sfida di domenica pomeriggio al Liberati di Terni: sarà sfida salvezza ad alta tensione dal momento che per gli umbri, mestamente ultimi in classifica, potrebbe essere l’ultima occasione per mantenere accesa la speranza di rimanere agguantati al treno salvezza.

L’iniziativa.

Non potevamo non menzionare la bellissima iniziativa organizzata dalla curva Sud Avellino per consolidare quel legame di amicizia nato per caso il 6 febbraio dello scorso anno a Novara, quando alcuni sostenitori irpini, reduci dal pesante ko incassato dall’allora formazione allenata da Tesser, si fermarono a sostenere con goliardia e passione i piccoli calciatori della Polisportiva san Giacomo. Ebbene i baby novaresi sono stati ospiti della curva Sud in una tre giorni fatta di eventi e festeggiamenti. Una vera e propria favola moderna che ha esaltato la grande sensibilità degli ultras biancoverdi che, dopo il fango gettato su di loro nelle ultime settimane per l’ormai famoso episodio del vetro rotto all’auto del presidente del Verona, hanno dimostrato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che rappresentano ancora la faccia più sana e pulita di questo calcio malato.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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