Aru nella storia: conquistato Montecampione

Giro d'Italia 2014Fabio Aru trionfa dove la leggenda di Pantani ha mosso i suoi primi passi: lo scatto a tre chilometri dalla fine sancisce l’ingresso del corridore sardo fra i grandi nomi del ciclismo internazionale.

La gara entra nel vivo all’inizio della salita finale (l’unica), ovvero quella di Montecampione. E’ quindi a venti dalla conclusione che vengono ripresi buona parte dei dodici fuggitivi, partiti all’inizio della frazione, e che Julian Arredondo compie lo scatto a cui poi seguiranno quelli di corridori importanti.

Il colombiano, seguito da Manuel Cardoso, Stefano Pirazzi e dal gregario del laziale, Edoardo Zardini, supera mano a mano tutti gli uomini reduci dalla fuga, portandosi al comando ma spendendo allo stesso tempo la maggior parte delle energie. Mentre Zardini perde contatto dal gruppo di testa, Philip Deignan parte come un fulmine dal Gruppo e scavalca i tre al comando, rimasti ormai a corto di forze.

Come spesso ci aveva già abituato in questo Giro, Pierre Rolland rompe gli indugi e prova un primo attacco, a cui Rigoberto Uran risponde prontamente. Dopo pochi metri, il secondo tentativo del corridore francese va a buon fine: Uran lascia andare e il Capitano della Europcar guadagna il margine necessario per smuovere Quintana dall’attendismo che da giorni lo caratterizza. Il colombiano raggiunge la ruota dell’ avversario. Riportatosi sul Gruppo che ora è di fatto intesta alla corsa, Fabio Aru scatta una prima volta, seguito dal solito Uran e in seguito da Quintana, ma l’azione determinante è la seguente: il Capitano della Astana lascia sul posto i due colombiani, e mentre quello in Maglia Rosa preferisce, come anche ieri aveva fatto, proseguire col proprio ritmo (anche perché Evans, secondo nella generale, stava perdendo sempre più terreno), quello della Movistar aumenta l’andatura, seguito da Rolland e Fabio Duarte.

Ai meno due, la situazione vede dunque al comando il ciclista sardo, seguito da Quintana e Rolland, Uran e Duarte (che poi si porterà sulla coppia che al momento lo precede) un po’ più indietro, prima di Cadel Evans, David Moreno, Rafal Majka e Wilko Kelderman.

I distacchi rimangono invariati fino al traguardo, dove Fabio Aru giunge sprizzante di gioia, consapevole di aver scritto un’importante pagina di una delle salite più storiche d’Italia.

Nonostante la non impeccabile prestazione, Rigoberto Uran conserva la Maglia Rosa aumentando addirittura il distacco fra sé e Evans, reduce da una cattiva prova, sintomo di una condizione non proprio eccellente.

Nel giorno della consacrazione di Aru, il Giro d’Italia ci regala un’altra tappa dall’alto coefficiente di divertimento. Sperando che le prossime frazioni ci regalino ancora molte emozioni, la Corsa Rosa ci dà appuntamento a martedì per un’altra distruttiva tappa sulle montagne della Val Martello.

W il Giro!

Jacopo Brama

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Jacopo Brama nasce il 28 luglio 1998. Fin da piccolo manifesta un' infinita passione per l'Inter e per il calcio in generale, pur apprezzando anche ogni altro tipo di sport. D'estate non c'è trattativa di calciomercato a lui sconosciuta, a costo di sfondare abitualmente il limite di dati internet del cellulare... Amante della musica, vive nell' affascinante Verona, dove frequenta il liceo classico, ma se gli chiedete quale sia il luogo più bello per lui, non ha dubbi: San Siro, Curva Nord.

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