L’ arte di vincere

moneyballIspirato al libro a�?Moneyball: The Art of Winning an Unfair Gamea�? di Michael Lewis che tratta la vera storia di una squadra di baseball, gli Oakland Athletics, “La��arte di vincere” A? un film da��argomento sportivo che riesce a coniugare una precisa ricostruzione storica con la��introspezione in particolari emozioni interiori.A�Deciso a dirigere le sorti di un team poco finanziata, Billy intuisce che non servono singoli talenti strapagati, bensA� una squadra motivata e ben amalgamata. Decide cosA� di dare la��opportunitA� ad alcuni giocatori secondari di puntare sulle loro potenzialitA�, e di porre la sua fiducia in un metodo rivoluzionario di calcoli e numeri ideato dal giovane collaboratore Brand sulla base delle dimenticate teorie statistiche di Bill James. RiuscirA� a raggiungere la��obiettivo: gli Athletics infileranno 20 vittorie consecutive (un record nella storia del baseball).A�Il film, candidato a 6 premi oscar, A? molto riuscito. Il merito principale A? di un cast di attori azzeccati ed efficaci, oltre che ben caratterizzati nei loro interessanti ritratti. Il plot A? curato, equilibrato e coinvolgente. Dal punto di vista formale A? impreziosito da una fotografia dai colori spenti, perfettamente in sintonia con lo stato da��animo del protagonista e col grigiore quotidiano e ordinario della provincia, e da una musica di vibrante drammaturgia.A�La pellicola va perA? oltre il semplice film sullo sport.A�Nella��esaltazione della��American Dream, si riflette piuttosto su passato e futuro, sulla contrapposizione tra attaccamento alle proprie radici e sfida verso il rinnovamento. Alla pari della��incredibile vicenda di Beane che ha sfidato le tradizionali regole dello sport rivoluzionando il baseball, anche la regia di Bennett Miller rispetta la tradizione classica della messa in scena, ma ne oltrepassa i limiti con alcune distintive innovazioni: inquadrature lunghe e meditative, trovate ironiche nei raccordi, momenti senza sonoro, infusione di humour in alcune scene. Passato e futuro si ritrovano anche nel mix da��immagini sportive da��epoca con quelle di oggi.A�Il film A?, in sintesi estrema, la storia di un gruppo di perdenti che malgrado tutto continuano ostinatamente a restare idealisti e ambiziosi. Ea�� nella cronica insoddisfazione di Billy che questo si esprime: pur desiderando ardentemente un riscatto, sa che purtroppo la sconfitta A? sempre dietro la��angolo. Malgrado il record di vittorie, gli Athletics, infatti, non riusciranno a vincere la stagione!A�Qui si svela perA? il senso piA? vero del film: Billy avrA� sempre bisogno della sua condizione di perdente, perchA� egli non vive per il successo, ma per la lotta che conduce ad esso. La��unica arte di vincere A? allora continuare orgogliosamente a non darsi per vinti e ritrovare sempre il coraggio di osare, sfidare e sperimentare, per battere limiti e superare ostacoli.A�Il film lancia dunque un messaggio ben preciso, un invito alla��uomo non solo a ritrovare fiducia nelle sue potenzialitA�, ma soprattutto, a ricordare del vero senso della partita, dentro e fuori il campo di gioco: non A? la quantitA� di vittorie che ci rende vincenti!

Davide Arioli

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Ragazzino classe ‘85, si laurea in Ingegneria Meccanica/Gestionale con sommo gaudio di papà e mamma, stufi di mantenerlo, data l’elevata quantità di cibo necessaria a riempire un figlio di 205 centimetri. Lavoratore motivato (dicono sia solo per merito delle ammiccanti colleghe), e appassionato per il nuoto, che gli sta facendo perdere una fidanzata dopo l’altra. La piscina è la sua seconda casa, per la gioia del centro in cui si allena (che, con i soldi delle sue entrare, ci sta ristrutturando l’impianto). Nel (raro) tempo libero si dedica ai pochi amici che reggono i suoi discorsi sullo stile libero, sul delfino e su quanti chilometri abbia fatto in piscina.