Avellino: aggiungi un posto a tavola che c’è Udanoh in più. Presentato il quarto pivot della stagione.

Chi lo avrebbe mai detto dopo l’addio di Cole. Ci sono problemi di sovrabbondanza in casa Scandone. Sette stranieri alla corte di coach Vucinic e la necessità di un turn over per rispettare le regole imposte dalla Lega. Ad oggi sembra Silins quello più interessato dalla questione ma, ovviamente, il giocatore da far accomodare in tribuna dovrà essere scelto settimana per settimana in base alla condizione fisica. La coppa sarebbe stata sicuramente d’aiuto da questo punto di vista. La gestione sarebbe stata più semplice. Ma acqua passata non macina più ed è inutile recriminare sulla cattiva sorte prima e sulle scelte societarie poi. Da qui a giugno la Sidigas si giocherà le chances dell’ultimo obbiettivo disponibile. Diciamocelo chiaramente. L’obbiettivo non è lo scudetto ma è innanzitutto goderci la fine della regular season e poi fare bella figura nei play off (che è ad oggi l’obbiettivo minimo). Vincere è una chimera e le possibilità sono seriamente ridotte al lumicino vista la caratura e le qualità tecniche ed economiche degli avversari.

La parola d’ordine dovrà essere PROGRAMMAZIONE. Abbiamo un DS con altri due anni di contratto oltre a quello in corso. Si deciderà finalmente di investire sullo stesso gruppo? Lasciarsi scappare Sykes, Nichols, Green, Filloy e gli stessi Harper, Udanoh e Silins sarebbe davvero un peccato. Anche Campani, Campogrande e Spizzichini sarebbero un buon punto di partenza per la prossima stagione. Ma qui sorge il problema. Da qualunque parte la si voglia guardare, la Scandone ha assoluto bisogno di un altro italiano di valore. D’Ercole, causa i suoi problemi fisici oramai cronici, non è mai riuscito ad incidere nel corso di tutta la prima parte della stagione. Speriamo nel finale col botto ma oggettivamente siamo demoralizzati (e crediamo che lo sia anche il giocatore). Chi andare a pescare non sta di certo a noi dirlo ma i buoni prospetti ci sono (occhio alla seconda lega, ad esempio).

Per ora la piazza si gode l’arrivo di Udanoh, quarto pivot della stagione (dopo gli infortuni di Costello e Young). Cavallo di razza liberato da Cantù colpevolmente in ritardo impedendo ad Avellino di schierarlo per le Final Eight di Firenze. Certi atteggiamenti si pagano prima o poi. Il basket è strano, la palla è a spicchi ma tonda. Il giocatore ha tutte le intenzioni di essere determinante per il finale di stagione: “Grazie dell’accoglienza, so che Avellino è una buona squadra e lo ha dimostrato sia in Italia che in Europa: sono contento di essere qui e prenderò questo impegno molto seriamente, facendo il possibile per aiutare la squadra come posso. Il piano iniziale era quello di essere qui per la Final Eight di Coppa Italia, ma purtroppo non sempre le cose vanno come si spera: l’importante è essere qui adesso, pronto per lavorare con la squadra sin da subito. Le mie caratteristiche? Sono molto attento in difesa, mentre in attacco posso giocare in più ruoli e cerco sempre di mettere in ritmo i miei compagni dispensando quanti più assist possibile, ma in generale posso fare tutto quello che serve: rimbalzi, assist, punti e così via. Adesso l’obiettivo principale è integrarmi in squadra, Avellino è in una buona posizione per quanto riguarda i playoff e spero di poter contribuire a quante più vittorie possibili. Il campionato italiano mi piace e l’Italia è il mio posto preferito da quando la mia carriera è ad alti livelli: è una lega competitiva, con tanti giocatori talentuosi, mi trovo bene. Io e il coach abbiamo avuto una breve conversazione oggi: mi ha chiesto semplicemente di essere me stesso, di giocare come so fare e di essere a disposizione della squadra“. Queste le sue dichiarazioni al momento della presentazione ufficiale.

Domenica Trento fuori casa e poi l’impegno casalingo con Varese per capire quanto la sosta sia servita a ricaricare le batterie e quanto a riprendersi dagli acciacchi delle ultime settimane. Nichols dovrebbe essere della partita mentre il Paladelmauro sta facendosi il lifting in vista delle Universiadi. Firenze ha ancora il sapore amaro della sconfitta sul filo della sirena. I tifosi si aspettano un deciso cambio di marcia e mentalità. Da questo punto di vista, il blocco italiano ha tantissime responsabilità. Si deve partire da lì, magari proprio da quelli in panchina, per tirare fuori l’orgoglio e finire la stagione col massimo della dedizione e dell’impegno. Non ci stancheremo mai di ripetere che a noi Campani piace (e non poco). Campogrande è forse il migliore nel roster quanto a propensione difensiva. Spizzichini butta il cuore sempre oltre l’ostacolo e oltre i suoi limiti. Ma ora è arrivato il momento di dare tutti qualcosa in più. Per non arrivare al termine della stagione con la maestra che dice “è bravo ma non mette attenzione in ciò che fa”. Concentrazione e sguardo verso l’unico obbiettivo che conta. Uscire dal parquet sempre tra gli applausi e senza nessun rimpianto. Si vinca o si perda. Perché la peggior cosa che possa capitare non è perdere una partita ma uscire dal campo convinti di non avere fatto il massimo.

(Foto dal sito della società)
Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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